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ITALIA NEWS ROMA Vescovo di Nola respinge le accuse Fiat «Non sto dalla parte dei violenti nessun atto politico ma solidarietà»

8 Luglio 2013, 15:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130708_nola_vescovo.jpg

 

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ROMA - «No, dottor Figliuolo, io non sto dalla parte dei violenti, né volontariamente né, come dice lei, "involontariamente"»: lo scrive il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, in risposta al direttore dello stabilimento della Fiat di Pomigliano, Giuseppe Figliuolo, che in una lettera pubblicata ieri dal quotidiano Il Mattino accusava il vescovo di essersi schierato dalla parte dei violenti e di aver partecipato al presidio davanti alla fabbrica dello scorso 15 giugno, organizzato da Slai Cobas e Fiom in occasione del primo dei due sabato di recupero. Monsignor Depalma ha scritto che «la natura pubblica che la vicenda ha assunto, e soprattutto la gravità dell'accusa a me rivolta, pretende una risposta altrettanto pubblica. No, dottor Figliuolo, io non sto dalla parte dei violenti, né volontariamente né, come dice lei, "involontariamente". Le dirò di più: la Chiesa non conosce la parola "contro", né tantomeno, nelle vicende sociali, assume posizioni pregiudiziali a favore dell'una o dell'altra parte. Proprio la vicenda-Fiat è emblematica dello stile che ho cercato di assumere: provare sempre, in ogni circostanza, anche la più burrascosa, a mettere le persone intorno allo stesso tavolo. Lavoratori, azienda, politici... Siamo tutti sulla stessa barca, è questa la mia ferma consapevolezza». Depalma: accetto l'invito a venire a Pomigliano. Depalma ha accettato l'invito a visitare lo stabilimento Fiat di Pomigliano, che gli era stato rivolto da Figliuolo con una lettera nella quale il dirigente del Lingotto aveva declinato la richiesta a partecipare a un incontro promosso da Depalma per analizzare, con i sindaci della zona, le situazioni relative allo stabilimento. Nella lettera al Mattino il prelato spiega di aver accolto l'invito a visitare lo stabilimento «per avere l'opportunità di un confronto franco e diretto. Solo le relazioni personali, faccia a faccia, possono chiarire le diverse posizioni e consentire di superare pregiudizi ed equivoci». Depalma spiega che non è sua intenzione «aprire polemiche a distanza» sui singoli aspetti sollevati da Figliuolo nella lettera inviatagli e resa pubblica. «Ci tengo dunque a dire subito - ha scritto il vescovo - che accetto l'invito del dottor Figliuolo a visitare lo stabilimento da lui diretto». «Nessun atto politico, ma di solidarietà». «Il mio '"esserci", a Pomigliano, a Tufino, a Boscoreale - scrive Depalma - ovunque ci siano persone con delle domande da porre, non è mai un atto politico, ma è sempre un atto di solidarietà umana e cristiana di cui sento, oggi come nel mio primo giorno di sacerdozio, un profondo bisogno interiore. Un vescovo, un pastore, non è un dirigente di un'azienda: quando vede e sente uomini gridare, ha l'obbligo morale di andare a vedere e sentire con i suoi occhi e con le sue orecchie. Non può girare la faccia, non può fare calcoli prudenziali, non può pensare al proprio tornaconto. Deve andare, perché nessun uomo e nessuna donna possa dire "sono rimasto solo". E' questo un gesto di complicità con i violenti e la violenza? O è complice chi non c'è, chi si assenta, chi si nasconde dietro le proprie intoccabili e solide rendite di posizione? Credo che oggi, in questo tempo così difficile, i complici dei violenti siano tutti coloro che stanno rinchiusi nei loro fortini sperando che la burrasca passi senza bagnarli. Chi non si mette in gioco in prima persona per evitare che il disagio assuma derive davvero pericolose e tragiche. Opera davvero violenza chi nega la speranza negando prospettive di futuro alle persone e alle famiglie. La Chiesa non è "contro", la Chiesa è "con" le persone e "per" il lavoro. La Chiesa ha una sola preoccupazione: che le famiglie non perdano il salario. E proprio perché conosco la complessità dei problemi, ho spesso incoraggiato le organizzazioni dei lavoratori a dare credito e fiducia ai piani dell'azienda. Ribadisco, siamo sulla stessa barca, io, lei e questa splendida terra». «Lo stanno esponendo a una situazione difficile» ha detto l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, in un breve colloquio con l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, a proposito della vicenda che coinvolge il vescovo Depalma. «Mi dispiace, mi dispiace davvero» ha risposto Nosiglia.

