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News Italia e dal Mondo :Marino, promette lavoro in cambio di denaro arrestata finta ufficiale dei carabinieri

16 Gennaio 2013, 07:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

La donna si era stabilita in un albergo della cittadina qualificandosi come maggiore dell'Arma. E' stata denunciata per truffa, sostituzione di persona, millantato credito e usurpazione di funzione pubblica, nonché munita di foglio di via obbligatorio E’ stata la denuncia di una donna truffata a far partire le indagini da parte degli uomini del Commissariato di Marino, diretto da Valter di Forti. La donna, dipendente di un noto Hotel di Marino, ha infatti denunciato agli agenti che una cliente dell’albergo, qualificatasi come Maggiore dell’Arma dei carabinieri, si era offerta di procurarle un impiego presso un Ministero, in cambio di una somma di denaro. LA TRUFFA - Il ‘Maggiore’ infatti asseriva di avere le conoscenze giuste, grazie alla sua qualifica, per poterle trovare un lavoro presso il Ministero dei beni Culturali, previa la consegna della somma di 1.200 Euro. La donna raggirata ha aggiunto, in sede di denuncia, di essere stata ingannata dal modo di fare molto sicuro di sé del presunto “Maggiore”, che per dare ancora più credito alle sue affermazioni aveva aggiunto di essere la figlia di un fantomatico magistrato dell’antimafia, mostrando anche dei documenti redatti su carta intestata del Ministero della Difesa. Così la donna oggetto della truffa, dietro richiesta del “Maggiore”, le aveva consegnato i documenti richiesti per l’assunzione, oltre alla somma di 1.200 Euro. LE INDAGINI - Le indagini subito effettuate dagli agenti del Commissariato di Marino presso la struttura ricettiva hanno così permesso di appurare che all’interno non alloggiava alcun graduato dell’Arma ma una donna che, circa un anno prima, si era stabilita nell’albergo riferendo genericamente di essere un appartenente a non meglio precisate Forze dell’ordine. La donna, una 30enne italiana di origini rumena, al momento delle indagini era però irreperibile. Una volta rintracciata, è stata perquisita sia la sua camera che l’autovettura in suo possesso, un’autovettura di grossa cilindrata intestata ad un pregiudicato siciliano. LE PERQUISIZIONI - Durante le perquisizioni sono state rinvenute numerose fotocopie di documenti di identificazione sottoscritte in calce dagli intestatari, documentazione e note varie redatte su carta intestata del Ministero della Difesa e del Ministero dei beni Culturali. L’intera documentazione è stata quindi sequestrata e sarà oggetto di ulteriori indagini finalizzate ad appurare se e quante altre persone siano state oggetto di truffa. Dalle indagini effettuate è emerso che la donna, sebbene alloggiasse in modo permanente presso il lussuoso hotel, non ha alcun lavoro. Al termine, pertanto, la 30enne è stata denunciata per truffa, sostituzione di persona, millantato credito e usurpazione di funzione pubblica nonché munita di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nei comuni di Marino e Roma per 3 anni.

Fonte :Paese Sera

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Influenza, "Ospedali a rischio collasso" Idi, Balduzzi: "Sostegno e rigore"

16 Gennaio 2013, 07:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Si prevede un gennaio difficile per la sanità del Lazio. Alle prese con diverse vertenze ancora aperte tra Regione e strutture pubbliche e private. E un picco d’influenza alle porte che, secondo l’associazione Codici, rende “sempre più concreto il rischio di collasso del sistema”. A tenere banco oggi la difficile situazione dell’Idi, con 1.800 lavoratori senza stipendio da mesi e nuovi tagli al budget annunciati dalla Regione. Sulla vicenda interviene il sindaco, che telefona al neo-commissario Palumbo chiedendogli “la revoca del provvedimento”. L’appello arriva proprio nel giorno in cui la città si riappropria, dopo quasi un anno, delle gallerie sotterranee del policlinico Umberto I. Dissequestrate ieri per decisione della Procura. ALLARME INFLUENZA – Una buona notizia che, da sola, non basta certo a illuminare un quadro altrimenti preoccupante. “Solo pochi giorni fa – ricorda il Codici – è scattato l’allarme per il blocco delle ambulanze del 118. Ora il picco dell’influenza è alle porte e il rischio di collasso del sistema si fa sempre più concreto”. Il dubbio è legittimo: “Come si affronta la situazione se già in condizioni normali i pazienti sono costretti ad aspettare per ore sulle barelle?”. Secondo dati resi pubblici nel 2011 dal sindacato Spes, in media ogni giorno nel Lazio ci sono infatti 350-400 pazienti che non possono essere ricoverati per mancanza di posti letto. Disagi che potrebbero moltiplicarsi già verso la fine di gennaio, quando, come ogni anno, si registrerà l’apice delle influenze. “In mancanza di una rete territoriale sanitaria – ricorda il segretario dell’associazione Ivano Giacomelli – i cittadini laziali non possono far altro che affollare i Pronto Soccorso in caso di bisogno”. Ecco perché, secondo il Codici, “in una situazione come quella odierna è impensabile parlare di tagli, che farebbero solamente aumentare i disservizi e le carenze delle strutture sanitarie”. ALEMANNO TELEFONA A PALUMBO – Un rischio denunciato già infinite volte nel corso degli ultimi mesi. E che può essere scongiurato solo trovando il delicato punto di equilibrio tra le esigenze di rientro dal deficit regionale e la difesa dell’occupazione e del diritto alla salute dei cittadini. Un tema molto sentito anche dalle strutture private accreditate, che questa mattina hanno incontrato il sindaco per discutere dei “gravi problemi che ricadono sulle strutture a seguito del recupero della spesa sanitaria e, in particolare, sul budget e sulla riconversione delle strutture stesse”. Alemanno – si legge in una nota del Campidoglio – “ha ascoltato le istanze delle associazioni e ha immediatamente telefonato al commissario straordinario alla Sanità del Lazio, Filippo Palumbo, invitandolo a incontrare il più presto possibile queste associazioni per aprire una trattativa”. Non è dato sapere se l’appello sia avvenuto nella stessa telefonata, ma l’ufficio stampa del Campidoglio comunica che questa mattina il primo cittadino ha sentito il neo-commissario anche su un’altra vicenda. Quella relativa all’Idi-San Carlo. “Avuta notizia dell’ipotesi di taglio del budget dell’Idi-San Carlo – si legge nella nota – il sindaco ha chiesto una revoca di questo provvedimento per evitare un ulteriore tracollo di questa istituzione, indispensabile per la sanità romana”. La missione diplomatica parrebbe essersi risolta positivamente, posto che “Palumbo si è impegnato a compiere in due giorni un’attenta revisione della documentazione per una modifica del provvedimento”. BALDUZZI - E sempre sulla vicenda Idi il primo cittadino ha interpellato anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il quale "ha comunicato al sindaco di aver già dato disposizioni al commissario straordinario Filippo Palumbo, come già al commissario Enrico Bondi, sugli indirizzi da seguire in merito alla situazione della sanità nel Lazio e che consistono nel coniugare il sostegno alle istituzioni di eccellenza con il necessario rigore organizzativo e amministrativo da parte di tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche sia private". UGL CHIEDE INCONTRO URGENTE A PALUMBO - E a rivolgersi al neo commissario è anche il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo: “Abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente al commissario ad acta Filippo Palumbo - dice - perché siamo molto preoccupati per la grave situazione in cui versa la Sanità regionale sia pubblica sia privata-accreditata”. E spiega che “visti gli ultimi tagli previsti dal dl 95/2012 sulla spending review e dei conseguenti decreti commissariali 348 e 349, che hanno portato ad una riduzione del 7 per cento del budget regionale, ed il forte impatto che gli stessi avranno sia in termini di posti di lavoro che di posti letto su tutto il sistema sanitario regionale, auspichiamo nell’apertura immediata di un tavolo di confronto che, con il coinvolgimento delle parti sociali, restituisca finalmente serenità ai pazienti e ai lavoratori del settore”. “E’ necessario infatti – conclude il sindacalista – che il commissario Palumbo ci dica in che modo intende porre rimedio a situazioni molto gravi, che si protraggono ormai da mesi: basti pensare ai presidi dei Gruppi Idi e San Raffaele, alle altre strutture accreditate e a tutti gli ospedali classificati dell’Area Cattolica”. CGIL: "COMMISSARIO CONVOCHI URGENTEMENTE SINDACATI" - “Sono mesi che la Cgil chiede alla Regione Lazio e al Prefetto, e si è mobilitata, per l’apertura di tavoli volti ad affrontare le singole vertenze (le più gravi quelle dell’Idi e del gruppo San Raffaele). La sollecitiamo nuovamente a intervenire sulle retribuzioni non pagate dei lavoratori, sui ritardi dei trasferimenti alle strutture e sulla drammatica situazione che vivono migliaia di lavoratori nel nostro territorio". Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Natale di Cola, segretario generale della Fp Cgil di Roma e del Lazio. "Come abbiamo più volte ripetuto - continuano - riteniamo che il commissario Palumbo debba convocare urgentemente i sindacati per affrontare l'emergenza dei lavoratori che, ricordiamo, garantiscono da mesi i servizi ai cittadini senza percepire lo stipendio. Spetterà invece alla nuova giunta regionale il compito di riprogrammare e riorganizzare il sistema sanitario dopo essersi confontata con i cittadini, gli operatori e i sindacati". "Se non avremo immediate risposte dalle istituzioni - concludono - sarà inevitabile una durissima mobilitazione".

