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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Fedez: 'stampa trollata non entro in politica' Guerriglia marketing per nuovo album, ma giornalisti ci cascano

16 Novembre 2021, 12:19pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Fedez: scendo in campo con Disumano, politica � cosa seria © ANSA

INSERITO DA REDAZIONE Si capiva? Sì, ma era più importante fare finta che fosse vero e quindi titoloni, paginate e grandi dibattiti a seguire. Fedez, da qualcuno "bollato come lo stupidotto che ha fatto la terza media" per una settimana ha fatto credere (a chi voleva crederci, s'intende) che stava scendendo in campo. per nuovo album, ma giornalisti ci cascano Fedez: scendo in campo con Disumano, politica � cosa seria © ANSAFOTO Fedez: scendo in campo con Disumano, politica � cosa seria - RIPRODUZIONE RISERVATA +CLICCA PER INGRANDIRE Di Alessandra Magliaro ROMA 16 novembre 2021 10:38 NEWS Suggerisci FacebookTwitter Altri A-AA+ Stampa Scrivi alla redazione Si capiva? Sì, ma era più importante fare finta che fosse vero e quindi titoloni, paginate e grandi dibattiti a seguire. Fedez, da qualcuno "bollato come lo stupidotto che ha fatto la terza media" per una settimana ha fatto credere (a chi voleva crederci, s'intende) che stava scendendo in campo. smart EQ fortwo parisblue. Blue Pass. La limited edition in sapphire blue metallic, cerchi in lega BRABUS da 16” e fari full LED, è il must-have per l’autunno in città. smart La metafora non è casuale perché pure il logo, con la bandiera tricolore, evocava quello dell'ingresso in politica di Silvio Berlusconi nel 1994 e così lo slogan 'il nuovo miracolo italiano'. Consapevole o meno, la stampa ci è cascata e Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, ha deciso di chiarire oggi che no non sta scendendo in politica con il movimento Disumano, che guarda caso è pure il titolo dell'album che esce il 26 novembre. Su twitter e su Instagram in due rate schiaffeggia i giornalisti che non hanno fatto verifiche e sono caduti nella bufala, termine boomer perché invece lui usa la parola 'trollata' ossia la provocazione senza senso, truffaldina e fomentatrice sul web. Ben gli sta alla stampa italiana perché "la politica è una cosa seria" e si busca la ramanzina da Fedez. Tutto risale ad una manciata di giorni fa quando basta un accenno social della metà maschile (con lo smalto però) dei Ferragnez - l'acquisto di un dominio internet FedezElezioni2023 - per scatenare voci, controvoci senza verifiche né smentite. Il rapper sta zitto e se la gode, tutta pubblicità per lui e famiglia (è in arrivo anche la serie Amazon con Chiara Ferragni, Leone e Vittoria), più ce n'è più si guadagna, del resto oltre che rapper, musicista da hit è pure influencer dunque è pane per la cena. Oggi ci torna su, si traveste da politico, giacca, cravatta, studio classico in noce sullo sfondo e volpino in grembo da accarezzare mentre guarda in videocamera (si chiamerà Dudù?). "Scendo in campo perché la politica italiana è una cosa seria: Vota Disumano" dice ammiccante, sembra un manifesto politico invece è guerriglia marketing del nuovo album, intitolato Disumano. Il video è una burla all'incontrario: "L'Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti, qui - dice accarezzando il cane - ho imparato da mio padre e dalla vita il mio mestiere di truffatore, qui ho appreso la passione per i preti che fanno i tiktoker. Ho scelto di scendere in campo e frodare la cosa pubblica, perché non voglio vivere in un paese civile, governato da forze mature e da uomini legati a doppio filo ad un passato di conquiste sindacali e diritti per tutti. Il movimento si chiama Disumano ed è possibile realizzare insieme un grande incubo: quello di un'Italia sempre più ingiusta, menefreghista verso chi ha bisogno e che nelle recite di fine anno della comunità europea ha il ruolo del cespuglio. Vi dico che possiamo, dobbiamo, costruire insieme per noi e per i nostri figli un nuovo miracolo italiano", conclude alzando il pollice. Poi stasera svela a chi ancora non l'avesse capito: "E' bastato che acquistassi un dominio Internet, FedezElezioni2023, che però scadeva a novembre 2022, sarebbe bastato fare una piccola ricerca ai giornalisti per capire che era una stronzata. Questo la dice lunga sullo stato del giornalismo e dell'informazione in Italia". In una storia su Instagram fa vedere i titoli di diverse testate e programmi tv che hanno abboccato all'esca. Nel mirino, in particolare, un video di Stefano Feltri, direttore del Domani, "che dice 'fermiamo gli influencer perché lavorano per Amazon'", ma poi in pagina - e il rapper la mostra - ha una pubblicità di Amazon. "Questa settimana - dice ancora - sono successe cose surreali. Ci sarà una campagna elettorale, da qui fino all'uscita del disco, ma sarà campagna elettorale finta, d'altronde quale campagna non si è poi rivelata finta?", aggiunge Fedez, spiegando di aver "preparato una serie di cartelloni elettorali tra i più grotteschi, di cattivo gusto, squallidi e disumani che abbiate mai visto ma non così lontani dalla realtà". Un messaggio anche per Beppe Severgnini, "che ha detto 'Fedez in politica? La moglie è più carina'. Caro Beppe, ma alla Oxford University non ti hanno insegnato che la bellezza non rientra tra le competenze necessarie per entrare in politica o fare qualsiasi altro tipo di lavoro? Mi devo placare - aggiunge - sennò divento una pazzerella scatenata" ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giorgio Barberio Corsetti, riparto da Amleto, è il teatro All'Argentina prima assoluta per ''agopuntura dell'anima''