IL GAZZETTINO

08.07.2013.

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MONDO NEWS CAIRO Egitto:Cairo,chiusi ponti,citta'nel caos

8 Luglio 2013, 15:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Dopo il massacro davanti alla sede della guardia repubblicana IL CAIRO, La maggior parte dei ponti del Cairo sono stati chiusi stamani dall'esercito. Lo riferisce lo stesso esercito in un comunicato. Dopo il massacro all'alba di manifestanti pro-Morsi davanti al quartier generale della Guardia repubblicana, sono stati bloccati i Ponti Kasr, dell'Università, di Campo Abbas e del 6 ottobre. Le chiusure hanno gettato la città nel caos.

ANSA

08.07.2013.

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MONDO NEWS NEW YORK Usa: moglie Kerry in ospedale, e' grave

8 Luglio 2013, 15:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Ricoverata nel Massachusetts. Segretario stato al suo capezzale NEW YORK, Teresa Heinz, la moglie del segretario di Stato americano John Kerry, e' stata ricoverata in ospedale a Nantucket (Massachusetts) in condizioni che un portavoce ha definito ''critiche ma stabili''. Il portavoce ha detto che la Heinz, 74 anni, e' stata ammessa al pronto soccorso in condizioni ''critiche'' e che ''resta in questo stato, anche se e' stata stabilizzata''. Kerry e' al capezzale della moglie, hanno indicato fonti della famiglia alla Cbs.

ANSA

08.07.2013.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Visite carcere,archiviata posizione Riva

8 Luglio 2013, 15:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Indagato dopo incontro con Cellino a Buoncammino - CAGLIARI, E' stata archiviata la posizione di Gigi Riva indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle visite in carcere al presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino. Il sostituto procuratore Gaetano Porcu, il 4 luglio scorso ha chiesto l'archiviazione della posizione di Riva e due giorni dopo il Giudice delle indagini preliminari Giorgio Altieri ha archiviato. Era stato indagato per falso ideologico per essere entrato nel carcere di Buoncammino assieme al deputato Mauro Pili (Pdl)

ANSA

08.07.2013.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS OLBIA Rubati 25mila euro da pompe carburante

8 Luglio 2013, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Banda entrata in azione a Olbia, indagini polizia - OLBIA, A Olbia una banda ha preso di mira alcuni distributori automatici di carburante. Con l'uso di smeriglio e arnesi da scasso ha portato via gli incassi del fine settimana: il bottino di 2 distributori, entrambi alla periferia della città, è sui 25.000 euro. Dalla prima colonnina, in corso Vittorio Veneto, alcune migliaia di euro, più consistente invece il bottino del distributore di Poltu Cuadu, circa 20.000 euro. Indagini degli agenti del Commissariato che visionano le riprese dalle videocamere.

ANSA

08.07.2013.

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TOSCANA NEWS Bibite e brioches, furto “mangereccio” all’ospedale

8 Luglio 2013, 14:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Ladro in azione di notte al bar interno della struttura sanitaria. Sul posto la polizia Bibite e brioches. Un furto mangereccio quello andato a segno nella notte tra sabato e domenica al bar dell’ospedale. L’ha scoperto la mattina di domenica alle 5.20 la donna che ha aperto l’esercizio, che era stato chiuso dal giorno prima alle 19. Il colpo quindi è stato fatto nella notte. I soliti ignoti sono riusciti a forzare la porta di ingresso, a chiusura automatica, e poi hanno portato via bottigliette dell’acqua, bibite, gomme da masticare e cornetti. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia che hanno effettuato il sopralluogo. Nessuna traccia del ladro.

