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sez. cultura e spettacoli

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Tim Roth serial killer da brivido Rillington place Domenica 9 su Giallo, targata Bbc

3 Aprile 2017, 09:18am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Tim Roth serial killer da brivido Rillington place Domenica 9 su Giallo, targata Bbc

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Curvo con una calvizie incipiente, gli occhiali spessi, l'impermeabile spiegazzato. Un uomo apparentemente tranquillo, anonimo, ma il cui volto in realtà ha rappresentato il male assoluto. Tim Roth regala ai telespettatori un'interpretazione inedita e spaventosa nei panni del serial killer inglese realmente esistito John Reginald Christie, che negli Anni '50 e '60 si rese protagonista di una lunga scia di morte. Nella miniserie gioiello targata BBC "Rillington place", in onda in prima assoluta su Giallo (canale 38, gruppo Discovery) Domenica 9 Aprile alle ore 21.00. Inizialmente per alcuni dei suoi omicidi, fu incolpato e mandato a morte un innocente il vicino di casa. Un grave errore giudiziario che ha portato all'abolizione della pena capitale in Gran Bretagna.
Nel cast Samantha Morton (la moglie Ethel), Nico Mirallegro e Jodie Comer. Dietro la macchina da presa Craig Viveiros, che ha firmato l'altro recente capolavoro BBC "10 Piccoli Indiani", adattamento da Agatha Christie anch'esso trasmesso su Giallo lo scorso autunno.
Nel 1950 il vicino di casa di Christie, Timothy Evans,fu ritenuto colpevole dell'assassinio della figlia Geraldine e per questo impiccato, nonostante avesse gridato la propria innocenza fino alla fine. Si credette inoltre che l'uomo fosse responsabile della morte della moglie Beryl. Anni dopo, una cruenta scoperta rivelò a tutti che il vero omicida era Reginald Christie, testimone chiave dell'accusa. La storia di "Rillington place" parte in verità anni prima dal 1938 quando Christie, interpretato da Tim Roth, e sua moglie Ethel (Samantha Morton), si trasferirono al numero 10 di Rillington Place, indirizzo della loro casa londinese nel quartiere di Notting Hill. La miniserie in 3 parti (andranno tutte in onda la stessa serata di domenica) si concentra sugli anni e sugli eventi che portarono alla morte di Beryl Evans e della piccola Geraldine, fino alle vicende giudiziarie che ebbero come conseguenza la condanna e l'esecuzione di Timothy. Raccontata alternatamente dai punti di vista di Ethel, Timothy e dello stesso Christie, la miniserie esplora tutti i segreti più oscuri di un uomo che, dietro la facciata rispettabile, nascose per anni la vera natura di crudele killer. Responsabile, oltre che dei fatti narrati, anche della successiva uccisione della moglie e di almeno altre 6 donne.
Un caso clamoroso e arcinoto in patria, i cui impensabili, tragici risvolti aprirono con vigore il dibattito sulla pena capitale in Inghilterra, in effetti definitivamente abolita dopo che si comprese come Christie fu in grado di manipolare gli altri, la moglie, i suoi vicini, lo stesso intero sistema giudiziario inglese. Girato tra Glasgow e Londra, scritto da Ed Whitmore e Tracey Malone, interpretato da Tim Roth (Reginald Christie), Samantha Morton (Ethel Christie), Nico Mirallegro (Timothy Evans) e Jodie Comer (Beryl Evans), per la regia di Craig Viveiros (10 Piccoli Indiani), Rillington Place ha ricevuto ottime recensioni. "Fin dai tempi di Shakespeare - ha commentato Roth - le persone sono affascinate dal maligno che è dentro di noi".
Un personaggio controverso per Tim Roth che, forse, è in grado di capire meglio di altri cosa si cela nell'anima di un mostro.
L'attore si era lasciato andare mesi fa ad una serie di confessioni durante una intervista al The Guardian rivelando proprio in occasione della promozione della serie a Londra di essere stato stato vittima di abusi da parte di un nonno padrone e pedofilo, come suo padre prima di lui. E' una tragedia nella tragedia quella dell'infanzia dell'attore e regista inglese, 55 anni, protagonista di film come Reservoir Dogs, Pulp Fiction o Rob Roy (premio Bafta e nomination all'oscar come miglior attore), il Pianista sull'Oceano. Tra le curiosità da segnalare che la storia di Christie fu portata sul grande schermo nell'omonimo film con Richard Attenborough del 1971, diretto da Richard Fleischer.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ISOLA DEI FAMOSI, I NAUFRAGHI NON SONO SOLI: ECCO COSA HANNO SCOPERTO

