Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

News dal Italia e dal Mondo :Maxi sequestro al clan dei Casalesi per oltre 90 milioni

14 Gennaio 2013, 11:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Verde bottiglia", l'operazione della Dia di Napoli prende il nome dal colore di una Jaguar regalata allo storico boss Francesco Schiavone. Si tratta della più grossa confisca ai danni delle organizzazioni camorristiche nel Lazio. Tra i benifigurano società, immobili tra cui fabbricati e terreni, automobili tra cui Ferrari e conti correnti La Dia di Napoli, su disposizione del Tribunale di Frosinone, ha confiscato beni per oltre 90 milioni di euro nel Lazio e in Campania - in un vasto territorio compreso tra Cassino, Sora e Gaeta - a personaggi contigui al clan dei Casalesi. Si tratta della più grossa confisca ai danni delle organizzazioni camorristiche nel Lazio. Tra i beni sequestrati nel ottobre del 2011 ai pregiudicati Gennaro De Angelis, 69enne di Casal di Principe, Aladino Saidi, 35enne di Sora, e Antonio Di Gabriele, 67enne di Crispano (Na), ci sono società, immobili tra cui fabbricati e terreni, automobili tra cui Ferrari e conti correnti. Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Frosinone - Sez. Misure di Prevenzione - presieduta dal Tommaso Sciascia e composta dai giudici Marina Stirpe e Giuseppe Farinella. L'OPERAZIONE - L’operazione della Dia è stata denominata “Verde Bottiglia” e conclude l’attività investigativa che nel marzo del 2011 portò al sequestro dei beni dei pregiudicati: Gennaro De Angeli, del 1944; Aladino Saldi del ’77 e Antonio Di Gabriele, del '45, contigui al “clan dei casalesi”. L’Operazione è stata denominata “Verde Bottiglia” per via di un fatto particolarissimo che ha evidenziato il tipo di rapporto instauratosi più di trent’anni orsono tra il capo clan del casalesi Francesco Schiavone noto come “Sandokan” ed il suo importante referente nel basso Lazio Gennaro De Angeli. IL PATRIMONIO DEL CLAN - L’operazione ha consentito di sottrarre al sodalizio criminale, contiguo al “clan dei casalesi”, un patrimonio costituito da beni localizzati a Castrocielo (FR), Cassino (FR), Campoli Appennino (FR), Sora (FR), Arce (FR), Rocca di Mezzo (AQ), Gaeta (LT), Arpino (FR), e Roma. Venti società e relativi beni strumentali, immobili e mobili registrati, 2 ditte individuali; 26 fabbricati; 28 terreni; 19 veicoli tra cui tre Ferrari; 114 rapporti finanziari. De Angelis, in particolare, stanziatosi nel basso Lazio all’inizio degli anni ’70, ha rappresentato, secondo gli inquirenti, per lungo tempo, un punto di riferimento del “clan dei casalesi” fino a diventarne "caporegime", dapprima nell'organizzazione di Antonio Bardellino e, successivamente alla scissione, nel gruppo camorristico capeggiato da Francesco Schiavone "Sandokan" con il quale è imparentato. Secondo quanto emerso dalle attività della D.I.A., De Angelis, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla sua appartenenza al citato sodalizio, aveva formato un proprio ed indipendente gruppo criminale di tipo mafioso, definito “Deangelisiano”, realizzando, nella