Fonte :Paese Sera

15 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo :Regionali, conto alla rovescia per la presentazione delle liste A destra

16 Gennaio 2013, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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La partita di Rivoluzione civile che si interroga sul suo governatore potrebbe chiudersi oggi. In pole position il presidente dei Verdi, segutio dall’urbanista Paolo Berdini, dal sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e dal medico Antonella Litta. Mentre nel centrosinistra Nicola Zingaretti è un bel pezzo avanti nella sua campagna elettorale, e lancia una linea di gadget per autofinanziarsi. Nel centrodestra è incubo doppio candidato. Perché i Fratelli d'Italia minacciano di correre da soli, con Meloni presidente. Storace però è ottimista. Dilaniati su una sola lista i montiani, che sui nomi da schierare accanto all'avvocato Bongiorno non hanno certezze DI S. IANNO' TAR "Al voto per 50 consiglieri". Partiti pronti al ricorso al CdS PDL Berlusconi sceglie il candidato Storace ELEZIONI Storace offre "l'apparentamento tecnico" ai Radicali IL PROFILO Storace, dall'Msi al buco nella sanità CENTROSINISTRA Zingaretti e la lista civica / I CANDIDATI FINANZIAMENTI Zingaretti lancia i gadget per la sua campagna LE FOTO RIVOLUZIONE CIVILE Lista unica per Ingroia ZINGARETTI "Da oggi 500 volontari"/ Lettera al Papa sulla famiglia Rivoluzione civile si interroga sul suo candidato governatore: il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, l’urbanista Paolo Berdini, il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti o il medico Antonella Litta? Nicola Zingaretti, l’uomo del centrosinistra, lancia una linea di gadget per finanziare la sua campagna elettorale. Mentre Francesco Storace, segretario de La Destra, apre ai Radicali e tenta di tenere in piedi la sua coalizione. Perché a meno di 24 ore dall’annuncio della sua candidatura, c’è da risolvere l’incognita Fratelli d’Italia. Che minacciano di correre da soli e lanciano Giorgia Meloni. Tutto nella giornata di ieri, con il Tar che decide di votare per 50 consiglieri. E sullo sfondo restano le trattative per chiudere le liste, da presentare per la sfida del 24 e 25 febbraio. L'AVANZATA DEI FRATELLI D'ITALIA - Nel centrodestra la partita sembrava chiusa lunedì sera con l’annuncio (via twitter) di Silvio Berlusconi che lanciava Storace candidato unitario. E così, dopo l’investitura del Cavaliere, l’ex governatore inizia la sua corsa: un editoriale sul Giornale d’Italia e tre interviste; ma soprattutto l’apertura ai Radicali, per un “apparentamento tecnico” da sfruttare contro Zingaretti. Che aveva chiuso le porte proprio ai Radicali. Ma il problema di Storace oggi si chiama Meloni. L’ex ministro della Gioventù è stata prima gettata nella mischia da Guido Crosetto; poi, da Porta a porta, rilancia: “E’ un’opzione che stiamo valutando”. Insomma Fdi punta i piedi contro il Pdl; proprio come in Lombardia, dove l’altro reggente del partito, Ignazio La Russa, candida Viviana Beccalossi. IL CENTRODESTRA E L'INCUBO DEL DOPPIO CANDIDATO - Storace non sembra per nulla preoccupato da questi smottamenti e si dice convinto che lo strappo sarà ricucito. Fatto sta che torna l’incubo del doppio candidato, con il precedente siciliano nell’ottobre scorso, quando il centrodestra uscì sconfitto. Dalla sede dei Fratelli d’Italia, l’ipotesi dei due nomi potrebbe anche trasformarsi in un vantaggio: “Come accaduto nel 2011 con De Magistris a Napoli”. Ma la verità, aggiungono, “è che la percentuale di una discesa in campo della Meloni è pari a 40 punti”. Negli uffici di via dei Quattro Cantoni sanno che si gioca la partita della vita contro un avversario interno: La Destra di Storace. Che ha un maggiore peso specifico nella sfida regionale. Per questo la convinzione è che l’ennesimo braccio di ferro sia funzionale solo ai rapporti di forza, in vista di una futura leadership nel centrodestra da scippare al Pdl e a Berlusconi. “Ma, se perdiamo, siamo rovinati”, sussurrano nelle stanze di Fdi. STORACE E I RADICALI - Dopo lo strappo con Zingaretti, che non vuole ricandidati i consiglieri uscenti, i Radicali ricevono l’offerta di Storace, convinto che loro “in consiglio ci devono stare”. E i pannelliani ci stanno pensando seriamente, anche se ufficialmente il loro candidato resta il capogruppo Giuseppe Rossodivita. Dal Pdl il sì è unanime: dall’area ex Fi Gianni Sammarco, l’ex presidente dell’assemblea della pisana Mario Abbruzzese, dagli ex assessori regionali Cangemi e Fabiana Santini; dagli augelliani Marco Malcotti e Prestagiovanni e dalla Polverini. Le liste sono già chiuse: con Rossodivita ci sono anche Rocco Berardo, Antonella Casu, Rovasio Sergio, De Lucia Michele, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mina Welby, Anna Cassellino, Gaetano Valentino e Valeria Centorame. RICORSO CONTRO LA DECISIONE DEL TAR - Nell’arco della giornata però i Radicali si vedono anche respingere dal Tar il ricorso contro il decreto di voto firmato dalla governatrice