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News Dall Italia e dal Mondo:Le “confessioni” inguaiano i politici Pdl Marco Grasso

5 Febbraio 2013, 07:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Genova - La Procura, dopo lo tsunami sull’Italia dei Valori, inizia a stringere il cerchio anche sulle altre spese folli in Regione. Il passo è stato compiuto negli ultimi giorni, quando i finanzieri del nucleo di polizia tributaria e il sostituto procuratore Francesco Pinto hanno deciso di acquisire tutti i documenti-stampa (ritagli di giornale, potenzialmente video d’interviste) nelle quali alcuni politici del Popolo della Libertà si attribuiscono la paternità di esborsi bizzarri, fatti con il denaro pubblico destinato ai gruppi del consiglio regionale. Nel mirino di pm e Fiamme gialle sono finiti gli outing che, in gergo giornalistico, sono stati definiti «confessioni». E che rischiano, concretamente, di costare un avviso di garanzia per peculato ad almeno tre-quattro esponenti pidiellini, avendo loro stessi ammesso d’essersi fatti risarcire attività apparentemente poco compatibili con l’impegno politico. Sono stati quindi incamerati gli articoli dove i politici stessi ammettono di aver speso in un certo modo i soldi della collettività. E incrociando i due elementi (lista ristretta di anomalie e “confessioni”) è stato individuato un primissimo nucleo di persone da ascoltare. Come? L’orientamento pare ormai chiaro. Poiché ci sono esponenti pidiellini che hanno candidamente riconosciuto d’essere stati alle terme e di averne quindi chiesto la copertura economica alla Regione, con ogni probabilità saranno loro inviati i cosiddetti «inviti a comparire», ovvero convocazioni per un interrogatorio da rendere in qualità di persone indagate. Il reato ipotizzato, finora a carico d’ignoti, è quello di peculato. Dopo l’incontro a palazzo di giustizia esiste un’indicazione di massima sui tempi. Dato il surriscaldarsi della campagna elettorale, è possibile che prevalga infatti la decisione di rimandare le audizioni al post-elezioni. Chi è dunque finito nella prima, e perfettibile, lista stilata dagli investigatori? Si comincia con un «ingresso per cinque persone» alle terme di Vinadio, certificato su uno scontrino emesso l’8 agosto 2010 alle 14.13, inserito nel calderone dei rimborsi e approvato dalla Commissione rendiconti presieduta da Rosario Monteleone (Udc). Un paio di giorni dopo il polverone il consigliere berlusconiano Alessio Saso s’era immolato: «Andai io a Vinadio». Saso, rischia d’essere iscritto sul registro degli indagati. Stesso pericolo corre l’attuale vicepresidente del consiglio regionale Luigi Morgillo (sempre Pdl). Lui aveva deciso di «chiarire», con un comunicato trasmesso nel pomeriggio di sabato 26 gennaio e pubblicato sui quotidiani del 27. In quel caso si trattava di sciogliere i dubbi sul mister X che si fece rimborsare 310 euro per «una camera e colazione» al “Grand Hotel Nuove Terme” di Acqui, pagati il 6 giugno 2010. Ultima posizione al vaglio, per quanto si è potuto fin qui apprendere, è quella di Franco Rocca, che fece pagare a spese pubbliche, come co.co.co, entrambi i figli tra la fine del 2009 e il 2010, oltre al sindaco dimissionario di Zoagli, Rita Nichel (ironia della sorte, fra gli esborsi poco chiari al setaccio dei pubblici ministeri compaiono 16 cene ai bagni “Silvano” di Zoagli del settembre 2010, ndr). Rocca ha confermato a mezzo stampa le consulenze, sostenendo di aver fatto tutto secondo le regole. E anche quei ritagli finiscono agli atti.

