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sez. cultura e spettacoli

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Carletti dei Nomadi con Perimetro Cubo in 'Tipo come quando' Il video del singolo che anticipa ep 'Il dubbio'

23 Gennaio 2016, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Carletti dei Nomadi con Perimetro Cubo in 'Tipo come quando' Il video del singolo che anticipa ep 'Il dubbio'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si intitola 'Tipo come quando' il singolo dei Perimetro Cubo (VIDEO) che anticipa l’uscita del loro secondo lavoro Il dubbio. Scritto da Luigi Santilli, voce del duo romano, il brano è stato realizzato con la collaborazione e la partecipazione straordinaria al pianoforte del leader dei Nomadi Beppe Carletti. 

Il pezzo, registrato e prodotto al MusicJStudio di Roma, è accompagnato dall'uscita di un video, per la regia di Elisa Amoruso e con la partecipazione dell’attrice Martina Codecasa.

"Per noi questo pezzo ha un significato speciale – raccontano i Perimetro Cubo - anche per l’emozione unica legata all’incontro ed alla collaborazione con Beppe Carletti, esperienza straordinaria non solo dal punto di vista musicale, ma soprattutto umano. È un pezzo volutamente acustico, molto intimo ma in cui crediamo che molti si possano riconoscere, sui dubbi e sulle sensazioni in una fase di profonda transizione nella propria vita, sospesi tra l’esigenza razionale di mettere ordine nelle proprie cose e la necessità di risvegliare emozioni, voglia, sentimenti".

Alla realizzazione di 'Tipo come quando', oltre a Beppe Carletti, hanno partecipato Giuseppe Tortora (violoncello) e Stefano Semprini (violino). Nell’ep Il Dubbio, inoltre, saranno nuovamente presenti tre musicisti di primo piano che avevano già collaborato con il duo: Pierpaolo Ranieri (basso), Pasquale Angelini (batteria) e Alessandro Forte (piano e tastiere).

ANSA

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Lupin III, il ladro in carne ed ossa 22-23-24 febbraio primo live action sul personaggio giapponese

23 Gennaio 2016, 12:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Lupin III, il ladro in carne ed ossa 22-23-24 febbraio primo live action sul personaggio giapponese

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA, - Arriverà sul grande schermo e in "carne e ossa", il ladro più ricercato e amato di tutti i tempi, Lupin III. Distribuito da Microcinema e diretto da Ryhei Kitamura, evento per soli tre giorni (il 22, 23 e 24 febbraio), il film rappresenta il primo live action su Lupin ufficialmente riconosciuto dall'ideatore del personaggio.
Infatti, per dar vita alla storia del protagonista di manga e anime più celebre del mondo, è stato fondamentale l'apporto dell'uomo che, quasi cinquant'anni fa, ha ideato il geniale ladro, il mangaka giapponese Monkey Punch, presente anche sul set nei primi giorni delle riprese per dare la sua benedizione ai realizzatori.
Il film mantiene l'originaria formazione della banda di Lupin III, con gli inseparabili Jigen, Goemon e Fujiko, tutti ricercati dal povero ispettore Zenigata, che viene sempre ridicolizzato dalle trovate di questo gruppo di ladri. ANSA

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI «Ettore Scola ha insegnato a tutti noi l’importanza della commedia» lo dice Carlo Verdone in un intervista

21 Gennaio 2016, 11:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI «Ettore Scola ha insegnato a tutti noi l’importanza della commedia» lo dice Carlo Verdone in un intervista

DI MICHELE PAPPACODA Una vita da umorista, sceneggiatore, regista, sempre all’insegna della curiosità e dell’osservazione acuta della realtà italiana. Una vita da protagonista del cinema vissuta raccontando una porzione cruciale della nostra storia dal dopoguerra al presente, dalla ricostruzione al boom, dai soprusi del fascismo alle delusioni ideologiche degli anni Settanta, fino all’avidità dei Novanta.