propria ”zona” d’influenza la commissione sistematica di numerosi reati, quali estorsioni, truffe, riciclaggio, ricettazione e, soprattutto, importazione da altri Paesi dell’Unione Europea di autovetture, in regime di evasione d'Iva. Per un periodo ha svolto anche la funzione di "procacciatore" e “fornitore di armi” al clan dei casalesi durante la storica guerra intestina che ha visto contrapposti i casalesi di "Sandokan" ai "bardelliniani". Ha partecipato alle attività estorsive nella zona d’influenza attraverso l’indicazione al clan, quali obiettivi contro cui destinare le richieste estorsive, delle attività economiche più fiorenti nel territorio sud pontino. Aladino Saidi è ritenuto organico al sodalizio camorristico deangelisiano. Socio di Gennaro De Angelis sotto un profilo finanziario ed economico, si impegnava, in particolare, nell’articolazione della frode all’Erario. Allo stesso sono state contestate diverse imputazioni per trasferimento fraudolento di valori con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose e per associazione a delinquere finalizzata alle truffe ed altri reati contro il patrimonio; Antonio Di Gabriele, è ritenuto un uomo di fiducia e prestanome di De Aangelis, con precedenti per reati di natura associativa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante prevista per i reati connessi ad attività mafiose, fittizie intestazioni di beni, nonché reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi ed altro. LE TESTIMONIANZE - Raccontano i collaboratori di giustizia (fra tutti Domenico Bidognetti, elemento di vertice del clan dei casalesi, e luogotenente di Francesco Bidognetti) che “ ……. Mi si chiede se conosco tale Gennaro De Angeli. Le rispondo che ho conosciuto personalmente De Angelis. Lo incontravo spessissimo a Casal di Principe in quanto era persona di Francesco Bidognetti, anche se non abitava più a Casale, ma nel basso Lazio, tra Formia e Gaeta….”. Secondo il collaboratore “…egli era in ottimo rapporto anche con Frasceso Schiavone “Sandokan” tanto che una volta le regalò una jaguar verde bottiglia. Ricordo questo episodio in quanto sapevo che Francesco Bidognetti aveva espressamente richiesto al De Angelis che veniva a Casale con questa macchina di regalarla al “Sandokan” che era un appassionato di jaguar. De Angelis non se lo fece dire due volte e regalò la macchina al Sandokan. Io ero presente quando Mario Caterino tornando da Formia e nell’entrare nell’abitazione di Francesco Schiavone in via Bologna, causa la sua maldestra guida, rimase incastrato nel cancello elettrico che delimitava la proprietà, cancello che essendo privo di cellule fotoelettriche si chiuse nonostante la presenza della vettura, determinando un grosso danno alla carrozzeria. Tornando al De Angelis posso dirle che io stesso mi sono recato in Formia sul finire degli anni ’80 per fare degli appostamenti finalizzati a rintracciare ed uccidere componenti del clan Bardellino. Ebbene, chi ci dava appoggio in queste occasioni era proprio Gennaro De Angelis. In particolare il De Angelis aveva o un mobilificio diventato un autosalone.

