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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Torna di moda il cinema italiano, boom nel 2016

17 Gennaio 2017, 15:38pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Torna di moda il cinema italiano, boom nel 2016

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel 2016 sono stati venduti 105.385.195 biglietti, con un incremento del 6,06% rispetto al 2015. Sono i dati positivi del box office italiano, a consuntivo dell'anno appena trascorso, secondo l'elaborazione Cinetel che rileva il 93% delle presenze dell'intero mercato. Crescono anche gli incassi: 661 milioni di euro (+3,86%) con un trend positivo rispetto anche al 2014. Quanto alla quota di mercato del cinema italiano risulta in aumento: sale al 28,71% contro il 21,35% del 2015; in calo la quota Usa passata dal 60,01% al 55,19%. 

Natale disastroso per incassi - 38% - I dati Cinetel lo attestano senza pietà: le feste natalizie in sala, assente Zalone, sono state un disastro - 35,71% di presenze, - 38,06% di incasso al cinema tra il 16 dicembre 2016 e il 6 gennaio 2017. Le statistiche, presentate oggi all'Anica nel corso del bilancio dati cinema 2016, documentano anche un affollamento senza precedenti, 29 titoli usciti nel periodo, rispetto ai 17 dell'anno precedente. A mancare inesorabilmente è stato il film di Zalone: Quo vado? nel 2016 ha rappresentato l'8,89% di quota mercato presenze 2016.

FONTE ANSA

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI The Young Pope, meraviglia e ironia Usa Critica entusiasta da Time a Variety, web e social ci ridono su

14 Gennaio 2017, 11:25am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.CULTURA E SPETTACOLI The Young Pope, meraviglia e ironia Usa Critica entusiasta da Time a Variety, web e social ci ridono su

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - L'appuntamento è per il 15 gennaio su Hbo, ma The Young Pope di Paolo Sorrentino non lascia indifferente l'America: mentre cresce l'attesa la critica ne parla con toni di entusiasmo, mentre web e social trovano modi insoliti di scherzarci su. Intanto il regista premio Oscar si gode il clima hollywoodiano delle premiere, e porta a casa la fervida discussione che la serie unica nel suo genere, sta suscitando negli Usa. Lo definisce "televisione d'autore" Esquire, mentre per il Washington Post The Young Pope "è stimolante ed è un'opera visivamente sbalorditiva'', e l'accoglienza positiva è va da Time a Variety passando per l'Hollywood Reporter. Ma l'America trova anche il modo di riderci su. Il sito 'Bibbia' Mashable, mette in luce che su twitter la serie è diventata di culto come oggetto ludico, protagonista di infiniti giochi di parole. Giochi visivi in 'fake' spin off esilaranti: con un cane, un neonato o un ragazzino rapper protagonisti di una ipotetica seconda serie in un video dal Late show di Colbert.

   
   

 ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Teresa De Sio, in un disco tutta devozione per Pino

