NUOVA DELHI - La polizia indiana ha arrestato sei presunti responsabili di un nuovo stupro di gruppo a bordo di un autobus indiano, dopo quello a Nuova Delhi, che si è concluso con la morte della vittima, una studentessa di 23 anni deceduta in un ospedale di Singapore dove era stata trasferita nel disperato tentativo di salvarla. L'ultima aggressione sarebbe avvenuta nello stato settentrionale indiano del Punjab: la polizia sta dando la caccia ad un settimo sospetto. La donna aggredita ha 29 anni ed era salita a bordo di un autobus che l'avrebbe ricondotta nel suo villaggio venerdì sera. Ma l'autista si è rifiutato di fare la fermata e l'ha portata invece in una località isolata non lontano da Amritsar. I due uomini che si trovavano a bordo dell'autobus sarebbero quindi stati raggiunti dagli altri cinque aggressori. Dopo le violenze, la giovane è stata lasciata vicino al suo villaggio ed è stata in grado di raccontare ai suoi parenti ciò che le era accaduto.

INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - I fiocchi di neve stanno imbiancando gran parte dell'Italia provocando disagi ai trasporti e al traffico, con circa 800 chilometri di autostrade imbiancati. Problematica la situazione in provincia di Arezzo e nel pistoiese. Le precipitazioni della notte hanno interessato in particolare il Casentino e la Valtiberina. Al passo della Calla sono stati registrati 30 centimetri di neve, 20, invece, sulla strada provinciale della Verna, centimetri sul passo dei Mandrioli e 10 sui passi della Consuma, di Croce dei Mori, dello Spino, di San Cristoforo, della Spugna, della Petrella e di Via Maggio. La neve era attesa anche in città ma sono state leggermente imbiancate solamente le montagne intorno ad Arezzo. Sulla montagna pistoiese, per la copiosa nevicata di ieri e stanotte, scuole ancora chiuse oggi a Cutigliano per le difficoltà dovute alla viabilità. Il Comune rende noto che dovrebbero riaprire domani. Rimarrà chiusa anche domani, invece, la scuola di Pian degli Ontani, sempre nel comune di Cutigliano, a causa di un guasto alle linee Enel, che ha lasciato il locale plesso scolastico senza energia elettrica. Sulle strade montane si circola solo con catene montate o gomme da neve. SCUOLE CHIUSE Sono molti i Comuni italiani che hanno comunicato la chiusura delle scuole a causa dei dsagi provocati dal maltempo. Niente scuola a Frosinone e in alcuni Comuni dei Castelli Romani. Problemi anche in Toscana, nella zona di Lucca dove le domani sarà chiusa la scuola di Garfagnana. Nella zona di Pistoia, a causa della mancanza di energia elettrica domani rimarranno chiuse le scuole di Abetone, San Marcello Pistoiese e Cutigliano. NEVE SU 800 CHILOMETRI DI AUTOSTRADA Nevicate, a tratti intense, anche a basse quote, interessano da ieri sera tratti autostradali per circa 800 chilometri in Liguria, Piemonte, Lombardia, Friuli, Emilia Romagna e Toscana. Autostrade per l'Italia informa che il modello di intervento è attivo con circa 500 mezzi e 1.500 operatori su tutto il territorio coinvolto, per garantire la piena percorribilità della rete. Al momento le nevicate più intense interessano i seguenti tratti autostradali: - A1 MILANO-NAPOLI, tra Casalpusterlengo e Barberino del Mugello - A14 BOLOGNA-TARANTO, tra l'all. A1/A14 e Castel S. Pietro - A23 PALMANOVA-TARVISIO, tra Carnia e Confine di Stato - A27 VENEZIA-BELLUNO, tra Vittorio Veneto Nord e SS51 Alemagna Nell'arco della giornata si prevede una persistenza dei fenomeni nevosi sull'area padana centro-orientale e sull'appennino tosco-emiliano. Da segnalare inoltre forti temporali tra Lazio e Campania con possibili grandinate. In relazione alla situazione in atto Autostrade per l'Italia consiglia agli utenti che devono mettersi in viaggio nelle aree interessate: di informarsi preventivamente e continuamente sulle condizioni della circolazione sui tratti autostradali interessati dalle perturbazioni nevose di intraprendere il viaggio solo se adeguatamente equipaggiati, possibilmente con pneumatici invernali ove si disponesse delle sole catene da neve, che pur ammesse dal Codice della Strada sono un dispositivo non idoneo al transito sulle arterie autostradali, evitare assolutamente di montarle o smontarle lungo le corsie di emergenza o di marcia per evitare gravi rischi per la sicurezza delle persone e intralcio ai mezzi antineve (l'operazione èconsentita solo in Area di Servizio e di Parcheggio) . CAGLIARI, NAVE NON ATTRACCA PER TROPPO VENTO Oltre tremila croceristi, più mille persone di equipaggio, bloccati al largo del porto di Cagliari per colpa del vento: la 'Pacificà, gigante del mare della compagnia Costa, non ha potuto effettuare le manovre di attracco nello scalo del capoluogo sardo a causa delle avverse condizioni meteorologiche e proseguirà il suo viaggio saltando Cagliari e puntando verso Palermo, prossima tappa del tour. Un contrattempo per i turisti e un'occasione, anche economica, persa per la città. Disagi anche per chi doveva imbarcarsi sulla 'Pacificà proprio dal Molo Rinascita: era previsto l'ingresso