PRIMO PIANO UDINE Nozze da favola in spiaggia a Lignano con 170 invitati: alla fine multa e danni
INSERITO DA ANNA DI DOMENICO UDINE - Da tempo a Lignano si parla di cercare una soluzione per poter celebrare i matrimoni civili, oltre che in municipio, anche sulla spiaggia, ma a tutt'oggi, come riferiscono i responsabili degli uffici comunali dello Stato civile, non è possibile. Comunque, la spiaggia diSabbiadoro l'altra settimana ha fatto da sfondo ad unafesta di matrimonio in grande stile, con ben 170 invitati. La coppia da tempo aveva espresso il desiderio di fare la festa per le nozze sull’arenile, nei pressi del Faro rosso.
Dopo un anno di preparativi, gli sposi, la contessa tedesca Natalie Thumfart e Hamid Teymouri, di origini persiane, sono giunti dalla Germania con molti amici e parenti al seguito. La coppia tedesca, fresca di matrimonio (celebrato altrove), si era appoggiata per l'organizzazione e per la sistemazione degli ospiti in loco a Gigliola Taufer, titolare dell'albergo Italia di Lignano Sabbiadoro. La sera prima della festa avevano organizzato una serata con gli amici in un ristorante lungo lo Stella. Il clou, però, si è avuto sabato scorso, 22 giugno.
L’appuntamento era alle 15.30. Sulla spiaggia è stato allestito un gazebo, sotto il quale hanno preso posto gli sposi, mentre gli invitati, muniti di ombrellino bianco con su scritto i nomi della coppia, si sono accomodati sulle sedie. A cerimonia conclusa, tutti quanti si sono spostati al ristorante Tahiri, sempre sulla spiaggia, per la cena e i brindisi. Poi, uno spettacolo pirotecnico. Ovviamente l'evento non è passato inosservato.
A fine giornata, però, è accaduto un fatto che ha amareggiato la coppia, tanto che, quando ha lasciato Lignano, ha detto che non ci sarebbe tornata più. Racconta la signora Taufer che la madre della sposa, la contessa Doris Thumfart, erroneamente aveva parcheggiato l'auto sul posto riservato al carico e scarico, tanto che la vetture le è stata rimossa con il carro attrezzi. Nulla di anormale fino qui. I guai per la signora sono iniziati dopo. Regolata la sanzione, al momento di ritirare l'auto, la madre della sposa si è accorta che la macchina era stata leggermente danneggiata, come racconta l’albergatrice in una lettera. Così, riferisce Taufer, ha chiesto ai vigili «una dichiarazione dell’accaduto per rivalersi dalla propria assicurazione». Ma, prosegue, le è stata «negata».
Al momento del ritiro dell'auto, riferisce l’albergatrice, alla signora sarebbe stato ritirato anche il verbale dell'ammenda. E, a quanto racconta Taufer, la richiesta di avere una copia avrebbe avuto esito negativo. A quel punto, la signora tedesca avrebbe telefonato in albergo per chiedere aiuto, ma, intanto, si sarebbe sentita male, tanto da richiedere l’intervento dell’ambulanza. Alla fine, riferisce l’albergatrice, dopo aver cercato «inutilmente il motivo del diniego» al comando dei vigili, «ho chiesto l'intervento dei carabinieri che sono subito giunti e con loro sono riuscita finalmente ad avere una copia del verbale». «Per quanto accaduto, il gruppo degli sposi è rimasto molto amareggiato - racconta Taufer - tanto da sentirmi dire che non sarebbero mai più tornati a Lignano. Poteva essere per la località l'avvio di una serie di sposalizi particolari, portando benessere a tutta Lignano». Interpellato sulla vicenda, il sindaco Luca Fanotto ha detto di non essere stato informato della festa di nozze.
DI ENEA FABRIS IL GAZZETTINO.IT
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INSERITO DA KATIA PERROTTA
Nessuna operazione strana, solo il tentativo di aiutare dei vecchi amici. Si può riassumere così l’interrogatorio di garanzia sostenuto ieri da monsignor Nunzio Scarano, il prelato salernitano finito a Regina Coeli perché coinvolto nell’inchiesta sullo Ior. Monsignor Scarano è accusato di aver favorito il rientro illegale di circa 20 milioni di euro che sarebbero appartenuti ai D’Amico, nota famiglia di armatori e legata al prelato da antica e consolidata amicizia. E proprio lo stretto vincolo d’amicizia è finito nel mirino dei magistrati che hanno voluto sapere da monsignor Scarano le modalità con le quali l’operazione di rientro dei capitali è stata effettuata. Solo una maniera di fare riscontri incrociati perché gli inquirenti hanno tra le mani un’infinità di intercettazioni e di documenti che sarà dura smentire. La sincerità negli atti di monsignor Scarano potrebbe comunque trovare riscontro nel giudice per le indagini preliminari che potrebbe concedere all’alto prelato gli arresti domiciliari dopo l’istanza di scarcerazione presentata dai legali. I magistrati inquirenti hanno intanto iscritto nel registro degli indagati anche Cesare, Maurizio e Paolo D’Amico che saranno ascoltati a breve per chiarire la loro posizione che è quella di evasione fiscale. Ben diversa da quella di monsignor Scarano che risulta invece coinvolto anche nell’inchiesta principale, quella sul ruolo dello Ior. Il rischio è che gli inquirenti, andando più a fondo nelle indagini, possano allargare l’inchiesta e soprattutto il coinvolgimento di altre persone. Sta di fatto che già l’incrocio tra Scarano e la famiglia D’Amico ha dato il là ad alcune verifiche sullo stesso prelato che hanno portato alla scoperta di conti e movimenti bancari che destano non pochi sospetti e che andranno chiariti al più presto. 




INSERITO DA TITOLARE - PIZZO (VIBO VALENTIA), 3 LUG - Un uomo di 32 anni, Francesco Macri', e' morto stamani in un incidente stradale avvenuto a Pizzo sulla strada statale 18, all'ingresso della cittadina. Macri' era alla guida della sua moto quando, per cause in corso di accertamento, e' andato a scontrarsi con un tir. La morte e' stata istantanea. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i sanitari del servizio 118, i carabinieri e personale dell'Anas per il ripristino della circolazione stradale. 
INSERITO DA TITOLARE ROCCELLA IONICA (REGGIO CALABRIA, 3 LUG - Sessantacinque migranti quasi tutti egiziani - tra i quali molti minori - sono stati soccorsi al largo di Punta Stilo, in Calabria. Le ricerche sono cominciate dopo la segnalazione di un egiziano in seguito alla richiesta di aiuto di un parente che era a bordo. Individuato il natante, che cominciava a imbarcare acqua e rischiava di affondare, i migranti sono stati trasferiti su una motovedetta della Guardia costiera che li ha condotti a Roccella Ionica. 
INSERITO DA TITOLARE CATANZARO, 3 LUG - Carabinieri e Polizia di Catanzaro hanno eseguito un'operazione per l'arresto di 25 tra capi e gregari della cosca Gallace-Gallelli operante tra Guardavalle e Badolato, nel Basso Ionio catanzarese. Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsioni, usura, stupefacenti e armi.