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sez. cultura e spettacoli

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI G7 cultura, nasce dichiarazione Firenze Franceschini, Paesi devono impegnarsi in tutela

31 Marzo 2017, 08:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI G7 cultura, nasce dichiarazione Firenze Franceschini, Paesi devono impegnarsi in tutela

INSERITO DA MORENA MOTTA Appello agli Stati per un forte contrasto al saccheggio e il traffico di beni culturali, forte preoccupazione per la distruzione di siti di grandissima importanza storico culturale, impegno comune per la tutela del patrimonio nel mondo. Il G7 della cultura di Firenze, il primo nella storia, ha messo a fuoco le grandi sfide che la comunità internazionale dovrà affrontare nei prossimi anni, sfide che intrecciano tutela e lotta al finanziamento del terrorismo, alle emergenze provocate dalle calamità naturali. Annunciando la firma da parte dei ministri del G7 della 'dichiarazione di Firenze', il ministro italiano dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha sottolineato che il risultato dell'incontro di oggi "segna una svolta nella scelta della comunità internazionale di occuparsi anche di cultura e di patrimonio". "Per l'Italia cominciare la presidenza del G7 a Firenze e sui temi della cultura non ha bisogno di troppi commenti, è la scommessa su uno dei valori che il nostro Paese rivendica e sul dovere che abbiamo come comunità internazionale di preservare e difendere questo valore", gli ha fatto eco il premier Paolo Gentiloni, che ha incontrato i ministri a Palazzo Vecchio."Il documento finale - ha spiegato Gentiloni - impegna su una serie di temi, il primo dei quali è il patrimonio culturale nel mondo minacciato dal terrorismo e dalle grandi calamità naturali; quindi c'è il sostegno all'iniziativa dei caschi blu, delle task force nazionali e anche sull'utilizzo della cultura come strumento di dialogo fra i popoli". Il ministro alla cultura per la Francia, Audrey Azoulay, ha posto l'accento sulla necessità "che i paesi partecipino tutti insieme alle azioni di protezione, sotto la guida dell'Unesco"."Non dobbiamo cedere all'opera di distruzione, che vuole cancellare la nostra memoria - ha aggiunto - per questo gli strumenti di lotta contro i traffici illeciti di beni culturali verranno rafforzati". Appello all'unità al quale si è associata Karen Bradley, segretario di Stato per la cultura della Gran Bretagna che, nel contempo, ha voluto dire "grazie a tutti gli amici del G7 per loro solidarietà sull'attacco terroristico a Westminster: questi attentati sono un campanello d'allarme - ha osservato - che ci ricorda con cosa stiamo lottando e dobbiamo continuare a lottare. Anche per questo è importante restare uniti e non inerti". Il Commissario europeo al settore, Tibor Navracsics, ha annunciato che "Ue è impegnata per fermare saccheggio e furti di beni culturali nei teatri di guerra e il loro commercio. Per questo stiamo preparando una legislazione per impedire l'afflusso di beni acquisiti illecitamente"."Il traffico illecito di oggetti d'arte ha aiutato l'Isis - ha detto il sottosegretario agli affari pubblici degli Usa, Bruce Wharton - a finanziare le sue operazioni e la diffusione di droghe: in collaborazione con i partner del G7 e la comunità internazionale gli Usa auspicano che contro tutto questo possa essere fatto di più".Nella 'dichiarazione di Firenze' i ministri hanno ribadito la loro convinzione che il patrimonio culturale "contribuisce a preservare l'identità e la memoria dei popoli e favorisce il dialogo e lo scambio interculturale tra tutte le Nazioni, alimentando la tolleranza, la mutua comprensione, il riconoscimento e il rispetto delle diversità". Grande attenzione e tensione, nel documento fiorentino, al saccheggio e al traffico dei beni culturali su cui i ministri si sono rivolti con un appello a tutti gli Stati "affinché adottino misure robuste ed efficaci" per contrastarlo. La prima giornata del G7 si è chiusa nel Salone de' Cinquecento, a Palazzo Vecchio, alla presenza del premier Gentiloni e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, con un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ELENA SOFIA RICCI: "CAMBIO SPESSO PER NOIA, MA NON VOGLIO MOLLARE SUOR ANGELA"

30 Marzo 2017, 09:16am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ELENA SOFIA RICCI: "CAMBIO SPESSO PER NOIA, MA NON VOGLIO MOLLARE SUOR ANGELA"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una, nessuna e centomila: Elena Sofia Ricci ama cambiare pelle e personaggi molto spesso, evita così la noia sempre in agguato. Ma per Che Dio ci aiuti (appena terminato su Rai Uno) potrebbe fare un’eccezione, come anticipa a Leggo al Cortinametraggio.