a bordo di 133 persone. La vacanza non sarà annullata: i croceristi raggiungeranno Palermo, senza costi aggiuntivi, in aereo. E dà li potranno cominciare il loro viaggio nel Mediterraneo. Lo scorso anno il disastro della Concordia aveva privato Cagliari degli arrivi previsti per i primi tre mesi dell'anno. Oggi il contrattempo legato al vento e alla sicurezza dell'approdo. NUBIFRAGIO A ROMA Da alcune ore un nubifragio sta colpendo alcune zone di Roma, con le chiamate ai vigili del fuoco che vanno aumentando, soprattutto per infiltrazioni d'acqua nei terrazzi, ma al momento non vengono segnalate situazioni preoccupanti. Intenso ma per ora regolare il traffico nella capitale, secondo quanto riferito dalla polizia municipale. La polizia stradale segnala invece disagi sulla via dei Laghi, che collega Roma a Velletri e attraversa la zona dei Castelli Romani: nell'area sta nevicando e diverse auto sono rimaste bloccate dal ghiaccio sulla provinciale. La Polstrada sta cercando di far defluire il traffico verso Roma e verso Ariccia - secondo quanto riferito - per poter spargere il sale anti-ghiaccio sulla carreggiata. Nevischio viene segnalato dalla polizia stradale anche sul Grande raccordo anulare all'altezza dell'Aurelia. I PRIMI FIOCCHI IN CAPITALE Traffico intenso sull'intera rete questa mattina. Auto incolonnate sulla Cassia dal raccordo a corso Francia e sulla Tangenziale Est da viale Castrense alla stazione Tiburtina. La polizia stradale segnala disagi anche sulla via dei Laghi, che collega Roma a Velletri e attraversa la zona dei Castelli Romani: nell'area sta nevicando e diverse auto sono rimaste bloccate dal ghiaccio sulla provinciale. La Polstrada sta cercando di far defluire il traffico verso Roma e verso Ariccia - secondo quanto riferito - per poter spargere il sale anti-ghiaccio sulla carreggiata. Nevischio viene segnalato dalla polizia stradale anche sul Grande raccordo anulare all'altezza dell'Aurelia. ci sono state anche forti grandinate sia nella parte Nord che in corrispondenza dell'A12 Roma-Civitavecchia che al km 35. RITARDI A FIUMICINO Alcuni ritardi si sono verificati questa mattina all'aeroporto 'Leonardo da Vincì di Fiumicino per i voli in partenza a causa delle avverse condizioni meteo. Il traffico aereo sta tornando a poco a poco regolare. Nessun ritardo invece è stato registrato per i voli in partenza all'aeroporto di Ciampino. NEVE IN CIOCIARIA Nevica nella provincia di Frosinone, dove diversi paesi sono stati già ricoperti da una leggera coltre di neve. Nevischio anche in autostrada. Il traffico in A1, secondo quanto fa sapere la polizia stradale, è al momento regolare tra Colleferro e Ceprano. NEVE IN SARDEGNA La Sardegna oltre i 600 metri si è risvegliata imbiancata. In tutti i paesi di montagna dell'interno, da Fonni a Aritzo, ci sono almeno 20 centimetri di coltre bianca. Nevica anche a Macomer e Lanusei, e sulle colline attorno a Nuoro. Neve anche in Gallura nei pressi di Tempio Pausania. Pioggia sull'oristanese e sul cagliaritano. Le temperature sono molto basse e le previsioni fanno ipotizzare che oggi potrà continuare a nevicare anche a quote più basse. La circolazione stradale per adesso è abbastanza regolare anche se già ieri sono arrivate alcune segnalazioni ai centralini delle forze dell'ordine. Sono in azione gli spazzaneve e gli spargisale delle ditte convenzionate per le strade provinciali, mentre i mezzi dell'Anas curano i tratti stradali dove vi è pericolo per il formarsi del ghiaccio. Si consiglia quindi l'utilizzo delle catene o dei pneumatici termici. Collegamenti navale e aerei ancora nella norma. LE PREVISIONI «La settimana più invernale del 2013 entra nel vivo e il ciclone invernale Morgana promette 3 fasi di maltempo e neve. Oggi forti temporali si stanno abbattendo su Toscana, Lazio, Roma e la Campania con neve fino a 300m, mentre al nord nevica da ore copiosamente soprattutto sul'Emilia. Nevica su tutti gli Appennini, sull'Umbria e copiosamente a 300-500m anche sulla Sila in Calabria». Lo sottolinea Antonio Sanò direttore del portale www.iLMeteo.it avvertendo che «entro la sera giungerà da nordest dell'aria di origine polare e nevicherà diffusamente sul Friuli, sul Veneto, e ancora sull'Emilia». Domani e venerdì «è attesa la seconda fase di maltempo per l'arrivo repentino di un impulso polare che scenderà verso il Mediterraneo rinvigorendo il maltempo al centro-sud e Isole Maggiori e sul nordest dove soffierà la Bora. La neve prima al nordest, più abbondante sull'Emilia e sul Veneto, poi cadrà anche al centro tra Umbria e Marche e zone interne toscane, fino a 20cm sulle Marche e Umbria, anche sulla Romagna» e «nelle prime ore di venerdì farà la sua comparsa anche in molte zone del Lazio». La neve «cadrà copiosa anche al sud specie sulla Calabria a 200m di quota. Infine -conclude- sabato è attesa la terza ondata di maltempo invernale con una nuova forte perturbazione atlantica che porterà maltempo e tantissima neve specie al nord tra Lombardia e Piemonte, Alpi ed Emilia, e nevicherà anche in Liguria».

INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - Un nucleo di aria fredda sul nordest sta per colpire l'Emilia Romagna soprattutto le regioni centrali, dove nevicherà diffusamente dal pomeriggio e sera fino alla notte, mentre sul resto del centrosud e Sicilia imperverserà il maltempo. Antonio Sanò direttore del portale www.iLMeteo.it avverte però che non si tratterà di una nevicata come quella del febbraio scorso, ma una leggera imbiancata sui quartieri nord di Roma, mentre Roma centro potrà vedere pioggia mista a neve o neve bagnata. Nel corso del pomeriggio e in serata la neve, spiega Sanò, cadrà copiosa a quota basse a 100-200m su Marche, Umbria, zone interne della Toscana e poi a 300m sull'Abruzzo, Molise e sul Lazio. In tarda serata i venti soffieranno da nord e la neve mista a pioggia farà la sua comparsa anche sulla provincia di Roma e infine nella notte a anche a Roma. Tra l'una e le sette nevicherà debolmente, 1-2cm a Roma nord, mentre a Roma centro la neve sarà mista a pioggia o bagnata. Attorno alla capitale la situazione sarà più complicata con apporti di 10cm sul reatino, e 20 tra Umbria e Marche. Nevicherà anche sull'Emilia e poi sul Riminese. Domani, spiega Sanò, la giornata si presenterà invernale, le schiarite si apriranno al nord, Toscana e anche a Roma sin dal mattino. La neve cadrà copiosa sulle regioni adriatiche a bassa quota, e anche al sud specie sulla Calabria a 2-300m di quota. Infine, aggiunge il direttore di www.ilMeteo.it, sabato è atteso l'arrivo di una forte perturbazione accompagnata da aria calda da sud con venti di scirocco, ma sulla pianura padana centro-occidentale rimarrà uno strato gelido nei bassi strati che consentirà tanta neve anche in pianura, oltre 10-15cm tra Torino e Milano. La neve continuerà in Piemonte fino a Domenica, mentre si trasformerà in pioggia sull'Emilia Romagna, sulla Lombardia orientale e sul Triveneto dove nevicherà in montagna a 600m. Al Centrosud transiteranno forti temporali con neve a 1400m. Da domenica e per gran parte della settimana tante perturbazioni attraverseranno l'Italia, ma la neve in pianura sarà solo in ricordo, salvo fugaci apparizioni ancora in Piemonte.
FONTE LEGGO.IT
Inserito Da :Sotgia Marcella
Spunta un altro caso di stupro-choc in India, dopo quello della studentessa 23enne che ha suscitato un'ondata di idignazione nel Paese. Una bambina di soli 11 anni stuprata brutalmente nell'agosto scorso da un branco a Sikar, nel Rajastan, è in fin di vita dopo essere stata sottoposta a ben 14 interventi chirurgici. Secondo Times of India, sei uomini sequestrarono la ragazzina a una fermata dell'autobus a Sikar e la violentarono senza pietà prima di abbandonarla alla periferia della città. La bimba è stata violentata così brutalmente da dover essere sottoposta a sei operazioni chirurgiche importanti e otto minori per la ricostruzione della zona del perineo. I medici hanno raccontato che quando la piccola fu portata il 22 agosto all'ospedale JK Lon di Jaipur da Sikar rimasero «inorriditi» aalla vista delle lesioni subite dalla ragazzina, orfana di padre e la più piccola di sette fratelli (sei femmine e un maschio). Le sue condizioni, in questi quattro mesi e mezzo di tentativi di salvarla, sono gradualmente peggiorate e ora, dicono i medici, la ragazzina ha smesso di reagire: «All'inizio era spaventata dalle iniezioni, ma ora non reagisce più: il suo stato fisico e mentale peggiora gradualmente». Nonostante la brutalità dell'aggressione, la polizia si è rifiutata di registrare la denuncia e solo grazie alla pressione popolare, concretizzatasi in un marcia di protesta, si è vista obbligata a farlo. Sei sospettati dello stupro sono stati arrestati, ma due di loro si trovano già in libertà sotto cauzione. Secondo i familiari, i veri stupratori sono ancora alla macchia perchè godono di appoggi politici.
Fonte :L Unità
19 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
FOGGIA - La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un'inchiesta sulla morte di Andrea Cellamare, il bambino di 4 mesi di Foggia, morto il pomeriggio del 21 dicembre scorso all'ospedale 'Bambino Gesù' della capitale, dopo quella che il legale della famiglia del piccolo, l'avvocato Michele Sodrio, definisce, parlando con l'Adnkronos, «una autentica odissea». I magistrati romani hanno aperto il fascicolo in seguito alla segnalazione dei sanitari, ordinando anche l'autopsia. Il giorno dopo anche il padre di Andrea ha presentato una denuncia ai carabinieri e, tramite il suo legale, ha chiesto di trasferire l'inchiesta alla Procura di Foggia, oltre che di individuare le cause della morte e di sequestrare le cartelle cliniche di tutti gli ospedali nei quali è stato portato. A Roma il piccolo Andrea, nato il 17 agosto scorso, è giunto dopo una lunga e penosa trafila. I primi problemi sono sorti verso il 18-19 novembre: il bambino presentava vomito e diarrea. Il pediatra di famiglia ha diagnosticato una gastroenterite e ha prescritto una cura di ferro e di fermenti lattici. Ma i problemi non si sono arrestati. «Il bambino era nato sanissimo», spiega l'avvocato Sodrio. Così i genitori si sono rivolti agli Ospedali Riuniti di Foggia dove Andrea è rimasto ricoverato per una settimana fino al 13 dicembre. Anche lì è stata diagnosticata una gastroenterite. Secondo quanto sostiene il legale, «in quella settimana di degenza, nel reparto diretto dal dottor Antonio Longo, non è stata fatta alcuna cura, nè una analisi approfondita ma soltanto un esame del sangue». Alla fine è stato individuato un valore delle transaminasi più alto del normale che denotava qualche probabile problema al fegato. LA DIAGNOSI «Andrea è stato dimesso con una diagnosi di gastroenterite - continua l'avvocato Sodrio - nonostante le proteste dei genitori e una furibonda lite del padre con il dirigente medico». «Noi facciamo i medici voi fate i pazienti», sarebbe stato detto ai genitori del piccolo. Anche in quel caso sono stati prescritti i fermenti lattici e gli integratori di ferro «ed è stato chiesto alla madre di cullarlo quando piangeva». Ma vomito e diarrea non sono diminuiti, anzi si sono intensificati. La situazione è precipitata nella notte tra il 16 e il 17 dicembre. A quel punto Andrea è stato ricoverato all'ospedale 'Tatarellà di