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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA L'odissea di una donna, porte chiuse da 23 ospedali prima di riuscire ad abortire

2 Marzo 2017, 09:21am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA L'odissea di una donna, porte chiuse da 23 ospedali prima di riuscire ad abortire

DI MORENA MOTTA  - Gira 23 ospedali in Veneto, ma anche in Friuli e Trentino, per poter riuscire ad abortire. Una quarantenne, già madre di due bambini, ha vissuto una vera e propria odissea per poter procedere all’interruzione volontaria della sua terza gravidanza. È metà dicembre quando la donna scopre di essere incinta, la legge impone di procedere all’ivg entro i primi novanta giorni. Dodici settimane, tre mesi. La quarantenne è al secondo mese di gravidanza e inizia a contattare telefonicamente le strutture più vicine, a Padova, ma niente da fare, così prosegue la ricerca ed arriva alla incredibile cifra di 23 strutture ospedaliere contattate, che per una ragione o per l'altra le danno una risposta negativa: "non ce la facciamo", "siamo già al limite", "non riusciamo a stare nei tempi", "ci sono le vacanze", "sono tutti obiettori", "il problema non è solo trovare un medico ma anche l’anestesista può essere obiettore di coscienza","non siamo nelle condizioni di...". Così, ormai disperata la donna contatta la Cgil che l'aiuta, e a gennaio la svolta, Giulia abortisce all'ospedale di Padova (la prima struttura contattata), poco prima dello scadere dei novanta giorni previsti dalla legge 194. Da parte sua l'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto ha annunciato un'indagine interna, approfondendo la vicenda e sentendo anche la donna.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Notte degli Oscar, ecco come l'Iran ha censurato la scollatura di Charlize Theron

2 Marzo 2017, 09:10am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Notte degli Oscar, ecco come l'Iran ha censurato la scollatura di Charlize Theron

DI MORENA MOTTA "E l'Oscar per la migliore censura va alla squadra Photoshop della Repubblica Islamica dell'Iran". L'edizione numero 89 degli Academy Awards, andata in scena domenica scorsa a Los Angeles, sarà ricordata soprattutto per il clamoroso errore nell'annuncio del miglior film dell'anno (la statuetta è stata assegnata a 'Moonlight' e non a 'La la land', come erroneamente annunciato da Warren Beatty sul palco della kermesse, tra l'incredulità generale). Eppure lo strafalcione della busta non è stato l'unico episodio insolito legato all'ultima Notte degli Oscar. Il momento dell'assegnazione del premio al miglior film straniero, andato alla pellicola iraniana 'Il cliente', è stato trasmesso con dei grossolani interventi di censura da parte della Labour News Agency, agenzia di notizie del Paese mediorientale. I censori hanno infatti coperto con una macchia nera la scollatura e le braccia dell'attrice Charlize Theron (che ha annunciato il titolo del film vincitore), riservando lo stesso trattamento anche all'imprenditrice e astronauta Anousheh Ansari, salita sul palco per accettare l'Oscar al posto del regista Asghar Farhadi, il quale ha disertato la cerimonia in segno di protesta contro il 'muslim ban' voluto dal presidente Donald Trump. Il video della censura è stato postato su Facebook dalla My Stealthy Freedom, movimento che si batte per i diritti delle donne iraniane e in particolare contro l'obbligo di indossare il hijab. "E l'Oscar per la migliore censura va alla squadra Photoshop della Repubblica Islamica dell'Iran", è il commento ironico del movimento al video. "Mentre molti di noi, inclusi gli americani, protestano contro il 'muslim ban' di Trump - aggiunge l'associazione - dobbiamo essere ancora più fermi nel condannare il divieto di ingresso nel Paese imposto dalla Repubblica iraniana per le donne che non indossano il hijab".

