Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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dI Michele Pappacoda Auguri di buon onomastico Antonio , che Sant' Antonio ti protegga sempre ovunque tu sia!!Il calendario dice che oggi è il tuo giorno, quindi ti auguro di trascorrere una stupenda e allegra giornata. Auguri... Sei un grande cognato e anche se siamo lontani ti voglio tanto bene Auguri!!!!!!
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BATTIPAGLIA. Incendio alla Sele Ambiente, nella zona industriale di Battipaglia. Nel primo pomeriggio, intorno alle 14 una colonna di fumo alta 30 metri si è innalzata da un deposito di stoccaggio e smaltimento rifiuti della società Sele ambiente.
Sul posto i carabinieri della compagnia di Battipaglia, insieme alla municipale, alla polizia, ai vigili del fuoco ed alla protezione ambientale. Ancora sconosciuta la causa scatenante del rogo.
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DI MICHELE PAPPACODA 10/06/2017 - Si sarebbe reso responsabile di ripetuti atti di violenza nei confronti della sua compagna di origine romena e della figlia, minore, della donna. Gli agenti del Commissariato di Taurianova hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare personale, che prevede l'allontanamento dalla casa familiare, nei confronti di uomo di 33 anni, del luogo. Il provvedimento, emesso dall'autorità giudiziaria di Palmi, è stato disposto a conclusione di un'attività di indagine andata avanti per qualche tempo. Al trentatreenne è stato anche imposto di non avvicinarsi nei luoghi che risultano abitualmente frequentati dalla due vittime.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/06/2017 - Il cadavere parzialmente carbonizzato di un giovane è stato ritrovato ieri sera nelle campagne di Rosolini al confine con Ispica, nel siracusano. A dare l'allarme è stato un pastore. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di Noto che stanno cercando di capire cosa sia successo. Sul corpo non sembrano esserci segni di violenza e gli investigatori escludono possa trattarsi di omicidio, ipotizzando un incidente.
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DI MORENA MOTTA Il bimbo muore a causa di ripetuti attacchi epilettici dopo che i medici li avevano rassicurati di non preoccuparsi. Il piccolo Noa Williams dall'età di un anno ha iniziato a soffrire di forti attacchi di epilessia. I genitori hanno così consultato diversi pareri medici, ma tutti hanno risposto loro che con il tempo sarebbero passati fino a scomparire all'età di 6 anni. I genitori però erano sempre più preoccupati dopo che le condizioni del piccolo sembravano peggiorare: «Le crisi aumentavano», ha dichiarato il padre del piccolo, « e noi non sapevamo più come gestirle». Poi una notte, nel silenzio della casa, l'uomo ha controllato la cameretta di Noa per scoprire che il piccolo era morto nel sonno. Quando nell'ottobre del 2015 il padre ha notato il corpicino pieno di macchie viola e privo di sensi ha subito chiamato i soccorsi ma purtroppo non c'è stato nulla da fare.
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DI MORENA MOTTA Pyongyang ha lanciato una raffica di missili (probabilmente missili da crociera terra aria) al largo della costa orientale, nella zona di Wonsan. Lo confermano gli stati maggiori riuniti della Corea del Sud. I missili a corto raggio hanno viaggiato per 200 chilometri prima di precipitare in mare.Il ministro degli esteri giapponese Fumio Kishida ha precisato che il nuovo lancio non ha avuto alcuna conseguenza per la sicurezza nazionale e che i missili non hanno raggiunto la sua zona economica esclusiva. Tokyo tuttavia «rimarrà in stato di elevata allerta.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Non pioveva da mesi, nelle zone circostanti Città del Capo, in Sudafrica. E conoscendo il clima della zona, la tragedia sembra annunciata: una tempesta ha causato la morte di otto persone, oltre a provocare danni ingenti. L'inverno si è abbattuto duramente sulla città e la tempesta, proveniente dall'Oceano Atlantico, ha investito tutte le zone a ridosso della costa. Come riporta la BBC, tra le otto vittime ci sarebbe una famiglia di quattro persone, morta in seguito a un incendio provocato da un fulmine. I meteorologi e i media sudafricani non hanno dubbi: «Si tratta della peggior tempesta degli ultimi 30 anni». Sono diversi i feriti, molti dei quali colpiti da detriti o macerie delle case scoperchiate dal forte vento.
