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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «È solo mal di pancia», la mandano a casa e muore. L'autopsia: in grembo aveva un feto senza vita. «Un'ecografia l'avrebbe salvata»

2 Febbraio 2019, 08:22am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «È solo mal di pancia», la mandano a casa e muore. L'autopsia: in grembo aveva un feto senza vita. «Un'ecografia l'avrebbe salvata»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «È solo mal di pancia», ma Anna Siena aveva in grembo un feto senza vita. La donna di 36 anni è morta lo scorso 18 gennaio nell'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli dove era stata dimessa per una lombosciatalgia tre giorni prima. Ad accertarlo è stata l'autopsia, eseguita oggi nel Secondo Policlinico, a distanza di numerosi giorni dal decesso.

Anna muore a 36 anni: doveva sposarsi a settembre​



La donna ha vissuto un vero e proprio calvario prima di morire: l'assunzione degli analgesici prescritti dai medici attenuarono, nell'immediatezza, i dolori all'addome, che però si sono ripresentati ancora più forti alcuni giorni dopo costringendo la famiglia, assistita dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, a riportarla urgentemente in ospedale dove poi è deceduta.

La gravidanza anomala non era stata diagnosticata. I familiari della donna, difesi dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, hanno sporto denuncia spiegando che in ospedale non era emerso nulla di preoccupante e che dai medici le era stato solo raccomandato di eseguire un'ecografia. La donna si sarebbe sposata tra pochi mesi. Sulla vicenda la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati due medici per omicidio colposo.

«Sarebbe bastata una ecografia e la ragazza si sarebbe potuta salvare, attraverso un intervento chirurgico». Con queste poche parole gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, commentano i primi risultati dell'esame autoptico eseguito oggi sulla salma di Anna Siena dal medico legale alla presenza del consultente nominato dai legali della famiglia. I familiari della donna hanno da subito avuto dei sospetti sulle visite eseguite sulla ragazza che si sarebbe dovuta sposare dopo la prossima estate.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scavone sviene in campo al 1° minuto, rinviata Lecce-Ascoli. Il calciatore portato in ospedale: «Fuori pericolo» VIDEO

2 Febbraio 2019, 08:22am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scavone sviene in campo al 1° minuto, rinviata Lecce-Ascoli. Il calciatore portato in ospedale: «Fuori pericolo» VIDEO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scavone sviene in campo al 1° minuto, sospesa e poi rinviataLecce-Ascoli: il calciatore portato in ospedale è cosciente e parla. Paura allo stadio di Via del Mare, a Lecce, dove si stava disputando l'anticipo della 22/a giornata del campionato di calcio di Serie B. Il centrocampista della squadra pugliese Manuel Scavone, 31 anni, dopo uno scontro aereo con Beretta dell'Ascoli, è caduto pesantemente a terra, perdendo i sensi. Il giocatore è stato soccorso con la respirazione bocca a bocca e portato fuori dal campo in ambulanza. La partita è stata subito sospesa dall'arbitro Niccolò Baroni. 



Scavone è in ospedale per sottoporsi a una tac cranica. Subito dopo lo scontro i medici del Lecce hanno avviato un intervento bocca a bocca, senza ricorrere all’uso del defibrillatore, in quanto il centrocampista non è mai andato in arresto cardiaco. Prima di essere sistemato sull’ambulanza, il giocatore ha ripreso conoscenza, parlando senza problemi.

 

 


Lo sfortunato Scavone è stato prelevato dall'ambulanza a bordo campo e trasportato per le cure nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Si è appreso che il giocatore, al momento del trasporto in ospedale, era cosciente. Il gioco non è più ripreso, perché i giocatori delle due squadre sono molto scossi per l'accaduto. La partita è stata rinviata a data da destinarsi.
 
«FUORI PERICOLE»​. Il calciatore del Lecce, Manuel Scavone, «ha subito un forte trauma cranico commotivo, ma è fuori pericolo». Lo rende noto un comunicato della Asl di Lecce. Scavone è giunto nel Pronto Soccorso dell'Ospedale «Vito Fazzi», riferisce la nota, «dove gli è stato riscontrando un forte trauma commotivo con momentanea perdita di coscienza. Le condizioni del paziente sono comunque buone».