Cerignola dove è rimasto per poco tempo. I medici lo hanno dimesso, consigliando ai genitori di trasportarlo in un centro specializzato e così questi ultimi lo hanno trasportato con un'autoambulanza all'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIIÌ di Bari dove è rimasto per tre giorni. Solo lì è emersa la gravità della situazione e la necessità di un trapianto di fegato, risultato ingrossato, e di un trasporto in un centro trapianti per bimbi piccoli che in Italia esiste solo a Palermo, Bergamo e Roma dove è giunto il giorno prima del decesso. MEDICI SOTTO ACCUSA Sotto accusa da parte dei genitori soprattutto l'equipe medica del reparto di pediatria degli Ospedali Riuniti di Foggia «ma noi - precisa l'avvocato Sodrio - chiediamo una indagine a 360 gradi. Siamo certi allo stato dei fatti che ci sono state gravi negligenze nella diagnosi». Denunciato anche il pediatra di base. I genitori hanno nominato un consulente medico di parte per gli accertamenti che si dovranno compiere. «La vicenda di Andrea - afferma l'avvocato Sodrio - costituisce una cartina di tornasole della situazione della sanità di questo paese dove ognuno scarica le sue responsabilità sugli altri. Il suo non sarà il primo e neanche l'ultimo caso di questo genere. Dal 19 novembre quando si sono manifestati i primi sintomi, abbiamo dovuto attendere il 20 dicembre per avere una diagnosi e capire che c'era la necessità di effettuare un trapianto di fegato». «Il nostro sistema sanitario -conclude - dalla base fino alle sue punte, è caratterizzata da pressapochismo e superficialità. Non è un problema di fondi ma di sostanziale inadeguatezza. Indescrivibile la disperazione dei genitori che hanno dovuto assistere, per la difficoltà di trovare le vene, ai tentativi di infilare gli aghi delle flebo nella giugulare e nell'arteria femorale del piccolo Andrea».
FONTE LEGGO.IT
20 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
BOLOGNA - Dopo il drammatico ritrovamento della neonata in un cassonetto in una via di Bologna ora si cerca il resposabile. La squadra Mobile, che indaga sotto la direzione del Pm Stefano Orsi per trovare la madre della neonata lasciata in un cassonetto in un vicolo nel centro di Bologna, dopo un lungo sopralluogo con la polizia Scientifica ha repertato il materiale trovato nel cassonetto, in particolare il sacco di iuta dove era stata infilata la piccola, con asciugamani e coperte di pile intrisi di sangue. Nel sacco c'erano anche alcuni pezzetti di carta. Da questi ultimi, se dovessero essere trovate impronte o altri particolari, potrebbe arrivare qualche elemento utile all' identificazione della donna. Gli investigatori ipotizzano che si tratti di qualcuno che gravita o abita nella zona e hanno già cominciato a visionare i filmati delle telecamere e a sentire persone che potrebbero avere visto qualcosa. Verifiche sono state fatte alla vicina sede della Caritas. Anche per la polizia, chi ha lasciato la bambina nel cassonetto voleva ucciderla: il sacco nel quale era stata infilata, infatti, era chiuso ermeticamente con una zip. LE CONDIZIONI La bambina pesa 2,794 kg e «presenta condizioni cliniche generali di non immediata gravità». Lo spiega il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, in un bollettino sulla neonata trovata in un cassonetto. La bimba alle 12.15 «è stata accompagnata da un'ambulanza del 118 al pronto soccorso pediatrico», dove «le sono state prestate le prime cure». Successivamente «è stata ricoverata nel reparto di Terapia intensiva neonatale diretto dal prof. Giacomo Faldella, dove è stata sottoposta agli accertamenti ed esami clinici necessari e dove viene costantemente monitorata. La bambina risulta verosimilmente nata a termine». IL RITROVAMENTO Una neonata è stata trovata, viva, dentro un cassonetto dell'immondizia in via Carbonara, un vicoletto nel centro storico di Bologna. La piccola, una femmina di pelle bianca, era avvolta in una sorta di sacchetto ed è stata portata in gravi condizioni all'ospedale Sant'Orsola. A chiamare i soccorsi è stato un passante, che ha sentito dei lamenti provenire dal cassonetto. L'uomo pensava che si trattasse di un gattino, ha spiegato alla polizia, poi con l'aiuto di un altro passante ha guardato nel bidone e ha scoperto la piccina. La neonata è stata raccolta e portata in un vicino garage fino all'arrivo dell'ambulanza. La polizia ha avviato subito le ricerche per trovare la madre. Del fatto si sta occupando la squadra Mobile. È stato avvisato anche il pm di turno Stefano Orsi, che aprirà un fascicolo d'inchiesta per abbandono di minori, mentre per valutare altri reati bisognerà attendere di conoscere le condizioni di salute della bambina. La piccola era dentro una sorta di sacca chiusa con una cerniera, avvolta in coperte e altri stracci, sporchi di sangue. Le sue condizioni hanno fatto ritenere che fosse stata partorita da pochissimo. Per questo gli agenti hanno iniziato a perlustrare le viuzze circostanti. Il cassonetto si trova in via Carbonara, un vicoletto a pochi passi dalla sede della Caritas, in via Sant'Alò, e dal cancello posteriore della Curia. Ci sono diverse telecamere nella zona. TENTATO OMICIDIO «La Procura procede per tentato omicidio». Lo rende noto il procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna Valter Giovannini, in riferimento alla neonata trovata in un cassonetto. «Quanto è avvenuto - prosegue - è un atto di grande crudeltà. L'invito alla madre è di presentarsi al pronto soccorso per essere assistita, potendo ella stessa soffrire di postumi seri post-parto». «Solo una volta individuata la donna - continua Giovannini - si potrà valutare l'ipotesi di tentato infanticidio, che presuppone un totale stato di abbandono materiale e psicologico connesso al parto». La bambina aveva il cordone ombelicale strappato, non annodato. Elemento che dice agli investigatori che la volontà omicidiaria è fuori discussione, perchè non è stata fatta neppure la più elementare operazione per evitare la fuoriuscita di sangue. La piccola era in condizioni di ipotermia. La squadra mobile della polizia ha già acquisito le immagini delle telecamere e sta verificano quando era stato vuotato il cassonetto. È probabile che la bambina, in un sacco di iuta chiusa, sia stata gettata in mattinata.
