Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA «Non vedo niente, è tutto nero!». Sono le ultime parole pronunciate da Luciano De Lorenzo prima di cadere dalla bici, a Sospirolo (Belluno), ed essere trasportato dal papà Michele in ospedale. Il ragazzo, di appena 15 anni, putroppo non ce l’ha fatta. È morto sabato pomeriggio al San Martino di Belluno dove l’Ulss Dolomiti, ieri, ha disposto un esame autoptico per capire cosa possa essere accaduto e soprattutto qual è stata la causa della sua morte. Lo racconta Il Gazzettino. Sabato Luciano era partito insieme al suo papà per un giro in bicicletta. “Volevamo fare un giro in bici ed eravamo partiti da pochi minuti” ha raccontato il padre Michele. La vista del ragazzo si è improvvisamente oscurata e non riusciva più a vedere nulla. Il 15enne si è accasciato per terra, senza reagire. Il padre ha chiamato il 118, ma non avevano ambulanze. “Non c’era un’ambulanza in quel momento, era impegnata a Mussoi per un altro intervento e ci hanno detto di partire subito. E così abbiamo fatto per non perdere tempo” ha spiegato Michele De Lorenzo. L’uomo ha portato il figlio al pronto soccorso del San Martino di Belluno, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Luciano De Lorenzo studiava alla scuola edile di Sedico e il suo papà ha raccontato che voleva diventare un bravo muratore. Aveva tanti sogni e una grande passione per la bici e per il calcio. La scuola sta organizzando una raccolta fondi per aiutare la famiglia in questo momento difficile. I funerali si terranno sabato 27 novembre alle 14.30 nella chiesa di Sospirolo.
• Il Consiglio dei ministri ha deciso che il super green pass entrerà in vigore dal 6 dicembre anche in zona bianca. Draghi: «Con queste misure salveremo il Natale»
• Da lunedì l’Italia potrebbe iniziare a vaccinare contro il Covid i bambini dai 5 agli 11 anni. L’ha detto il presidente dell’Aifa
• In Italia ieri si sono registrati 85 morti di Covid. Il tasso di positività è salito al 2,2%. I ricoverati in terapia intensiva sono 573 (+13), i vaccinati 45.526.047 (il 76,83% della popolazione)
• Il 69% dei tedeschi è favorevole all’obbligo vaccinale
• In Germania socialdemocratici, verdi e liberali hanno trovato l’accordo per formare il governo. Il cancelliere sarà Olaf Scholz
• In Cina il tasso di natalità è sceso ai minimi dal 1978
• È naufragato un gommone che trasportava migranti partiti dalla Francia e diretti in Gran Bretagna. Decine i morti. È la peggiore tragedia avvenuta nel canale della Manica
• È morto Ennio Doris, il fondatore di Banca Mediolanum. Aveva 81 anni
• L’attaccante francese Karim Benzema è stato condannato a un anno (con la condizionale) per avere tentato di ricattare l’ex compagno di nazionale Valbuena in una vicenda di video porno
• L’ex calciatore Fabrizio Miccoli è stato condannato a tre anni e mezzo per estorsione aggravata dal metodo mafioso e ora dovrà andare in carcere
• È stato assolto Alex Pompa che uccise il padre violento per difendere la madre
• In Iran è stato impiccato Arman Abdolali, condannato per avere ucciso la fidanzata quando aveva 17 anni. Per Amnesty International confessò sotto tortura
• Magdalena Andersson è stata nominata primo ministro della Svezia, la prima donna nella storia del Paese. Poche ore dopo il suo insediamento, però, si è dimessa
• Corea del Nord, importa nel Paese una copia di Squid Game: condannato a morte. Questa la pena inflitta a uno studente nordcoreano. Ergastolo invece per uno studente che l'ha acquistata, condannate invece a cinque ore di lavori forzati altre cinque persone che avevano manifestato l'intenzione di comprarlo
• Scontri nelle isole Salomone dopo tentato assalto Parlamento. Coprifuoco nella capitale, scontro su rapporti con Cina e Taiwan … [… se non sapete dove siano basta chiedere a DiMaio …] … Secondo quanto riferito, le violenze hanno coinvolto un gruppo di manifestanti che questa settimana si sono recati a Honiara dalla vicina isola di Malaita per protestare contro la decisione di spostare le alleanze diplomatiche da Taiwan alla Cina
• Due giornalisti norvegesi sono stati arrestati in Qatar per avere indagato sullo sfruttamento dei lavoratori per i Mondiali di calcio
