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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Premio Flaiano annuncia querela per diffamazione a Rondoni (v. 'Premio Flaiano Poesia, Rondoni...' delle 10,58)

22 Giugno 2024, 13:39pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Premio Flaiano annuncia querela per diffamazione a Rondoni (v. 'Premio Flaiano Poesia, Rondoni...' delle 10,58)

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La risposta di Carla Tiboni presidente del Premio Flaiano a Davide Rondoni è stata affidata ad un comunicato nel quale la Tiboni annuncia una querela per diffamazione. "Concentrata sulle tre serate dei Premi Internazionali Flaiano, di cui questa sera si attribuiranno i Premi di Poesia, non intendo né polemizzare né rispondere all'ex componente della giuria Davide Rondoni, avendo dato mandato ai legali dell'associazione Flaiano e dei Premi Flaiano di agire in giudizio per avere Rondoni diffamato i Premi, l'associazione Flaiano e la sottoscritta quale presidente. La solidità dei premi supera brillantemente anche questo tentativo di svilirne l'importanza, che come sempre cade nel vuoto" , ha detto la Tiboni. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Palinsesti Rai, i conduttori e i programmi a rischio: da Serena Bortone a Marco Liorni e Pino Insegno, uscite attese e nomi a sorpresa

20 Giugno 2024, 10:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Palinsesti Rai, i conduttori e i programmi a rischio: da Serena Bortone a Marco Liorni e Pino Insegno, uscite attese e nomi a sorpresa

INSERITO DA ANGELA CECERE La stagione televisiva è appena conclusa, ma è già fermento per l'arrivo dei nuovi palinsesti. L'estate porta con sé l'attesa di chi non è ancora certo della riconferma e degli spettatori che sperano di ritrovare in programmazione quel conduttore o quel programma al quale si erano appassionati. Per le ufficialità bisognerà aspettare circa un mese. Nel frattempo, ci si potrà spellare le mani scandagliando le decine di anticipazioni, che arrivano puntuali a svelare il futuro dei protagonisti della tv. Attesa per il palinsesto Rai Per quanto riguarda la Rai, sono tanti i nomi in bilico in vista dell'autunno. La prima stagione targata Meloni si è chiusa non senza polemiche e a viale Mazzini sono in corso le discussioni che dovranno portare alle scelte decisive.

LEGGO

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La disabilità oggi e ieri: la grande sfida del passato e del presente

20 Giugno 2024, 08:44am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

A Sparta, nell’antichità, se un bambino non era conforme agli standard estetici, mentali e fisici del tempo (ossia, in caso di deformità fisica o psichica) era gettato nel baratro del monte Taigeto, poiché si riteneva che la sua presenza al mondo non avrebbe prodotto alcun frutto.

Neppure nell’antica Roma, la cui immagine giunta sino a noi, rispecchia, ancora oggi, uno dei massimi esempi di civiltà occidentale di un’era remota, i deformi erano risparmiati da aspri giudizi. Uno dei commenti più crudeli proviene da un autore di trattati filosofici, tuttora considerato uomo di eccelsa saggezza: Lucio Anneo Seneca. Seneca, al tempo, dichiarò che era lecito e ragionevole separare gli esseri umani sani da quelli, da lui definiti, inutili.

Ciò che ancora più sconvolge è la cieca ipocrisia di cui, nella Roma imperiale, erano vittime i legionari rimasti feriti in guerra. Sebbene, inizialmente, questi fossero motivo di orgoglio per i cittadini della Caput Mundi, erano spesso abbandonati poco dopo e, infine, emarginati.

A seguire, Platone, filosofo universalmente noto, rese pubblico il suo pensiero, riassumibile nella volontà di un’avvilente selezione della specie umana. L’apologeta di Socrate sosteneva che gli individui affetti da disabilità fossero incompatibili con la vita.

Soltanto con la nascita del Cristianesimo e l’affermazione dell’umana pietà, i cosiddetti disabili iniziano a essere stimati figli di Dio, venendo, in tal modo, equiparati, per la prima volta, a tutti gli altri.

La luce del Cristianesimo, però, dura poco e non riesce in tempo a raggiungere tutte le menti. Già nel medioevo, si riprecipita nel buio più tetro. Durante l’età medievale, lo “storpio” causa paura e orrore e le madri dei figli disabili sono accusate di aver avuto rapporti col diavolo.

