Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un giovane di 28 anni è rimasto ferito a Napoli a causa della caduta di un albero di alto fusto, probabilmente determinata dal maltempo. E' accaduto nella centrale Piazza Cavour. Il giovane stava transitando a bordo in un motorino quando è stato colpito dai rami dell'albero ed è caduto. Portato nel Cardarelli, ha avuto ferite agli arti inferiori; non è in pericolo di vita. L'albero ha causato danni anche ad un edificio e ad una auto, secondo le informazioni della Polizia Municipale intervenuta con i Vigili del Fuoco. Il maltempo ha provocato la caduta di alberi anche in altre zone,nel quartiere Barra e in quello del Vomero.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In Brasile superati 7,7 milioni di casi. In Venezuela da lunedì 7 giorni di quarantena rigida, alternati a sette di maggiore flessibilità. Corea Sud, limite assembramenti esteso al Paese, non oltre 5 persone Il Brasile ha superato i 7,7 milioni di casi di coronavirus: è quanto emerge dai conteggi dell'università americana Johns Hopkins, secondo cui nel Paese il bilancio dei contagi è attualmente a quota 7.700.578. Il Brasile è il terzo Paese al mondo con il maggior numero di infezioni (dopo gli Stati Uniti e l'India) ed il secondo per numero di morti (dopo gli Usa) con 195.411 vittime dall'inizio della pandemia. Gli Stati Uniti hanno cominciato il nuovo anno con oltre 160.000 nuovi casi di coronavirus: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo quanto riporta la Cnn. I dati indicano che nella giornata di ieri i contagi sono stati almeno 160.606, ed i morti almeno 2.051. Nel complesso, ad oggi gli Usa registrano un totale di 20.135.305 infezioni, incluse 347.865 vittime. La Corea del Sud ha esteso a livello nazionale il limite di cinque persone per gli assembramenti pubblici nel tentativo di contrastare un'impennata dei casi di coronavirus: la misura, che già interessava la capitale Seul, resterà in vigore fino al 17 gennaio. Nel frattempo, l'Agenzia nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (KDCA) ha reso noto che ieri i nuovi casi di contagio sono stati 824, di cui 788 trasmessi a livello locale. Dall'inizio della pandemia nel Paese sono state registrate 62.593 infezioni e almeno 942 persone sono morte a causa del virus. A partire da lunedì prossimo il Venezuela, nell'ambito delle misure di contrasto della pandemia da coronavirus, tornerà allo schema 7+7 di sette giorni di quarantena rigida e di altri sette di misure più flessibili. Lo ha annunciato via Twitter la vicepresidente esecutiva venezuelana, Delcy Rodríguez. Per il mese di dicembre il presidente Nicolás Maduro aveva autorizzato l'introduzione di una flessibilizzazione delle misure "ampia e sicura", ma negli ultimi giorni le statistiche del ministero della Salute hanno mostrato un aumento dei casi e quindi la necessità di tornare a misure più rigide. "Dopo aver esaminato i risultati epidemiologici della flessibilizzazione di dicembre - ha chiarito Rodríguez - il capo dello Stato ha deciso di tornare allo schema 7+7 con l'avvio di una quarantena rigida a partire da lunedì e fino al 10 gennaio". Nella settimana di rigidità delle misure, il governo autorizza soltanto l'attivazione di settori essenziali quali l'alimentare, la salute, i trasporti e la sicurezza. Per quanto riguarda il problema dell'immunizzazione della popolazione dal Covid-19, il 29 dicembre scorso Maduro ha annunciato la firma di un contratto con la Russia per l'acquisizione di dosi del vaccino Sputnik V sufficienti per trattare dieci milioni di persone. Secondo le statistiche ufficiali, il Venezuela ha chiuso il 2020 con un totale, da marzo, di 113.558 contagi e 1.028 morti. ANSA
È morto dopo un incidente stradale ilcampione di culturismo Nicolas Ventura, bolognese, 33enne. Ilbodybuilderè deceduto ilprimo gennaio in ospedale aBolognadove era stato ricoverato nella notte in seguito a unincidente.