Fonte :Paese Sera

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà

14 Gennaio 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Sei in: Home - Società - Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà Ma ora 76 precari rischiano il posto Il caso Cem, “la casa dei disabili” non chiuderà Ma ora 76 precari rischiano il posto Un lieto fine a metà. La mobilitazione di genitori e operatori ha salvato il centro dalla chiusura al 31 dicembre. Ma adesso la Asl vuole gestirlo con personale proprio. Appello dei lavoratori ai candidati presidente della Regione DI AMBRA MURÈ IL PRECEDENTE Genitori e disabili occupano il Cem LE FAMIGLIE "Siete tutti coinvolti" LA MANIFESTAZIONE Disabili in strada contro la chiusura L'euforia è durata poco. Dopo un’occupazione durata due settimane, appelli, manifestazioni e infinite attestazioni di vicinanza, genitori e operatori del centro di educazione motoria (Cem) non vogliono accontentarsi di un lieto fine a metà. Certo hanno ottenuto che la struttura inaugurasse il nuovo anno ancora in attività: risultato non proprio scontato vista la minaccia di chiusura al 31 dicembre. Ma la Asl Rm D, che si è presa in carico il Cem "scaricato" dalla Croce Rossa, adesso vuole gestirlo con personale proprio. Mandando a casa 76 lavoratori precari (tra operatori, educatori, fisioterapisti, logopedisti e terapisti della motricità) che pure – denunciano i rappresentanti sindacali – “da decenni garantiscono con professionalità e competenza i servizi” per 69 giovani adulti disabili. IL PROTOCOLLO STRAVOLTO – La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, quando tutti credevano di essersi lasciati la tempesta alle spalle. Con una decisione “dell’ultimo secondo”, comunicata agli interessati il 31 dicembre, la Asl - scrivono ora gli Rsu - ha “stravolto il protocollo d’intesa che ci era stato presentato dalla Croce Rossa il 27 dicembre, redatto dopo numerosi incontri con rappresentanti del Ministero della Salute e del Commissario della Regione Lazio”. I cambiamenti maggiori riguardano appunto i lavoratori. Decine di uomini e donne che, pur essendo in servizio da anni, vengono ancora impropriamente definiti (e trattati) come precari. “Questa posizione – avvertono i rappresentanti sindacali – non solo fa tabula rasa della loro storia professionale, ma nuoce anche ai ragazzi assistiti, troncando di netto il rapporto e la continuità terapeutica e assistenziale”. UNA SECONDA FAMIGLIA – “I nostri figli – scrive un papà sulla pagina Facebook del centro diurno del Cem – devono continuare ad essere seguiti dagli operatori che hanno, negli anni, costruito un rapporto interpersonale con ognuno di loro, diventando a tutti gli effetti la loro seconda famiglia”. Qualcuno su cui contare “anche quando noi genitori non ci saremo più”. L’obiettivo dei lavoratori – spiega a Paese Sera una delle operatrici, Lorena Guidi – è “resistere fino all'inserimento della nuova Giunta regionale, sperando che sia consapevole dell'importanza dei servizi come il nostro”. Da qui la decisione, condivisa da tutte le rappresentanze sindacali, di indire “un’assemblea permanente nei locali del Comitato provinciale della Croce Rossa di Roma, per impedire lo smantellamento del Cem e lo smembramento del servizio dei lavoratori”. APPELLO AI CANDIDATI – Di più: si cercherà di trasformare il futuro di questo centro in uno dei temi della campagna elettorale, iniziando con “l’informare tutti i candidati alla carica di presidente della Regione, portandoli a conoscenza della nostra vertenza”. E ovviamente facendo “un puntuale resoconto delle risposte dei politici contattati, che sarà reso pubblico, per dar merito all’impegno, che certamente metteranno, nel salvaguardare un servizio di eccellenza quale è il Cem e il futuro di tutti i lavoratori che lo hanno reso tale”.

Fonte :Paese Sera

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :Ospedale San Giovanni, attese impossibili e servizi cancellati Protesta all'Umberto

