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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA In carcere da innocente per 22 anni, Giuseppe Gulotta chiede oltre 66 milioni di euro di risarcimento

26 Gennaio 2019, 08:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA In carcere da innocente per 22 anni, Giuseppe Gulotta chiede oltre 66 milioni di euro di risarcimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha passato 22 anni in carcere da innocente, ora Giuseppe Gulotta chiede oltre 66 milioni di euro di risarcimento. È stato vittima di un errore giudiziario per l'omicidio di due giovani carabinieri della caserma di Alcamo Marina del 26 gennaio del 1976. Arrestato e condannato all'ergastolo, quando aveva 18 anni, venne assolto dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria, dopo una lunga serie di processi e 22 anni passati dietro le sbarre. «I giudici stabilirono che la confessione venne estorta e gli venne riconosciuto un risarcimento di sei milioni e mezzo di euro» dice all'Adnkronos l'avvocato Baldassare Lauria, spiegando che il ragionamento della Corte è che «possono liquidare soltanto l'indennizzo per i giorni che Gulotta ha espiato in maniera indebita». «A ben vedere il giudice se gli portano un verbale falso sbaglia ma non è colpa sua. Compie un errore solo perché altri hanno fatto qualcosa che non dovevano». «Per quanto riguarda l'atto illecito, compiuto dai carabinieri, sosteneva la Corte di Reggio - spiega il legale -, non può essere la magistratura: il loro errore è legato a condotte illecite di altri». C'è, poi, un secondo pilastro che è l'azione risarcitoria. «L'Italia nel 1984 firmò la convenzione di New York per la prevenzione della tortura in cui si impegnava a codificare il reato e, quindi, a predisporre una serie di strumenti per prevenirla. Ma è stato codificato soltanto nel 2016, cioè, a una distanza siderale rispetto all'84 - denuncia l'avvocato -. Nelle more è intervenuta anche la Corte europea dei diritti dell'uomo in merito ai fatti di Genova, condannando l'Italia per non aver previsto strumenti di prevenzione e il reato di tortura». L'azione ha, quindi, due destinatari. Da un lato, conclude l'avvocato, «l'Arma e dall'altro la Presidenza del Consiglio dei Ministri in quanto rappresentante dello Stato che ha omesso di adempiere agli ordini internazionali». «OLTRE MILLE RISARCITI, MA INNOCENTI IN CARCERE SONO MOLTI DI PIU» «In Italia oltre mille casi all'anno di innocenti, finiti in carcere che vengono risarciti, ma in realtà sono molti di più». A denunciarlo, parlando con l'Adnkronos sono Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, fondatori del sito 'errorigiudiziari.com', il primo e più grande archivio online con tutti i casi. «Sulla base degli ultimi dati, che vanno dal '92 alla fine dell'anno scorso, i casi sono oltre 27mila e 200». Per i risarcimenti lo «Stato ha speso fino a oggi oltre 700 milioni di euro», pari a circa «28-30 milioni di euro in media ogni anno». «Negli ultimi anni, i fondi stanziati per questa voce di bilancio sono stati sempre di meno - spiegano -. Anche per questo è invalsa la prassi di una maggiore severità nella valutazione delle domande di risarcimento. Questo significa che del totale delle domande presentate, solo la metà viene accolta. Quindi la media di mille è probabilmente bassa, sono in realtà almeno il doppio». Quando si parla di innocenti in carcere bisogna distinguere tra ingiuste detenzioni ed errori giudiziari. «L'errore giudiziario è quello di Giuseppe Gulotta, che è stato condannato con sentenza definitiva, ma alla fine con un processo di revisione è stato assolto». La stragrande maggioranza di casi in Italia è fatta da ingiuste detenzioni. «Si tratta di persone che finiscono in custodia cautelare, in carcere o agli arresti domiciliari, e poi, invece, risultano innocenti perché archiviati o assolti».

