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SEZ. POLITICA ROMA DURO SCONTRO TRA IL CAV E GIANNINO. "CROZZA BOOMERANG PER SINISTRA"

13 Febbraio 2013, 14:50pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_berlusconi-giannino.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La performance di ieri sera di Maurizio Crozza al Festival di Sanremo per Silvio Berlusconi è un «boomerang per la sinistra». A 'Mattino 5' il leader del Pdl dice di non aver visto il Festival, preferendo guardare in Tv «una bella partita con la vittoria della Juve contro il Celtic per la quale mi sono compiaciuto. È un boomerang per la sinistra. Ho già criticato abbastanza il fatto che Sanremo sia stato fatto ora. Ho già detto quello che dovevo dire». «È saltato il normale rapporto tra i poteri dello Stato. La magistratura sta letteralmente mandando in malora l'Italia con una azione giacobina. Siamo di fronte ad una offensiva della magistratura che è terribile ed avanza senza limite mentre il governo è paralizzato», ha aggiunto Berlusconi, che ha poi avuto parole durissime per il leader di Fare per fermare il declino, Oscar Giannino. «Oscar Giannino è andato fuori di testa», ha detto il Cavaliere. Giannino, sottolinea il leader del Pdl, «era un liberale convinto, ho letto il suo programma, tutti i suoi punti sono compresi nel nostro più ampio programma e adesso ha addirittura dichiarato che il suo fine è quello di far perdere Maroni in Lombardia. Si vede che la campagna elettorale ha dato alla testa a troppa gente». IL VIDEO DI BERLUSCONI A MATTINO 5 (Repubblica.it) GIANNINO: "BERLUSCONI E' UN GUITTO" «Berlusconi è un guitto che ha perso la credibilità di fronte al mondo». Così Oscar Giannino ad Agorà, su Rai Tre, replica al presidente del Pdl che stamattina ha accusato il leader di Fare, per fermare il declino di aver «perso la testa» e di voler far perdere Maroni in Lombardia. «Berlusconi - ha aggiunto - è un fuoco di artificio quotidiano, insulta le donne tutti i giorni, è colorato come un clown». «Io - spiega Giannino - non mi candido per far perdere nessuno, voglio semplicemente che la vecchia destra e la vecchia sinistra cadano sotto il peso dei loro errori. Penso ci sia un tragitto futuro di interlocuzione con amici leghisti quando avranno capito che Berlusconi è il piombo che gli porta a fondo del mare. Ho incoraggiato Maroni a farla finita con Berlusconi, che dal mio punto di vista non ha niente a che vedere con i valori liberali». «Albertini è un altro che mi ha lasciato molto perplesso in questa campagna elettorale: è uno che si è fatto candidare da me, a nome della società civile, poi è andato per mesi in ginocchio da Berlusconi e adesso irride a Berlusconi e ha inguaiato anche i montiani», conclude Giannino. MONTI: VOTARE NOI NON E' VOTO A PD «L'onorevole Berlusconi ha detto che votare la nostra lista equivale a votare per il Pd: questa è una profonda falsità, come credo per primo l'onorevole Berlusconi sappia»: lo dice, stamani da Perugia, il presidente del consiglio e leader di Scelta civica, Mario Monti. «Su molti temi - ha aggiunto Monti, parlando con i giornalisti - la mia decisione di entrare in questa competizione è stata sempre motivata in modo esplicito per il fatto che nel polo Pd-Sel vedo molti, profondi ostacoli alle riforme intraprese in quest'anno di governo e essenziali per dare più dinamismo all'economia e alla società italiana, proprio come nel polo Pdl-Lega vedo ostacoli, oltre a un tasso di populismo spesso anti-europeo totalmente inaccettabile e nocivo».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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CULTURA E SPETTACOLI SANREMO 2013. CROZZA, FISCHI E APPLAUSI. ASCOLTI BOOM: 14 MLN E 48%