Ettore Scola ha attraversato le generazioni e le mode utilizzando sempre il tono dolceamaro e disincantato della commedia. E oggi gli eroi della commedia piangono il maestro. Ha saputo cogliere i cambiamenti anche minimi della nostra storia, della mentalità e del costume senza esagerare o rischiare di andare sopra le righe. Nei suoi film, anche l’ultimo generico è azzeccato, si comporta e parla credibilmente. Qualche tempo fa gli avevo chiesto di entrare a far parte della Fondazione Sordi Giovani di cui sono il presidente».

Il regista di La famiglia aveva curiosità per il lavoro dei giovani?
«Certo, andava molto al cinema e amava scoprire i nuovi registi. Era un grande regista, un maestro della commedia umana, un gigante della cultura del nostro Paese.

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA MORTO MICHEL TOURNER UNO DEI GRANDI SCRITTORI DEL NOVECENTO

21 Gennaio 2016, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA MORTO MICHEL TOURNER UNO DEI GRANDI SCRITTORI DEL NOVECENTO

Michel Tournier, uno dei grandi scrittori francesi del Novecento, morto a novantuno anni, presso Choisel, nell’Ile de France, era abilissimo nel recuperare vecchie trame narrative e leggendarie. Robinson è spinto dal selvaggio Venerdì a regredire allo stato primitivo, lasciando naufragare i simboli della civiltà occidentale. Perfino nell’aspetto fisico, Robinson tende ad assomigliare al “selvaggio” che egli avrebbe voluto dominare.
Tournier era approdato alla letteratura attraverso la filosofia e le scienze umane e sociali e ciò lo rendeva particolarmente sensibile al mito e ai miti. La leggenda dei re Magi in "Gaspard, Melchior e Balthazar" è da lui trasformata in un racconto alle 'Mille e una notte', imperniata sul desiderio del ritorno alle origini mediante un cammino iniziatico, quello del cibo, segnato dalla progressiva purificazione del corpo. Nel mondo dei letterati restavo un uomo di parte. Il mito è una storia fondamentale.

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Madonna sul palco ubriaca e in ritardo di 3 ore. Poi la replica su Instagram: "Sessisti"

20 Gennaio 2016, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Madonna sul palco ubriaca e in ritardo di 3 ore. Poi la replica su Instagram: "Sessisti"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutta performance per Madonna, che si sarebbe presentata con tre ore di ritardo e completamente ubriaca alla tappa del "Rebel Heart Tour" di Louisville, in Kentucky. Sembra avesse bevuto così tanto da non ricordare nemmeno i testi e le coreografie delle sue canzoni. Ed è scoppiata la polemica.

La popstar ha negato tutto e ha replicato su Instagram: "E' interessante che la società continui a trattarmi in modo totalmente sessista". Secondo la Signora Ciccone sarebbe stata male interpretata anche una sua battuta sull'alcol: "Se fossi stata un uomo nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. A Louisville ho fatto una battuta sul fatto di esibirsi vestita da clown e riuscire comunque a bere. Continuano a prendere alla lettera qualunque cosa io dica!". La star ha poi tirato in ballo un noto sito di gossip americano "Questo succede quando la gente non legge libri e si informa solo con TMZ". Non è un bel periodo per Madonna a causa dei problemi con il figlio Rocco. Il ragazzo si sta allontanando sempre di più da lei. IL MATTINO.IT

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SEZ CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Il Rione Sanità in mostra alla Salumeria Upnea

20 Gennaio 2016, 10:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Il Rione Sanità in mostra alla Salumeria Upnea
SEZ CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Il Rione Sanità in mostra alla Salumeria Upnea

