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News dal Italia e dal Mondo lL bono, mette in moto e la macchina esplode È giallo: incidente o attentato? Il conducente,

14 Gennaio 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ILBONO. Chi ha assistito, incredulo, alla scena, ieri sera, alle forze dell’ordine ha raccontato di aver pensato a un incidente singolare: «Ho visto una macchina che camminava da sola, lentamente, lungo la strada, fino a schiantarsi su una ringhiera». In realtà non sapeva che quello che era appena successo era qualcosa di molto più grave: un uomo che mette in moto la sua vecchia Fiat Cinquecento, qualcosa che esplode, le schegge che raggiungono il conducente all'addome fino a farlo sanguinare, fargli perdere la coscienza e con essa anche il controllo dell’auto. È un episodio dai contorni mai visti, quello che accade ieri sera, intorno alle 19, in via Gramsci a Ilbono. Un episodio che gli stessi inquirenti, sino alla tarda serata di ieri, ancora non sapevano con certezza se incasellare alla voce "attentato", esplosione accidentale data l’usura dell’auto, o conseguenza imprevista del trasporto di qualcosa di pericoloso. Certo è che se fosse una intimidazione, come molti pensano, farebbe pensare a una nuova modalità di attentati, e per giunta in perfetto stile mafioso. In un territorio dove invece, nell’ultimo periodo, questo genere di reati sembrava molto meno frequente di anni passati, se non del tutto scomparso. Sono circa le 19 quando tutto accade. Sandro Mereu, 47 anni, operaio ilbonese, fratello dell’ex assessore provinciale al Turismo, Luigi, sale nella sua auto per far ritorno a casa. Ancora non sa, ovviamente, che quel gesto abituale e ordinario, stavolta, gli costerà caro. Giusto il tempo di accomodarsi sul sedile, inserire la chiavetta e poi solo il fragore. Il botto di uno scoppio fortissimo, seguito dal fumo e dal fuoco. Mereu viene raggiunto da una pioggia di schegge alla pancia e perde conoscenza. La sua auto, nel frattempo, non si ferma ma prosegue per qualche decina di metri, dopo una curva, lungo un tratto di strada in leggera discesa. Proprio lungo quel percorso viene avvistata da alcuni passanti, che pensano a un incidente e chiamano i vigili del fuoco. «Venite in fretta –dicono al telefono – c’è una macchina che si è appena schiantata su una ringhiera». I vigili del fuoco partono a razzo con una squadra di pronto intervento ma quando giungono sul posto scoprono l’amara sorpresa: l’incidente sì, c’è stato ma è stata la conseguenza dello scoppio di un ordigno o forse della manomissione di qualcosa, nell’impianto elettrico dell’auto, che ha provocato un’esplosione potente. Oppure ancora, a scoppiare, potrebbe essere stato qualcosa che trasportava il conducente. Mereu, nel frattempo, è già stato tirato fuori dall’auto e portato in ospedale a Lanusei. Ha rischiato la morte per un episodio che se fosse confermato come “attentato” non ha precedenti, in Ogliastra. Il dubbio, adesso, lo scioglieranno solo le indagini e gli accertamenti fatti dai vigili del fuoco che dovranno stilare una relazione dettagliata. Certo è che la famiglia Mereu era già stata oggetto di diversi attentati, negli ultimi anni. Lo stesso Sandro, nel 2009, aveva subito un brutto episodio: la sua auto, una Fiat Punto, era stata incendiata. Mentre nei confronti del fratello, Luigi, erano comparse alcune scritte minatorie sui muri di Ilbono. Era comparsa anche una frase dal contenuto molto eloquente: «Tu salti in aria». Mentre l’anno prima, nel 2008, l’oggetto di un attentato era stata l’auto della moglie dell’allora assessore al Turismo. Quasi impossibile, dunque, non collegare tutti questi episodi: gli stessi carabinieri stanno cercando di scavare in questa direzione. Sino a tarda sera sono proseguiti i rilievi e gli interrogatori dei testimoni, da parte dei carabinieri della compagnia di Lanusei ai quali sono affidate le indagini coordinate dal sostituto procuratore, Daniele Rosa. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti del commissariato di Lanusei. Mentre Mereu, in ospedale, veniva sottoposto a un intervento chirurgico per estrargli le schegge penetrate nell’addome. I medici lo hanno comunque dichiarato fuori pericolo. «Un incidente, a noi era sembrato un incidente stradale» hanno continuato, scioccati, a ripetere i testimoni che hanno assistito alla fase finale della scena.

Fonte :La Nuova Sardegna

14 GENNAIO 2013

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