LEGGO.IT 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo nel pozzo, Julen è morto, il piccolo non ce l'ha fatta. Il suo corpo trovato nella notte senza vita dai soccorritori

26 Gennaio 2019, 08:45am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo nel pozzo, Julen è morto, il piccolo non ce l'ha fatta. Il suo corpo trovato nella notte senza vita dai soccorritori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Julen non ce l'ha fatta. Il bambino spagnolo di due anni è stato ritrovato morto nella notte tra venerdì e sabato, quando erano circa le 1.25. Le speranze di trovare Julen ancora vivo erano ormai ridotte al lumicino, anche perché il bambino non dava segnali di vita da diverse ore. I lavori per raggiungere il bambino sono andati avanti a oltranza nonostante il calare della notte. Mancavano, infatti, pochissimi centimetri per raggiungere Julen, il bimbo di due anni caduto in un pozzo a Totalàn, nei dintorni di Malaga il 13 gennaio. Per raggiungerlo si era ricorsi anche ad un'ennesima esplosione, la quarta,  avvenuta dopo aver già raggiunto i 3,35 metri sui 3,8 di distanza tra i minatori e il piccolo dentro al tunnel scavato. Ora sono è in corso il recupero del corpo di Julen, dopo l'arrivo dell'autorizzazione necessaria. 

Le squadre di soccorso hanno lavorato con estrema lentezza per le difficoltà dovute al terreno duro e in alcuni tratti roccioso. Il tunnel parallelo serviva a raggiungere il punto dove effettivamente poi è stato trovato Julen.

La Spagna è in lutto, si susseguono i messaggi di cordoglio ai genitori del piccolo, mentre tutti i più importanti esponenti politici spagnoli esprimono il loro dispiacere sulle varie piattaforme dei social media. 

LA DIRETTA DI "EL PAIS"

Il dramma dei genitori di Julen tra bufale e polemiche: «Neanche Dio può perdonarvi»


 


LA CRONACA DELLA NOTTE

Una trentina di persone tengono al caldo e sostengono i genitori di Julen all'interno della casa che un vicino del comune ha dato loro per rimanere fino a quando non si verifica il salvataggio. Inoltre, un paio di agenti della Guardia Civil rimangono nelle vicinanze della proprietà con un'auto ufficiale sulla porta. La famiglia ha un supporto di un team di psicologi per cercare di controllare e regolare le proprie emozioni di fronte all'incertezza dell'esito dei soccorsi.
 


GLI 8 «ANGELI MINATORI»: Sergio Tuñón, Lazaro Gutierrez Alves, Maudilio Suarez, Jose Antonio Huerta Lamuño, Adrián Fernández Villarroel, Jesus Alfonso Fernandez Prado, Ruben Garcia Ares.
 


Il portavoce della Guardia Civil Jorge Martin ha spiegato che per aprire un varco in alcune zone rocciose è stato necessario far brillare quattro micro cariche di dinamite e che ogni esplosione ha bisogno di almeno un'ora e mezzo di preparazione e di un'altra mezzora per garantire il ricambio d'aria in modo da consentire la discesa dei soccorritori: otto minatori arrivati dalle Asturie che comunque devono lavorare con le bombole di ossigeno. La perforazione della galleria è la parte più pericolosa dell'operazione di recupero e Martin non ha fatto previsioni sui tempi limitandosi a constatare che «La montagna comanda sul nostro lavoro».
 


Due giorni fa era stato completato il tunnel verticale parallelo a quello dove si trova il bimbo e rivestito di tubi d'acciaio per evitare le frane e agevolare le operazioni di recupero. La Spagna rimane con il fiato sospeso ma le speranze di trovare il piccolo in vita sono praticamente nulle anche se nessuno ha azzardato pubblicamente ipotesi. L'angoscia è divenuta intollerabile per papà Josè e mamma Vicky che hanno già perduto due anni fa il primogenito, Oliver, colpito da un infarto mentre giocava in spiaggia. E resta il fatto che si procede a tentoni perché la posizione del bambino non è mai stata localizzata con certezza. Per di più i minatori sono sotto tensione per «l'attenzione mediatica», ha detto Juan Lopez-Escobar, delegato del Collegio degli ingegneri minerari del Sud a Malaga. A Totalàn si continua comunque a lavorare senza sosta. Al calar del sole sono stati accesi i riflettori e non è escluso che in nottata si arrivi finalmente a Julen. 
 