L'auto su cui era a bordo insieme a una donna, intorno all'una di notte ha sbandato finendo fuori strada e urtando violentemente contro un semaforo a Calderara di Reno, sulla Persicetana. Sul posto sono intervenuti forze dell'ordine, i vigili del fuoco e gli operatori del 118 che hanno estratto dalle lamiere i due occupanti, feriti, trasportati in ospedale. Ventura, alla guida dell'auto, al momento dei soccorsi era cosciente e collaborante.
È morto nelle ore successive. In agonismo dal 2015, Ventura dal 2020 aveva iniziato a gareggiare nei Massimi Bodybuilding categoria +90kg. A novembre era diventato vicecampione del nord Italia. I suoi profili social, seguiti da migliaia di persone, sono stati in queste ore inondati di messaggi di cordoglio.
INSERITO DI MIKI PAPPACODA Dalla zona rossa (con l'eccezione "arancione" del 4 gennaio) al ritorno delle fasce di rischio.Cosa succederà in Italia dal prossimo 7 gennaio. Il giorno precedente - il 6 gennaio - scadrà il decreto di Natale che ha inasprito le misure restrittive per evitare un "seconda estate" e un picco di contagi provocato dalle festività.Con il ritorno alla routine tornerà anche il regime delle fasce regionaliche il governo determinerà dopo le verifiche degli esperti sull'andamento del contagio.
A questo riguardo, è attesa per la prossima settimana, ma non è stato ancora reso noto quando, la riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale, che verifica i dati epidemiologici sulla base dei 21 parametri.Subito dopo il governo prenderà le sue decisioni.
A rischio di non rientrare nella zona gialla potrebbero esserci Calabria, Liguria e Veneto che -secondo l'ultimo report pubblicato la sera del 30 dicembre- mostravano un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2. Questo «desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività».
LA SITUAZIONE
La curva del contagio segna ancora una lenta decrescita, ma l'Rt è in aumento e - nel primo bollettino del 2021 - il tasso di positività al 14,1%, ancora in crescita. Con questi dati una parte del Paese, allo scadere del decreto di Natale, il 6 gennaio, potrebbe finire nuovamente in zona rossa o arancione: a rischiare per ora sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l'ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere collocate nella lista dei territori sottoposti a maggiori restrizioni.
Molto vicine a quella soglia ci sono anche Puglia, Basilicata e Lombardia. Attualmente è previsto che, dopo il decreto, le Regioni tornino alla fascia di colore assegnata prima del lockdown natalizio, cioè tutte gialle (tranne l'Abruzzo arancione), ma l'andamento del contagio non rende scontato che sia così. Sarà il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità.
La data della riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota. Il report del 30 dicembre indica varie criticità: in particolare, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive.
A questi dati si aggiunge il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio 'non valutabilè e quindi 'altò, a causa dell'incompletezza dei dati forniti. Intanto il primo bollettino del nuovo anno registra 22.211 nuovi casi e 462 vittime nelle ultime 24 ore. Le persone attualmente positive al Covid in Italia salgono per il secondo giorno consecutivo (sono 574.767) e resta stabile il numero delle terapie intensive occupate.
In attesa che il prossimo report sciolga ulteriormente i nodi, è lo stesso presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, a invitare alla cautela spiegando che «una vera valutazione solida dell'andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio». E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, aggiunge con una punta di ottimismo: «a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti». Qualcosa potrebbe cambiare anche sui parametri di valutazione.
Nelle prossime ore, dopo una richiesta da parte delle Regioni avanzata attraverso un documento, l'Iss potrebbe ufficializzare alcune modifiche che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l'assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutate potrebbero essere anche la definizione dei 'casì e le strategie di esecuzione dei test. Riguardo all'altro tema caldo delle scuole, queste dovrebbero riaprire ovunque con il 50% di presenze massime consentite - almeno fino al 15 gennaio - dopo il lavoro svolto dalle varie prefetture nei tavoli di coordinamento scuola-trasporti. Un annuncio in questo senso è stato fatto da tutti i ministri a vario titolo competenti: Interno, Istruzione e Trasporti.