2 Aprile 2017, 08:17am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ISOLA DEI FAMOSI, I NAUFRAGHI NON SONO SOLI: ECCO COSA HANNO SCOPERTO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'ultima puntata dell'Isola dei Famosi si avvicina e i primi altarini vengono fuori. I naufraghi hanno scoperto di non essere soli sulla loro isola, ma pare abbiano capito che i concorrenti eliminati non siano in realtà tornati in Italia, non tutti almeno. Il primo sospetto lo aveva insinuato Eva Grimaldi che durante una passeggiata sulla spiaggia si era accorta del fumo su un'isola di fronte. Seconda ad ipotizzare la presenza di Moreno e di qualcun altro su un'altra isola è stata anche Nancy e ormai sembra essere diventato un segreto di Pulcinella. I concorrenti, intanto, non smettono di interrogarsi  e la stessa Coppola commenta: «Se c’è davvero qualcuno dall’altra parte - dice Nancy Coppola - e se quel qualcuno è quello che pensiamo noi, come rientrerà in gioco? Quando Samantha è stata eliminata, ha sicuramente deciso di tornare a casa. Se c’è qualcuno che è rimasto nascosto, mi chiedo come rientrerà in gioco. Tornerà in Palapa e affronterà il televoto con uno di noi o lo rivedremo direttamente a Milano?».

LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI NASCEVA 52 ANNI FA SIMONA VENTURA STAR DELLA TELEVISIONE

1 Aprile 2017, 09:31am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  NASCEVA 52 ANNI FA SIMONA VENTURA STAR DELLA TELEVISIONE

DI MARIA PAPPACODA Simona Ventura: È la Simona nazionale della televisione italiana, amata e chiacchierata ma senza dubbio una delle presentatrici più popolari di sempre del piccolo schermo.

Nata a Bentivoglio, in provincia di Bologna, lo sport è il suo primo amore, che la spinge a iscriversi all'ISEF di Torino e a prendere parte a gare di sci. Il fascino non le manca e con esso conquista la fascia di Miss Muretto ad Alassio nel 1986, giungendo quarta due anni dopo al concorso “Miss Universo”, come rappresentante dell'Italia.

Il battesimo televisivo avviene come concorrente ma come professionista compare a 23 anni accanto a Magalli, nel ruolo di valletta, nel programma "Domani sposi" su RAI Uno. L'antipa passione per lo sport le apre le porte del giornalismo sportivo, approdando a Telemontecarlo (oggi LA7), dove segue i Mondiali di calcio del 1990 e gli Europei del '92.

Dopo aver condotto "Domenica In" insieme a Pippo Baudo, nel 1993 passa a Mediaset, dove la sua popolarità decolla definitivamente grazie a programmi cult quali Mai dire gol, Scherzi a parte, Festivalbar e soprattutto Le iene. Il terzo millennio saluta il ritorno in RAI, sul secondo canale, e la piena consacrazione con la conduzione di Quelli che... il calcio (2001-2011) e del reality show L'isola dei famosi (2003-2011), il cui successo la proietta sul palco dell'Ariston nel 2004.

Vincitrice di quattro Telegatti e tre Premi TV come "personaggio femminile dell'anno", nel 2011 lascia la TV pubblica (tra mille polemiche e controversie) e sbarca sul satellite con Sky, per cui figura come giurata nel talent show X Factor e conduce "Cielo che gol!", chiuso per gli scarsi ascolti. Tra le performance sul grande schermo, si ricordano in particolare quelle nelle commedie "Fratelli coltelli" e "La fidanzata di papà".

