SPORT NEWS E SPORT LOCALE La Juve non domina più Roma e Napoli a un passo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La più apatica Juve degli ultimi tempi ha perso all’Olimpico e ha consentito alla Roma di sorpassare il Napoli e muovere probabilmente un passo decisivo per assicurarsi il secondo posto. Ma ha complicato anche i suoi piani, non soltanto quelli di Sarri, che dopo la manita al Torino aveva sperato di mettere i giallorossi definitivamente alle sue spalle. Perché, a due partite dalla fine, è stato teoricamente rimesso in gioco lo scudetto. Sembrano improbabili altri passi falsi della capolista contro Crotone - peraltro la squadra più in forma col Napoli - e Bologna, tuttavia servono tre punti per la festa tricolore, già due volte rinviata.
Il dominio bianconero è diventato relativo: non è più lo strapotere rappresentato dai 9 punti di vantaggio sul Napoli un anno fa e dai 17 sulla Roma nel 2015 e nel 2014.
Eppure, il livello qualitativo della Juve non si è abbassato. Anzi. Nella scorsa estate ha piazzato due straordinari colpi di mercato, sottraendo alla concorrenza Pjanic (Roma) e Higuain (Napoli). A leggere i numeri a due giornate dalla fine, Spalletti e Sarri hanno saputo fronteggiare brillantemente questa situazione. I problemi non sono mancati, tra infortuni e difficoltà ambientali, così come le delusioni rappresentate dall’eliminazione dalle coppe (ma il Napoli è uscito contro le due squadre che si giocheranno la Champions League a Cardiff). Tuttavia la reazione è stata forte. Il Napoli ha il migliore attacco del campionato con 86 reti (107 considerando anche quelli nelle coppe), la Roma è per ora a quota 82. È molto probabile che domenica 28 entrambe le squadre - attualmente a 81 e 80 punti - stabiliscano il nuovo record: per la Roma è quello di 85 stabilito nel 2015 e per il Napoli 82, realizzato un anno fa, al termine della prima stagione di Sarri. Il riavvicinamento anche in virtù di un ottimo girone di ritorno: 42 punti per il Napoli e 40 per la Roma; la Juve si è fermata a 37 accusando un calo per gli impegni in Champions e la stanchezza dei calciatori più utilizzati.
Due anni fa Benitez lasciò il Napoli al quinto posto e a 24 punti dalla Juve; dopo dodici mesi, con lo stesso organico integrato dal portiere Reina, il secondo posto a -9. In questa stagione Sarri ha saputo far fronte a due problemi in attacco, accusati nell’arco di tre mesi: la cessione di Higuain, che provocò una sollevazione popolare ma consentì a De Laurentiis di ampliare la rosa, e l’infortunio di Milik, che era partito benissimo. Il tecnico si è inventato Mertens prima punta e ha tirato fuori il meglio da Insigne, a cui è stato riconosciuto un ricco contratto. Dries è il vicecapocannoniere del campionato con 25 reti, due in meno di Dzeko, che ha superato le sue angosce tecniche ed esistenziali ed è in cima alla classifica dei bomber. Spalletti, che viene accusato di non saper gestire umanamente i suoi (caso Totti: il Capitano ha ignorato il tecnico anche dopo la vittoria sulla Juve), ha saputo dare la giusta scossa a un attaccante che sembrava spento nel primo periodo romano. Nainggolan ha continuato a giocare su altissimi livelli, come De Rossi. Perotti ed El Shaarawy hanno fatto segnare progressivi miglioramenti. Alle spalle c’è il polacco Szczesny, il portiere che a fine stagione tornerà all’Arsenal in attesa di segnali da parte di un altro club, magari italiano.
Forse ha ragione Gianni Mura, che su Repubblica ha scritto che bisognerebbe chiedere scusa al campionato che sembrava già in archivio a metà stagione e che invece continua a regalare emozioni in questo caldissimo maggio. È certo che c’è qualcosa di nuovo sotto il sole del campionato italiano. Non esiste più la dittatura bianconera perché Roma e Napoli hanno alzato il livello di competività e infatti il loro svantaggio è esiguo: 4 punti per Spalletti e 5 per Sarri, che ha vinto un solo round su quattro con Allegri (il successo di Coppa Italia, peraltro inutile per la qualificazione alla finale) ma che ha visto sempre i suoi uomini fare gol a una difesa che è stata di ferro fino alle ultime giornate. Cinque reti incassate tra Atalanta, Torino e Roma, con quegli svarioni di Buffon all’Olimpico che hanno lasciato di sasso i suoi estimatori: ma è sempre lui, il Gigi che aveva fatto il fenomeno nella prima semifinale di Champions contro il Monaco?