Difficile lasciare andare suor Angela? «Sono allergica alla ripetizione e infatti mollo le serie dopo qualche stagione (vedi I Cesaroni, ndr) per essere libera dalle etichette ma stavolta potrei farci un pensierino. Dopo il successo della stagione 4, e nonostante la preoccupazione per la collocazione domenicale, sono sempre più convinta che la formula funzioni e che si tratti di un prodotto coraggioso». Perché il debutto a teatro con “Mammamia Bella”? «Il teatro è una palestra che mi rigenera e mi rimette in discussione, altrimenti mi annoio e invece voglio continuare a sorprendere me e il pubblico, quindi riproporrò lo spettacolo e ne ho in mente un secondo». Mai pensato alla scrittura? «Ora sì: da appassionata di psichiatria sto lavorando a un thriller scomodo, e mi sono ritagliata anche un ruolo, ma non quello principale. Quest’esperienza mi fa tornare agli esordi». Come mai? «Il tema è difficile da far digerire e mi spaventa, ma ci credo e non mollo, persino il Ministero della Salute mi ha scritto una lettera di encomio». Si lega a un’esperienza reale? «Ho iniziato a lavorarci 11 anni fa, quando sono venuta a conoscenza di una certa psicopatologia. L’ho proposto e mi hanno riso in faccia, perché è un film di genere. L’ho riscritto varie volte e continuerò a proporlo». Al Cortinametraggio ha riproposto “Amore rubato”, a che punto siamo con la parità di genere? «Noi donne vorremmo un uomo alfa e al tempo stesso essere autonome, ma il partner non tollera che la compagna sia superiore a sé, ad esempio quando guadagna più di lui». E in campo professionale? «Una volta mi hanno detto: “Tu come donna non puoi parlare di tematiche sociali”. Ero scioccata perché abbiamo storie femminili importanti da condividere e dobbiamo farlo». L’età è ancora un tabù? «Ho sempre saputo che i ruoli migliori per le attrici sono dai 20 ai 50 anni. Allora mi sono reinventata e quel cambiamento, all’inizio obbligato, si è poi trasformato nella linfa che mi nutre ogni giorno».

di Alessandra De Tommasi LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI David di Donatello 2017, trionfa 'La Pazza Gioia'. Accorsi miglior attore. Commozione per Giorgio Capitani Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'

29 Marzo 2017, 09:12am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  SPETTACOLI  David di Donatello 2017, trionfa 'La Pazza Gioia'. Accorsi miglior attore. Commozione per Giorgio Capitani Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Alla 61esima edizione dei David di Donatello, lo storico premio dell'Accademia del Cinema Italiano, è trionfo per il film 'La Pazza Gioia' (miglior film) di Paolo Virzì (miglior regia). Ma i David vanno anche a Stefano Accorsi (miglior attore protagonista con 'Veloce come il Vento') e a Valeria Bruni Tedeschi che, con il premio di migliore attrice protagonista con 'La Pazza Gioia', vince la sua sfida con l'altra protagonista della pellicola, Micaela Ramazzotti. Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'. Durante la serata, momento di commozione quando sullo schermo sono passate le immagini di Anna Marchesini, Gian Luigi Rondi, Corrado Farina, Dario Fo, la giornalista Maria Pia Fusco, Pasquale Squitieri, Tomas Milian e Giorgio Capitani. Valerio Mastandrea ha invece dedicato il suo David allo scomparso Josciua Algeri, il rapper e attore del film Fiore.