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI G7 cultura, nasce dichiarazione Firenze Franceschini, Paesi devono impegnarsi in tutela

31 Marzo 2017, 08:20am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI G7 cultura, nasce dichiarazione Firenze Franceschini, Paesi devono impegnarsi in tutela

INSERITO DA MORENA MOTTA Appello agli Stati per un forte contrasto al saccheggio e il traffico di beni culturali, forte preoccupazione per la distruzione di siti di grandissima importanza storico culturale, impegno comune per la tutela del patrimonio nel mondo. Il G7 della cultura di Firenze, il primo nella storia, ha messo a fuoco le grandi sfide che la comunità internazionale dovrà affrontare nei prossimi anni, sfide che intrecciano tutela e lotta al finanziamento del terrorismo, alle emergenze provocate dalle calamità naturali. Annunciando la firma da parte dei ministri del G7 della 'dichiarazione di Firenze', il ministro italiano dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha sottolineato che il risultato dell'incontro di oggi "segna una svolta nella scelta della comunità internazionale di occuparsi anche di cultura e di patrimonio". "Per l'Italia cominciare la presidenza del G7 a Firenze e sui temi della cultura non ha bisogno di troppi commenti, è la scommessa su uno dei valori che il nostro Paese rivendica e sul dovere che abbiamo come comunità internazionale di preservare e difendere questo valore", gli ha fatto eco il premier Paolo Gentiloni, che ha incontrato i ministri a Palazzo Vecchio."Il documento finale - ha spiegato Gentiloni - impegna su una serie di temi, il primo dei quali è il patrimonio culturale nel mondo minacciato dal terrorismo e dalle grandi calamità naturali; quindi c'è il sostegno all'iniziativa dei caschi blu, delle task force nazionali e anche sull'utilizzo della cultura come strumento di dialogo fra i popoli". Il ministro alla cultura per la Francia, Audrey Azoulay, ha posto l'accento sulla necessità "che i paesi partecipino tutti insieme alle azioni di protezione, sotto la guida dell'Unesco"."Non dobbiamo cedere all'opera di distruzione, che vuole cancellare la nostra memoria - ha aggiunto - per questo gli strumenti di lotta contro i traffici illeciti di beni culturali verranno rafforzati". Appello all'unità al quale si è associata Karen Bradley, segretario di Stato per la cultura della Gran Bretagna che, nel contempo, ha voluto dire "grazie a tutti gli amici del G7 per loro solidarietà sull'attacco terroristico a Westminster: questi attentati sono un campanello d'allarme - ha osservato - che ci ricorda con cosa stiamo lottando e dobbiamo continuare a lottare. Anche per questo è importante restare uniti e non inerti". Il Commissario europeo al settore, Tibor Navracsics, ha annunciato che "Ue è impegnata per fermare saccheggio e furti di beni culturali nei teatri di guerra e il loro commercio. Per questo stiamo preparando una legislazione per impedire l'afflusso di beni acquisiti illecitamente"."Il traffico illecito di oggetti d'arte ha aiutato l'Isis - ha detto il sottosegretario agli affari pubblici degli Usa, Bruce Wharton - a finanziare le sue operazioni e la diffusione di droghe: in collaborazione con i partner del G7 e la comunità internazionale gli Usa auspicano che contro tutto questo possa essere fatto di più".Nella 'dichiarazione di Firenze' i ministri hanno ribadito la loro convinzione che il patrimonio culturale "contribuisce a preservare l'identità e la memoria dei popoli e favorisce il dialogo e lo scambio interculturale tra tutte le Nazioni, alimentando la tolleranza, la mutua comprensione, il riconoscimento e il rispetto delle diversità". Grande attenzione e tensione, nel documento fiorentino, al saccheggio e al traffico dei beni culturali su cui i ministri si sono rivolti con un appello a tutti gli Stati "affinché adottino misure robuste ed efficaci" per contrastarlo. La prima giornata del G7 si è chiusa nel Salone de' Cinquecento, a Palazzo Vecchio, alla presenza del premier Gentiloni e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, con un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ELENA SOFIA RICCI: "CAMBIO SPESSO PER NOIA, MA NON VOGLIO MOLLARE SUOR ANGELA"

30 Marzo 2017, 09:16am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ELENA SOFIA RICCI: "CAMBIO SPESSO PER NOIA, MA NON VOGLIO MOLLARE SUOR ANGELA"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una, nessuna e centomila: Elena Sofia Ricci ama cambiare pelle e personaggi molto spesso, evita così la noia sempre in agguato. Ma per Che Dio ci aiuti (appena terminato su Rai Uno) potrebbe fare un’eccezione, come anticipa a Leggo al Cortinametraggio.

