SALERNO E PROVINCIA NEWS Nonnina di 78 anni sventa raggiro facendosi portare in banca dal truffatore
INSERITO DA ANGELA CECERE
Ha anche avvertito la polizia di quanto stava accadendo SALERNO - Un'anziana signora di 78 anni di Salerno ha sventato una truffa che una persona stava cercando di perpetrare ai suoi danni. E lo ha fatto ricordando le parole del Questore di Salerno, Antonio De Iesu, che nei mesi scorsi aveva attivato una campagna informativa proprio per gli anziani contro i truffatori. I fatti: questa mattina, alle ore 10.00 in via Amendola a Pastena, un truffatore dell'apparente età di 40 – 50 anni, ben vestito e dai modi gentili, ha bussato alla porta dell'abitazione della 78enne, che vive da sola, riferendo di dover consegnare un pacco contenente materiale informatico al figlio della signora. Il truffatore ha aggiunto, per convincere la vittima ad aprirgli la porta, che la consegna era urgente e che il figlio stesso gli aveva chiesto di consegnare il pacco alla madre, non avendo i soldi per pagare la merce che, però, gli serviva con la massima urgenza per motivi di lavoro. La signora ha fatto entrare l'uomo ed ha ricevuto il pacco ed avrebbe dovuto pagare l'importo duemila euro ma, non avendo danaro sufficiente in casa, ha detto al truffatore di doversi recare in banca per prelevare la somma occorrente dal suo conto corrente. Recatasi in banca, accompagnata dall'uomo che è rimasto fuori ad aspettare, prima di prelevare l'importo l'anziana donna, memore delle parole ascoltate dal Questore di Salerno nel corso di un incontro, ha telefonato dal suo cellulare al figlio per informarlo della consegna del pacco e del pagamento. Il figlio gli ha spiegato che non aveva ordinato nulla e che non aspettava alcuna consegna, invitandola a non procedere al pagamento ed a chiamare la polizia, cosa che la donna ha fatto immediatamente, rimanendo poi all'interno della banca per evitare un nuovo contatto col truffatore.
CORRIERE DEL DEL MEZZOGIORNO
24.10.2013.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sconcerto a Pellezzano, ieri sera: un 42enne, infatti, disoccupato del luogo, è entrato nella chiesa di San Bartolomeo impugnando una pistola ed aggredendo con pugni al volto il vice parroco, assorto in preghiera.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Castel San Giorgio. Due marescialli dei carabinieri indagati per l’attivazione di schede telefoniche a nome della stazione di Castel San Giorgio. Il pm Marco Colamonici ha inviato un avviso di conclusione delle indagini ai luogotenenti Antonino Cangemi, ex comandante della stazione carabinieri di Castel San Giorgio, e Nicola Pagano, sottufficiale a capo della caserma di Siano, e a Vincenzo Adinolfi, rappresentante di 54 anni di Castel San Giorgio per due società mandatarie della Vodafone. L’inchiesta si basa su due elementi: il timbro tondo falsificato della stazione carabinieri di Castel San Giorgio e 652 richieste di attivazione di schede telefoniche intestate a questa caserma. I tre indagati sono sott’inchiesta per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e per contraffazione di pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti. Gangemi e Adinolfi sono indagati pure per truffa. Due le vicende oggetto dell’inchiesta della procura di Salerno. La prima vede coindagati Adinolfi e Gangemi perché avrebbero contraffatto o fatto uso del timbro tondo - che rende ufficiale gli atti della pubblica amministrazione - della stazione carabinieri di Castel San Giorgio. Il timbro falso sarebbe stato utilizzato per chiedere alla Vodafone l’attivazione di 465 schede telefoniche da intestare alla stazione carabinieri di Castel San Giorgio, con richiesta inviata nel settembre 2008. Nel luglio 2009, sarebbe giunta un’altra richiesta per attivare ulteriori 187 schede, per un totale di 652 sim attivate a nome di una caserma che ha una ventina di militari. Nel marzo 2012, alla Vodafone sarebbe arrivata una richiesta di cessazione del contratto. Tutti atti che sarebbero stati falsi perché si ritiene sottoscritti da Gangemi quale comandante del presidio sangiorgese pur essendo in malattia dal settembre 2008 al febbraio 2009, poi sospeso dal servizio fino a dicembre 2009 per essere stato arresto per detenzione di armi e droga, e dal gennaio 2010 trasferito a Torre Annunziata. Con questo presunto raggiro, Gangemi e Adinolfi sono indagati per truffa avendo indotto la Vodafone a pagare 25mila euro di premio a una ditta rappresentata da Adinolfi. La seconda parte dell’inchiesta riguarda Pagano, indagato perché avrebbe contraffatto o usato il timbro tondo della stazione di Castel San Giorgio per richiedere alla Vodafone l’attivazione di 10 schede a nome della caserma sangiorgese. DI SALVATORE DE NAPOLI IL MATTINO.IT