14 Gennaio 2013, 11:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Sit-in e volantinaggio all’ingresso del San Giovanni Addolorata del sindacato Uil Fpl. Per una visita Endocrinologica occorre attendere ben 210 giorni, mentre non risulta possibile prenotare la visita Ortopedica e quella Cardiologica. Il sindacato: "La cosa più triste è che se paghi, nella stessa struttura, questi servizi si erogano a 3-4 giorni". Intanto stamattina manifestazione anche al Policlinico Umberto I: lavoratori, studenti e cittadini insieme per una "sanità pubblica, senza favori ai privati" "Questa mattina decine di lavoratori legati al nostro sindacato Uil Fpl hanno distribuito ai cittadini dei volantini all’ingresso del San Giovanni Addolorata per informarli della grave situazione in cui riversa questa azienda ospedaliera". A comunicarlo, con una nota, il segretario aziendale e territoriale della Uil Fpl A.O. San Giovanni Addolorata Alberto Checola. "In questo volantino annunciamo che i cittadini, nelle prossime settimane, rivolgendosi a questa struttura sanitaria potranno ricevere come risposta quella di non poter effettuare la prestazione perché sospesa o molto posticipata" continua. I TEMPI DI ATTESA E I CONTROLLI "IMPOSSIBILI" - Ecco i tempi di attesta denunciati dal sindaco: "Se si prova a contattare il Re.cup 803333 (Centro Unico prenotazioni della Regione Lazio) per prenotare una Risonanza Magnetica Encefalo, o una RMN della colonna Lombosacrale, o una Ecografia del Capo e del Collo (compresa Ecografia della Tiroide), o una Mammografia Bilaterale, o una Ecografia mammaria o una Ecografia Cardiaca/Ecocardiogramma o un Ecocolordoppler Cardiaco a riposo o dopo Sforzo, i cittadini riceveranno come risposta che 'Non è Possibile prenotarla'. Ma le condizioni non sono solo critiche per gli esami diagnostici strumentali ma anche per le prime visite specialistiche: per una visita Endocrinologica occorre attendere ben 210 giorni, mentre non risulta possibile prenotare la visita Ortopedica e quella Cardiologica. Per quella Ginecologica occorre attendere 2 mesi ma esclusivamente per pazienti con diagnosi di 'Endometriosi' o 'Poliabortività'; per gli altri casi che rappresentano la stragrande maggioranza nulla". ASSISTENZA SOLO A PAGAMENTO - "La cosa è ancor più triste e grave – prosegue Checola – se si pensa che alcune di queste prestazioni in Libera Professione (a pagamento) nella stessa struttura si erogano a 3-4 giorni. Inoltre la dirigenza di questa Azienda, solo per eccesso di zelo nei confronti delle raccomandazioni della Regione Lazio che non ha avuto nemmeno il coraggio di metterle per scritto, ha deciso dei pesanti tagli alla Assistenza Sanitaria diretta alle persone che si ripercuoterà negativamente sulla loro vita e sulla loro salute". FUTURO INCERTO PER I LAVORATORI - "Il 19 Novembre scorso, il nostro sindacato scrisse al Direttore Generale una lettera nella quale si chiedevano informazioni sul piano aziendale di riassetto e una urgente convocazione di un tavolo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali e la RSU, senza ottenere alcuna risposta – conclude il territoriale della Uil Fpl - In questo piano sembra prevedersi in taluni casi l’integrazione e l’accorpamento di specialistiche affini, con una conseguente ridistribuzione delle risorse umane, in altri (come la UOC di degenza oculistica) addirittura la chiusura della stessa il venerdì e la riapertura il lunedì successivo (week surgery), senza conoscere peraltro il destino lavorativo dei dipendenti che vi prestano servizio. Il nuovo piano di organizzazione aziendale, se confermato nei contenuti, sembrerebbe prevedere, tra l’altro, una forte chiusura di posti letto dedicati alla chirurgia programmata, con l’inevitabile trasferimento di attività verso le strutture private. La Uil fpl dice basta a questo gioco al massacro. Come sta avvenendo in molte strutture pubbliche di Roma e Lazio, anche nell’A.O. San Giovanni Addolorata, promettiamo battaglia ad oltranza, adottando tutte le iniziative che si rendano necessarie per tutelare i lavoratori e i cittadini". LA PROTESTA ALL'UMBERTO I - Il quartiere San Lorenzo si mobilita contro i tagli alla Sanità. A partire da oggi, con la protesta sotto l'Umberto I insieme ai lavoratori del Policlinico e agli studenti di Medicina. "La sanità deve e può essere solo pubblica - si legge nel manifesto di protesta - per garantire a tutti gratuitamente prevenzione, cura e riabilitazione. La modalità incestuosa del privato convenzionato, dove troppo spesso il pubblico stanzia risorse e il privato trae profitti, ha mostrato il suo vero obiettivo finendo per essere occasione di lucro sul bene comune salute". "Vogliamo dunque con forza un sistema diverso, dove tutto il privato convenzionato sia riconvertito e gestito direttamente, in maniera trasparente dal sistema sanitario nazionale, senza finanziare con soldi pubblici imprenditori e chiesa".

Fonte :Paese Sera

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :gnora l’alt, ma fa pochi metri ubriaco alla guida: denunciato ORISTANO. Era ubriaco fradicio e quando la polizia gli ha intimato l’alt è scappato.