I medici hanno già eseguito diverse Tac: cranio, cervicale e torace, tutte , riferisce la nota della Asl, «con esito negativo, quindi senza lesioni interne». «Poichè il paziente ha perso conoscenza - è detto infine - i medici del Pronto Soccorso, d'intesa con il neurochirurgo di turno, hanno deciso il ricovero precauzionale in Neurochirugia, dove sarà tenuto in osservazione per almeno 24 ore


 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fabrizio Corona senza freni: «Ilary Blasi? Quando la conobbi era minorenne, fece sesso con un mio amico»

31 Gennaio 2019, 12:09pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fabrizio Corona senza freni: «Ilary Blasi? Quando la conobbi era minorenne, fece sesso con un mio amico»
 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fabrizio Corona continua a provocare. Su Leggo.it le ultime novità. E dalle pagine del suo libro Non mi avete fatto niente questa volta "lancia stoccate" a Ilary Blasi, con cui già aveva avuto una discussione, diventata storica, durante il Grande Fratello Vip. L'ex re dei paparazzi avrebbe raccontato il suo primo incontro con la conduttrice romana. E come al solito non ci sarebbe andato giù leggero.

Fabrizio Corona choc: «Mi portavano ragazze per fare sesso. Così ho conosciuto Silvia Provvedi»

Come riportato Leggo, proprio durante il litigio televisivo, Corona avrebbe detto a Ilary: «Ricordati di quello che facevi a 16 anni».
E ora, come riporta Fanpage, nel libro, l'ex re dei paparazzi avrebbe raccontato la sua versione. «Lei era minorenne quando è entrata per la prima volta nel mio ufficio. Ricordo quel giorno, si fa avanti una signora e mi dice ‘Mi fija vò diventà famosa, si chiama Ilary’. Ilary era bella, naturale, non rifatta, al contrario di molte altre ragazze e quella era la sua forza. Mi lascia il suo book e io le rispondo che le avremmo fatto sapere. L’occasione si presentò con i provini di un nuovo quiz, Passaparola. Secondo Lele lei era perfetta per fare la letterina. Così la chiamiamo per chiederle se vuole fare il provino e lei (che era appena diventata maggiorenne) accetta subito».



Ma poi Corona avrebbe aggiunto: «Lei viene a Milano e inizia a frequentare il mio giro. La prima sera che usciamo ha una storia di sesso con un mio caro amico. Lui però è un farfallone, non promette storie serie e allora in pochi giorni Ilary si innamora di un altro mio amico, Sean Brocca, uno dei ragazzi più belli di Milano. Ilary poi passa il provino per Passaparola e diventa una delle famose letterine. Proprio in quel periodo conosce Francesco Totti, ai tempi detto ‘Er Pupone’. Si conoscono ad una serata a casa di amici».

Ilary Blasi e Francesco Totti non avrebbero al momento replicato alle parole di Corona. Che dal suo libro, continua a lanciare stoccate, avanti il prossimo.

di Emiliana Costa LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ryanair, ala squarciata e paura sul volo per Bari. Un passeggero: «Atterraggio da film»

31 Gennaio 2019, 12:08pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ryanair, ala squarciata e paura sul volo per Bari. Un passeggero: «Atterraggio da film»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Paura a bordo del volo Ryanair, gente in lacrime e un atterraggio da film: è il racconto di uno dei passeggeri del volo Ryanair che da Francoforte doveva arrivare a Bari, ieri sera, ma che è stato costretto a tornare indietro nello scalo tedesco. Il motivo: uno squarcio ad una delle ali. «È stato un atterraggio da film - ha raccontato all'ANSA Carlo Galise, che era a bordo dell'aereo - ma per fortuna il pilota è stato bravo e non è successo nulla». «Eravamo decollati, dopo circa 30-40 minuti abbiamo notato alcune stranezze: ci siamo resi conto che giravamo intorno allo stesso punto e volavamo a bassa quota». ​

La compagnia: «Solo un problema al carrello». Pd: Enac dica se i voli sono sicuri

«Poi abbiamo visto la hostess uscire dalla cabina di pilotaggio sconvolta, per dirci che dovevamo mettere le cinture di sicurezza e tutti gli oggetti nelle cappelliere perché sarebbe stato eseguito un atterraggio di emergenza, ma senza spiegarci il perché». «Si è creato il panico - sottolinea Carlo - c'era gente che piangeva ma anche chi faceva battute per sdrammatizzare. Tra i passeggeri qualcuno diceva che un motore si era rotto, altri che si era incendiato». «Un signore che era seduto in fondo, però aveva visto che dall'ala si era staccato un pezzo, e aveva avvertito le hostess che si sono raccomandare di non dire nulla agli altri e di restare calmo». 

