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CAMPANIA NEWS :Napoli, assicurazione scaduta In strada solo 4 moto dei vigili

2 Febbraio 2013, 09:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Si risolve parzialmente una emergenza e se ne ripropone subito un’altra. Il taglio dei fondi dal governo centrale ai Comuni manda in tilt anche altri settori. In questo caso, in città, il servizio della Polizia Municipale è fortemente a rischio. Sono sempre i mezzi a disposizioni ad essere drasticamente ridotti. E allora diventa impossibile intervenire tempestivamente con le moto, con le vetture, con i carri-gru. Il motivo? L’assicurazione. I tagliandi sono scaduti e in questi giorni l’elenco dei mezzi fermi è un vero e proprio bollettino di guerra. dati contestati dal responsabile della Municipale Attilio Auricchio: «L’amministrazione ha indetto una regolare procedura di gara e non ha ricevuto offerte utili». La macnaza di copertura assicurativa riguarda solo «motoveicoli, carri gru e altri veicoli non correlati con l’attività di controllo». In sostanza non c’è stato nessun disservizio. I dati che snocciola Gennaro Martinelli segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica sono devastanti. In pratica il corpo di polizia locale è vicino al collasso. Delle dotazioni è rimasto poco o nulla. I vigili hanno 17 carri gru. Bene sono tutti fermi: 13 per mancanza di copertura assicurativa (è scaduta da oltre un mese) e 4 mezzi sono invece in manutenzione. Poi ci sono le moto e qui la nota diventa ancora più dolente. Il parco due ruote utilissimo per effettuare rapidamente gli interventi è in ginocchio. Complessivamente la Municipale è dotata di 90 motoveicoli di diversa cilindrata. Bene. Di questi 60 hanno l’assicurazione scaduta dal 31 dicembre; 15 moto sono da rottamare; 10 Bmw (quelle di ultima generazione) sono in manutenzione e ci resteranno a lungo. In pratica circolano complessivamente per strada solo quattro moto su 90. Per le auto la situazione non è molto diversa. C’è da dire che a differenza della situazione del trasporto pubblico in questo caso non è mai venuta a mancare la benzina, purtroppo però i mezzi sui quali fare il pieno sono pochi. Quelli di proprietà del Comune attualmente sono fermi sempre per lo stesso motivo: l’assicurazione sulla quale non ci sono sconti di sorta. In garage ci sono: 10 furgoncini Fiat Scudo, uffici mobili affidati all’infortunistica; 12 Fiat Doblò utilizzati per il trasporto mezzi; 4 autocarri Ducati per il trasporto merci; altri 3 Fiat Scudo per il trasporto persone; 4 Panda; 3 Fiat Marea e uno Punto. Ci sarà qualcosa in giro o no? «In circolazione - spiega Gennaro Martinelli - ci sono 90 Punto della Fiat, si tratta di vetture acquistate in leasing due anni fa tramite la Consip, la centrale unica di acquisto, e sono la nostra salvezza, ma potrebbero durare poco». Il contratto - aggiunge il segretario provinciale della Cgil - dura quattro anni, ne sono passati due, ogni vettura costa, ma è compresa l’assicurazione, 400 euro al mese più iva, in pratica il costo annuale complessivo è di mezzo milione l’anno». Malgrado il contratto - aggiunge Martinelli - c’è un problema: da un anno la società che fornisce le vetture non viene pagata e potrebbe fare dietrofront da un momento all’altro». La problematica potrebbe essere risolta nel giro di un paio di settimane almeno per quanto concerne i tagliandi assicurativi. Si sta cercando infatti di chiudere un accordo per dotare di tagliandi tutti i mezzi. E - spiega Auricchio non è una questione di risorse ma di «situazioni legate alla scarsa appetibilità del tema assicurativo nella città». In realtà a mancare non sono solo le assicurazioni ma anche le divise per il servizio notturno.