A partire dal XV secolo, la crudeltà umana fa dei disabili delle creature derise e oltraggiate. Dalla Germania, alcune navi, chiamate navi dei folli, con a bordo delle persone fisicamente o mentalmente non sane, approdano su isole deserte, per scaricarvi gli “inadatti” alla società.

All’interno delle corti europee, soggetti colpiti da anomalie, quali il nanismo, sono motivo di sollazzo. Le loro imperfezioni sono ridicolizzate dinanzi a platee di gente, appartenente all’élite.

Nel 1700, il secolo dei lumi, la ragione riacquista una posizione centrale e sono intrapresi studi e ricerche aventi come obiettivo l’alleviamento delle sofferenze degli invalidi. Anche questa volta, però, basta davvero poco per soffiare sulla fiacca fiamma, accesa dagli intellettuali, che aveva rischiarato per un attimo gli intelletti ancora ingabbiati in oscure tenebre.

Diversi filosofi illuministi, di lì a breve, sarebbero stati imprigionati per le loro idee rivoluzionarie e nonostante la rivoluzione industriale avrebbe proseguito nel richiamare l’attenzione sui soggetti più fragili e deboli, la regressione era ad un passo dalla realizzazione.

Ci siamo sempre vantati tanto di esser divenuti, dopo l’avvento dell’illuminismo, uomini di ragione, pronti all’accoglienza e al sostegno degli altri. Tuttavia, non sono state rare le volte in cui si è ripiombati nel più cieco egoismo, senza dimenticare, ovviamente, gli orrori a cui si è giunti nella Germania nazista.

A 80 anni dall’attuazione dell’abominevole piano di eutanasia della Germania naziolsocialista, l’Aktion T4, a piccoli passi, la situazione sembra essere migliorata. Ma di quanto?

Dal secondo dopoguerra, prende il via un vero e proprio programma di integrazione: lo sport diviene lo strumento di recupero fisico e mentale per coloro che sono nati con o hanno conosciuto, nel corso della loro esistenza, mali fisici o psichici.

Nel 1948, sono istituite le Paraolimpiadi e, solo, nel 2006, l’ONU approva una convenzione che riconosce l’eguaglianza giuridica e molti altri diritti fondamentali ai disabili.

Eppure, oggigiorno, nonostante molti pregiudizi siano stati abbattuti, c’è ancora chi non ha compreso la portata del dramma di questi individui e chi, in un mondo che si definisce civile, si ostina a rifiutare chi è diverso. Riflettendoci bene, cosa li rende così diversi da noi, “soggetti sani”?

In realtà, sono a noi più vicini di quanto pensiamo, convivono con le nostre stesse paure, le stesse passioni, gli stessi sentimenti. Anche noi abbiamo dei limiti che, spesso, coincidono coi loro. Non di rado, ci si trova dinanzi a persone sorprendentemente intelligenti, spontanee e sincere. Incredibilmente meno infelici, anche se più svantaggiate.

Esattamente come noi, sognano una vita appagante e colma di relazioni soddisfacenti. Tuttavia, attualmente, sono ancora numerose le difficoltà riscontrate ad offrire loro supporto. Chi soffre di un determinato tipo di disabilità è, molte volte, lasciato solo, in condizioni di salute precarie, è bersaglio di discriminazione sociale, stigmi e patisce ingiustizie a livello politico e economico.

Lo stesso sistema sanitario, il quale dovrebbe assistere e tutelare i più fragili, presenta non pochi problemi: gli stessi operatori, alle volte, sono impossibilitati a favorire appoggi, per via delle credenze negative che li animano. Nondimeno, sappiamo che sono esseri umani come noi e che la legge ha attribuito valore alla loro esistenza e allora cosa ci spaventa? Cos’è la disabilità?

Per definizione, la disabilità è la condizione di chi, sin dalla nascita o in seguito a una menomazione, ha una ridotta capacità di interazione con l’ambiente esterno. Ad oggi, riguarda una persona su cinque nel mondo, numero destinato a crescere visto l’invecchiamento della popolazione.

Normalmente, distinguiamo tre tipi di disabilità: fisica, mentale e sensoriale. La disabilità fisica è compromissione o impossibilità del movimento, la disabilità psichica coincide con un ritardo che può essere lieve, moderato, grave o gravissimo. Generalmente, la disabilità mentale è prenatale o si manifesta durante l’età dello sviluppo. A questi due tipi di disabilità, possono associarsi anche disturbi del linguaggio.