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ci piace pensare che questo passo di Italo Calvino si riferisca anche alla storia del Rione Sanità. Perché è proprio dai racconti delle vie e del loro passato che è nato il lavoro degli allievi del corso di fotografia e fotogiornalismo organizzato dall'associazione culturale UPNEA, uno studio della storia del quartiere nato fuori le mura come luogo di sepoltura, ma anche di degenza per gli ammalati per la salubritas dell'aria che scendeva da Capodimonte e che gli valse il nome “sanità”. Un luogo che nel corso dei secoli ha saputo coniugare vita e morte, bellezza e dannazione, amore e odio diventando una vera anima di Napoli.Insieme ai maestri Sergio Siano e Roberto Stella, al presidente dell'associazione Luigi Crispino, gli allievi hanno iniziato un viaggio in una parte di Napoli che ha tanto da dire, da mostrare, da far conoscere. Dalle donne di Mariagiovanna Capone che portano sui loro visi le emozioni e le speranze, ciascuna pronta a dare il suo contributo per un vero cambiamento del tessuto sociale, si passa alle storie di don Gennaro e della sua fonderia che per Angelo Moraca sono la metafora di un luogo che arde intorno alle esperienze che si tramandano nel tempo. Massimo Caroelli fotografa il ritmo di vita e morte, che probabilmente qui più che altrove convivono in perfetta simbiosi; Emanuela Cervo prova a catturare l’atmosfera metafisica e misteriosa che pervade vicoli e case, piazze e palazzi; Federica Lamagra segue “Paglialone” e Peppe in una quotidianità romantica e senza tempo; Sofia Quarantelli incontra la melodia del violino di Samuele e di Sanitansamble capace di elevarsi al di sopra del rumore di fondo; Annalisa Guida indugia tra le storie dei banchi del mercato dei Vergini immutato nei secoli e da sempre accogliente, unico e contemporaneamente indistinguibile; Lorella Tripodi raccoglie la voglia di riscatto dei “Cristallini” e dei suoi cuori giovani e grandi; Ada Santasilia narra la “terra di mezzo”, il luogo della pietà dei vivi per le anime sospese, del dialogo tra due realtà in antitesi che qui si incontrano; Claudio De Falco, si fa accompagnare dalle parole di Maurizio De Giovanni, e nel suo racconto di un giorno dei morti si intravedono nella miseria le luci della speranza; Fiammetta Tarallo indaga sull'integrazione della comunità srilankese e sull'inserimento della prima e seconda generazione; Irene Angelino racconta l'unione tra strada e case della gente, quel solco dove la vita del quartiere entra ed esce quando vuole. Dal 2 dicembre questo viaggio diventa una mostra fotografica: "Il Rione Sanità".

La mostra sarà esposta per un mese presso la Salumeria UPNEA in Via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 34/35 Napoli. La presentazione della mostra, con docenti, allievi e curatori sarà mercoledì 2 dicembre alle ore 19.00 e sabato 5 dicembre alle ore 12.00. In entrambe le occasioni verrà offerto agli ospiti un buffet aperitivo con le specialità della Salumeria. Info: 081.19364649 | 3477905900 www.salumeriaupnea.com IL MATTINO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Addio a Michel Tournier, gigante della letteratura francese

19 Gennaio 2016, 14:24pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Addio a Michel Tournier, gigante della letteratura francese
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Addio a Michel Tournier, gigante della letteratura francese

INSERITO DA MORENA MOTTA Addio a un gigante della letteratura francese: lo scrittore Michel Tournier è morto ieri sera all'età di 91 anni nella sua casa a una quarantina di chilometri da Parigi. Da più di mezzo secolo viveva nell'antico presbiterio del piccolo paese di Choisel, nella Vallée de Chevreuse.

Tournier è uno dei rari casi di scrittore acclamato dalla critica come uno dei massimi del suo tempo che sia riuscito a vendere milioni di copie dei suoi libri in tutto il mondo. Con il romanzo "Il re degli ontani" (1970), in cui collega elementi della mitologia nordica alla situazione del Terzo Reich, conquistò il Prix Goncourt. Dal 1972 al 2010 è stato membro dell'Académie Goncourt.

Nato a Parigi il 19 dicembre 1924, dopo gli studi di filosofia e di antropologia, Tournier ha lavorato come giornalista culturale per Radio France, "Le Monde" e "Le Figaro". Nel 1967 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Venerdì o il limbo del Pacifico" (tradotto in italiano da Einaudi), da cui ha poi tratto anche una versione per ragazzi. In questo libro riprende la trama del "Robinson Crusoe" di Daniel Defoe, con le caratteristiche dominanti poi in tutta la sua produzione, cioè la predilezione per una dimensione mitica, che attinge figure e immagini emblematiche dalle leggende tradizionali o dalla letteratura, reinterpretandole in chiave ironica o fantastica.