13 Gennaio 2017, 17:18pm

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Teresa De Sio, in un disco tutta devozione per Pino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Pino Daniele è un classico e, come diceva Calvino, i classici non finiscono mai di dirci qualcosa.
Da tempo premeva dentro di me l'esigenza di un omaggio al mio amico scomparso. Ma ho aspettato per frenare l'aspetto emotivo che avrebbe condizionato troppo il disco. Ora, a due anni di distanza dalla sua morte, mi sembra il momento giusto per questo che considero un disco devozionale, pieno di gioia e di vita.
Perché lui è un amico, perché le sue canzoni sono bellissime e perché ha segnato una strada, un solco in cui altri musicisti hanno poi piantato la loro pianta". Teresa De Sio racconta così il suo nuovo lavoro, Teresa canta Pino, un disco (in uscita domani, prodotto da Sosia&Pistoia e da Teresa De Sio e distribuito da Universal Music) che esce a cinque anni di distanza dall'album Tutto cambia ("ma in mezzo ci ho messo anche due romanzi") e che rilegge in chiave folk, con sonorità rock ed elettroniche, 15 brani del grande cantautore napoletano, ai quali si aggiunge un inedito ("'O jammone, parla di un capo, quindi di Pino") scritto dalla stessa De Sio. Un disco sulla cui copertina campeggiano un gallo e una gallina, "simboli ben auguranti".
"Il patrimonio musicale che Pino Daniele ci ha lasciato è enorme, io ho cercato di dargli una nuova forma senza tradire la sua poetica e melodia, di coniugare il suo spirito con i miei suoni", ha aggiunto De Sio che oltre a grandi successi come 'O Scarrafone, Je so' pazzo, Quanno chiove, Napule è, nella difficile operazione di scelta nella sconfinata produzione ha inserito anche chicche meno note. "La linea che mi ha guidato è stata quella di scegliere brani del Pino 'napoletano'. Non potevo prescindere da quelli più popolari, sarei stata inutilmente snob, ma ho voluto anche dare spazio a pezzi meno conosciuti ma parimenti interessanti. Come Fatte 'na pizza, una canzone contro gli stereotipi che per una città come Napoli rischiano di seppellire la sua immagine vera e diventano una coperta per non mostrare i problemi che ci sono".
Niente malinconia, però, nel ricordare e nell'omaggiare l'amico di 30 anni di vita. "Cosa avrebbe detto di Teresa canta Pino? 'Fai bbuono, vai va''. Quando io iniziavo, lui era già famoso. Ero una sua fan. Scrisse un pezzo per il mio primo disco solista. Ci siamo frequentati, poi persi di vista, poi riavvicinati nonostante le nostre strade musicali fossero ormai distanti: lui verso il blues, io verso il folk-rock. Nel 2014 insieme abbiamo fatto insieme 5 concerti. Avevamo anche altri progetti.... Cosa manca di lui oggi? Un disco nuovo".
In Teresa canta Pino, anche un duetto con Niccolò Fabi. "Non l'ho voluto con me solo perché è bravo. La sua presenza vuole significare che anche una persona che non viene dal 'nero', dal rythm'n'blues, può essere dentro la musica di Pino. La sua è una musica universale e la sua eredità artistica appartiene a tutto il mondo. E lo penso di lui, come di una altro grande amico scomparso, Fabrizio De Andrè". Da marzo Teresa De Sio porterà in tour nei teatri il suo lavoro.

FONTE ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo: Conti, 'Maria De Filippi partecipa gratis. Crozza? Magari'

11 Gennaio 2017, 16:43pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Sanremo: Conti, 'Maria De Filippi partecipa gratis. Crozza? Magari'

INSERITO DA MORENA MOTTA Maria De Filippi è ufficialmente nella squadra del 67/mo Festival di Sanremo, in programma dal 7 all'11 febbraio. La conduttrice è apparsa sorridente, vestita di nero, alla conferenza stampa di presentazione in corso al Teatro del Casinò. "Pare che ci abbia ripensato. Colpo di scena, le avevo fatto consegnare una busta. Evidentemente il postino non l'ha trovata", ha scherzato Conti con i cronisti 'evocando' la De Filippi prima di annunciarne l'ingresso in sala.

I BIG IN GARA

"Dopo il già annunciato Tiziano Ferro, ci saranno Giorgia, Mika, Ricky Martin, Rag'n'Bone Man", ha annunciato Conti.

LA COVER SCELTE DAI 22 BIG IN GARA AL FESTIVAL

"Alla fine dello scorso festival, ho pensato: 'e ora che mi invento'? Per il mio terzo anno alla guida del Festival ci voleva un'idea diversa. Ci voleva il top. E pensando al top ho pensato a Maria", ha aggiunto Conti.

"A giugno-luglio l'ho chiamata, poi ad agosto abbiamo cercato di concretizzare. Sono molto onorato che abbia detto sì a questa idea, a questa co-conduzione con me", ha aggiunto. "Lei era all'Argentaio, io un po' più su, ci siamo incontrati a metà strada e abbiamo stretto il patto di Follonica". 

