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sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Ligabue si confessa: «Solo grazie ai fan ho potuto suonare dopo la morte di mio figlio»

16 Maggio 2016, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Ligabue si confessa: «Solo grazie ai fan ho potuto suonare dopo la morte di mio figlio»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Luciano Ligabue si è messo a nudo a "Che tempo che fa" durante l'intervista con Fabio Fazio. Il cantante ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Einaudi, ‘Scusate il disordine'.
Durante l'intervista ha spaziato su diversi argomenti, toccandone alcuni anche molto delicati. Ligabue ha raccontato della morte del figlio, che tra l'altro è il racconto che conclude il libro. «Trovarsi dopo la nascita di un figlio che muore e il giorno dopo c'è il primo concerto voce e chitarra, è la condizione più nuda. Però al di là del fatto che è il racconto del concetto di ‘the show must go on', io l'esperienza l'ho vissuta veramente e so che significa e so anche il beneficio che ne ho ricavato. Ero a pezzi, non ero in grado e mi sono poggiato su di loro: è crudele che quando uno deve vivere un momento suo sia costretto ad allietare altri animi, ma è anche vero che riesci a beneficiare del contatto». Un momento molto toccante della trasmissione, alternato anche a dei racconti più leggeri e curiosi presenti sempre nel libro.
 

 
FOTO 4 di 16



Uno di questi è la nascita di uno dei suoi pezzi più celebri "Urlando contro il cielo". «Urlando contro il cielo finì in una posizione sfigatissima, ma da quando abbiamo cominciato a suonarla dal vivo divenne un simbolo. Non era un singolo, ma vista la reazione ne facemmo un video live e dalla prima volta che l'abbiamo fatta è diventato il coro prima che cominci qualsiasi concerto».

L'intervista si è conclusa parlando del nuovo disco in programma e Ligabue ha già annunciato che si tratterà di un concept album.

IL MATTINO

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»

15 Maggio 2016, 12:46pm

Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei Famosi, il pugile Fragomeni confessa: «Ho tentato il suicidio»

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE "Ho tentato il suicidio". Così Giacobbe Fragomeni, fresco vincitore dell'undicesima edizione dell'Isola dei Famosi a Verissimo in occasione della puntata "reunion" con tutti i partecipanti. Il pugile, partito dalla Isla Desnuda per approdare poi alla spiaggia principale, ha battuto al televoto (con il 65% dei voti) il super favorito della vigilia, Jonas Berami. Oggi durante la trasmissione in onda questo pomeriggio su Canale 5 ha ammesso di aver tentato di togliersi la vita. "Sono tranquillo, mi sono perdonato perché prima credevo fosse tutta colpa mia di queste cose che sono successe - ha detto Fragomeni durante l'intervista a Silvia Toffanin - Mio papà? Adesso l'ho perdonato. Lui è stato più debole. Picchiava me, mia mamma, le mie sorella. Si ubricava, giocava, perdeva perché i giocatori sono tutti perdenti, e si sfogava con noi".
"Mi feci un acido prima di ritornare al militare - prosegue - mi fece malissimo, tanto è vero che ho pensato di suicidarmi perché credevo fossa una vita di m...a. Dicevo 'che cosa ci sto a fare io al mondo?'. Ma poi non so cosa è successo in quell'attimo, invece di fare un passo in avanti quando stava passando il treno l'ho fatto indietro e da lì ho iniziato a pensare a mia mamma. Dovevo fare qualcosa, trovare un lavoro e diventare un ragazzo normale".I motivi di tanta sofferenza? Un'infanzia difficile, le liti dei suoi genitori e la prematura morte di Aids della sorella a soli 24 anni. Finisce nei giri sbagliati, crollando in un mondo fatto di microcriminalità, droga e alcol. A cambiarlo è stata la boxe che lo ha tolto dalla strada: "La mia redenzione è stata la palestra - ha dichiarato a La Repubblica - L’ho deciso io, ho scelto di cambiare. Ho avuto la forza di uscire da un mondo in cui molti non ce l’hanno fatta a salvarsi. Persone che conoscevo sono morte. Di overdose, suicide in carcere per la vergogna".Ha iniziato a 20 anni e dopo appena un anno era giù sul ring per il primo incontro da dilettante. Nel 1993 è entrato a far parte della Nazionale italiana fino all'exploit, nel 2008, quando conquistò il titolo di Campione del mondo pesi massimi leggeri al WBC (World Boxing Council), a Milano. Nel 2012 ha vinto la cintura mondiale silver nella stessa categoria.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Apocalisse raccontata per immagini nei disegni di Francesco Lucrezi