14 Gennaio 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ORISTANO. Era ubriaco fradicio e quando la polizia gli ha intimato l’alt è scappato. La fuga è durata però solo alcuni metri perché all’automobilista con tanto alcol in corpo, gli si è spento il motore del veicolo. Per un cinquantenne di Oristano è scattata la denuncia alla magistratura e il ritiro della patente. L’etilometro ha registrato un tasso alcolemico superiore al 3 per cento, cinque volte superiore al limite previsto dalla legge. L’episodio è accaduto la notte scorsa verso le 2 in via Martiri del Congo, nella frazione di Silì. Gli agenti della Questura, impegnati in un apposito servizio di prevenzione, hanno notato un’auto che sbandava vistosamente. Quando uno dei poliziotti ha intimato l’alt, l’automobilista anziché fermarsi ha accelerato improvvisamente. Evidentemente l’alcol che aveva in corpo gli ha inibito ogni sprazzo di lucidità, tanto da impedirgli il tentativo di scappare: dopo pochi metri dal posto di blocco gli si è spento il motore. L’uomo non è riuscito nemmeno a rimettere in moto l’auto. Quando è stato invitato a uscire dal veicolo, non si reggeva nemmeno in piedi. Gli agenti hanno contestato all’uomo la guida in stato di ebbrezza e la violazione al codice della strada. Per lui è scattato anche il ritiro della patente. Una segnalazione è stata inviata alla magistratura. Proprio venerdì mattina il comandante della Polizia stradale, Mauro Castiello, nel corso della conferenza stampa aveva reso noti i dati statistici sull’ attività operativa della polizia stradale di Oristano nell’ultimo anno Dai numeri è emerso che la gran parte delle sanzioni sono state inflitte nel corso del 2012, per guida in stato di ebbrezza. I test all’etilometro sono stati ben 11mila: una frequenza media di 30 al giorno .

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :La ripresa dei lavori sulla 131 Carlo Felice stenta a decollare Sanluri, nel cantiere sono impegnati solo pochi operai Il sindaco

14 Gennaio 2013, 11:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

SANLURI. Toh, chi si rivede: operai al lavoro sulla statale 131, tratto Serrenti-Sanluri, cantiere sospeso e lasciato comunque aperto poco meno di un anno fa con pesantissime ripercussioni sul traffico e disagi insostenibili per gli automobilisti. Da qualche giorno una squadra di dipendenti della Mambrini Costruzioni (o di qualche impresa in sub appalto) è ricomparsa vicino al bivio di Villasanta, sul nuovo ponte-cavalcavia che sovrasta la “Carlo Felice” in sostituzione di quella storico. In realtà una toccata e fuga durata tre notti c’era già stata a inizio dicembre scorso quando, lavorando esclusivamente in notturna, è stato abbattuto il vecchio cavalcavia di Villasanta. Poi gli operai sono nuovamente scomparsi, per far ritorno qualche giorno fa, forse i primi giorni del nuovo anno. Ma sono talmente pochi che sono passati inosservati. Ma è già un buon segnale che il cantiere sia stato riaperto e che magari possa essere chiuso entro la prossima primavera, come ha preannunciato recentemente il capo compartimento Anas per la Sardegna, Oriele Fagioli. Vedendo, seppur con occhi da profano, quanto c’è ancora da fare nel tratto cantierato Serrenti-Villasanta, appare assai improbabile che la promessa del primo dirigente nell’isola dell’ente stradale possa essere mantenuta. A meno che la Mambrini Costruzioni non schieri sul campo una tale task force di operai e mezzi meccanici da riuscire in così poco tempo a recuperare il lavoro non fatto nei dieci mesi in cui il cantiere è rimasto senza anima viva e anche l’altro tempo perso per tutte le traversie sopraggiunte in corso d’opera. «È comunque importante che abbiano ripreso a lavorare. – sostiene il sindaco di Sanluri, Alessandro Collu – Non se ne può più dei disagi creati alle migliaia di automobilisti che quotidianamente transitano nel tratto della “131” interessato da circa quattro anni dai lavori di ammodernamento». Ancora piuttosto scettico il sindaco di Serrenti, Luca Becciu, che non si accontenta «del segnale di vita del cantiere giunto con quei pochi operai ricomparsi». E aggiunge: «I prossimi giorni chiederemo, come sindaci del territorio limitrofo alla superstrada, un incontro ai dirigenti dell’Anas per fare il punto della situazione a sapere se c’è veramente l’intenzione e la volontà di riprendere a tempo pieno i lavori e portarli finalmente a termine». A causa dei diversi precedenti specifici, l’ Anas non viene creduta più di tanto. Già altre volte ( per ultimo il 9 ottobre e il 30 novembre) ha annunciato la ripresa immediata dei lavori sul tratto Serrenti-Sanluri. Ma così non è stato..