FONTE LEGGO.IT
21 GENNAIO 2012

INSERITO DA ANGELA CECERE
Al Bano ha presentato la richiesta al tribunale brindisino Non si hanno più notizie della figlia dal 1994 BRINDISI - Scomparve nel 1994 ed, ora, a distanza di 18 anni, Al Bano Carrisi ha deciso di far pubblicare l'avviso per il ricorso per dichiarazione di presunta morte della figlia Ylenia. Da sempre convinto che la sua primogenita, avuta con Romina Power, fosse morte inghiottita dal fiume Mississippi a New Orleans, Al Bano ha incaricato l'avvocato Caforio di avviare l'iter per riconoscerne il decesso anche se il suo corpo non è mai stato ritrovato e se continuano a susseguirsi voci di avvistamenti della ragazza che scomparve all'età di 24 anni. L'AVVISO - «Il tribunale - recita l'avviso - con provvedimento del 9 novembre, ha ordinato la pubblicazione per la richiesta di morte presunta di Ylenia Carrisi, scomparsa a New Orleans il 31 dicembre 1994. Con invito a chiunque abbia notizie a farle pervenite entro sei mesi». L'iter è stato avviato proprio su mandato del padre e, almeno ufficiosamente, senza il consenso della madre che invece, a differenza dell'ex marito, ha sempre confidato nel fatto che la figlia possa essere viva, forse proprio in una comunità religiosa, come riportano le ultime indiscrezioni. Il padre ha sempre ritenuto che si sia gettata nel fiume che attraversa la Louisiana. Uno dei motivi che portarono al divorzio la coppia fu proprio l'atteggiamento diverso di fronte alla tragedia che colpì la famiglia: Romina accompagnata dalla volontà di continuare a cercare la figlia, Al Bano rassegnato di fronte alla sua perdita. Dolori che hanno deciso di affrontare separatamente dopo le prime concitate ricerche, sempre senza alcun risultato. Ora ci saranno due mesi per portare notizie nuove rispetto all'esistenza in vita della ragazza, poi si compirà un ulteriore passo per dichiararne la morte. AL BANO - «Non avrei mai voluto farlo, e difatti ho aspettato dieci anni in più del previsto. Mi hanno convinto, per ragioni tecniche, a presentare istanza». Così commenta il cantante Albano Carrisi la richiesta di dichiarazione di morte presunta della figlia Ylenia, scomparsa a New Orleans, negli Usa, il 31 dicembre 1994.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
22 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
FIRENZE - Le piogge intense cadute sulla Toscana tra ieri e questa notte hanno fatto innalzare il livello del fiume Arno, che è in piena nel tratto di Firenze e dintorni. A Ponte a Signa ha raggiunto il secondo livello di guardia, a metri 6,50. A Nave a Rosano (5,10 metri) e agli Uffizi (3,90 metri) i livelli permangono sopra il primo livello di guardia dopo gli sforamenti di ieri pomeriggio. Secondo la protezione civile della Provincia di Firenze, l'Arno si sta avvicinando alla «fase di colmo» e nelle prossime ore i livelli stazioneranno sull'attuale portata per poi scendere gradualmente. A monte di Firenze già stamani gli idrometri di Montevarchi ed Incisa danno livelli in lieve diminuzione. Il maltempo ha continuato a colpire indirettamente anche la rete stradale. Una frana ha interessato la statale del Passo del Muraglione sul versante romagnolo, con risentimenti per la viabilità anche sul versante toscano nel territorio di San Godenzo (Firenze). ALLERTA ANCHE PER IL RENO La Protezione civile ha diramato la fase di attenzione per la piena del Reno dalle 10 di oggi alle 12 di domani, a seguito delle intense precipitazioni e dello scioglimento della neve che hanno interessato il bacino del fiume. La piena è transitata a Bonconvento con un livello idrometrico di 8,16 metri, e si prevede nel pomeriggio il transito del colmo a Cento (Ferrara). A Casalecchio Chiusa sono stati registrati due colmi di piena a 1,23 e 1,19 metri, alle 17 di ieri e alle 3 di notte. LE PREVISIONI Il Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare comunica le previsioni del tempo sull'Italia per la giornata di domani, martedì 22 gennaio. Nord: deboli isolati fenomeni di pioggia sul settore orientale ma in rapido miglioramento; ampi rasserenamenti sul resto del settentrione, con tendenza ad aumento delle nubi nella notte sul settore occidentale, associato a qualche precipitazione tra basso Piemonte e Liguria e sulle zone di confine occidentali, nevose anche a quote basse. Centro e Sardegna: variabile sulle regioni peninsulari con qualche pioggia o rovescio sulle zone interne ma in via di miglioramento nel corso del pomeriggio. Soleggiato sulla Sardegna in attesa di un nuovo peggioramento sulla parte occidentale a notte inoltrata. Sud e Sicilia: variabilità al primo mattino con rischio di qualche pioggia sul settore tirrenico e sui rilievi appenninici, mentre sulle altre zone le schiarite risulteranno ampie. Tendenza a rasserenamenti ovunque già dalla tarda mattinata. Temperature: senza variazioni di rilievo o in lieve diminuzione. Venti: dai quadranti occidentali, deboli al nord, da deboli a moderati altrove. Mari: molto agitato il medio-basso Tirreno, lo Ionio a largo ed il Mare di Sardegna; da mossi a molto mossi gli altri mari, con moto ondoso in attenuazione.