13 Febbraio 2013, 14:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130213_crozza-contestato.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANREMO - Oltre 14 milioni di spettatori (14 milioni 196 mila) pari al 47.61% di share hanno seguito ieri la prima parte dell'esordio del festival di Fabio Fazio, che ha ospitato tra l'altro l'intervento di Maurizio Crozza. La seconda parte ha avuto 8 milioni 146 mila con il 53.54%. La media ponderata è pari a 12 milioni 969 mila con il 48.28%. Cifre simili alla prima puntata del Festival 2012, condotto da Gianni Morandi e Rocco Papaleo, segnata dalla lunga performance di Adriano Celentano, che fu seguita nella prima parte da 14 milioni 378 mila telespettatori pari al 48.51% e nella seconda da 8 milioni 451 mila spettatori con il 55.24%. La media ponderata della serata era stata pari a 12 milioni 762 mila spettatori con il 49.59%. LA PUNTATA DI IERI Il «Va pensiero» di Verdi, «il brano simbolo dell'unità d'Italia», ha aperto il festival della par condicio. Maurizio Crozza, il protagonista più atteso della prima serata, ha dovuto faticare per portare a termine il suo intervento: in sala qualcuno (all'Ariston c'è una tradizione in questo senso) ha rumoreggiato, mettendo in difficoltà il comico che ha iniziato il suo intervento fiume, iniziato nei panni di un Berlusconi cantante. È dovuto intervenire Fazio per far tornare la calma. E Crozza ha rispettato le regole, imitando Bersani, Ingroia, Montezemolo, spegnendo le possibilità di polemiche: il pubblico alla fine lo ha salutato con un lungo applauso. Il tono complessivo della serata è stato pacato, divertito, con Luciana Littizzetto ben calata nel suo ruolo di conduttrice impertinente, sempre a un passo dalla svirgolata scorretta. Fabio Fazio si è ritagliato uno spazio più istituzionale, al servizio dello spettacolo con la sua consolidata capacità di diventare complice di chi condivide il palco con lui. LE CANZONI La gara è stata aperta da Marco Mengoni. Stasera si sono esibiti Raphael Gualazzi, Daniele Silvestri, Simona Molinari con Peter Cincotti, Marta sui Tubi, Maria Nazionale, Chiara. Il meccanismo prevede che ogni cantante proponga due brani: quello che prosegue viene scelto attraverso il televoto e il giudizio della sala stampa. Complessivamente i cantanti hanno pagato un tributo all'emozione di un palcoscenico che ha messo in difficoltà anche gli interpreti più navigati. L'idea dei «proclamatori», ossia quelli chiamati a proclamare la canzone ammessa alla seconda fase, ha portato sul palco una serie di personaggi che vanno da Marco Alemanno, che ha ricordato Lucio Dalla, a Ilaria D'Amico, da Vincenzo Montella a Flavia Pennetta a Bendetta e Cristina Parodi, in quel mix umano e culturale che è una dei marchi di fabbrica della tv di Fazio. In questo mix di generi e personaggi va inserita anche la celebrazione di Toto Cutugno con il coro dell'Armata Rossa e un'edizione riveduta e corretta dell'italiano. Ai nostalgici del centralismo democratico sarà venuto un accesso di bile. NIENTE BACIO GAY Oltre sul tanto temuto intervento di Maurizio Crozza, gli occhi erano puntati sull'intervento di Stefano e Federico, la coppia gay che stanno per sposarsi a New York e che, complice un cliccatissimo video su Youtube, sono diventati protagonisti della cronaca. Il loro intervento è stato messo in scaletta dopo le 23.30, è stato mostrato il video di Youtube e la loro apparizione muta - hanno solo mostrato i cartelli che raccontano la loro storia d'amore - è stata ispirata al rispetto e alla tolleranza, con il chiaro obiettivo di evitare il facile scandalismo. Il filo conduttore della serata è stata comunque la sfida della Littizzetto al codice Sanremo: dunque ai tacchi vertiginosi, ai cambi d'abito, soprattutto alla fatidica scala. Per non parlare della carrozza-bianca in puro stile Cenerentola con cui ha raggiunto l'Ariston. Per la prima discesa della sua carriera all'Ariston è arrivato addirittura Felix Baungartner, l'uomo che si è lanciato da 40 mila metri e ha superato la velocità del suono. È andata così in scena la prima puntata di un'edizione che porta un soffio di novità sul piano dei contenuti musicali, che va in scena in condizioni non facili (la par condicio, la spending review) e che, come dimostra il monologo di Crozza e la presenza di Stefano e Federico, non ha rinunciato a pensare. DIRETTA TWITTER SANREMO SOCIAL CROZZA, DAI FISCHI AGLI APPLAUSI Un avvio tra le contestazioni, il gelo, poi gli applausi. 'Osservato specialè prima ancora del suo arrivo al festival di Sanremo, preceduto dall'altolà di Silvio Berlusconi che lo invitava a «stare lontano dal papa», Maurizio Crozza entra all'Ariston proprio nei panni del Cavaliere. «Ma che figata, non mi sono mai divertito così da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie», esordisce. Ma dal pubblico qualcuno urla 'Vai a casa!', poi 'No politica a Sanremo!'. Lui si blocca. «La mia non è propaganda», prova a spiegare. «Fuori!», si sente gridare ancora. Urla, spiegherà poi in sala stampa Massimo Martelli, uno degli autori, «riferite a due persone del pubblico che all'entrata di Crozza hanno subito cominciato a gridare e che sono state accompagnate nel foyer dell'Ariston dagli inservienti della vigilanza». La tensione contrae il volto dell'attore, lo blocca, tanto che tocca a Fabio Fazio intervenire per tentare di placare gli animi e di convincerlo ad andare avanti. Crozza-Silvio B. si rivolge anche al dg Rai, seduto in platea: «Ora dico qualcosa che fa venire uno choc, per esempio che non bisogna pagare il canone Rai, Gubitosi dove sei? Beccati diecimila euro. Non sono i miei, sono i vostri». E poi: «Faccio Totò o taglio i fondi alla scuola pubblica? Per me è uguale. Sono vent'anni che lo faccio e voi continuare a votarmi. Io questo paese lo odio, altrimenti perchè avrei proposto il condono? Io questo paese voglio distruggerlo». Poi intona 'Formidablè, che per lui fa rima con 'condannablè, 'ricattablè, 'impuniblè, 'inevitable che non me ne andrò più«. LO SHOW Poi Crozza si fa serio. »La verità è che siamo ingovernabili. Non saremo mai come gli Stati Uniti, rimarremo sempre come gli Stati disuniti d'Italia«. Per qualche secondo si muove a scatti come il suo Monti-robot, poi tocca alla parodia di Bersani: »Porco boia, ragassi, siam qui qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra«, dice citando una delle sue tipiche metafore. Il segretario Pd »sembra uno di quei monaci zen seduto sulla riva del fiume, solo che è così sfigato che invece del nemico passa l'onda di piena che lo travolge«. E »così sfigato che se dovesse vincere le elezioni il 28 si dimette il papa e lui comunque è la seconda notizia«. Dopo l'unico riferimento, in tutto il monologo, all'addio del pontefice, per par condicio Crozza 'si Ingroià, trasformandosi nel leader di Rivoluzione Civile, che »sembra il fratello stanco di Speedy Gonzales«. Nel mirino finisce la lista Monti, »sostenuta da gente come Tronchetti Provera, Ilaria Borletti Buitoni, Luca Cordero di Montezemolo: questa non è la società civile, è l'alta società civile, è la società civile gold, l'elite dal doppio cognome: basterebbe mettere l'Imu sul secondo cognome e salveremmo il bilancio dello stato«. Per chiudere, la parodia di Montezemolo e il finale tra gli applausi. »Voglio ringraziare il pubblico dell'Ariston che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno fatto di tutto per farsi notare anche stasera«, commenta Fazio. Un analogo incidente era accaduto un anno fa, con le contestazioni e Celentano. Claudia Mori puntò il dito contro il consigliere Rai Antonio Verro, allora in sala, che stasera sottolinea: »Stasera nessuno può accusarmi di essere stato io a organizzare la contestazione a Crozza, che a quanto ho visto in tv è stata spontanea. Questo è quello che succede quando dalla satira si passa all'insulto«. Immediate le prime polemiche. »Crozza, Fazio e i vertici Rai sono stati protagonisti di un clamoroso autogol. Farebbero bene a scusarsi e a riflettere sul grave errore che hanno