15 Novembre 2021, 18:23pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ripartire da Amleto ''che mette al centro il teatro e la rappresentazione come enigma, pulsione, luogo che ci porta fuori i nostri segreti mettendoli in luce''. Ma anche un testo in cui ''il protagonista parla continuamente in modo diretto con lo spettatore'', che finalmente, dopo una lunga assenza dovuta alla pandemia è lì, in sala, fisicamente davanti a luiGiorgio Barberio Corsetti racconta in un'intervista all'ANSA il suo Amleto (suoi l'adattamento e la regia dell'opera di William Shakespeare nella traduzione di Cesare Garboli) che apre la stagione del Teatro Argentina di Roma e sarà in scena dal 17 novembre al 9 dicembre. ''Il mio è stato un lungo viaggio verso Amleto - racconta - perché lo volevo fare due anni fa, prima della pandemia. Ma non si può fare senza contatti fisici, allora ho fatto le Metamorfosi dove l'assenza di contatto è basilare''. Perché Amleto? perché ''è un testo che mette al centro il teatro, ancora più centrale quindi dopo questa lunga stagione di teatri chiusi'', spiega il regista. Il suo di Amleto poi ''parte dall'essere e non essere, un punto da cui è ripartito ognuno di noi in questo momento, vivere o non vivere''. E' insomma ''un ritorno al teatro come luogo in cui succedono, si vedono cose invisibili, si ascoltano parole indicibili. Come in Amleto appunto il fantasma del padre, si vede il fantasma che appare anche nel nostro lavoro, ed è un fantasma straziato, tirato con la forza dal mondo dei morti''. Per Barberio Corsetti ''è la scena più forte quella di Amleto con la madre, quando la accusa di tutto, e appare il fantasma del padre e si ricostruisce così per un attimo la famiglia. E' lì la forza del teatro, nel colpirci in luoghi e pensieri che non sapevamo di avere, nei nostri segreti. Ciò che può fare è questo: una sorta di agopuntura dell'anima. Soprattutto in una stagione che forse sarà l'unica che riusciremo a fare completa''. Ma il ritorno in sala per Barberio Corsetti, dopo la pandemia, ''è l'antidoto, perché il teatro è il luogo dove si può contrastare la pandemia. La solitudine - spiega - trasforma il silenzio in ascolto profondo. Bisogna solo rimboccarsi le maniche e lavorare, per il teatro, per la città''. In questo periodo del resto il suo lavoro per Roma non si è mai interrotto, con il Cantiere Amleto, laboratorio portato nelle periferie. ''Siamo partiti da Tor Tre Teste e poi Tor Bella Monaca con i due teatri, insieme al centro di assistenza dell'Ex Fienile, con ogni volta almeno 40 cittadini coinvolti, a fasi alterne per le interruzioni obbligate dai tempi. Ora vorrei proseguire ad Ostia Lido con un altro laboratorio, che sarà il capitolo finale del nostro Cantiere Amleto. Ora con Amleto all'Argentina, che anche fisicamente è al centro della città, ci siamo concentrati sul fatto che il teatro è il cuore della città dove in maniera simbolica, partono i pensieri dei vari laboratori''. Qui arriva però ''l'Amleto a modo mio che è anche Elsinore, una struttura, una macchina di ferro che si muove e si trasforma, è possibile città molto stilizzata, architettura con i piano inclinati, luoghi fisici simbolici in un'idea di architettura industriale''. Ma poi su tutto gli attori: ''in scena un gruppo di attori straordinario guidati da Fausto Cabra, che sta creando un Amleto unico, perché ha una capacità straordinaria di rivolgersi direttamente al pubblico in un luogo come il teatro che riesce a portare alla luce le sottigliezze, le variazioni. E' potente e comico insieme, riesce ad esprimere quella singolarità shakespeariana che è nella capacità di far sorridere nelle situazioni più terribili''. Perché sì, a dire la verità, ''il teatro non è l'arte del grosso, ma è tutto nelle ombre, nelle pieghe dove lo spettatore riesce a entrare senza nemmeno accorgersene''. DI ELISABETTA STEFANELLI ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI STORIA DI TONY RENNIS