5.febbraio.2013 Fonte :Il SecoloXIX

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News Italia e dal mondo:Liberato Ethan, ucciso il rapitore

5 Febbraio 2013, 07:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da Sotgia Marcella New York - Dopo sette lunghissimi giorni, si è conclusa nella notte italiana, con un blitz dell’Fbi, l’odissea del piccolo Ethan, il bimbo di 5 anni sequestrato su uno scuolabus nello Stato americano dell’Alabama da un veterano della guerra del Vietnam, che lo ha poi tenuto in ostaggio in un bunker sotterraneo: il suo aguzzino è morto, mentre lui, sano e salvo, è finalmente tornato tra le braccia dei suoi genitori. Secondo quanto spiegato, «nelle ultime 24 ore le trattative si erano deteriorate» e soprattutto «il bimbo era in pericolo», anche per lo stato mentale del suo sequestratore, così gli agenti hanno deciso di passare all’azione: hanno fatto irruzione nel bunker, ha riferito un agente dell’Fbi, Steve Richardson, aggiungendo solo che «il soggetto è deceduto» e che il piccolo Ethan è stato ricoverato in ospedale per accertamenti, ma «sta bene». Il sequestratore, il 66enne Jimmy Lee Dykes, era salito sullo scuolabus di Midland City, piccolo centro di 2300 abitanti: «Ci ha detto che ci avrebbe uccisi tutti - ha raccontato la 14enne Terrica Singletary - L’autista del bus gli ha detto più volte: “Per favore, scenda dal bus”, e lui ha risposto: “D’accordo, scendo”, e ha fatto il gesto di andarsene, ma poi si è girato, ha estratto una pistola, ha sparato all’autista, e ha preso Ethan». L’autista, il 66enne Charles Albert Poland, è morto sul colpo: i suoi funerali si sono svolti ieri, non lontano dal bunker dove Dykes teneva in ostaggio il piccolo Ethan. Jimmy Lee Dykes ha servito nell’Aeronautica tra il 1964 e il 1969. All’epoca prese parte alla guerra del Vietnam, dove si guadagnò molte onorificenze. Dopo il servizio militare, si trasferì in Florida, dove lavorò per molti anni come camionista, per poi tornare nella sua terra d’origine, l’Alabama, circa un anno fa. Era un “survivalist”, un seguace di una delle tante sette di fanatici secondo cui il governo americano starebbe tramando ai danni dei cittadini, nascondendo loro che gli Stati Uniti sono alla vigilia di una catastrofe nucleare che provocherà scontri e violenze. Di fronte a questa apocalisse, dicono loro, si salverà solo chi si sarà preparato per tempo. Per questo Dykes, nei mesi scorsi, giorno dopo giorno, si era costruito un bunker nel giardino di casa, accumulando armi, cibo e ogni materiale utile a sopravvivere da solo per più tempo possibile. L’Hostage Rescue Team (Hrt) dell’ Fbi aveva avviato una trattativa parlando attraverso un tubo di gomma lungo alcuni metri, unica via di comunicazione con l’esterno del bunker, uno sgabuzzino di due metri per tre, dove c’era apparentemente anche una televisione, motivo per cui l’Fbi aveva imposto nei giorni scorsi un silenzio stampa sulla vicenda. Mercoledì Ethan compirà 6 anni, e in America è già partita la corsa per mandargli gli auguri: tantissime cartoline sono state recapitate al locale dipartimento di polizia. E con la conclusione della vicenda con ogni probabilità ora ne arriveranno ancora molte di più.5 febbraio 2013 ..

Fonte :Il SecoloXIX

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CAMPANIA NEWS CASERTA,Per ripicca da' fuoco ad amica fidanzata

4 Febbraio 2013, 15:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/2/4/fe7e0b2e82331a356bacd879af2ffb54.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Donna grave nel Casertano, lui arrestato dopo 12 ore di fuga CASERTA,  L'ex fidanzata si rifiuta di incontrarlo e lui, per ripicca, cosparge di benzina un'amica e le dà fuoco: è successo ieri a Casal di Principe (Caserta). Protagonisti della vicenda un 43enne di origini nigeriane. L'uomo ha anche dato fuoco alla casa della ex fidanzata. La vittima è in fin di vita con ustioni su tutto il corpo. Dopo l'insano gesto l'uomo è fuggito. Dopo 12 ore è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio, incendio e danneggiamento aggravati.