LE NUOVE PROPOSTE IN GARA

De Filippi: "Conti è e resta il direttore" - "Dichiaro innanzi tutto la mia grande stima per Carlo, altrimenti non sarei qui": Maria De Filippi inizia il suo intervento alla conferenza stampa di Sanremo con un attestato nei confronti di Conti. "La mia - ha sottolineato - è una partecipazione vera e propria, con tutta me stessa, con la mia stima e l'empatia che ho verso di lui. Carlo è e rimane il direttore artistico: non ho preso parte ad alcuna decisione, non ho sentito le canzoni, non ho partecipato al contenuto del festival perché penso che Sanremo sia della Rai e di Carlo. Ma non avrei mai accettato se non avessi assoluta stima di Carlo e del lavoro che fa". "In comune" con Conti, ha aggiunto De Filippi, "non abbiamo forse tanto la velocità nella parola, ma il modo di pensare il nostro lavoro". De Filippi ha scherzato con i giornalisti ("Immagino che abbiate trascorso notti insonni per sapere se c'ero o non c'ero"), ha ringraziato la Rai, "perché per me è motivo di orgoglio partecipare al festival più importante per la musica italiana", ma anche "Mediaset e in particolare Pier Silvio Berlusconi, per avermi confermato la libertà che vivo da anni nello scegliere cosa fare e come farlo".

Conti: "Maria partecipa a puro titolo gratuito" -"Ci tengo a sottolineare che Maria De Filippi partecipa al Festival di Sanremo a puro titolo gratuito". Lo ha detto Carlo Conti, durante la conferenza stampa del prossimo Festival di Sanremo. "Con quello che c'è costato non abbiamo più una lira per pagare gli altri", ha scherzato il direttore artistico e conduttore aggiungendo che non ci saranno vallette "bastiamo noi due". 

Conti, Crozza? Magari - "Crozza? Magari. Ci metterei anche Benigni, Fiorello, Zalone, Panariello e Pieraccioni. Qualche suggestione è in stato più avanzato di altre. Su Crozza dico magari, con settanta punti esclamativi". Lo ha detto Carlo Conti, durante la presentazione del 67/mo festival di Sanremo.  

Conti, Stevie Wonder? Un sogno da realizzare "Stevie Wonder è uno dei miei cantanti preferiti, un altro mio sogno da realizzare, così come lo scorso anno siamo riusciti a portare Elton John. Un altro magari, che si aggiunge ai tanti". Pur non confermando l'esistenza di trattative in corso, Carlo Conti, direttore artistico, nonché conduttore di Sanremo 2017, non esclude l'ipotesi di portare il cantautore polistrumentista sul palcoscenico del Teatro Ariston, nella rosa degli ospiti stranieri. Sempre in tema di ospiti, Carlo Conti non ha negato la volontà di portare una star hollywoodiana, come già avvenuto negli anni scorsi con Charlize Theron e Nicole Kidman. 

Conti: ''Spot con i feti? E' solo la gioia della vita'' - "Nessun retropensiero, solo la voglia di fare qualcosa di leggero": Carlo Conti prova così a smontare la polemica, scoppiata in particolare sui social, sullo spot del festival di Sanremo in cui si vedono alcuni feti che, nei pancioni delle loro mamme, cantano 'Non ho l'età'. "Quando fai qualcosa - ha spiegato Conti rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa - non vai a pensare cosa ci sia dietro. Sul filo dello slogan 'Tutti cantano Sanremo', due anni fa abbiamo immaginato i flash mob, l'anno scorso la gente che cantava in giro per il mondo, quest'anno abbiamo pensato a situazioni surreali: mamme che coinvolgono i loro bambini che devono nascere in una canzone, alieni che intonano Terra promessa, una fattoria dove gli animali cantano". "Spesso - ha ammesso il conduttore e direttore artistico - la leggerezza viene fraintesa o strumentalizzata. Ma negli spot c'è solo la serenità di fare qualcosa di leggero: l'idea delle mamme mi è sembrata dolce, delicata. Forse perché, essendo diventato babbo in età avanzata, la cosa che mi ha più emozionato è stata l'ecografia. Non mi è sembrato che ci fosse nulla di così tragico: è semplicemente la gioia della vita". 