14 Novembre 2021, 19:30pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Tony Renis Primo Piano.jpg

inserito da Michele Pappacoda Elio Cesari, meglio conosciuto come Tony Renis (Milano, 13 maggio 1938), è un cantante, compositore, produttore discografico e attore italiano. Figlio del pittore Orfelio Cesari (1912-2008), conosciuto anche come paroliere con lo pseudonimo Orfelius, e della modista Jone Castagnoli (1905-2005), ha una sorella minore, Fernanda. Dopo i primi esordi, ancora fanciullo, sul palcoscenico del teatro parrocchiale di San Lorenzo alle colonne, comincia la vera e propria attività nel mondo musicale a metà degli anni cinquanta, dapprima con il suo nome e in seguito con lo pseudonimo Tony Renis, ricavato unendo i nomi di Guido Reni e Tony Curtis: si esibisce nei locali notturni di Milano e in seguito nei teatri di avanspettacolo del circondario milanese in coppia con Adriano Celentano, suo amico di infanzia, nell'imitazione rispettivamente di Dean Martin e Jerry Lewis. Sempre durante questi anni trascorre le stagioni estive all'Elba, isola che reputa uno dei più bei posti al mondo[1], esibendosi in imitazioni degli idoli dell'epoca, come Elvis Presley e suonando abitualmente all'Hotel Del Golfo di Procchio.

 
Tony Renis e Mina

Nel 1958, ottenuto un contratto con la Combo Record, casa discografica di proprietà di Gorni Kramer, pubblica i suoi primi 45 giri, con cover di successi italiani e statunitensi. Nel 1959, passato alla Voce del Padrone, esordisce come cantautore vincendo la Sei giorni della canzone, interpretando Tenerezza, brano che alcuni anni dopo verrà ripreso, con maggior successo commerciale, da Gianni Morandi. Nel 1961 esordisce al Festival di Sanremo con Pozzanghere (con un testo scritto da suo padre), ma non viene ammesso in finale. Nello stesso anno partecipa allo Zecchino d'Oro con il brano Piccolo indiano da lui composto su testo di Mogol. L'anno successivo si ripresenta al Festival con Quando quando quando, canzone nata dalla collaborazione con Alberto Testa, autore del testo: la canzone non vince, ma arriva prima in classifica per dieci settimane in Italia e nona in Germania e fa il giro del mondo e viene reincisa in centinaia di versioni da interpreti di varie nazionalità. L'enorme successo commerciale e artistico di Quando quando quando risarcisce ampiamente Tony Renis dalla sconfitta di Sanremo, sconfitta da cui avrà comunque modo di rifarsi vincendo nel 1963 la gara televisiva di Canzonissima con Quando quando quando e il Festival con il brano Uno per tutte.