15 Maggio 2016, 12:38pm

Pubblicato da Alessia Chianese

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA L'Apocalisse raccontata per immagini nei disegni di Francesco Lucrezi

INSERITO DA ALESSIA CHIANESE L'Apocalisse raccontata per immagini. Venti tavole per altrettanti quadri narrativi densi di simbolismi mistici, richiami profetici racchiusi nella "Rivelazione". A comporli, con un disegno originalissimo dal tratto misterioso e un po' fantastico, è Francesco Lucrezi, napoletano, esperto di diritto romano con una lunga carriera accademica e oggi docente di Storia dell'Oriente Mediterraneo presso la facoltà di Scienze Politiche a Salerno. E "Apocalisse" è il titolo scelto per il suo ultimo libro edito da Verbum Ferens, che si arricchisce del contributo di ricercatori e professori universitari (Camilla Balbi, Gaetano Di Palma, Pasquale Giustiniani, Antonio Landi, Carmine Matarazzo, Riccardo Notte, Chiara Sanmorì­), in modo che ad ogni quadro corrisponda un testo narrativo e l'analisi dedicata alla scena rappresentata. I venti disegni, presentati a Napoli, sono stati donati dall'autore alla Sezione San Tommaso d'Aquino della Pontificia Facoltà teologica dell'Italia Meridionale. In questo che è il quinto volume della serie "Immagini di Scritture" Lucrezi riafferma una personalità eclettica e il tratto di raffinato artista capace di reinterpretare graficamente i testi biblici: gli animali nella simbologia apocalittica, Daniele nella fossa dei leoni, la ricomposizione dell’umano nel Giudizio finale e l’annientamento del male. Temi quanto mai attuali. "Nella vita religiosa dell’umanità - scrive Riccardo Notte, docente di Antropologia culturale all'Accademia di Belle Arti di Brera - il tema della fine del mondo appare come periodica palingenesi cosmica o come riscatto definitivo dei mali all’esistenza mondana. L'attuale congiuntura culturale dell'occidente conosce il tema della fine al di fuori di qualsiasi orizzonte religioso di salvezza, e cioè come disperata catastrofe del mondano, del domestico e dell’operabile: una catastrofe che narra il disfarsi del configurato, l’estraniarsi del domestico, lo spaesarsi dell’appaesato, il perder di senso del significante, l’impossibilità dell’operabile". I disegni di Francesco Lucrezi gettano squarci di luce in mezzo alle ombre. Geometrie e forme zoologiche e antropiche balenano improvvisamente evocando il libro-ispiratore, e in particolare il nono capitolo dell’ultimo libro dell'Apocalisse. ​

GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»

13 Maggio 2016, 11:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Made in Sud, morto Borrelli dei Due x Duo. Il messaggio dell'amico Peppe Laurato: «Noi non ci siamo voluti bene, ma amati veramente»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su Facebook il saluto di Peppe Laurato al collega e amico Massimo Borrelli dei Due X Duo, morto per un tumore
nei giorni scorsi. Ecco il contenuto del messaggio.

Buongiorno MASSIMO, nun t’ voglio fa na cap’ e chiacchiere … se volessi partire dal nostro primo incontro, cioè dal 99, non finirei più di scrivere. Resta tutto dentro di me, la grandezza e l’intensità di questi anni, le litigate e le risate. Gli insuccessi ci hanno fatto crescere come artisti e uomini, i successi invece ci hanno fatto gioire e sognare. Quando nasceva un’ idea, ci prendeva l’entusiasmo … e giocavamo insieme come due bambini.

