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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. «Schede telefoniche a nome della caserma», indagati due marescialli dei carabinieri

21 Ottobre 2013, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Castel San Giorgio. Due marescialli dei carabinieri indagati per l’attivazione di schede telefoniche a nome della stazione di Castel San Giorgio. Il pm Marco Colamonici ha inviato un avviso di conclusione delle indagini ai luogotenenti Antonino Cangemi, ex comandante della stazione carabinieri di Castel San Giorgio, e Nicola Pagano, sottufficiale a capo della caserma di Siano, e a Vincenzo Adinolfi, rappresentante di 54 anni di Castel San Giorgio per due società mandatarie della Vodafone. L’inchiesta si basa su due elementi: il timbro tondo falsificato della stazione carabinieri di Castel San Giorgio e 652 richieste di attivazione di schede telefoniche intestate a questa caserma. I tre indagati sono sott’inchiesta per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e per contraffazione di pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti. Gangemi e Adinolfi sono indagati pure per truffa. Due le vicende oggetto dell’inchiesta della procura di Salerno. La prima vede coindagati Adinolfi e Gangemi perché avrebbero contraffatto o fatto uso del timbro tondo - che rende ufficiale gli atti della pubblica amministrazione - della stazione carabinieri di Castel San Giorgio. Il timbro falso sarebbe stato utilizzato per chiedere alla Vodafone l’attivazione di 465 schede telefoniche da intestare alla stazione carabinieri di Castel San Giorgio, con richiesta inviata nel settembre 2008. Nel luglio 2009, sarebbe giunta un’altra richiesta per attivare ulteriori 187 schede, per un totale di 652 sim attivate a nome di una caserma che ha una ventina di militari. Nel marzo 2012, alla Vodafone sarebbe arrivata una richiesta di cessazione del contratto. Tutti atti che sarebbero stati falsi perché si ritiene sottoscritti da Gangemi quale comandante del presidio sangiorgese pur essendo in malattia dal settembre 2008 al febbraio 2009, poi sospeso dal servizio fino a dicembre 2009 per essere stato arresto per detenzione di armi e droga, e dal gennaio 2010 trasferito a Torre Annunziata. Con questo presunto raggiro, Gangemi e Adinolfi sono indagati per truffa avendo indotto la Vodafone a pagare 25mila euro di premio a una ditta rappresentata da Adinolfi. La seconda parte dell’inchiesta riguarda Pagano, indagato perché avrebbe contraffatto o usato il timbro tondo della stazione di Castel San Giorgio per richiedere alla Vodafone l’attivazione di 10 schede a nome della caserma sangiorgese. DI SALVATORE DE NAPOLI IL MATTINO.IT

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