Gli stadi saranno ancora chiusi, ma c'è qualche spiraglio per la ripresa dello sci nella seconda metà di gennaio, dopo la richiesta delle Regioni di una riapertura degli impianti esclusivamente nelle zone gialle dal 18 del mese. Resta invariato il ricorso allo smartworking in gran parte delle aziende e in particolare negli uffici statali, dopo la proroga prevista fino al 31 gennaio sulle misure per il lavoro agile nella Pubblica amministrazione. Cominceranno in ordine sparso anche i saldi invernali, nell'arco di tutto il prossimo mese di gennaio e, in determinati casi, potrebbero ancora cambiare in considerazione di eventuali zone rosse. Il coprifuoco resta fissato alle ore 22; nelle sole zone gialle ristoranti e bar potranno servire ai tavoli fino alle ore 18. Piscine, palestre, cinema e teatri resteranno chiusi per ora. A riaprire, invece, potrebbero essere mostre e musei con entrate contingentate.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA GIANO DELL'UMBRIA - Ci sono anche due gemellini di 10 anni tra le persone rimaste ferite nell'incidente stradale che si è verificato nel pomeriggio di mercoledì lungo la strada regionale 316, tra Bastardo e Montecchio di Giano dell'Umbria. Ad avere la peggio la bambina, trasportata dal 118 al Santa Maria della Misericordia di Perugia. Più lievi le condizioni del fratellino, comunque ricoverato al San Giovanni Battista di Foligno. Nell'impatto fra due utilitarie sono rimaste ferite anche altre due persone. Pesante la scena che si è presentata ai primi soccorritori, con tre dei 4 feriti incastrati all'interno dell'auto. Provvidenziale l'intervento dei vigili del fuoco, che ha consentito al 118 di effettuare sul posto le prime operazioni di soccorso. Ancora da chiarire le cause dell'incidente: tra i fattori presi in considerazione dai carabinieri, che hanno effettuato i rilievi, c'è anche quello della condizioni stradali rese più pericolose dalla pioggia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Todi. LEGGO.IT
DI MICHELE PAPPACODA Lei era finita in ospedale dopo un pugno in faccia, con una prognosi di otto giorni: ma per il gip, che ha archiviato tutto, si trattava di «un fatto di entità modesta». Accade a Brescia, dove un uomo aveva colpito sua moglie con un pugno e quest'ultima lo aveva denunciato: ma il gip del capoluogo ha archiviato l'inchiesta a carico del 46enne, come racconta il quotidiano locale BresciaOggi. La vittima, denunciando il marito aveva spiegato che già in passato era stata aggredita dall'uomo. La donna si era opposta alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, ma il gip non ha cambiato idea. «Anche adottando la lettura della vicenda più sfavorevole all'indagato - ha scritto - si manifesta un'aggressione al bene della vita oggetto di tutela, in definitiva modesta».
DI MIKI PAPPACODA Dopo il 7 gennaio l'Italia dovrebbe essere interamente in zona gialla, e riapriranno le scuole, anche le medie e le superiori. A confermarlo, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, ma anche la ministra dei Trasporti Paola De Micheli e la stessa ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. «Non conosco esattamente i dati di tutte le regioni, ma siccome le cose stanno andando meglio penso proprio che sarà così», ha detto la Zampa ad Affaritaliani.it rispondendo alla domanda se da giovedì 7 gennaio tutto il Paese sarà in zona gialla. «Dal 7 gennaio riapriranno le scuole che sono state chiuse fino a prima della pausa per le festività di Natale. Per quanto riguarda materne ed elementari, che erano già aperte a dicembre, nulla cambia e tutto continuerà come prima», le sue parole. «Non si possono escludere nuove zone rosse, dipenderà dall'andamento dei dati», ha aggiunto. Il 7 gennaio, spiega, «si ricomincia con la normale colorazione, giallo, arancione e rosso, sulla base delle misurazioni illustrate ogni settimana e che tutti conoscono, a partire dalle Regioni». In Italia saranno in vigore le restrizioni, sottolinea, «fino a quando i dati ci diranno che dobbiamo tenere queste misure, le valutazioni si fanno in base ai dati scientifici e quindi le restrizioni resteranno in vigore fino a quando sarà necessario». La ministra Azzolina ha espresso «grande soddisfazione per il risultato raggiunto» commentando il via libera alla ripresa delle scuola in presenza. «In pochi giorni - ha spiegato - i tavoli guidati dai prefetti hanno permesso di elaborare misure specifiche, territorio per territorio, e subito operative. Un lavoro di squadra di cui andare fieri. Nell'unico interesse di studentesse e studenti». «Saremo pronti per il 7 gennaio», ha detto invece la De Micheli in una nota in vista della riapertura delle scuole. «L'impegno di tutti è stato massimo e di questo ringrazio molto i prefetti - si legge in una nota -. Grazie a questo coordinamento la scuola ripartirà più sicura con più mezzi del trasporto locale e una riorganizzazione degli orari. Chiuderla è stata tra le scelte più sofferte affrontate dal Governo, il lavoro di tutti e la collaborazione istituzionale ci consentirà di riaprirla».