Fonte :Il Mattino

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News Italia e dal Mondo :Nell’inchiesta di Siena dieci nuovi indagati

2 Febbraio 2013, 09:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaLa Procura prepara le convocazioni: saranno sentiti a partire da lunedì GUIDO RUOTOLO INVIATO A SIENA Sono pronti. Gli avvisi a comparire saranno notificati nelle prossime ore. Dovrebbero essere una decina, e gli indagati saranno convocati in Procura a partire dalla prossima settimana. L’inchiesta della Procura di Siena è ormai a una svolta. C’è anche una gola profonda dell’area Finanza del Monte dei Paschi di Siena, uno che ha lavorato a stretto contatto con Gianluca Baldassarri, che sta aiutando gli investigatori a ricostruire gli affari, le operazioni a rischio della sporca dozzina, di quel gruppo di funzionari e dirigenti, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni, per i quali la Procura di Siena ipotizza l’associazione a delinquere. «Santorini», «Alexandria». E poi tutte le operazioni che hanno indebolito la tenuta di Mps, a partire da Fresh, obbligazioni convertibili in azioni, per un valore di un miliardo di euro. Sotto la lente degli 007 del Nucleo valutario della Finanza del generale Giuseppe Bottino, un ventaglio di operazioni «sospette». E naturalmente si indaga sulla operazione che ha portato il Monte dei Paschi in una situazione critica, l’acquisto di Antonveneta dalla banca spagnola Santander. Un affare che ha rimpinguato le casse del gruppo bancario fondato da Emilio Botin con tre miliardi di euro di profitti. L’altro giorno era stato sentito dai pm senesi proprio il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, rappresentante in Italia del gruppo Santander, che avrebbe ribadito che l’operazione della cessione di Antonveneta a Mps fu effettivamente portata a termine direttamente dalla Spagna, senza passare per il suo rappresentante in Italia, Gotti Tedeschi. Ieri c’è stata una pausa dell’attività istruttoria che riprenderà. Gli uomini del Nucleo Valutario della Guardia di finanza sono rientrati nella capitale e, ieri mattina, i pm dell’inchiesta su Mps sono stati impegnati in udienze di altri processi. Anche l’interrogatorio di Antonio Rizzo, ex della banca d’affari “Dresdner”, è stato rinviato a lunedì, per motivi familiari del testimone, che ai finanzieri di Milano rivelò l’esistenza della rappresentata da Gianluca Baldassarri, allora responsabile Area Finanza di Mps, e da Matteo Pontone, responsabile Mps della filiale di Londra. L’attenzione degli investigatori si sta concentrando, in questa fase delle indagini, soprattutto nella ricostruzione del ruolo e di eventuali responsabilità dei singoli componenti dei Cda di Mps e di Antonveneta dal momento della acquisizione. In particolare, si vuole verificare l’attività dell’allora membro del Cda di Mps, Andrea Pisaneschi, area Forza Italia, amico di Denis Verdini, che il 23 giugno del 2008 è diventato presidente di Antonveneta. Il ruolo di Pisaneschi è emerso anche nella inchiesta del Ros di Firenze sui Grandi Appalti. In una intercettazione telefonica ne parla Riccardo Fusi, titolare della impresa di costruzione Btp (Baldassini Tognozzi Pontello) , con il suo socio. E’ il 17 giugno del 2008 e Fusi dice: «Lui (Pisaneschi, ndr) è l’unica persona che ci s’ha veramente dentro la banca. Se lui si sente messo da parte diventa pericoloso....». In gioco è un finanziamento di 150 milioni di euro alla Btp, poi concesso il 14 ottobre del 2008, con una parte di 60 milioni di euro di Monte dei Paschi di Siena. Andrea Pisaneschi, nella sua qualità di avvocato - e il suo studio legale di Siena è stato anche perquisito - è poi finito indagato nella inchiesta della Procura di Firenze sulla banca di Denis Verdini, l’ex triumviro del Pdl, il Credito cooperativo fiorentino, L’ipotesi di reato che è stato contestato al legale è quello di «emissioni di fatture per operazioni inesistenti».