IL TIRRENO

08.07.2013.

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TOSCANA NEWS Caccia: calendario venatorio in Toscana

8 Luglio 2013, 14:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Dal 15 settembre fino al 31 dicembre. Limiti a prelievi - FIRENZE, Varato il calendario venatorio della Toscana. Dal 15 settembre al 30 dicembre 2013 la caccia è consentita a gran parte delle specie, salvo specifiche disposizioni. Sono stabiliti limiti di prelievo per allodola, codone, quaglia, tortora, pavoncella, beccaccia, moretta, combattente, pernice rossa, e starna. Tra le novità, l'applicazione dell'accordo sulla conservazione delle specie migratorie acquatiche, vietato l'uso delle munizioni a piombo in laghi artificiali e zone umide della regione.

ANSA

08.07.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS MESSINA Il prof con il curriculum «taroccato» che giudica gli aspiranti colleghi

8 Luglio 2013, 14:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Aveva inserito testi mai pubblicati. Ma dopo la segnalazione delle irregolarità nessuno lo ha rimosso MESSINA - Accettereste d'essere giudicati da un professore che per entrare in commissione e giudicare voi ha presentato un curriculum taroccato? Mai, direte. Eppure è quanto sta accadendo agli aspiranti docenti universitari, ordinari e associati, di Storia moderna. Non solo: sullo scandalo è stata messa una pezza ancora più strabiliante. Il permesso al taroccatore, udite udite, d'aggiustare quel curriculum retroattivamente. Teatro della storia, Messina. Dove l'ateneo, già al centro di mille polemiche e scosso dagli arresti per gli «esami facili» e le rivelazioni sulle interferenze della ‘ndrangheta, era stato sconvolto anni fa perfino da un delitto, l'uccisione a colpi di lupara del professore Matteo Bottari. Un omicidio seguito da inchieste arroventate e dalla definizione della città peloritana come di un «verminaio». COMMISSIONI - Tutto comincia quando, nel tentativo di lasciarsi alle spalle le sconcezze di certi concorsi del passato quando i baroni più spregiudicati potevano mettere in cattedra figli, mogli, cognati, famigli e somari, viene tentata la strada di commissioni nazionali delegate non ad assegnare le cattedre ma a valutare gli aspiranti professori. I quali, una volta abilitati, avranno il diritto a partecipare ai vari concorsi in questa o quella materia in questo o quell'ateneo. Una scelta positiva, sulla carta. Ma seguita da una serie di grane. Prime fra tutte, come i lettori ricorderanno, le polemiche sulla definizione delle «riviste scientifiche» (tra le quali vennero inseriti all'inizio perfino settimanali diocesani e bollettini comunali) e il numero esorbitante di concorrenti in certe materie. Vedi la commissione di Letteratura italiana, per esempio, che avrebbe dovuto esaminare entro il 30 giugno una tale massa di lavori da imporre la lettura (almeno in teoria) di 1.610 pagine al giorno. CURRICULUM TAROCCATO - Bene: tra i 54 aspiranti membri della commissione per l'abilitazione in Storia moderna, c'è anche Angelo Sindoni, ordinario di Storia moderna all'Università di Messina dal 1986. Ed è proprio lui, con Marina Formica di Tor Vergata, Francesco Gui della Sapienza, Giuseppe Agostino Poli della «Aldo Moro» di Bari e José Ignacio Fortea Pérez della Università spagnola di Cantabria, ad essere sorteggiato per l'incarico. Il curriculum è lungo lungo: 53 pubblicazioni principali più altre cinque sotto la voce «altre pubblicazioni». Poco dopo Natale, però, Saverio Di Bella, già docente dell'Ateneo messinese, già senatore del Pds e massone dichiarato (nel 1995 fece scalpore la sua presenza a una marcia di «liberi muratori» sul Gianicolo), spedisce una lettera velenosissima all'allora ministro Francesco Profumo: quel curriculum è almeno in parte