FONTE LEGGO.IT
23 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
NORTH YORKSHIRE - Parole piene di dramma, che a 12 anni non dobrebbero far parte del vocabolario di un bimbo. “Sii felice mamma, io ho voglia di uccidermi”. Queste le ultime parole di Jordan Green, il 12enne che si tolse la vita il 12 giugno scorso. Continuano le indagini per capire i reali motivi dell'insano gesto. La separazione dei genitori, la morte della nonna. Jordan era diventato un bambino violento, tanto che a scuola decisero di sospenderlo per un giorno a causa della sua condotta: un provvedimento disciplinare che si è rivelato fatale. Jordan torna a casa, la mamma è al lavoro e lui si chiude in camera. Poco prima di suicidarsi, sente telefonicamente la madre, solo per pochi istanti, nei quali le dice: “Sii felice mamma, io ho voglia di uccidermi”. Inutile la grande corsa verso casa della mamma, inutili le sue urla. Quando lei è arrivata, Jordan si era già ucciso.
FONTE LEGGO.IT
24 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
RAGUSA - Sarebbe stato roso dal tarlo, pare inesistente, della gelosia. Ci sarebbe una passione creduta tradita dietro la morte di un esercente di 36 anni di Modica che ieri sera si è tolto la vita impiccandosi a un albero di un fondo agricolo di contrada Sparaceno, a Marina di Modica, nel Ragusano. A scoprire il cadavere è stato uno dei suoi due figli, un bambino di sei anni, insospettito dal fatto che il padre tardasse a tornare in auto, dove il piccolo era rimasto con la sorellina di tre anni che già dormiva. Papà lo aveva rassicurato: «stai tranquillo, vado a fare un 'bisognino' e ritorno subito», gli aveva detto. Ma così non è stato. I tre avevano trascorso la giornata insieme. L'uomo era andato a prenderli a scuola e li aveva portati a fare un giro. Prima a pranzo in una panineria alla moda a Ragusa, poi in un parco giochi di Modica. Sembrava una giornata di festa, seguita da un lungo giro in auto apparentemente senza meta. La sera arriva presto, anche nel sud della Sicilia, e la vettura in aperta campagna, vicino ai luoghi cari al commissario Montalbano, ha un improvviso arresto: si fora una ruota. L'esercente scende, controlla, ma non cambia il pneumatico. Si limita a dire al figlio più grande di «dare un occhio» alla sorellina che già dorme, e che lui torna subito, il tempo di fare un «bisognino» in aperta campagna. Il tempo passa ma l'uomo non arriva. Il bambino si fa coraggio: nel buio pesto di una serata freddissima in una zona isolata si attrezza di torcia e percorre il sentiero. Dopo una decina di metri la tragica scoperta: il corpo del padre impiccato con una corda al ramo di un albero. Sconvolto, torna indietro. Ma non avvisa alcuno, non pensa al cellulare del papà. La sua preoccupazione è la sorellina. Così torna in auto, si mette accanto a lei, e insieme trascorrono la notte chiusi nella vettura, mentre fuori la temperatura si avvicina allo zero. A trovarli ancora accovacciati in auto, in buone condizioni, verso le 7.30 di stamattina, un massaio della zona. Incuriosito li sveglia ed è informato del dramma. L'uomo avverte i carabinieri della compagnia di Modica, che arrivano subito sul posto, e li trovano in discrete condizioni. Li cercavano da ieri sera perchè la madre, allarmata, aveva denunciato la scomparsa del marito e dei loro due figli. A ricostruire tutti i particolari dell'ultima giornata di vita della vittima è stato il ragazzino, sentito dagli investigatori in caserma. Il cadavere è stato trovato dai carabinieri con le mani tra la corda: è il segno, sospettano i militari dell'Arma, che avesse cambiato idea, ma non è riuscito a salvarsi.
FONTE LEGGO.IT
25 GENNAIO 2013
Inserito da :Sotgia Marcella
LATINA - Il 10 gennaio scorso si sono presentati in un campo rom di Latina a bordo di un'auto, una Bmw, hanno adocchiato la loro vittima e l'hanno malmenatacostringendola con la forza a salire sulla vettura. Poi sono fuggiti in direzione Frosinone. Qui hanno rinchiuso la ragazza in un appartamento e mentre uno dei due la violentava, l'altro le bloccava le braccia per impedirle di reagire.È l'incubo vissuto da una ragazza di origine serba di 21 anni, nata in Italia, che vive in un campo nomadi alla periferia di Latina. Gli aguzzini sono due fratelli di etnia rom, Milan e Bruno Jovanovic 24 anni e 28 anni, entrambi rintracciati ieri a Frosinone dalla squadra mobile di Latina e arrestati con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale e lesioni. Per un giorno intero la donna ha dovuto subire le violenze di Milan Jovanivic mentre l'altro la bloccava per impedirle di muoversi. Il giorno successivo la vittima è però riuscita ad approfittare di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, è fuggita dall' appartamento e ha recuperato un cellulare con cui ha chiamato suo padre che l'ha raggiunta e riportata a casa. Per paura di ritorsioni la donna ha deciso di non denunciare l'accaduto, ma il 15 gennaio i due uomini sono tornati al campo, questa volta accompagnati da altri quattro complici, e hanno tentato di nuovo di rapirla. Il nuovo sequestro è stato sventato dall'intervento dei fratelli della vittima. A quel punto la ragazza ha trovato il coraggio di denunciare tutto. Sulla scorta delle informazioni acquisite, gli investigatori della squadra mobile di Latina, diretti da Sebastiano Bartolotta, sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e ad individuare l'appartamento di Frosinone nel quale la giovane era stata rinchiusa e nel quale sono stati rintracciati e arrestati i due fratelli. Un lavoro investigativo complesso, quello della Mobile, che è stato seguito in diretta dal questore di Latina, Alberto Intini, e coordinato dal sostituto procuratore Maria Eleonora Tortora. Il commissario capo Sebastiano Bartolotta è subentrato da quatro mesi al Primo dirigente Cristiano Tatarelli che lunedì prossimo, il 28 gennaio, diventerà il capo del Commissariato di polizia di Scampia, in provincia di Napoli.