Fonte :La Stampa

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CAMPANIA NEWS: Napoli, la storia di Mattia: il cuoricino

2 Febbraio 2013, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Qualche giorno fa Mattia ha soffiato su due candeline sistemate su una grande torta al cioccolato. Poi, il sorriso gli si è aperto sul visino e ha battuto le mani imitando la mamma e il papà e tutto il personale medico e infermieristico del reparto di Cardiochirurgia del Policlinico federiciano. Tutti avevano gli occhi gonfi di lacrime. Perchè Mattia è l’incarnazione di un miracolo. Per quattordici giorni, infatti, il suo cuore è rimasto fermo. Nato con una malformazione cardiaca molto grave era stato operato il mese scorso. E, a fine intervento, il cuore non aveva ripreso a battere. Fermo. Senza alcun segno di vita.Per due settimane ha continuato a respirare grazie a un cuore artificiale attraverso la circolazione extracorporea. E più i giorni passavano più diminuivano le speranze di rivederlo ancora sorridere. Invece, una mattina, sul monitor è comparso un battito. Poi due, tre. Distanziati. Era il ritorno alla vita. Dopo altre due settimane Mattia è stato così finalmente staccato dalle macchine, ha riaperto gli occhi ed è tornato alla vita. «Mattia aveva un ventricolo unico. Nato con una brutta malformazione congenita, il suo cuore presentava un ampio difetto intervetricolare, con una camera unica» spiega il primario Carlo Vosa. E racconta: «Mattia era stato operato, preliminarmente, quando aveva soltanto un mese di decoartazione della aorta. Poi, a dicembre, l’intervento definitivo per separare i due ventricoli». Al tavolo operatorio, c’erano oltre a Vosa, i cardiochirurghi Gaetano Palma, Sergio Palumbo, Sabato Cioffi e gli anestesisti Alessandro Saccenti e Loredana Grandi. Un intervento lungo e difficile. Riprende Vosa: «A fine operazione, nel momento decisivo della ripresa del battito cardiaco, il cuore appariva completamente fermo. A questo punto si è deciso di impiantare un sistema di assistenza ventricolare completa, in circolazione extracorporea, in modo da isolare completamente il cuore e i polmoni e far sì che tutte le altre funzioni, vale a dire cervello reni e altri organi venissero perfusi regolarmente». Il piccolo Mattia è rimasto in queste condizioni per quattordici lunghi giorni. Tutti pregavano. Tutti speravano in un miracolo. Nessuno ha però mai pensato di fermare la macchina, di espiantare gli organi.Sta di fatto che - racconta il docente di Cardiochirurgia - si sono cominciati a osservare i primi battiti cardiaci. Ed è ricomparsa in tutti noi, medici e personale infermieristico, la speranza di vedere una ripresa dell’attività cardiaca». Il miracolo, dunque, c’è stato. «La lunghezza dell’assistenza circolatoria così prolungata ci aveva, infatti, fatto temere il peggio» spiega Vosa. Il cuore di Mattia, dunque, nei giorni successivi al primo timido battito ha cominciato a dimostrare un’attività più o meno regolare fino a che non si è deciso di staccare completamente il sistema di assistenza meccanica, mentre riprendeva nel piccolo paziente una contrazione dell’organo e una pressione adatte alla vita. Durante il periodo immediatamente successivo Mattia è stato sempre aiutato dal respiratore automatico. Non appena è stato estubato ha cominciato a sorridere a tutti, a reagire agli stimoli attorno a lui, a riconoscere i genitori che avevano sempre pregato e sperato. Poi di lì a qualche giorno la ricorrenza del secondo compleanno. Quale occasione migliore per una grande festa in reparto con tutto lo staff che lo ha accudito come un figlio. Una festa a cui hanno partecipato anche tanti altri piccoli pazienti.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS :Napoli, picchia il padre e gli incendia