commesso«, dice il portavoce del Pdl Capezzone e Elisabetta Alberti Casellati chiede: »Gubitosi fermi subito questo scempio o si dimetta« LA DIRETTA DELLA SERATA: La lezione di Chiara. Alla fine l'absolute beginner ha dato una lezione a tutti. È stata proprio Chiara, la vincitrice di X Factor ad aver affrontato con pi— sicurezza la sua esibizione, senza cedere di un millimetro all'emozione che ha condizionato le performance dei suoi colleghi pi— esperti. Resta in gara Il futuro che sar…, con il testo di Francesco Bianconi. Brava. Chiara prosegue con "Il futuro che sarà". Chiara prosegue la gara dei Big di Sanremo 2013 con il brano 'Il futuro che sara«. Eliminata 'L'esperienza dell'amorè. Grillini: «Finalmente si parla bene dei gay». «Questa volta finalmente, a Sanremo si parla in positivo delle battaglie lgbt e per il matrimonio gay grazie a Fazio e alla Litizzetto a cui dobbiamo essere grati». È il commento di Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia, sulla coppia di gay che si sposerà a New York, intervenuta sul palco del festival. «A Sanremo - precisa Grillini - vanno in onda i matrimoni gay con i due ragazzi che si sposeranno a New York a san Valentino 'perch‚ le leggi di questo paese non ce lo lasciano farè proprio il giorno in cui il Parlamento francese approva a larga maggioranza la legge in prima battuta. A Sanremo avevo partecipato per contestare l'omofobia di Eminem e di Povia. Questa volta finalmente si parla in positivo delle battaglie lgbt». «Molti - continua - diranno che il bacio gay non c'Š stato ma da mamma Rai forse era pretendere troppo. In ogni caso il messaggio c'Š stato forte e chiaro e posso dire, a differenza di Berlusconi, che quest'anno per la prima volta ho pagato volentieri il canone Rai» Cutugno e i russi. La vera sorpresa della prima serata del festival di Sanremo è Toto Cutugno che canta «L'italiano» con il coro dell'Armata Rossa in divisa che fa «lalalalala»: è stata una gag da «Il meglio di Saturday Night Live». Maria Nazionale sul palco. Maria Nazionale prosegue la gara dei Big di Sanremo con la canzone 'È colpa mià, scritta dagli Avion Travel. Eliminata 'Quando non parlò, scritta da Enzo Gragnaniello. «Vai a casa» non era diretto a Crozza. «Quello che non si è capito dai teleschermi è che la gran parte del trambusto che si è sentito e l'invito ripetuto ad andare 'a casa, a casà non era rivolto a Maurizio Crozza ma ai due contestatori seduti vicini in platea che hanno cominciato a urlare 'no politica a sanremò ma anche insulti tipo 'pirlà». Ad affermarlo è l'autore di Sanremo, Massimo Martelli per chiarire quanto accaduto durante l'intervento di Maurizio Crozza. La coppia gay. Sul palco arrivano gli attesissimStefano e Federico, la coppia gay che sta per sposarsi a New York e che, complice un cliccatissimo video su Youtube, sono diventati protagonisti della cronaca. Il loro intervento è stato messo in scaletta dopo le 23.30, è stato mostrato il video di Youtube e la loro apparizione muta - hanno solo mostrato i cartelli che raccontano la loro storia d'amore - è stata ispirata al rispetto e alla tolleranza, con il chiaro obiettivo di evitare il facile scandalismo. Cantano Marta sui Tubi. Marta su tubi - Sono la presenza indie del festival, la scelta più alternativa di un cast che punta all'attualità. Il brano che resta in gara è Vorrei. Capezzone: «Crozza autogol della Rai». «Crozza, Fazio e i vertici Rai sono stati protagonisti di un clamoroso autogol. Farebbero bene a scusarsi e a riflettere sul grave errore che hanno commesso. E soprattutto farebbero bene a rispettare tutti gli italiani che pagano il canone e non vogliono comizi faziosi e di parte». Lo afferma, in una nota, Daniele Capezzone, portavoce nazionale Pdl riferendosi alla presenza del comico Maurizio Crozza a Sanremo. Verro: «Non potranno dire che sono stato io». «Stasera nessuno può accusarmi di essere stato io a organizzare la contestazione a Crozza, che a quanto ho visto in tv è stata spontanea. Questo è quello che succede quando dalla satira si passa all'insulto». È il commento alla performance del'attore che arriva dal consigliere Rai Antonio Verro raggiunto dall'ANSA, che non si trova a Sanremo e che l'anno scorso, presente all'Ariston, fu accusato da Claudia Mori, moglie di Adriano Celentano, di aver organizzato le contestazioni contro il Molleggiato, superospite del festival di Gianni Morandi. Fazio: «Contestarori sono due e ben noti». «Ringrazio tutto il pubblico dell'Ariston, che ci ha aiutato a superare un momento difficile e ci ha aiutato a riconoscere due persone peraltro ben note che hanno colto l'occasione per farsi riconoscere anche questa volta». Così Fabio fazio si èrivolto alla platea del Teatro Ariston sul finale dell'intervento di Maurizio Crozza conclusosi tra gli applausi. In effetti analogo 'incidentè (seppure con una costestazione meno rumorosa e meno prolungata) accadde anche l'anno scorso con Celentano. E Claudia Mori, che era in platea, sostenne che la contestazione era stata sobillata da due-tre persone. Crozza finisce tra gli applausi. Finisce tra gli applausi scroscianti del pubblico la performance di Maurizio Crozza a Sanremo. «Voglio ringraziare il pubblico dell'Ariston che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno fatto di tutto per farsi notare anche stasera», ha commentato Fabio Fazio. Imitazione anche per Montezemolo. Maurizio Crozza dà ora il volto a un'altra delle sue parodie più riuscite, Luca Cordero di Montezemolo. L'incipit è sulla Lista Monti, «sostenuta da gente come Tronchetti Provera, Ilaria Borletti Buitoni, Luca Cordero di Montezemolo: questa non è la società civile, è l'alta società civile, è la società civile gold, sono l'elite dal doppio cognome: basterebbe mettere l'Imu sul secondo cognome e salveremmo il bilancio dello stato». Poi tocca a Montezemolo, «che è presidente della Ferrari, vicepresidente di Unicredit, è nel cda della Fiat, di Poltrona Frau, di Tod's, della Stampa, è come l' acqua minerale nelle riunioni». Fa parte di un'elite «che si vede a Cortina incontra, Capri annuisce, Saint Moritz fa spallucce». Crozza s'ingroia. Dopo Berlusconi e Bersani, Maurizio Crozza 'si ingroià, trasformandosi nel leader di Rivoluzione Civile, che «sembra il fratello stanco di Speedy Gonzales». «Ingroia - dice l'attore - vuole fare la rivoluzione: falla, ma ti sei fatto fotografare su Chi. Ti immagini Che Guevara su Max, in un servizio su come farsi gli addominali nella giungla tropicale? È pigro, sembra che non prenda un caffè dai tempi di Pertini». Crozza anche in versione Bersani. Nel monologo di Maurizio Crozza tocca al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «Porco boia, ragassi, siam qui qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra», dice citando una delle sue tipiche metafore. «Berlusconi dice toglie l'Imu e Bersani - incalza il comico - cosa dice? Non è che puoi fermar l'acqua con lem mani. Sembra uno di quei monaci zen seduto sulla riva del fiume, solo che è così sfigato che invece del nemico passa l'onda di piena che lo travolge». E poi canta sulle note di It's wonderful di Paolo Conte. Il monologo. L'intervento di Crozza era iniziato con Fazio che annunciava il cantante Silvio B che avrebbe eseguito 'Formidablè di Aznavour. «Non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie». «Sono formidabile o no? Dico qualcosa che vi dà uno choc? Dico che non bisogna pagare il canone? Gubitosi -rivolto al dg Rai seduto in platea- tieni!», dice tirando delle mazzette di finti euro. «Ma quanto mi amate? Io invece questo Paese lo odio, altrimenti perchè avrei proposto il condono? Scherzavo», dice l'attore mentre dalla sala partono un paio di «vai a casa». Poi «formidable» diventa «condannable», «imputable», «culona intrombable». Poi la contestazione che interrompe l'imitazione di Bersani. Ma dopo una divagazione sulla natura degli italiani, Crozza riesce a tornare a bomba e riparte col Leader del Pd che canta 'Vieni via con mè di Paolo Conte che diventa 'Metaforè. «Tutti stanno a dire che mi