Fonte :Il Messaggero
26 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
MILANO - Un marocchino di 52 anni è stato fermato dai carabinieri di Vimercate (Monza) per aver rapito e violentato la ex convivente con cui ha avuto un figlio 8 anni fa e dalla quale si era separato da alcuni mesi. Mohamed C., operaio disoccupato già noto per furti, alle 7.15 di ieri - secondo l'accusa - si è appostato fuori casa della sua vittima, un'infermiera peruviana di 40 anni che vive a Bernareggio, nella Brianza. Quando questa è uscita con l'auto per andare a lavoro, l'ha bloccata sulla rampa del garage, è entrato nell'abitacolo e le ha puntato contro un grosso coltello da cucina con cui le ha intimato di andare in un luogo appartato in campagna. Qui l'ha violentata una prima volta, per poi portarla nel suo appartamento a Cornate d'Adda dove l'ha stuprata una seconda. Attorno alle 14.30 si sarebbe fatto riaccompagnare a Bernareggio, dove è sceso dall'auto dopo che la donna gli ha detto: «Se mi uccidi nessuno baderà a nostro figlio di 8 anni (che in quel momento era a scuola, ndr)». Libera dal suo aguzzino, la peruviana è corsa a casa e ha chiamato i carabinieri, che un'ora dopo hanno trovato Mohamed C. mentre cercava di tornare nel suo comune attraverso una zona rurale. Poco distante, in un cestino, hanno trovato anche il coltello usato per le minacce. L'uomo, che si trova in carcere in attesa della convalida, secondo quanto riferito non aveva mai avuto comportamenti violenti o compatibili con lo stalking.
FONTE LEGGO.IT
27 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
NEW YORK - Le vittime di stupro che decidono di abortire dopo la violenza potrebbero essere accusate di "offuscamento delle prove" se la proposta di legge presentata in New Mexico venisse approvata. Costituirebbe un crimine di terzo grado, punito con una condanna da uno a tre anni. La legge richiede che le vittime portino a termine la gravidanza così da poter usare il feto come prova nell'eventuale processo per abusi sessuali. La proposta, avanzata dalla repubblicana Cathrynn Brown, ha creato subito scandalo e una valanga di proteste tanto che è stata costretta a intervenire e precisare che il testo è stato rivisto, mettendo nero su bianco che la madre non può essere perseguita per legge in caso di aborto. Nello spiegare la proposta di legge, prima di ritrattare, Brown aveva detto che l'obiettivo è quello di punire chi commette il crimine. «Il New Mexico deve rafforzare la sua legge contro gli abusi sessuali. E con questa misura possiamo aiutare le donne a proteggersi», aveva detto Brown.
FONTE LEGGO.IT
28 GENNAIO 2013
Inserito da :Sotgia Marcella Domenica mattina alle 7,30 un uomo barcollante è caduto dalla banchina mentre giungeva il convoglio presso la stazione Vittorio Emanuele ROMA - Un uomo è stato investito da un convoglio della linea A della metropolitana domenica mattina intorno alle 7.30 nella stazione di piazza Vittorio Emanuele II a Roma. VIDEOCAMERA DI SORVEGLIANZA - Secondo quanto ricostruito dalle immagini delle videocamere della sala metro, l'uomo, un sudamericano di circa 30 anni, dopo essersi alzato da una panchina, barcollando, forse ubriaco, si è avvicinato al bordo della banchina e probabilmente dopo aver perso l'equilibrio è caduto al centro dei binari, dove sopraggiungeva il treno che lo ha investito. Il macchinista è riuscito a frenare per evitare l'impatto violento. TRAUMA CRANICO - Soccorso dal 118, l'uomo, cosciente, è stato trasportato all'ospedale San Giovanni, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico e fratture multiple. Sul posto è intervenuta la polizia. Dopo un'interruzione, il servizio sulla linea A è tornato regolare.
Fonte :Corriere della sera
29 GENNAIO 2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 29/01/2013 CRONACA Momenti di tensione al Tribunale di Salerno, dove un uomo è montato su un cornicione e ha minacciato di buttarsi giù, prima di essere convinto a scendere dall'intervento delle forze dell'ordine. Alla base della protesta ci sarebbero state le sue condizioni economiche: stando a quanto emerso l'uomo sarebbe infatti disoccupato.