Le proprietà di Roma e Napoli sembrano non volersi più accontentare del piazzamento d’onore, di un secondo o terzo posto. Certo, tra un anno le prime quattro italiane avranno la possibilità di giocare la Champions 2018-2019 ma evidentemente questo non soddisfa più né Pallotta né De Laurentiis. Avvertono la voglia di vincere di due grandi piazze, stanche di vivere di ricordi, addirittura remoti per il Napoli (l’ultimo scudetto 27 anni fa). Il produttore ha già annunciato la sfida e ripartirà dalla base che ha consentito a Sarri un’escalation sul piano del gioco in questa stagione: rinnovato il contratto di Insigne, prossimo il prolungamento per Mertens, un campione nato per caso in Belgio, perché nel suo calcio vi sono le migliori espressioni del talento e della passione di Napoli. Certo, a fronte delle brillanti prestazioni e dei record si possono mettere gli errori, come i dieci punti bruciati nelle partite con avversarie medio-piccole: un capitale che avrebbe consentito agli azzurri di essere in testa alla classifica, lanciati verso il tricolore. Il Napoli non è un cantiere tuttora aperto, è una straordinaria realtà che ha bisogno di piccoli miglioramenti per cancellare definitivamente il distacco rispetto alla squadra che nel 2016 era arrivata a quota 91 punti (raggiungibile quest’anno da Allegri) e nel 2014, ultimo anno di Conte, addirittura a 102.
Il Napoli avrà un vantaggio sulla Roma nella prossima stagione: andrà avanti con Sarri mentre la guida dei giallorossi è tuttora incerta perché sembra da escludere il ripensamento di Spalletti. Peccato che Sarri si sia spinto recentemente più in là coi ragionamenti, ricordando che il pagamento di una clausola da 8 milioni lo svincolerebbe tra solo un anno da De Laurentiis: si può mai fissare la scadenza di un sogno?
DI FRANCESCO DE LUCA IL MATTINO.IT
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I bonus sono finiti. «Nessuna preoccupazione, ma... antenne belle dritte!», twitta Allegri. Il 3-1 con la Roma è stato derubricato alla voce «ko salutare». Se lo scudetto può attendere, domani nella finale di Coppa Italia contro la Lazio non si può proprio sbagliare. In ballo c'è il primo storico Triplete bianconero. 
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Atalanta Milan 1-1, bergamaschi tornano in Europa. Reti di Conti e Deulofeu.Per l'Atalanta è un ritorno in Europa dopo 26 anni, quando i nerazzurri parteciparono alla Coppa Uefa. Il punto conquistato stasera garantisce almeno il sesto posto alla squadra di Gasperini, che non può più essere raggiunta da Fiorentina o Inter. Solo il Milan, staccato però di 6 punti, potrebbe scalzarla dall'attuale quinto posto che garantisce l'accesso diretto all'Europa League. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Appena 51 millesimi di differenza tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel per una pole position da mozzare il fiato. Qualifiche spettacolo a Montmelò per disegnare la griglia di partenza del Gran Premio di Spagna che vedrà scattare in prima fila i due principali protagonisti del Mondiale che domani si daranno battaglia fin dalla prima curva in un campionato mai così aperto come quest'anno. Alle spalle dei due big di Mercedes e Ferrari i rispettivi compagni di squadra: un Bottas un po' sotto tono dopo le noie nelle ultime libere ed un Raikkonen che all'inizio delle qualifiche ha dato la sensazione di poter aspirare a scattare davanti a tutti, ma che alla fine si è dovuto accontentare del quarto posto. Sempre in terza fila le Red Bull con Max Verstappen e Daniel Ricciardo, ma più vicine del solito alla Rossa e alla Stella d'Argento. Eroica settima posizione per Fernando Alonso salutato dal suo pubblico e dal box McLaren come se avesse vinto la corsa. Un bella sorpresa quella dello spagnolo che ieri aveva rotto il motore nel primo giro di istallazione e si era dovuto accontentare di giocare a paddle piuttosto che testare la sua monoposto nelle prime libere. Alle stelle il morale dell'ex ferrarista Alonso pronto per volare e correre a Indianapolis: "È stata una qualifica sorprendente, sono felice di un piazzamento per noi inaspettato visti i tanti problemi che abbiamo avuto: la macchina - conclude lo spagnolo - andava più forte del normale forse per la spinta del pubblico che qui dà sempre un extra"





DI MORENA MOTTA 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Real Madrid si qualifica alla finale di Champions League nella quale affrontera' la Juventus il 3 giugno a Cardiff. Nel ritorno della semifinale l'Atletico Madrid ha battuto il Real per 2-1 ma e' il Real che va in finale grazie al 3-0 dell'andata. Le reti di Saul al 12', di Griezmann al 16' su rigore e di Isco al 42' 