2 Febbraio 2013, 08:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - È stato un raptus di follia, forse dettato dall’astinenza, durante il quale ha rischiato di uccidere di botte l’anziano padre per poi incendiargli la macchina. I carabinieri della tenenza di Ercolano (agli ordini del tenente Gianluca Candura) hanno arrestato per questi motivi un 38enne di via San Vito accusandolo di estorsione, danneggiamento seguito da incendio e lesioni personali e mettendo in tal modo fine ad un incubo che a quanto pare durava da settimana prima di sfiorare la tragedia, l’altra notte. Al culmine di una violenta lite, infatti, l’uomo ha colpito a calci e pugni il padre, un pensionato di settantotto anni, per costringerlo a dargli 50 euro, soldi che con tutta probabilità avrebbe utilizzato per acquistare della droga. L’anziano genitore si è rifiutato e il figlio per tutta risposta, dopo averlo picchiato, gli ha incendiato l’auto. L’anziano è stato medicato all’ospedale Maresca di Torre del Greco, dove i medici gli hanno diagnosticato contusioni guaribili in 5 giorni. Suo figlio è stato rintracciato dai carabinieri mentre si trovava ancora in casa del padre. Da quest’ultimo i militari hanno ricevuto la denuncia formale nella quale il 78enne ha finalmente raccontato analoghi episodi accaduti negli ultimi giorni.

Fonte :Il Mattino

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CULTURA E SPETTACOLI Solo chi cade può risorgere: la rivincita di Ben Affleck

1 Febbraio 2013, 17:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Dopo il trionfo ai Golden Globe e ora ai Sag, "Argo", il film da lui diretto e interpretato, è dato favorito nella corsa agli Oscar, insieme a "Lincoln". Ritratto di un divo dalla carriera non sempre liscia, come dimostra lo scivolone con Jennifer Lopez. Ma il tempo (e il talento) gli hanno dato ragione

FACILE, ora, darlo come favorito nella corsa alla statuetta più pesante, l'Oscar per il miglior film. Ovvio, adesso - dopo il trionfo ai Golden Globe, e quello fresco fresco ai Sag Awards assegnati questa notte dall'associazione attori americani - scommettere sul fatto che sia lui, il Ben Affleck regista (e protagonista) del bellissimo e tesissimo Argo, il vero avversario di Steven Spielberg e del suo Lincoln, nella Notte delle Stelle del 24 febbraio. Ma la realtà è che - malgrado il successo di pubblico e soprattutto di critica ottenuto in tanti paesi del mondo - in molti, all'exploit del divo e della sua pellicola, non crededevano fino in fondo. Soprattutto qui in Europa. Perché era più semplice puntare su autori storicamente adorati dai cinefili come il Quentin Tarantino di Django Unchained o la Kathryn Bigelow di Zero Dark Thirty; o su clamorosi outsider come il debuttante Benh Zeitlin di Re della terra selvaggia.
E invece, alla lunga, ad emergere - nel gruppetto di nove pellicole in lista per l'Oscar degli Oscar - è proprio questo giovane veterano dello showbiz, divo conosciutissimo a livello planetario, presenza fissa delle riviste e dei siti rosa insieme alla moglie nonché collega, Jennifer Garner, e alla prole. Un ragazzone alto quasi uno e novanta dall'aspetto tipicamente americano, col suo modo di parlare diretto e il sorriso a tutti denti. Celebre e ricco da oltre due decenni. Ma la cui carriera ha rischiato di naufragare, una decina d'anni fa: ecco allora che la marcia inarrestabile del suo Argo diventa anche, per colui che lo ha diretto, la realizzazione di un sogno tipicamente americano, qualcosa del genere "solo chi cade può risorgere".

Tutto comincia col fatto che l'attore quarantenne nato a Berkley, California, ma cresciuto a Cambridge, Massachusetts, al successo di pubblico e al plauso dei critici arriva forse troppo all'improvviso, troppo in fretta. E cioè quando, insieme all'amico di sempre (e compagno di accanite partite di poker) Matt Damon, scrive e interpreta, a 25 anni, il successo planetario Will Hunting - Genio Ribelle. Ottenendo un Oscar per la sceneggiatura originale.

