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sez. cultura e spettacoli

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CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Tor Vergata, «Così prevediamo l'infarto»: una mappa in grado di indicare già a 40 anni il rischio di un attacco cardiaco

17 Maggio 2016, 08:08am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Tor Vergata, «Così prevediamo l'infarto»: una mappa in grado di indicare già a 40 anni il rischio di un attacco cardiaco

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA È una mappa che svela ad ognuno di noi il rischio che corriamo di avere un infarto. Una previsione made in Italy certificata nei laboratori e nella pratica clinica. Una carta, costruita su misura, da utilizzare su persone sane dai quarant'anni in su.

È il risultato di anni di lavoro di un'équipe di varie discipline dell'università Tor Vergata di Roma e San Raffaele di Milano. Obiettivo: riuscire ad indicare se il cuore di quell'uomo o quella donna sarà, nell'arco della vita, gravemente danneggiato. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Cardiovascular Medicine” e, in tempi brevi, lo strumento diventerà anche la mappa del rischio diabete. E poi forse anche del Parkinson e dell'Alzheimer, malattie neurologiche croniche degenerative. Un'analisi delle varianti (algoritmi) raccoglie i dati medici e i test genetici. L'insieme rimanda il quadro generale e permette di ipotizzare il rischio statistico in un individuo.

IL FUTURO
Gli autori del lavoro, sostenuto dalla Fondazione Roma, sono Francesco Romeo, ordinario di Cardiologia all'università Tor Vergata, Giuseppe Novelli genetista e rettore di Tor Vergata, Maurizio Ferrari che insegna Patologia clinica al San Raffaele di Milano e Maurizio Talamo ordinario di Sicurezza informatica a Tor Vergata. Il gruppo ha dato vita ad uno strumento che, in un futuro prossimo venturo, potrebbe intervenire in modo decisivo sui casi di infarto.

L'EMERGENZA
«Il 40% delle persone che arrivano al pronto soccorso con un infarto - spiega Giuseppe Novelli - non presentano identificabili fattori di rischio. Come può essere l'obesità, la pressione alta, il colesterolo fuori controllo, il diabete. Questo vuol dire che, per loro, ci deve essere un'altra motivazione. Che sta nella genetica. Da qui il nostro lavoro. La volontà di mettere a punto un sistema che non si basasse solo sui dati delle popolazioni in generale ma che fosse in grado di incrociare il profilo sanitario familiare, quello della persona, ancora non malata, l'esame di undici geni da tempo associati al rischio cuore e le abitudini di vita. E' l'algoritmo a rivelarci quale sarà la probabilità che si presenti la malattia».

Undici, sui trecento coinvolti nella patologia cardiovascolare, i geni che sono stati scelti per lo studio. Non si tratta di andare a cercare danni o mutazioni ma «versioni di rischio» precisa Novelli. Perché ogni persona ha le sue specifiche come ogni popolazione.

IL CAMPIONE
Quattro, dunque, i profili della persona che la massa di informazioni disegna come base portante della ricerca: quello della famiglia, il biochimico, il genetico e il comportamentale. L'unione di tutti e quattro fornisce, appunto, gli elementi per rassicurarsi o per cominciare a proteggere il cuore. Dai farmaci a nuove abitudini di vita.
«È questa la medicina personalizzata - spiega ancora Novelli - quella che riesce a costruire un sistema terapeutico completo tagliato e cucito come fosse un vestito su misura. La sperimentazione l'abbiamo fatta sia su un campione di pazienti che avevano subito un attacco cardiaco, circa duecento soggetti, che su un campione di persone perfettamente sane. E' ormai chiaro che ogni persona deve essere trattata nella sua unicità e non come una sorta di media statistica».

I FARMACI
Proprio studiando il profilo genetico o effettuando un test è possibile, secondo il gruppo di ricercatori, valutare l'efficacia di un determinato farmaco, gli eventuali effetti avversi come il dosaggio indicato per ogni singolo.
Questo significa che nell'arco di meno di dieci anni nella nostra cartella clinica troveremo, oltre allo storia sanitaria, anche il genoma sequenziato.

di Carla Massi

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CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"