dimissionaria Polverini, che taglia 20 consiglieri. La materia è delicata e la seconda sezione bis, presieduta da Eduardo Pugliese, opta per “non pregiudicare le esigenze di certezza inerenti al procedimento elettorale”, che deve basarsi “su regole chiare che non mutino in corso'”. I Verdi, cofirmatari tra gli altri dell’impugnazione, non ci stanno e promettono di presentare appello al Consiglio di Stato. I VERDI CON INGROIA VERSO IL CANDIDATO “GIUSTO” - Gli ambientalisti sono impegnati oltre che sul piano giuridico anche su quello politico. La partita per il candidato governatore del Quarto polo, con la Rivoluzione civile di Ingroia è apertissima. La chiusura dei giochi dovrebbe arrivare oggi con l’annuncio sul nome dell’aspirante presidente. Il profilo? “Conoscitore della macchina amministrativa e ambientalista”. Si pensa così ad Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. Ma non è il solo in pista. Perché, mentre ancora si discute sull’opportunità della lista unica, c’è sempre un’ala che punta alla società civile. Tra questi spunta l’urbanista Paolo Berdini. Non solo. Ci sono anche Bengasi Battisti, firmatario del manifesto Cambiare si può, e Antonella Litta, membro dell’associazione Medici per l’ambiente. CENTRISTI - Dilaniato su una sola lista anche il centro di ispirazione Montiana. Se il candidato c’è da giorni, l’ex presidente della commissione Giustizia alla Camera Giulia Bongiorno, sui nomi da schierare con lei non c’è nessuna certezza. Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione, punta su un’unica lista “che dia maggior forza alla coalizione”. “Le riunioni sono continue – aggiunge Ciocchetti – forse qualcosa in più si saprà domani (oggi, ndr)”. Il countdown per le elezioni è iniziato. Quello per la consegna delle liste scade il 25 gennaio.

Fonte :Paese Sera

16 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Traffico di esseri umani dalla Somalia 55 arresti: una base era a Napoli

16 Gennaio 2013, 07:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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NAPOLI - Maxi operazione di Polizia e Gdf - coordinata dalle procure distrettuali di Catania e Firenze e dalla Dna - contro due organizzazioni criminali somale accusate di traffico di esseri umani: 55 gli arresti in esecuzione. In manette un mediatore culturale dell'Ambasciata italiana di Nairobi e un collaboratore del World Food Program. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina di cittadini provenienti dall'area del Corno d'Africa e diretti, attraverso il territorio italiano, verso il Nord Europa, oltre che di contraffazione di documenti, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, riciclaggio ed altri reati. Secondo le indagini coordinate dalla Direzione nazionale antimafia, il cartello criminale, composto da cellule operative radicate in Italia, in Kenya e in Libia, conduceva i migranti verso Malta e la Grecia per poi convogliarli in Italia presso alcune basi logistiche individuate a Roma, Milano, Torino, Firenze, Prato, Bergamo, Cuneo e Napoli, considerate città strategiche per la loro vicinanza agli aeroporti che collegano, anche con voli low cost, le principali capitali europee. I migranti venivano quindi muniti di falsi documenti e avviati verso paesi del Nord Europa, in particolare Olanda, Francia, Danimarca, Regno Unito e, soprattutto, Norvegia, Svezia e Finlandia. In alcuni di questi Paesi sono state individuate altre cellule operative dell'organizzazione. Tra gli arrestati, anche Hussein Mohamed Abdurahman, soprannominato 'Banjè, mediatore culturale presso l'Ambasciata italiana di Nairobi (l'Italia non ha rappresentanze in Somalia), considerato il punto di riferimento per l'ottenimento, illecito, dei visti d'ingresso in territorio italiano e Mohamed Sheik Ali Bashir, collaboratore del Wfp. Altre 23 persone accusate di aver agevolato le attività illecite dell'organizzazione sono state denunciate a piede libero, mentre nelle prossime ore saranno eseguiti numerosi sequestri preventivi di attività economiche, conti correnti, agenzie di 'money transfer' ed altri beni riconducibili alla stessa organizzazione criminale, il cui giro d'affari è stato stimato dagli inquirenti in circa 25 milioni di euro l'anno. Le indagini, durate un anno e mezzo, sono state avviate dalla procura di Modica e, considerati i reati di tipo mafioso, sono state poi condotte - con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia - dalla procura distrettuale di Catania, che ha individuato le responsabilità di 48 cittadini somali, e da quella di Firenze, che ne ha incastrato altri sette. Le attività sul territorio, culminate con gli arresti in corso di esecuzione, sono state condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di stato, dalla Squadra Mobile di Ragusa, dal Gico della Guardia di Finanza e dal Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme gialle di Firenze, mentre i profili internazionali sono stati curati da Eurojust, che ha ottenuto la collaborazione delle diverse Autorità giudiziarie straniere.