 
Tony Renis sul palco del Festival di Sanremo 1962; in primo piano il maestro Gianni Ferrio

Nel 1964, nonostante stia facendo il servizio militare nei paracadutisti, partecipa ancora al Festival di Sanremo con la canzone I sorrisi di sera in coppia con Frankie Avalon. Nello stesso anno partecipa al programma televisivo di varietà "Za-bum" e realizza il 45 giri Cara fatina/Lettera a Pinocchio per la CDI, lavorando con Quincy Jones come arrangiatore e Phil Ramone come tecnico del suono; il disco viene inciso in sette lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, svedese e giapponese) e pubblicato in molte nazioni[2]. Il 1966 è l'anno di Nessun'altra che te e del nuovo contratto con la casa discografica RCA Italiana. Questi anni, dal 1966 al 1972, lo vedono protagonista nel jet set internazionale: Montecarlo, Saint Moritz, Parigi, Londra e Hollywood.

Il 1967 è l'anno di Quando dico che ti amo: la canzone, che arriverà seconda, al Festival di Sanremo, viene presentata dall'esordiente Annarita Spinaci in coppia con il gruppo Les Surfs. Di qui, grazie anche al rilancio da parte della sua nuova casa discografica, riparte una nuova serie di successi: dalla stessa Quando dico che ti amo che anche lui incide, a Non mi dire mai goodbye, presentata a Un disco per l'estate, da Frin frin frin a L'aereo parte, entrambe sigle televisive, da Il posto mio (Sanremo 1968, in coppia con Domenico Modugno) a Canzone blu (Sanremo 1970).

 
Tony Renis con Quincy Jones, Brambilla (direttore ufficio vendite CDI), Pier Quinto Cariaggi (titolare della CDI) e Phil Ramone nel 1964

Tuttavia, il suo desiderio è quello di proporre a Mina, sua amica dai tempi degli esordi, un brano che da tempo custodisce nel cassetto, ma che è sicuro di poter trasformare in un successo internazionale se interpretato dalla voce giusta: il brano è Grande grande grande, e Mina ne farà uno dei più grandi successi della sua carriera. All'estero, con il titolo Never never never, verrà interpretato da Shirley Bassey e, dopo molti anni, ripreso anche da Céline Dion in duetto con Luciano Pavarotti, con il titolo I hate you then I love you. Nel 1970 è il cameriere Leopoldo Brandmayer ne Al cavallino bianco per il Teatro Verdi (Trieste) con Aldo Fabrizi e Sandro Massimini nel Teatro Stabile Politeama Rossetti.

All'inizio degli anni settanta Tony si trasferisce negli USA, prima a New York e poi a Los Angeles, dove ritrova Quincy Jones e conosce tra gli altri Stevie Wonder e Frank Sinatra. Nel 1978 la casa discografica Warner Bros. gli propone di cavalcare l'onda della disco music ed esce Disco Quando, reincisione con un nuovo arrangiamento del suo cavallo di battaglia Quando quando quando. Nel frattempo, durante la sua permanenza negli Stati Uniti, si esibisce a Las Vegas come cantante, diventa produttore discografico e scrive colonne sonore, diventando uno degli italiani più famosi degli USA (verrà soprannominato "Mister Quando Quando Quando"). Frequenta Gregory Peck, Charlton Heston, Kirk Douglas e conosce personalmente Ronald Reagan e la moglie Nancy, scrive e produce canzoni per Diana Ross, Julio Iglesias, Lionel Richie e lancia Nikka Costa, la bambina-prodigio figlia del celebre direttore d'orchestra Don Costa, riuscendo a portarla al numero uno delle classifiche italiane e internazionali.

 
Tony Renis con Céline Dion e Andrea Bocelli

Nel 1988 scrive con Massimo Guantini Milan Milan, inno ufficiale del Milan, squadra di cui è tifoso. Nel 1992 sposa Elettra Morini, Prima Ballerina Etoile del Teatro alla Scala, con matrimonio celebrato a Milano. Nel febbraio 1999 vince il Golden Globe e ottiene una candidatura all'Oscar con The Prayer dal cartone animato Quest for Camelot (La spada magica) cantata da Céline Dion e Andrea Bocelli. Nel 2000 in occasione del 50º anniversario del Festival della Canzone Italiana gli viene conferito il Premio Speciale alla Carriera - San Remo 2000, tributo per il suo impegno nel far conoscere la musica italiana nel mondo. Nello stesso anno è Mercurio in Adriana Lecouvreur (opera) con Fiorenza Cedolins diretto da Daniel Oren e la regia di Mauro Bolognini al Teatro Verdi di Trieste. Il 2001 è l'anno della miniserie televisiva Cuore prodotta da Canale 5 per la quale scrive con Massimo Guantini la canzone dei titoli di coda Se la gente usasse Il cuore, con la quale nel 2002 riceve il premio Telegatto. Il 2002 è l'anno dei riconoscimenti internazionali: il Ministero per gli Affari Esteri nomina infatti Tony Renis Ambasciatore della Canzone Italiana nel Mondo, ennesimo riconoscimento al talento e al lavoro svolto come rappresentante della musica italiana all'estero. Dopo quel riconoscimento l'Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali lo insignisce del titolo di Accademico della Musica Italiana e l'Accademia Pontificia Tiberina lo nomina Accademico tiberino.