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INSEIRITO DA MICHELE PAPPACODA I soliti sospetti. Volti noti, allevati nei più prevedibili ghetti di periferia, già segnalati come estremisti a Scotland Yard o all'intelligence, addirittura messisi in mostra in un documentario televisivo con tanto di bandiera nera dell'Isis sventolata in faccia a un bobby. Per i tabloid sono «mostri», ma non vengono da nessun mondo sconosciuto i tre tagliagole che sabato hanno macchiato di nuovo di sangue Londra, fra London Bridge e Borough Market, investendo pedoni e accoltellando gente a caso, con un'espressione negli occhi che una testimone ha descritto «da fuori di testa», prima di essere infine abbattuti dal fuoco incrociato di otto agenti. Le loro identità sono state individuate dalla polizia britannica nel giro di poche ore. E dopo il riserbo investigativo rispettato fino a ieri per non compromettere la caccia a potenziali complici o fiancheggiatori, i nomi iniziano a essere di pubblico dominio. Certi quelli di Khuram Butt e Rachid Redouane. Frutto per ora di indiscrezioni dei media quello di Mohammed Shamsuddin. Il capo, a quanto risulta, era Butt, 27enne figlio di pachistani, ma cresciuto a Londra e tifoso di quell'Arsenal con la cui maglia addosso è morto sabato dopo aver stroncato un pò di vite altrui. Mentre di Redouane, si sa che dichiarava origini marocchine e libiche, aveva anche una falsa identità (Rachid Elkhdar) e forse un documento emesso in Irlanda, dove potrebbe aver vissuto per un periodo. IL DOC DI CHANNEL 4 "THE JIHADIST NEXT DOOR" (LO JIHADISTA DELLA PORTA ACCANTO)
Le loro radici vere sono comunque a Barking, fra i sobborghi più turbolenti alle propaggini est della Grande Londra, dove convivono (male) comunità di britannici di origine varia. Il personaggio più significativo sembra essere Butt. È lui quello che compare (assieme al terzo uomo il cui nome non è stato ancora confermato dalle autorità) in un documentario girato tempo addietro da Channel 4, intitolato 'Il jihadista della porta accanto'. La scena è surreale: con quel vessillo dell'Isis srotolato in mezzo a Regent's Park, fra slogan e scampoli di predicazione contro gli omosessuali, la vendita di alcol e gli adulteri «da lapidare» interrotta da uno spaesato agente. Oggi Mark Rowley, capo dell'antiterrorismo di Scotland Yard, ammette che quel giovane era nei radar dell'intelligence, ma che non se conoscevano progetti di attentato. Mentre Redouane, ufficialmente pasticcere, non risulterebbe nelle liste degli individui sotto sorveglianza. E tuttavia appare difficile parlare dell'episodio di sabato come di un raptus o d'un epilogo a sorpresa.NON SI NASCONDEVA Butt, noto anche come Abu o Abs, non faceva nulla per nascondersi, come i suoi compari. Orfano di padre a 8 anni, fratello a quanto pare di un riservista dell'esercito di Sua Maestà, risulta aver lavorato saltuariamente in una stazione della metropolitana e in un paio di fast food. Ma anche essere stato cacciato da una moschea di Barking dopo aver contestato l'imam locale e proclamato che votare in Gran Bretagna era «non islamico». Non solo. Al di là della comparsata in video, era stato segnalato da diversi vicini per i toni estremisti delle sue conversazioni, persino per aver cercato di convertire dei bambini in un giardino di quartiere. E a denunciare quest'ultimo episodio, ben due anni fa, era stata una donna italiana, Erica Gasparri, madre di tre figlie. Ma sia le chiamate alle linee di emergenza istituite ad hoc sia i contatti con la polizia erano rimasti senza seguito. E Khuram, alias Abs, aveva continuato nel suo percorso di radicalizzazione, abbeverandosi secondo un amico al verbo di Ahmad Musa Jibri, famigerato predicatore dell'odio di base negli Usa, attraverso video postati su YouTube.BUFERA SUI SERVIZI SEGRETI In queste ore la domanda che riecheggia è una: perché? Perché non é stato fermato? Torna così la polemica sugli apparati di sicurezza, ma anche sulle possibili 'colpe' della politica, amplificata nel Regno Unito da una campagna elettorale agli sgoccioli in vista del voto dell'8 giugno. È il modello britannico del 'vivi e lascia vivere' (pur rivelatosi spesso più pragmaticamente efficace del centralismo francese) a mostrare la corda? Sono gli 007 ad aver fallito? O magari il problema vero é la mancanza di poliziotti, dopo i tagli degli organici imposti dai dogmi dell'austerità e rinfacciati ora alla premier Tory, Theresa May, ex ministro dell'Interno di lungo corso. Forse la risposta non é univoca. Il risultato, in ogni modo, sono altri sette morti innocenti e una cinquantina di feriti.