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Roma Ruby, il Processo continua: niente stop Il tribunale boccia l'istanza di Berlusconi Ira Pdl sui giudici: condizionano il voto

16 Gennaio 2013, 07:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ROMA - I giudici del tribunale di Milano hanno bocciato, dopo quattro ore di Camera di Consiglio, l'istanza presentata dalla difesa di Silvio Berlusconi per sospendere fino al voto di febbraio il processo sul caso Ruby per motivi elettorali e anche la richiesta di legittimo impedimento dell'ex premier per oggi. Il dibattimento, quindi va avanti. Nel processo Ruby l'ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile. L'istanza era stata avanzata dalle difese per motivi elettorali, in quanto l'ex capo del governo è ora a capo della coalizione del Pdl. L'avvocato Ghedini ha formalizzato l'istanza sottolineando che ieri sono stati depositati tutti i simboli e che per i capi della coalizione da oggi è aperta la campagna elettorale e pertanto il legittimo impedimento per il leader del Pdl non è solo per oggi ma è generale e copre tutta la campagna elettorale. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e ha ricordato che, in un'analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto e Mills. La decisione dei giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano è arrivata dopo circa quattro ore di camera di consiglio. Riguardo al legittimo impedimento dell'ex premier per oggi il collegio ha ritenuto che la partecipazione di Berlusconi alla riunione convocata per stamattina a Roma relativa alla composizione delle liste elettorali che dovranno essere depositate entro il 31 gennaio «non implica un legittimo impedimento a partecipare all'udienza» odierna ed è «assimilabile» a una sua «scelta personale». Quanto alla sospensione del processo per ragioni di opportunità fino al termine della competizione elettorale richiesta dalla difesa, tale istanza non è stata accolta dal momento che il tribunale non può operare scelte di opportunità. Il collegio dunque ha deciso di proseguire con il dibattimento in quanto ha valutato che non esistono gli estremi per bloccare il procedimento fino a dopo il 24/25 febbraio. Ghedini: intervento pesante sulla campagna elettorale. «Con questa decisione il Tribunale è intervenuto pesantemente nella campagna elettorale - dice Niccolò Ghedini - Una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale». Alfano: pm e giudici vogliono condizionare il voto. «La Procura di Milano e i giudici di Milano - attacca il segretario politico del Pdl, Angelino Alfano - Accomunati dallo stesso strumentale e gravissimo intento, ritengono che l'attività del presidente Silvio Berlusconi, in qualità di capo della coalizione, sia meno importante di partecipare a un'udienza. In questo modo, appare chiara la volontà di entrare a gamba tesa nella campagna elettorale, condizionandone fortemente gli esiti, per arrivare persino a una sentenza definitiva prima della competizione. È inammissibile quanto si delinea all'orizzonte. Come è inammissibile che la giustizia sia utilizzata a fini politici». Di Pietro: ma quale uso politico, candidatura Berlusconi è anti-processi. «I processi è da una vita che si stanno facendo e non è che il giudice debba stare attento a quando si sciolgono le Camere o meno - dice il leader Idv, Antonio Di Pietro - L'uso politico non è da parte dei magistrati, visto che i processi devono fare il loro corso, ma di chi si candida per evitare i processi». Ghedini: rinunciamo a Ruby come teste. Per un accordo tra accusa e difesa, Ruby, che era stata citata come teste per la difesa dell'ex premier, non sarà sentita in aula come testimone e parte offesa. Il tribunale, come avevano chiesto stamani i legali dell'ex premier, ha acquisito i verbali delle dichiarazioni rese dalla ragazza agli inquirenti. Subito dopo questa decisione Ruby ha lasciato il tribunale. Difesa vuol sentire George Clooney e Cristiano Ronaldo. La difesa di Berlusconi ha chiesto di convocare come ulteriori testimoni l'attore George Clooney, l'attaccante del Real Madrid Cristiano Ronaldo e altri 4 testi, tra cui anche la mamma della giovane marocchina. Su queste richieste i giudici decideranno nella prossima udienza fissata per il 21 gennaio, mentre da programma la requisitoria dei pm dovrebbe essere fissata per il 28 gennaio, con la parola alle difese il 4 febbraio. Clooney e Ronaldo erano già stati citati nella lista dei testimoni della difesa dell'ex premier e i difensori si erano riservati di decidere se convocarli o meno dopo la testimonianza di Ruby. Oggi, dopo la rinuncia a sentire la giovane marocchina, i difensori hanno formulato la richiesta di ulteriori testi, tra cui proprio l'attaccante del Real Madrid e l'attore americano, ai quali aveva fatto riferimento Ruby nei verbali in fase di indagini. Ruby "blindata" in aula. Mini abito nero, stivali, giacca a vento imbottita e sciarpone al collo, Ruby è arrivata in tribunale accompagnata dal suo fidanzato Luca Risso e dai suoi legali, le avvocatesse Paola Boccardi e Daniela Damiano. Nonostante sia stata in Messico non aveva un velo di abbronzatura e sul volto un leggero trucco (video). Un aspetto ben diverso da quello che aveva quando si presentava alle serate in discoteca subito dopo la sua notorietà per il cosiddetto "Rubygate". I carabinieri hanno transennato il corridoio per impedire a giornalisti e fotografi di avvicinarsi. Ruby stupita: volevo testimoniare. «Sono qui per essere ascoltata» aveva detto Ruby ad alcuni cronisti mentre i giudici erano in Camera di consiglio. Dopo la rinuncia alla testimonianza, Ruby ha lasciato il tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Il suo legale, l'avvocato Paola Boccardi, ha detto: «Non è arrabbiata, ma stupita perché voleva essere ascoltata». Ghedini: per Berlusconi impossibile essere qui. «Per Silvio Berlusconi, in quanto capo della coalizione, è impossibile non solo essere qui, ma seguire il processo in questo periodo di campagna elettorale» ha affermato l'avvocato Niccolò Ghedini, sostenendo che la sospensione per legittimo impedimento ha un motivo sia tecnico che di «opportunità» perché il «processo ha anche una eco mediatica» e si vuole evitare che si possa incidere sulla politica «con strumentalizzazione degli atti processuali» (video). Per sostenere la sua richiesta Ghedini ha ricordato che il tribunale di Milano già in altre occasioni aveva sospeso processi all'ex premier per legittimo impedimento. Pm Boccassini: no alla sospensione. Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, si è opposta alla richiesta della difesa di Berlusconi di riconoscergli il legittimo impedimento e la sospensione del processo sul caso Ruby. «Ritengo che non siamo affatto nelle occasioni minimali del legittimo impedimento» ha detto il pm, aggiungendo di volere che «il processo vada avanti». Per quanto riguarda la questione di opportunità politica, il magistrato ha detto che sono «questioni che non dovrebbero entrare nelle aule di tribunale. Io chiedo che questo processo vada avanti, perché un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale. Questa richiesta non è una questione di diritto che si deve affrontare in un tribunale». «Berlusconi non è candidato premier». «Silvio Berlusconi non è il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier» ha detto il pm Boccassini chiedendo ai giudici il rigetto delle istanze della difesa sul legittimo impedimento. «La riunione di oggi tra l'altro - ha aggiunto Boccassini - si svolge nella sede privata di Berlusconi, a palazzo Grazioli».