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sul super green pass. Questi i punti principali del provvedimento. Introdotto dal 6 dicembre il green pass rafforzato si ottiene solo con vaccinazione o guarigione; la validita’ del green pass rafforzato scende da 12 a 9 mesi; dal 6 12 2021 al 15 1 2022 valgono le nuove regole transitorie per le zone colorate; il green pass base sara’ obbligatorio dal 6 12 anche per alberghi, spogliatoi per l’attivita’ sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale; l’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sara’ consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di green pass rafforzato; ulteriori limitazioni della zona arancione valide solo per chi non possiede il green pass rafforzato; vaccinazione obbligatoria estesa a personale amministrativo sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15 12; richiamo obbligatorio per professioni sanitarie dal 15 12; rafforzamento sistema dei controlli: entro 3 giorni dall’entrata in vigore del dl i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza ed entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia relazionando periodicamente. Norme che non sono cambiate: la mascherina resta non obbligatoria all’aperto in zona bianca tranne che in Campania e obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla arancione e rossa (è sempre obbligatorio in tutte le zone portarla con sè e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti); restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi. FONTE CAPRINEWS https://caprinews.it/?p=30769
INSERITO DA ANGELA CECERE Ogni giorno le vittime sono 89, il governo vara un pacchetto sicurezza con il giro di vite Nella giornata contro la violenza sulle donne, arriva la stretta del Governo. È già pronto il pacchetto sicurezza per tutelare le vittime di abusi e maltrattamenti. Tra le misure il braccialetto elettronico per i violenti, destinatari dell'obbligo di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. E se il braccialetto viene rifiutato scattano gli arresti domiciliari. Nel pacchetto contro la violenza sulle donne a cui stanno lavorando le ministre di Interno e Giustizia, Luciana Lamorgese e Marta Cartabia, insieme alle colleghe Mariastella Gelmini, Elena Bonetti e Mara Carfagna si valuta anche l'innalzamento delle pene minime per l'arresto obbligatorio in flagranza e la possibilità di procedere d'ufficio per violenza domestica, senza la necessità che la donna sporga querela. L'obiettivo delle misure che andranno in Consiglio dei ministri già la prossima settimana è quello di prevenire violenze e femminicidi. Sono infatti allarmanti i dati diffusi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza delle donne. Ogni giorno sono 89 le vittime di violenza in Italia. Dall'inizio dell'anno sono state uccise 109 donne (+8%), 93 in ambito familiare-affettivo. «Barbarie non è un termine esagerato» e «la gravità dei fatti chiamano le istituzioni anche a ripensare norme e procedure più adeguate, consapevoli che serve un approccio globale» ha detto la ministra della Giustizia. GLI INTERVENTI Flaminia Bolzan, criminologa: «La misogenia si batte educando» Il termine femminicidio, divenuto di uso comune grazie a Diana Russell, ha introdotto un approccio teorico che ha cercato di invertire le forme strutturanti del potere patriarcale e le sue correlazioni all’interno del sistema sociale. Se ne definisce infatti il significato ad indicare l’uccisione misogina delle donne da parte degli uomini, motivata dall’odio, dal disprezzo, dal piacere o da un senso di proprietà, quindi da indagare nel contesto dell’oppressione generale del femminile in una società patriarcale. Va da sé che oggi dobbiamo effettuare un distinguo tra gli “omicidi di donne” e i femminicidi propriamente classificabili come tali ragionando seriamente sulla necessità di scardinare un modello culturale che vede ancora, troppo spesso, una società che si caratterizza a partire dalla costruzione di una rappresentazione del maschile come “dominante” e un femminile “remissivo”. La vera sfida nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo condiviso di ridurre i numeri allarmanti del fenomeno deve partire proprio dall’educazione, prima ancora che dalla semplice risposta sanzionatoria. (Flaminia Bolzan) Maria Elena Boschi, deputata: «Ora servono uomini coraggiosi» Protagoniste, indipendenti, ma non sole. Sono le condizioni per fermare una violenza senza fine. Non siamo vittime di un raptus, siamo uccise perché donne. “Siamo” perché tutte noi abbiamo vissuto un