INSERITO DA MORENA MOTTA Da oggi l'Italia torna tutta in zona rossa, per gli ultimi 6 giorni di lockdown, fino all'Epifania, con la "pausa" arancione del 4 gennaio. Come successo per il Natale, anche il Capodanno sarà sorvegliato speciale da parte delle forze dell'ordine impegnate nei controlli non solo su strade e autostrade ma anche sul web, per intercettare i tentativi di organizzare feste e veglioni clandestini.
L'obiettivo è quello di evitare assembramenti pericolosi, in particolare nella notte di San Silvestro quando il coprifuoco, che solitamente termina alle 5, sarà allungato fino alle 7 del mattino del primo gennaio.
Le restrizioni saranno quelle già predisposte nella settimana di Natale, dal 24 al 27 dicembre, con il divieto di spostamento se non per andare a trovare amici o parenti, in massimo due persone (ed eventuali figli sotto i 14 anni o persone disabili) e una sola volta al giorno. Stando sempre attenti comunque al divieto assoluto di muoversi nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. I trasgressori rischiano multe che possono variare dai 400 ai 1.000 euro. In casa si possono ospitare al massimo due persone non conviventi, esclusi sempre i minori di 14 anni. Per questo le forze dell'ordine predisporranno controlli più serrati, in particolare sulle auto con più di due passeggeri.
La preoccupazione, infatti, è che rispetto al Natale - quando a spostarsi sono state in particolare coppie o famiglie - durante la notte di San Silvestro siano invece amici e conoscenti a viaggiare insieme verso feste vietate. Un particolare faro sarà rivolto sui locali chiusi, che potrebbero essere riaperti illegalmente, e anche nei tradizionali luoghi di assembramento, come strade e piazze delle città.
Controlli predisposti poi per verificare il rispetto delle normative anti-botti e fuochi d'artificio, previste in numerose città italiane, da Bologna a Palermo, a Napoli.
Le restrizioni di Capodanno potrebbero non essere le ultime per gli italiani. Le fasce colorate - come ha confermato il premier Giuseppe Conte ieri nella conferenza di fine anno - resteranno ancora, soprattutto per scongiurare una terza potenziale ondata di Covid. "Dobbiamo solo capire - ha detto il presidente del consiglio - se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l'aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata". Ed intanto, in vista del 7 gennaio - e quindi di una cauta ripresa - sono diverse le attività che chiedono chiarezza sul futuro.
Sembra ormai tramontata l'ipotesi della riapertura degli impianti sciistici che, su indicazione del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, potrebbe slittare al 18 gennaio. Una decisione che, con ogni probabilità, sarà presa solo nei primi dieci giorni del nuovo anno. Dalla Valle d'Aosta è comunque partito un appello al governo per mantenere alta l'attenzione sulle zone di montagna. Alcune regioni, poi, stanno pensando di cambiare la data dei saldi invernali, che tradizionalmente si svolgono proprio nei primi giorni dell'anno, in considerazione proprio degli ultimi giorni di zona rossa.