 
Tony Renis e Frank Sinatra

Nel 2004 la Rai (Radio Televisione Italiana) lo nomina direttore artistico della 54º edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Terminata l'esperienza sanremese, Tony torna alla composizione e realizza il tema della pellicola Christmas in Love, componendo la canzone Merry Christmas in Love, premiata nel 2005 con il David di Donatello, la Grolla d'oro, il premio Saint-Vincent per il cinema e il Globo d'oro, il premio cinematografico della stampa estera in Italia. Dopo aver ricevuto sempre nel 2005 il Premio alla carriera Federico Fellini al Festival del Cinema di Roma, Tony torna negli USA. L'Hollywood Foreign Press Association gli riconosce una candidatura al premio Golden Globe nella categoria miglior canzone originale, per il brano Merry Christmas in Love.

Nel 2006 realizza un progetto che inseguiva da molti anni: Amore, realizzato e coprodotto con David Foster e Humberto Gatica e interpretato da Andrea Bocelli. Amore diventa in breve tempo un grande successo internazionale in cui spiccano le partecipazioni di Stevie Wonder e Christina Aguilera. L'oramai costante presenza di Tony a fianco di Andrea Bocelli prosegue nel 2007: sempre con David Foster e Humberto Gatica, produce 5 brani del cd The Best of Vivere. Nel 2016 gli è stato attribuito alla Camera dei deputati il Premio America della Fondazione Italia USA:[3].

fonte Wikipendia

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 11 novembre 2021, Un Professore di nome Gassmann sale subito in cattedra

12 Novembre 2021, 11:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv 11 novembre 2021, Un Professore di nome Gassmann sale subito in cattedra

INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 11 novembre 2021. In prima serata su Rai1 parte forte la serie Un professore con Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi, ha conquistato una media di 5.090.000 telespettatori, pari al 25,3% di share. Su Canale5 si difende con le unghie Iva Zanicchi e porta a casa con D’Iva 1.969.000 telespettatori, share 13,4%. Su Italia1 il film Jack Reacher Punto di non ritorno 1.690.000 (8,2%). Su La7 PiazzaPulita 917.000 (5,6%). Su Rete4 Dritto e Rovescio 801.000 (4,8%). Su Rai3 Che fine ha fatto Baby Jane con Franca Leosini 665.000 (3,1%). Su SkyUno/+1 X Factor 517.000 abbonati e 2,6% di share. Su Rai2 Quelli che… 512.000 (2,5%). Su Nove Il contadino cerca moglie 388.000 (1,8%). Su Tv8 Il film Inferno 236.000 (1,2%). In Fascia Access Prime Time vince Amadeus con i Soliti Ignoti su Rai1 con ospite Alessandro Gassmann 5.181.000 (21,9%) davanti a Striscia la Notizia 3.748.000 (15,9%) su Canale5. Su Rai3 Blob 1.161.000 (5,3%), Che Succ3de? 1.429.000 (6,3%), Un Posto al Sole 1.739.000 (7,3%). Su La7 Otto e Mezzo 1.472.000 (6,2%). Su Rete4 Stasera Italia 1.066.000 (4,6%) nella prima parte e 1.020.000 (4,3%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 710.000 (3%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità di Flavio Insinna 4.531.000 (23,4), Tg1 5.296.000 (24,1%), su Canale5 Caduta Libera 3.620.000 (19,3%), Tg5 4.378.000 (19,8%). In seconda serata Porta a Porta di Bruno Vespa 1.054.000 (12,2%), su Rai2 Anni 20 Notte 150.000 (1,9%), su Rai3 Fiorella Mannoia 368.000 (2,6%) e Tg3 Linea Notte 299.000 (3,8%). Su Italia1 The Accountant 429.000 (6,3%).