FONTE ANSA

04 FEBBRAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Usavano bambini per elemosina a Pompei

4 Febbraio 2013, 15:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2012/5/10/f0d8c0a08d0583621b85f9a95dbc60f1.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Denunciati tre genitori per attivita' di accattonaggio POMPEI (NAPOLI),  Imponevano ai loro figli di raccogliere elemosina all'esterno del santuario di Pompei (Napoli). Tre genitori sono stati denunciati e quattro minori affidati a una casa famiglia. I carabinieri della stazione di Pompei, con la collaborazione del personale dei servizi sociali del Comune, hanno eseguito un servizio di controllo per contrastare il fenomeno dell'impiego dei minori nell'accattonaggio, denunciando in stato di liberta' una 36enne e una 46enne.

FONTE ANSA

04 FEBBRAIO 2013

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CAMPANIA NEWS CASERTA, Inchiesta Eco4, Cosentino in tribunale

4 Febbraio 2013, 15:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/1/22/0047c47699de499128054816cacd940e.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Oggi saranno ascoltati due collaboratori di giustizia CASERTA, Il parlamentare del Pdl Nicola Cosentino sta prendendo parte, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), all'udienza nell'ambito dell'inchiesta ''Eco4'' che lo vede imputato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Oggi verranno ascoltati i collaboratori di giustizia Dario De Simone, ex capo del clan dei Casalesi, e Carmine Schiavone, cugino di Francesco ''Sandokan'' Schiavone. Cosentino e' assistito dagli avvocati Montone e De Caro.

FONTE ANSA

04 FEBBRAIO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Estorceva soldi con minacce su Facebook

4 Febbraio 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/04/facebook2--180x140.jpg?v=20130204130753

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Arrestato 24enne di Sapri che pretendeva soldi da coetaneo SALERNO - Estorceva denaro da mesi ad un giovane universitario 23enne di Sapri, minacciandolo anche attraverso Facebook, ma è stato arrestato con l'accusa di estorsione continuata. A finire ai domiciliari è stato Pierpaolo De Luca, 24 anni, nullafacente, anch'egli di Sapri, paesino in provincia di Salerno. L'aguzzino dalla scorsa estate minacciava e perseguitava la sua vittima con avvertimenti on line con i quali annunciava addirittura pestaggi. E quando la sua vittima non pagava, a finire nel mirino era l'auto del 23enne oggetto di atti vandalici. LE MAZZETTE - Nel corso di questi mesi, l'estorsore si era fatto consegnare diverse somme di denaro, comprese tra i 20 e 200 euro, adottando anche piccole forme di bullismo. La vittima ha avuto il coraggio di denunciare il tutto ai carabinieri della Compagnia di Sapri e quando l'estorsore si è recato all'ultimo appuntamento per prelevare il denaro si è trovato di fronte i militari dell'Arma che lo hanno arrestato.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04 FEBBRAIO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Rifiuti, impianti fermi e soldi finiti: settimana di crisi in provincia di Salerno

4 Febbraio 2013, 14:56pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/04/sardone1--180x140.jpg?v=20130204084708

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nel capoluogo raccolta a rilento e operai in agitazione: sacchetti in strada anche al centro oltre che in periferia SALERNO - Il primo è un problema tecnico: l'impianto di trasferenza rifiuti di Sardone, nel comune di Giffoni Valle Piana, si ferma per manutenzione. Tecnicamente dovrebbe restare al palo solo per la giornata di oggi, ma il rischio è che almeno per un altro giorno la struttura potrebbe non essere operativa. Ma questa è soltanto la vicenda clou di una situazione che rischia di diventare esplosiva. LA SITUAZIONE NEL CAPOLUOGO - La raccolta prosegue a singhiozzo nella città di Salerno. Era stato annunciato a metà della scorsa settimana sia per i problemi legati alla protesta dei lavoratori di Salerno Pulita - la società del Comune dove i dipendenti lamentano ritardi nei pagamenti - che per la fase successiva di smaltimento a livello di Consorzio. E qui i dipendenti gli stipendi neanche li prendono. Il capoluogo sta soffrendo e non poco. Nel week end ci sono state intere zone della città dove i rifiuti non sono stati raccolti e anche questa mattina la situazione non è completamente rientrata. LA PROSPETTIVA - Almeno per questa settimana sarà difficile avere buone notizie. Al massimo si potrà tentare di tamponare l'emergenza e recuperare i rifiuti che sono stati lasciati in strada in questi giorni. Poi c'è da attendere l'assemblea di giovedì dei lavoratori del Consorzio di Bacino. E da questo incontro potrebbe aprirsi una nuova crisi. Anche più pesante se gli operai dovessero decidere di bloccare definitivamente impianti e attività.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04 FEBBRAIO 2013