L’ultimo tipo di disabilità, la disabilità sensoriale, è legato alla sordità o alla cecità: anche qui sono appurabili diversi gradi di invalidità.

Dal momento che ogni essere umano ha diritto a una vita felice e completa, la società dovrebbe provare a eliminare i vuoti che contraddistinguono queste esistenze, ma vige ancora un sistema iniquo e ingiusto.

Da studi condotti con gran meticolosità, emerge che soprattutto chi soffre di disabilità motoria non è agevolato nel suo percorso di vita, non può godere appieno della brillantezza e del calore dei raggi del Sole, né può recarsi in tutti quei posti confezionati apposta per interagire con l’altro, per riflettere e ridere sulle questioni della vita.

Difatti, una moltitudine di città presentano tantissime barriere architettoniche e sociali: il timore, i pregiudizi nei confronti del diverso, la testimonianza del pensiero di coloro che ne disconoscono necessità e difficoltà, rappresentano un allarme non poco preoccupante.

Di tanto in tanto, menti, che vorrebbero far rivivere un passato sudicio di sangue degli individui uccisi perché fardello troppo pesante da sopportare, sembrano spaventosamente fare presa su porzioni della popolazione. Si riesce così a macchiare di orrore un millennio che pare essere all’avanguardia solo su un piano tecnologico.

Siamo davvero diventati, o siamo sempre stati, così insensibili al disagio altrui? Malgrado tutto, nel piccolo globo terrestre, a ben pensarci, se si cerca come si deve, esistono ancora porti in cui il faro della speranza non si è affievolito.

Nel belPaese, esistono associazioni che offrono un posto al sole a chi è obbligato a vivere una vita “diversa”. L’OPSA di Sant’Antonio di Padova, il teatro patologico di Roma, la squadra di calcio di Roma per non vedenti costituiscono solo alcune delle realtà italiane che hanno dato vita a occasioni di quotidianità partecipata e sviluppo motorio e civico, per tutti i reputati “diversi.”

Anche a livello scolastico, persino durante la pandemia, nel centro-Italia, a Firenze, un istituto alberghiero ha pensato rimedi e soluzioni per tutti i ragazzi svantaggiati, attivando convenzioni con la Caritas e laboratori pratici.

L’ONLUS, per impedire ai giovani con problemi, di affondare in un’ordinarietà folle e eternamente ripetitiva, ha consegnato, alle famiglie dei soggetti in questione, delle “right box” perché la loro prole potesse distrarsi e, al tempo stesso, apprendere nuove abilità.

In realtà, è da tempo immemore e in tutta Italia che si tenta di dar senso alle vite umane di chi presenta minorazioni. In Campania, nella bella cittadina di Capua, l’ormai ex docente Argia Dell’Aquila combatte strenuamente, per donare esperienze formative e piacevoli ai giovani capuani.

Argia Dell’Aquila è nata a Trieste, il 12 maggio 1939. Qualche anno dopo, lei e la sua famiglia si trasferiscono al sud Italia, poiché il padre è chiamato a prestare servizio presso il Palazzo Reale di Napoli.

Argia si ritrova così in Campania, a Capua, dove, al termine dei suoi anni adolescenziali, consegue il diploma all’istituto magistrale Salvatore Pizzi. In seguito, intraprende la professione di docente all’interno della scuola primaria.

Il suo primo impiego, da docente non di ruolo, lo ottiene nella zona di Mignano Monte Lungo. Lì, la sua didattica è improntata a progetti di vita che si sarebbero sviluppati nell’ambito classe.

Il compito da svolgere era arduo: in quelle aree di alta montagna, la vita era ancora rurale e grama. Affinché potessero procurarsi di che mangiare, una volta al mese, un inviato raccoglieva generi alimentari e giungeva nel piccolo paese, per rifocillare i depositi e le case del posto.

Sebbene l’obiettivo prefissato fosse complicato da raggiungere, l’insegnante Argia riesce nell’innalzamento del livello d’istruzione, in comunità lontane dai centri culturali.

L’avventura si rivelò altamente formativa, grazie anche all’organizzazione di pluriclassi: in un’unica aula, convivevano più classi. La maestra adottò una strategia molto innovativa per l’epoca, dividendo in piccoli gruppi le intere classi formatesi. In questo modo, si poté così instaurare una relazione di fiducia reciproca fra lei e i suoi discenti, grazie alla composizione di un primo gruppo di bambini più diligenti e studiosi.