Difficile lasciare andare suor Angela? «Sono allergica alla ripetizione e infatti mollo le serie dopo qualche stagione (vedi I Cesaroni, ndr) per essere libera dalle etichette ma stavolta potrei farci un pensierino. Dopo il successo della stagione 4, e nonostante la preoccupazione per la collocazione domenicale, sono sempre più convinta che la formula funzioni e che si tratti di un prodotto coraggioso». Perché il debutto a teatro con “Mammamia Bella”? «Il teatro è una palestra che mi rigenera e mi rimette in discussione, altrimenti mi annoio e invece voglio continuare a sorprendere me e il pubblico, quindi riproporrò lo spettacolo e ne ho in mente un secondo». Mai pensato alla scrittura? «Ora sì: da appassionata di psichiatria sto lavorando a un thriller scomodo, e mi sono ritagliata anche un ruolo, ma non quello principale. Quest’esperienza mi fa tornare agli esordi». Come mai? «Il tema è difficile da far digerire e mi spaventa, ma ci credo e non mollo, persino il Ministero della Salute mi ha scritto una lettera di encomio». Si lega a un’esperienza reale? «Ho iniziato a lavorarci 11 anni fa, quando sono venuta a conoscenza di una certa psicopatologia. L’ho proposto e mi hanno riso in faccia, perché è un film di genere. L’ho riscritto varie volte e continuerò a proporlo». Al Cortinametraggio ha riproposto “Amore rubato”, a che punto siamo con la parità di genere? «Noi donne vorremmo un uomo alfa e al tempo stesso essere autonome, ma il partner non tollera che la compagna sia superiore a sé, ad esempio quando guadagna più di lui». E in campo professionale? «Una volta mi hanno detto: “Tu come donna non puoi parlare di tematiche sociali”. Ero scioccata perché abbiamo storie femminili importanti da condividere e dobbiamo farlo». L’età è ancora un tabù? «Ho sempre saputo che i ruoli migliori per le attrici sono dai 20 ai 50 anni. Allora mi sono reinventata e quel cambiamento, all’inizio obbligato, si è poi trasformato nella linfa che mi nutre ogni giorno».

di Alessandra De Tommasi LEGGO.IT

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI David di Donatello 2017, trionfa 'La Pazza Gioia'. Accorsi miglior attore. Commozione per Giorgio Capitani Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'

29 Marzo 2017, 09:12am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  SPETTACOLI  David di Donatello 2017, trionfa 'La Pazza Gioia'. Accorsi miglior attore. Commozione per Giorgio Capitani Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Alla 61esima edizione dei David di Donatello, lo storico premio dell'Accademia del Cinema Italiano, è trionfo per il film 'La Pazza Gioia' (miglior film) di Paolo Virzì (miglior regia). Ma i David vanno anche a Stefano Accorsi (miglior attore protagonista con 'Veloce come il Vento') e a Valeria Bruni Tedeschi che, con il premio di migliore attrice protagonista con 'La Pazza Gioia', vince la sua sfida con l'altra protagonista della pellicola, Micaela Ramazzotti. Riconoscimenti ad Enzo Avitabile per le musiche di 'Indivisibili'. Durante la serata, momento di commozione quando sullo schermo sono passate le immagini di Anna Marchesini, Gian Luigi Rondi, Corrado Farina, Dario Fo, la giornalista Maria Pia Fusco, Pasquale Squitieri, Tomas Milian e Giorgio Capitani. Valerio Mastandrea ha invece dedicato il suo David allo scomparso Josciua Algeri, il rapper e attore del film Fiore.