stanno a rimontà ma ho già vinto le primarie contro Renzi mica posso vincere tutto». «Vendola non sa cosa vuole, Monti non sa cosa vuole, io sono vent'anni che guardo il menu. Monti o Vendola questo è il problema. La tav o i matrimoni gay? Gliel'ho detto a Vendola: completiamo la Tav e in due ore ti vai a sposare in Francia»«. »Prima avevamo Fassino ora abbiamo Fassina : noi i dirigenti li scegliamo con Ruzzle... Dico un'ultima cosa sul Pd e vado via: non è che se sulla tavoletta del cesso ci attacchi una mela diventa un MacBook«. Poi una battuta con l'atteso riferimento al Papa: »Sai qual'è la sfiga di Bersani? Che se anche vince le elezioni, il 28 si dimette il Papa e lui è sempre la seconda notizia«. Arrivano gli applausi. Dopo aver esitato per le contestazioni, Maurizio Crozza parte con il monologo e arrivano i primi applausi della sala. «Cosa hanno in comune Sanremo e le elezioni? Chiunque vinca non vende una mazza. Tra due settimane andremo a votare con quadro politico totalmente privo di logica. Chiunque governerà lo farà alleandosi con qualcuno che lo ha appena mandato a cagare. Credetemi, siamo ingovernabili». Interviene Fazio. La carrellata di Maurizio Crozza prevedeva Berlusconi, Bersani, Ingroia e il Monti-robot. Ma finita l'imitazione di Berlusconi, non appena il comico attacca con il leader del Pd, una parte della platea insorge al grido: «No politica a Sanremo». Il comico non riesce ad andare avanti e tocca a Fazio intervenire per dire: «La satira non è propaganda . Finite di ascoltare tutto l'intervento e poi giudicate». Con enorme difficoltà l'attore riinizia ma visibilmente provato, con la salivazione azzerata. Tanto che Fazio deve entrare sul palco una seconda volta a dargli conforto. Crozza: «Io non faccio propaganda». «La mia non è propaganda, dai non fate cosi», Maurizio Crozza tenta inutilmente di placare il pubblico dell'Ariston, che anche Fabio Fazio prova a calmare. Ma si sente ancora urlare «fuori!». Crozza contestato. Inattesa polemica per Crozza che viene insultato e contestato dal pubblico: «Vai via pirla. Niente politica a Sanremo. Fuori, fuori». Fabio Fazio annuncia Crozza. Maurizio Crozza, l'ospite più atteso della prima serata del festival di Sanremo, entra nei panni di Berlusconi e canta 'Formidablè, «scritta da Bonaiuti, Verdini, Cosentino e Aznavour» come annuncia Fabio Fazio. «Ma che figata», ripete. «Qua mi trovo da Dio, volete 5.000 euro, tranquilli, sono i vostri. Non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie». Molinari e Cinotti avanti con 'La felicità'. Sinoma Molinari e Peter Cincotti proseguono la gara tra i Big di Sanremo con 'La felicita». Bocciato il brano 'Dr. Jekyll e Mr. Hydè, scritto da Lelio Luttazzi. Passa proprio 'A bocca chiusa'. «A bocca chiusa», il brano di Daniele Silvestri che prosegue nella gara, è un intenso mix tra una canzone popolare («fatece largo» è l'inizio) e una ballata rock. Silvestri l'ha cantata al pianoforte con alle spalle un interprete del linguaggio dei sordomuti. Daniele Silvestri, brano sullo sciopero tradotto per non udenti. Il linguaggio dei segni fa il suo esordio sul palco del Teatro Ariston di Sanremo con Daniele Silvestri, che si fa affiancare sul palco dall'insegnante di linguaggio per sordomuti più famoso d'Italia, Renato Vicini, nell'esecuzione del brano dedicato al diritto di sciopero 'A bocca chiusa'. Tweet di Elisa. «Evvai Raphael....anche a me piace la seconda ; )))». Così Elisa loda la performance del collega Raphael Gualazzi con tweet postato subito dopo il verdetto sui due brani. Baumgartner sul palco. La Littizzetto non riesce a scendere le scale, allora Fazio chiama il suo amico Felix Baumgartner, l'uomo lanciatosi dalla stratosfera, a 40mila metri dal suolo. Poi magicamente compare la scala e la Littizzetto si fa accompagnare da Felix. Sul finale Baumgartner zittisce la Littizzetto, che lo riempie di domande: «La cosa più bella a 40mila metri è che non c'è una donna che parla». Gualazi avanti con 'Sai'. L'emozione ha bloccato Raphael Gualazzi e ha impiegato una canzone e la prima strofa della seconda a carburare sul palco dell'Ariston. È uno dei talenti più limpidi della nuova generazione e «Sai (Ci basta un sogno)» è un brano destinato a rimanere nel tempo. Un giudizio condiviso dal televoto e dalla sala stampa. Doverosa però una citazione per Fabrizio Bosso, solista ospite del primo brano («Senza ritegno»). Arriva Ilaria D'Amico. A comunicare la canzone scelta per Gualazzi. La giornalista di Sky scherza un pò sul palco con Fazio, svelando anche quale dei due fosse il suo brano preferito. Apre Mengoni. La prima canzone eliminata di Sanremo 2013 è 'Bellissimò scritta da Gianna Nannini per Marco Mengoni. Mengoni che ha aperto la gara dei Big, va avanti con l'altro brano, 'L'essenzialè, scritta dallo stesso Mengoni con Roberto Casalino. Il 'presenter' di Mengoni, che proclama il brano vincitore, è Marco Alemanno, compagno di vita di Lucio Dalla. È l'occasione per ricordare il cantautore bolognese scomparso un anno fa e apparso l'ultima volta in tv proprio a Sanremo 2012. E sul maxischermo dietro al palco appare la foto di Dalla, accolta da un grande applauso della platea dell'Ariston. Ricordo per Lucio Dalla. Con l'arrivo di Marco Alemanno il festival di Sanremo ha ricordato Lucio Dalla. Alemanno, presentato come «il compagno degli ultimi nove anni nella carriera e nella vita privata di Lucio Dalla», è arrivato all'Ariston per annunciare quale delle due canzoni di Marco Mengoni passa il turno. Novità. Quest'anno il festival di Sanremo ci sarà una novità nella gara canora. Ogni cantante parteciperà con due brani e sarà il pubblico da casa a scegliere quale delle due canzoni possa procedere nella competizione. Lettera della Littizzetto. Luciana Littizzetto arriva all'Ariston in carrozza, trainata da una doppia fila di cavalli. «Come cocchiere ho un esodato della Fornero» ha detto la Littizzetto che, una volta entrata in teatro, salendo sul palco ha detto: «faccio come Monti, salgo sul palco non scendo». «Non si può dire niente, mi raccomando», ha ricordato Fazio, «faccio l'elenco dei politici pirla così facciamo il festival più corto della storia» è stata la risposta. La Littizzetto ha letto una lettera a Sanremo in cui ha scherzato sul tema della par condicio. «Dopo quello che è successo, con le elezioni, le dimissioni in Vaticano, qui manca solo che piovono rane e sbarcano gli alieni ad Arma di Taggia e stiamo a posto» ha detto concludendo la lettura con la parola «culo». Poi ha smontato lo strascico del suo abito. Inizio con 'Va Pensiero' . Viva Verdi«. Fabio Fazio ha aperto il festival di Sanremo nel nome dell' »artista italiano più popolare«, con il »Va Pensiero«, l'aria del Nabucco, definita »il simbolo dell'unità d'Italia«. Mauro Pagani dirigeva l'orchestra, con il coro dell'Arena di Verona. Un'apertura dunque nel segno della contaminazione tra classica e canzone. Nell'introduzione Fazio aveva parlato del concetto di »popolare« che, come ha ricordato, vuol dire per tutti. Gli abiti. Due gli abiti che la conduttrice cambierà nel corso della serata: uno corto, nero, decorato con incrostazioni in jais e piume gonna a palloncino, l'altro in raso, lungo, in crepe di seta, senza maniche con top impreziosito da cristalli e piume, gonna a ruota palloncino. Aquilano e Rimondi firmeranno anche gli abiti che Luciana Littizzetto indosserà nella serata finale della gara canora, sabato 23 febbraio. "Si tratta di creazioni inedite, appositamente disegnate per la conduttrice, pensate per esaltarne la personalità ironica ed intelligente"precisano i due stilisti. "Luciana Littizzetto è l'ambasciatrice ideale per trasmettere l'essenza del made in Italy: innovazione ed eleganza nella tradizione, tuttavia contemporaneità. Gli abiti da noi realizzati per la conduttrice sono espressione di artigianalità". La collaborazione fanno sapere dalla maison "s' iscrive in un progetto corale che vede coinvolti alcuni tra i nomi più rappresentativi della nuova generazione di stilisti del Made in Italy".