FONTE ANSA

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Bonolis, Sanremo? Lo rivoluzionerei Conti-De Filippi? Si ripercorrono sempiterni calli

10 Gennaio 2017, 10:24am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Bonolis, Sanremo? Lo rivoluzionerei Conti-De Filippi? Si ripercorrono sempiterni calli

INSERITO DA MORENA MOTTA "Sanremo ha una storia gigantesca, è stato confezionato in mille modi, ognuno lo ha costruito a propria immagine e somiglianza. Nel 2005 l'abbiamo rivoluzionato e poi ha continuato in quella direzione: se mi dovesse ricapitare, lo ri-rivoluzionerei. Ma oggi all'Ariston credo ci sia poco da rivoluzionare". Paolo Bonolis non chiude la porta all'ipotesi di guidare nuovamente in futuro il festival, mentre si prepara a tornare su Canale 5 con 'Music', "due serate evento più un 'off', dall'11/1 in prime time. "E' il mio Sanremo", dice Bonolis, un contratto scaduto con Mediaset il 31/12 e un 'rimpianto' per il dg Rai Campo Dall'Orto: "Conosco Antonio, ha davanti la sua strada e sono convinto che la percorrerà al meglio. E chissà che in futuro i nostri percorsi non si reincrocino".
    Quanto alla probabile coppia Conti-De Filippi a Sanremo, scherza: "Si ripercorrono i sempiterni calli: Maria è stata ospite del mio festival nel 2009, si è emozionata, si è divertita. Per dimenticarlo ci ha messo 7 anni e ora ritorna".

ANSA

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Jolie e Pitt , accordo sul divorzio Attraverso un giudice privato

10 Gennaio 2017, 10:21am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Jolie e Pitt , accordo sul divorzio Attraverso un giudice privato

INSERITO DA MORENA MOTTA Angelina Jolie e Brad Pitt affermano di aver raggiunto un accordo per gestire il loro divorzio in forma privata e lavoreranno insieme per riunificare la loro famiglia.
    Gli attori hanno rilasciato una dichiarazione congiunta ieri sera, affermando che terranno riservati i futuri dettagli del loro divorzio utilizzando un giudice privato.
    Nel loro comunicato si legge: "Le parti e i loro difensori hanno firmato accordi per preservare il diritto alla privacy dei loro figli e della famiglia, mantenendo tutti i documenti del tribunale riservati e ingaggiando un giudice privato per prendere le decisioni legali necessarie a facilitare la risoluzione rapida di eventuali questioni in sospeso. I genitori si impegnano ad agire come un fronte unito per effettuare un recupero e una riunificazione".
    Jolie e Pitt sono stati insieme per 12 anni e sposati per due; Angelina ha chiesto il divorzio lo scorso settembre.

ANSA

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SEZ.CULTURA Gelo Arezzo, danni statua Ferdinando III Blocchetto polso a terra,opera già riparata stesso punto anni fa

9 Gennaio 2017, 10:35am

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SEZ.CULTURA Gelo Arezzo, danni statua Ferdinando III Blocchetto polso a terra,opera già riparata stesso punto anni fa

INSERITO DA MORENA MOTTA Sono state probabilmente le temperature rigide, scese ad Arezzo a meno sei, a provocare la contrazione della lancia metallica che è connessa alla mano della statua ottocentesca che ritrae Ferdinando III di Toscana nel centro storico di Arezzo, in piaggia del Murello, provocando il distacco del polso. Conseguentemente è caduta a terra una porzione di circa 10 centimetri per 5 di marmo: nessun danno a passanti o auto.
    La lesione è stata scoperta stamani. La statua è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme alla polizia municipale e al sindaco Alessandro Ghinelli salito personalmente sulla scala per verificare i danni. Il polso della statua, già riparato nello stesso punto qualche anno fa, è stato "fasciato" per evitare altri distacchi e sarà sistemato definitivamente dalla Soprintendenza

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Il progetto «Un ensemble di ragazzi di talento formati nei conservatori della Campania»

6 Gennaio 2017, 10:49am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI  Il progetto «Un ensemble di ragazzi di talento formati nei conservatori della Campania»

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Nel mio Brahms porto sempre la lezione di Karajan» racconta Daniel Oren. Giovanissimo, vinse il premio intitolato al celebre direttore d'orchestra e, per premio, diresse davanti a lui la Seconda di Brahms sul podio dei Berliner Philharmoniker. Sabato (ore 20.30) e domenica (ore 18) il maestro israeliano reduce da un trionfale concerto di Capodanno a Shanghai, dirigerà la stessa sinfonia con l'orchestra del San Carlo in un concerto che vede tra i protagonisti il violoncello di Enrico Dindo impegnato nell'esecuzione del Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in si minore op. 104 di Dvoák. «Con lui dice il direttore si fa vera musica, un onore suonare insieme». 