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Eutanasia: 'Anche mio marito voleva morire in Italia' Parla la moglie di Gianni, pensionato Telecom, veneto, di 65 anni

1 Marzo 2017, 10:06am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Eutanasia: 'Anche mio marito voleva morire in Italia' Parla la moglie di Gianni, pensionato Telecom, veneto, di 65 anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' morto a mezzogiorno Gianni Trez, il pensionato veneziano di 65 anni che ha scelto il suicidio assistito nella stessa struttura svizzera in cui si è lasciato morire Dj Fabo. "Non ha sofferto, era sereno, io e mia figlia gli abbiamo stretto le mani fino all'ultimo" ha detto la moglie Emanuela Di Sanzo, che ha poi ringraziato gli infermieri svizzeri della Dignitas, i volontari veneti dell'Avapo, lanciando infine un appello ai parlamentari: "ora facciano una legge per impedire questi pellegrinaggi crudeli"."Potrei vivere ancora mesi, forse anni, ma non riesco a mangiare, a parlare, a dormire. Provo dolori lancinanti. È una sofferenza senza senso". Sono le parole di Gianni Di Sanzo, che si è sottoposto a suicidio assistito nella clinica Dignitas, la stessa dove lunedì si è spento Dj Fabo. "Sono sempre stato un salutista. Vegano, addirittura", ha raccontato l'uomo al Fatto Quotidiano. "Poi la diagnosi del tumore, la prima operazione, le cure. Quindi la ricaduta, altre terapie, altra operazione. E ho detto basta! Mi sono informato, ho mandato le cartelle cliniche. E alla fine, dopo mesi di attesa, mi hanno convocato".Intervistata dal Corriere, la moglie Emanuela, in Svizzera con la figlia Marta, spiega che "Gianni è malato da due anni e la sua malattia lo ha ridotto ad avere una non vita. Diversi anni fa, ben prima che Gianni si ammalasse, eravamo insieme davanti alla televisione e guardavamo un programma dove c'era un servizio proprio su questo suicidio assistito in Svizzera", racconta. "Gianni mi ha guardato e me lo ha detto in quel momento: 'Se mi ammalo voglio morire così'. Adesso siamo qui". "Viviamo in un Paese incivile - sottolinea la donna - che non concede di morire in modo dignitoso".

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il vecchio Carnevale amalfitano e la canzone di Zeza

28 Febbraio 2017, 12:13pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il vecchio Carnevale amalfitano e la canzone di Zeza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra  i ricordi amalfitani di un tempo che si fa sempre più lontano c'è il singolare e pittoresco funerale del Carnevale, condotto in ‘processione' in una cassa da morto scoperchiata mentre divorava spaghetti prendendoli con le mani da un pitale. Ci divertivamo da matti. Il "rito" - che ha avuto a protagonisti due mitici personaggi: Burdello e 'o Caporale - era strettamente legato alla Canzone di Zeza, che veniva cantata agli angoli delle vie e che non sarebbe male recuperare per tener viva la tradizione. Con Vicenzella che faceva l'occhio languido a Don Nicola: "Oi mamma mà' che veco! / Nn' è chillo Don Nicola? / Mò proprio sarrà asciuto dalla scola! / Si chillo me vulesse, / io me lo spusarrìa / e cchiù sotto de tata [cioè, il padre] nun starrìa". E questi che confessava di aver perso la testa per la ragazza: "... Pe' chesta faccia bella / nun trovo cchiù arricietto, / de lacreme aggio 'nfuso tutto lu lietto, / aggio pisciat' 'o lietto!". Intanto Zeza faceva la voce grossa al marito: "Sì pazzo si te cride / c'aggio 'a tenè 'nzerrata / chella povera figlia sfurtunata! / La voglio fà scialare / cu ciento nnammurate / cu prievete, signure e cu li surdate / pure cu 'e surdate!".
Il povero Pulcinella, costretto alla fine a dare il suo assenso al matrimonio, commentava amaramente: "Gnorsì songo contento, / maie cchiù io 'na parola / m' hanna cecà si 'a dico a don Nicola!.... / Ma vuie signori mieie / nun ve 'nzurate maie, / pecché cu 'na mogliera passate 'nu guaio!... / Passate 'nu guaio!". Un attento cultore di storia e tradizioni del territorio amalfitano, l'amico Salvatore D'Amato, dopo aver raccolto la testimonianza di un protagonista (Quirino D'Amato), scrisse (sul Foglio Costa d'Amalfi, febbraio 2000) che "la rappresentazione aveva inizio di sera, all'imbrunire, nella Piazza dello Spirito Santo, seguendo un percorso abituale contrassegnato da vigorose soste nelle varie osterie che si incontravano lungo la strada, e si portava a Piazza Flavio Gioia dove si concludeva con un'allegra quadriglia. La gente, sempre entusiasta, seguiva divertita ed attenta, formando nutriti turnielli, le scene a soggetto di Nicola Treglia (per molti anni l'esile e graziosa Zita - la figlia - detta anche Vicenzella), Vincenzo Livano (don Nicola), Emilio Proto (il padre - Pulcinella), Alfonso Cretella (Zeza - la madre), sostituiti, in seguito, alcuni di essi, da Giacomino e Antonio Milano e da Quirino D'Amato".
Sul sito del Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari si legge: "Il nome di Zeza è il diminutivo di Lucrezia, tipico nome nobiliare molto diffuso a Napoli fin dal 1400, ma nella rappresentazione Zeza è una contadina che, proprio per il rovesciamento dei ruoli ammesso durante il Carnevale, ha un nome appartenente a una classe sociale diversa dalla sua. E' comunque una intrigante e ruffiana, che fa in modo che la figlia si incontri e scambi la promessa di nozze con il pretendente, don Nicola Pacchesicco nella tradizione orale, e Tolle nella tradizione scritta. Don Nicola si presenta vestito di nero, con un libro in mano, dichiarandosi a volte abate e a volte studente in legge o dottore. Dal punto di vista storico Don Nicola esprime come studente una condizione di emarginazione che durò fino al 1800, ma rappresenta anche colui che sa scrivere e sa leggere. La maschera di dottore è tipica nelle mascherate del Carnevale perchè, nel rovesciamento dei valori, dice spropositi, fa morire gli ammalati e in molti casi opera il Carnevale moribondo, facendolo morire. Don Nicola, a una ennesima minaccia di Pulcinella, che lo caccia di casa avendolo sorpreso con sua figlia, ritorna armato di fucile e spara tra le gambe del suocero, che alla fine sarà costretto a dare il suo consenso alle nozze. [...] Nella canzone di Zeza Pulcinella è padre con tutte le negatività addossate al padre carnevalesco (geloso, vile, repressivo), ed è anche l'immagine del Carnevale stesso, al quale si fa il tradizionale funerale", come già detto.
IL VESCOVADO DI RAVELLO DI SIGISMONDO NASTRI