 

 


Carlo ricorda che l'equipaggio ha solo avvertito che «l'atterraggio sarebbe stato brusco». I passeggeri sono stati fatti scendere e poi, a bordo di un altro aereo della compagnia irlandese, sono stati portati a Bari con un ritardo di circa tre ore: il loro arrivo è stato oltre la mezzanotte, dalle 21 previste. «Per un momento - sottolinea - siamo stati anche scortati dai caccia, e mentre atterravamo vedevamo sirene di vigili del fuoco e ambulanze arrivare». «Anche quando siamo atterrati non ci hanno detto nulla - conclude Carlo - siamo rimasti 20 minuti nell'aereo e poi ci hanno fatti scendere. È sceso anche il pilota che era molto, molto pallido».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Migranti, Sea Watch in viaggio verso Catania I 47 migranti saranno accolti dall'Italia e da altri sei Paesi europei

31 Gennaio 2019, 12:07pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Migranti, Sea Watch in viaggio verso Catania I 47 migranti saranno accolti dall'Italia e da altri sei Paesi europei

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Arriverà in mattinata a Catania la Sea Watch. E' la previsione della capitaneria di porto del capoluogo etneo dopo il guasto al verricello che ha bloccato la nave della Ong tedesca a Siracusa. "In un colloquio con l'ammiraglio della Guardia costiera di Catania abbiamo appreso che i migranti imbarcati sulla nave Sea Watch 3 saranno fatti scendere a terra". Lo dicono Mauro Del Barba e Roberto Rampi, parlamentari del Partito democratico, che si trovano a Catania in attesa delle operazioni di sbarco. "Siamo stati informati - aggiungono - che i migranti della Sea Watch 3 toccheranno terra in un luogo non accessibile. Abbiamo per questo chiesto l'autorizzazione a poter assistere alle operazioni di sbarco in modo da verificare le loro modalità e controllare le condizioni dei passeggeri". Si sblocca la situazione della Sea Watch: la nave ha avuto indicazione di dirigersi verso il porto di Catania. La scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l'accoglienza di minori - ha fatto sapere il Viminale -. I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all'hotspot di Messina. E sono stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, "provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno dei minori presenti sulla Sea Wacth al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale". L'atto è propedeutico allo tutela e allo sbarco dei minorenni non accompagnati che sono sulla nave della Ong tedesca battente bandiera olandese alla fonda al largo di Siracusa. "Fra qualche ora - aveva fatto sapere il premier Giuseppe Conte - inizieranno le operazioni di sbarco della Sea Watch". "Si è aggiunto anche il Lussemburgo e lo ringrazio. Siamo con l'Italia 7 Paesi". "Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati a bordo della Sea Watch3, coordinandosi con la Commissione europea: si tratta di Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania", dice il ministro dell'Interno, Matteo Salvini auspicando che, "in base alla documentazione raccolta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong". In precedenza fonti del governo avevano fatto sapere che si aspettava la formalizzazione dell'accordo con gli altri Paesi Ue e poi la situazione si sarebbe potuta sbloccare. "Malta ci sarà come c'è sempre stata. Per noi la parola solidarietà non è un concetto flessibile che si applica solo quando siamo noi a chiederla. E' una costante". Il premier maltese Joseph Muscat, a Cagliari per un incontro del Distretto aerospaziale sardo, aveva confermato la disponibilità da parte di alcuni Paesi ad accogliere i migranti della Sea Watch annunciata dal premier Conte al ritorno dal vertice di Nicosia a Cipro con i capi di Stato dei paesi Ue del Mediterraneo. La Germania ha fornito anche nel caso della nave Sea Watch 3 la propria disponibilità a un contributo solidale: "accoglieremo una parte dei profughi in modo che possano chiedere asilo e protezione qui", ha ribadito il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in conferenza stampa. È chiaro che "serve una soluzione comune e duratura in Europa", ha aggiunto. "Sto andando al ministero per risolvere la situazione, come sempre: mi pagano per questo", aveva detto nel pomeriggio Matteo Salvini in merito allo sbarco dei migranti della Sea Watch. Anche l'Italia accoglierà una parte dei migranti a bordo? "Fatemi avere certezza di quello che fanno gli altri e poi diremo cosa facciamo noi". "Sto lavorando a un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte", ha detto ancora Salvini. Un blocco navale? "No, applicando le norme già esistenti", risponde a chi gli chiede dettagli. Poi il ministro ha spiegato: "Se finalmente dopo dieci giorni, grazie alla nostra presa di posizione ferma, alcuni Paesi europei si sono ricordati di essere Paesi europei vuol dire che abbiamo raggiunto l'obiettivo prefissato", sottolinea. "In questo paese i prepotenti al governo fuggono dai processi anche quando hanno violato la legge. Noi no - dice il deputato Pd, Maurizio Martina, candidato alla segreteria del partito, indagato a Siracusa per la visita alla Sea Watch 3 -. Non abbiamo violato alcuna legge e siamo saliti su quella nave perché era giusto per quelle persone. Se un paese ci processa per questo siamo pronti a risponderne". "La lentezza dell'Europa veramente impressiona", ha detto il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. "Che in un gigante come l'Europa - ha concluso Bassetti -, dove ci sono le nazioni che hanno maggior benessere del mondo, si debba tergiversare tanto per accogliere 47 poveracci, di cui 11 bambini, è veramente una sofferenza immensa".