taroccato. Contemporaneamente, diffonde la denuncia con tutti i dettagli tra amici, conoscenti e colleghi. Finché Francesco Margiocco, cacciatore curioso di «chicche» universitarie (era suo anche lo scoop sul «giovane professore» sessantenne fatto «rientrare» dalla Mongolia dove non insegnava affatto) ne scrive su Il Secolo XIX. PUBBLICAZIONI FANTASMA - La faccenda finisce nelle mani dell'Anvur, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. La quale, sia pure sospirando, non può che prendere atto di come alcune pubblicazioni inserite nel curriculum vitae del commissario Sindoni, effettivamente, non siano mai state pubblicate. Nonostante fosse annotato nel documento perfino il numero Isbn (International Standard Book Number) cioè di codice di 13 cifre usato internazionalmente per classificare i libri e rintracciarli poi nelle varie biblioteche. Un banale errore dovuto a un eccesso di vanità? Dura da sostenere: l'inserimento di quei codici isbn attribuiti all'editore Rubbettino dimostra infatti una malizia difficile da spiegare con una leggerezza causata dalla vanagloria. Che fare? Pensa e ripensa, l'Anvur decide di lasciare le cose come stanno perché, in fondo in fondo, i titoli portati da Angelo Sindoni a sostegno della propria candidatura sarebbero stati sufficienti anche senza quelle pubblicazioni fantasma. Risultato: sulla pagina web del ministero dove si elencavano gli aspiranti commissari tra i quali furono sorteggiati i 5 della commissione di Storia Moderna (http://abilitazione.miur.it/public/commissariEleggibili.php?settore=11/A2) il nome del professor Sindoni è seguito da un asterisco che in fondo alla pagina spiega: «Il presente curriculum vitae è stato rettificato in base alla nota direttoriale n.12976 del 3 giugno 2013». RITOCCO POSTUMO - Infatti ora è diverso da quello originale. La data è la stessa: ore 19.19 del 28 agosto 2012. Ma i documenti no: nel primo, l'originale taroccato, Sindoni si vanta d'aver all'attivo 53 pubblicazioni principali più altre 5 sotto la voce «altre pubblicazioni». Nel secondo, le une e le altre scendono rispettivamente a 47 e a 5. Chi l'ha firmato, quel misterioso decreto direttoriale che consente il ritocco postumo del curriculum taroccato? Boh… Su internet non c'è verso di trovarlo, quel decreto, neppure con l'aiuto di chi conosce link per link il sito ministeriale. Che quella scelta di lasciare al suo posto il commissario beccato a «gonfiare» le carte sia legittima non vogliamo neanche metterlo in dubbio. Diamo per scontato che sia tutto corretto e morta lì. Sarebbe, secondo gli esperti, un «falso innocuo»: fosse stato determinante per la promozione del nostro professore a commissario, sarebbe stato un reato. Così, a quanto pare, no. Ma resta la domanda iniziale. Dopo decenni di sospetti e polemiche su concorsi universitari troppe volte finiti con la promozione di candidati stupefacenti era davvero il caso, eticamente e politicamente, di imporre agli aspiranti docenti di Storia moderna di farsi esaminare da un professore che si è fatto beccare con le dita nella marmellata? Cosa ne pensa il ministro Maria Chiara Carrozza che faceva il rettore al Sant'Anna di Pisa dove i curriculum sono una cosa seria? E siamo sicuri, come chiede una interrogazione del Movimento 5 Stelle, che i curriculum ritoccati non siano più di uno? di GIAN ANTONIO STELLA

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.07.2013.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS PIOGGIA SU SANT'ANTIMO

8 Luglio 2013, 13:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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DA ALCUNI ISTANTI NEL MOMENTO IN CUI STO SCRIVENDO E SCOPPIATA UNA PIOGGIA FITTA CON LAMPI E TUONI E SEMBRATO PER UN ISTANTE DI ESSERE PIOMBATI DI NUOVO IN AUTUNNO E SEMBRARE CHE STAMATTINA ERA UNA BELLA GIORNATA.