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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PRIMO PIANO ROMA IL PAPA DOPO LE DIMISSIONI: "NON MI SENTO PIÙ IN GRADO. PREGATE PER ME" -

13 Febbraio 2013, 14:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Un lunghissimo applauso dei fedeli dell'Aula Paolo VI ha salutato Benedetto XVI al termine della catechesi in italiano nel corso dell'udienza generale. I fedeli hanno lungamente acclamato il Pontefice, che con viso sorridente ha rivolto saluti con la mano alla folla, accogliendo quasi con sorpresa la grande manifestazione di affetto. «Grazie Santità» recitano alcuni degli striscioni esposti dal gruppi di pellegrini nella Sala Nervi. «Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili l'amore» che mi portate. «Continuate a pregare per me, per la chiesa per il futuro papa, il signore ci guiderà», ha concluso, parlando a braccio, il Papa un breve discorso prima dell'udienza, in cui ha ricordato che lascerà il pontificato. "GRAZIE PER LA SIMPATIA" «Grazie per la vostra simpatia», ha risposto ai fedeli che hanno subito interrotto le sue parole con un applauso, all'inizio dell'udienza generale, mentre si apprestava a spiegare le ragioni della sua rinuncia al pontificato. «Oggi non si può più essere cristiani come semplice conseguenza del fatto di vivere in una società che ha radici cristiane: - questo uno dei temi che il Papa ha lasciato alla riflessione dei fedeli durante l'udienza generale - anche chi nasce da una famiglia cristiana ed è educato religiosamente deve, ogni giorno, rinnovare la scelta di essere cristiano, cioè dare a Dio il primo posto, di fronte alle tentazioni che una cultura secolarizzata gli propone di continuo, di fronte al giudizio critico di molti contemporanei». «Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano, infatti, - ha proseguito il Papa - sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore; non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie. La tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita». «Convertirsi significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio della propria posizione, ma far sì che ogni giorno, nelle piccole cose» la «verità» e l'amore «diventino la cosa più importante, grazie», ha concluso la sua catechesi in udienza generale. I presenti lo hanno applaudito per alcuni minuti. "NON SONO PIU' IN GRADO" Il Papa dice di aver rinunciato «in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Come sapete, ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005», ha affermato Benedetto XVI all'inizio dell'udienza generale, subito interrotto dall'applauso dei presenti. «Ho fatto questo - ha proseguito - in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Mi sostiene e mi illumina - ha detto ancora il Papa - la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». «Ringrazio tutti - ha aggiunto - per l'amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per il Papa e per la Chiesa».