da tgcom24
29 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
Avvicinata a Mestre da un uomo che le aveva chiesto una sigaretta. Critiche a un medico: «Mi ha detto "tutto passerà"» VENEZIA - Per tre ore in balia dell'orco, sotto la minaccia di un taglierino. Tre ore lunghissime, interminabili, fatte di violenza e umiliazione. Tre ore della sua vita che non dimenticherà mai. Lei è una giovane di 35 anni residente nel Portogruarese, madre di due bambini, rispettivamente di 8 e 10 anni, che sabato notte ha detto di essere stata ripetutamente violentata. Così ha raccontato anche alla polizia, come risulta dalla denuncia sottoscritta davanti agli agenti. Da oggi la donna starà per qualche giorno in una comunità indicata dal Centro antiviolenza e dalla Caritas di don Dino Pistolato, perché ha paura che quell'uomo, che ha denunciato e contribuito a fare identificare dalla squadra mobile di Venezia, la possa trovare e identificare. Ma prima di partire ha voluto trovare la forza di rendere pubblico il dramma che ha vissuto: «Per mettere in guardia altre donne - afferma - e perché non è giusto che chi commette reati di questa gravità possa girare liberamente». Secondo quanto ha riferito alla polizia, tutto ha inizio verso le 22, fuori della stazione dei treni di Mestre, con quello che sembrava un incontro fortuito. «Avevo avuto una discussione in famiglia - racconta la trentacinquenne - e quindi avevo deciso di andare a Mestre. Poco dopo le 22 vengono avvicinata da un uomo, distinto, ben vestito, educato, di origine romena. La scusa era di chiedermi una sigaretta. Mi suggerisce di continuare la chiacchierata a Venezia». Aveva iniziato a fidarsi di lui, per quei suoi modi gentili. Con il bus arrivano a piazzale Roma, alla rimessa delle bici, dove chiacchierano fin quasi alle 3 di notte. «A quel punto si scatena la sua furia. Mi dice: scommettiamo che adesso fai quello che voglio io? Estrae un taglierino e me lo punta alla gola». È a quel punto che, secondo il suo racconto, sarebbe iniziata la violenza sessuale. Per una, due, tre volte. Solo in un momento lei riesce a prendergli il telefonino dalla tasca e compone il suo numero, così da averlo in memoria nel proprio cellulare. Sempre insieme ritornano a Mestre. «E mentre arriviamo mi dice, vedendo una Volante della polizia: non fare cavolate, perchè dove ti trovo ti ammazzo». Quando se ne è andato, la 35enne chiama il Centro antiviolenza, quindi va al pronto soccorso a farsi visitare, quindi si reca alla Polfer. «Non finirò mai di ringraziare loro e la Mobile: sono stati tutti eccezionali». Grazie al numero di telefono, concorda un appuntamento con l'aggressore, permettendo così l’identificazione dell’uomo. «Ora vivo nel terrore. E ho paura che colpisca anche altre donne». E poi un pensiero alle cure mediche. «Il medico mi ha dato 35 giorni di prognosi dicendomi: vedrà, signora, che poi tutto passerà. Come è possibile dire una cosa del genere?».
FONTE IL GAZZETTINO
30 GENNAIO 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
MILANO - La giornalista Francesca Santolini, del quotidiano Il Giorno ha rac
contato in un articolo, e in una denuncia ai carabinieri di Assago, di essere stata obiettivo di una raffica di mitra mentre percorreva la strada adiacente al centro commerciale MilanoFiori in compagnia di un'amica, Carmela Mazzarelli, ex consigliere Pd a Buccinasco. «Stavamo andando alla presentazione del libro di Milena Gabanelli 'Le regole dei giornalisti. Istruzioni per un mestiere pericoloso'», scrive la giornalista sul quotidiano oggi in edicola, quando «all'altezza del centro commerciale poco prima delle 18 vedo un furgoncino sulla mia sinistra e mi cade l'occhio sul sedile del passeggero. L'uomo - un uomo, di questo sono sicura, con un cappellino nero a coprirgli il volto, gli anni non li so dire - tiene in mano una mitraglietta». Pochi secondi dopo, secondo quanto raccontato, «l'uomo comincia a sparare». Le due donne partono «a razzo in una gimkana tra le auto, poi un'inversione» e vanno dritte «verso la stazione dei carabinieri di Assago», mentre il furgoncino sparisce. I militari fanno sapere che, al momento, non sono stati trovati bossoli sul posto, nè fori compatibili con l'esplosione di colti da una mitraglietta. Dunque, lo ipotizza anche la Santolini, poteva trattarsi di colpi a salve o di un'arma giocattolo, anche se «istintivamente ho guardato la bocca della mitraglietta e mi è sembrata vera». Il motivo dell' intimidazione potrebbe essere legato all'attività giornalistica della donna nell'area di Buccinasco e di Corsico sui temi della criminalità organizzata. Ma il messaggio potrebbe essere indirizzato anche a Carmela Mazzarelli, «ex consigliera del Pd, l'unica della sua città a essere citata nei ringraziamenti del libro di Nando Dalla Chiesa sulla 'ndrangheta a Buccinasco, la prima a denunciare le amicizie sconvenienti della politica anche nel suo partito».
FONTE LEGGO.IT
31 GENNAIO 2013
LA SALUTE INNANZITUTTO!!!!!!!
Salute, bastano tante piccole azioni per raggiungere i 30 minuti giornalieri di attività fisica che consentono al nostro organismo di mantenere un buono stato di forma.
Un recente studio della Oregon State University è arrivato alla conclusione che salire le scale, raccogliere le foglie in giardino o passeggiare permette di accumulare quei trenta minuti in una giornata che permettono al nostro apparato muscolare di restare attivo, oltre a fornire benefici in termini di pressione sanguigna e livelli di colesterolo. La ricerca, pubblicata sull’American Journal of Health Promotion, è stata condotta su un campione di seimila adulti americani che hanno svolto esercizi fisici, come appunto salire i gradini. I volontari erano dotati di accelerometri per misurare l’attività fisica. E’ emerso come il 43% di chi ha svolto questi brevi e semplici esercizi per l’esperimento, è riuscito a pareggiare i 30 minuti giornalieri indispensabili secondo gli esperti per rimanere in salute.