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sport news e sport locale

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE La Juventus conquista la finale Champions. Allegri sicuro: "In 90' il Barcellona si può fermare". Boom di ascolti in tv - FOTO E VIDEO

15 Maggio 2015, 11:09am

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE La Juventus conquista la finale Champions. Allegri sicuro: "In 90' il Barcellona si può fermare". Boom di ascolti in tv - FOTO E VIDEO

 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'accesso alla finale di Champions League con la sfida al Barcellonail 6 giugno a Berlino per Massimiliano Allegri 'è una storia bianconera da raccontare ai nostri figli quando saremo vecchi'. E John Elkann, che era a Madrid con moglie e figli sottolinea: 'E' stata una partita bellissima, una delle più belle della mia vita'. Ieri sera intanto la Juve ha 'vinto' anche in tv: con 11,6 milioni di spettatori ed uno share del 41.09% è stato l'evento sportivo top della stagione.  La cronaca della partita

Una qualificazione fortemente voluta e raggiunta grazie al pareggio di ieri per 1-1 con il Real al Bernabeu. Ecco le immagini dell'esultanza dei giocatori bianconeri negli spogliatoi subito dopo la partita. Dai video di Storari e Bonucci (YouTube).

 

Dal Mundo Deportivo ad As fino a Marca, la Spagna delle stelle del calcio riconosce il merito della Juve e parla di disastro del Real Madrid al Bernabeu (Stampa Madrid evoca il "Moratazo")  -

Allegri guarda già alla finale fìdi Berlino . "In una partita secca può succedere di tutto, fra un mese vedremo chi è nello stato migliore di forma. In una partita secca il Barcellona si può fermare - spiega - sulla doppia sfida è molto più difficile. A questo punto della stagione c'è da mantenere la condizione cercando di arrivare al 6 giugno al top. Ora ci sarà da lavorare per concludere un'annata in modo straordinario". IL PRECEDENTE CONTRO IL BARCELLONA NEL 2003 (DAGLI ARCHIVI ANSA) .  I bianconeri incontreranno il Barcellona il 6 giugnoa Berlino per la finalissima. Così è stato anticipato l'ultimo atto della Coppa Italia tra la squadra bianconera e la Lazio che si giocherà il 20 maggio allo Stadio Olimpico di Roma e non più domenica 7 giugno

L'eroe di Madrid e Alvaro Morata. "Questa sera per me era una situazione difficile. Non ho esultato e ho solo fatto il mio lavoro: sono un giocatore della Juventus". L'ex giocatore del Real Madrid autore del pareggio che ha permesso ai bianconeri di conquistare la finale di Champions League dopo dodici anni, commenta i fischi del Bernabeu al momento della sostituzione. "Ho solo fatto il mio lavoro", ribadisce ai microfoni di Mediaset l'attaccante spagnolo, che dedica il gol "alla mia fidanzata e alla mia famiglia". LE PAGELLE DELL'ANSA

L'impresa di approdare alla finale di Champions League raggiunta dalla Juve "è sicuramente piu' importante che bella, più difficile che bella": così l'ex allenatore bianconero Marcello Lippi, sull'impresa della sua ex squadra con cui vinse la Coppa dei campioni nel 1996. "Molte persone hanno trascurato un aspetto importante e cioè che nessuna delle altre tre grandi squadre arrivate in semifinale (Barca, Bayer e Real) possiede la compattezza, l'unità di intenti di mettersi al servizio di squadra, la tenacia che ha la Juve e che le altre non hanno. Magari i bianconeri hanno qualche qualità tecnica minore, ma piccola, ma poi quando queste squadre incontrano la Juve vanno in difficoltà". "Da Berlino alla Serie B, dalla serie B a Berlino". Alessandro Del Pieroriassume così, su Twitter, la gioia per la finale di Champions League che la Juventus ha conquistato pareggiando 1-1 al Barnabeu. "Fantastici ragazzi", aggiunge l'ex bianconero ricordando la finale Mondiale, la retrocessione in serie B per Calciopoli, e la resurrezione bianconera.