Nella sua produzione, dopo i romanzi, "Venerdì o il limbo del Pacifico" (Einaudi), una rilettura del mito di Robinson Crusoe volta a capovolgere il ruolo del selvaggio Venerdì, e "Il re degli ontani" (Einaudi), storia del perverso gigante Abel Tiffauges ambientata nella Germania del Terzo Reich e del nazismo, l'originalità della cifra narrativa di Tournier si rivela in numerosi libri, a partire da "Le meteore" (1975, Garzanti), sempre ispirati a miti classici o biblici rivisitati in chiave ironica e alla luce di riflessioni filosofiche e suggestioni culturali disparate.

Si annoverano tra i romanzi ispirati dal mito (tutti tradotti in italiano da Einaudi) "Il gallo cedrone" (1978), "Gaspare, Melchiorre e Baldassarre" (1980), "Gilles e Jeanne" (1983), "La goccia d'oro" (1985), "Mezzanotte d'amore" (1989) e "Eleazar ovvero la sorgente e il roveto" (1996).

Tournier è autore anche di racconti per bambini, tra i quali "Venerdì o la vita selvaggia" (1971, tradotto prima da Mondadori e poi Vallardi), "Pierrot e i segreti della notte" (1979, Emme), "I re magi" (1988, prima Vallardi e poi Salani), "Un bebè sulla paglia" (1989, Red) e "La colubrina, ovvero L'assedio della fortuna" (1994, Salani).

Dopo aver compiuto studi umanistici e giuridici, Tournier ha conseguito il diploma di studi superiori in filosofia, senza però raggiungere l'abilitazione all'insegnamento, cocente umiliazione che, secondo alcuni critici, ha influenzato anche la sua attività di scrittore. Arrivato al romanzo soltanto 42enne, dopo aver fatto il traduttore dal tedesco (specialista di Erich Maria Reqmarque), il collaboratore alla radio (1949-54) e il direttore della sezione letteratura per la casa editrice Plon (1958-68), Tournier ha vinto il Grand Prix du Roman dell'Académie Francaise (1967 per "Venerdì o il limbo del Pacifico") e il Prix Goncourt (1970) per "Il re degli ontani", vendendo 4 milioni di copie. Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto la Medaglia Goethe nel 1993 e una laurea honoris causa dall'Università di Londra nel 1997.

E' stato collaboratore delle "Nouvelles littéraires" e di "Le Monde" ed è stato promotore delle "Rencontres internationales de photographie" di Arles, la grande rassegna internazionale di fotografia contemporanea che ogni estate si svolge in Provenza. Faceva parte del comitato di lettura della casa editrice parigina Gallimard.

Considerato come un "classico" già in vita, Tournier è stato letto da tutti i tipi di pubblico, in tutti i paesi. L'universo dei suoi romanzi, popolato di orchi, di gemelli, di androgini e attraversato dal tema dell'inversione si divide tra realismo e fantastico. Malgrado le critiche che può suscitare, la sua lettura originale dei miti, delle religioni e della storia ha apportato una ventata benefica di novità al romanzo degli anni Settanta.

Vasta anche la produzione saggistica e memoriale di Tournier, in italiano tutta edita da Garzanti: "Il vento Paracleto" (1977), "Casa, città, corpi, bambini (1986), "Immagini, paesaggi e altre piccole prose" (1990), "Lo specchio delle idee" (1995), "Celebrazioni" (2001).

Il romanzo "Il re degli ontani" di Tournier ha ispirato al regista tedesco Volker Schloendorff il film "L'orco" del 1996. Questa pellicola, che alcuni critici tedeschi giudicarono addirittura uno dei migliori film sul nazismo e per cui Schloendorff ricevette nel 1997 il prezioso premio Konrad-Wolff-Preis, racconta la storia di un giovane francese di nome Abel (rappresentato da uno straordinario John Malkovich), un ragazzo semplice, e un po' complessato che ama i bambini. Un giorno una bambina denuncia d'essere stata molestata da lui ed Abel, come condanna, viene mandato al fronte (siamo nel 1940, durante la seconda guerra mondiale) dove viene fatto prigioniero dai tedeschi.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Katia Ricciarelli, 70 anni da protagonista