Adesso voglio solo ringraziarti di questi ultimi mesi mi hai trattato come un fratello minore. Tu avevi paura del mio silenzio ed io della tua freddezza. Quando ci lasciammo dopo la notizia io dissi: va be’ ci sentiamo domani … Tu mi hai risposto: no prenditi un po’ di tempo per capire e per smaltire quello che ti ho detto. Dopo 24 ore ci sentimmo, a dimostrazione che l’ironia ci ha sempre uniti. Io esordì la telefonata dicendo: Massimì ma ho capito bene tieni il catarro? (il bambino che è in me non voleva accettare e non accetterà mai quello che è successo) e tu mi hai risposto: si Pe’ na settimana e mi passa.

Lo ripeto mi hai trattato come un fratello minore mi hai portato con la mano verso il tuo viaggio, mi hai dato il tempo per capire e per farmi trovare pronto al 9 maggio … se mai si può esser pronti. Mi hai fatto capire che bisogna continuare e che saremo sempre insieme. Ho scoperto che oltre la mia, ho un’altra famiglia la tua. Sono stato e sarò un figlio, un fratello, un cugino ed un nipote per loro. Mi hanno chiesto di non abbandonarli, lo sai sono di parola, non lo farò mai.

Ancora grazie perché mentre combattevi … io ero la tua preoccupazione: “aggià penzà o’ chiattone!” NOI NON CI SIAMO VOLUTI BENE MA AMATI VERAMENTE. Abbiamo accettato i difetti e i pregi. Ah … a proposito di difetti scusami per i miei ritardi, però, tu sei sempre stato troppo puntuale.

Oggi pomeriggio c’è il laboratorio al Tam di MADE IN SUD … gliamm’ a fatica’ SEMPRE E COMUNQUE INSIEME.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità

13 Maggio 2016, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli e le paranze della camorra 2.0, Di Fiore racconta come si è evoluta la criminalità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questo libro fu scritto prima che le storie di camorra facessero a gara, nella loro rappresentazione mediatica, con quelle del don Vito Corleone di Mario Puzo. Prima che la guerra di Scampia diventasse film e fiction di successo, prima che il gergo criminale si facesse idioma giovanile, oltrepassando steccati sociali e ritrosie etiche. La camorra e le sue storie venne pubblicato da Utet nell'ottobre del 2005. Pensai a questo testo per mettere ordine ad una storia organica della camorra di Napoli e provincia, che utilizzasse una narrazione scorrevole senza inventare nulla. Undici anni fa, gli scaffali delle librerie erano inondati da saggi e storie sulla mafia siciliana. In quel momento, la camorra era forma criminale solo residuale nelle narrazioni, argomento più di folklore che di lettura e approfondimento storico. Negli anni Ottanta del secolo scorso, il silenzio editoriale sulla camorra era stato rotto dal famoso libro di Joe Marrazzo su Raffaele Cutolo, che divenne visibile ad un pubblico più ampio solo dopo il film che da quel soggetto ne ricavò Giuseppe Tornatore: «Il camorrista». Poi, poco dopo, arrivò un originale studio di Isaia Sales. A loro si affiancavano le ricerche accademiche di Marcella Marmo sulla camorra ottocentesca. In quel 2005, mancava una lettura sulla camorra di taglio storico che, basandosi su documenti, utilizzasse anche esperienze in presa diretta, racconti di testimoni e protagonisti. La mia intenzione era mettere ordine ad alcune intuizioni accennate in precedenti lavori, agganciando la storia criminale alla storia, senza definizioni, del Sud e dell'Italia. Non a caso, nei miei saggi sulla storia del Risorgimento non ho mai ignorato il ruolo e la presenza della camorra e della mafia, pure descritte in questo libro e spesso trascurate dagli studiosi della grande storia. Qui si fanno nomi e cognomi di politici, imprenditori e uomini impegnati in varie attività, che si sono relazionati, in vario modo, agli affiliati organici ai clan camorristici. In 11 anni, tante cose sono cambiate. Anche l'attenzione dei media nazionali sulla camorra, dopo l'enorme successo del libro di Roberto Saviano.A Forcella, alla Sanità, ai Quartieri spagnoli, aree di Napoli che definii in questo libro «quartieri-Stato», negli ultimi due anni è esploso un altro fenomeno criminale: sono comparse le cosiddette «paranze dei bimbi», gruppi di ventenni con velleità di potere, privi di solidi agganci con i vecchi boss in carcere. In pochi mesi, si è assistito ad una sorta di frenesia criminale priva di strategia: omicidi incomprensibili commessi d'impulso, piccoli spazi di territorio controllati attraverso atti di violenza senza motivo. Sono i ventenni 2.0, che uccidono e se ne vantano su Facebook: più che vivere la realtà preferiscono quella virtuale degli smartphone e dei social network. Ventenni che scimmiottano i loro riferimenti ideali, rappresentati dai boss protagonisti delle fiction celebrative dell'etica del male. Ventenni privi di esempi criminali reali cui riferirsi, perché quelli in carne e ossa nel centro storico napoletano non ci sono più. Lo scorso anno, a Napoli è stato ricordato il trentesimo anniversario dell'omicidio di Giancarlo Siani. Quando uscì questo libro, ne erano trascorsi venti. A differenza di quel 2005, Napoli sembra però avvolta da una preoccupante assuefazione alle presenze criminali. Nel 2015, il clima di assuefazione è sembrato più evidente dopo gli agguati mortali nel centro storico. È il dopo repressione giudiziaria che continua a latitare. La rioccupazione di spazi sociali lasciati liberi dai protagonisti criminali. La battaglia da combattere resta soprattutto quella extragiudiziaria e lo hanno dimostrato gli anni trascorsi dalla prima edizione de La camorra e le sue storie. Sono indispensabili gli arresti, ma serve il controllo e l'intervento sociale sul territorio. Una battaglia che coinvolge davvero tutti. Più eroi del quotidiano e meno eroi da innalzare a simboli. Servono esempi di tutti i giorni. Rispetto all'edizione del 2005, ci sono cento pagine in più per raccontare le vicende delle «paranze dei bimbi» e le controverse storie di Quarto e Giugliano. Per il resto, il saggio resta ancora e soprattutto una ricostruzione storica della camorra napoletana dalle origini a oggi. Credo che, rileggendolo, undici anni dopo il libro conservi la sua freschezza e la sua caratteristica di documento d'interpretazione e racconto sempre di attualità.

IL MATTINO.IT

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI AMALFI. ACQUARELLO INEDITO DELLA FIGLIA DEL RE video E FOTO

12 Maggio 2016, 12:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 

 

La troupe di Positanonewstv ha presenziato all'evento dell'inaugurazione presentazione al pubblico, riportando video foto e impressioni, con interviste a mariella Utili direttore del Polo Museale Napoli, Rita Pastorelli, direttore del Museo di San Martino e Luisa Martorelli curatrice della mostra. 
 
Apre al pubblico, da domenica 8 maggio, la mostra Gigante e i figli del re, a cura di Luisa Martorelli, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Wine&Thecity.
POSITANONEWS

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli. Club Culturale Megaride. Occidente e oriente: culture a confronto dalla Religione allo Stato.

12 Maggio 2016, 12:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Napoli. Club Culturale Megaride. Occidente e oriente: culture a confronto dalla Religione allo Stato.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La rassegna “Il filo di Arianna” che prevede un ciclo di incontri promossi dal Club Culturale Megaride, presieduto dal prof. Enzo Meo, ha l’obiettivo di favorire riflessioni collegiali su temi e aspetti della nostra contemporaneità.