Juve in finale Champions, caroselli tifosi a Torino - La Juventus conquista la finale di Champions League, dopo 12 anni, ed esplode la gioia dei tifosi bianconeri. Dopo 5 anni l'Italia torna a disputare la finale di Champions League: l'ultima nostra rappresentante era stata l'Inter di Mourinho, che nel 2010 vinse il titolo superando in finale 2-0 il Bayern Monaco. L'impresa è riuscita alla Juventus di Massimiliano Allegri. In specifico, quella di Berlino del 6 giugno prossimo, sarà l'ottava finale del trofeo per la Juventus, che ha vinto la coppa dalle "grandi orecchie" nel 1985 sul Liverpool (nella tragica notte di Heysel) e nel 1996 sull'Ajax (a Roma, ai rigori), ma che l'ha anche persa ben 5 volte (1973 dall'Ajax, 1983 dall'Amburgo, 1997 dal Borussia Dortmund, 1998 dal Real Madrid e nel 2003 nell'unica finale tutta italiana, dal Milan, ai calci di rigore). Erano pertanto 12 anni che i bianconeri non centravano un simile traguardo, la prima dopo "Calciopoli". Dando un'occhiata alla classifica per nazioni, l'Italia è paese leader, avendo portato 26 volte una formazione in finale (Juve 27 nostra rappresentante) e precede la Spagna che - con il Barcellona presente - sarà per la 25 volta in finale con un suo club. (ha collaborato Football Data).

ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, eliminate le italiane: Dnipro Napoli 1-0, Fiorentina Siviglia 0-2 La finale è tra Dnipro e Siviglia

15 Maggio 2015, 11:07am

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, eliminate le italiane: Dnipro Napoli 1-0, Fiorentina Siviglia 0-2 La finale è tra Dnipro e Siviglia
SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, eliminate le italiane: Dnipro Napoli 1-0, Fiorentina Siviglia 0-2 La finale è tra Dnipro e Siviglia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Europa League amara per le italiane. Sfuma il sogno di conquistare la finale di Europa League per il Napoli. La formazione partenopea perde 1-0 (0-0) sul campo degli ucraini del Dnipro dopo aver pareggiato 1-1 la semifinale di andata al San Paolo. Il Siviglia, detentore del trofeo, ha battuto 2-0 la Fiorentina al Franchi dopo essersi imposti 3-0 all'andata.

Fine del sogno, Napoli eliminato dal Dnipro - Il Napoli esce sconfitto (1-0) dallo stadio olimpico di Kiev dove si realizza il miracolo per il Dnipro, che raggiunge la finalissima di Europa League e il 27 maggio contenderà il trofeo a Varsavia ai detentori del Siviglia. Gli azzurri hanno tanto da recriminare, soprattutto per il risultato del San Paolo e per il gol del pareggio ucraino segnato la settimana scorsa in netta posizione di fuorigioco. Ma a dir la verità nel complesso, e soprattutto alla luce di quanto visto questa sera a Kiev, si deve dire che il Dnipro non solo non ha rubato nulla ma si è guadagnato la qualificazione alla finale. Benitez manda in campo la squadra titolare con una sola eccezione: Gabbiadini prende il posto di Hamsik, anche se la prestazione dell'ex sampdoriano non è sui livelli consueti. Il Dnipro comincia con aggressività e non si limita, come aveva fatto al San Paolo, a giocare una gara improntata al catenaccio. Gli ucraini tentano di sorprendere gli azzurri proiettandosi in avanti, ma il Napoli reagisce e con il passare dei minuti la superiorità tecnica della squadra di Benitez viene fuori in maniera evidente. Il problema per il Napoli è però, ancora una volta Boyko, il portiere del Dnipro il quale sembra avere un conto aperto con Higuain. Il Pipita si presenta per due volte dinanzi alla porta, nella prima frazione di gioco, ed in entrambi i casi l'estremo difensore ucraino devia le sua conclusioni, salvando la propria porta. Nella ripresa, dopo 10 minuti Benitez sostituisce Gabbiadini con Hamsik, e dopo appena due minuti i padroni di casa trovano il gol con un colpo di testa di Seleznyov su traversone di Konoplyanka. Il Napoli protesta per una trattenuta dell'attaccante ucraino su Britos, ma l'azione è molto confusa, i due si abbracciano a vicenda e Seleznyov, che probabilmente è il primo a tirare la maglia all'avversario, è più agile e più furbo del difensore. Peraltro anche se il gol fosse stato annullato, il Dnipro sarebbe ugualmente passato con il risultato di 0-0. La verità è che senza gol segnati, dopo l'1-1 dell'andata, mai gli azzurri avrebbero potuto guadagnarsi la finale di Varsavia. Il Napoli si riversa in attacco perchè con un gol riaprirebbe la sfida. Gli azzurri, però, non riescono quasi mai a mettere in difficoltà la granitica difesa avversaria. E se qualche volta, grazie soprattutto alla buona vena di Mertens, subentrato ad Insigne, gli attaccanti partenopei riescono ad avvicinarsi alla porta, ci pensa sempre il portiere Boyko a sventare ogni minaccia. Nei minuti finali il Dnipro potrebbe trovare addirittura il raddoppio se la traversa non fermasse il pallone su un colpo di testa di Mattheus, liberato da un errato piazzamento di Ghoulam. Il Napoli perde dunque la possibilità di giocarsi il trofeo ed anche di qualificarsi per la Champions League. Rimane il campionato, con tutte le difficoltà, le ansie ed i dubbi che rimangono nelle ultime tre giornate da vivere con intensità ma anche con il rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano.