18 Gennaio 2016, 13:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Katia Ricciarelli, 70 anni da protagonista
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Katia Ricciarelli, 70 anni da protagonista

INSERITO DA MORENA MOTTA Katia Ricciarelli, una delle cantanti liriche più famose e amate del mondo, varca la soglia dei 70 anni. Nata a Rovigo il 18 gennaio del 1946 da una famiglia molto modesta - il padre abbandona la mamma che cresce sola le sue tre figlie - la Ricciarelli inizia a lavorare come commessa alla Upim e come operaia in una fabbrica di mangiadischi. "Sono sicura che il mio modo di vedere gli uomini, il mio essere determinata ma solitaria, dipenda dal non avere avuto un padre, o peggio, dall'avere avuto un padre che, in pratica, non mi ha voluta", scrive nella sua biografia 'Da donna a donna - la mia vita melodrammaticà edito da Piemme. Si laurea al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Il primo vero debutto avviene nel 1969 al Teatro Sociale di Mantova dove porta in scena Mimì nella Boheme.

"Il sipario iniziò lentamente ad aprirsi e da dietro le quinte cominciai a intravedere nella penombra della sala quello che sarebbe stato il mio primo vero pubblico. Ricordo che, davanti a quella immagine, pensai istintivamente con orgoglio: 'sta cominciando la mia carrierà. Ma, subito dopo, questo pensiero fu sostituito da una sensazione di intima solitudine: la stessa emozione che ancora oggi avverto qualche attimo prima di entrare in scena". Desdemona, Giulietta Capuleti, Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Maria Stuarda, Tosca: poche altre soprano come Katia Ricciarelli hanno saputo dare voce - letteralmente - alle donne più controverse della storia della lirica, portandole nei teatri di tutto il mondo. Quarantasei anni di carriera, un repertorio operistico che vanta oltre 70 ruoli, sette interpretazioni per il cinema, nove in fiction televisive: nella sua vita Katia Ricciarelli ha provato tutto, perfino una partecipazione al reality La Fattoria nel 2006. In carriera Katia Ricciarelli ha calcato i più importanti palcoscenici mondiali, collaborando con i nomi più illustri del panorama teatrale, tra cui Placido Domingo, Agnes Baltsa e Josè Carreras con il quale avrà una storia che durerà 13 anni e iniziata nel 1971 al Teatro Regio di Parma dove la Ricciarelli conosce un giovane tenore emergente, tecnicamente molto dotato: "era Josè Carreras e due cose di lì a poco sarebbero accadute nella sua vita: sarebbe divenuto un grande tenore di fama mondiale e avrebbe condiviso con me, da protagonista, l'esperienza sentimentale più profonda della mia esistenza". Dopo di lui sarà la volta di Pippo Baudo: la coppia resterà insieme per 18 anni fino al divorzio nel 2004.

Due storie d'amore che "per differenti motivi, mi hanno allontanata dall'obiettivo di avere un amore speciale e una famiglia: prima, la nota relazione con Josè Carreras, fatta di passione, ardore, complicità, ma anche di bugie e segreti mai veramente rivelati, posta in secondo piano da un matrimonio al quale lui non riuscì mai a rinunciare. Poi la tanto chiacchierata unione con Pippo Baudo". Richiestissimo, il soprano canta al ritmo della bacchetta dei più grandi maestri, da Riccardo Muti a Claudio Abbado fino a Zubhin Metha. Puccini e Verdi i compositori che ricorrono più spesso scorrendo l'elenco dei suoi lavori. A chi le chiede a quale delle sue eroine è più affezionata, Katia Ricciarelli risponde di sentirsi "un pò come fa una nonna con i nipotini, che a tutti vuole bene, ma segretamente ha delle attenzioni in più per il prediletto. Alcune opere hanno un posto particolare nel mio cuore: per la grandezza dei colleghi che con me hanno condiviso la scena, per il trionfo che ne è scaturito successivamente, per il valore aggiunto che l'esperienza ha dato alla mia vita professionale e privata". E la 'nipotè prediletta del soprano "è la Tourandot". Entrare nel personaggio, cambiare vesti, sperimentare è quello che le riesce meglio: sono gli anni 2000, il soprano scende dal palcoscenico e si piazza davanti alla cinepresa prendendo parte a diversi film. Nel 2005 arriva anche il Nastro d'Argento con 'La seconda notte di nozzè di Pupi Avati. "Il mio primo ciak fu memorabile. Mi ricordo che arrivai sul set con l'emozione e l'agitazione di un'attrice alle prime armi pronta ad affidarsi al suo regista. Ero già stata davanti alla cinepresa nel ruolo di Desdemona nell'Otello di Zeffirelli, ne conoscevo le dinamiche, ma non avevo ancora provato a rappresentare la vita vera, e non quella magniloquente e artificiosa dell'opera" racconta. "Il primo trauma arrivò quando vidi gli abiti che avrei dovuto indossare: vestiti semplici, semplicissimi, in pratica degli stracci. Io, abituata a seta, paillettes e chiffon, non riuscii a trattenere le lacrime, chiedendo a Pupi come pretendesse che andassi in scena con quella 'robà. Ricordo che gli domandai tra i singhiozzi: "la prima volta che faccio un film e mi conci in questo modo?". Lui, paziente, "mi rispose che avrei dovuto dimenticare di essere Katia Ricciarelli, nell'abbigliamento come nei modi, e tutto sarebbe stato più semplice e naturale".