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Collage di Giovanni Farzati 💥

11 Novembre 2021, 16:46pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, piatto e spazio al chiuso

DI GIOVANNI FARZATI Il batterista del complesso i Mas di Perdifumo, a dx Michele Marzucca di Vatolla; ma anche un giovanissimo Nello Maffongelli di Mercato, a sx foto, fine anni 70

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv, 10 novembre 2021. Al Costanzo Show cantano tutti. Pure Bassetti e Gasparri

11 Novembre 2021, 11:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ascolti Tv, 10 novembre 2021. Al Costanzo Show cantano tutti. Pure Bassetti e Gasparri

INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 10 novembre 2021. In prima serata su Canale5 La serie Storia di una famiglia perbene ha registrato una media di 3.538.000 telespettatori, share 17,7%. Su Rai1 in replica Il Volo Tributo a Ennio Morricone 3.322.000 (16,6%). Su Rai3 Chi l’ha visto? 1.947.000 (9,6%). Su Italia1 Il film Suicide Squad 1.368.000 (6,3%). Su La7 Non è l’Arena 799.000 (4,7%). Su Rai2 La serie Il cacciatore il primo episodio 945.000 (3,9%), il secondo 889.000 (4,3%). Su Rete4 Zona Bianca con l’ennesimo abbandono in trasmissione, stavolta è toccato all’ex Iena Giarrusso, 573.000 (3,3%). Su Tv8 X Factor 446.000 (2,4%). Su Nove Accordi & Disaccordi 331.000 (1,5%).
In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti 4.965.000 (20,3%). Su Canale5 Striscia la Notizia 4.240.000 (17,3%).  Su Rai3 Blob 1.159.000 (5,2%), Che Succ3de? 1.453.000 (6,1%), Un Posto al Sole 1.837.000 (7,5%). Su La7 Otto e Mezzo 1.687.000 (6,9%). Su Rete4 Stasera Italia 1.042.000 (4,3%) nella prima parte e 1.095.000 (4,4%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 833.000 (3,4%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 4.605.000 (23,5%), Tg1 5.241.000 (23,3%). Su Canale5 Caduta Libera 3.602.000 (19%), Tg5 4.796.000 (21%). In seconda serata su Canale5 il Maurizio Costanzo Show che è riuscito a far cantare il virologo Bassetti con Gasparri 1.150.000 (16,8%). Su Rai1 Porta a Porta 635.000 (9,5%).

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gigi D'Alessio assolto, non ci fu evasione: «La verità alla fine vince sempre» Fu accusato di aver evaso 1,7 milioni di euro, dopo un'inchiesta del 2015, ma adesso "la verità è venuta a galla"

10 Novembre 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gigi D'Alessio assolto, non ci fu evasione: «La verità alla fine vince sempre» Fu accusato di aver evaso 1,7 milioni di euro, dopo un'inchiesta del 2015, ma adesso "la verità è venuta a galla"

INSERITO DA ANGELA CECERE Non ci fu alcuna evasione fiscale, nessun illecito. Finisce così la vicenda giudiziaria che coinvolgeva il cantante Gigi D'Alessio, accusato di avere frodato il fisco per circa 1,7 milioni di euro. Lo ha stabilito il giudice monocratico di Roma che ha fatto cadere le accuse per l'artista e altre quattro persone con la formula «perché il fatto non sussiste». Il processo nasce da un'inchiesta del 2015 dei pm capitolini per un'evasione fiscale legata al mancato versamento di Iva e Ires. I fatti risalgono al 2010. Insieme a Gigi D'Alessio erano finiti a processo un socio del cantante napoletano e tre legali rappresentanti che negli anni si erano avvicendati nella Ggd Productions srl, società riconducibile a D'Alessio nei cui confronti la Procura aveva sollecitato una condanna a 4 anni per l'accusa di occultamento delle scritture contabili. Nel corso della requisitoria il rappresentante dell'accusa aveva chiesto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione in relazione a due capi di accusa. «Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso», ha commentato il cantante aggiungendo che per lui oggi «è un giorno felice perché la verità è venuta a galla, dopo oltre dieci anni di ombre pesanti per me e i miei collaboratori, in cui ci siamo dovuti difendere da accuse infondate che hanno infangato la nostra serietà e il nostro lavoro». E ancora: «chi mi conosce sa che sono sempre stato tranquillo, avendo massima fiducia nella giustizia e nel lavoro della magistratura. Con tanta pazienza, la verità alla fine vince sempre e ora è sotto gli occhi di tutti».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Striscia la Notizia, le nuove veline in quarantena: richiamate Shaila e Mikaela Giulia e Talisa stanno bene, ma sono state a contatto con una persona risultata positiva