  di Simone Pierini LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caritas dice no al Decreto Salvini, Gualzetti: “Continueremo a ospitare i migranti a nostre spese

24 Gennaio 2019, 07:58am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caritas dice no al Decreto Salvini, Gualzetti: “Continueremo a ospitare i migranti a nostre spese

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Caritas dice no al Decreto Salvini, “Continueremo a ospitare i migranti a nostre spese”. Lo assicura il lecchese Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. Le Caritas della Lombardia dicono no al decreto Salvini: non allontaneranno dai centri di accoglienza i migranti che ne perderanno il diritto, in applicazione del cosiddetto Decreto Salvini. A provvedere alla cura dei migranti ci penseranno gli organismi ecclesiali che si faranno carico delle spese. I soggetti interessati “La decisione, comunicata ieri dal direttore della Caritas Ambrosiana e delegato regionale Luciano Gualzetti, durante il convegno organizzato con l’associazione “Città dell’uomo” riguarderà, in particolare, i titolari di permesso per motivi umanitari e coloro che riceveranno il nuovo permesso per protezione speciale che non potrebbero più essere accolti nel nuovo sistema di accoglienza (ex Sprar). L’impegno di Caritas continua Si stima che saranno quindi almeno 500 gli ospiti che beneficeranno di questa scelta e che, diversamente, secondo il nuovo provvedimento del governo tradotto nella legge 132/18, sarebbero usciti dal sistema di protezione”, dicono da Caritas. Inoltre, il direttore Gualzetti ha anche annunciato che “se le Caritas diocesane parteciperanno alle nuove convezioni con le prefetture, continueranno in ogni caso a garantire, sempre a proprie spese, i percorsi di integrazione avviati: corsi professionali, tirocini in azienda. In più, continuerà l’impegno, con Caritas Italiana, per incrementare il numero degli ospiti accolti attraverso i canali umanitari, che consentono ai migranti in condizione di grave vulnerabilità di giungere nel nostro Paese senza dover affrontare i rischi delle traversate del Mediterraneo gestite dagli scafisti”, proseguono da Caritas. Per il bene dei nostri ospiti e delle comunità «Rispettiamo le istituzioni e collaboriamo lealmente con loro, ma in questo caso la nostra coscienza ci impone di andare oltre quanto previsto dallo Stato, per il bene dei nostri ospiti, ma anche delle comunità che le accolgono, che si troverebbero a fare i conti con migranti abbandonati a loro stessi e quindi facile preda dei circuiti irregolari, dentro i quali si annida ogni cosa», sottolinea Gualzetti. I numeri dell’accoglienza Caritas in Lombardia Su 26.864 ospiti complessivi accolti in Lombardia, attualmente sono 4.514 i migranti presenti nelle strutture delle dieci diocesi lombarde. Di questi 3.129 si trovano nei Centri di accoglienza straordinaria gestiti in convezione con le Prefetture, 847 negli Sprar dei Comuni, 163 nel centri per minori stranieri non accompagnati. Oltre la metà, 2293, sono presenti nella rete di accoglienza diffusa della Diocesi di Milano. 1204 nella Diocesi di Bergamo. Il resto nelle diocesi di Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, Vigevano.

IL GIORNALE DI LECCO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Per chi convive niente Comunione e nemmeno il funerale Nel Bresciano fa scalpore una scritta apparsa su un volantino distribuito in chiesa.

24 Gennaio 2019, 07:43am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Per chi convive niente Comunione e nemmeno il funerale Nel Bresciano fa scalpore una scritta apparsa su un volantino distribuito in chiesa.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La frase è una di quelle che di certo non passano inosservate ed è stata inserita in fondo a una comunicazione distribuita in chiesa. E’ accaduto a Rudiano, nel Bresciano. Niente funerale, comunione e riconciliazione Come riporta il nostro portale BresciaSettegiorni.it, la scritta della discordia è apparsa sul volantino con gli appuntamenti settimanali: “Ricordo che per chi convive non si può fare la comunione perché vivendo in uno stato di peccato non ci si può accostare al sacramento della riconciliazione e per lo stesso motivo non si può fare neanche il funerale”. Polemiche nella piazza virtuale e reale La postilla, come era immaginabile, ha alzato un polverone sia sui social che sul sagrato della chiesa. In particolare da parte di moltissimi rudianesi che non hanno gradito le parole del parroco e ora vorrebbero chiarimenti.