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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News Italia e dal Mondo Diciassettenne scompare di casa, ritrovata a Napoli: era in casa con un amico 50enne

16 Gennaio 2013, 07:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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PORDENONE - Ritrovata a Napoli la 17enne scomparsa da ieri dal paese nel quale abita insieme alla famiglia, in provincia di Pordenone. La madre, in allarme, ha presentato denuncia ai carabinieri che hanno setacciato il territorio per trovarla,senza esito. A "tradire" la giovane un sms inviato a un parente per informarlo che stava bene. Ritrovata a Sant'Anastasia. La ragazza era ospite di un uomo di 50 anni, del posto, la cui posizione è ora al vaglio dei carabinieri di Castello di Cisterna che hanno lavorato in collaborazione con i colleghi di Pordenone. Decisiva ai fini del ritrovamento l'individuazione della cellula del telefonino, agganciata quando la giovane ha inviato un sms a un congiunto per tranquillizzare i familiari sul suo stato di salute. La zona era quella di Pomigliano d'Arco, a poca distanza dall'abitazione dell'uomo con cui la minorenne in passato aveva già intessuto rapporti di amicizia. I parenti della ragazza sono in viaggio verso la Campania per riportarla a casa.

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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CULTURA E SPETTACOLI Vendite volanti e testi a nolo I librai rispondono alla crisi

15 Gennaio 2013, 18:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

A Torino c’è chi affitta i libri, a Roma chi li vende nella propria auto
E gli enti pubblici cercano nuove strade per sostenere la lettura

giuseppe culicchia

A Torino in via Onorato Vigliani, quartiere Mirafiori, la libreria Takuma ha deciso di fronteggiare la crisi noleggiando i libri. Un giorno, un euro; una settimana, quattro; due settimane, sette. A Milano invece la storica libreria Hoepli, sei piani nell’omonima via dietro il Duomo e quasi un secolo e mezzo di storia, ha appena messo in cassa integrazione a rotazione per tre mesi i circa sessanta dipendenti. E a Roma? La libreria Bibli a Trastevere, che nel 1995 fu tra le prime in Italia a dotarsi di una caffetteria e che a metà 2011 ha dovuto arrendersi causa sfratto, da quasi un anno ha ottenuto un nuovo spazio dal Comune. Tuttavia non ha ancora riaperto: ristrutturarlo costa quasi un milione.

 

Stefania Monea della Takuma presidia un avamposto: «Mirafiori si sa è un quartiere di frontiera, da sempre accanto alle novità trattiamo scolastica e usato. Tenere aperto non è mai stato facile, ma la crisi sta picchiando duro. A Natale ho visto clienti affezionati rinunciare all’acquisto per via del prezzo di copertina. Così, quasi per gioco, ci è venuto in mente di noleggiare i libri». E cosa è successo? «Beh, sono venuti a trovarci in tanti. Il primo libro affittato è stato quello di Gramellini. Poi i romanzi della Oggero e di Wilbur Smith. Giusto ieri un ragazzo ci ha chiesto Se questo è un uomo: deve leggerlo per la scuola, conta di restituirlo in due giorni». E i diritti d’autore? Stefania mi rassicura: «Se il libro piace, poi lo comprano. Con Gramellini e la Oggero è successo». Smith se ne farà una ragione, gli eredi di Levi possono ancora sperare.

 

A Milano Stefano Boeri, assessore alla Cultura, è fresco reduce dal brindisi di commiato della libreria Utopia di via Moscova, fondata nel ’77 dagli anarchici del circolo Ponte della Ghisolfa e frequentata tra gli altri da Consolo e De André: negli ultimi tre anni gli incassi erano scesi del 30%, la prospettiva è riaprire a febbraio a Città Studi. Intanto però hanno chiuso la Rovello, libreria antiquaria aperta nel 1893, e la Libreria di Brera. «Non è un fenomeno nuovo. Chi conosce Milano ricorda l’Einaudi in Galleria Manzoni e la Cortina, sparite diversi anni fa. Oggi fa riflettere il fatto che le librerie indipendenti chiudano nella città dove si producono e si vendono più libri in Italia, malgrado abbiano saputo specializzarsi e curare il rapporto con i clienti». Le ragioni? «A parte la crisi, gli affitti eccessivi. Quelli residenziali sono calati, i commerciali no. Milano al piano terra si sta svuotando». Che può fare l’amministrazione? «Cercare di calmierare il mercato con bandi pubblici, affittando spazi comunali con il 40% di sconto. Stiamo mappando la città, centro compreso, per individuare i luoghi più adatti. Ma vanno affrontati anche altri temi: gli incentivi alla lettura, la polifunzionalità delle librerie. Negli Usa si è pensato a spazi per bambini e circoli di lettura. Bisogna offrire altri servizi, oltre alla vendita». Farlo intendere ai teorici della redditività a metro quadro non sarà facile. Un tempo a Torino i librai si lamentavano del Salone del Libro, oggi i loro colleghi milanesi fanno lo stesso con Bookcity. «È stato un evento popolare, ed è questa la strada per recuperare lettori. Proprio a Bookcity con Umberto Eco abbiamo proposto agli editori di adottare le biblioteche civiche: per le librerie di quartiere dovrebbero diventare punti di riferimento nei quali organizzare incontri e coinvolgere i ragazzi delle scuole. Per superare la crisi, editori, librerie e biblioteche devono allearsi».

 

A Roma Gabriella Magginelli, fondatrice di Bibli con Agnese Andreoli, racconta: «Quando abbiamo dovuto chiudere la sede di via dei Fienaroli, ormai un anno e mezzo fa, abbiamo chiesto al Comune di aiutarci a trovare un altro spazio. E alla fine ce l’hanno assegnato: 400 metri quadri in via San Francesco di Sales, con un giardino stupendo, per un affitto di soli 39 mila euro l’anno». Peccato per il tetto in Eternit. «Il restauro e il rifacimento del tetto costano circa un milione. E certo non è possibile far fronte a una spesa simile vendendo libri o aprendo un caffè. È un peccato: la Bibli era una casa aperta a tutti».