Ma perché questa scelta, Oren?
«Perché in fondo c'è un filo che lega Brahms con Dvoák, ed è da ricercarsi nelle radici popolari della loro musica, basti pensare alle melodie della Sinfonia dal Nuovo Mondo. Si tratta comunque di due brani che per ragioni diverse amo molto, e il teatro e l'orchestra ne hanno avuto piacere».
Dunque lei ama Brahms?
«Non potrei non amarlo. Da ragazzino con mia madre vidi il celebre film con Ives Montand e Ingrid Bergman e rimasi folgorato da quella musica. È il re della Sinfonia, ineccepibile la sua costruzione formale».
Lei ricordava Karajan.
«Certo. Una figura importante della mia formazione. Anche all'epoca io ero irruento, ero abituato a dirigere orchestre così così e cercavo di tirar fuori qualcosa agitandomi. Quando salii sul podio dei Berliner mi disse: Questa è una macchina che va da sola, lasciali suonare. Era una sensazione straordinaria, mi sembrava di guidare una Ferrari o una Rolls Royce».
E cos'altro ricorda del maestro?
«Suggeriva di ascoltare i grandi perché è una fortuna avere esempi, insomma, prendere lezione dai grandi interpreti. E io, negli anni, ho avuto la fortuna di frequentarne molti. Solo per restare alla mia esperienza al San Carlo mi piace ricordare Un ballo in maschera con Luciano Pavarotti. Un grande professionista, un mito. A Berlino avevo studiato la musica sinfonica, un po' di Mozart e un po' di Wagner, in Italia con personaggi così ho imparato l'opera italiana. Ma purtroppo oggi non tutti i direttori e i cantanti si pongono all'ascolto degli esempi del passato per imparare, nonostante sia molto facile trovare vecchie registrazioni in rete».
Lei sempre più spesso dirige in Cina, come vede quel mondo in musica?
«Posso dire che sono preparatissimi e pendono dalle nostre labbra. Da noi cercano proprio l'esperienza, la tradizione che non hanno. A Shanghai poi c'è come direttore generale Xu Zhong che è anche direttore principale all'Arena di Verona, un grande professionista, un amico. Sta facendo cose entusiasmanti e costruiscono anche un nuovo teatro dell'opera».
Nel frattempo continua la sua scoperta di giovani talenti. Nell'ultimo concerto a Napoli ha lanciato l'enfant prodige del pianoforte, l'undicenne israeliano Yoav Levanon.
«E spero di riportarlo al San Carlo. È un vero talento, un piccolo genio che riesce a suonare cose che pianisti quarantenni neppure si sognano. Ora sta studiando e prepara il Secondo di Rachmaninov, sarebbe bello farlo eseguire proprio qui».
Lei ha in cartellone a Napoli «Manon Lescaut» a giugno con la Siri e Aronica, poi tutta la stagione a Salerno. Altri progetti? Si ripeterà l'Estate alla Reggia di Caserta?
«Ne ho parlato con il presidente della Regione, De Luca, che tiene molto alla spinta della cultura sull'economia e il turismo. Speriamo di ripetere il successo dello scorso anno. E vogliamo anche fare concerti fuori dalle sedi istituzionali per avvicinare i giovani, a Salerno ne faremo anche all'Università. Ma pensiamo anche di offrire opportunità ai giovani, non solo dando loro la possibilità di ascoltare l'opera lirica. L'idea è quella di dar vita a un'orchestra di giovani in modo da dare lavoro ai tanti musicisti che escono dai conservatori della zona. Spessissimo non trovano occupazione e sono costretti ad andare fuori. Anzi, una vera orchestra stabile potrebbe essere di stimolo a molti talenti per tornare a lavorare in Campania».

di Donatella Longobardi IL MATTINO 

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Eduardo-Luca Cupiello, tutto in un fumetto