Circolo Megaride
quarto incontro dal titolo
Occidente e Oriente: culture a confronto
dalla Religione allo Stato
Via Santa Lucia 110, giovedì 12 maggio, ore
17,30

Introdurrà: Elda Morlicchio, Rettrice dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”

Parleranno del tema:
Pierfranco Bruni, Responsabile Progetto Etnie – Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo);
Agostino Cilardo, Docente di Storia e Istituzioni del mondo Musulmano Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”;
Mario Forte, già Parlamentare Europeo e Sindaco di Napoli;
Condurrà: Ermanno Corsi
Intermezzo musicale con il Cantautore Lino Brandizzi
Il ciclo degli incontri è coordinato da Paola Franchomme, Paola Pisano e Giulio Rolando, Direttore della rivista culturale “Il Cerchio”, di cui nell’occasione sarà distribuito l’ultimo numero. A conclusione un “saluto tra Oriente
e Occidente”

MAURIZIO VITIELLO POSITANONEWS

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gomorra II: esordio boom in TV

11 Maggio 2016, 14:38pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gomorra II: esordio boom in TV
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Gomorra II: esordio boom in TV

DI MORENA MOTTA La seconda serie di Gomora, tutti contro tutti. Gomorra riparte e batte se stessa, anzi doppia se stessa.

Su Twitter, l'hashtag #Gomorra2 e' entrato ieri sera nella classifica dei Trending Topic italiani fino a raggiungere le prime posizioni e nella classifica dei Trending Topic mondiali in dodicesima posizione.

I tweet nella giornata di ieri sono stati 18.000, +300% rispetto ai primi due episodi della prima stagione e +31% rispetto al finale della prima stagione.

L'esordio della seconda stagione della serie frutto della produzione originale di Sky, Cattleya e Fandango in associazione con Beta Film e da un'idea di Roberto Saviano (VEDI INTERVISTA), ieri su Sky Atlantic HD, Sky Cinema 1 HD e Sky On Demand ha fatto registrare il miglior debutto di sempre per una serie tv in onda su Sky con poco meno di 1,3 milioni di spettatori medi per il primo episodio, segnando un +97% rispetto al gia' ottimo esordio della prima stagione, con il 3,65% di share (6,29% tra il pubblico 15-54 anni), 1.731.819 spettatori unici e una permanenza del 73%.

Notevoli anche i risultati del sito ufficiale skyatlantic.it/gomorra: nella settimana di lancio della seconda stagione, il sito ha generato 223mila pagine viste, 115mila utenti unici e ben 230mila videoviews (raggiungendo gia' il totale dei video visti durante tutta la prima stagione).

Inoltre, il sito immersivo Gomorra 360 (Gomorra.skyatlantic.sky.it) ha generato finora 24mila Pagine Viste e 18mila Utenti Unici.

Da segnalare anche il secondo episodio, che e' stato seguito in media da 1.105.466 spettatori, con il 3,76% di share (6,07% tra il pubblico 15-54 anni), 1.374.879 spettatori unici e l'80% di permanenza.

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)

