News dal Italia e dal Mondo :Maxi sequestro al clan dei Casalesi per oltre 90 milioni
Inserito Da :Sotgia Marcella
Verde bottiglia", l'operazione della Dia di Napoli prende il nome dal colore di una Jaguar regalata allo storico boss Francesco Schiavone. Si tratta della più grossa confisca ai danni delle organizzazioni camorristiche nel Lazio. Tra i benifigurano società, immobili tra cui fabbricati e terreni, automobili tra cui Ferrari e conti correnti La Dia di Napoli, su disposizione del Tribunale di Frosinone, ha confiscato beni per oltre 90 milioni di euro nel Lazio e in Campania - in un vasto territorio compreso tra Cassino, Sora e Gaeta - a personaggi contigui al clan dei Casalesi. Si tratta della più grossa confisca ai danni delle organizzazioni camorristiche nel Lazio. Tra i beni sequestrati nel ottobre del 2011 ai pregiudicati Gennaro De Angelis, 69enne di Casal di Principe, Aladino Saidi, 35enne di Sora, e Antonio Di Gabriele, 67enne di Crispano (Na), ci sono società, immobili tra cui fabbricati e terreni, automobili tra cui Ferrari e conti correnti. Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Frosinone - Sez. Misure di Prevenzione - presieduta dal Tommaso Sciascia e composta dai giudici Marina Stirpe e Giuseppe Farinella. L'OPERAZIONE - L’operazione della Dia è stata denominata “Verde Bottiglia” e conclude l’attività investigativa che nel marzo del 2011 portò al sequestro dei beni dei pregiudicati: Gennaro De Angeli, del 1944; Aladino Saldi del ’77 e Antonio Di Gabriele, del '45, contigui al “clan dei casalesi”. L’Operazione è stata denominata “Verde Bottiglia” per via di un fatto particolarissimo che ha evidenziato il tipo di rapporto instauratosi più di trent’anni orsono tra il capo clan del casalesi Francesco Schiavone noto come “Sandokan” ed il suo importante referente nel basso Lazio Gennaro De Angeli. IL PATRIMONIO DEL CLAN - L’operazione ha consentito di sottrarre al sodalizio criminale, contiguo al “clan dei casalesi”, un patrimonio costituito da beni localizzati a Castrocielo (FR), Cassino (FR), Campoli Appennino (FR), Sora (FR), Arce (FR), Rocca di Mezzo (AQ), Gaeta (LT), Arpino (FR), e Roma. Venti società e relativi beni strumentali, immobili e mobili registrati, 2 ditte individuali; 26 fabbricati; 28 terreni; 19 veicoli tra cui tre Ferrari; 114 rapporti finanziari. De Angelis, in particolare, stanziatosi nel basso Lazio all’inizio degli anni ’70, ha rappresentato, secondo gli inquirenti, per lungo tempo, un punto di riferimento del “clan dei casalesi” fino a diventarne "caporegime", dapprima nell'organizzazione di Antonio Bardellino e, successivamente alla scissione, nel gruppo camorristico capeggiato da Francesco Schiavone "Sandokan" con il quale è imparentato. Secondo quanto emerso dalle attività della D.I.A., De Angelis, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla sua appartenenza al citato sodalizio, aveva formato un proprio ed indipendente gruppo criminale di tipo mafioso, definito “Deangelisiano”, realizzando, nella propria ”zona” d’influenza la commissione sistematica di numerosi reati, quali estorsioni, truffe, riciclaggio, ricettazione e, soprattutto, importazione da altri Paesi dell’Unione Europea di autovetture, in regime di evasione d'Iva. Per un periodo ha svolto anche la funzione di "procacciatore" e “fornitore di armi” al clan dei casalesi durante la storica guerra intestina che ha visto contrapposti i casalesi di "Sandokan" ai "bardelliniani". Ha partecipato alle attività estorsive nella zona d’influenza attraverso l’indicazione al clan, quali obiettivi contro cui destinare le richieste estorsive, delle attività economiche più fiorenti nel territorio sud pontino. Aladino Saidi è ritenuto organico al sodalizio camorristico deangelisiano. Socio di Gennaro De Angelis sotto un profilo finanziario ed economico, si impegnava, in particolare, nell’articolazione della frode all’Erario. Allo stesso sono state contestate diverse imputazioni per trasferimento fraudolento di valori con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose e per associazione a delinquere finalizzata alle truffe ed altri reati contro il patrimonio; Antonio Di Gabriele, è ritenuto un uomo di fiducia e prestanome di De Aangelis, con precedenti per reati di natura associativa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose, fittizie intestazioni di beni, nonché reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi ed altro. LE TESTIMONIANZE - Raccontano i collaboratori di giustizia (fra tutti Domenico Bidognetti, elemento di vertice del clan dei casalesi, e luogotenente di Francesco Bidognetti) che “ ……. Mi si chiede se conosco tale Gennaro De Angeli. Le rispondo che ho conosciuto personalmente De Angelis. Lo incontravo spessissimo a Casal di Principe in quanto era persona di Francesco Bidognetti, anche se non abitava più a Casale, ma nel basso Lazio, tra Formia e Gaeta….”. Secondo il collaboratore “…egli era in ottimo rapporto anche con Frasceso Schiavone “Sandokan” tanto che una volta le regalò una jaguar verde bottiglia. Ricordo questo episodio in quanto sapevo che Francesco Bidognetti aveva espressamente richiesto al De Angelis che veniva a Casale con questa macchina di regalarla al “Sandokan” che era un appassionato di jaguar. De Angelis non se lo fece dire due volte e regalò la macchina al Sandokan. Io ero presente quando Mario Caterino tornando da Formia e nell’entrare nell’abitazione di Francesco Schiavone in via Bologna, causa la sua maldestra guida, rimase incastrato nel cancello elettrico che delimitava la proprietà, cancello che essendo privo di cellule fotoelettriche si chiuse nonostante la presenza della vettura, determinando un grosso danno alla carrozzeria. Tornando al De Angelis posso dirle che io stesso mi sono recato in Formia sul finire degli anni ’80 per fare degli appostamenti finalizzati a rintracciare ed uccidere componenti del clan Bardellino. Ebbene, chi ci dava appoggio in queste occasioni era proprio Gennaro De Angelis. In particolare il De Angelis aveva o un mobilificio diventato un autosalone.
Fonte :Paese Sera
14 GENNAIO 2013
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