A quel punto Ben, proprio come Matt, sembra avere in mano il mondo: deve solo scegliere, Hollywood è ai suoi piedi. Damon sembra da subito più intelligente e più cauto, nello scegliere i copioni. Affleck invece sembra voler procedere a testa bassa. Con scelte a volte felici, altre no. Gira, tra gli altri, il catastrofista Armageddon, che nel suo genere è un successo; il fortunatissimo Shakespeare in love, ma in un ruolo non da protagonista; la commedia romantica abbastanza melensa Piovuta dal cielo, con la specialista del genere Sandra Bullock. Il risultato è che consolida il suo status hollywoodiano di supercelebrità, ma non riesce a trovare un ruolo davvero "suo", qualcosa che gli consenta di sfondare davvero.

A inizio nuovo Millennio, le cose sembrano andare un po' meglio: arrivano il kolossal mainstream Pearl Harbor, i thriller Ipotesi di reato e Al vertice della tensione. Il destino, però, è in agguato. Nei panni di uno più indiscussi sex symbol femminili degli ultimi decenni: Jennifer Lopez. Lei e Ben si incontrano e si fidanzano, sotto gli occhi dei media e del gossip planetario. Non tentano di proteggere la loro privacy, anzi, ostentano la loro passione in un modo che sfiora il ridicolo: e infatti molti pensano che la loro love-story sia una combine a scopo promozionale. E' il momento più basso, nella carriera di Affleck: gira come comparsa al fianco della fidanzata il celebre video Jenny on the blocks, e sopratutto recita accanto a lei un film giudicato pessimo da pubblico e critica come Amore estremo (Gigli nel titolo originale). Un disastro: la stampa si accanisce contro la coppia. "Il periodo peggiore della mia vita è senza dubbio quello che ho passato con Jennifer: orribile, opprimente", rivelerà l'attore in seguito, in un'intervista di qualche mese fa. Poco galante, forse: ma indubbiamente vero.

Difficile riprendersi. Ma Affleck, al di là della cordialità e del sorrisone, è un uomo intelligente. E così, dopo aver cambiato la sua vita personale grazie al legame con Jennifer Garner, studia, assorbe come una spugna da registi e colleghi. Il suo sogno è passare dietro la macchina da presa. Lo realizza nel 2007 con Gone, bay gone, un crime-drama che mostra per la prima volta il suo talento da cineasta. Poi con un bel gangster movie dal cast all star, The Town, presentato con successo alla Mostra di Venezia.

Ma la maturità vera, a 360 gradi, arriva con Argo, coprodotto dall'amico George Clooney, e che invece lui dirige e interpreta: thriller storico-politico che racconta una storia incredibile eppure vera, quella della liberazione di un gruppo di americani dall'Iran del sequestro all'ambasciata grazie alla complicità di un regista e un produttore hollywoodiano. Opera girata con la tensione e la passione giuste: da qui il trionfo ai Golden Globe (miglior pellicola drammatica), ai Sag Awards (miglior cast) e le sette candidature agli Oscar, tra cui il miglior film. Ma lui, malgrado l'ascesa, resta coi piedi per terra. Anzi, ironizza sul suo mestiere. Come quando, nell'orrobre scorso, venne qui a Roma per presentare proprio Argo: "Diciamo la verità - dichiarò - anche un macaco può dirigere un film...".

 

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CULTURA E SPETTACOLI Rihanna e il ritorno con l’ex violento: “Non sto sbagliando, mi rende felice”

1 Febbraio 2013, 17:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA Chris Brown nel 2009 si rese colpevole di aggressione
nei confronti della cantante

«Talvolta le persone hanno bisogno di aiuto e di incoraggiamento, anziché di critiche feroci e battute continue». Rihanna, in un’intervista a cuore aperto alla rivista Rolling Stones, parla del suo ritrovato rapporto con Chris Brown, il fidanzato che nel 2009 si rese colpevole di aggressione nei confronti della cantante.

