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SEZ. POLITICA RENZI ACCELERA: "SUBITO L'ITALICUM, INTESE NON RINEGOZIABILI". LA MINORANZA PD NON VOTA

2 Dicembre 2014, 16:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Presto, il più presto possibile. Matteo Renzi vuole ottenere il voto del Senato sull'Italicum prima della fine di gennaio ed esclude che la legge elettorale possa subire ulteriori modifiche. «L'Italicum 2.0 non è negoziabile» dice alla direzione Pd, sfidando i malumori della minoranza. «Voglio sapere se il Pd è d'accordo con me sul fatto che le riforme vanno accelerate, non ritardate». La fretta si spiega anche per evitare che la battaglia per la scelta del successore di Napolitano possa in qualche modo impantanare le riforme. Il presidente della Repubblica ha assicurato che non si dimetterà prima della fine del semestre europeo a guida italiana. Ma da gennaio l'annuncio di Napolitano potrebbe arrivare in qualsiasi momento. È questo il nodo che rischia di stritolare il patto del Nazareno. Berlusconi spinge perchè l'intesa sul nuovo nome da far salire al Colle sia siglata prima dell'approvazione delle riforme, come garanzia che il Rottamatore non voglia tornare subito alle urne. Il premier è di diverso avviso. «Questa proposta è da respingere al mittente». Difficile che il braccio di ferro si risolva in una rottura del Patto del Nazareno, però Renzi è preoccupato per il possibile allungamento dei tempi che invece farebbe comodo a Forza Italia. Il timing renziano sulle riforme viene sostenuto dal Pd che in direzione vota a sostegno dell'agenda del premier con soli due voti contrari. La minoranza dem però rimane polemica e sceglie di non partecipare al voto, chiedendo “un'ampia consultazione della base” sulle riforme: «Ci è stato chiesto di correre – spiegano Fassina, Cuperlo, D'Attorre - ma nessuna informazione ci è stata data sul patto del Nazareno. Vorremo capire se esiste ancora». Intanto però l'economia non dà segnali di ripresa. Nel terzo trimestre del 2014, secondo l'Istat, il Pil è diminuito dello 0,5% rispetto allo stesso periodo luglio-settembre dello scorso anno. Un dato peggiore delle stime, su cui pesa soprattutto la mancanza di investimenti in macchinari e attrezzature, in mezzi di trasporto e in costruzioni. In tre mesi hanno perso ben l'1%. L'unica buona notizia viene dal mercato italiano dell'auto che, dopo la buona prova di ottobre, si conferma in crescita anche a novembre (+5%). Bene Fiat Chrysler Automobiles che, con 29.500 immatricolazioni, segna un rialzo del 5,9% rispetto allo stesso mese 2013.

LEGGO.IT

02.12.2014.

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