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PRIMO PIANO VENEZIE Aereo caduto a San Michele, i testimoni: «Virata improvvisa, poi lo schianto

4 Febbraio 2013, 14:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130204_653.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

«Sembrava filare tutto liscio». All'origine dell'incidente forse una forte raffica di vento o un malore improvviso del pilota VENEZIA - «Lo abbiamo visto virare improvvisamente sopra l’aviosuperficie, poi il terribile schianto». I testimoni della tragedia di Terzo Bacino sono stati ascoltati dai carabinieri della Radiomobile, che indagano sulla tragedia. «Erano partiti poco prima - raccontano alcuni testimoni - tutto sembrava filare liscio, poi hanno virato e si sono abbassati per l’atterraggio. Non riusciamo a capire cosa possa essere accaduto». Forse Gianfranco Radin, che pilotava il velivolo, ha sbagliato l’atterraggio per un improvvisa raffica di vento oppure potrebbe essere stato colto da un malore. Di lì a poco sono arrivati anche Alessandro Lacchin di Budoia, titolare dell’omonima agenzia di Lignano, presidente del club sanmichelino. Con lui anche il direttore del "Fly Boys Village", Vinicio Ridolfi, che stavano sorvolando il cielo. Per loro, esperti piloti, nessun problema ma un grande dolore per la tragedia che ha scosso tutti i soci. Intanto c’è molta apprensione per le condizioni di Ivano Vit, parrucchiere a San Michele al Tagliamento. L’uomo ieri sera è stato trasferito all’ospedale di Udine. dove è stato ricoverato con prognosi riservata per un politrauma. Solo il mese scorso è deceduta la mamma di Vit, mentre il 14 giugno del 2011, il cugino Luca Vit di San Michele e parrucchiere a Latisana, era deceduto nello schianto in motocicletta sul rondò "Picchi" in costruzione, a pochi chilometri dallo schianto di ieri.

FONTE IL GAZZETTINO

04 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TREVISO Uccise il padre a coltellate ma non vuole restare in cella con chi assassinò la moglie