08.07.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS LAMPEDUSA Papa: «Tragedia migranti spina nel cuore» E ai musulmani dice: «'O scià

8 Luglio 2013, 11:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Appena giunto a Lampedusa, dalla motovedetta della guardia costiera ha lanciato una corona di fiori in mare LAMPEDUSA - - «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo? Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini?», «siamo una società che ha dimenticato l'esperienza del piangere». Così Papa Francesco ha concluso la sua toccante omelia durante la messa celebrata a Lampedusa. Appena giunto sull'isola Bergoglio ha salutato e stretto la mano a numerosi migranti africani, quasi tutti giovanissimi, che lo attendevano all'arrivo sul molo. Il Papa li ha salutati sorridendo uno per uno, scambiando con loro parole di saluto. È il primo viaggio apostolico dall'inizio del suo Pontificato. Secondo la sala stampa vaticana in diecimila hanno assistono alla messa di papa Francesco nel campo sportivo di Lampedusa. Papa Francesco a Lampedusa NUOVO SBARCO - E stamane un barcone con 166 stranieri a bordo è stato intercettato dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto a poche miglia dall'isola. I migranti sono stati caricati su due motovedette della Capitaneria di porto e una della Guardia di finanza e sono giunti sull'isola prima dell'arrivo del Papa. Una volta soccorsi, sullo stesso Molo Favarolo dove meno di un'ora dopo è sbarcato il Pontefice, sono stati accompagnati al Centro di primo soccorso sull'isola. Tra di loro ci sono anche quattro donne. CORONA DI FIORI - Dalla motovedetta della guardia costiera il Pontefice, ha lanciato una corona di fiori in mare e si è raccolto in preghiera per qualche istante. Il gesto del Papa è stato seguito da terra da decine di isolani, che si erano radunati alla Porta d'Europa, il monumento che segna Lampedusa come il punto più a Sud del continente. MOLO FAVALORO - Decine di pescherecci e natanti da diporto, oltre a unità della Guardia costiera, dei carabinieri e dalla Guardia di finanza, hanno seguito la motovedetta del Pontefice in un clima di entusiasmo. Papa Francesco è approdato al molo Favaloro, la zona del porto di Lampedusa dove attraccano le motovedette per sbarcare i migranti soccorsi in mare. Il pontefice ha viaggiato proprio su una delle unità che ogni giorno sono impegnate nelle operazioni di salvataggio, la CP282. SPINA NEL CUORE - « È stata la notizia degli «immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte», diventata per lui «una spina nel cuore che porta sofferenza» a spingere il Papa ad andare a Lampedusa, ha detto, per «risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta». «Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali», ha detto il Papa all'inizio dell'omelia. «Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta - ha proseguito -, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza». E allora «ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare - ha aggiunto -, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perchè ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore». «'O 'SCIÀ» - Durante la messa papa Francesco ha rivolto un pensiero «ai cari immigrati musulmani che, oggi, stasera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l'augurio di abbondanti frutti spirituali». «La Chiesa vi è vicina - ha aggiunto - nella ricerca di una vita più dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi, 'O 'scià», che in dialetto lampedusano significa respiro, ed è utilizzato come saluto. INDIFFERENZA - «Di fronte alle morti in mare, ha detto il Papa, «domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c'è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell'anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo. Chi ha pianto?». La «cultura del benessere», ha continuato Francesco, ci rende «insensibili alle grida degli altri», ci fa vivere «in bolle di sapone», in una situazione «che porta all'indifferenza verso gli altri - per il Papa -, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!»

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.07.2013.

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