 

Ecco i premi: 

Miglior Film a 'La Pazza Gioia' di Paolo Virzì

Migliore Attrice Protagonista a Valeria Bruni Tedeschi per 'La Pazza Gioia'

Migliore Attore Protagonista a Stefano Accorsi per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Regista a Paolo Virzì per 'La Pazza Gioia'

Miglior Attirce Non Protagonista a Antonia Truppo per 'Indivisibili'

Miglior Attore Non Protagonista a Valerio Mastandrea per la sua interpretazione nel film 'Fiore'

Premio David alla Carriera a Roberto Benigni

Migliore Sceneggiatura Adattata a Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola per 'La Stoffa Dei Sogni'

Migliore Sceneggiatura Originale a Nicola Guaglianone, Barbara Petronio ed Edoardo De Angelis per 'Indivisibili'

Miglior Film Straniero ad 'Animali Notturni' di Tom Ford

Migliore Musicista a Enzo Avitabile per 'Indivisibili'

Migliore Produttore ad Attilio De Razza e Pierpaolo Verga per 'Indivisibili'

Migliore Documentario a 'Crazy For Football' di Volfango De Biasi

Migliore Cortometraggio ad 'A Casa Mia' di Mario Piredda

Migliore Autore Della Fotografia a Michele D'Attanasio per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Regista Esordiente a Marco Danieli per 'La Ragazza Del Mondo'

Migliore Canzone Originale ad 'Abbi Pietà Di Noi', musica e testi di Enzo Avitabile per 'Indivisibili'

Migliori Effetti Digitali ad Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Montatore a Gianni Vezzosi per 'Veloce Come Il Vento'

Miglior Scenografo a Tonino Zera per 'La Pazza Gioia'

Miglior Film dell'Unione Europea a 'Io Daniel Blake' di Ken Loach

Migliore Suono ad Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri e Michele Mazzucco per 'Veloce Come Il Vento'

Premio David Giovani al film 'In Guerra Per Amore' di Pierfrancesco Diliberto

Migliore Acconciatore a Daniela Tartari per 'La Pazza Gioia'

Migliore Truccatore a Luca Mazzoccoli per 'Veloce Come Il Vento'

Migliore Costumista a Massimo Cantini Parrini per 'Indivisibili'

Alessandro Cattelan - che ha condotto la serata - ha invitato a salire sul palco tanti artisti e le personalità più apprezzate del panorama cinematografico italiano, che hanno annunciato il vincitore per ciascuna categoria, consegnando l'ambita statuetta. Tra questi, Claudio Amendola, Manuel Agnelli, Valerio Aprea, Luca Argentero, Alessandro Bertolazzi, Valeria Bilello, Ninni Bruschetta, Maccio Capatonda, Marco D'Amore, Stella Egitto, Stefano Fresi, Eleonora Giovanardi, Alessandro Infascelli, David Lang, Lorenzo Lavia, Valentina Lodovini, Gabriele Mainetti, Gabriele Muccino, Gabriella Pescucci, Eva Riccobono, Claudio Santamaria, Kasia Smutniak, Giuseppe Tornatore, Jasmine Trinca, Carlo Verdone. La premiazione è stata punteggiata da contributi, ospiti a sorpresa e qualche omaggio, oltre ad una speciale esibizione musicale di Manuel Agnelli.

Il più alto numero di candidature complessive (17) era per Indivisibili di Edoardo De Angelis e La pazza gioia di Paolo Virzì, seguiti da Veloce come il vento di Matteo Rovere, con 16. Anche quest'anno la cinquina del Miglior Film e quella della Miglior Regia avevano un'esatta corrispondenza nella composizione: Fai bei sogni di Marco Bellocchio, Fiore di Claudio Giovannesi, Indivisibili di Edoardo De Angelis, La pazza gioia di Paolo Virzì, Veloce come il vento di Matteo Rovere.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Morta Christine Kaufmann, ex Tony Curtis L'attrice tedesca aveva 72 anni, star fin dall'infanzia