Una volta terminata l’esperienza, a diretto contatto con la docente (non più elemento del tutto estraneo ai suoi alunni) del primo gruppetto, l’unione era sciolta, perché ogni studente bravo divenisse la guida di altri gruppi, stavolta formati da scolari meno brillanti.

Nel 1968, la maestra convola a nozze e, poco tempo dopo, Argia e il suo consorte di trasferiscono a Firenze. La ragione dello spostamento è la professione del coniuge, ora tecnico di laboratorio all’ospedale di Careggi. Tuttavia, non molto dopo, il marito è trasferito dal CTO di Firenze a quello di Napoli. I due sposi tornano a vivere in Campania.

Nel 1975, nasce Emilio, un bambino bello e sano che è però colpito dal maledetto virus della sala operatoria, lo pseudomonas. Le condizioni di salute del bambino peggiorano di giorno in giorno e l’otite evolve in meningite che diviene meningo-encefalite con idrocefalia.

Diverse complicazioni fanno sì che Emilio rimanga in coma profondo, per ben sei mesi e, dopo un intervento, in coma vigilato, per altri due mesi.

La vita dell’insegnante Argia e della sua famiglia era così cambiata per sempre. Più tardi, Emilio inizia a fare fisioterapia al Don Orione di Napoli. E’ proprio allora che inizia a prendere forma l’idea di un’associazione che possa sostenere bambini e ragazzi disabili, lungo il percorso delle loro travagliate vite.

Il marito della maestra di scuola primaria, durante la riabilitazione, conosce le famiglie di altri ragazzi con gravi problematiche e inizia a coltivare il progetto di un’unione con queste.

Una prima forma di collaborazione pensata dai coniugi doveva avere come obiettivi il potenziamento e lo sviluppo di questi ragazzi che, lasciata la scuola media, si ritrovavano privi di solidi punti di riferimento.

Di conseguenza, nel 1994, viene delineato il primo profilo dell’organizzazione territoriale capuana, con l’apertura di una sezione nella frazione di Sant’Angelo in Formis.

La partenza ufficiale dell’associazione ACPH (associazione capuana di portatori di handicap) avviene, però, solo nel 1996, dopo l’iscrizione al registro della regione Campania e all’agenzia delle entrate.

La nascita e la crescita di Emilio incoraggiano la maestra Argia a vedere al di là delle apparenze e dei limiti imposti ai cosiddetti “sfavoriti” dal fato.

Emilio rivela, sin da subito, alla sua genitrice, che tutto è possibile, anche quando, nella vita, è stata già emessa un’infausta sentenza. Non solo, da bambino, esce da un coma irreversibile, ma dimostra di poter immagazzinare anche idee complesse quali lo spazio, le linee chiuse (fino all’elaborazione del pentagramma) e l’alfabeto.

E’ grazie allo spirito guida di questa mamma che dalle menti della cooperativa scaturiscono molteplici progetti stimolanti, che apportano grande ausilio ai ragazzi nati con handicap.

Il primo programma in assoluto concerne la nascita di un doposcuola, per i ragazzi con disabilità o che avevano maggiori difficoltà con lo studio, col fine di avviare una collaborazione con le istituzioni scolastiche.

Negli anni 2000, tante eccellenti proposte e svariati disegni si realizzano nel cuore del comune capuano, grazie all’impegno profuso dall’intera associazione e alla delicata passione di chi li guida.

Nel corso di alcuni carnevali capuani, tenutisi negli anni 2000, sono costruiti mini carri che sfileranno nel cortile del comune: riproduzioni del castello di Carlo V o altri carri, edificati con materiali come il polistirolo.

I cortei, che i disabili impersonano su queste stupefacenti carrette, piacciono al punto tale che la sezione di Sant’Angelo allestisce un palco, per poter ballare con loro e nessuno si accorge che si tratta di individui con handicap.

Nel frattempo, l’organizzazione prova a portare avanti altri progetti di svago e valorizzazione della creatività, come un ciclo di lezioni di ricamo.

Altro strabiliante disegno, denominato “accessibilità all’arte,” promuove gli sforzi di piccole grandi menti nella ricerca culturale ed artistica. I ragazzi che vi hanno preso parte, hanno compreso l’importanza e l’onore di essere italiani, campani, capuani.