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Giorgio, morto di cancro a 15 anni a Taranto. Lo sfogo del papà: «Qui sanno solo farci ammalare»

29 Gennaio 2019, 08:33am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Giorgio, morto di cancro a 15 anni a Taranto. Lo sfogo del papà: «Qui sanno solo farci ammalare»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giorgio Di Ponzio aveva solo 15 anni: venerdì scorso è morto, stroncato da un cancro contro cui aveva lottato per tre anni, a Taranto. Suo padre Angelo, su Facebook, ha scritto un lungo e amaro sfogo, in cui racconta il calvario vissuto da suo figlio e dalla sua famiglia. «Ma siamo tutti italiani? Purtroppo qui non c'è proprio la concezione delle cure perché sanno solo farci ammalare», scrive Angelo.

Bimbo ucciso con la scopa: chi è Tony, italo-tunisino fermato per l'omicidio

«Fino a ieri - spiega il genitore - non ho mai parlato pubblicamente della malattia di mio figlio, sia per non avere la compassione di nessuno e sia perché lui doveva sentirsi normale. Ora basta», scrive il papà del ragazzino, che lui chiama 
«il guerriero Giorgio». «La passione per i motori e la pesca - aggiunge - erano tutto per lui. Di quello che abbiamo passato in questi anni per cercare di curarlo dopo vari interventi e trattamenti potrei fare un elenco, così come elencare tutte le carenze vissute e che solo spostandoci a Bari e a Milano erano risolti».



«Purtroppo se non facciamo niente siamo costretti a vedere i nostri figli morti e quelli che si salvano scappando lontano per un futuro». Fino «ad ora, dal 2016 al 25 gennaio 2019 - scrive Angelo Di Ponzio - io e mia moglie eravamo impegnati a cercare di risolvere il problema, o perlomeno a non fargli perdere quel sorriso di cui tutti parlano. Ora è il momento di lottare con tutte le forze, con il vostro aiuto e di chi ci tiene a riprenderci il diritto alla salute nostra e dei nostri figli». 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, meningite per ragazzo dopo convegno alla Camera: a Montecitorio scatta la profilassi