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo lL bono, mette in moto e la macchina esplode È giallo: incidente o attentato? Il conducente,

14 Gennaio 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ILBONO. Chi ha assistito, incredulo, alla scena, ieri sera, alle forze dell’ordine ha raccontato di aver pensato a un incidente singolare: «Ho visto una macchina che camminava da sola, lentamente, lungo la strada, fino a schiantarsi su una ringhiera». In realtà non sapeva che quello che era appena successo era qualcosa di molto più grave: un uomo che mette in moto la sua vecchia Fiat Cinquecento, qualcosa che esplode, le schegge che raggiungono il conducente all'addome fino a farlo sanguinare, fargli perdere la coscienza e con essa anche il controllo dell’auto. È un episodio dai contorni mai visti, quello che accade ieri sera, intorno alle 19, in via Gramsci a Ilbono. Un episodio che gli stessi inquirenti, sino alla tarda serata di ieri, ancora non sapevano con certezza se incasellare alla voce "attentato", esplosione accidentale data l’usura dell’auto, o conseguenza imprevista del trasporto di qualcosa di pericoloso. Certo è che se fosse una intimidazione, come molti pensano, farebbe pensare a una nuova modalità di attentati, e per giunta in perfetto stile mafioso. In un territorio dove invece, nell’ultimo periodo, questo genere di reati sembrava molto meno frequente di anni passati, se non del tutto scomparso. Sono circa le 19 quando tutto accade. Sandro Mereu, 47 anni, operaio ilbonese, fratello dell’ex assessore provinciale al Turismo, Luigi, sale nella sua auto per far ritorno a casa. Ancora non sa, ovviamente, che quel gesto abituale e ordinario, stavolta, gli costerà caro. Giusto il tempo di accomodarsi sul sedile, inserire la chiavetta e poi solo il fragore. Il botto di uno scoppio fortissimo, seguito dal fumo e dal fuoco. Mereu viene raggiunto da una pioggia di schegge alla pancia e perde conoscenza. La sua auto, nel frattempo, non si ferma ma prosegue per qualche decina di metri, dopo una curva, lungo un tratto di strada in leggera discesa. Proprio lungo quel percorso viene avvistata da alcuni passanti, che pensano a un incidente e chiamano i vigili del fuoco. «Venite in fretta –dicono al telefono – c’è una macchina che si è appena schiantata su una ringhiera». I vigili del fuoco partono a razzo con una squadra di pronto intervento ma quando giungono sul posto scoprono l’amara sorpresa: l’incidente sì, c’è stato ma è stata la conseguenza dello scoppio di un ordigno o forse della manomissione di qualcosa, nell’impianto elettrico dell’auto, che ha provocato un’esplosione potente. Oppure ancora, a scoppiare, potrebbe essere stato qualcosa che trasportava il conducente. Mereu, nel frattempo, è già stato tirato fuori dall’auto e portato in ospedale a Lanusei. Ha rischiato la morte per un episodio che se fosse confermato come “attentato” non ha precedenti, in Ogliastra. Il dubbio, adesso, lo scioglieranno solo le indagini e gli accertamenti fatti dai vigili del fuoco che dovranno stilare una relazione dettagliata. Certo è che la famiglia Mereu era già stata oggetto di diversi attentati, negli ultimi anni. Lo stesso Sandro, nel 2009, aveva subito un brutto episodio: la sua auto, una Fiat Punto, era stata incendiata. Mentre nei confronti del fratello, Luigi, erano comparse alcune scritte minatorie sui muri di Ilbono. Era comparsa anche una frase dal contenuto molto eloquente: «Tu salti in aria». Mentre l’anno prima, nel 2008, l’oggetto di un attentato era stata l’auto della moglie dell’allora assessore al Turismo. Quasi impossibile, dunque, non collegare tutti questi episodi: gli stessi carabinieri stanno cercando di scavare in questa direzione. Sino a tarda sera sono proseguiti i rilievi e gli interrogatori dei testimoni, da parte dei carabinieri della compagnia di Lanusei ai quali sono affidate le indagini coordinate dal sostituto procuratore, Daniele Rosa. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del commissariato di Lanusei. Mentre Mereu, in ospedale, veniva sottoposto a un intervento chirurgico per estrargli le schegge penetrate nell’addome. I medici lo hanno comunque dichiarato fuori pericolo. «Un incidente, a noi era sembrato un incidente stradale» hanno continuato, scioccati, a ripetere i testimoni che hanno assistito alla fase finale della scena.