giornaledilecco.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SPECIALE NEVE. ECCO LE REGIONI E CITTA' COLPITE TRA POCO NELLE PROSSIME 48 ORE

23 Gennaio 2019, 13:08pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SPECIALE NEVE. ECCO LE  REGIONI E CITTA' COLPITE TRA POCO NELLE  PROSSIME 48 ORE
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SPECIALE NEVE. ECCO LE  REGIONI E CITTA' COLPITE TRA POCO NELLE  PROSSIME 48 ORE

PROPOSTO DA ANTONIO MOLINO Siamo entrati nel vivo del peggioramento prettamente di stampo INVERNALE a causa di ARIA POLARE che dal Nord Europa sta raggiungendo l'Italia con un crollo delle temperature accompagnato da raffiche di vento sempre più intense determinate dal CICLONE MEDITERRANEO (MEDICANE) in approfondimento in queste ore. E' già nevicato in pianura su Toscana, Emilia-Romagna e Triveneto (evento raro) ma siamo solo all'inizio. Cosa sta dunque per accadere?

Il cielo sarà spesso nuvoloso al Centro-Nord con pochi spazi soleggiati. Fino al primo pomeriggio, avremo deboli precipitazioni nevose in Piemonte (dai 50 m.), ma anche in Friuli Venezia Giulia (fino in pianura, a Trieste), in Toscana (in collina dai 300 m.), sull'Appennino umbro, laziale e marchigiano dai 500 metri. Precipitazioni miste a neve invece a Genova (riviera ligure di levante), nevose fin quasi sulle coste toscane e laziali. Più stabile il tempo invece al Sud.

Situazione in atto a Trieste - NEVESituazione in atto a Trieste - NEVEDal tardo pomeriggio, l'ulteriore abbassamento termico e l'arrivo di altra aria instabile in quota provocherà un netto peggioramento. Ci attendiamo quindi altri fenomeni nevosi in pianura su Piemonte, bassa Lombardia, Emilia Romagna (non sulle coste adriatiche), basso Veneto e settori interni di Toscana e Umbria. Piogge invece in Sardegna, Lazio, Campania e Sicilia settentrionale. Tra stasera e la prossima notte neve ancora protagonista su Piemonte (Torino, Cuneo, Asti), ma fiocchi anche in Lombardia (Milano, Pavia, Crema). La dama bianca si farà vedere anche sull'Emilia-Romagna, qui con accumuli più consistenti (superiori a 10/12 cm).

Nella giornata di Giovedì 24 altri fiocchi bianchi in pianura al mattino su Emilia Romagna (specie settori meridionali) e alta Toscana. Dal pomeriggio miglioramento delle condizioni con cielo parzialmente nuvoloso al Nord, mentre nevicherà ulteriormente al Centro-Sud, sull'Appennino, dai 600 metri, con accumuli anche superiori ai 50 cm. Prestare PARTICOLARE ATTENZIONE ad Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata. Neve su città come L'Aquila, Potenza e Campobasso.

Venerdì 25 intenso MALTEMPO INVERNALE con NEVE FORTE al Centro-Sud, ma in collina a partire dai 500 metri, poi in serata in calo a 200 mt. Prevediamo accumuli fino a 20 cm a Campobasso, 30 cm a Potenza, altrove tra i 3 e i 15 cm. Possibili temporali e bufere a causa dei venti che potranno raggiungere i 100 km/h. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "I medici campani hanno preso soldi da case farmaceutiche" Il Codacons diffida gli ordini e invita i camici bianchi ad informare i propri pazienti