6 Gennaio 2017, 10:44am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Eduardo-Luca Cupiello, tutto in un fumetto

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sarà mai possibile fare Eduardo De Filippo a fumetti? In realtà è quello che sta accadendo con una collana che l'editore Pesce manda in libreria con uno scritto di Luca De Filippo, inaugurata da Natale in casa Cupiello curata da Giuseppe Riccardi con un tratto molto prossimo alle versioni messe in scena dallo stesso Eduardo. Nella serie sono previsti altri graphic novel, tra cui non mancheranno Napoli milionaria! e tutti i grandi capolavori: una serie che dice quanto sia cresciuta la penetrazione del teatro di Eduardo anche in altre arti, e che dovrebbe aprire la strada a ulteriori sperimentazioni sia nell'ambito del fumetto sia in quello del cinema e del teatro, sperimentazioni che chi scrive qui si augura sempre meno chiuse nell'ossequio esteriore al grande teatro eduardiano e sempre più aperte alla potenza multidimensionale che quel teatro possiede. Una potenza che oggi possiamo misurare interamente con un saggio pubblicato dalla Salerno e intitolato Eduardo, un saggio scritto da Nicola De Blasi per la bella collana diretta da Mazzucchi, Gargano e Palumbo, e che vale la pena definire come una svolta senza ritorno nella conoscenza di De Filippo. Insieme a Paola Quarenghi, De Blasi ha curato le opere di De Filippo nei Meridiani, un'operazione che ha gettato le basi per dare al teatro eduardiano quel ruolo di opera letteraria del Novecento che gli spetta. Ma in questo ultimo lavoro De Blasi va oltre, perché scrive un vero e proprio essai, acutamente critico ma senza accademie di sorta, perseguendo una scrittura essenziale che fa della comunicazione uno dei suoi pregi: l'Eduardo di De Blasi è un libro da leggere, e che una volta cominciato è difficile abbandonare. Seguendo la linea cronologica De Blasi «racconta» e spiega opera per opera come si è formata la barriera corallifera del teatro-mondo eduardiano, illustrando in maniera esemplare il continuo passaggio tra la scena e la scrittura che rende quell'opera particolare. Un passaggio continuo e persino ossessivo nel quale è come se vedessimo davanti a noi il palcoscenico nascere dal testo letterario e il testo letterario nascere dal palcoscenico, in una sorta di dialettica senza fine che ci permette di leggere quell'opera in maniera aperta.

In De Blasi troviamo anche l'analisi della mescolanza linguistica che ha strutturato l'opera di Eduardo, analisi in cui le vecchie pazzielle dell'italiano napoletanizzato e del napoletano italianizzato sono superate, come nel brano in cui De Blasi smonta, filologia alla mano, le accuse di infedeltà al dialetto della tradizione che De Simone fa al linguaggio di Eduardo: la lingua di Eduardo è la lingua di cui ha bisogno la sua opera teatrale e letteraria, e quindi non ha alcun bisogno di avere una presunta fedeltà a un presunto linguaggio autentico di un presunto popolo (autenticità mai esistite e frutto di pura ideologia), ma va letta come la lingua di uno scrittore, ovvero una lingua con proprie regole, un idioletto. È anche per questo che le analisi di De Blasi sugli interscambi interni al teatro scritto di De Filippo sono persuasive, perché interpretano l'opera a partire dal testo d'autore considerato centrale, e si chiudono con un commovente e perfetto piccolo saggio sulla traduzione della Tempesta di Shakespeare compiuta e poi registrata da un Eduardo ottantenne: una registrazione inedita che sarebbe il caso di rendere edita, se mai qualche istituzione napoletana volesse fare sul serio cultura.

E va detto anche, nello stracciarsi di vesti che facciamo spesso sulla cultura a Napoli, che dall'officina della Federico II stanno uscendo lavori importanti e nuovi, retti dall'idea che i diritti della filologia sono sacrosanti ma che i linguaggi della critica devono trasformarsi, e fra i non pochi titoli citiamo almeno questo Eduardo di De Blasi, i saggi di Matteo Palumbo nel Romanzo italiano da Foscolo a Svevo, L'umorismo letterario di Giancarlo Alfano e i Promessi sposi curato da Francesco de Cristofaro con Alfano, Palumbo, Viscardi e De Blasi: un gruppo a cui verrebbe voglia di chiedere un Russo e un Di Giacomo nei Meridiani, dando infine a questi due fratelli separati il ruolo di scrittori europei che spetta loro. Fuori da ogni napoletanità d'accatto, e dentro quello spirito nel quale da sempre hanno lavorato e lavorano alla letteratura, all'arte e alla musica quelli che Napoli la vedono come parte dell'Europa, e non come una folcloristica provincia paga di mandolini e gouaches. La fedeltà alla tradizione? Fedele alla tradizione di questa città-mondo è solo chi la tradizione la reinventa.