episodio di molestia o di violenza. “Siamo” perché quello che fanno a una donna in quanto donna, lo fanno a ciascuna di noi. Da ministra, parlamentare, donna mi sono battuta per fermare questa strage. E nonostante ci sia ancora una vittima ogni tre giorni e un dolore che si rinnova, non mi arrendo pensando alle donne che si salvano grazie alle politiche messe in campo dallo Stato, al lavoro prezioso dei centri anti violenza, al coraggio di chi denuncia. La ministra Bonetti ha presentato un nuovo piano antiviolenza e Italia Viva ha ottenuto il reddito di libertà per avviare percorsi di emancipazione. Ma dobbiamo fare di più. Serve un’operazione educativa che parta da famiglie e scuola. Servono uomini coraggiosi, perché la battaglia per i diritti delle donne non è questione da donne, ma di civiltà, di democrazia. Non chiediamo protezione o privilegi, rivendichiamo diritti e pari opportunità. (Maria Elena Boschi)In televisione e nei mass media in generale, le donne vittime di violenza il più delle volte sono belle, magre, giovani e raramente i segni della violenza ne alternano la bellezza. Così si genera quel fenomeno che gli esperti chiamano “eroticizzazione” della violenza per cui, paradossalmente, la condizione di vittima finisce quasi per dare più appeal. È solo un esempio, ma è importante per ricordare che chi, come me, lavora in televisione ha una grande responsabilità nel contrasto alla violenza sulle donne. Anche gli stereotipi di genere nei programmi tv possono legittimare la violenza sulle donne. I femminicidi, infatti, non si chiamano così per caso: non si tratta solo di una persona che ne uccide un’altra, ma di un uomo che uccide una donna per il ruolo che quest’ultima ha nella nostra società. Se in televisione continuiamo a mostrare il genere femminile subordinato a quello maschile, non facciamo che alimentare una cultura patriarcale che vede la donna come un oggetto che l’uomo può possedere al punto tale che, se lo decide, può anche eliminarla del tutto.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Troppe le donne picchiate, derise, minacciate e ammazzate Ariano Irpino. "Avevo 19 anni quando ho sposato mio marito Andrea. Uno dei giorni più belli della mia vita. Mi marito mi amava, era premuroso. Il nostro primo anno di matrimonio è stato stupendo. Poi, però, qualcosa è cambiato. Andrea è rimasto senza lavoro, non era più lo stesso. Beveva molto e quando tornava a casa mi picchiava senza motivo. La mia vita in men che non si dica, era diventata un inferno in terra. Ogni volta che Andrea mi picchiava, provavo a parlarne con mia madre ma lei continuava a ripetermi che dovevo salvaguardare il matrimonio per il bene dei miei figli. Addirittura una volta mi disse che la violenza era la croce che ogni donna doveva sopportare se davvero amava la famiglia. Un giorno sempre in preda all'alcol, Andrea mi colpì senza motivo buttandomi a terra. Era in piedi davanti a me e, con uno sguardo sprezzante, iniziò a dirmi che non ero degna di stare con lui. Calci, pugni, la sua forza diabolica era ormai inarrestabile. Poi prese un coltello e mi ferì lasciandomi a terra in un mare di sconforto e di umiliazione. Chi poteva aiutarmi? Nel posto in cui vivevo, non c'era uno sportello di ascolto o un centro anti violenza. Se avessi denunciato Andrea senza supporto, probabilmente avrei fatto peggio. Ho sopportato per ben 25 anni quella violenza domestica. Oggi Andrea, nei suoi soliti attacchi di ira ha esagerato e con lo stesso coltello della scorsa volta, mi ha colpita a morte." E' la storia toccante, raccontata da Rossana Marra, presidente della cooperativa sociale Bmore eccellenze per il sociale che ha aperto il convegno promosso dalla Fidapa di Ariano Irpino guidata da Sara Sebastiano dal titolo: "No alla violenza, quando le parole lasciano i lividi." "Ci sono storie che è difficile leggere, ma che è indispensabile siano scritte - ha affermato Rossana Marra - come Anna, tante, anzi troppe, sono le donne picchiate, derise, minacciate e ammazzate per mano di un uomo e altrettanti i figli costretti a crescere senza una madre o a subire violenza. Noi tutti abbiamo il dovere di non ignorare la grave problematica della violenza sulle donne. Problematica che a volte, purtroppo, sembra essere diventata più un qualcosa di cui si parla per moda che per conoscenza reale del fenomeno." Un dato: Tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2018, in provincia di Avellino, 190 donne si sono rivolte ai servizi anti violenza. 