29 Gennaio 2019, 08:29am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, meningite per ragazzo dopo convegno alla Camera: a Montecitorio scatta la profilassi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un caso di meningite a Montecitorio. Un ragazzo è stato ricoverato per sospetta meningite dopo aver partecipato a un convegno alla Camera dei deputati. Lo riferisce l'AdnKronos in serata. Alla Camera è subito scattata la profilassi a Montecitorio: al convegno erano presenti anche il presidente Fico e Giorgetti. Dovranno fare la profilassi antimeningite i partecipanti al convegno sulla Shoah organizzato a Montecitorio il 25 gennaio scorso. A quanto si legge in una comunicazione fatta pervenire a tutti coloro che sono stati presenti, infatti, l'Amministrazione della Camera è stata informata che all'evento «svoltosi presso la nuova Aula dei gruppi in occasione del Giorno della Memoria ha partecipato un ragazzo che successivamente è stato ricoverato per meningite meningococcica». All'evento, intitolato «Trasmettere ed insegnare la Shoah è impossibile?», hanno preso parte tra gli altri il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. A quanto si spiega nella comunicazione, il Dipartimento di Prevenzione Uoc Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma 1, competente per territorio, «ha fatto presente che, in considerazione dei tempi e delle modalità di svolgimento dell'evento, il rischio per coloro che erano presenti di aver contratto l'infezione, e quindi la malattia, è basso», ma ha ritenuto «comunque opportuno, in via precauzionale, informare tutti coloro che vi hanno partecipato», invitandoli ad attenersi alle misure di profilassi indicate dal ministero della Salute, che prevedono l'assunzione di alcuni farmaci e l'attenzione all'eventuale comparsa di febbre e/o mal di testa persistente nei 10 giorni successivi alla partecipazione all'evento. La comunicazione esclude invece «la possibilità che i partecipanti possano nel frattempo, a loro volta, aver trasmesso l'eventuale infezione alle persone con cui sono entrati in contatto», spiegando che, secondo quanto indicato dal medico competente della Camera dei deputati, «non vi è alcun rischio per gli eventuali contatti dei contatti, e pertanto, non è richiesto, nemmeno in via precauzionale, alcun intervento».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, i Casamonica vogliono la casa popolare: domande presentate al Comune

29 Gennaio 2019, 08:16am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, i Casamonica vogliono la casa popolare: domande presentate al Comune

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Hanno fatto richiesta. Come normali cittadini. Si sono messi in graduatoria, e ora attendono. E sperano nel sogno di una casa popolare, con affitti bassi e la tutela del Comune. La richiesta protocollata è intestata a 7 nuclei familiari del clan Casamonica. Sì, tutti quelli che, dopo l'abbattimento con le ruspe dei villini abusivi sulla collina dei Quadraro dove vivevano da più di vent'anni, sono rimasti senza un tetto. Una trentina di persone ha fatto richiesta agli uffici di competenza, ritenendo di averne diritto perché con figli minori a carico e redditi bassi. La domanda sarà adesso oggetto di valutazione. La notizia rimbalza, non senza imbarazzo, tra i corridoi del Campidoglio e gli uffici preposti alle valutazioni dei requisiti per gli aventi diritto agli alloggi popolari. La novità, che suona quasi come una beffa, arriva dopo che, la settimana scorsa, un gruppo di venti famiglie rom sono state ammesse nella graduatoria per l'assegnazione. Prima del 2021 infatti, anno in cui si procederà alla bonifica ed allo smantellamento definitivo dei vari campi nomadi presenti a Roma ed a Ciampino, la sindaca Virginia Raggi vuole dare una sistemazione dignitosa ai nuclei familiari che attualmente abitano in container, roulotte, baracche e che vivono in condizioni a limite dell'umana decenza. Nei giorni scorsi, gli avvocati dei Casamonica, che hanno presentato ricorsi e denunce per le demolizioni avvenute a novembre, hanno anche chiesto l'accesso agli atti ai sensi della legge sulla trasparenza. Inoltre negli uffici dei vigili urbani è giunta una segnalazione dai custodi dei container che contengono il mobilio dei Casamonica sfrattati dal Quadraro: nessuno dei proprietari ha ritirato fino ad ora le suppellettili che si trovano nelle abitazioni demolite. Questo potrebbe dipendere dal fatto che sono in attesa dell'assegnazione di un alloggio e riprenderanno quanto gli appartiene una volta messo piede nelle nuove abitazioni. La polizia locale di Roma Capitale non ha ancora ricevuto nessuna delega per svolgere gli accertamenti sui Casamonica che hanno fatto domanda sul possesso dei requisiti per ottenere le case popolari.