29 Marzo 2017, 09:09am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI  CULTURA Morta Christine Kaufmann, ex Tony Curtis L'attrice tedesca aveva 72 anni, star fin dall'infanzia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BERLINO, All'età di 72 anni è morta nella notte a Monaco di Baviera l'attrice tedesca Christine Kaufmann.
    Lo ha detto il suo manager alla Dpa. Star fin dall'infanzia, la sua prima apparizione nel cinema avviene a 9 anni, nel 1963 sposò Toni Curtis, dal quale divorziò cinque anni dopo. Nel 1959 era nel set de "Gli ultimi giorni di Pompei" (regia di Mario Bonnard e Sergio Leone). Nel 1962, Kaufmann vinse il Golden globe a soli 15 anni come migliore attrice debuttante a Hollywood per "La città spietata". Lavorò anche sul set di "Totò, Fabrizi e i giovani i d'oggi" interpretando la figlia di Totò, Gabriella.
    Il matrimonio con Tony Curtis ebbe grande risalto all'epoca, ma non fu felice: la giovane attrice sentiva di essere - affermò - solo un "biglietto da visita carino" per lui. Dopo il divorzio, Kaufmann tornò in Germania con le sue due figlie, Alexandra e Allegra. Lasciato il cinema, ha fondato una linea di prodotti di cosmetica, famosa in Germania, e scritto libri per dare consigli di bellezza.

ANSA

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI LA STORIA DI RAFFAELLO SANZIO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

28 Marzo 2017, 09:42am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI LA STORIA DI RAFFAELLO SANZIO A CURA DI MICHELE PAPPACODA

DI MICHELE PAPPACODA Raffaello Sanzio: Pittore e architetto tra i più rappresentativi del Cinquecento, con Leonardo e Michelangelo completa la triade dei grandi maestri del Rinascimento italiano.

Nato ad Urbino, apprese i fondamenti della pittura dal padre Giovanni Santi, attivo presso la corte dei Montefeltro, e in seguito nella bottega del Perugino. Nel periodo umbro-senese la sua fama crebbe, grazie a opere come la "Crocifissione Gavari" (esposta alla National Gallery di Londra) e al celebre Sposalizio della Vegine, oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano.

Il soggiorno a Firenze e l'incontro con Leonardo e Michelangelo fecero sbocciare il suo stile, teso alla rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura, e a una resa luminosa. Peculiarità che emergono dalla serie di Madonne, su tutte La Madonna del Cardellino, e dai numerosi ritratti.

Il periodo romano ne segnò la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della Stanza della Segnatura, come la Scuola di Atene, e delle Stanze Vaticane. Chiamato, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica di San Pietro, progettò tra gli altri la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.

La Trasfigurazione rappresentò la summa poetica e artistica dell'artista urbinate, che morì senza completarla, nell'aprile del 1520 a Roma. Sepolto nel Pantheon, Pietro Bembo gli dedicò il seguente epitaffio: «Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata, e quando morì temette di morire con lui».

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SEZ. CULTURA Al via CinePrime 2017 all’ex Carcere Borbonico

27 Marzo 2017, 09:18am

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SEZ. CULTURA Al via CinePrime 2017 all’ex Carcere Borbonico

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Domenica ore 18,00 Sala Blu, ex Carcere Borbonico di Avellino, giornata inaugurale della manifestazione CinePrime 2017.Rassegna nazionale delle Opere Prime del cinema italiano, promossa dal Centro Studi Cinematografici Campania Per la città di Avellino una grande opportunità di confronto con il meglio della nuova cinematografia. In particolare quella più sensibile alle tematiche sociali.Da domani e fino a domenica prossima giovani autori, sceneggiatori ed attori affermati si confronteranno con il pubblico della nostra provincia.Il primo incontro è col regista Fabio Venditti che presenterà il suo film ” SOCIALMENTE PERICOLOSI” suggestiva proposta cinematografica di un percorso di conoscenza e di amicizia, alla fine, tra un ergastolano ed un giornalista. Interpretazione magistrale di Fortunato Cerlino e Vinicio Marchioni.