Quasi un italiano su due (47%), secondo Coldiretti, è pronto a denunciare eventuali comportamenti scorretti, come feste con tanti ospiti e veglioni abusivi. Secondo Confcommercio è boom di vendite nel settore alimentare a cominciare dai vini di alta qualità. La spesa media per il cenone a casa Coldiretti stima che sia intorno ai 65 euro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Da oggi l'Italia torna tutta in zona rossa, per gli ultimi 6 giorni di lockdown, fino all'Epifania, con la "pausa" arancione del 4 gennaio. Come successo per il Natale, anche il Capodanno sarà sorvegliato speciale da parte delle forze dell'ordine impegnate nei controlli non solo su strade e autostrade ma anche sul web, per intercettare i tentativi di organizzare feste e veglioni clandestini.
L'obiettivo è quello di evitare assembramenti pericolosi, in particolare nella notte di San Silvestro quando il coprifuoco, che solitamente termina alle 5, sarà allungato fino alle 7 del mattino del primo gennaio.
Le restrizioni saranno quelle già predisposte nella settimana di Natale, dal 24 al 27 dicembre, con il divieto di spostamento se non per andare a trovare amici o parenti, in massimo due persone (ed eventuali figli sotto i 14 anni o persone disabili) e una sola volta al giorno. Stando sempre attenti comunque al divieto assoluto di muoversi nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. I trasgressori rischiano multe che possono variare dai 400 ai 1.000 euro. In casa si possono ospitare al massimo due persone non conviventi, esclusi sempre i minori di 14 anni. Per questo le forze dell'ordine predisporranno controlli più serrati, in particolare sulle auto con più di due passeggeri.
La preoccupazione, infatti, è che rispetto al Natale - quando a spostarsi sono state in particolare coppie o famiglie - durante la notte di San Silvestro siano invece amici e conoscenti a viaggiare insieme verso feste vietate. Un particolare faro sarà rivolto sui locali chiusi, che potrebbero essere riaperti illegalmente, e anche nei tradizionali luoghi di assembramento, come strade e piazze delle città.
Controlli predisposti poi per verificare il rispetto delle normative anti-botti e fuochi d'artificio, previste in numerose città italiane, da Bologna a Palermo, a Napoli.
Le restrizioni di Capodanno potrebbero non essere le ultime per gli italiani. Le fasce colorate - come ha confermato il premierGiuseppe Conte ieri nella conferenza di fine anno - resteranno ancora, soprattutto per scongiurare una terza potenziale ondata di Covid. "Dobbiamo solo capire - ha detto il presidente del consiglio - se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l'aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata". Ed intanto, in vista del 7 gennaio - e quindi di una cauta ripresa - sono diverse le attività che chiedono chiarezza sul futuro.
Sembra ormai tramontata l'ipotesi della riapertura degli impianti sciistici che, su indicazione del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, potrebbe slittare al 18 gennaio. Una decisione che, con ogni probabilità, sarà presa solo nei primi dieci giorni del nuovo anno. Dalla Valle d'Aosta è comunque partito un appello al governo per mantenere alta l'attenzione sulle zone di montagna. Alcune regioni, poi, stanno pensando di cambiare la data dei saldi invernali, che tradizionalmente si svolgono proprio nei primi giorni dell'anno, in considerazione proprio degli ultimi giorni di zona rossa.
Quasi un italiano su due (47%), secondo Coldiretti, è pronto a denunciare eventuali comportamenti scorretti, come feste con tanti ospiti e veglioni abusivi. Secondo Confcommercio è boom di vendite nel settore alimentare a cominciare dai vini di alta qualità. La spesa media per il cenone a casa Coldiretti stima che sia intorno ai 65 euro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Covid negli Usa ha ucciso il primo deputato.È morto di coronavirus il deputato repubblicano Luke Letlow, 41 anni, appena eletto al Congresso nel quinto distretto della Louisiana. Letlow avrebbe dovuto prestare giuramento domenica. Lascia la moglie e due figli piccoli. Dall'ospedale ha scritto un post poco prima di morire: «Pregate per me».
Il governatore della Louisiana, John Bel Edwards, ha annunciato la sua morte su Twitter:«È con il cuore distrutto dal dolore che porgo le nostre condoglianze alla famiglia del deputato Letlow, morto dopo aver combattuto contro Covid-19 ». Letlow lascia la moglie Julia e due figli piccoli, che appaiono in numerose foto (soprattutto della campagna elettorale che aveva concluso da poco), dopo aver battuto lo stato palmo a palmo.