10 Maggio 2016, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)
SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Isola dei famosi 2016, Fragomeni è il vincitore dell’edizione-brodino. Trionfo del mediocre, solo la Caruso ci ha messo un po’ di pepe (FOTO)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il pugile Giacobbe Fragomeni vince la più brutta edizione della storia dell’Isola dei Famosi. La vittoria del ragazzaccio di periferia con un passato da tossicodipendente, poi rinato grazie allo sport, è la favola che serviva per salvare il salvabile di un’annata pessima per il reality di Canale5. Le premesse erano difficili da interpretare: se da un lato era stata ingaggiata come concorrente nientemeno che la Regina dell’Isola Simona Ventura, dall’altra le erano stati messi a fianco così tanti morti di fama e sconosciuti ai più (tranne un paio di eccezioni) che non si capiva bene quale fosse il filo narrativo dell’Isola 2016. Forse non lo avevano capito neppure gli autori, visto che sono stati costretti a navigare a vista, su un mare in noiosissima bonaccia. E visto che in scuderia hai solo un fuoriclasse solo e si chiama Simona Ventura, che fai? Ma è ovvio: la metti in cattiva luce, la dipingi come la strega cattiva, la stratega e la manipolatrice, con il risultato che ha perso rovinosamente due televoti (tra Isola principale e Playa Soledad) ed è stata costretta a tornare a casa. Pubblicità Se perdi la Ventura, con il resto ci puoi fare un brodino, nulla più. E brodino è stato, fino all’ultima puntata. Per fortuna un po’ di pepe lo ha messo Paola Caruso che alla fine, paradossalmente, ci tocca anche ringraziare. Questo spiega, meglio di qualsiasi altra cosa, quello che è stata l’Isola 2016. La finale non è stata migliore, visto che si è trattato di 3 ore e mezza di noia mortale, di solite prove viste e riviste (per l’occasione dall’esotico Lago dei Cigni di Milano 2), per non parlare poi dell’infinita litania di “Hai fatto un’Isola bellissima”, “La tua Isola l’hai già vinta”, “Siete tutti vincitori”. Il trionfo dell’insipido, del mediocre, del vorrei ma non posso. Un programma così sottotono che risulta difficile persino analizzarlo. E la vittoria di Giacobbe Fragomeni (che, amanti della boxe a parte, non conosceva nessuno) forse serve anche a nobilitare questa edizione. Innanzitutto è stato scelto forse l’unico concorrente fuori dai blocchi contrapposti di una lotta senza esclusione di colpi che dalle parti dell’Honduras ha visto scontrarsi il gruppo Ventura e il gruppo Jonas. E poi perché c’è davvero tutto, nella vicenda umana e professionale di Giacobbe, per solleticare, commuovere e spingere al televoto lo spettatore medio: c’è una vita difficile, c’è la discesa nell’inferno della droga, c’è l’incontro con la boxe e la rinascita. È un soggetto perfetto per una di quelle fiction pessime di RaiUno, mandate in onda a giugno e girate solo perché bisognava fare un favore a un amico di un amico. Banalità a parte, Fragomeni è davvero un uomo perbene. Viene quasi da chiedersi cosa ci facesse in mezzo a quei morti di fama alla ricerca di una visibilità che non meritano di avere (Ventura e Carta a parte, che comunque un loro pubblico ce l’hanno davvero). Ma il merito più grande di Fragomeni è aver battuto in finale l’insopportabile Jonas Berami, ennesimo frutto avvelenato che il Segreto ha seminato nella nostra tv, fine stratega e falso come una moneta da tre euro, involucro ben confezionato che contiene il nulla più assoluto, esempio lampante di come lo showbiz italico andrebbe raso al suolo e cosparso di sale. Anche quest’Isola dei Famosi, dunque, ce la siamo levata dalle scatole. Di quest’annata non resterà praticamente nulla, se non la ferma convinzione che il prossimo anno si dovrà cambiare molto, forse tutto, per un programma che dopo l’exploit della scorsa edizione ha mostrato tutti i suoi limiti. L’Isola dei Famosi può essere davvero un buon prodotto nazionalpopolare, persino una trashata accettabile e gradevole se fatta come Dio comanda. Se, appunto.

di  |http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/10/isola-dei-famosi-2016-il-pugile-fragomeni-vince-ledizione-brodino-trionfo-del-mediocre-solo-la-caruso-ci-ha-messo-un-po-di-pepe/2712130/

 10 maggio 2016

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Domani i funerali di Massimo Borrelli

9 Maggio 2016, 15:48pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Domani i funerali di Massimo Borrelli
SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Domani i funerali di Massimo Borrelli

INSERITO DA MORENA MOTTA Si svolgeranno alle 12 di domani nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, di via Marco Rocco di Torrepadula a Napoli, i funerali di Massimo Borrelli, l'attore componente dei Duo X Duo, tra i protagonisti di «Made in Sud», prematuramente scomparso a causa di un male incurabile che non l'aveva però tenuto lontano dalle scene. Il 3 maggio infatti il comico si era esibito con il suo partner Peppe Laurato nel varietà «Made in Sud», trasmesso in diretta da Rai 2.

La camera ardente sarà aperta alle 10.30 nella stessa parrocchia. Borrelli lavorava da circa 20 anni con Laurato, il duo aveva vinto il premio Massimo Troisi nel 2007 e partecipato anche a Colorado Cafè.

FONTE LEGGO.IT

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