Fiorentina si inchina al Siviglia, niente rimonta- L'impresa sognata dalla Fiorentina e dai suoi tifosi è rimasta solo nei sogni: il Siviglia espugna anche il Franchi dopo aver vinto 3-0 all'andata e va dritto in finale dove affronterà il Dnipro, dopo aver vinto la passata edizione dell'Europa League contro il Benfica. Che la rimonta fosse una missione quasi impossibile lo sapeva anche Montella ma subire due gol dopo soli 27 minuti (a segno Bacca e Carrico) non solo ha spento praticamente da subito ogni speranza ma ha scatenato la delusione dei tifosi che in quasi 35.000 sono accorsi al Franchi per spingere la loro squadra, per crederci davvero. Così durante e soprattutto alla fine della gara i tifosi specie quelli della curva Fiesole hanno fatto partire fischi e cori invitando i Della Valle, entrambi in tribuna e pure loro delusi per l'ennesima stagione senza vittorie, a spendere e i giocatori a tirare fuori gli attributi. Insomma, la notte del grande sogno di rimonta è diventata buia ben presto per la squadra di Montella nonostante uno stadio pieno e appassionato. Non è bastato. Questa Fiorentina è arrivata all'appuntamento più importante della stagione spremuta, come dimostrano i tanti gol subiti nelle ultime gare e la fatica a segnare. I tifosi viola avrebbero voluto almeno il gol della bandiera ma non è arrivato neppure questo, neppure dal dischetto perché Ilicic ha fallito a metà ripresa sparando sopra la traversa, sesto rigore sbagliato complessivamente dai viola in questa stagione su otto fra campionato e coppe. Eppure lo sloveno, cinque reti nelle ultime tre gare, aveva vinto il ballottaggio con Gomez formando la coppia d'attacco con Salaha: per il tedesco un'esclusione che sa di bocciatura. Il Siviglia al di là delle scelte dei viola è partito subito forte, ha sofferto solo una decina di minuti quando Rico, il migliore in campo, ha fatto una super parata su colpo di testa al 17' di Gonzalo Rodríguez. Fosse entrato il pallone la gara avrebbe potuto per la Fiorentina prendere la piega sperata. Così non è stato e complici svarioni difensivi ormai diventati frequenti gli spagnoli in cinque minuti, prima con Bacca (talento che sta seguendo il Milan a ragione) poi con Carrico hanno messo in cassaforte il risultato e quindi l'accesso alla finale del 27 maggio a Varsavia. A quel punto sui sogni della Fiorentina e della sua gente è calato il sipario, Rico ha continuato a parare anche i rari affondi di Salah e compagni, Ilicic ha sbagliato il rigore, il Siviglia s'è limitato a gestire forte della sa forza. Alla fine festa per gli spagnoli e fischi sulla Fiorentina che dopo quella di Coppa Italia con la Juve ha perso sul suo campo un'altra semifinale. Anche per questo Pizarro alla fine era in lacrime.

ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Modena-Ternana, tensione alle stelle per lo ‘spareggio’

12 Maggio 2015, 12:50pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Modena-Ternana, tensione alle stelle per lo ‘spareggio’

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Mentre Pablo Granoche si avvicina alla recinzione che divide il terreno dello Zelocchi dalla tribuna è scuro in volto. Ha lo sguardo di chi è consapevole che non potrà fornire alcuna certezza alle persone con cui si accinge a parlare; vorrebbe dire loro che la salvezza è cosa sicura, ma l'unica promessa di cui si può caricare è quella di un impegno esemplare nelle ultime due partite. Le persone con cui sta andando a parlare sono una decina di tifosi canarini, che hanno atteso il termine della seduta per poter conferire con la squadra e come al solito il primo a mettere la faccia in questo tipo di confronti è lui, il Diablo. Al suo fianco ci sono i due tecnici, Melotti e Pavan, e gli altri veterani, Gozzi e Zoboli, appena più indietro Fedato. Anche Sakaj si avvicina, ma Innocenti, il tattico di Pavan, lo allontana. I giovani devono lavorare in silenzio, solo i più anziani devono caricarsi dell'onere di parlare con i tifosi. Il dialogo è civile, non sarebbe nemmeno giusto parlare di contestazione, è più un appello quello dei sostenitori gialloblù, un modo per assicurarsi che la nave canarina non abbia iniziato a imbarcare acqua oltre il livello di emergenza. «Noi siamo i primi a volerci salvare, faremo di tutto per battere la Ternana».