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :Siniscola, fuori strada con lo scooter: muore un giovane L’incidente è avvenuto sulla Statale 125, a quattro chilometri dal paese.

14 Gennaio 2013, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

SINISCOLA. Un giovane è morto questa mattina dopo essere uscito fuori strada alla guida di uno scooter sulla Statale 125, a circa quattro chilometri di Siniscola. Non si conoscono ancora le generalità della vittima, né le cause che hanno portato alla tragedia. Probabilmente anche a causa del maltempo, il giovane avrebbe perso il controllo dello scooter, finendo fuori strada. Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 e dei vigili del fuoco e gli agenti della polizia stradale che stanno svolgendo i rilievi per risalire alla dinamica dell’incidente mortale.

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :Alghero, disperso cacciatore travolto da un torrente L’uomo, Salvatore Tala, 53 anni di Ossi, è stato trascinato dalla corrente

14 Gennaio 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ALGHERO. Un cacciatore di Ossi, Salvatore Tala, 53 anni, è stato travolto in mattinata da un torrente nella zona di Valverde nelle campagne di Alghero. L’uomo si trovava in compagnia di altri cacciatori quando è stato trascinato dalla corrente di un fiume ingrossatosi a causa delle forti piogge di questa mattina. I compagni non sono riusciti a riportarlo a riva e subito dopo hanno dato l’allarme. In pochi minuti sono scattati i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, con il nucleo sommozzatori, e squadre a terra di barracelli. Nella zona anche l’elisoccorso partito dalla base di Alghero.

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

News dal Italia e dal Mondo :Colpi di fucile contro la casa del sindaco di Ittiri Sul grave atto intimidatorio, avvenuto stanotte in corso Vittorio Emanuele,

14 Gennaio 2013, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

TTIRI, Due fucilate sono state esplose, nella notte, contro una finestra al pianterreno dell’abitazione del sindaco Tonino Orani. I pallettoni si sono conficcati nel legno della finestra. Del grave atto intimidatorio, avvenuto in corso Vittorio Emanuele, si stanno occupando i carabinieri.

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti

SEZ. POLITICA Pdl, scoppia il caso liste pulite Blitz per far fuori gli “incandidabili

