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SEZ. POLITICA Pdl, scoppia il caso liste pulite Blitz per far fuori gli “incandidabili

14 Gennaio 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

ROMA - Né la mozione degli affetti, né l’evocazione del «senso di responsabilità, tanto meno il posto in altre liste apparentate, sembra per ora convincere la pattuglia di “impresentabili” che il Pdl non vorrebbe schierare nelle proprie liste. Non ci sta Marcello Dell’Utri, che allo stesso Cavaliere ha fatto arrivare un eloquente «o Pdl o niente», ma non ci sta nemmeno Nicola Cosentino che quattro conti se li è fatti e, dopo aver constatato che in Campania le liste collegate «non fanno nemmeno il due per cento» ha detto un sonoro «no grazie» a Miccichè, Verdini e Fitto che stanno organizzando la falange del centrodestra meridionale. Oltretutto i guai giudiziari dello stesso Verdini sono diventati argomento che gli stessi discussi e possibili candidati stanno usando per chiedere al partito «un trattamento non discriminatorio». Resta il fatto che Berlusconi stesso ne farebbe volentieri a meno consapevole dei problemi che potrebbero portare in dote sia in campagna elettorale, quanto al momento di un possibile ingresso del Pdl in un governo di larga coalizione. SCONTRO NEL PDL Il nodo sta scatenando una guerra interna anche in via dell’Umiltà dove Verdini difende Cosentino e le scelte del coordinatore campano Nitto Palma e Alfano tutela la linea del Cavaliere che un questi giorni va sostenendo che «con Papa, Cesaro e Cosentino in lista ci giochiamo la Campania e la vittoria». Senza contare che lo stesso presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, avrebbe concordato con il Cavaliere la possibilità di guidare la lista del Pdl al Senato - ripetendo ciò che fece Galan nel 2008 in Veneto - a patto di non avere in lista «impresentabili». La pressione su Cosentino è destinata ad aumentare dopo la decisione di altri deputati uscenti campani, Landolfi, Nespoli e Russo, di raccogliere firme per Grande Sud sancendo in questo modo una frattura con il Pdl a trazione Cosentino. I SEGGI SICURI Comunque sia per ora è tutto fermo e occorrerà attendere, per sapere come andrà, lunedì prossimo, ultimo giorno di presentazione delle liste, in modo che nessuno dei possibili scontenti abbia tempo per emigrare altrove. Resta quindi riservatissima la lotteria delle candidature i cui criteri il coordinatore fiorentino del Pdl tiene saldamente coperti, in attesa di Berlusconi, anche se la sensazione che circola tra gli uscenti è che buona parte dei giochi siano già fatti e che la quota dei super fidatissimi eletti, che entreranno in Parlamento in caso di sconfitta e di vittoria di Bersani, sia stata già decisa. Più aperta la corsa ai posti successivi in lista. Non a caso ieri lo stesso Verdini ha convocato per oggi una riunione con i coordinatori regionali del partito chiedendo loro di arrivare «con suggerimenti buoni dal decimo posto in giù». In buona sostanza il “democratico confronto” si svolgerà oggi per decidere coloro che serviranno a riempire la lista e che potrebbero aver chance di elezione solo se Berlusconi ripeterà il boom del 2008 vincendo le elezioni e facendo quindi scattare il premio di maggioranza. Sui seggi finora sicuri, e calcolati su un Pdl intorno al 20%, il Cavaliere non vuole sorprese. Anche perché, in caso di pareggio al Senato, intende presentarsi con un gruppo forte e coeso all’eventuale trattativa per un possibile governo di larga coalizione. CONFINDUSTRIA Non c’è dubbio che la serata da Santoro, fortemente voluta dalla Santanché che avrebbe inizialmente messo in contatto i due, ha incoraggiato - come era scontato in partenza - il Cavaliere. Infatti solo chi non lo conosce può pensare che Berlusconi accetti una sfida senza saper di poterla vincere e le sue doti sul palcoscenico sono note, anche se c’è chi dimentica ciò che lo stesso Berlusconi fece nel 2006 dal palco vicentino di Confindustria. In attesa di altri show, Berlusconi sta lavorando in questi giorni puntando decisamente alla vittoria elettorale. L’ammucchiata di liste e la miriade di apparentamenti che il Cavaliere sta realizzando perseguendo la strategia dello “zero-virgola”, è la conferma di come l’ex premier sia interessato più alla vittoria finale che al successo della lista con il simbolo del Pdl. Non a caso a coloro che hanno chiesto posto nel Pdl, come Baccini e Romano, Berlusconi abbia al tempo stesso chiesto di presentare proprie liste al Senato dove i rispettivi partiti sono più forti.

Fonte :Il Gazzettino

14 GENNAIO 2013

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