Questo il mantra che Granoche ripete ed ha lo sguardo di chi ci crede per davvero; gli fanno eco gli altri, Melotti e Pavan in primis. Poi il gruppetto rientra verso gli spogliatoi, i tifosi lasciano lo Zelocchi. E' così che si è svolto il primo giorno di avvicinamento allo spareggio di sabato contro la Ternana: 90 minuti che possono valere la salvezza matematica con i tre punti, oppure un altro passo verso l'incubo dei playout con un pari o addirittura un ko. Il Modena vuole chiudere i conti già sabato, sarebbe troppo rischioso andare a Latina all'ultima giornata con ancora la necessità di fare punti e poi nello spogliatoio c'è il desiderio di regalare almeno la salvezza al Braglia, che la società si augura di vedere gremito (un euro il costo del biglietto per chi ha comprato quello del derby). La missione non è impossibile, perché di fronte c'è una Ternana che sta attraversando un momento simile a quello dei canarini.

Basti pensare che il presidente umbro Zadotti ha parlato così: «La squadra è in ritiro a Bologna, ma forse a noi sarebbe più utile andare a Lourdes». Insomma un duello all'ultimo sangue tra due contendenti feriti: solo chi recupererà meglio entro sabato potrà festeggiare.

Giovanni Balugani LA GAZZETTA DI MODENA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana, Lotito promette altre soddisfazioni anche in B. Per attacco si parla di Fedato della Samp

11 Maggio 2015, 13:43pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana, Lotito promette altre soddisfazioni anche in B. Per attacco si parla di Fedato della SampSPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana, Lotito promette altre soddisfazioni anche in B. Per attacco si parla di Fedato della Samp
SPORT NEWS E SPORT LOCALE Salernitana, Lotito promette altre soddisfazioni anche in B. Per attacco si parla di Fedato della Samp

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' tempo di festeggiamenti a Salerno per il ritorno dei granata in cadetteria. Come promesso dal presidente Lotito, anche l'anno prossimo potrebbero essere tante le soddisfazioni per una piazza calda impaziente di tornare nell'olimpo del calcio. Al direttore sportivo Angelo Fabiani il compito di allestire una squadra competitiva capace di essere già protagonista. Tra i confermati, eroi della promozione, ci sarebbero Gori, Calil, Moro, Gabionetta, Nalini, e Lanzaro.

Naturalmente nella Salernitana 2015/2016 ci sarà la mano del presidente, con le sue scelte che prescindono dalla scelta del tecnico. Le possibilità di conferma di Menichini, che si è dimostrato capace di centrare l'obiettivo, non sono elevate e la piazza già sogna un allenatore legato alla città. Se il sogno Delio Rossi è sfumato (traghetterà il Bologna ai play-off promozione cercando poi di strappare un contratto in serie A l'anno prossimo) i tifosi sognano il ritorno di Roberto Breda che aveva lasciato Salerno da allenatore nel 2011 dopo la sconfitta in finale play-off promozione contro il Verona, pochi giorni prima del secondo fallimento.

Il tecnico trevigiano è stato invitato per i festeggiamenti di domani a Salerno e chissà che non possa già incontrare Fabiani che, mai prima d'ora, con la gestione Lotito, sta ricevendo telefonate e richieste da numerosi procuratori. Perché oggi Salerno è tornata ad essere una piazza ambita da diversi calciatori, anche blasonati. Nella lista del Ds granata ci sarebbe anche il nome di Francesco Fedato, ala destra del Modena in prestito dalla Sampdoria.

Il 23enne calciatore veneziano, titolare nell'under 21 di Gigi Di Biagio, è a bituato a giocare come prima punta, riesce a dilettarsi anche nel ruolo di esterno o di seconda punta. Cresciuto calcisticamente nella primavera del Venezia, che lo fece poi debuttare con 4 presenze durante le quali realizzò una rete. Dopo l'ottima esperienza alla Lucchese con ben 11 reti in 27 presenze, il calciatore è poi passato al Bari, dove ha segnato 7 reti in 32 presenze. In nazionale under 21, ha collezionato 2 presenze siglando un gol.