 

Sempre a Roma, Monica Maggi è diventata una libraia volante. «Per due anni e mezzo ho avuto una libreria nel centro commerciale di Morlupo, Roma Nord», mi spiega fuori dal Radio Wuonz Club di via Nemorense, dove ha organizzato un reading dedicato a Pasolini. «Per me era un sogno. Ma poi ho dovuto fare i conti col prezzo imposto e la necessità di un magazzino. Organizzavo incontri, laboratori. Non è bastato. Per non venire travolta dai debiti ho dovuto chiudere». Addio libreria. Anzi no: «Mai rassegnarsi. Mi sono detta che se non riuscivo a pagare affitto e bollette, potevo caricare i libri sull’auto: oggi che la gente non va in libreria, è la libreria che deve andare dalla gente». Messa in piedi un’associazione culturale, Monica ha iniziato a girare per Roma inventandosi iniziative in posti insoliti, dalla gelateria al Tuscolano al fioraio dei Parioli. «Organizzo concerti con letture di poesie, salotti letterari, proiezioni, degustazioni. La mia formula anticrisi? Abbattere i costi. Non devo più pagare né affitto né luce, ho un’auto a gas e un telefono che mi permette di fare l’ufficio stampa di me stessa e dei locali a cui mi appoggio. E un blog, Libra 2.0». Inventiva e fiducia, insomma.

Gli stessi ingredienti che a Napoli, dove pochi mesi fa ha chiuso la storica libreria Guida Merliani (ventimila euro al mese d’affitto non trattabili, inutile mobilitazione del quartiere del Vomero, lunghe code di clienti al momento della vendita fallimentare dei libri), usa Raimondo Di Maio, della Dante e Descartes. «Noi abbiamo aperto nel 1984 con l’idea di proporre cultura anziché bestseller e di cercare lettori anziché consumatori, specializzandoci in letteratura del ‘900 e cultura meridionale, libri esauriti e rari. Napoli è città con biblioteche private straordinarie, solo ieri in una casa ho trovato tutte le annate della Critica di Croce». Per il signor Di Maio, però, non c’è solo la crisi: «È un problema di sistema. Messaggerie ha chiuso i magazzini di Napoli e Roma e per ricevere certi titoli da Milano dobbiamo aspettare quindici giorni. Gli editori del Nord usano Napoli al posto del macero, da noi si fa remainder selvaggio. E poi l’occupazione militare degli spazi in libreria, con titoli di personaggi televisivi che nulla hanno a che fare con la letteratura. Noi da ragazzi per i libri rinunciavamo alle scarpe nuove, oggi gli universitari corrono a vendersi Heidegger non appena superato l’esame di Filosofia».

 

Ma non ci sono solo le librerie che chiudono. Di nuovo a Torino in via Di Nanni, Marcello Fassetta ha inaugurato la Borgo San Paolo il 1° dicembre scorso. «È presto per fare un bilancio, però il quartiere ci ha accolti bene». Ma perché aprire in questo momento? «Per rabbia nei confronti dell’appiattimento in cui viviamo. Ogni libreria è una voce in più, non si può solo e sempre parlare di soldi, tasse e crisi». Del resto, se uno non fosse un po’ idealista non farebbe il libraio.

di Kulikova Ksenia

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CULTURA E SPETTACOLI È tutto pronto per il Facebook Phone

15 Gennaio 2013, 18:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Smartphone, app, sistema operativo. Tra qualche ora Mark Zuckerberg svelerà al mondo il suo nuovo progetto

antonino caffo

Oggi è un gran giorno per Facebook. Alle ore 19 italiane presso gli uffici di Menlo Park in California, Zuckerberg presenterà al mondo un nuovo prodotto legato al marchio Facebook. Nelle ultime ore la rete sta impazzendo nel tentativo di capire cosa potrebbe essere. Tra le tante previsioni quella che pare più probabile è un Facebook Phone, di cui si parla già da diverso tempo. Dopo il tonfo degli HTC ChaCha e Salsa che avevano il “benestare” del CEO di Facebook, questa volta toccherebbe ad uno smartphone fatto in casa con sistema operativo Android, o addirittura un Facebook OS. Di certo la presentazione di un telefonino “powered by Facebook” sarebbe la soluzione più ovvia date le informazioni che si hanno ad oggi. Durante i primi giorni del 2013 Zuckerberg aveva annunciato l’avvio di un test in Canada di un’applicazione di Facebook che permette agli utenti iOS di telefonare gratis agli altri amici via internet. L’ingresso nel mondo VoIP sarebbe quindi solo il primo passo verso una totale virata verso il mondo mobile che è cresciuto anche grazie all’avvento delle app e in particolar modo di quelle social che permettono agli utenti di essere connessi anche fuori casa.

 

Il Facebook Phone

Si è parlato nel settore di un Facebook Phone per lungo tempo, tant’è che ad un certo punto è dovuto intervenire lo stesso Zuckerberg per smentire ufficialmente le voci. Proprio il mistero sulla presentazione di stasera ha provocato una salita nel prezzo delle azioni del social network che già negli ultimi quattro mesi erano salite di circa il 7%. L’ipotesi che la presentazione di oggi riguardi l’arrivo di un device può essere intesa dall’invito spedito da Facebook ai giornalisti: “Venite a vedere cosa stiamo costruendo”. Mark Zuckerberg ha troppa esperienza per invitare i giornalisti solo per annunciare un cambio nella piattaforma o magari l’arrivo di un nuovo accordo di sponsor. Per tutto questo ci sarà occasione tra due settimane quando Facebook fornirà il report di guadagni del quarto trimestre del 2012 davanti ad un pubblico ben più interessato al tema. Certo Facebook è un brand che fa gola a molti. Il settore mobile potrebbe abbracciare un Facebook Phone capace di restituire al social network di Zuckerberg quell’appeal che sembrava perso con il tempo. Uno smartphone dal marchio blu accontenterebbe tutti quei fan ancora delusi dalle pratiche deludenti in termini di privacy, oltre agli “indecisi” che ancora non sono iscritti alla piattaforma che coglierebbero al balzo l’occasione di portarsi a casa un cellulare all’avanguardia, sempre connesso e di moda.