EMILIO ORLANDO LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA A Massa Lubrense la giornata della memoria per ricordare l'Olocausto

28 Gennaio 2019, 08:44am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA A Massa Lubrense la giornata della memoria per ricordare l'Olocausto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In occasione del Giornata della Memoria e per ricordare le vittime della tragedia dell'Olocausto, mercoledì 6 Febbraio alle ore 11 nell'Aula Magna dell'Istituto Comprensivo Bozzaotra si terrà un incontro-dibattito promosso dal Comune di Massa Lubrense. Saranno protagonisti della mattinata la giornalista Titti Marrone, Mario De Simone fratello di una delle vittime dell’Olocausto e gli studenti dell'istituto San Paolo, sezione distaccata di Massa Lubrense con gli studenti delle terze classi degli Istituti Comprensivi Pulcarelli e Bozzaotra. A fare da filo conduttore il libro di Titti Marrone “Meglio non sapere”, la storia di tre bambini napoletani di origine ebraica che nel 1944 furono deportati ad Auschwitz con le loro madri : le due sorelline Bucci, di cinque e sette anni, ed il loro cuginetto Sergio De Simone di sei . Come accadeva per tutti i bambini che arrivavano al campo anche loro furono separati dalle mamme ed anche Sergio fu allontanato dalla madre Gisella . Poi, il 29 novembre 1944, proprio il giorno del compimento del suo settimo anno, fu trasferito al campo di concentramento di Neuengamme vicino Amburgo. Mentre Tatiana ed Andra Bucci riuscirono a sopravvivere e pur dopo tante sofferenze e tribolazioni alla fine della guerra riuscirono a ritrovare i loro genitori, Sergio non tornò più a casa. Fu assassinato nei sotteranei di una scuola di nome Bullenhuser Damm, ad Amburgo. Con lui vennero uccisi altri 19 bambini ebrei. Morirono perchè diventati compromettenti, testimoni scomodi di tante atrocità commesse su di loro, spacciate per sperimentazioni “scientifiche”. Mario De Simone è il fratello di Sergio, nato dopo la guerra. La senatrice a vita Liliana Segre, in una sua recente dichiarazione paragona i testimoni della Shoah alla tragedia dei migranti, entrambi quasi invisibili nell’indifferenza generale. Per questo motivo, in un momento di facili revisionismi, di pericolosi episodi di antisemitismo, il Comune di Massa Lubrense non disattende l’appuntamento con la storia ed ha promosso questo incontro dedicato al Giorno della Memoria, alla conoscenza e alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali, ad 81 anni dalla loro infamante promulgazione.

PUNTOAGRO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Studentessa di 21 anni uccisa dalla migliore amica con 30 coltellate

26 Gennaio 2019, 08:53am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Studentessa di 21 anni uccisa dalla migliore amica con 30 coltellate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una studentessa è stata uccisa con oltre 30 coltellate dalla coinquilina e migliore amica nei pressi del loro appartamento. Condividevano gli studi universitari e la casa, poi la follia con un coltello da macellaio. Alexa Cannon è stata uccisa a 21 anni da Luisa Cutting fuori dal campus della Radford University, in Virginia. L'amica è accusato di omicidio di secondo grado. 

La fidanzata fa un live su Facebook durante una lite, lui la uccide in diretta​



La polizia ha risposto a una chiamata al 911 alle 7:45 di giovedì. Durante la chiamata ha sentito qualcuno gridare e fare riferimento a un coltello. Quando gli agenti sono arrivati nell'appartamento fuori dal campus dove abitavano le ragazze, hanno visto la vittima coperta di sangue. Cutting ha messo le braccia dietro la testa e ha detto: «Arrestatemi, l'ho uccisa»



La polizia non ha rivelato il motivo che ha portato l'omicidio. I post sulle pagine dei social media della vittima hanno mostrato come le due avessero una relazione intima. «Ho incontrato questa ragazza due anni fa online e in qualche modo abbiamo finito per vivere l'uno di fronte all'altro per un anno, questa estate è stata l'equivalente di mia mamma. E in modo inimmaginabile lei continua a sopportarmi e ora vivremo insieme l'anno prossimo», scriveva Alexa su Instagram a marzo.


 

Venerdì 

DI SIMONE PIERINI LEGGO 

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