In tutto vanta dieci presenze in serie A, di cui due con la Samp nella prima metà di questo campionato. Dal gennaio scorso l'arrivo a Modena per offrire il proprio contributo alla salvezza dei canarini. Salerno per Fedato potrebbe essere la piazza giusta: glielo ha detto anche Vittorio Tosto, suo compagno di squadra ai tempi della Lucchese in Eccellenza nella stagione 2011/2012. E' stato proprio suo procuratore, Tullio Tinti (lo stesso di Pirlo, Toni) a immaginare il granata per Fedato che a Modena abitualmente frequenta il ristorante Gran Morane dei fratelli Vuolo di Tramonti, grandi tifosi della Salernitana, a cui ha già chiesto già informazioni sull'ambiente salernitano, la tifoseria e la città.

di Emiliano Amato IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, vergogna arbitro. Maradona: «Il Napoli va rispettato. Platini vada via»

10 Maggio 2015, 14:53pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, vergogna arbitro. Maradona: «Il Napoli va rispettato. Platini vada via»
SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, vergogna arbitro. Maradona: «Il Napoli va rispettato. Platini vada via»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora bufera dopo il clamoroso errore arbitrale nella sfida di Europa League contro il Dnipro e la polemica di De Laurentiis con Platini: ieri è intervenuto Diego Armando Maradona, tramite il manager Stefano Ceci, l’ex Pibe ha fatto sapere al sito «gonfialarete.com», a suon di bordate, che: «È arrivata l'ora che personaggi come Blatter e Platini si facciano da parte. Se non sono in grado di gestire una simile situazione, tra l'altro a danno di una importante società e di tifosi appassionati come quelli del Napoli, vadano via». «Mi trovo pienamente d'accordo - dice Diego - su quanto dichiarato dal presidente, con grande rammarico per quanto accaduto giovedì: ho visto la partita del mio Napoli ed è inconcepibile che a livelli professionistici così alti si debbano ancora vedere simili errori che compromettono seriamente una partita dell'importanza di una semifinale di Europa League».

DI PINO TAORMINA IL MATTINO.IT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Automobilismo: 16-17 maggio gara Chiunzi-Ravello sulla strada chiusa

9 Maggio 2015, 11:21am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA IL VESCOVADO DI RAVELLO La Costa d'Amalfi è pronta ad ospitare un nuovo evento automobilistico: la "Coppa Valico di Chiunzi-Ravello", che si svolgerà il 16 e 17 maggio sulla strada provinciale 1, ufficialmente chiusa al traffico veicolare dal 1° novembre 2012.

«Una duegiorni di forte valenza agonistico-culturale, connotata dall'impegno nel Sociale, e con una passione indomita per la Ferrari» fanno sapere gli organizzatori. Con le Rosse di Maranello, sono attesi anche magnifici esemplari Alfa Romeo, Lamborghini e Porsche. Si tratta di una gara di regolarità, con i bolidi che dovranno rispettare velocità contenute.

Il ritrovo è fissato alle 10 di sabato 16 maggio a Tramonti, presso il "Ristorante Al Valico di Chiunzi" di Pietro Giordano, per poi ripartire, in gara cronometrata, versoRavello, dove l'arrivo è previsto per le 12,30. Dopo il buffet di benvenuto, i partecipanti potranno godere di tempo libero da trascorrere visitando i capolavori architettonici della Città della musica per poi ritrovarsi per la cena di gala all'hotel "La Foresta" di Montoro, principale campo base dei raduni "Costa d'Amalfi".

L'indomani, domenica 17 maggio, gli equipaggi si dirigeranno a Baronissi, dove verranno accolti in piazza Mercato dal sindaco Gianfranco Valiante e dall'assessore allo Sport Tony Siniscalco per un incontro con la locale Associazione "Centro d'ascolto e Carità San Francesco d'Assisi", sempre nel segno della Solidarietà che caratterizza l'associazione, prima di riaccendere i motori e dar vita alla seconda prova di regolarità del Trofeo, su un tratto di 800 metri.