 

Ecco i premi: 

Miglior Film a 'La Pazza Gioia' di Paolo Virzì

Migliore Attrice Protagonista a Valeria Bruni Tedeschi per 'La Pazza Gioia'

Migliore Attore Protagonista a Stefano Accorsi per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Regista a Paolo Virzì per 'La Pazza Gioia'

Miglior Attirce Non Protagonista a Antonia Truppo per 'Indivisibili'

Miglior Attore Non Protagonista a Valerio Mastandrea per la sua interpretazione nel film 'Fiore'

Premio David alla Carriera a Roberto Benigni

Migliore Sceneggiatura Adattata a Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola per 'La Stoffa Dei Sogni'

Migliore Sceneggiatura Originale a Nicola Guaglianone, Barbara Petronio ed Edoardo De Angelis per 'Indivisibili'

Miglior Film Straniero ad 'Animali Notturni' di Tom Ford

Migliore Musicista a Enzo Avitabile per 'Indivisibili'

Migliore Produttore ad Attilio De Razza e Pierpaolo Verga per 'Indivisibili'

Migliore Documentario a 'Crazy For Football' di Volfango De Biasi

Migliore Cortometraggio ad 'A Casa Mia' di Mario Piredda

Migliore Autore Della Fotografia a Michele D'Attanasio per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Regista Esordiente a Marco Danieli per 'La Ragazza Del Mondo'

Migliore Canzone Originale ad 'Abbi Pietà Di Noi', musica e testi di Enzo Avitabile per 'Indivisibili'

Migliori Effetti Digitali ad Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Montatore a Gianni Vezzosi per 'Veloce Come Il Vento'

Miglior Scenografo a Tonino Zera per 'La Pazza Gioia'

Miglior Film dell'Unione Europea a 'Io Daniel Blake' di Ken Loach

Migliore Suono ad Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri e Michele Mazzucco per 'Veloce Come Il Vento'

Premio David Giovani al film 'In Guerra Per Amore' di Pierfrancesco Diliberto

Migliore Acconciatore a Daniela Tartari per 'La Pazza Gioia'

Migliore Truccatore a Luca Mazzoccoli per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Costumista a Massimo Cantini Parrini per 'Indivisibili'

Alessandro Cattelan - che ha condotto la serata - ha invitato a salire sul palco tanti artisti e le personalità più apprezzate del panorama cinematografico italiano, che hanno annunciato il vincitore per ciascuna categoria, consegnando l'ambita statuetta. Tra questi, Claudio Amendola, Manuel Agnelli, Valerio Aprea, Luca Argentero, Alessandro Bertolazzi, Valeria Bilello, Ninni Bruschetta, Maccio Capatonda, Marco D'Amore, Stella Egitto, Stefano Fresi, Eleonora Giovanardi, Alessandro Infascelli, David Lang, Lorenzo Lavia, Valentina Lodovini, Gabriele Mainetti, Gabriele Muccino, Gabriella Pescucci, Eva Riccobono, Claudio Santamaria, Kasia Smutniak, Giuseppe Tornatore, Jasmine Trinca, Carlo Verdone. La premiazione è stata punteggiata da contributi, ospiti a sorpresa e qualche omaggio, oltre ad una speciale esibizione musicale di Manuel Agnelli.

Il più alto numero di candidature complessive (17) era per Indivisibili di Edoardo De Angelis e La pazza gioia di Paolo Virzì, seguiti da Veloce come il vento di Matteo Rovere, con 16. Anche quest'anno la cinquina del Miglior Film e quella della Miglior Regia avevano un'esatta corrispondenza nella composizione: Fai bei sogni di Marco Bellocchio, Fiore di Claudio Giovannesi, Indivisibili di Edoardo De Angelis, La pazza gioia di Paolo Virzì, Veloce come il vento di Matteo Rovere.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Morta Christine Kaufmann, ex Tony Curtis L'attrice tedesca aveva 72 anni, star fin dall'infanzia