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Giallo sulla morte del tecnico del suono di Vasco Rossi trovato cadavere in una camera d'albergo di Bogotà in Colombia

28 Febbraio 2017, 12:00pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Giallo sulla morte del tecnico del suono di Vasco Rossi trovato cadavere in una camera d'albergo di Bogotà in Colombia

DI MORENA MOTTA 28/02/2017 - E' stato trovato morto in una camera di albergo di Bogotà, capitale della Colombia, il 50enne Andrea Durin, tecnico del suono di artisti italiani come Vasco Rossi, Nek, Laura Pausini e Franco Battiato. Durin, originario di Montelupo Fiorentino, sarebbe morto sei giorni fa, ma la notizia è arrivata alla famiglia solo domenica. Durin si trovava in Sudamerica per una vacanza, ha raccontato al Corriere della Sera il fratello Paolo, e sarebbe dovuto rientrare in Italia il 20 febbraio. Secondo quanto emerso sul corpo dell'uomo non erano presenti segni di violenza e per la Colombia la morte sarebbe da riferire a cause naturali.La famiglia tuttavia chiede maggiore chiarezza: "Mio fratello stava benissimo, non faceva uso di droghe ed era partito il 6 febbraio per una vacanza avventura in Honduras e Colombia", spiega ancora il fratello partito per Bogotà dove chiederà che siano effettuati maggiori esami prima del rientro in Italia della salma.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si finge nullatenente e non paga le tasse dell'ateneo, una giovane laureata in medicina. La 25enne appartiene ad una famiglia benestante di Torino

28 Febbraio 2017, 11:56am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si finge nullatenente e non paga le tasse dell'ateneo, una giovane laureata in medicina. La 25enne appartiene ad una famiglia benestante di Torino

DI MORENA MOTTA 28/02/2017 - Venticinque anni, laureata con ottimi voti alla Facoltà di Medicina di Torino, padre amministratore delegato di 4 società, madre manager aziendale, per risparmiare le tasse universitarie, dichiarava falsamente di non possedere alcun reddito. La Guardia di Finanza ha scoperto non solo che il neo medico ha un appartamento di proprietà nel quartiere Crocetta della Torino bene, ma che risulta a carico dei suoi genitori che sono più che benestanti. I due coniugi dichiarano, infatti, un reddito annuo complessivo di circa 100.000 euro e hanno dieci conti correnti, alcuni anche in valuta estera, un portafoglio titoli di tutto rilievo, una disponibilità finanziaria complessiva di oltre due milioni di euro. A tutto ciò si aggiunge il patrimonio immobiliare che ammonta a sei appartamenti e a un casolare di campagna di 270 metri quadri.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bambina gravemente malata salvata con un volo dell'Aeronautica da Olbia a Roma dove è stata ricoverata al Bambino Gesù

