SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Esorcismi in Campania: viaggio nei santuari delle “liberazioni”
INSERITO DA MORENA MOTTA Sole, pizza e mandolino sono dei cliché. La Campania è una terra misteriosa, inquieta. Che poggia le sue radici su un vulcano e le lascia crescere tra i suoi boschi dove di notte, ancora, si sente lo stridio delle civette mentre le faine lanciano lampi dagli occhi. Da Teano a Sapri, da Capri a Trentinara non c’è posto che non nasconda una storia, una leggenda, un mistero. Terra dove si scontrano, da tre millenni, diavolo e acqua santa. E dove, perciò, non poteva mancare di certo una batteria di luoghi santi, dedicati agli esorcismi, dove la devozione sta nel praticare, assistere e invocare il combattimento tra le schiere del male e i paladini del bene.
In Campania, di luoghi deputati agli esorcismi ce ne sono davvero tanti. Storicamente, uno dei santuari più importanti è quello di Campagna in provincia di Salerno. Città consacrata a sant’Antonino, potentissimo esorcista, che liberava gli ossessi legati alla colonna della chiesa a lui dedicata (in coabitazione con il Santissimo Salvatore) in quell’area che, ancora oggi, ha lo strano toponimo di Zappino. Ora le funzioni (e i riti) si sono trasferite, nella meno centrale zona di Santa Maria la Nova. Ma la chiesa conserva ancora la sua colonna e, scostando appena lo stipite della porta che dà alla sacrestia, è possibile vedere ancora la schiera inquietante delle decine e decine di foto ex voto donate dai fedeli liberati alla devozione del grande santo che fu vescovo di Sorrento.
C’è poi un paesino dell’Irpinia che è quotidianamente frequentato da persone in difficoltà. Poco più di duemila abitanti scandiscono la loro vita sintonizzandolo al suono delle campane che, a sua volta, avvisa dell’avvenuta liberazione di posseduti e ossessi. La fama del santuario di Andretta è legata a filo doppio alla vita e alle opere di un sacerdote che, negli anni, era diventato un vero e proprio maestro di esorcismi, vantando tra i suoi allievi persino l’ormai famosissimo padre Gabriele Amorth. Don Leone Iorio. Tra i suoi successi (questa volta “secolari”) c’è addirittura la conversione di Toni Negri, il “cattivo maestro” delle Brigate Rosse. Su don Leone esiste una bibliografia sterminata e lo si può ritrovare persino su Youtube. Sono tanti e tanti gli aneddoti che si legano ai boschi irpini e al carisma del sacerdote, venuto a mancare qualche anno fa.
Sempre in Irpinia c’è pure Torre Le Nocelle nel cui santuario – dedicato a San Ciriaco - sono avvenute, negli anni, decine e decine di liberazioni. Anche qui a raccogliere la tradizione rituale del santuario c’è stato un sacerdote, don Michele Bianco. Affollatissima la messa che celebra ogni seconda settimana del mese, don Bianco è stato anche docente universitario, titolare della cattedra di bioetica all’Univesità di Bari. Legatissimo al santo autoctono, san Ciriaco diacono e martire, le cui reliquie è riuscito a far traslare da Roma a Torre Le Nocelle nella prima metà degli anni ’90. I fedeli giurano che, da allora, la potenza liberatrice del santuario si sia addirittura moltiplicata.
E un posto d’onore tra i luoghi della lotta tra Bene e Male lo merita il santuario dell’Avvocatella di Cava de’ Tirreni. Sono decine e decine le storie di persone vessate dalle potenze infere che si son liberate grazie ai riti lì celebrati, al carisma dei sacerdoti che si son susseguiti nelle celebrazioni e alla potenza dell’intercessione della Madonna. Una leggenda, mito o realtà che è davvero ormai cristallizzata nell’idem sentire pop di quell’area campana che interseca fondendo le province di Napoli e Salerno, narra che le campane del santuario suonano da sole ogni qualvolta uno spirito abbandona il corpo vivente dell’essere umano preso di mira. Una leggenda che è condivisa, praticamente, con quasi tutti i santuari di liberazione e che ha il sapore liberatorio della pioggia manzoniana che scacciò la peste dalla Milano di Renzo e Lucia.
FONTE di Giovanni Vasso "èCAMPANIA" Il primo portale dedicato al turismo ed alla cultura in Campania
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