23 Gennaio 2019, 11:30am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "I medici campani hanno preso soldi da case farmaceutiche" Il Codacons diffida gli ordini e invita i camici bianchi ad informare i propri pazienti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diffidati gli ordini dei medici di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e Napoli a obbligare i camici bianchi ad informare i propri pazienti circa i rapporti con aziende farmaceutiche... Il Codacons ha inviato una diffida agli Ordini dei medici di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e Napoli, volta a garantire la trasparenza in favore dei cittadini e rendere noti i rapporti tra i camici bianchi operanti in Campania e le aziende farmaceutiche, e ha pubblicato sul proprio sito internet la lista dei medici e delle fondazioni/università/istituti della regione che hanno ricevuto soldi dalle multinazionali dei farmaci. Da oggi tutti i cittadini residenti in Campania possono verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dalle aziende produttrici di farmaci, grazie all’elenco pubblicato sul sito www.codacons.it contenente tutti i nomi dei medici “finanziati” – spiega l’associazione – Finanziamenti che, pur essendo forse pienamente legittimi, devono essere chiaramente dichiarati, comprensivi delle loro finalità, in modo da garantire piena trasparenza agli utenti. In tal senso abbiamo deciso di diffidare gli Ordini dei medici provinciali affinché dispongano in capo ai camici bianchi della regione l’obbligo di indicare all’interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci. E chiederemo alla Guardia di Finanza di verificare se tali entrate siano state regolarmente dichiarate ai fini fiscali. Ciò nel rispetto del Codice etico dei professionisti e allo scopo di garantire piena trasparenza ai cittadini i quali – afferma il Codacons - quando si rivolgono ad un medico e ricevono ricette per l’acquisto di farmaci, devono poter conoscere i rapporti esistenti tra lo stesso professionista e le aziende che producono i medicinali da lui prescritti. Tutti i cittadini della regione possono intanto verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dall’industria del farmaco visionando l’apposito elenco pubblicato alla pagina http://(https://codacons.it/ecco-la-lista-dei-medici-italiani-e-delle-fondazioni-universita-finanziati-dalla-glaxo-smith-kline-nel-2015-2016-e-2017/).

FONTE OTTOPAGINE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Segue, trascina una donna in un vicolo e tenta di violentarla Momenti di terrore a Napoli. Arrestato un nigeriano di 41 anni

23 Gennaio 2019, 11:29am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Segue, trascina una donna in un vicolo e tenta di violentarla Momenti di terrore a Napoli. Arrestato un nigeriano di 41 anni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Raggiunto e bloccato, gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno dovuto sottrarlo ad una folla di persone intervenute per aggredirlo... Napoli. E' stata seguita da un uomo, afferrata con violenza alle spalle, toccata nelle parti intime e trascinata con forza in un vicolo. Brutta avventura per una donna a Napoli, vittima di un agguato da parte di un cittadino nigeriano di 41 anni, mentre stava tranquillamente facendo ritorno a casa. E' successo intorno alla 20.30 di ieri al vicolo di via A. Poerio. La donna è riuscita è liberarsi dall'uomo solo grazie all'intervento della Polizia, fortunatamente di passaggio in quel momento nella zona. Gli agenti hanno notato la scena e sentito le urla di disperazione della poverina. Scesi dalla Volante, i poliziotti hanno inseguito l’uomo, che nel frattempo aveva lasciato la sua vittima a terra per darsi alla fuga. Raggiunto e bloccato, gli agenti hanno dovuto sottrarlo ad una folla di persone inferocite. Ha rischiato il linciaggio. L’uomo, sbarcato a Lampedusa nel 2008, ha presentato negli anni diverse richieste di protezione internazionale. Da stanotte è ospite della Casa Circondariale di Poggioreale. Dovrà rispondere del reato di violenza sessuale.

DI GIANNI VIGOROSO FONTE OTTOPAGINE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sta arrivando la neve anche in pianura. E sulle coste anche burrasche e mareggiate

23 Gennaio 2019, 11:29am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sta arrivando la neve anche in pianura. E sulle coste anche burrasche e mareggiate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un nuovo impulso perturbato di origine nord-atlantica già a partiredalle prime ore della giornata di domani raggiungerà le regioni settentrionali dell'Italia, specialmente quelle di ponente, e si estenderà gradualmente su quelle del Centro nel corso del pomeriggio-sera. Le precipitazioni saranno a prevalente carattere nevoso al nord e i venti, in progressiva intensificazione, saranno particolarmente forti su Liguria e Sardegna. Lo fa sapere il Dipartimento della Protezione Civile che ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse, con allerta gialla sul settore orientale dell'Umbria, sul Lazio, sull'Abruzzo, su buona parte del Molise, sul versante tirrenico della Campania, sul settore occidentale della Basilicata, sul versante settentrionale tirrenico della Calabria.