La realizzazione di essere nati nella culla dell’arte occidentale affiora nelle loro coscienze, arrivando così a concepire qualcosa di tanto semplice quanto fondamentale: il loro contributo può far conoscere un ambiente splendido a chi non ne conosce il valore. Quante menti, definite sane, non sono ancora giunte ad elaborare un simile pensiero?

Questi numerosi e incentivanti tentativi hanno permesso alla comunità dei disabili casertani di essere riabilitati, o meglio ancora, educati alla vita.

Anche se si sono susseguiti tanti successi, difficoltà e piccoli fallimenti non sono di certo mancati. Se, da un lato, alle volte, riuscire a spronare questi giovani, nel modo giusto, non è stato compito semplice, dall’altro, il disimpegno e la noncuranza nei confronti dell’associazione, da parte di terzi, ha ostacolato lo svolgimento pieno del percorso, negli anni.

Un esempio può essere rappresentato dal periodo in cui il famigerato Covid19 ha colpito la popolazione mondiale, momento nel quale non fu fatto alcuno sforzo per sostenere la piccola confederazione, che ha dovuto così accantonare ogni proposito.

Altra dimostrazione dell’attenzione prestata a questo piccolo mondo è stata l’erezione di barriere architettoniche poste dinanzi ad un locale, destinato proprio agli invalidi dell’ACPH.

Nonostante le avversità, ad ogni modo, si è comunque giunti a curare e guidare un programma che, dal 1996, giova alle persone con disabilità.

 La gratitudine e la gratifica provate dai genitori e l’intensa partecipazione dei ragazzi hanno originato una comunità contraddistinta da una preziosa collaborazione e da un gran senso di crescita responsabile, tutelata da ex docenti e braccia destre, offerte da volontari che si sono affezionati al tema dell’handicap.

E’ proprio ai coadiuvanti volontari che Argia Dell’Aquila rivolge il suo più sentito ringraziamento, per il  valido contributo al programma di assistenza, che vedrà nascere altri importanti proponimenti in futuro, come la nascita di corsi che consentano ai disabili di accumulare punteggio per partecipare a concorsi pubblici, la richiesta al Miur di inserire un esame sulla disabilità in ogni facoltà e la presenza di un docente curriculare, nelle scuole, che sia di sussidio al docente di sostegno, nell’ottica di superare i preconcetti sull’invalidità.

L’insegnante Argia sa di non aver nessun rimpianto e di aver anzi incontrato altre fonti di speranza, come un ragazzo che le ha confessato che, dopo il liceo musicale, intraprenderà lo studio della musicoterapia.

Infine, consiglia a chiunque desideri perorare la causa dei disabili, di farlo sempre con e per amore, con scienza e coscienza, senza mai fermarsi e farsi fermare.

 

Giordano Teresa

 

 

 

 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Temptation Island, Filippo Bisciglia: «Partiamo a bomba. Le nuove coppie si sono sbloccate subito» Partito il conto alla rovescia per la nuova e attesa edizione di Temptation Island

18 Giugno 2024, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Temptation Island, Filippo Bisciglia: «Partiamo a bomba. Le nuove coppie si sono sbloccate subito» Partito il conto alla rovescia per la nuova e attesa edizione di Temptation Island

INSERITO DA ANGELA CECERE Mancano dieci giorni all'inizio di Temptation Island e a quanto pare le nuove coppie sono prontissime a regalare colpi di scene, meme, sorrisi e perché no anche qualche lacrima. Il docu-reality di Maria De Filippi partirà il prossimo 27 giugno e come da tradizione Tv Sorrisi e Canzoni ha dedicato la copertina ai protagonisti e al padrone di casa Filippo Bisciglia. Le novità Sono sette le coppie che faranno il loro «viaggio dei sentimenti» all'interno di Temptation Island: Alessia e Lino, Siria e Matteo, Martina e Raul, Ludovica e Christian, Jenny e Tony, Gaia e Luca, Vittoria e Alex. Come da tradizione verranno saparate all'interno del villaggio, uomini da una parte donne dall'altra, e messe alla prova con i relativi single. «Questa edizione è partita a bomba!» assicura il conduttore, «Mentre nelle scorse stagioni passava qualche giorno prima che le coppie si sbloccassero, questa volta sono partite subito con le loro motivazioni».