A seguito della prova d'apertura, svoltasi sul Circuito del Sele lo scorso 12 aprile, l'agonismo dei drivers "Costa d'Amalfi" appare in netta crescita. Di sicuro si daranno battaglia, anche in questa circostanza, soprattutto sulle amate vetture del Drake, "piloti" appassionati come Giovanni Apicella, patron della Scuderia Valle dell'Irno, Graziano Ferrante, presidente della Solofra Corse, il trio Adriano Monaco, Giarocco Carfagnae Alfonso Lo Pardo, vincitori sull'Autodromo del Sele insieme a tanti altri ferventi ferraristi, fra cui Onofrio Ippolito e Salvatore Malizia. Difficile citarli tutti, ma la voglia di sfidarsi ancora per la vittoria nell'assoluta e di categoria siamo certi che li condurrà ad accorrere nuovamente numerosi alla "Valico di Chiunzi-Ravello". La Costa d'Amalfi, diretta dal presidente Valerio D'Amore, sarà lieta di riunire nuovamente i propri "aficionados" e le consuete "new entries" in un appuntamento che si preannuncia avvincente, sia sotto il profilo sportivo che squisitamente conviviale, con momenti di relax in luoghi di indimenticabile appeal.

Accanto alle meravigliose creature di Maranello, sono attesi anche magnifici esemplari Alfa Romeo, Lamborghini, Porsche nonché la grintosa Fiat Barchetta del giovane ed entusiasta Francesco Giordano, e la Lambo Gallardo di Antonio Mugavero, già in luce a Battipaglia.

Nel corso dell'evento si svolgerà anche la seconda competizione riservata alle ladiesdel "Challenge Donne", che si cimenteranno nel ruolo di piloti dopo aver smesso i panni di coequiper.

Per la Scuderia "Costa d'Amalfi", la promozione del territorio ha un duplice significato e cioè quello di coniugare il valore paesaggistico, storico, e culturale di angoli magici della nostra "Bell'Italia" con la passione motoristica, che si esprime soprattutto attraverso il miglior "made in Italy" rappresentato dalle Rosse ma anche dalla più affascinante produzione automobilistica mondiale di stampo "racing".

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE A PAESTUM IL MONDIALE DI CALCIO PER NON UDENTI

9 Maggio 2015, 11:20am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La città dei templi ospiterà i prossimi mondiali di calcio per audiolesi. Il prossimo campionato mondiale di calcio destinato ad atleti audiolesi, in programma dal 19 giugno al 2 luglio 2016, si terrà infatti nel Comune di Capaccio Paestum.
A confermarlo è stato il presidente dell’International Committee of Sports for the Deaf, Valery Rukhledev. Vi parteciperanno 32 nazionali. Previsto l’arrivo di circa mille atleti e 5mila turisti da ogni parte del mondo.

TVOGGISALERNO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, l'arbitro frena il Napoli. Il Dnipro trova il pari ma in fuorigioco

8 Maggio 2015, 17:16pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, l'arbitro frena il Napoli. Il Dnipro trova il pari ma in fuorigioco
SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, l'arbitro frena il Napoli. Il Dnipro trova il pari ma in fuorigioco

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Napoli stecca il primo atto della semifinale di Europa League: al San Paolo finisce 1-1 contro gli ucraini del Dnipro. Ma stavolta agli azzurri di Benitez si può imputare solo la scarsa concretezza - come con il Milan in campionato - nel primo tempo e la scarsa mira nel secondo, con tante occasioni fallite del ko. Il pari è una beffa che arriva a dieci minuti dalla fine, un gentile regalo della terna arbitrale che il Dnipro incassa a sorpresa, ringraziando per l'insperato finale: la rete ucraina è infatti in clamoroso fuorigioco. Una topica che però costringerà tra sette giorni il Napoli a cercare l'impresa in Ucraina, per guadagnarsi la finale. Serve una vittoria o un pari con almeno due gol.Tema tattico scontato: Napoli che attacca e Dnipro che prova a far male in ripartenza. La pressione del Napoli produce un'occasione al 5', ma il tiro dal limite di Callejon - al volo su un rimpallo, non era facile - è una mezza ciabattata. Al 9' è Insigne a sfiorare il gol con un tiro da lontano. Rispetto al match con il Milan di campionato non è uguale solo la squadra, ma anche il copione del primo tempo. Jorginho arranca e sbaglia tutti gli appoggi, il Napoli ha il predominio territoriale ma agisce con lentezza, creando poche occasioni limpide. La migliore è al 21': Higuain serve Insigne che taglia in area, ma l'anticipo sul portiere è fuori. Poca roba però: il primo tempo finisce 0-0, proprio come contro il Milan. La ripresa comincia subito con il Napoli all'attacco. Al 49' Hamsik cerca Callejon, ma la difesa mette in angolo. E' l'azione del vantaggio: sul cross di Hamsik David Lopez anticipa tutti e mette dentro di testa il suo primo gol con il Napoli. Tanto timore alla vigilia per l'abilità sulle palle inattive degli ucraini e gli azzurri sbloccano una gara complicata proprio su calcio da fermo. Ora la partita cambia storia: il Dnipro deve scoprirsi per provare a trovare il pari e lascia spazi. Ma il Napoli, come troppe volte in questa stagione, non ha il killer instinct. Higuain si fa respingere quattro occasioni dal portiere Boyko, ma più che l'abilità - e la fortuna - dell'ucraino contano gli errori di mira del Pipita. Il Dnipro deve provare a fare la partita, ma mostra tutti i suoi limiti tecnici e rischia grosso. A un quarto d'ora dalla fine è ancora Higuain a sprecare il match point, tentando un difficile dribbling in area invece di tirare, per poi concludere con un mezzo lob respinto dal portiere. Troppo spreco, all'80' sull'unico tiro in porta del Dnipro arriva il pari. Ma Seleznyov, che mette dentro di piatto sul cross di Rotan, è in offside di quasi due metri. Il suo compagno che tenta di anticiparlo ma non trova il pallone - ed è quindi in posizione attiva - è ancora più avanti. Una topica colossale di arbitro e guardalinee, un colpo che stende il Napoli, che non riesce più a costruire azioni pericolose. Ora in Ucraina un compito difficilissimo attende gli uomini di Benitez. Non impossibile, però, se il Dnipro è quello visto stasera.