FONTE LEGGO.IT

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS Velardocchia (Sel): “Fondi per il sostegno all’affitto insufficienti per le famiglie”. A Cassino solo 50mila euro

13 Febbraio 2013, 12:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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In questi giorni è stato erogato il contributo integrativo per il pagamento del canone di locazione di cui all’art. 11 della legge n. 431/98. Si tratta di somme stanziate dallo Stato, poi distribuite ai Comuni tramite le Regioni, al fine di sostenere economicamente le famiglie a basso reddito che vivono in affitto. Tuttavia tali somme, oltre ad essere irrogate con pesante ritardo (basti pensare che le ultime sono relative ai fondi del 2010) si rivelano del tutto insufficienti nel dare una risposta ai richiedenti. Infatti per il contributo economico relativo al Comune di Cassino per il 2010 erano state presentate 61 richieste per un fabbisogno economico pari a circa 160.000 euro, ma le somme pervenute sono state solo pari a 59.000 euro circa, potendosi così assegnare il contributo a 21 nuclei familiari. Ciò è dovuto al fatto che negli ultimi anni il fondo sociale per gli affitti è stato ridotto drasticamente, di pari passo con i tagli al fondo nazionale per le politiche sociali che dal 2008 ad oggi è calato dell’80% . Vediamo ogni giorno, come ciò ha ricadute pesantissime per i cittadini, creando un welfare residuale che diventa solo elemosina e non più strumento di sostegno al reddito per famiglie, bambini, anziani, disabili. Allo stato dei fatti, dunque, il bonus casa non è granché d’aiuto, poiché nelle tasche delle già poche famiglie arrivano appena pochi spiccioli. È avvilente che una città come Cassino, per numero di abitanti e per la presenza sul territorio di importanti realtà di disagio che aumentano sempre più in questo periodo di crisi, si veda erogata una cifra capace di sostenere la spesa del canone di locazione solo per 21 famiglie. Occorre, pertanto, fondare una nuova politica sociale da parte del Centro – Sinistra per il nostro Paese e per la nostra Regione, partendo dalla non procrastinabile esigenza di implementare il Fondo Nazionale destinato al sociale unitamente ad un rilancio delle politiche per la casa, con la costruzione di alloggi di edilizia popolare e agevolata, per ripristinare il sacrosanto principio del diritto all’abitazione come diritto di cittadinanza. Ciò è quanto più doveroso nel superare le scelte scriteriate delle destre al governo negli ultimi anni, che da un lato hanno tagliato fondi alle famiglie e dall’altro stanziavano cifre folli per l’acquisto dei caccia F – 3. Con l’aggravio che ora si promettono ricette irrealizzabili e populistiche come l’abolizione dell’Imu, dimostrando oltretutto uno sguardo miope nei confronti di quelle famiglie che una casa non ce l’hanno e vivono in affitto. Andrea Velardocchia Candidato alla Camera dei deputati per Sinistra Ecologia Libertà

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS LATINA Cocaina liquida proveniente dalla Colombia, quattro persone arrestate

13 Febbraio 2013, 12:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Latina (Lt) Nell’ambito del consueto interscambio informativo con i colleghi della Guardia di Finanza del gruppo di Fiumicino e i funzionari della dogana dell’aeroporto Leonardo da Vinci, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Latina hanno individuato un cinquantunenne di Latina, contiguo agli ambienti dello spaccio cittadino, di rientro in italia proveniente dalla città colombiana di Bogotà. L’immediato coordinamento con gli organi di controllo aeroportuale ha fatto si che il soggetto fosse individuato e sottoposto a controllo al suo arrivo in Italia. All’atto dell’ispezione personale e del controllo dei bagagli, tutto appariva regolare. Però l’atteggiamento sospetto del viaggiatore all’atto del controllo e le visibili precarie condizioni di salute hanno indotto i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Latina a seguirne gli spostamenti dopo l’uscita dagli spazi aeroportuali. Si è appurato, infatti, che ad attendere il soggetto fuori dall’aerostazione vi erano altri due pregiudicati di Latina (di 44 e 45 anni) ben noti alle forze dell’ordine. Le fiamme gialle latinensi, insospettite, hanno pertanto deciso di pedinare i tre uomini che, attraverso un percorso insolito, si sono recati in un appartamento sito in una palazzina, allo stato disabitata, sul lungomare di Latina. I finanzieri, dopo qualche minuto di appostamento, hanno visto uscire dalla palazzina due dei tre uomini in compagnia di un terzo soggetto (un quarantasettenne di Caserta, da tempo residente nel capoluogo pontino), anch’egli ben noto alle forze di polizia che, evidentemente, attendeva l’insolita “comitiva”. Non vedendo uscire il “viaggiatore” proveniente dalla Colombia, i finanzieri hanno deciso quindi di intervenire immediatamente bloccando i tre e precipitandosi nell’appartamento. Qui la conferma: il “viaggiatore” aveva appena “espulso” tre involucri, ciascuno formato da vari profilattici confezionati l’uno nell’altro. Quello più interno conteneva cocaina allo stato liquido. L’ovulatore, in evidente stato di sofferenza fisica, dovuta agli ulteriori “imballi” ancora presenti nell’addome, veniva immediatamente condotto in ambulanza presso l’ospedale santa maria goretti di latina dove, sempre piantonato, nel corso della giornata odierna ha espulso ulteriori quattro analoghi “contenitori”, di cui si è avuta conferma a seguito di approfonditi esami radiologici eseguiti dai sanitari. Nell’appartamento del lido, i finanzieri hanno anche trovato un’attrezzatissima “serra da interni”, appositamente allestita per la coltivazione di marijuana, con tanto di lampade alogene, sistemi per il controllo di umidità e temperatura, impianto di aereazione e ben 47 promettenti piantine di “erba”. Inoltre erano già pronte, in cucina, le rudimentali attrezzature per consentire la solidificazione della cocaina che, essendo di elevatissima purezza, avrebbe consentito lo spaccio per oltre 1.500 dosi sul mercato locale. Nella notte sono immediatamente scattate ulteriori perquisizioni domiciliari che hanno consentito di rinvenire altri quantitativi di marijuana e somme di denaro in contanti ammontanti ad oltre 1.300 euro. I quattro soggetti sono stati arrestati per detenzione, in concorso, ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al soggetto casertano di 48 anni, locatario dell’immobile, è stata ascritta anche l’ipotesi di reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. L’ovulatore, invece, è stato denunciato – sempre in stato di arresto – per traffico internazionale di droga. I responsabili sono stati rinchiusi nel carcere di latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sequestro operato dimostra quanto siano disposti a rischiare i corrieri di droga, figure una volta riconducibili per lo più a cittadini extracomunitari, ma che ora vedono attivi anche nostri connazionali. Questi non solo non si curano delle gravi sanzioni penali nelle quali incorrono qualora scoperti (reclusione sino a 20 anni), ma sono disposti anche a rischiare la vita nel momento in cui affrontano un lungo viaggio intercontinentale che, in caso di rottura o deterioramento degli involucri ingeriti, potrebbe costare assai caro.