17 Maggio 2016, 08:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"
CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"
CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Stefano De Martino è stato ospitato al Maurizio Costanzo Show: interessanti spunti durante la puntata e intelligenti interventi da parte del ballerino partenopeo sulla vicenda pedofilia. In particolare De Martino ha espresso il suo giudizio su varie questioni legate alla pedofilia e al rapporto non facile tra genitori: "Trovo giustificazione a molti reati, ma chi tocca un bambino non ha motivo di stare nel nostro stesso mondo", ha commentato Stefano De Martino. La sua analisi parte dalla distanza tra Stato e cittadini e fa un paragone che ha alcune connotazioni personali: "C’è questo alla base di tutto: la distanza tra lo Stato e i cittadini. È un po’ come accade nelle famiglie: se un padre e una madre si fanno la guerra, a rimetterci sarà il figlio. Se tra Stato e istituzioni manca un accordo, a rimetterci saranno i cittadini", ha aggiunto De Martino. Il riferimento è senza ombra di dubbio alla sua situazione con Belen Rodriguez. LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Addio a Rino Marcelli, una vita sul palcoscenico

16 Maggio 2016, 11:03am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Addio a Rino Marcelli, una vita sul palcoscenico

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI - Se ne va un altro pezzo di quella Napoli teatrale che il tempo disperde nel vento della Storia che diventa passato irrecuperabile: nella tarda serata di domenica, nella sua casa napoletana, è morto Rino Marcelli, attore, fantasista, comico, macchiettista, ballerino, cantante, che sulle tavole dell'ala spettacolo e della sceneggiata forgiò un'arte istintiva e viscerale.

di Luciano Giannini IL MATTINO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Ligabue si confessa: «Solo grazie ai fan ho potuto suonare dopo la morte di mio figlio»

16 Maggio 2016, 10:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Ligabue si confessa: «Solo grazie ai fan ho potuto suonare dopo la morte di mio figlio»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Luciano Ligabue si è messo a nudo a "Che tempo che fa" durante l'intervista con Fabio Fazio. Il cantante ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Einaudi, ‘Scusate il disordine'.
Durante l'intervista ha spaziato su diversi argomenti, toccandone alcuni anche molto delicati. Ligabue ha raccontato della morte del figlio, che tra l'altro è il racconto che conclude il libro. «Trovarsi dopo la nascita di un figlio che muore e il giorno dopo c'è il primo concerto voce e chitarra, è la condizione più nuda. Però al di là del fatto che è il racconto del concetto di ‘the show must go on', io l'esperienza l'ho vissuta veramente e so che significa e so anche il beneficio che ne ho ricavato. Ero a pezzi, non ero in grado e mi sono poggiato su di loro: è crudele che quando uno deve vivere un momento suo sia costretto ad allietare altri animi, ma è anche vero che riesci a beneficiare del contatto». Un momento molto toccante della trasmissione, alternato anche a dei racconti più leggeri e curiosi presenti sempre nel libro.
 

 
FOTO 4 di 16



Uno di questi è la nascita di uno dei suoi pezzi più celebri "Urlando contro il cielo". «Urlando contro il cielo finì in una posizione sfigatissima, ma da quando abbiamo cominciato a suonarla dal vivo divenne un simbolo. Non era un singolo, ma vista la reazione ne facemmo un video live e dalla prima volta che l'abbiamo fatta è diventato il coro prima che cominci qualsiasi concerto».

L'intervista si è conclusa parlando del nuovo disco in programma e Ligabue ha già annunciato che si tratterà di un concept album.

IL MATTINO

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»

