INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cento metri o poco più dall’uscita della discoteca Mya Clubbing al punto dove la morte ha portato via la giovane vita di Debora Menale. Centrata in pieno. La tragedia è arrivata con un’auto nera. Scaraventata in aria, un volo che si è concluso nel parabrezza di una vettura lasciata in sosta a qualche metro di distanza. Il violento impatto ha spento la vita della ragazza. La giovane parrucchiera di Gricignano, che anche attraverso il suo profilo Facebook appare come una ragazza per bene, una persona sana dagli occhi limpidi, uno spirito solare e forte, che ha percorso inconsapevole, quel Miglio Verde con la consapevolezza di dover vivere molti altri “domani”. Rideva. Lo hanno raccontato il fidanzato e gli amici ai carabinieri. Ma non perché aveva bevuto. Rideva per la felicità. A 26 anni, la ragazza era piena di una leggerezza nuova che nella sua vita stava riportando un po’ di serenità. Tre giorni prima, aveva avuto qualche dissenso con il fidanzato, Giuseppe Iameo. E su quella “scatola nera” delle nostre vite, che ora sono i social, aveva scritto «meglio libera che delusa». Un’amarezza che Debora già portava dentro di sé iper aver subìto un grave lutto: ad appena vent’anni aveva perso la madre, uccisa dal cancro. «Stasera seratone memorabile»: così aveva scritto su Fb il suo fidanzato qualche ora prima della tragedia che ha tagliato il respiro e commosso tutta Gricignano d’Aversa, un grappolo di case appoggiate alla città normanna dalla cento chiese. Giuseppe non vedeva l’ora di fare la pace con Debora. E pare proprio che l’altra sera i due siano tornati serenamente insieme. Debora, Giuseppe e gli altri amici della comitiva sono usciti dalla discoteca poco dopo le quattro e mezza sotto un cielo ancora notturno, rosso di sabbia portata dallo scirocco. Stanchi ma soddisfatti. La comitiva si è avviata verso le auto lasciate in sosta ai lati di questa mulattiera buia con buche enormi.La vettura di Debora era stata parcheggiata a cento metri dal locale, di fronte a un ristorante chiuso da ore. Accompagnata da qualche “buonanotte” e vista l’ora, le cinque meno venti, anche da qualche “buon giorno”. Debora ha percorso gli ultimi metri della sua vita. Perché a una manciata di secondi da lei, Giovanni Vitiello, 28 anni, idraulico di Giugliano alla guida di una Fiat Bravo con targa bulgara – individuata dal carabinieri della compagnia di Giugliano diretta dal capitano Antonio De Lise - lanciata a forte velocità in direzione di Aversa, stava per compiere il destino di Debora, e segnare il suo per sempre. Nemmeno una frenata. Un botto fortissimo, e un’ombra che “volava” via di lato. Lui invece ha tirato diritto.
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