29 Marzo 2017, 09:09am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  CULTURA Morta Christine Kaufmann, ex Tony Curtis L'attrice tedesca aveva 72 anni, star fin dall'infanzia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BERLINO, All'età di 72 anni è morta nella notte a Monaco di Baviera l'attrice tedesca Christine Kaufmann.
    Lo ha detto il suo manager alla Dpa. Star fin dall'infanzia, la sua prima apparizione nel cinema avviene a 9 anni, nel 1963 sposò Toni Curtis, dal quale divorziò cinque anni dopo. Nel 1959 era nel set de "Gli ultimi giorni di Pompei" (regia di Mario Bonnard e Sergio Leone). Nel 1962, Kaufmann vinse il Golden globe a soli 15 anni come migliore attrice debuttante a Hollywood per "La città spietata". Lavorò anche sul set di "Totò, Fabrizi e i giovani i d'oggi" interpretando la figlia di Totò, Gabriella.
    Il matrimonio con Tony Curtis ebbe grande risalto all'epoca, ma non fu felice: la giovane attrice sentiva di essere - affermò - solo un "biglietto da visita carino" per lui. Dopo il divorzio, Kaufmann tornò in Germania con le sue due figlie, Alexandra e Allegra. Lasciato il cinema, ha fondato una linea di prodotti di cosmetica, famosa in Germania, e scritto libri per dare consigli di bellezza.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI LA STORIA DI RAFFAELLO SANZIO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

28 Marzo 2017, 09:42am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI LA STORIA DI RAFFAELLO SANZIO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

DI MICHELE PAPPACODA Raffaello Sanzio: Pittore e architetto tra i più rappresentativi del Cinquecento, con Leonardo e Michelangelo completa la triade dei grandi maestri del Rinascimento italiano.

Nato ad Urbino, apprese i fondamenti della pittura dal padre Giovanni Santi, attivo presso la corte dei Montefeltro, e in seguito nella bottega del Perugino. Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come la "Crocifissione Gavari" (esposta alla National Gallery di Londra) e al celebre Sposalizio della Vegine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano.

Il soggiorno a Firenze e l'incontro con Leonardo e Michelangelo fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura, e a una resa luminosa. Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, su tutte La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti.

Il periodo romano ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane. Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.

La Trasfigurazione rappresentò la summa poetica e artistica dell'artista urbinate, che morì senza completarla, nell'aprile del 1520 a Roma. Sepolto nel Pantheon, Pietro Bembo gli dedicò il seguente epitaffio: «Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata, e quando morì temette di morire con lui».

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SEZ. CULTURA Al via CinePrime 2017 all’ex Carcere Borbonico

27 Marzo 2017, 09:18am

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SEZ. CULTURA Al via CinePrime 2017 all’ex Carcere Borbonico

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Domenica ore 18,00 Sala Blu, ex Carcere Borbonico di Avellino, giornata inaugurale della manifestazione CinePrime 2017.Rassegna nazionale delle Opere Prime del cinema italiano, promossa dal Centro Studi Cinematografici Campania Per la città di Avellino una grande opportunità di confronto con il meglio della nuova cinematografia. In particolare quella più sensibile alle tematiche sociali.Da domani e fino a domenica prossima giovani autori, sceneggiatori ed attori affermati si confronteranno con il pubblico della nostra provincia.Il primo incontro è col regista Fabio Venditti che presenterà il suo film ” SOCIALMENTE PERICOLOSI” suggestiva proposta cinematografica di un percorso di conoscenza e di amicizia, alla fine, tra un ergastolano ed un giornalista. Interpretazione magistrale di Fortunato Cerlino e Vinicio Marchioni.

Da una storia realmente accaduta.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Le scarpe consumate della Madonna, una leggenda tutta napoletana

25 Marzo 2017, 10:51am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Le scarpe consumate della Madonna, una leggenda tutta napoletana

INSERITO DA MORENA MOTTA La Real Casa dell’Annunziata nasce, insieme alla chiesa omonima, nel 1343 per volere di Sancha di Maiorca, la seconda moglie di Re Roberto d’Angiò, una donna talmente religiosa al punto che avrebbe ardentemente desiderato farsi suora, ma che, per motivi legati alla dinastia e alla corona, fu costretta a sposarsi. Si tratta di una delle prime opere assistenziali di Napoli insieme al Lazzaretto di via dei Tribunali.