FONTE AGI

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SIMONA VENTURA, PROVE DI "ISOLA". A MIAMI COL BIKINI NERO HOT

16 Gennaio 2016, 16:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SIMONA VENTURA, PROVE DI "ISOLA". A MIAMI COL BIKINI NERO HOT
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SIMONA VENTURA, PROVE DI "ISOLA". A MIAMI COL BIKINI NERO HOT

INSERITO DA ANGELA CECERE La conduttrice secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe prendere parte come concorrente alla nuova edizione dell’Isola dei Famosi, condotta da Alessia Marcuzzi, e nel mentre ha deciso di fare un pò di prova bikini. Simona infatti è stata fotografata da “Novella2000” mentre trascorre qualche giorno di relax sulle spiagge di Miami assieme al compagno Gerò Carraro e sfoggia un attillato bikini nero che mette in risalto le sue forme…

LEGGO.IT

16.01.2016 16.57

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI Cristiana Capotondi, niente 'Le Iene': "Lei e Frank Matano bocciati, ecco perché"

14 Gennaio 2016, 13:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI Cristiana Capotondi, niente 'Le Iene': "Lei e Frank Matano bocciati, ecco perché"

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA ROMA – Sembrava tutto pronto per l’arrivo in conduzione de “Le Iene” diCristiana Capotondi ma poi una nuova indiscrezione sul futuro del programma Mediaset ha dato altri nomi. La causa del cambiamento potrebbe essere un propino andato male: “La coppia era data per certa- fa sapere Alberto Dandolo oggi - Ma proprio in queste ore le carte sono state rimescolate all’improvviso. Ed ecco i nomi che vedremo per la prossima edizione dello show di Italia 1. In origine dovevano essere l’attrice Cristiana Capotondi e il poliedrico showman Frank Matano, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e le carte in tavola sono cambiate in queste ore. Stiamo parlando della conduzione della prossima stagione delle “Iene”, programma cult di Italia Uno.
BOCCIATA AL PROVINO – A quanto risulta ad oggi.it infatti, il provino dell’attrice non sarebbe piaciuto al patron del programma Davide Parenti e Frank Matano avrebbe trovato invece ostacoli contrattuali “insormontabili” da parte di Sky, dove è presenza fissa nella trasmissione “Italia’s Got Talent”.
I TRE NOMI – Possiamo anticiparvi che la scelta si sta orientando su ben altri nomi e formule. Intanto sarà una conduzione “a tre”. Due le presenze femminili: Miriam Leone e Geppi Cucciari (sarebbero già sicure). La presenza maschile è ancora in forse, ma sono in ballottaggio solo due nomi: Fabio Volo e Pif.
IL BINGO – Se tutto ciò sarà confermato, l’agente televisivo Beppe Caschetto avrebbe fatto bingo. Tutti e quattro gli artisti appartengono infatti alla sua “scuderia”.

IL MATTINO.IT

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