SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Morta venerdì 23 febbraio 1855 (162 anni fa) Carl Friedrich Gauss
DI MORENA MOTTA Carl Friedrich Gauss: Ricordato come il più grande matematico della modernità, i suoi studi hanno influito profondamente sull'evoluzione delle scienze matematiche, fisiche e naturali.
Nato a Braunschweig, in Germania, già da bambino si distinse per le sue eccellenti doti matematiche tanto che il Duca di Brunswick, nel 1792, decise di finanziarne gli studi al "Collegium Carolinum", oggi la più antica università di Tecnologia della Germania. Nel 1795 passò all'Università di Gottinga, dove ottenne il suo primo grande risultato nel campo matematico: riuscì a dimostrare che un poligono regolare è costruibile con riga e compasso.
Inventò poi l'aritmetica modulare, strumento fondamentale della teoria dei numeri, e dette la prima dimostrazione della legge di reciprocità quadratica; congetturò per primo la validità del teorema dei numeri primi e scoprì che tutti i numeri naturali sono rappresentabili al più come somma di tre numeri triangolari. Gauss, tuttavia, non amava pubblicare le sue scoperte se prima non fossero state rigorosamente dimostrate, essendo maniaco del perfezionismo assoluto. Il suo motto era infatti “Pauca sed matura”, dal latino “poche cose ma mature”. Era solito, invece, appuntarle in modo cifrato su un diario personale, sul quale sono state ritrovate molte importanti scoperte matematiche, decenni prima che i suoi contemporanei le pubblicassero.
Nella sua tesi di dottorato, l’illustre matematico dimostrò il teorema fondamentale dell'algebra e, qualche anno dopo, nel 1801, diede un considerevole contributo nel campo dell’astronomia. Quando, infatti, l'astronomo italiano Giuseppe Piazzi scoprì l'asteroide Cerere, che scomparve dietro la luna poco dopo, Gauss predisse il punto esatto in cui sarebbe riapparso, utilizzando il suo metodo dei minimi quadrati. Questa esperienza e il timore di perdere l’appoggio economico del Duca lo spinsero a cercare un incarico stabile. Nel 1807, divenne perciò professore di Astronomia e Direttore dell'osservatorio di Gottinga, incarico che mantenne fino alla sua morte.
Gauss fu anche il primo a scoprire le potenzialità della geometria non euclidea, una delle più importanti rivoluzioni matematiche di tutti i tempi, che consiste sostanzialmente nel negare uno o più dei postulati di Euclide, che portò, fra l’altro, alla teoria della relatività generale di Einstein. Nel 1831, scoprì una nuova legge del campo elettrico, il teorema del flusso, e nel 1833, insieme all’amico professore di fisica Wilhelm Eduard Weber, costruì un primitivo telegrafo elettromagnetico. Inventò, inoltre, l'eliotropo: uno strumento che usa degli specchi per riflettere i raggi solari a grandi distanze, utilizzato per segnalare la posizione dei partecipanti durante un rilevamento topografico.
Morì il 23 febbraio del 1855 a Göttingen. Il suo cervello fu studiato da Rudolf Wagner che scoprì essere ricco di circonvoluzioni. Un secolo dopo, qualcuno ipotizzò che a ciò fosse dovuto il suo genio. Nel 2006, infine, l'Unione Matematica Internazionale e la Società Matematica Tedesca hanno istituito il Premio Carl Friedrich Gauss, riconoscimento matematico per gli studiosi che con i loro studi danno contributi matematici che trovano importanti applicazioni oltre la matematica stessa.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)



INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Alla fine in questa 67/ma edizione del Festival di Berlino vince l'amore più che la politica. L'Orso d'oro se lo aggiudica infatti ON BODY AND SOUL della regista ungherese Ildico Enyedi, film sui sentimenti nascenti tra una timida addetta al controllo delle carni e il suo capo con braccio offeso, mentre i migranti di Aki Kaurismaki di THE OTHER SIDE OF HOPE mancano l'obiettivo principale e si aggiudicano solo il quarto premio in ordine di importanza: L'Orso d'argento alla regia. E il regista, visibilmente alterato, (sul tappeto rosso era sostenuto da due assistenti, ndr), non ci sta. Non sale neppure sul palco a ricevere il premio, punta il dito minaccioso verso il palco e, una volta raggiunto in sala da una giurata (Dora Bouchoucha Fourati) con la statuetta in mano, se la mette in tasca con disprezzo per poi tirarla fuori solo per usarla come microfono dicendo ironicamente: 'grazie signore e signori'.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ACIREALE - Atto primo: tutti e 14 i brani del concept album Made in Italy, uscito poco più di due mesi e certificato triplo platino, nell'ordine esatto in cui sono stati pubblicati, con tanto di visual a tenere il filo del racconto. Atto secondo: un tuffo nel passato, con alcuni dei suoi classici, scelti tra il 1990 e il 2010, "per mandare a casa la gente contenta". Luciano Ligabue, dopo la doppia sbornia del Liga Rock Park di Monza dello scorso settembre davanti a oltre 130 mila persone, si è rimesso in movimento con Made in Italy - Palasport 2017 "per raccontare l'ultimo disco ai ragazzi, andando a casa loro": 55 date in programma nei palazzetti di 26 città fino a maggio, per un totale di circa 370 mila totali, che hanno preso il via ieri sera da Acireale, in Sicilia. Con 10 giorni di ritardo sulla tabella di marcia iniziale ("ma non ho seguito Sanremo, preferisco le serie tv"), perché Ligabue, causa un edema alle corde vocali ormai quasi riassorbito, ricordo della "peggior influenza della mia vita", è stato costretto a cancellare le prime cinque date di Roma (saranno recuperate tra aprile e maggio). "Non mi era mai successo prima: ho dovuto fare i conti con questa nuova vulnerabilità e questo mi ha segato le gambe. Ma o mi fermavo 10 giorni ho rischiavo uno stop di sei mesi", ha spiegato il rocker di Correggio dopo le due ore e un quarto di concerto, durante le quali non si è risparmiato regalando ai fan una versione acustica di Non è tempo per noi e di Lambrusco e pop corn ("Siamo moderni, suoniamo ancora gli strumenti", ha scherzato). "E' stata dura aspettare, anche perché avevo voglia di tornare, di raccontare il mio disco, che non è un disco politico, ma l'espressione di un sentimento non risolto, di un amore non corrisposto verso l'Italia, della frustrazione per tutto ciò che non funziona. Ma questo non ha a che fare né con la sinistra né con la destra. Sono deluso: avevo creduto che fosse possibile che la politica si occupasse degli ultimi, che non li lasciasse indietro. Ma sono contento di aver avuto quella illusione". Per raccontare il suo smarrimento, la sua delusione ha scelto di affidarsi a Riko, protagonista del racconto e suo alter ego. Un povero diavolo in piena crisi esistenziale, economica, familiare. "Quelli come Riko, non hanno voce, non c'è nessuno che li racconti". Nessun ricetta pronta in tasca, però. "Ce l'hanno tutti, io no". In un mondo liquido, in trasformazione come quello in cui stiamo vivendo, perdono di significato anche le definizioni alle quali siamo stati da sempre abituati. Come 'comunista', che oggi porta il rolex, parafrasando Fedez e J-Ax. "La parola 'comunista' ormai non so che senso abbia. Io so di venire da una famiglia comunista e da sempre sono simpatizzante di sinistra, ma non ho mai preso la tessera di nessun partito. Ho bisogno della mia libertà di pensiero". La stessa delusione di Ligabue ha portato molti a rifugiarsi nelle nuove realtà politiche, primo tra tutti il Movimento 5 Stelle. "Capisco chi ha un rifiuto facile verso chi ha rappresentato la politica finora: è razionale e fisiologico. Ma io non ho le idee chiarissime. Però i 5 stelle hanno fatto una proposta di sinistra: il reddito di cittadinanza". Politica a parte, il personaggio di Riko sarà anche quello che riporterà Ligabue dietro la macchina da presa, dopo Radiofreccia e Da zero a dieci. "Ci sono due motivi che mi hanno tenuto finora lontano dal cinema: durante Radiofreccia è nato mio figlio, mentre giravo Da zero a dieci è morto mio padre, ed è come se fossi rimasto scottato da quella esperienza. E fare un film è una fatica boia, ci vuole una pazienza che io non ho, la soddisfazione che ne ricavi è infinitesimale rispetto a quando la gente canta davanti a te e poi devi stare lontano dalle scene per un anno. E poi l'alibi era che non avevo una storia. Adesso la storia c'è. Sto pensando però a una nuova struttura di film. Ho in mente Quadrophenia". Riko-Luciano, intanto, farà il giro d'Italia, con una scaletta che cambierà per 4-5 canzoni ogni sera. Ci sarà spazio anche per una data di beneficenza il 27 aprile a Reggio Emilia.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su Rai2 dal 22/2, serie ideata da Lucarelli, tra crime e sovrannaturale.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si scatta un selfie durante un concerto di Bruce Springsteen in Australia, e il boss si mette in posa. Il risultato è strabiliante.


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E alla fine l'amore trionfò. Vittima a marzo di un grave attacco epilettico, Jessica Sharman, una ventenne britannica, non è in grado di riconoscere neanche sè stessa guardandosi allo specchio o in vecchie fotografie. Figuriamoci il suo boyfriend Rich. Ma la perseveranza del ragazzo, intenzionato a tutti i costi a riavere la sua fidanzata, avrà la meglio riuscendo a far innamorare Jessica di lui una seconda volta. Come Lucy (Drew Barrymore), la protagonista del film '50 volte il primo baciò, Jessica si trova all'improvviso catapultata in un mondo del tutto sconosciuto, da scoprire giorno dopo giorno, nonostante vi abbia già vissuto per vent'anni. Per riconquistare il cuore di Jessica a Rich non è bastata una lettera d'amore o un mazzo di fiori, racconta la ragazza al Sun. «Ero terrorizzata, non avevo idea di chi fosse questo ragazzo. Ma non solo lui, chiunque, anche i miei genitori non mi ricordavano nulla. Non conoscevo il mio nome». Il mondo per Jessica si era fermato sul quel treno che la portava al lavoro insieme al suo Rich, a marzo scorso, quando fu colpita un brutto attacco di epilessia, malattia che le diagnosticarono a 14 anni ma che fino ad ora non aveva avuto grosse conseguenze. Questa volta però la diagnosi è stata: amnesia. I medici non si sono sbilanciati troppo sulle possibilità di guarigione. La memoria, le hanno detto, potrebbe tornare tra sei mesi così come potrebbe non tornare mai più. Rich ha portato avanti la sua missione con costanza facendo lunghe passeggiate con Jessica nel parco, portandola a cena nei ristoranti un tempo favoriti, facendole riassaporare tutti i piaceri di una vita dimenticata. Alla fine è stato premiato: Jessica si è nuovamente innamorata di lui. Jessica è stata messa in guardia dai dottori che l'anno curata che esiste un 50% di possibilità che perda ancora la memoria. Ma lei non si spaventa: «Rich sarà capace di farmi innamorare di lui una terza volta».
INSERITO DA MORENA MOTTA