8 le donne uccise in Campania dall'inizio del 2021. "Abbiamo il dovere di non ignorare in qualità di cittadini, amici, istituzioni, enti no profit e, ancor di più in qualità di esseri umani che nel 2021 tali oscenità si verifichino indisturbate nelle case accanto alla nostra. Facciamo in modo che quelle di oggi non restino solo parole buttate al vento." Al convengo svoltosi nella nuovissima sala del palazzo degli uffici sono intervenuti Maria Grazia Pecorari, avvocato, che ha trattato gli aspetti legali della violenza sulle donne, Angela Di Rienzo, psicologa e psicoterapeuta la quale ha focalizzato l'attenzione sulla violenza psicologica. A rappresentare l'amministrazione comunale la consigliera Valentina Pietrolà, l'assessore Veronica Tarantino e il consigliere Andrea Melito. Monologhi sul tema, a cura di Gilda Ciccarelli compagnia teatrale "La Fermata" accompagnata da Armando Alfano al violino. Presente in sala la polizia di Stato rappresentata dall'ispettore Angelo Lanno il quale ha portato i saluti del vice questore Maria Felicia Salerno. Presentate nel corso della serata le scarpette rosse e blu dei maestri ceramisti con il contributo del Comune e proiettato il vide vincitore del concorso Fidapa 2020/2021 "Donne e resilienza" realizzato dalle socie di Sant'Andrea di Conza. Cartellonistica curata da Simona Spinazzola. La presidente Sara Sebastiano, particolarmente commossa nel suo intervento ha ringraziano tutti per il prezioso lavoro, auspicando che simili iniziative possano essere di sostegno alla lotta contro i femminicidi, attraverso una maggiore sinergia e sensibilizzazione da parte tutte le istituzioni. Solo facendo rete e denunciando si potranno evitare nuove stragi per mano di uomini violenti. "Quando parliamo di violenza il pensiero va subito a quella fisica. Eppure essa può presentarsi in varie forme, basto pensare alle offese, alle critiche, alle accuse, alla mancanza di rispetti, alla svalutazione, alla menzogna, ai ricatti, al controllo della libertà personale. Sono queste alcune forme con cui si manifesta la violenza psicologica. Un vero abuso emotivo che utilizza le parole come un'arma. Parole che lasciano i lividi nel cuore." La sezione Fidapa di Ariano Irpino ha deciso quest’anno, di sostenere il progetto di Pupa Tarantini (ex assessore del Comune di Oristano e promotrice di Scarpette Rosse, che di Fidapa è la presidente per la sezione di Oristano), con il progetto di "Scarpette Rosse e Blu" che ha lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne a livello mondiale. Il blu è il colore dominante dei veli indossati dalle donne afghane: ancora una volta il colore, come il rosso per la violenza, carica di un profondo significato l’iniziativa che si propone di sensibilizzare e tenere accesa l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sulla condizione della donna in Afghanistan. "Per questo, Fidapa sezione di Ariano - ha affermato Sara Sebastiano - in collaborazione con l’associazione “Ceramisti Città di Ariano” e il patrocinio del Comune di Ariano vuole tenere accesa l’attenzione sul tema, con le “Scarpette Rosse e Blu” che, dopo la settimana della violenza di genere, verranno esposte prima nei negozi di Ariano, e successivamente, in maniera stabile, saranno esposte in una vetrina artistica ubicata in un sito da concordare con l’amministrazione comunale."di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. E' deceduto all'ospedale "Ruggi d'Aragona" di Salerno l'uomo di 82 anni che questa mattina è stato investito mentre attraversava nei pressi di Piazza della Concordia. Troppo gravi le ferite riportate nell'impatto: i medici hanno provato a salvare l'anziano, ma purtroppo senza riuscirci. Il conducente dell'auto che lo ha travolto si è subito fermato a prestare soccorso. La sua posizione è al vaglio della polizia municipale di Salerno: gli agenti hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica. Si tratta del secondo incidente mortale a distanza di pochi giorni avvenuto in città. Nella notte di sabato a perdere la vita era stato Luigi D'Urso, 28enne, che viaggiava a bordo dello scooter mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro. Ora, questa nuova tragedia che ripropone ancora una volta il tema della sicurezza sulle strade di Salerno.