Poiché la Congregazione dell’Annunziata già esisteva, Sancha chiese al sovrano di poter costruire, su un terreno che si trovava nella parte finale di Forcella, la piccola chiesa con annesso un ospedale dove si accoglievano anche i trovatelli che, tramite la “ruota degli esposti”, una sorta di tamburo di legno di forma cilindrica nella quale erano introdotti dall’esterno, venivano affidati alle cure delle suore appena nati o di pochi giorni (si racconta che, negli anni successivi, a seguito della forte povertà furono letteralmente “incastrati” anche bambini più grandi). Dall’interno, una monaca guardava attraverso due fori per controllare se vi fossero oggetti o indumenti, poi i bambini venivano lavati e dati alle balie perché li nutrissero.

Per diversi anni ai trovatelli si diede il cognome di “Esposito”, ma, poiché con il tempo si era trasformato in un marchio identificativo, Gioacchino Murat abolì questa consuetudine e fece attribuire come cognome una caratteristica propria di ciascun bambino.

I trovatelli a Napoli erano gli unici a non essere marchiati a fuoco sul tallone con il numero di matricola, cosa che accadeva a Milano e a Venezia, tuttavia indossavano una piccola medaglia in piombo con l’immagine della Madonna dei Repentiti, che, sul portale di fine ‘400 che si trova all’ingresso principale, viene raffigurata con il mantello aperto, simbolo di accoglienza. La chiesa fu poi distrutta da un incendio nel 1757 e grazie a Carlo Vanvitelli (figlio di Luigi), furono avviati i lavori di ristrutturazione, compresa la costruzione di un succorpo che fu utilizzato per dire messa e dare continuità alla vita della congregazione. La ruota fu poi murata nel 1875 perché non era più ritenuta di pubblica utilità, anzi, era vista come una sort  “vergogna”, anche se poi i bambini venivano comunque lasciati sulle scale della chiesa.

Mentre ai trovatelli veniva insegnato un “mestiere”, alle ragazze che vivevano nell’orfanotrofio si consegnava una piccola dote in denaro nel giorno in cui si celebra l’Annunciazione del Signore, si organizzava una “sfilata” per le fanciulle in età da marito per farle conoscere ai ragazzi di Napoli. Se la ragazza raccoglieva da terra il fazzoletto che un ragazzo aveva gettato per manifestare il suo interesse, allora potevano considerarsi promessi sposi.

La Real Casa dell’Annunziata, inoltre, ai piani superiori, dove si trovano le abitazioni delle suore, custodisce una statua della Madonna che indossa delle scarpette. Questo perché una leggenda racconta che di notte la Santa Vergine cammini a piedi attraverso le strade e i vicoli della città di Napoli per vedere come stanno i suoi numerosi figli (i trovatelli sono definiti anche “i figli della Madonna”), ragion per cui le suole delle scarpe sono completamente consumate. Ogni anno, il 25 marzo, la Madonnnina, che ha le fattezze di una bambola di porcellana e porta del lunghi boccoli biondi fatti di capelli veri, viene condotta giù nella chiesa affinchè le siano cambiate le scarpine. Si tratta di un rituale pregno di significato e di devozione: non è un caso, infatti, che molte mamme per invocare alla Madonna protezione o guarigione per i loro bambini, portino come ex voto proprio delle piccole calzature.

FONTE di Marina Indulgenza "èCAMPANIA", Il primo portale dedicato al turismo ed alla cultura in Campania

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Marina Rei in concerto Sabato 24 Marzo al Modo di Salerno