14 Gennaio 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ROMA - Né la mozione degli affetti, né l’evocazione del «senso di responsabilità, tanto meno il posto in altre liste apparentate, sembra per ora convincere la pattuglia di “impresentabili” che il Pdl non vorrebbe schierare nelle proprie liste. Non ci sta Marcello Dell’Utri, che allo stesso Cavaliere ha fatto arrivare un eloquente «o Pdl o niente», ma non ci sta nemmeno Nicola Cosentino che quattro conti se li è fatti e, dopo aver constatato che in Campania le liste collegate «non fanno nemmeno il due per cento» ha detto un sonoro «no grazie» a Miccichè, Verdini e Fitto che stanno organizzando la falange del centrodestra meridionale. Oltretutto i guai giudiziari dello stesso Verdini sono diventati argomento che gli stessi discussi e possibili candidati stanno usando per chiedere al partito «un trattamento non discriminatorio». Resta il fatto che Berlusconi stesso ne farebbe volentieri a meno consapevole dei problemi che potrebbero portare in dote sia in campagna elettorale, quanto al momento di un possibile ingresso del Pdl in un governo di larga coalizione. SCONTRO NEL PDL Il nodo sta scatenando una guerra interna anche in via dell’Umiltà dove Verdini difende Cosentino e le scelte del coordinatore campano Nitto Palma e Alfano tutela la linea del Cavaliere che un questi giorni va sostenendo che «con Papa, Cesaro e Cosentino in lista ci giochiamo la Campania e la vittoria». Senza contare che lo stesso presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, avrebbe concordato con il Cavaliere la possibilità di guidare la lista del Pdl al Senato - ripetendo ciò che fece Galan nel 2008 in Veneto - a patto di non avere in lista «impresentabili». La pressione su Cosentino è destinata ad aumentare dopo la decisione di altri deputati uscenti campani, Landolfi, Nespoli e Russo, di raccogliere firme per Grande Sud sancendo in questo modo una frattura con il Pdl a trazione Cosentino. I SEGGI SICURI Comunque sia per ora è tutto fermo e occorrerà attendere, per sapere come andrà, lunedì prossimo, ultimo giorno di presentazione delle liste, in modo che nessuno dei possibili scontenti abbia tempo per emigrare altrove. Resta quindi riservatissima la lotteria delle candidature i cui criteri il coordinatore fiorentino del Pdl tiene saldamente coperti, in attesa di Berlusconi, anche se la sensazione che circola tra gli uscenti è che buona parte dei giochi siano già fatti e che la quota dei super fidatissimi eletti, che entreranno in Parlamento in caso di sconfitta e di vittoria di Bersani, sia stata già decisa. Più aperta la corsa ai posti successivi in lista. Non a caso ieri lo stesso Verdini ha convocato per oggi una riunione con i coordinatori regionali del partito chiedendo loro di arrivare «con suggerimenti buoni dal decimo posto in giù». In buona sostanza il “democratico confronto” si svolgerà oggi per decidere coloro che serviranno a riempire la lista e che potrebbero aver chance di elezione solo se Berlusconi ripeterà il boom del 2008 vincendo le elezioni e facendo quindi scattare il premio di maggioranza. Sui seggi finora sicuri, e calcolati su un Pdl intorno al 20%, il Cavaliere non vuole sorprese. Anche perché, in caso di pareggio al Senato, intende presentarsi con un gruppo forte e coeso all’eventuale trattativa per un possibile governo di larga coalizione. CONFINDUSTRIA Non c’è dubbio che la serata da Santoro, fortemente voluta dalla Santanché che avrebbe inizialmente messo in contatto i due, ha incoraggiato - come era scontato in partenza - il Cavaliere. Infatti solo chi non lo conosce può pensare che Berlusconi accetti una sfida senza saper di poterla vincere e le sue doti sul palcoscenico sono note, anche se c’è chi dimentica ciò che lo stesso Berlusconi fece nel 2006 dal palco vicentino di Confindustria. In attesa di altri show, Berlusconi sta lavorando in questi giorni puntando decisamente alla vittoria elettorale. L’ammucchiata di liste e la miriade di apparentamenti che il Cavaliere sta realizzando perseguendo la strategia dello “zero-virgola”, è la conferma di come l’ex premier sia interessato più alla vittoria finale che al successo della lista con il simbolo del Pdl. Non a caso a coloro che hanno chiesto posto nel Pdl, come Baccini e Romano, Berlusconi abbia al tempo stesso chiesto di presentare proprie liste al Senato dove i rispettivi partiti sono più forti.

Fonte :Il Gazzettino

14 GENNAIO 2013

Leggi i commenti