INSERITO DA ANGELA CECERE Una modella a cui è stato strappato il labbro superiore da un pitbull in un orribile attacco ha subito un intervento chirurgico rivoluzionario da 400 mila dollari per cercare di ripristinare il suo sorriso. Prima dell'incidente, Brooklinn Khoury, 22 anni, di Mission Viejo, California, stava lavorando duramente per la sua carriera di modella. La skateboarder diventata influencer si stava persino preparando per girare il suo primo spot televisivo, quando improvvisamente tutto è cambiato. Il volto di Brooklyn è stato drammaticamente alterato il 3 novembre 2020, quando è stata attaccata dal cane di un parente mentre era in visita alla famiglia in Arizona. Ha detto che l'animale "stava scuotendo la testa come un giocattolo" e alla fine le ha strappato l'intero labbro superiore e parti del naso. Ora, la 22enne ha subito un intervento chirurgico che le ha cambiato la vita, per il quale ha ammesso di aver avuto "sentimenti molto contrastanti", a causa del lungo e faticoso processo di guarigione. Ha rivelato in un video di YouTube pubblicato pochi giorni prima di andare sotto i ferri che dopo l'intervento chirurgico, dovrà farsi mettere un sondino nel naso poiché non sarebbe stata in grado di muovere la bocca. L'intervento che potrebbe salvare il sorriso di Brooklinn Cos'è un innesto cutaneo? Un innesto cutaneo si verifica quando un lembo di pelle rimosso chirurgicamente da un'area del corpo viene trapiantato o attaccato in un'altra area. Viene spesso utilizzato su ustioni, aree in cui si è verificata un'infezione che ha causato una grande quantità di perdita di pelle, cancro della pelle o ferite molto grandi. «Sono entusiasta di sottopormi a un intervento chirurgico per ricominciare a guarire e lavorare con questo dottore, ma sono anche davvero triste di dover interrompere di nuovo la mia vita e in qualche modo guarire, e di passare attraverso il processo di guarigione», ha detto nel video. «Uscendo dall'intervento, non sarò affatto in grado di muovere la bocca, quindi devo avere un sondino per l'alimentazione nel naso. Devo seguire una dieta liquida. Devo stare in ospedale per cinque giorni dopo l'intervento. Sarà molto dura, quindi avrò bisogno di tutte le preghiere che posso ricevere».' Brooklinn ha spiegato che "l'operazione molto complessa" non farà sembrare il suo labbro completamente normale. Ha aggiunto: "Non sembrerà un labbro perfetto, è solo il fondamento". Secondo la giovane star, avrebbero preso della pelle e un'arteria dal suo braccio e l'avrebbero messa in bocca per agire come un nuovo labbro. Ha anche rivelato che le ci è voluto più di un anno per trovare un medico disposto a lavorare sul suo viso, ma che ne è valsa la pena aspettare. «Devono prendere un'arteria principale e prendere la pelle, piegarla e mettermela in bocca. L'arteria deve fornire sangue, quindi mi taglieranno un po' il collo e prenderanno l'arteria sotto la mia pelle e la collegheranno al mio labbro in modo che io abbia il flusso sanguigno per la nuova pelle», ha spiegato.