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ultimo realizza il sogno di Chiara, sua fan che muove solo gli occhi: «A casa le ha cantato "Piccola Stella" e l'ha invitata al concerto»

17 Giugno 2024, 10:50am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Ultimo realizza il sogno di Chiara, sua fan che muove solo gli occhi: «A casa le ha cantato "Piccola Stella" e l'ha invitata al concerto»

INSERITO DA ANGELA CECERE Grazie all’associazione "Make a wish", che realizza i sogni di bambini malati, hiara è riuscita a incontrare Ultimo, che le ha cantato uno dei suoi brani più celebri Ultimo ha realizzato uno dei sogni più grandi di Chiara, una giovane fan di Lumezzane, paese in provincia di Brescia. La fan – costretta immobile su una speciale carrozzina – riesce e muovere soltanto i suoi grandi occhi azzurri, che spalanca quando è felice o contenta. Grazie all’associazione "Make a wish", che realizza i sogni di bambini malati, Chiara è riuscita a incontrare Ultimo, che le ha cantato uno dei suoi brani più celebri. Le parole della sorella di Chiara Claudia, la sorella di Chiara, quando ha visto Ultimo cantarle "Piccola Stella" nella cucina di casa si è molto emozionata. Al Giornale di Brescia ha raccontato: «Ultimo con il suo sorriso dolcissimo ha pronunciato il nome di Chiara e lei ha spalancato gli occhi. Si è approcciato alla nostra "stella" con la musica. Mentre cantava toccava dolcemente la mano a Chiara e lei ha percepito tanto amore mentre a noi ha scaldato l’anima». Il cantante ha invitato tutta la famiglia di Chiara a uno dei prossimi concerti.  Ultimo e i fan  Ultimo è molto vicino ai suoi fan e, quando può, cerca sempre di accontentare le loro richieste o di dedicare loro qualche messaggio speciale. Qualche giorno fa, ad esempio, ha firmato un cartello con su scritto: «Ultimo, mi fai un autografo? Così lei mi sposa». Il cantante ha accettato di buon grado e ironicamente ha aggiunto: «Mo te la devi sposà». 

LEGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI

16 Giugno 2024, 09:39am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Aneddoti, piccoli segreti, abitudini, vezzi e racconti di prima mano sulla figura di Ennio Morricone tratteggiata dal figlio Marco e da Valerio Cappelli, giornalista del Corriere della Sera e amico del musicista, diventano un libro da non perdere. Ovvero Ennio Morricone Il genio, l'uomo, il padre (Sperling & Kupfer) di Marco Morricone e Valerio Cappelli, con la prefazione di Aldo Cazzullo, che verrà presentato l'11 giugno alle 18.30 nello Spazio Risonanze Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Via Pietro de Coubertin 30. Introduce l'incontro Massimo Franco, interviene Carlo Verdone con letture a cura di Francesca e Valentina Morricone, figlie del musicista. Attesi, tra gli invitati, i premi Oscar Giuseppe Tornatore e Nicola Piovani. Previsti anche filmati inediti del musicista. ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Temptation Island, tutto pronto per la nuova edizione. Quando inizia, le nuove coppie, il conduttore: cosa sappiamo

11 Giugno 2024, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Temptation Island, tutto pronto per la nuova edizione. Quando inizia, le nuove coppie, il conduttore: cosa sappiamo

INSERITO DA ANGELA CECERE Inizialmente, era stato detto che il programma sarebbe andato in onda il prossimo 13 giugno ma, adesso, sembra esserci una nuova data ufficile Temptation Island sta per tornare su Canale 5 per far rivivere ai telespettatori le emozioni contrastanti che si creeranno tra le coppie "in gioco" e i tentatori o le tentatrici all'interno dei villaggi. Il reality show più atteso dell'estate sarà condotto anche quest'anno da Filippo Bisciglia al quale il pubblico è davvero molto emozionato. Inizialmente, era stato detto che il programma sarebbe andato in onda il prossimo 13 giugno ma, adesso, sembra esserci una nuova data ufficile.  Temptation Island, quando comincia Fino a qualche giorno fa, si parlava di giovedì 13 giugno ma ora si vocifera che Temptation Island possa tornare a fine mese, giovedì 27 giugno, e il pubblico non vede l'ora di vedere come se la caveranno le varie coppie nel loro "viaggio nei sentimenti", come recita il famoso slogan. Tra falò, video compromettenti e "pinnettu", Filippo Bisciglia avrà il compito di tenere a bada i concorrenti gelosi o di far ragionare i protagonisti in lacrime cercando di far loro capire che quella di Temptation è un'esperienza unica nella vita per capire senza trucchi e senza inganni se il partner che si ha al proprio fianco è la persona giusta. Ma chi sono le coppie in gioco?  Le coppie di Temptation Island Al momento, sono state svelate le prime cinque coppie che parteciperanno a Temptation Island. Ci saranno: Siria Pingo e Matteo Vitali che sono fidanzati da 7 anni, Jenny Guardiano e Tony Renda che sono insieme da cinque anni ma lui sembra non riesca a mantenere le distanze dalle altre ragazze. È la volta di Christian e Ludovica che sono una coppia da quasi due anni ma hanno già vissuto diverse crisi a causa di tradimenti, ecco poi, Martina De Ioannon e Raul Dumitras che hanno deciso di partecipare al programma per risolvere i loro problemi di gelosia. Infine, ecco Vittoria e Alex che vogliono capire se sono fatti davvero l'una per l'altro. 