 

«Devo essere onesta con me stessa - spiega la popstar - e non posso nascondere i miei sentimenti”. Ed ecco che Rihanna rivela per intero i suoi pensieri e le sue intenzioni: “Ho deciso che per me la cosa più importante è essere felice, e non lascerò che l’opinione degli altri influisca sulle mie scelte”. “Se anche dovesse dimostrarsi un errore, - dice con fermezza l’artista- sarà un mio errore. Dopo essermi tormentata per così tanti anni, aver sperimentato la rabbia, il buio, voglio solamente vivere quella che è la mia verità e sono pronta all’eventuale contraccolpo negativo che questo potrebbe comportare. Ce la posso fare”: questi i pensieri che hanno portato la popstar a riavvicinarsi al rapper.

Rihanna ha inoltre raccontato di aver ritrovato con Chris Brown la sintonia di un tempo ed è convinta che lui, ormai consapevole di ciò che ha fatto e avendo pagato le conseguenze, non ripeterebbe mai lo stesso errore.

 

 

 

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CULTURA E SPETTACOLI Il cinema sul digitale terrestre di venerdì 1° febbraio

1 Febbraio 2013, 17:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372714 100001602405651 1001567795 nDI KSENIA KULIKOVA

 

PRIMA SERTA

RaiStoria. Una pagina di storia italiana ricostruita al cinema dal maestro Francesco Rosi alle 21 sulla rete Rai: «Il caso Mattei». Nel ruolo di Enrico Mattei, presidente dell’Eni morto nel 1962 in un incidente aereo, svetta Gian Maria Volontè. Canale: 54.

  Rai Movie. Al Pacino e Robert De Niro impersonano in «Sfida senza regole», in onda alle 21,10, due veterani della polizia di New York che braccano un serial killer. Alla regia c’è Jon Avnet («Pomodori verdi fritti»). Canale: 24.

  La7 Gold. Un western firnato dall’eclettico Blake Edwards caratterizza la programmazione serale della rete: s’intitola «Uomini selvaggi», narra di due cowboy che si ribellano alla loro vita modesta andando a rapinare una banca. Ragguardevole il cast: William Holden, Ryan O’Neal, Tom Skerritt. Orario: 21,10. Canale: 10.

 Cielo. C’è il biglietto da visita di Pupi Avati, qui in qualità di sceneggiatore, sul film proposto alle 21,10 sulla rete in digitale terrestre del gruppo Sky: «La stanza accanto» di Fabrizio Laurenti. Si racconta di un abile avvocato che torna nel paese dello Iowa dove è cresciuto. Canale: 26.

 SECONDA SERATA

Rai Movie. Uno dei migliori film del «cantore dei proletari» Ken Loach è in palinsesto alle 22,45: «Ladybird Ladybird» con Crisey Rock, premiata come miglior attrice al FilmFest di Berlino, e Vladimir Vega. Da una storia vera, le vicissitudini di una nadre a cui il servizio sociale vuol togliere i quattro figli avuti da altrettanti uomini. Canale: 24.

 

Iris. E’ firmata da Quentin Tarantino la sceneggiatura di «Una vita al massimo», pellicola d’azione assai singolare girata nel 1993 dal compianto Tony Scott. Al centro della storia, l’amore tra il commesso di una libreria e una prostituta. Loro sono Christian Slater e Patricia Arquette. Orario: 23,20. Canale: 22.

 

 

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Acqua: bollette illegittime da luglio 2011, partono i rimborsi

1 Febbraio 2013, 14:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

203453 100000500127720 6482940 nINSERITO DA YVONNE ADRIAENS

   Le bollette dell'acqua sono incoerenti con il referendum. Secondo il Consiglio di Stato l'aumento del 7% sulle bollette dell'acqua, legato alla remunerazione del capitale investito, non è "coerente" con il quadro normativo uscito dal referendum del 12-13 giugno 2011. Come aveva già annunciato il Codacons immediatamente dopo l'esito del referendum, in particolare è il criterio "dell'adeguatezza della remunerazione dell'investimento" a essere "in contrasto" con il risultato referendario.