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS LAZIO Chiude il centro prenotazioni, da domani servizi a rischio. La Regione non paga: mancano 15 milioni

13 Febbraio 2013, 12:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Lazio Un altro bel regalo alla sanità pubblica della giunta Polverini sta per abbattersi sui cittadini del Lazio: la chiusura del Centro di prenotazione delle visite mediche specialistiche. Da un anno la Regione non paga e così domani chiude il Recup, il centro unico di prenotazioni di visite specialistiche, Tac, ecografie e altre 5 mila prestazioni sanitarie. Sono 700 i lavoratori che verranno subito messi in mobilità: tra loro 300 sono disabili. L’allarme lo lancia Maurizio Marotta, presidente della Cooperativa sociale Capodarco che gestisce il Recup da 13 anni. I vertici della Capodarco ieri hanno scritto una lettera alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario alla Sanità, Filippo Palumbo, per annunciare la chiusura del Recup. Con questo provvedimento i cittadini non potranno più telefonare al numero verde 80.33.33 per prenotare visite e prestazioni sanitarie, ma saranno costretti a recarsi di persona, con la ricetta del medico di famiglia negli ambulatori di Asl, ospedali pubblici e centri convenzionati per prenotare una risonanza, una ecografia o una visita dal cardiologo. Ma dalla Regione gettano acqua sul fuoco: «In merito all’annunciata sospensione del servizio, si precisa che la questione sollevata in modo del tutto strumentale sarà risolta nei prossimi giorni, come è ben noto ai dirigenti della cooperativa di Capodarco». Di conseguenza «il finanziamento atteso sarà trasferito alla società regionale Lait, titolare del servizio Recup – aggiungono dalla Regione – che a sua volta provvederà ad erogare i fondi a Capodarco per le prestazioni erogate nel 2012». Marotta, però, scuote il capo: «Da settembre 2012 ci stanno facendo promesse su promesse, settimana dopo settimana, ma sono passati 5 mesi. Ora siamo disperati perché non ci riconoscono neanche i crediti (oltre 15 milioni di euro) con le banche che vogliono avere garanzie per anticipare i fondi prima che arrivi il finanziamento regionale. Così non si può andare avanti».

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS LAZIO San Valentino, baci, amore e proposte romantiche esclusive anche in tempi di crisi

13 Febbraio 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Lazio San Valentino è alle porte, la festa degli innamorati anche quest’anno dispenserà baci, amore e soprattutto regali di ogni genere, anche in tempo di crisi. Tanti i suggerimenti per rendere questa festa indimenticabile. Tanti consigli, soprattutto, anche per non cadere in gaffe con le proprie amate. E allora eccoli i consigli degli esperti, suddivisi secondo le diverse aspettative delle donne, ma anche degli uomini. Per le donne particolarmente “dure” e che provino una specie di allergia per le feste come quella di San Valentino, sarebbe decisamente meglio evitare i regali più tradizionali e “mielosi” come ad esempio il classico mazzo di fiori, il cd di canzoni romantiche o la cena al lume di candela. Se la vostra donna è una “dura”, gli esperti consigliano qualche alternativa che le possa piacere: un weekend di rafting, una sciata, una gita culturale e meno romantica, un regalo tecnologico (un nuovo cellulare, un tablet) potrebbero essere una soluzione. Ognuno vive il romanticismo a modo suo: bisogna imparare a non avere pretese, se il vostro lui o la vostra lei non sono “patiti” del 14 febbraio non significa che non provino sentimenti e che non siano romantici! L’amore, comunque, ha tante facce, se conoscete bene quella della vostra partner saprete cosa scegliere! Esistono donne pretenziose e super romantiche, uomini che odiano le ricorrenze, ragazze che non sopportano il San Valentino e ragazzi che non aspettano altro. Tante le proposte anche per i ‘romanticoni’ delle nostre zone. Fra tutte possiamo segnalare l’iniziativa dell’hotel Rocca, di Cassino, che propone una serata speciale a lume di candela, in camera, con immancabile cena romantica a lume di candela e mazzo di rose rosse, kit di benvenuto a base di prosecco e frutta e colazione al mattino. Un modo super romantico da dividere per una sera e una notte. L’importante resta sempre imparare a conoscersi, a rispettarsi, amarsi tutto l’anno. E allora, buon San Valentino!

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS Quando Angelo Scola “frustava” i politici dal pulpito di Grosseto

13 Febbraio 2013, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Allievo di don Giussani, il favorito alla successione cominciò la sua ascesa da vescovo in Maremma GROSSETO. Alessandro Antichi se le ricorda ancora le parole di Giovanni Paolo II quando in occasione del pellegrinaggio della diocesi di Grosseto si recò a Roma. Lui era sindaco di Grosseto e alle spalle aveva una formazione da terziario francescano. «Quando gli venni presentato come sindaco di Grosseto, si scosse dal torpore, era già malato, e disse: “Grosseto? Ah, la città di Scola”». In realtà Angelo Scola, cardinale di Milano e candidato numero uno alla sostituzione di papa Benedetto XVI, è nativo di Malgrade, diocesi di Milano, e vanta una famiglia socialista, anche se poi lui ha fatto una carriera ecclesiastica tutta nel segno di Comunione e Liberazione. Ma Grosseto è una tappa fondamentale nella sua esperienza di prelato. Anche se in Maremma è stato solo quattro anni, dal 1991 al 1995. Aveva 50 anni quando approdò a Grosseto. E il suo attivismo, tipico del ciellismo, diede una scossa ad una diocesi sonnecchiosa. Abituati agli inchini e agli incensi, i politici maremmani si ritrovarono un vescovo che li sfidava sul campo dei valori. Dimostrò subito un grande interesse per la città e ogni anno, per la festa di San Pietro e Paolo apostoli, iniziò a tenere omelie per i politici. Che spesso erano delle vere e proprie scudisciate. Fondò anche un centro di cultura politica intitolato a Ildebrando di Soana, divenuto poi Gregorio VII, il papa che obbligò l'imperatore a genuflettersi a Canossa. Ecco un indizio importante di quello che potrebbe fare Scola se eletto papa. Rifarsi al riformismo di Gregorio VII per affermare in una società sempre più secolarizzata il segno vistoso della presenza di Dio. In nome di una Chiesa che non è altro rispetto al potere politico ma rispetto ad esso esprimere preminenza. Il protagonismo e la profondità culturale di Scola contribuirono - seppure indirettamente - a far crollare il dominio politico della sinistra. «Scola ha saputo dare una scossa civica a Grosseto. Ha avuto il merito di creare un nuovo clima culturale, spronando i cittadini ad impegnarsi per il bene comune. Anch’io ricordo che decisi di impegnarmi in politica in seguito all'impulso che Scola seppe dare alla coscienza civica dei grossetani. Per certi aspetti la mia vittoria è figlia del nuovo clima culturale e civile suscitato dall'attuale cardinale di Milano», sostiene l’ex sindaco di Grosseto. I grossetani lo ricordano come un tipo freddo, che sta sulle sue, che dà soggezione, ma è solo una maschera lombarda. «A Pasqua e Natale mi arrivano sempre le sue cartoline e un giorno che ero in crisi gli telefonai per chiedere un incontro. Lui mi dedicò un pomeriggio intero», dice un sacerdote grossetano