28 Febbraio 2017, 11:48am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bambina gravemente malata salvata con un volo dell'Aeronautica da Olbia a Roma dove è stata ricoverata al Bambino Gesù

DI MORENA MOTTA 28/02/2017 - Una bambina di 11 anni, in imminente pericolo di vita per una grave patologia, è stata trasportata da Olbia a Roma con un velivolo dell'Aeronautica Militare. L'aereo è decollato da Ciampino su richiesta della Prefettura di Nuoro. Una volta giunto nel capoluogo sardo ha imbarcato la giovane paziente e una equipe medica. Alle 22 è ripartito e dopo 50 minuti è giunto a Roma dove la bimba è stata trasportata all'ospedale "Bambino Gesù".

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Mugnano, simula l'impiccagione a 13 anni per postare la foto su Facebook: è ricoverato in gravi condizioni

27 Febbraio 2017, 09:28am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Mugnano, simula l'impiccagione a 13 anni per postare la foto su Facebook: è ricoverato in gravi condizioni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MUGNANO - Ha simulato la sua impiccagione con la cintura di un accappatoio per postare la foto su Facebook. Al centro di questa drammatica storia un ragazzino di soli 13 anni, residente a Mugnano. Il ragazzino è ora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Giuliano di Giugliano. I fatti si sono verificati sabato sera, in via Crispi, nell'appartamento degli zii del 13enne. Il ragazzo era in compagnia del cuginetto ed è ancora vivo solo grazie al tempestivo intervento della zia, che è riuscita a liberarlo dal cappio al collo. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

IL MATTINO.IT

I fatti si sono verificati sabato sera, in via Crispi, nell'appartamento degli zii del 13enne. Il ragazzo era in compagnia del cuginetto ed è ancora vivo solo grazie al tempestivo intervento della zia, che è riuscita a liberarlo dal cappio al collo. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, SPARATORIA FUORI DA UN LOCALE: QUATTRO FERITI, TRE SONO GRAVI

25 Febbraio 2017, 11:55am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, SPARATORIA FUORI DA UN LOCALE: QUATTRO FERITI, TRE SONO GRAVI

DI MICHELE PAPPACODA Spari nella notte fuori da un locale di piazzale Guglielmo Marconi, nel quartiere Eur a Roma. È accaduto intorno alle 4.40. Sul posto la polizia che indaga sulla vicenda. Quattro i feriti da colpi d'arma da fuoco di cui tre sarebbero in gravi condizioni, si tratta di tre romani e uno spagnolo. Sono in corso indagini per ricostruire l'accaduto e individuare i responsabili. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni. La lite è scoppiata, pare per futili motivi.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA VALERIO STAFFELLI, GRAVE LUTTO, È MORTO IL FRATELLO: "ALESSANDRO, ERI TROPPO GIOVANE PER SCAPPARE VIA"

25 Febbraio 2017, 11:50am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Gravissimo lutto per Valerio Staffelli, celebre inviato di "Striscia la Notizia".  È morto oggi il fratello Alessandro. Originario di Sesto San Giovanni (Milano), Alessandro, 51 anni, era un odontoiatra molto noto nella zona anche per le numerose iniziative benefiche che lo vedevano sempre in prima fila, dagli aiuti per i terremotati dell'Aquila (2009) a quelli dell'Emilia Romagna. La notizia della sua morte si è immediatamente diffusa sui social network, rilanciata soprattutto sulla pagina Facebook «Sei di Sesto se...». L'odontoiatra nel 2012 si era anche candidato come consigliere comunale con la lista "Sesto nel cuore".
 

Grazie a tutti per le condoglianze, mio fratello era un bravo medico e una brava persona, troppo giovane per "scappare" da qui. RIP Dando.😘

 «Grazie a tutti per le condoglianze - ha scritto Valerio Staffelli sui propri profili Twitter e Facebook - mio fratello era un bravo medico e una brava persona, troppo giovane per scappare da qui. RIP Dando». Centinaia, in poche ore, i messaggi di condoglianze. 
Valerio Staffelli

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