Ora, confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale, i soldi indebitamente incassati dai gestori dal 21 luglio 2011 (data di proclamazione della vittoria referendaria) vanno restituiti al consumatore immediatamente, ossia nella prima bolletta utile, con tanto di interessi legali, altrimenti scatteranno le azioni legali. E l'Autority ha già deliberato, con il provvedimento 38/2013/R/idr, l' "avvio di procedimento per la restituzione agli utenti finali della componente tariffaria del servizio idrico, relativa alla remunerazione del capitale per il servizio idrico integrato, abrogata in esito al referendum popolare del 12 e 13 giugno 2011, con riferimento al periodo 21 luglio 2011-31 dicembre 2011, non coperto dal metodo tariffario transitorio".

Esulta il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, che dal 2011 cerca di far rispettare il referendum abrogativo: "lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone". La remunerazione, ribadisce il Forum, del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria.

Quello che i cittadini hanno pagato è, quindi, illegittimo. Ora "i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di "obbedienza civile", con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica", continua il Forum, che vede nell'evento un rafforzamento delle ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato. "La mobilitazione – conclude il movimento - contro la "nuova" tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali. Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia".

Roberta Ragni

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE un gesto di onestà

1 Febbraio 2013, 14:42pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

203453 100000500127720 6482940 nINSERITO DA YVONNE ADRIAENS

Buone notizie, anche se molto poco è stato detto su questo episodio.

Il 2 dicembre, il corridore basco Iván Fernández Anaya era in competizione in una corsa campestre a Burlada, Navarra. In seconda posizione, a una certa distanza dietro il leader della corsa Abel Mutai, medaglia di bronzo nella 3000 metri siepi alle Olimpiadi di Londra. Entrati in dirittura d'arrivo, vide il keniano fermarsi circa 10 metri prima del traguardo, pensando di aver già attraversato la linea.
Fernández Anaya invece di sfruttare l'errore di Mutai ed accelerare il passo per rivendicare una vittoria improbabile, è rimasto dietro e, a gesti, ha guidato il Kenyiota alla linea per fargliela attraversare per primo.
A fine gara ha dichiarato: "Anche se mi avessero detto che la vittoria mi avrebbe garantito un posto nella squadra spagnola per i campionati europei, non l'avrei fatto. Perché oggi, con il modo in cui vanno le cose in tutti gli ambienti: nel calcio, nella società, nella politica, in cui sembra che tutto sia permesso, un gesto di onestà è anche più importante "
Come detto all'inizio: purtroppo, molto poco è stato detto del gesto. Ed è un peccato. A mio parere, sarebbe bello da spiegare ai bambini, che lo sport non è solo quello che vedono in tv.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TORINO SIGARETTE ELETTRONICHE, 70.000 RICARICHE SEQUESTRATE A TORINO: "INADEGUATE"

1 Febbraio 2013, 12:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130201_sigaretta-elettronica.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

TORINO - I carabinieri del Nas di Torino hanno sequestrato 70.000 flaconi di ricariche per sigarette elettroniche in una società della zona. La principale violazione contestata riguarda l'etichettatura inadeguata, in particolare per l'assenza di istruzioni in italiano e l'assenza del numero di telefono del responsabile dell'immissione in commercio del prodotto, classificato come pericoloso. Un'inchiesta in materia è stata aperta mesi fa dalla procura di Torino e ha portato ad altri sequestri. I flaconcini di liquido per sigarette elettroniche sequestrati hanno un valore complessivo di circa 380 mila euro. Negli ultimi due mesi, informa una nota dei carabinieri del Nas di Torino, i controlli e i sequestri nel settore sono moltiplicati. Soltanto a Torino sono state sequestrate sigarette elettroniche e liquidi per le stesse per un valore di circa mezzo milione di euro. Tra le principali contestazioni, l'assenza della marchiatura CE, che garantisce la qualità costruttiva delle ricariche, e degli obbligatori 'consigli di prudenzà e 'frasi di rischiò. Contestate spesso anche le dimensioni ridotte dei 'pittogrammi di pericolò previsti dalle norme per i prodotti pericolosi immessi in commercio.

FONTE LEGGO.IT

01 FEBBRAIO 2013

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