PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Lo dichiarano morto, ora vuole i danni
INSERITO DA ANGELA CECERE
Aveva il nome di un compaesano deceduto Ha perso la pensione per un caso di omonimia BARI - Il caso ha quasi dell’incredibile. Un uomo di Cerignola, cinque anni fa, è stato dichiarato morto al posto di un altro, dopo essere stato ricoverato nella clinica Villa Santa Maria di Bari. E ora chiede i danni ai responsabili di questo assurdo errore. Il fatto risale al 25 gennaio del 2008, quando il signor Domenico C. nato a Cerignola il 5 ottobre 1952 muore nella clinica barese. I medici provvedono a compilare la relativa scheda Istat e a spedirla al Comune di Bari, che poi comunica i dati a Cerignola. Solo che anziché risultare come data di nascita del deceduto quella del 5 ottobre 1952 compare, non si sa per quale ragione, quella del 10 febbraio 1952. Si tratta della data esatta di nascita di un altro signor Domenico C., anche lui nato a Cerignola, che si trovava ricoverato nella stessa clinica in quel periodo ma ancora vivo. Della sua morte Domenico C. si accorge solo qualche tempo dopo, quando allo sportello postale gli viene comunicato che non può ritirare la pensione in quanto deceduto. La storia si è ripetuta quando si è recato dal medico di base per farsi prescrivere i farmaci per la sua malattia: il medico non può prescriverli a carico del Servizio sanitario nazionale dal momento che l’uomo risulta morto e, quindi, deve pagarseli di tasca sua. Immaginarsi gli effetti che questa situazione ha avuto sul cerignolano, il quale per ben tre mesi non riesce ad avere la pensione e ha problemi di ogni genere. Oltre al fatto di vedersi stampare dall’anagrafe del suo Comune il certificato di morte. L’errore viene poi corretto e Domenico ritorna «vivo» e soprattutto in pieno diritto di ricevere la sua pensione e di godere degli altri diritti civili. Ma il «danno biologico» subìto dall’uomo sarebbe non indifferente secondo il medico che ha compilato una perizia per suo conto. Per questo l’avvocato, Giancarlo Falco, ha deciso di instaurare una causa. Presumibilmente si farà presso il tribunale civile di Foggia, ma nel frattempo ha dovuto dare comunicazione della cosa sia al Comune di Cerignola che a quello di Bari e anche alla clinica. «Il giudizio dovrà essere instaurato contro il Comune di Cerignola, che potrebbe rivalersi su Bari e sulla clinica», spiega il legale. In ogni caso, la situazione è già all’esame dei competenti uffici comunali baresi, i quali garantiscono che il certificato Istat sarebbe stato compilato in modo errato dalla clinica. Anche se quest’ultima - spiega l’avvocato - «asserisce nella lettera, che mi ha inviato, di aver inserito la data corretta». Ora sarà un tribunale a decidere chi è il responsabile. E, naturalmente, a quanto ammonta il danno.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
17 GENNAIO 2013
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IL SANTO DI OGGI Sant’Antonio, Abate (memoria)