24 Marzo 2017, 09:54am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  Marina Rei in concerto Sabato 24 Marzo al Modo di Salerno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo il fortunato tour del 2016, Marina Rei torna on stage  e sceglie di esibirsi in un inedito set acustico per fare assaporare al pubblico il suo sound nella maniera piu’ coinvolgente, partendo con il suo Unplugged Tour 2017. Da molti considerata donna che sprizza energia pura e vitalità, passionalità e tenacia, doti che le hanno permesso di affermarsi fin dall’esordio e di continuare, poi, in una costante ascesa nonostante i periodi di inquietudine e di incertezza che hanno costellato la sua carriera e la sua vita personale. La cantante romana in poco tempo, grazie alle sue qualità canore, è riuscita a salire  sul palco di Sanremo presentando “Al Di Là Di Questi Anni”, vincendo il Premio della Critica, attirando su di se  l’attenzione del grande pubblico. Con l’album di debutto, semplicemente intitolato Marina Rei, si afferma definitivamente come una delle nuovi voci femminili più sensuali della canzone italiana. Partirà dal Modo di Salerno il nuovo tour, denominato Unplugged Tour 2017, dove la bravissima artista riproporrà al pubblico di tutta Italia i suoi successi in una speciale versione acustica, alternandosi tra chitarra, batteria e pianoforte. Nelle sue esibizioni live la cantante Marina Rei sarà accompagnata dal violoncellista Mattia Boschi. Un progetto unico bel suo genere, dove la cantante romana riprodurrà i suoi cavalli di battaglia, come: musa, un inverno da baciare, inaspettatamente, fammi entrare, t’innamorerò ecc., mettendo in risalto le sue doti di raffinata cantautrice e talentuosa musicista. L’Unplugged Tour 2017 inizierà il 24 marzo dal Modo di Salerno (info sulle serate del locale le trovate qui http://bit.ly/Rei_ModoSalerno). Il tour poi proseguirà con le date del 6 Aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, del 7 Aprile presso il Blue Note di Milano. Proseguiranno i live di Marina Rei ancora il 22 Aprile al Teatro Syba-ris a Castrovillari (CS) e il 23 Aprile all’Eremo a Bari.Doppia data al Bravo a Bologna il 26 e il 27 Aprile e il 28 Aprile al Wopa a Parma.

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Juan Gris Inventore del Cubismo

23 Marzo 2017, 10:31am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI  CULTURA Juan Gris Inventore del Cubismo

di Morena Motta Juan Gris: C'è stato un solo artista che ha avuto l'onore e il merito di suscitare ammirazione, unita a invidia, in un grande maestro del '900 qual è Pablo Picasso. Si tratta del madrileno Juan Gris considerato, insieme al suo illustre ammiratore e a Geroges Braque, l'inventore del cubismoIn realtà, i tre presero strade diverse declinando a modo proprio la cosiddetta "arte dei cubi" (come la definì la prima volta Matisse in senso spregiativo, dando involontariamente nome alla nuova corrente pittorica). Gris portò alla massima espressione il cubismo sintetico, più classicheggiante e aperto alle combinazioni di colori armoniosi e luminosi. Chitarre e violini sono motivi ricorrenti nelle sue opere più note e ad esse si richiama il doodle globale che Google ha pubblicato nel 2012, a 125 anni dalla nascita del pittore.

 

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI Sabato 27 ottobre 1990 (26 anni fa) moriva Ugo Tognazzi

23 Marzo 2017, 10:28am

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI  SPETTACOLI  Sabato 27 ottobre 1990 (26 anni fa) moriva Ugo Tognazzi

DI MORENA MOTTA Ugo Tognazzi: Pioniere della comicità televisiva e attore di eccelsa versatilità, sul grande schermo è stato il "conte" della commedia all'italiana.

Nato a Cremona e scomparso a Roma nell'ottobre del 1990, esordì al cinema nel 1950 ne "I cadetti di Guascogna", accanto a Walter Chiari. L'incontro con un altro comico diede un'impronta decisiva alla sua carriera artistica: con Raimondo Vianello formò una coppia perfetta, consacrata dal varietà RAI Un due tre (1954-60).

Abile ad interpretare i personaggi più disparati, per lo più legati alla Bassa Padana, lasciò importanti tracce nella commedia con i film "Sua eccellenza si fermò a mangiare" (accanto a Totò), "I mostri" di Dino Risi, "L'immorale" (che gli valse il primo David di Donatello come "miglior attore protagonista"), fino al capolavoro insuperabile di Amici miei (di cui recitò anche i due sequel).

Non meno apprezzate le sue performance drammatiche, da "Io la conoscevo bene" (con cui vinse un Nastro d'argento) a La tragedia di un uomo difficile di Bernardo Bertolucci, che gli fece conquistare la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1981. Appassionato di cucina, pubblicò un libro di ricette, L'Abbuffone, e fece da consulente a diverse rubriche culinarie in TV e sulla carta stampata.

I figli Thomas, Ricky, Gianmarco e Maria Sole sono tutti impegnati nel mondo del cinema, come attori, registi o produttori.

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