15 Maggio 2016, 12:46pm

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Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE "Ho tentato il suicidio". Così Giacobbe Fragomeni, fresco vincitore dell'undicesima edizione dell'Isola dei Famosi a Verissimo in occasione della puntata "reunion" con tutti i partecipanti. Il pugile, partito dalla Isla Desnuda per approdare poi alla spiaggia principale, ha battuto al televoto (con il 65% dei voti) il super favorito della vigilia, Jonas Berami. Oggi durante la trasmissione in onda questo pomeriggio su Canale 5 ha ammesso di aver tentato di togliersi la vita. "Sono tranquillo, mi sono perdonato perché prima credevo fosse tutta colpa mia di queste cose che sono successe - ha detto Fragomeni durante l'intervista a Silvia Toffanin - Mio papà? Adesso l'ho perdonato. Lui è stato più debole. Picchiava me, mia mamma, le mie sorella. Si ubricava, giocava, perdeva perché i giocatori sono tutti perdenti, e si sfogava con noi".
"Mi feci un acido prima di ritornare al militare - prosegue - mi fece malissimo, tanto è vero che ho pensato di suicidarmi perché credevo fossa una vita di m...a. Dicevo 'che cosa ci sto a fare io al mondo?'. Ma poi non so cosa è successo in quell'attimo, invece di fare un passo in avanti quando stava passando il treno l'ho fatto indietro e da lì ho iniziato a pensare a mia mamma. Dovevo fare qualcosa, trovare un lavoro e diventare un ragazzo normale".I motivi di tanta sofferenza? Un'infanzia difficile, le liti dei suoi genitori e la prematura morte di Aids della sorella a soli 24 anni. Finisce nei giri sbagliati, crollando in un mondo fatto di microcriminalità, droga e alcol. A cambiarlo è stata la boxe che lo ha tolto dalla strada: "La mia redenzione è stata la palestra - ha dichiarato a La Repubblica - L’ho deciso io, ho scelto di cambiare. Ho avuto la forza di uscire da un mondo in cui molti non ce l’hanno fatta a salvarsi. Persone che conoscevo sono morte. Di overdose, suicide in carcere per la vergogna".Ha iniziato a 20 anni e dopo appena un anno era giù sul ring per il primo incontro da dilettante. Nel 1993 è entrato a far parte della Nazionale italiana fino all'exploit, nel 2008, quando conquistò il titolo di Campione del mondo pesi massimi leggeri al WBC (World Boxing Council), a Milano. Nel 2012 ha vinto la cintura mondiale silver nella stessa categoria.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Apocalisse raccontata per immagini nei disegni di Francesco Lucrezi

15 Maggio 2016, 12:38pm

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Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Apocalisse raccontata per immagini nei disegni di Francesco Lucrezi

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE L'Apocalisse raccontata per immagini. Venti tavole per altrettanti quadri narrativi densi di simbolismi mistici, richiami profetici racchiusi nella "Rivelazione". A comporli, con un disegno originalissimo dal tratto misterioso e un po' fantastico, è Francesco Lucrezi, napoletano, esperto di diritto romano con una lunga carriera accademica e oggi docente di Storia dell'Oriente Mediterraneo presso la facoltà di Scienze Politiche a Salerno. E "Apocalisse" è il titolo scelto per il suo ultimo libro edito da Verbum Ferens, che si arricchisce del contributo di ricercatori e professori universitari (Camilla Balbi, Gaetano Di Palma, Pasquale Giustiniani, Antonio Landi, Carmine Matarazzo, Riccardo Notte, Chiara Sanmorì­), in modo che ad ogni quadro corrisponda un testo narrativo e l'analisi dedicata alla scena rappresentata. I venti disegni, presentati a Napoli, sono stati donati dall'autore alla Sezione San Tommaso d'Aquino della Pontificia Facoltà teologica dell'Italia Meridionale. In questo che è il quinto volume della serie "Immagini di Scritture" Lucrezi riafferma una personalità eclettica e il tratto di raffinato artista capace di reinterpretare graficamente i testi biblici: gli animali nella simbologia apocalittica, Daniele nella fossa dei leoni, la ricomposizione dell’umano nel Giudizio finale e l’annientamento del male. Temi quanto mai attuali. "Nella vita religiosa dell’umanità - scrive Riccardo Notte, docente di Antropologia culturale all'Accademia di Belle Arti di Brera - il tema della fine del mondo appare come periodica palingenesi cosmica o come riscatto definitivo dei mali all’esistenza mondana. L'attuale congiuntura culturale dell'occidente conosce il tema della fine al di fuori di qualsiasi orizzonte religioso di salvezza, e cioè come disperata catastrofe del mondano, del domestico e dell’operabile: una catastrofe che narra il disfarsi del configurato, l’estraniarsi del domestico, lo spaesarsi dell’appaesato, il perder di senso del significante, l’impossibilità dell’operabile". I disegni di Francesco Lucrezi gettano squarci di luce in mezzo alle ombre. Geometrie e forme zoologiche e antropiche balenano improvvisamente evocando il libro-ispiratore, e in particolare il nono capitolo dell’ultimo libro dell'Apocalisse. ​

GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»

13 Maggio 2016, 11:28am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su Facebook il saluto di Peppe Laurato al collega e amico Massimo Borrelli dei Due X Duo, morto per un tumore
nei giorni scorsi. Ecco il contenuto del messaggio.