9 Novembre 2021, 11:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Striscia la Notizia, le nuove veline in quarantena: richiamate Shaila e Mikaela Giulia e Talisa stanno bene, ma sono state a contatto con una persona risultata positiva

INSERITO DA ANGELA CECERE Il Covid non risparmia nessuno. Nemmeno le belle veline di Striscia la Notizia. Giulia Pelagatti e Talisa Jade Ravagnini, nel pieno rispetto delle normative anti Covid, sono in quarantena fiduciaria perché nei giorni scorsi hanno avuto un contatto con una persona risultata positiva al coronavirus. A sostituirle ci penseranno due volti noti. Da questa sera, infatti, a Striscia la Notizia tornano le veline dei record Shaila Gatta e Mikaela Neaze Silva. La mora e la bionda del tg satirico sono state sul bancone di Striscia dal 2017 al 2021. Un ritorno temporaneo in attesa che le due veline termino la quarantena. Entrambe, infatti, stanno bene e scalpitano per tornare sul bancone del tg di Antonio Ricci e seguiranno le puntate da casa.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Giucas Casella taglia i capelli a Francesca Cipriani, lei va fuori di testa: «Sei finito»

8 Novembre 2021, 19:11pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Giucas Casella taglia i capelli a Francesca Cipriani, lei va fuori di testa:  «Sei finito»

Francesca Cipriani perde la testa per Giucas Casella | “Sei finito”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scherzo poco riuscito al Grande Fratello Vip. Giucas Casella ha tagliato una ciocca di capelli a Francesca Cipriani, che però ha reagito male: anzi, malissimo. Il mago è stato costretto a scappare via: "Ma è solo uno scherzo, non te la prendere". Lei non ha voluto sentire ragioni: "Mi hai tagliato una ciocca di capelli, per me sei un uomo finito. Per te adesso è finita". Soleil e le Selassie hanno provato a calmare Francesca ma non ci sono riuscite. Giucas è stato costretto così a starle lontano per molto tempo. IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Morto Astro, fondatore del gruppo reggae pop UB40 'Red red wine' ha venduto oltre 100 milioni di dischi

7 Novembre 2021, 12:00pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'ex cantante e membro fondatore del gruppo reggae britannico UB40, diventato famoso negli anni '80 con successi come 'Red Red Wine' e 'Can't Help Falling In Love' è morto all'età di 64 anni, dopo una breve malattia. Lo ha fatto sapere la sua band. Terence Wilson, noto con il nome d'arte Astro, si è esibito con gli UB40 fino al 2013, quando ha lasciato il gruppo per formare un'altra band con lo stesso nome per contrasti economici. "Siamo assolutamente devastati e addolorati nel dover annunciare che il nostro amato Astro è morto dopo una breve malattia", ha scritto su Twitter la sua band attuale, gli UB40 con Ali Campbell e Astro. "Il mondo non sarà più lo stesso senza di lui". La sua ex band ha confermato la notizia, dicendo che Wilson era morto dopo "una breve malattia". La cover pop reggae degli UB40 'Red Red Wine' di Neil Diamond li ha portati alla fama, facendo vendere oltre 100 milioni di dischi. Hanno anche battuto il record, alla pari con Madness, per il maggior numero di settimane in testa alla classifica dei singoli del Regno Unito negli anni '80. Proveniente da Birmingham, il gruppo ha cavalcato l'onda del malcontento giovanile dell'epoca scegliendo per nome quello del modulo per chiedere l'indennità di disoccupazione. Il batterista Jimmy Brown ha dichiarato quest'anno al Guardian che il gruppo era stato persino sorvegliato dall'intelligence britannica. "L'MI5 stava intercettando i nostri telefoni, controllando le nostre case in vari modi", ha detto. "Non stavamo pianificando la rivoluzione, ma se la rivoluzione fosse avvenuta, sapevamo da che parte stare". ANSA

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