Da una storia realmente accaduta.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Le scarpe consumate della Madonna, una leggenda tutta napoletana

25 Marzo 2017, 10:51am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Le scarpe consumate della Madonna, una leggenda tutta napoletana

INSERITO DA MORENA MOTTA La Real Casa dell’Annunziata nasce, insieme alla chiesa omonima, nel 1343 per volere di Sancha di Maiorca, la seconda moglie di Re Roberto d’Angiò, una donna talmente religiosa al punto che avrebbe ardentemente desiderato farsi suora, ma che, per motivi legati alla dinastia e alla corona, fu costretta a sposarsi. Si tratta di una delle prime opere assistenziali di Napoli insieme al Lazzaretto di via dei Tribunali.

Poiché la Congregazione dell’Annunziata già esisteva, Sancha chiese al sovrano di poter costruire, su un terreno che si trovava nella parte finale di Forcella, la piccola chiesa con annesso un ospedale dove si accoglievano anche i trovatelli che, tramite la “ruota degli esposti”, una sorta di tamburo di legno di forma cilindrica nella quale erano introdotti dall’esterno, venivano affidati alle cure delle suore appena nati o di pochi giorni (si racconta che, negli anni successivi, a seguito della forte povertà furono letteralmente “incastrati” anche bambini più grandi). Dall’interno, una monaca guardava attraverso due fori per controllare se vi fossero oggetti o indumenti, poi i bambini venivano lavati e dati alle balie perché li nutrissero.

Per diversi anni ai trovatelli si diede il cognome di “Esposito”, ma, poiché con il tempo si era trasformato in un marchio identificativo, Gioacchino Murat abolì questa consuetudine e fece attribuire come cognome una caratteristica propria di ciascun bambino.

I trovatelli a Napoli erano gli unici a non essere marchiati a fuoco sul tallone con il numero di matricola, cosa che accadeva a Milano e a Venezia, tuttavia indossavano una piccola medaglia in piombo con l’immagine della Madonna dei Repentiti, che, sul portale di fine ‘400 che si trova all’ingresso principale, viene raffigurata con il mantello aperto, simbolo di accoglienza. La chiesa fu poi distrutta da un incendio nel 1757 e grazie a Carlo Vanvitelli (figlio di Luigi), furono avviati i lavori di ristrutturazione, compresa la costruzione di un succorpo che fu utilizzato per dire messa e dare continuità alla vita della congregazione. La ruota fu poi murata nel 1875 perché non era più ritenuta di pubblica utilità, anzi, era vista come una sort  “vergogna”, anche se poi i bambini venivano comunque lasciati sulle scale della chiesa.

Mentre ai trovatelli veniva insegnato un “mestiere”, alle ragazze che vivevano nell’orfanotrofio si consegnava una piccola dote in denaro nel giorno in cui si celebra l’Annunciazione del Signore, si organizzava una “sfilata” per le fanciulle in età da marito per farle conoscere ai ragazzi di Napoli. Se la ragazza raccoglieva da terra il fazzoletto che un ragazzo aveva gettato per manifestare il suo interesse, allora potevano considerarsi promessi sposi.

La Real Casa dell’Annunziata, inoltre, ai piani superiori, dove si trovano le abitazioni delle suore, custodisce una statua della Madonna che indossa delle scarpette. Questo perché una leggenda racconta che di notte la Santa Vergine cammini a piedi attraverso le strade e i vicoli della città di Napoli per vedere come stanno i suoi numerosi figli (i trovatelli sono definiti anche “i figli della Madonna”), ragion per cui le suole delle scarpe sono completamente consumate. Ogni anno, il 25 marzo, la Madonnnina, che ha le fattezze di una bambola di porcellana e porta del lunghi boccoli biondi fatti di capelli veri, viene condotta giù nella chiesa affinchè le siano cambiate le scarpine. Si tratta di un rituale pregno di significato e di devozione: non è un caso, infatti, che molte mamme per invocare alla Madonna protezione o guarigione per i loro bambini, portino come ex voto proprio delle piccole calzature.

FONTE di Marina Indulgenza "èCAMPANIA", Il primo portale dedicato al turismo ed alla cultura in Campania

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