Buongiorno MASSIMO, nun t’ voglio fa na cap’ e chiacchiere … se volessi partire dal nostro primo incontro, cioè dal 99, non finirei più di scrivere. Resta tutto dentro di me, la grandezza e l’intensità di questi anni, le litigate e le risate. Gli insuccessi ci hanno fatto crescere come artisti e uomini, i successi invece ci hanno fatto gioire e sognare. Quando nasceva un’ idea, ci prendeva l’entusiasmo … e giocavamo insieme come due bambini.

Adesso voglio solo ringraziarti di questi ultimi mesi mi hai trattato come un fratello minore. Tu avevi paura del mio silenzio ed io della tua freddezza. Quando ci lasciammo dopo la notizia io dissi: va be’ ci sentiamo domani … Tu mi hai risposto: no prenditi un po’ di tempo per capire e per smaltire quello che ti ho detto. Dopo 24 ore ci sentimmo, a dimostrazione che l’ironia ci ha sempre uniti. Io esordì la telefonata dicendo: Massimì ma ho capito bene tieni il catarro? (il bambino che è in me non voleva accettare e non accetterà mai quello che è successo) e tu mi hai risposto: si Pe’ na settimana e mi passa.

Lo ripeto mi hai trattato come un fratello minore mi hai portato con la mano verso il tuo viaggio, mi hai dato il tempo per capire e per farmi trovare pronto al 9 maggio … se mai si può esser pronti. Mi hai fatto capire che bisogna continuare e che saremo sempre insieme. Ho scoperto che oltre la mia, ho un’altra famiglia la tua. Sono stato e sarò un figlio, un fratello, un cugino ed un nipote per loro. Mi hanno chiesto di non abbandonarli, lo sai sono di parola, non lo farò mai.

Ancora grazie perché mentre combattevi … io ero la tua preoccupazione: “aggià penzà o’ chiattone!” NOI NON CI SIAMO VOLUTI BENE MA AMATI VERAMENTE. Abbiamo accettato i difetti e i pregi. Ah … a proposito di difetti scusami per i miei ritardi, però, tu sei sempre stato troppo puntuale.

Oggi pomeriggio c’è il laboratorio al Tam di MADE IN SUD … gliamm’ a fatica’ SEMPRE E COMUNQUE INSIEME.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità

13 Maggio 2016, 11:17am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questo libro fu scritto prima che le storie di camorra facessero a gara, nella loro rappresentazione mediatica, con quelle del don Vito Corleone di Mario Puzo. Prima che la guerra di Scampia diventasse film e fiction di successo, prima che il gergo criminale si facesse idioma giovanile, oltrepassando steccati sociali e ritrosie etiche. La camorra e le sue storie venne pubblicato da Utet nell'ottobre del 2005. Pensai a questo testo per mettere ordine ad una storia organica della camorra di Napoli e provincia, che utilizzasse una narrazione scorrevole senza inventare nulla. Undici anni fa, gli scaffali delle librerie erano inondati da saggi e storie sulla mafia siciliana. In quel momento, la camorra era forma criminale solo residuale nelle narrazioni, argomento più di folklore che di lettura e approfondimento storico. Negli anni Ottanta del secolo scorso, il silenzio editoriale sulla camorra era stato rotto dal famoso libro di Joe Marrazzo su Raffaele Cutolo, che divenne visibile ad un pubblico più ampio solo dopo il film che da quel soggetto ne ricavò Giuseppe Tornatore: «Il camorrista». Poi, poco dopo, arrivò un originale studio di Isaia Sales. A loro si affiancavano le ricerche accademiche di Marcella Marmo sulla camorra ottocentesca. In quel 2005, mancava una lettura sulla camorra di taglio storico che, basandosi su documenti, utilizzasse anche esperienze in presa diretta, racconti di testimoni e protagonisti. La mia intenzione era mettere ordine ad alcune intuizioni accennate in precedenti lavori, agganciando la storia criminale alla storia, senza definizioni, del Sud e dell'Italia. Non a caso, nei miei saggi sulla storia del Risorgimento non ho mai ignorato il ruolo e la presenza della camorra e della mafia, pure descritte in questo libro e spesso trascurate dagli studiosi della grande storia. Qui si fanno nomi e cognomi di politici, imprenditori e uomini impegnati in varie attività, che si sono relazionati, in vario modo, agli affiliati organici ai clan camorristici. In 11 anni, tante cose sono cambiate. Anche l'attenzione dei media nazionali sulla camorra, dopo l'enorme successo del libro di Roberto Saviano.A Forcella, alla Sanità, ai Quartieri spagnoli, aree di Napoli che definii in questo libro «quartieri-Stato», negli ultimi due anni è esploso un altro fenomeno criminale: sono comparse le cosiddette «paranze dei bimbi», gruppi di ventenni con velleità di potere, privi di solidi agganci con i vecchi boss in carcere. In pochi mesi, si è assistito ad una sorta di frenesia criminale priva di strategia: omicidi incomprensibili commessi d'impulso, piccoli spazi di territorio controllati attraverso atti di violenza senza motivo. Sono i ventenni 2.0, che uccidono e se ne vantano su Facebook: più che vivere la realtà preferiscono quella virtuale degli smartphone e dei social network. Ventenni che scimmiottano i loro riferimenti ideali, rappresentati dai boss protagonisti delle fiction celebrative dell'etica del male. Ventenni privi di esempi criminali reali cui riferirsi, perché quelli in carne e ossa nel centro storico napoletano non ci sono più. Lo scorso anno, a Napoli è stato ricordato il trentesimo anniversario dell'omicidio di Giancarlo Siani. Quando uscì questo libro, ne erano trascorsi venti. A differenza di quel 2005, Napoli sembra però avvolta da una preoccupante assuefazione alle presenze criminali. Nel 2015, il clima di assuefazione è sembrato più evidente dopo gli agguati mortali nel centro storico. È il dopo repressione giudiziaria che continua a latitare. La rioccupazione di spazi sociali lasciati liberi dai protagonisti criminali. La battaglia da combattere resta soprattutto quella extragiudiziaria e lo hanno dimostrato gli anni trascorsi dalla prima edizione de La camorra e le sue storie. Sono indispensabili gli arresti, ma serve il controllo e l'intervento sociale sul territorio. Una battaglia che coinvolge davvero tutti. Più eroi del quotidiano e meno eroi da innalzare a simboli. Servono esempi di tutti i giorni. Rispetto all'edizione del 2005, ci sono cento pagine in più per raccontare le vicende delle «paranze dei bimbi» e le controverse storie di Quarto e Giugliano. Per il resto, il saggio resta ancora e soprattutto una ricostruzione storica della camorra napoletana dalle origini a oggi. Credo che, rileggendolo, undici anni dopo il libro conservi la sua freschezza e la sua caratteristica di documento d'interpretazione e racconto sempre di attualità.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI AMALFI. ACQUARELLO INEDITO DELLA FIGLIA DEL RE video E FOTO

12 Maggio 2016, 12:41pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 

 

La troupe di Positanonewstv ha presenziato all'evento dell'inaugurazione presentazione al pubblico, riportando video foto e impressioni, con interviste a mariella Utili direttore del Polo Museale Napoli, Rita Pastorelli, direttore del Museo di San Martino e Luisa Martorelli curatrice della mostra. 
 
Apre al pubblico, da domenica 8 maggio, la mostra Gigante e i figli del re, a cura di Luisa Martorelli, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Wine&Thecity.
POSITANONEWS

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli. Club Culturale Megaride. Occidente e oriente: culture a confronto dalla Religione allo Stato.

12 Maggio 2016, 12:37pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli. Club Culturale Megaride. Occidente e oriente: culture a confronto dalla Religione allo Stato.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La rassegna “Il filo di Arianna” che prevede un ciclo di incontri promossi dal Club Culturale Megaride, presieduto dal prof. Enzo Meo, ha l’obiettivo di favorire riflessioni collegiali su temi e aspetti della nostra contemporaneità.

Circolo Megaride
quarto incontro dal titolo
Occidente e Oriente: culture a confronto
dalla Religione allo Stato
Via Santa Lucia 110, giovedì 12 maggio, ore
17,30

Introdurrà: Elda Morlicchio, Rettrice dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Parleranno del tema:
Pierfranco Bruni, Responsabile Progetto Etnie – Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo);
Agostino Cilardo, Docente di Storia e Istituzioni del mondo Musulmano Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”;
Mario Forte, già Parlamentare Europeo e Sindaco di Napoli;
Condurrà: Ermanno Corsi
Intermezzo musicale con il Cantautore Lino Brandizzi
Il ciclo degli incontri è coordinato da Paola Franchomme, Paola Pisano e Giulio Rolando, Direttore della rivista culturale “Il Cerchio”, di cui nell’occasione sarà distribuito l’ultimo numero. A conclusione un “saluto tra Oriente
e Occidente”

MAURIZIO VITIELLO POSITANONEWS

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