IL MATTINO

08.05.2015. 18.16

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Benitez: «Il club sa cosa voglio. E ora facciamo la storia». Semifinale d’andata di Europa League contro gli ucraini

7 Maggio 2015, 19:13pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Futuro in azzurro, rinnovo, contratto, condizioni, percentuali. Si blinda Benitez e non dice nulla ma proprio nulla. «Il presidente sa come la penso, adesso sta lavorando con il mio procuratore», le uniche parole sull’argomento caldo, quello del momento, visto che il suo agente Quilon ieri sera a Napoli si è incontrato con il presidente De Laurentiis. Il tecnico spagnolo mantiene l’attenzione alta sulla semifinale di Europa League contro il Dnipro, solo e soltanto su quello. «Ci giochiamo un traguardo storico che il Napoli insegue da 26 anni, sarebbe un risultato straordinario per la squadra e per la città». Sorridente e disteso, stato d’animo ben diverso rispetto a quello della Germania contro il Wolfsburg quando Rafa parlò di business plan e non gradì la decisione del presidente di mandare tutti in ritiro dopo il ko in coppa Italia con la Lazio. Ma resta ermetico. «Non è cambiato niente, il presidente sa le mie idee e sta lavorando con il mio procuratore», solo e soltanto queste parole sul suo futuro. Semifinale di andata contro gli ucraini del Dnipro, primo round al San Paolo: il Napoli parte favorito ma proprio per questo Rafa cerca di tenere la tensione più alta possibile. E mai come stavolta rivolge elogi sperticati agli avversari. «Il Dnipro si difende bene e riparte, sfutta le seconde palle. Bisogna restare concentrati e imporre il nostro ritmo, una grossa mano dovranno darcela i tifosi. La priorità è vincere, se non subiamo gol è anche meglio, dobbiamo giocare senza fretta e sfruttare la nostra forza». Cammino europeo fin qui senza macchie, Napoli perfetto e capace soprattutto in Germania con il Wolfsburg di piazzare una grande impresa. In semifinale parte da favorito, situazione non sempre delle più agevoli. «Dobbiamo giocare con il cuore e con la testa: il Dnipro ha eliminato formazioni come Ajax, Olimpiakos e Bruges, squadre internazionali di esperienza». Il Napoli ha ritrovato il miglior Hamsik, lo slovacco finalmente decisivo. Prestazioni al top dopo un lungo periodo poco brillante, Benitez spiega. «Con nessun altro allenatore Hamsik aveva segnato tante doppiette. L’anno scorso cominciò bene con le due reti al Chievo, poi è stato frenato da un infortunio. Adesso sta bene e soprattutto ha riacquistato fiducia dopo aver ritrovato i gol». La qualità di Hamsik, i gol di Higuain, la continuità di Callejon, il rientro di Insigne, l’estro di Mertens. Il Napoli si affida al super attacco per fare la differenza già nella partita di andata. Rafa sottolinea l’importanza del ritorno di Insigne. «Non abbiamo affrettato il suo recupero ed è rientrato proprio al momento giusto. Sicuramente il suo ritorno è stato importante per aumentare ancora la competizione in attacco e ora poter alternare lui e Mertens è sicuramente un’opzione in più per noi». Passo indietro di Koulibaly: «Ha cominciato fin troppo bene, poi qualche errore ci sta e ha perso un po’ di fiducia». Avanti con le sue idee e la sua filosofia, il modulo praticamente mai ritoccato, eccezion fatta per qualche variazione in partita, come l’ultima nel secondo tempo contro il Milan con l’arretramento di Hamsik sulla linea dei centrocampisti. «Giocare sempre con lo stesso modulo ti consente di avere più certezze da parte di tutti e così di poter ruotare meglio gli uomini. Per questo motivo siamo vicini alla spiaggia e abbiamo ancora energie per nuotare», dice Rafa tirando fuori una delle sue massime. E per l’occasione ritira fuori anche il suo motto per la sfida contro il Dnipro: «Sin prisa, sin pausa». Napoli a un passo dalla storia, Rafa ci crede e non molla neanche in campionato. «Mancano 4 partite e possiamo giocarcela ancora per il secondo o il terzo posto». Ora solo e soltanto il Dnipro, il sogno di vivere un’altra notte magica europea.