4 Febbraio 2013, 14:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130204_20130118_3118.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Bruno Magri, reoconfesso del delitto del genitore, ha chiesto di essere trasferito: con lui notte e giorno c'è Renzo Dekleva TREVISO - Bruno Magri non vuole stare in carcere con Renzo Dekleva. Lo ha scritto nero su bianco il legale dello studente, l'avvocato Umberto Pauro, in un'istanza che è stata già depositata presso il tribunale del Riesame di Venezia in cui si sottolinea come il giovane non voglia più avere come compagno di cella l'informatore farmaceutico di Marcon accusato di aver ucciso la moglie Lucia Manca, bancaria all'Antonveneta di Preganziol, e di essersi sbarazzato del cadavere nascondendolo sotto un ponte a Cogollo del Cengio, nel vicentino, dove venne trovato tre mesi dopo la scomparsa della donna (la prima udienza del processo con rito abbreviato si celebrerà il prossimo 13 marzo). Nell'istanza di riesame il 21enne reoconfesso dell'omicidio del padre Roberto, ucciso a coltellate il 17 gennaio scorso nel loro appartamento di via Ghirada al civico 1, chiede che venga modificata la misura di custodia cautelare in attesa di giudizio e, nel caso la richiesta venisse rigettata, almeno di venire trasferito per non rimanere giorno e notte a stretto contatto con Renzo Dekleva. Una vicinanza che, oltre all'avvocato Pauro, anche i familiari di Bruno Magri ritengono poco adeguata. La data dell'udienza di fronte ai giudici del tribunale della Libertà non è ancora stata fissata (con ogni probabilità slitterà alla prossima settimana), ma secondo la difesa ci sarebbe il margine perchè il ragazzo venga scarcerato in attesa che si celebri il processo: per il momento l'accusa a carico dello studente rimane quella di omicidio volontario con l'aggravante del vincolo familiare. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Valeria Sanzari intanto continuano, e non è escluso che l'imputazione a carico del 21enne possa aggravarsi, se venisse contestata anche la premeditazione, o alleggerirsi, qualora si verifichino i presupposti (ipotesi molto improbabile) per contestare il più lieve reato di eccesso colposo di legittima difesa. A giocare contro quest'ultima ipotesi c'è il fatto che Roberto Magri, oltre a essere stato colpito da una decina di fendenti, sia stato aggredito in due momenti diversi. Circostanza che getta ombre sul fatto che possa essersi trattato di un raptus.

FONTE IL GAZZETTINO

04 FEBBRAIO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA Lei lo lascia, lui tenta di impiccarsi. Ma la cintura si spezza e precipita da dieci metri

4 Febbraio 2013, 14:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130204_disperazione.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La coppia aveva litigato dopo una serata trascorsa insieme Il 33enne si è schiantato sull'asfalto e ora lotta contro la morte PADOVA - Non ha retto all’idea che la loro relazione fosse giunta al capolinea. In preda allo sconforto ha prima tentato il suicidio per poi precipitare dal balcone al terzo piano. Un kosovaro trentatreenne, residente in città, lotta ora tra la vita e la morte nella rianimazione neurochirurgica dell’ospedale di Padova. Come d’abitudine l’immigrato ha trascorso il sabato sera in compagnia della fidanzata, una padovana quarantanovenne. I due sono stati in un locale. Hanno bevuto un paio di birre in compagnia. A tarda notte sono rientrati nell’alloggio della donna, al terzo piano della palazzina al civico 3 di via Decorati al Valor Civile. I due hanno probabilmente discusso del loro legame. Ne sarebbe scaturita una furibonda lite. Poi la donna avrebbe comunicato al compagno la decisione di troncare il rapporto. Il compagno è stato colto di sorpresa. Non ha accettato la scelta della quarantanovenne. Si è infuriato. Poi, in preda alla disperazione, è uscito in terrazza. La donna ha creduto che fosse andato a prendere una boccata d’aria. Ha preferito non seguirlo per non alimentare ulteriori alterchi. In realtà il trentatreenne aveva deciso di farla finita. Ha legato un’estremità della cintura dei suoi pantaloni alla ringhiera del balcone. Si è infilato l’altra attorno al collo e si è calato nel vuoto nel maldestro tentativo di impiccarsi. La cinghia non ha però retto al peso dell’aspirante suicida. Si è spezzata nel giro di pochi secondi. Il povero kosovaro è così precipitato al suolo da un’altezza di una decina di metri schiantandosi sull’asfalto. La compagna ha udito il tonfo e si è precipitata sul terrazzo in tempo per scorgere il trentatreenne esanime in strada, in una pozza di sangue. È stata lei ad allertare i soccorsi. Sul posto sono sopraggiunti l’ambulanza del Suem e una volante della questura. Il kosovaro è stato intubato e trasportato d’urgenza all’ospedale. Le sue condizioni sono disperate. Nel violento impatto con il suolo ha riportato lo sfondamento del cranio e fratture multiple. È stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I medici ne hanno disposto il trasferimento nella rianimazione del reparto di Neurochirurgia. Il suo destino rimane appeso ad un filo.

FONTE IL GAZZETTINO

04 FEBBRAIO 2013

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