 

Le altre ipotesi

L’arrivo di un Facebook Phone non è la sola ipotesi a tenere banco. Secondo gli esperti ci sarebbe la possibilità che Facebook possa presentare un proprio sistema operativo mobile chiamato Facebook OS. In realtà il team di Facebook ha già avuto a che fare con Android quando nel 2011 venne scoperto il Project Buffy, un modello di smartphone con sistema operativo Android personalizzato. Una mossa del genere porrebbe in diretta concorrenza Facebook con Apple (Zuckerberg nuovo Steve Jobs?) visto che l’azienda di Menlo Park potrebbe ripercorrere le stesse tappe della casa di Cupertino, proponendo soluzioni software e hardware sviluppate internamente. Come contorno alla presentazione centrale di stasera, il CEO di Facebook potrebbe presentare le varie soluzioni che ad oggi permettono di avere Facebook un po’ ovunque. Tra queste la possibilità di avere il social network in automobile grazie al Sync System di Ford; un motore di ricerca sociale per rivaleggiare con Google (come afferma il portale Gizbot) e l’annuncio ufficiale del restyling della timeline con l’utilizzo di una sola colonna per mostrare le notizie sulle bacheche personali, invece delle due attuali.

di Kulikova Ksenia

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CULTURA E SPETTACOLI"Арго" выходит из тени

15 Gennaio 2013, 18:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Триллер Бена Аффлека стал победителем "Золотого глобуса"

В калифорнийском Беверли Хиллс состоялась 70-я церемония вручения премий "Золотой глобус", присуждаемых Ассоциацией международной прессы в Голливуде. У этой церемонии устойчивая репутация наиболее верного барометра, предсказывающего погоду на "Оскаре" - предпочтения журналистов и членов Американской киноакадемии довольно часто совпадают.

И вот как раз эта довольно устойчивая до сих пор традиция оказалась нарушенной, когда премию за лучшую режиссуру получил Бен Аффлек, поставивший политический триллер "Операция "Арго": на "Оскаре" он не удостоен чести попасть даже в номинацию. Актер, ставший режиссером, опередил в этой номинации Кэтрин Бигелоу, Квентина Тарантино, Стивена Спилберга и Энга Ли. Но уже совершенно сенсационной стала победа его "Операции "Арго" и в главной номинации - ее назвали лучшим фильмом года! Напомню, что в пятерку номинантов в категории "Лучший фильм" были включены также "Джанго освобожденный", "Жизнь Пи", "Цель номер один" и "Линкольн".

В номинации "Лучший исполнитель главной роли в драме" призы вручены Джессике Частэйн ("Цель номер один") и Дэниелу Дэю Льюису, сыгравшему 16-го президента США в историческом байопике Стивена Спилберга"Линкольн".

Продолжил свое триумфальное шествие в Голливуде австрийский актер Кристоф Вальц, получивший приз за роль второго плана - доктора Кинга Шульца в "Джанго освобожденном" Квентина Тарантино, сам же Тарантино был удостоен премии только как автор сценария к этому "спагетти-вестерну". Среди исполнительниц ролей второго плана верх взяла Энн Хэтэуэй (Фантина в мюзикле "Отверженные").

Лучшим композитором признан Майкл Данна, автор саундтрека к фильму "Жизнь Пи", лучшей песней для кинофильма - Skyfall в новейшей серии "бондиады" "Координаты "Скайфолл".

В отличие от "Оскара", "Золотой глобус" резонно выделяет в отдельные номинации фильмы в жанрах комедии и мюзикла. Здесь в числе лучших фигурировали комедии "Отель "Мэриголд", "Мой парень - псих", "Королевство полной луны", "Отверженные" и английская романтическая комедия "Рыба моей мечты" (Salmon Fishing in the Yemen). Журналисты Ассоциации отдали предпочтение "Отверженным" - британскому мюзиклу Тома Хупера. Это можно было предвидеть: мюзикл, пусть в данном случае и европейский, в США всегда был любимым жанром, но все-таки жаль, что он затмил не менее, на мой взгляд, сильные картины в жанре комедии - "Мой парень - псих" и, особенно, "Королевство полной луны".

Реванш в какой-то мере взяла Дженнифер Лоуренс, исполнительница главной роли в комедии "Мой парень - псих" - она опередила таких сильных соперниц, как Джуди Денч ("Отель "Мэриголд"), Мэгги Смит ("Квартет") и Эмили Блант ("Рыба моей мечты"), а самое сенсационное - положила на обе лопатки саму Мерил Стрип в "Весенних надеждах". Это вызвало у актрисы взрыв ликования: "Я побила Мерил!" - торжествующе вскричала она, получая свой "Глобус". Что же касается Мэгги Смит, то и она, в свою очередь, взяла реванш за это поражение, получив премию как лучшая исполнительница роли второго плана в популярном телесериале "Аббатство Даунтон". Из актеров победил Хью Джекмэн, сыгравший Жана Вальжана в "Отверженных".

В номинации "Лучший анимационный фильм" были представлены "Франкенвини", "Ральф", "Отель "Трансильвания", "Хранители снов", а также "Храбрая сердцем", которая и вышла победительницей.

В номинации "Лучший фильм на иностранном языке" предсказуемо победила австрийская "Любовь", которая взяла верх над французской комедией "1 + 1", французской драмой "Ржавчина и кость", датской костюмной драмой "Королевский роман" и норвежским приключенческим байопиком "Кон-Тики".

Среди телефильмов триумфатором стала история президентской кампании 2008 года в США в картине Джея Роуча "Игра изменилась", созданная каналом HBO по документальной прозе журналистов Джона Хейлиманна и Марка Хэпперина, а Джулианна Мур, сыгравшая роль губернатора Аляски Сары Пэйлин, взяла приз за лучшую женскую роль в мини-сериале. Ранее фильм уже был удостоен премии "Эмми". Лучшей телевизионной сериальной драмой признан психологический триллер "Чужой среди своих" (оригинальное название Homeland - "Родина") - ремейк израильского сериала "Военнопленные", снятый для канала Showtime. Лучшим актером в мини-сериале объявлен Кевин Костнер ("Хэтфилды и Маккои" канала History). В этом же сериале - и лучшие актерские работы Клэр Дэйнс и Дэмиена Льюиса. Лучшим актером телевизионной комедии объявлен Дон Чидл в "Обители лжи", лучшей актрисой - Лена Данэм, сыгравшая главную роль в ею же поставленном сериале "Девчонки" канала HBO. Этот сериал получил и премию в номинации "Лучшая телевизионная комедия".

Почетный приз имени режиссера и продюсера Сесиля Блаунта Де Милля вручен актрисе Джоди Фостер.