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Terra Amara, il finale della soap turca che lascia i fan in lacrime. Cosa è successo nell'ultimo episodio: «È finita un'era» I fan vorrebbero un continuo ma produttori e sceneggiatori l'hanno dichiarata conclusa

10 Giugno 2024, 11:00am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Terra Amara, il finale della soap turca che lascia i fan in lacrime. Cosa è successo nell'ultimo episodio: «È finita un'era» I fan vorrebbero un continuo ma produttori e sceneggiatori l'hanno dichiarata conclusa

INSERITO DA ANGELA CECERE È terminata con la quarta stagione, tra molte lacrime di nostalgia immediata, la soap opera turca cult Terra Amara. L'ultimo episodio del prodotto televisivo (667), trasmesso da luglio 2022, è andato in onda ieri sera su Canale 5 e ha suscitato la commozione dei telespettatori. «Mi mancherà tantissimo» dice uno, «è finita un’era», commenta lapidario un altro. I fan vorrebbero che la soap continuasse ma la produzione e gli sceneggiatori la ritengono conclusa. La trama dell'ultima puntata L'ultimo episodio si è concentrato su Betul e Abdulkadir che vengono arrestati e assicurati alla giustizia. Vahap viene a sapere da Tahir che il fratello è rientrato a Cukurova ed è stato arrestato. Durante un colloquio in carcere, Vahap promette ad Abdulkadir che si vendicherà. Fadik dice a Rasit che presto diventeranno genitori. Betul e Colak vengono condannati all'ergastolo mentre Abdulkadir rischia la pena di morte. Nel frattempo, a villa Yaman, è celebrato il matrimonio di Fikret e Zeynep. I festeggiamenti, però, sono interrotti da Vahap, che minaccia di far esplodere una bomba tra gli invitati. Lo zio Adnan capisce che la bomba in possesso di Vahap è falsa e Fikret colpisce Vahap, che viene arrestato. Sul finale si scopre che Adnan Yaman, il figlio di Zuleyha e Yilmaz, studierà cinema e realizzerà un film sulla storia di sua madre e sugli abitanti di Cukurova. La soap opera La storia parla dell'amore immenso, ma difficile e contrastato, tra il giovane e umile Yilmaz e la bella Zuleyha nella Istanbul degli anni Settanta. Zuleyla è una giovane sarta che vive a Istanbul insieme al fratellastro Veli, e sogna di sposare il suo amato Yilmaz, un meccanico umile e laborioso che, dopo la morte dei suoi familiari, è stato cresciuto dal suo datore di lavoro. I loro sogni verranno spezzati all'improvviso da un destino crudele, e la coppia sarà costretta a fuggire per salvare il proprio amore. 

LEGGO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI 'Isola dei Famosi', stasera la finalissima tra prove e televoti flash A commentare la puntata, con la padrona di casa Vladimir Luxuria, Sonia Bruganelli e Dario Maltese

5 Giugno 2024, 11:20am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI 'Isola dei Famosi', stasera la finalissima tra prove e televoti flash A commentare la puntata, con la padrona di casa Vladimir Luxuria, Sonia Bruganelli e Dario Maltese

INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi, 6 giugno 2024, in prima serata su Canale 5 appuntamento con la finale de 'L’Isola dei Famosi', il programma prodotto da Mediaset in collaborazione con Banijay Italia. A commentare la puntata, con la padrona di casa Vladimir Luxuria, Sonia Bruganelli e Dario Maltese. Inviata in Honduras Elenoire Casalegno. L’ultima puntata del reality sarà costellata di prove e televoti flash che i naufraghi dovranno superare per coronare il sogno di vincere la 18esima edizione dell''Isola' e aggiudicarsi il montepremi di 100mila euro in gettoni d’oro (la metà della cifra sarà devoluta in beneficenza). Uno tra Edoardo Franco e Aras Senol dovrà abbandonare subito Cayo Cochinos a un passo dal traguardo. A deciderlo il voto dei telespettatori espresso attraverso quattro canali: App Mediaset Infinity, Sito Web, Smart Tv, SMS. Artur Dainese, Edoardo Stoppa, Alvina Verecondi Scortecci e i due concorrenti al televoto non si aspettano che ci sia un finalista 'segreto'. Lo scopriranno solo con il ritorno di Samuel Peron in Playa. I naufraghi riceveranno, inoltre, una sorpresa da parte dei loro cari: dopo mesi di lontananza potranno finalmente riabbracciarli sulle spiagge dell’Honduras. La regia è affidata a Roberto Cenci.

 ADNKRONOS

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI 30 anni senza Massimo Troisi, il 'Pulcinella senza maschera' moriva il 4 giugno 1994 - Foto L'ultimo ciak per 'Il Postino', poi l'infarto a soli 41 anni

4 Giugno 2024, 10:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI 30 anni senza Massimo Troisi, il 'Pulcinella senza maschera' moriva il 4 giugno 1994 - Foto L'ultimo ciak per 'Il Postino', poi l'infarto a soli 41 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Sono passati 30 anni oggi, 4 giugno, dalla morte di Massimo Troisi. "Ma il suo sorriso resta", canterebbe l'amico Pino Daniele. Una comicità indagatrice dell’animo umano la sua, tutta napoletana e capace di arrivare a tutti. (FOTOGALLERY) Quando se n’è andato, a soli 41 anni, stroncato da un infarto, era a casa di sua sorella Annamaria a Ostia. Quegli occhi che hanno saputo emozionare interpretando personaggi intensi come 'Il Postino' Mario Ruoppolo o il mite Michele di 'Che ora è', non si sarebbero aperti più: morì nel sonno. 'Il comico dei sentimenti', come spesso è stato definito, aveva un cuore grande ma anche molto fragile, sin dall'infanzia gli erano stati diagnosticati gravi problemi cardiaci che lo hanno accompagnato per tutta la vita fino a causarne la morte. Soprannominato il 'Pulcinella senza maschera', Troisi, nato a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il 19 febbraio 1953, cominciò la sua carriera con gli amici del gruppo 'I Saraceni' - diventato poi 'La Smorfia' -: Lello Arena ed Enzo Decaro. Un successo inatteso, quello del trio, che lanciò Troisi verso l'esordio al cinema con il film 'Ricomincio da tre' (1981), che ne consacrò il suo successo da attore, autore e regista, regalandogli subito due David di Donatello, tre nastri d'argento e due Globi d'oro. Fu da allora che si dedicò esclusivamente al cinema, interpretando 12 film, cinque dei quali diretti da lui stesso. Dopo 'Ricomincio da tre', ogni film di Troisi in veste di autore, attore o regista, fu un ulteriore successo: da 'Scusate il ritardo' del 1983 al memorabile 'Non ci resta che piangere' con Roberto Benigni nel 1984. Nel 1987 interpretò e girò 'Le vie del Signore sono finite', ambientato durante il periodo fascista, film che segnò un passaggio importante nella sua evoluzione artistica. L'ultimo film che Troisi scrisse, diresse e interpretò fu 'Pensavo fosse amore...invece era un calesse' del 1991, con Francesca Neri e Marco Messeri. Già malato, volle però affrontare la sfida de 'Il Postino', il suo film-testamento, diretto da Michael Radford e ispirato a 'Il postino di Neruda' dello scrittore cileno Antonio Skarmeta (5 nomination e premio Oscar per la miglior colonna sonora di Luis Bacalov). Durante le riprese del film le condizioni di salute di Troisi peggiorarono giorno dopo giorno, al punto da costringerlo a farsi sostituire da una controfigura per le scene più faticose. Ma riuscì a terminare le riprese. Il suo cuore smise di battere poche ore dopo che era stato dato l'ultimo ciak.

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