FONTE IL TIRRENO

13 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Assalto alla Prefettura, il giudice accusa gli antagonisti e critica la polizia

13 Febbraio 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Nell’ordinanza che riguarda i 36 indagati il gip definisce i «manifestanti violenti», ma ci sono ombre «sulla gestione dell’ordine pubblico: uso inappropriato del manganello» LIVORNO. Dietro all’assalto «premeditato» alla Prefettura del 2 dicembre al termine del corteo non autorizzato dal gruppo antagonista dell’Ex Caserma del Fante c’era «la precisa volontà di compiere un’azione che non escludeva minimamente la possibilità di far uso di mezzi violenti tramite la quale offrire una plateale dimostrazione pubblica della capacità del movimento di saper fronteggiare, senza timore alcuno, ed addirittura sopraffare, le autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico».Ma dai filmati che riguardano la manifestazione, anche questa non autorizzata, del giorno precedente in piazza Cavour, emergono «dubbi sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico». E in particolare «emerge, assai nitidamente, l’uso a dir poco inappropriato del manganello nei confronti di Palmina Federico», madre di uno dei manifestanti. VIDEO Scontri in piazza Cavour - L'assalto alla Prefettura È questo il cuore dell’ordinanza firmata dal giudice Giovanni Zucconi a carico delle 36 persone indagate per i disordini avvenuti in città tra il 30 novembre durante il comizio del leader del Pd Pierluigi Bersani alla stazione marittima e culminati, 48 ore più tardi, con le offese, le aggressioni (furono una decina gli agenti feriti ndr), e il lancio di «bombe carta, transenne di ferro, mattoni, sacchi di sabbia e tubi metallici» verso il palazzo del Governo. L’accusa nei confronti dei principali otto indagati, tra i quali il leader dell’Ex Caserma Giovanni Ceraolo, 31 anni, è quella di lesioni, resistenza aggravata, minacce e oltraggio. Per tutti quanti la Procura è pronta a chiedere il giudizio immediato «per gli evidenti indizi di colpevolezza». Un capitolo a parte riguarda Giovanni Ceraolo, considerato il portavoce e dunque il leader dell’ex Caserma del Fante. A lui vengono contestati il maggior numero di reati: dalla resistenza aggravata alla violenza, fino alle minacce a pubblico ufficiale, lesioni e soprattutto gli inquirenti hanno riconosciuto in lui l’organizzatore della manifestazione non autorizzata. Scrive di lui il giudice nelle conclusioni dell’ordinanza. «Nella sua veste di promotore, di guida del corteo, il chiaro incitamento con frasi scandite al megafono. E mentre era in corso il lancio di oggetti contro la Prefettura urlava frasi: “Questa è la risposta alla polizia di Livorno”. Nonché la palese omissione di qualsivoglia indicazione tesa a frenare gli impulsi più violenti del gruppo di facinorosi impegnati nell’aggressione ai poliziotti, ne delineano la figura quanto meno di concorrente morale dei reati in esame»

FONTE IL TIRRENO

13 FEBBRAIO 2013

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE PALERMO CALCIO Rios-Lo Monaco, botta e risposta al veleno «Mi emarginava», «Non era un professionista»

13 Febbraio 2013, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/rios_affiancato--180x140.jpg?v=20130213102315INSERITO DA MICCHELE PAPPACODA Il centrocampista uruguayano: «Mi costringeva a cambiarmi in uno spogliatoio diverso». L’ex ad: «Fesserie» PALERMO – Emarginato, costretto a cambiarsi in uno spogliatoio diverso da quello della prima squadra, fuori rosa, anche se non ufficialmente. Sono stati mesi di inferno vissuti da Egidio Arevalo Rios. A causa di un unico responsabile, rivela il centrocampista uruguayano del Palermo: l’ormai amministratore delegato rosanero Pietro Lo Monaco. AdessoE Arevalo Rios ha ritrovato il sorriso e anche il posto in squadra, visto che ha giocato titolare nella prima uscita dei rosa con Malesani in panchina. Ora che il “nemico” è lontano, Arevalo Rios è tornato a parlare con la stampa, per fornire la propria versione dei fatti. «Non ho mai capito – chiarisce – perché dopo l’arrivo di Lo Monaco sia cambiato tutto. Con lui avrò forse parlato una volta, ma non è successo niente di particolare, poi Lo Monaco mi ha emarginato. Quando sono tornato a Palermo dopo le vacanze natalizie addirittura mi sono ritrovato in uno spogliatoio a parte. Avevo avvisato regolarmente il presidente e l’allenatore del mio ritardo, c’era una trattativa in corso con un club messicano, ma poi la situazione è sfumata. Di ritorno a Palermo ho chiesto il motivo dello spogliatoio separato e mi hanno risposto che l’aveva deciso Lo Monaco. Non potevo neanche più rilasciare interviste, in tredici anni di carriera non mi era mai capitato qualcosa di simile. Sembrava più che altro un suo capriccio, anche perché poi mi allenavo regolarmente con la squadra». Il suo nome, tra dicembre e gennaio, era accostato a molte squadre messicane, ma anche all’Espanyol e agli argentini del Boca Juniors. «Un mio addio al Palermo – precisa – non è stato mai ipotizzato da me o dal mio procuratore. L´unico a volerlo era Lo Monaco. Non avevo mai visto un direttore avere un peso così forte, anche di quello del presidente. Da quando è tornato Perinetti l’atmosfera della squadra è tornata più distesa e tranquilla, con Lo Monaco non era così». La replica di Pietro Lo Monaco è ferma. «Anziché raccontare fesserie – osserva l’ex ad – Rios pensi a rimboccarsi le maniche e faccia vedere quello che vale. Il Palermo lo sta ancora aspettando, lo ha acquistato per tre milioni di dollari e lo paga come nessun altro in squadra, eccetto Miccoli. Ha una grande responsabilità e deve contribuire a far risalire i rosa». Le vacanze di Natale molto più lunghe del previsto, per Lo Monaco, non erano autorizzate. «È rientrato – precisa – otto giorni dopo la data stabilita del 28 dicembre. A me non risulta che avesse avvertito, anzi ci ha pure fatto avere dei certificati medici. Mentre la squadra si allenava, lui metteva su Facebook le foto del capodanno festeggiato in Messico con la moglie. Gli ho sospeso gli emolumenti, l’ho multato e lo facevo cambiare in un altro spogliatoio, affinché capisse che non s’era comportato da professionista».

Salvatore Lo Iacono CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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