di Giuseppe Montesano IL MATTINO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Amal Clooney è incinta di due gemelli Fonti vicine alla famiglia dell'avvocato, nasceranno a marzo

4 Gennaio 2017, 12:25pm

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Amal Clooney è incinta di due gemelli Fonti vicine alla famiglia dell'avvocato, nasceranno a marzo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Cicogna in arrivo con due baby in casa Clooney. Il divo di Hollywood George e Amal Alamuddin, a due anni e mezzo dalle nozze da favola nella perfetta cartolina di Venezia (uno dei matrimoni piu' mediatici e discussi di sempre), aspetterebbero ora due gemelli. Almeno secondo il quotidiano libanese The Daily Star. Una fonte vicina alla famiglia di Amal, a Beirut, avrebbe infatti spifferato al giornale che i Clooney sarebbero in dolce attesa di due gemelli, con il parto previsto per il mese di marzo. Nei giorni scorsi si erano diffuse indiscrezioni su una presunta gravidanza dell'avvocatessa, o comunque sul desiderio della coppia di avere un figlio.

Ma attenzione, mancano le conferme ufficiali da parte dei portavoce del divo e della moglie e, nonostante la fonte che ha divulgato la notizia della prossima nascita sia molto vicina alla famiglia di lei, stando a quanto rivelato, il condizionale e' d'obbligo. Ma non dispiacerebbe vedere Clooney diventare papa', dopo 21 anni di celibato incrollabile, popolato da una sequenza ininterrotta di relazioni, con donne dalle particolarita' simili (giovani, belle discrete, non ingombranti) prima dell'incontro con Amal che ha messo in discussione tutte le certezze del divo tanto da portarlo all'altare due anni fa.

L'avvocatessa, nata a Beirut, famosa per il suo impegno per i diritti umani e per i suoi celebri clienti, ora sarebbe riuscita nella mission impossible di allargare la famiglia del bel George che fino a qualche anno fa si era sempre mostrato restio a cambiare pannolini. Solo nel maggio del 2015 l'attore aveva detto che un figlio "non era una sua priorita'", ma poche settimane dopo si era sconfessato da solo aggiungendo che lui e la moglie si stavano prendendo del tempo. Ad agosto alcuni tabloid avevano riportato la notizia che la coppia aveva iniziato le procedure per l'inseminazione artificiale, ma la notizia non aveva trovato conferma. Nelle scorse settimane, invece, alcuni giornali avevano messo in dubbio la stabilita' della coppia. Secondo The Hollywood Take i due avrebbero litigato proprio perche' George Clooney non voleva figli. Poi delle foto li avevano ritratti piu' innamorati che mai scambiarsi teneri baci.

Nei giorni del divorzio Jolie-Pitt l'attore (uno dei migliori amici di Pitt tra l'altro) e l'avvocatessa libanese hanno partecipato a una tavola rotonda alla presenza di Barack Obama, nei giorni del summit Onu a New York. Un'occasione importante che ha visto i coniugi molto uniti anche nell'impegno sociale. La conferenza ha avuto come tema quello dei rifugiati, da sempre molto caro a Clooney. L'amore? Sarebbe solo un dettaglio nella storia tra l'avvocato libanese e l'attore. Si sono sposati perche' sanno che, unendo le forze, possono andare molto lontano. Parola di una biografia non autorizzata scritta a quattro mani da due giornaliste, Malle Brun et Amelle Zad. Questo, secondo il libro, non significa che George e Amal non siano innamorati, ma allo stesso tempo avrebbero scelto di unire le forze tanto da puntare addirittura in futuro alla Casa Bianca. Lui perche' si trova accanto una donna piena di stile e con il cervello e in grado di fare la first lady gia' adesso; lei perche' senza di lui non sarebbe mai riuscita "a essere ricevuta da David Cameron o prendere il te' con Angela Merkel". Dietrologie a parte, se la notizia della gravidanza di dovesse essere confermata i pargoli si troveranno una coppia di genitori very glamour.

ANSA

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