Ассоциация международной прессы в Голливуде создана в 1940 году. Сегодня она объединяет журналистов, представляющих 55 стран. Организация не раз подвергалась в печати критике за то, что ее вердикты слишком явно зависят от числа званых обедов и роскошных туров, которые устраивают кинокомпании для членов ассоциации. О том, в какой мере ее члены представляют те или иные страны, можно судить по списку людей, голосующих там от имени России: это по-прежнему никому у нас не известные Нелли Холмс, Али Сар, а также калифорнийский журналист Сергей Рахлин и культурист Александр Невский. Несмотря на все это, призы Ассоциации считаются в мире кино весьма престижными, а шоу их вручения занимает третье место в рейтингах.

Однако сам факт, что "Золотой глобус" вообще прошел мимо одного из лучших, если не лучшего фильма всей "оскаровской кампании" - поразительного дебюта Бена Зайтлина "Звери дикого юга", еще раз подтверждает зависимость членов Ассоциации от разворотливости пиар-служб: скромный независимый фильм просто не имел достаточных средств на раскрутку и, возможно, именно поэтому не попал ни в одну из номинаций.

di Kulikova Ksenia

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CULTURA E SPETTACOLI Jodie Foster, il coming out commuove i Golden Globe

15 Gennaio 2013, 17:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Durante il discorso di ringraziamento per il premio Cecil B. DeMille alla carriera l'attrice ringrazia la sua ex compagna, la produttrice Cydney Bernard e i due figli avuti con lei, presenti in sala. Le sue parole, dopo una vita all'insegna del riserbo sulla privacy, provocano un'ondata di commozione

 

AI SETTANTESIMI Golden Globe non ha vinto Modern Family, ma sicuramente chi la Modern Family l’ha sperimentata e vissuta in prima persona: Jodie Foster. E il suo discorso tocca l'argomento che divide l'Europa: ieri la grande manifestazione in Francia, la settimana scorsa la sentenza della Cassazione e le proteste dei vescovi sull'affidamento dei figli a coppie gay. A soli 50 anni l'attrice ha ricevuto il premio Cecil B. DeMille alla carriera, toccato prima di lei a Steven Spielberg e Robert De Niro, Martin Scorsese e Sophia Loren, dopo 47 anni di lavoro, grande cinema e impegno nel sociale, per i suoi "fondamentali contributi al mondo dello spettacolo".

Jodie Foster, che della discrezione e della riservatezza ha fatto uno stile di vita, questa volta ha oscurato la cerimonia di assegnazione dei premi con il suo discorso 'privato'. L'attrice, regista e produttrice ha pronunciato un discorso di ringraziamento molto personale e pieno di sottintesi, che ha lasciato interdetti e commossi tutti i colleghi presenti nel parterre del Beverly Hilton Hotel. Per la prima volta ha parlato esplicitamente, e delicatamente, della sua

vita privata, dei figli, della madre, e della ex La divertente introduzione è toccata all’amico Robert Downey Jr. che ne ha ricordato l’intelligenza, la formazione universitaria, la passione anche nel salvare "reietti ed ex reietti" dello spettacolo come lui. Un adorante Mel Gibson è seduto al tavolo dei familiari e dell'entourage dell’attrice proprio sotto il palco. La Foster ha preso la parola con un tono tra lo scanzonato e l’introspettivo, facendo il punto sulla sua vita e la sua carriera: "Credo di avere un bisogno improvviso di dire qualcosa che non ho mai detto in pubblico. Sono un po' preoccupata ma non così nervosa come il mio agente. Come tutti sanno sono... single," - ha detto l’attrice sorridendo, mentre la regia indugiava sui figli Charles e Christopher - Ho già fatto il mio coming out mille anni fa, nell’età della pietra, prima a parenti e amici e poi via via a chi incontravo nella mia cerchia".

La Foster ha proseguito ironizzando sul fatto che ci si aspetta che le celebrità rivelino di essere gay "con una conferenza stampa, un profumo o un reality in prima serata. E voi ragazzi potreste essere sorpresi, ma io non sono Honey Boo Boo Child (una bambina protagonista di un reality statunitense in cui si raccontano i suoi sforzi per diventare una reginetta di bellezza, ndr). No, mi dispiace. Questa non sono io, non lo sono mai stata e mai lo sarò. Ma per favore non piangete, perché il mio reality show sarebbe davvero noioso". Ha quindi aggiunto con aria di sfida: "Se foste stati una figura pubblica sin da bambini (ha debuttato a 3 anni nella pubblicità del Coppertone) anche voi valutereste la privacy sopra ogni altra cosa".

"Non potrei mai stare qui, senza riconoscere uno dei più profondi amori della mia vita: la Foster ha quindi ringraziato Cydney Bernard, produttrice cinematografica che ha identificato come "la mia eroica co-genitrice, la mia ex-partner in amore e sorella dell'anima per la vita". La Bernard è stata la sua compagna per 20 anni, da quando si incontrarono sul set di Sommersby nel 1993, una relazione che non ha mai nascosto e nel corso della quale sono stati concepiti i due figli della coppia (Charles nel 1998 e Christopher nel 2001).

L'attrice ha poi ha poi avuto un momento di intensa commozione quando ha parlato della madre ottantaquattrenne Evelyn Almond, che soffre di demenza senile. "Mamma, lo so che sei dentro quegli occhi azzurri da qualche parte", ha detto con le lacrime agli occhi. "Ti amo, ti amo, ti amo, e spero che se dico questo tre volte, le parole sapranno magicamente raggiungere la tua anima, e potranno riempirla di grazia, con la gioia di sapere che hai fatto bene in questa vita, sei una mamma grande!

Infine il pensiero e le parole ai due figli: "Charlie e Kit sono la mia ragione di vita e di evoluzione... Ragazzi, nel caso non lo sapeste, questo discorso, tutto questo è per voi. Sono così orgogliosa della nostra Modern Family!" - ha esclamato.

La Foster ha quindi concluso il discorso con un riferimento indiretto a un cambiamento di priorità nella sua carriera. Ma dietro le quinte con i giornalisti ha smentito ogni ipotesi di ritiro: "Sento questo momento come la fine di un'era e l'inizio di qualcos'altro, un momento spaventoso ed eccitante". "Il mio discorso parla per sé - ha poi aggiunto, spiegando perché abbia deciso questo luogo e questo momento per discutere pubblicamente della sua vita privata - è un grande momento, volevo dire quello che ho più a cuore".

A testimonianza di quanto il discorso di Jodie abbia inciso sulla serata la battuta finale delle due conduttrici Tina Fey e Amy Poulher che si sono congedate dal pubblico dicendo: "Noi andiamo a casa con Jodie".
di Kulikova Ksenia

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