Neve a Roma, la città si prepara: cosa dicono le previsioni


In particolare dal primo mattino di domani, mercoledì 23 gennaio,nevicate da sparse a diffuse a quote al di sopra di 200 metri e con sconfinamenti sino in pianura su Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, in estensione al Veneto, con apporti al suolo da deboli a moderati, fino a localmente abbondanti su Piemonte meridionale, Liguria ed Emilia-Romagna.

Dalla mattinata di domani si prevede inoltre il persistere di nevicate sparse sulla Toscana a quote superiori a 300 metri e con apporti al suolo da deboli a moderati e, dal tardo pomeriggio-sera, attese nevicate da sparse a diffuse, a quote superiori a 300 metri sulla Sardegna, con apporti al suolo da moderati a localmente abbondanti. Sempre dalla mattinata di domani previsto vento da forte a burrasca dai quadranti settentrionali sulla Liguria, in estensione alla Sardegna e dal pomeriggio-sera vento da forte a burrasca da nord-est sul Veneto, con mareggiate lungo le coste esposte.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALLERTA METEO UFFICIALE DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE NEVE E MALTEMPO, ECCO IL TESTO

22 Gennaio 2019, 09:57am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALLERTA METEO UFFICIALE DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE NEVE E MALTEMPO, ECCO IL TESTO

DI MICHELE PAPPACODA Comunicati Stampa Maltempo: neve al Centro fino a quote basse e pioggia su Lazio e Campania Allerta gialla su Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria La presenza di un’ampia perturbazione sui settori centro-orientali dell’Europa causa la discesa di impulsi instabili da latitudini settentrionali verso l’area mediterranea, determinando, a partire da oggi, la formazione sui mari occidentali italiani di aree di bassa pressione tipicamente invernali, associate a precipitazioni che interesseranno principalmente il centro-sud, con nevicate a quote basse sulle zone interne del centro, mentre le coste tirreniche saranno interessate da piogge e temporali sparsi. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso prevede dalla tarda serata di oggi, lunedì 21 gennaio, nevicate da sparse a diffuse fino a quote di 600-800 metri sull’Abruzzo e 300-500 metri su Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria, in abbassamento nel corso della giornata di domani, martedì 22 gennaio, fino a quote di pianura, sulle zone interne di Toscana, Marche e Umbria, con apporti al suolo moderati. Dalla tarda serata di oggi, lunedì 21 gennaio, si prevedono inoltre precipitazioni sparse, anche a carattere temporalesco, su Lazio e Campania. Sui settori settentrionali e orientali del Lazio le precipitazioni risulteranno nevose al di sopra dei 300-600 metri. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, martedì 22 gennaio, allerta gialla sul settore orientale delle Marche, sul Lazio, sull’Abruzzo, sul versante tirrenico della Campania, sul settore occidentale della Basilicata, sui versanti tirrenico e ionico meridionale della Calabria. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Altivole Vicenza Operaia 30enne s'impiglia nel macchinario, batte la testa: grave all'ospedale

22 Gennaio 2019, 08:21am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Altivole Vicenza Operaia 30enne s'impiglia nel macchinario, batte la testa: grave all'ospedale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incidente sul lavoro a LPBox, un'azienda di confezioni di Altivole (Vicenza). Una dipendente dell'azienda,B.B. una donna di 30 anni, lavorando a un macchinario per il confezionamento del prodotto, nel primo pomeriggio di oggi, 21 gennaio, è rimasta impigliata nella macchina ed ha battuto la testa con grande violenza, probabilmente nel repentino tentativo di liberarsi dal meccanismo. La donna è stata immediatamente soccorsa dalle colleghe, che hanno fermato la macchina. E' giunto sul posto l'elicottero del Suem di Treviso che ha trasportato la dipendente ferita all'ospedale.

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