 (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Il portiere del Napoli Andujar promosso titolare tre mesi ma ora teme il Dnipro: ha subito solo sei gol nel 2015

7 Maggio 2015, 17:29pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il custode dei sogni azzurri è lui. Il guardiano della porta, a metà stagione il ribaltone tra i pali: ora Mariano Andujar è titolare fisso, inamovibile. «Per me non è cambiato nulla, nel senso che ora lo stesso anche prima. Ho sempre dato il massimo, decide l’allenatore che adesso si sta affidando a me». Un pensiero a Rafael, ora suo secondo «Sta bene, lavoriamo entrambi bene, nessun problema tra noi ma in porta ne va uno soltanto». L’argentino ha convinto subito e non solo per le qualità tecniche, le parate importanti già dalle prime partite in azzurro. La differenza l’ha anche fatta la personalità, l’abitudine di un portiere esperto come lui a giocare match d’alta tensione. Grinta, esperienza, convinzione nei propri mezzi: tutto quello che serve stasera al San Paolo contro il Dnipro. «Noi favoriti? Solo per la stampa. Il Dnipro è una squadra forte che si difende molto bene e ha preso solo sei gol in tutto il 2015, si chiuderanno e non sarà facile fare gol, dovremo avere pazienza». In Europa League ha esordito nell’ultima partita del girone contro lo Slovan Bratislava al San Paolo, poi è sempre stato proposto da Benitez. E in Europa il Napoli ha mostrato il suo aspetto migliore dal punto di vista difensivo, in campionato invece ha continuato comunque a prendere qualche gol di troppo. «Per una squadra come la nostra che attacca e spinge molto anche con i terzini diventa normale lasciare qualche spazio agli avversari. Quando ci esprimiamo al meglio in fase difensiva il merito non è solo mio e dei difensori ma di tutta la squadra». Con l’Argentina è arrivato fino all’ultimo atto ai Mondiali in Brasile, la finale persa contro la Germania: in panchina Andujar, il secondo di Romero, che però ha vissuto comunque tutte le partite importanti della Seleccion. Questa di Napoli-Dnipro è sicuramente una vigilia particolare, gli azzurri si giocano una finale europea, traguardo che manca da 26 anni, cioè dalla coppa Uefa vinta con Maradona. «La vivo con ansia, non vediamo l’ora di scendere in campo. Sarà molto importante la prima al San Paolo, sono sfide che durano 180 minuti». Un feeling speciale con Higuain, tra argentini l’intesa è ad occhi chiusi: Andujar lo cerca spesso direttamente con il lancio lungo di piede, un’arma in più, una situazione di gioco che può sorprendere le difese avversarie. «Già, però il piede non è sempre così preciso...», scherza Andujar. Urla e carica i compagni in porta e anche fuori dal campo. «Sì, questo è il mio modo di fare, ognuno ha il suo. Ma nel Napoli non ci sono soltanto io a caricare gli altri». Già in clima partita, già con la testa al match contro gli ucraini del Dnipro. La finale sullo sfondo ma solo sullo sfondo, nel senso che Andujar non vuole gridarlo ai quattro venti come ha fatto Vidal, il cileno della Juve. «L’Europa League speriamo di poterla vincere. Ma io preferisco pensare a questa partita e poi al ritorno». In mezzo ci sarà il campionato, il Napoli è ancora in corsa per la Champions, all’inseguimento di Roma e Lazio. «Ci crediamo, sappiamo che dipende tutto da noi».(Roberto Ventre – Il Mattino) 

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