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DI MORENA MOTTA 05/06/2017 - "Sei entrata nel 'Blue Whale'", adesso "non puoi ritirati" e "l'ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto". Sono le indicazioni date da a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di una ragazza sulla partecipazione di una sua amica alla pratica del 'Blue Whale'. Dall'esame dello smartphone della 16enne la polizia postale ha trovato la chat che istigava la ragazza al suicidio, confermandole che era entrata nel Blue Whale e che il passo successivo era togliersi la vita. Al 16enne calabrese la polizia postale ha notificato la denuncia nei suoi confronti ha eseguito, su disposizione della Procura per i minorenni, una perquisizione e sequestrati dispositivi per accertare se ha effettuato altri 'adescamenti' del genere. Il 16enne ha ammesso contatti e partecipazione al Blue Whale', dicendo di essere stato iniziato su Instagram.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Prima il tifo e la delusione, poi il panico improvviso e la paura. È una notte di caos e feriti, una notte da dimenticare quella di piazza San Carlo, nel pieno centro di una Torino vestita di bianconero per seguire dai maxischermi la Juventus nella finale Champions di Cardiff. Circa mille persone sono rimaste ferite nella calca seguita a un falso allarme durante la finale di Champions trasmessa sui maxischermi: almeno sette in codice rosso; i più gravi un bimbo e una ragazza. Il panico potrebbe essere stato causato da un petardo. «Sembrava di stare all'Heysel», racconta un anziano tifoso. Arrestati due sciacalli che rovistavano tra le cose abbandonate nella fuga. Revocata la domenica ecologica prevista per oggi in città.Quando la squadra di Allegri aveva già ceduto il passo al Real Madrid, e la piazza abbandonato la speranza, all'improvviso il caos. «Urlavano e spingevano, ed è cominciato un fuggi fuggi generale», dicono alcuni testimoni, alimentando le prime ricostruzioni che parlavano di falso allarme attentato. «Sembrava di stare all'Heysel», l'oscuro pensiero di un anziano tifoso juventino presente in piazza, di fronte a quella folle che barcolla e poi dilaga, persona sopra persona.
La dinamica e le prime testimonianze hanno subito fatto pensare all'equivoco terrorismo, qualcuno che ha urlato creando l'impressione di un attentato, fino a risvegliare gli incubi inconsci nei giorni del terrore globale. Poi, è emersa la dinamica: un petardo, «forse fatto esplodere in modo incosciente, ha scatenato il panico», spiega il questore di Torino, Angelo Sanna. La gente ha iniziato a correre e, nella calca, è venuta giù la ringhiera di una scala del parcheggio sotterraneo. «Solo panico, non c'è altro che possa far pensare a qualcosa di diverso», precisa il questore dalla sala operativa di corso Vinzaglio.
Pochi secondo e la psicosi si diffonde per tutta la piazza, da sempre il "salotto buono" di Torino. Lì in migliaia erano arrivati tifosi da tutte le città italiane, Torino ma anche Verona, Trieste, Milano. E l'effetto dell'onda in preda al panico è stato terribile. Dal Bataclan al concerto di Manchester, passando per l'attentato sventato a Saint Denis nella notte di terrore a Parigi, nessuno è escluso dalla psicosi attentati. Di fatto, poco dopo il terzo gol del Real, all'improvviso, la gente ha iniziato a spingersi, travolgendo le transenne e iniziando a correre lungo le vie limitrofe. La maggior parte delle persone ha cominciato a correre lungo via Roma, verso la stazione di Torino Porta Nuova. Subito i vigili del fuoco e le forze di sicurezza schierate in strada hanno provato a riportare la calma, e sul posto sono arrivate numerose ambulanze, segno evidente che la calca aveva travolto persone.
Attorno alle 23, piazza San Carlo si era completamente svuotata, mentre le sirene continuavano a far sentire il loro suono, e la polizia cercava di capire. La questura ha subito cominciato a esaminare i filmati delle telecamere di sicurezza presenti nella zona. «La causa di fondo è il panico, per capire che cosa l'abbia scatenato bisogna aspettare», afferma il prefetto di Torino, Renato Saccone, che ha raggiunto piazza San Carlo per rendersi conto di persona di quanto accaduto.
I carabinieri hanno arrestato due sciacalli, sorpresi a rovistare tra le borse e gli zaini abbandonati dalle persone in fuga. Tutte le caserme dell'Arma sono aperte e a disposizione della cittadinanza per assistenza e informazioni. «Sono scossa per quanto successo», twitta la sindaca di Torino Chiara Appendino da Cardiff. Da dove arriva anche «la solidarietà» del presidente della Juve, Andrea Agnelli.