INSERITO DA ANGELA CECERE E’ morta annegata in una piscina gonfiabile la neonata strappata dalle braccia della mamma durante una rapina in Ecuador. Secondo quanto riporta il Sun, Angelica Murillo stava facendo il bagno a sua figlia Maria di nove mesi in una piscina gonfiabile nel patio di casa quando sono arrivati i rapinatori. Due uomini che con una scusa sono riusciti a farsi aprire la porta di casa. Un attimo e la bambina strappata dalle braccia della madre è stata gettata nella mini piscina. Senza protestare la donna ha consegnato loro tutti i soldi che aveva in casa, circa 900 euro. Non abbastanza per i due che dopo aver legato Angelica hanno iniziato a rovistare in tutta casa. Disturbati da alcuni rumori sono poi scappati lasciando la mamma bloccata senza la possibilità di aiutare la piccola. Le urla della donna sono però state sentite dall’altra figlia di 12 anni che giocava a casa dei vicini. Al suo arrivo la ragazzina ha trovato la sorellina che galleggiava nella piscina. La madre ormai slegata ha tentato di rianimare il corpicino, ma ormai non c’era più niente da fare. La Polizia sta dando la caccia ai due sospettati ma la violenza è un problema enorme per il Paese. In Ecuador ci sono in media 66 rapine al giorno e quelle in casa sono aumentate del 14% dallo scorso settembre.
del direttore Michele Pappacoda Viene definito terremoto dell'Irpinia (o terremoto del 1980) il sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Caratterizzato da una magnitudo momento di 6,9, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980. Una forte scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un'area che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. Tra i comuni più duramente colpiti vi furono quelli di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Laviano, Calabritto, Senerchia e altri paesi limitrofi. Gli effetti, tuttavia, si estesero ad una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l'area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa. I resoconti dell'Ufficio del Commissario Straordinario hanno quantificato i danni al patrimonio edilizio. È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto province interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati. Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve. L'entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l'interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l'allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò ad evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l'altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati. Nei tre giorni successivi al sisma, quotidiano Il Mattino di Napoli andò enfatizzando la descrizione della catastrofe. Il 24 novembre il giornale titolò «Un minuto di terrore – I morti sono centinaia», in quanto non si avevano notizie precise dalla zona colpita, ma si era a conoscenza del crollo di via Stadera a Napoli. Il 25 novembre, appresa la vastità e gravità del sisma, si passò a «I morti sono migliaia – 100.000 i senzatetto», fino al titolo drammatico del 26 novembre «Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti (sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto (250.000?) – FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla». La cifra dei morti, approssimativa per eccesso soprattutto a causa dei gravi problemi di comunicazione e ricognizione, fu poi ridimensionata fino a quella ufficiale, ma la cifra dei senzatetto non è mai stata valutata con precisione. Al di là del patrimonio edilizio, già fatiscente e datato a causa dei terremoti del 1930 e 1962, un altro elemento che aggravò gli effetti della scossa fu il ritardo dei soccorsi. I motivi principali furono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell'entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un'organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza fu il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 25 novembre, nonostante il parere contrario del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri, Pertini si reca in elicottero sui luoghi della tragedia, ritrovando l'allora Ministro degli Esteri, il potentino Emilio Colombo. Di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, Pertini denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che arriveranno in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causano l'immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni del Ministro dell'Interno Virginio Rognoni. Gli aiuti internazionali. Molti Paesi, in seguito alla notizia del terremoto, si attivarono per inviare alle popolazioni colpite non solo soldi per la ricostruzione, ma anche unità militari e personale specializzato. Stati Uniti d'America: 70 milioni di dollari, 136 uomini con 6 elicotteri della Compagnia Paracadutisti del 509° Btg. Germania Ovest: 32 milioni di dollari, 1 ospedale da campo con 90 sanitari; 650 uomini e 3 elicotteri del 240° Btg. Genio Pionieri; 1 gruppo di esperti della Croce Rossa; 47 volontari-elettricisti, un gruppo di salvataggio, un gruppo depurazione; 16 cani da salvataggio con guida. Arabia Saudita: 10 milioni di dollari. 3 milioni di dollari. 500mila dollari. bandiera Belgio: 1 squadra sanitaria di 10 uomini e un'autoambulanza. bandiera Francia: équipe di ricerca dei superstiti composte da 291 uomini con cani da valanga; 59 militari medici e specialisti nel soccorso; 12 autoambulanze e 1 elicottero autoambulanza con personale medico. Austria: 1 ospedale militare da campo con 130 sanitari. Jugoslavia: 12 squadre di ricerca con elettrosonde composte di 41 uomini. Svizzera: 14 squadre cinofile e 2 elicotteri speciali per soccorso. La ricostruzione. A Laviano, paese in cui i morti per il sisma furono un quinto della popolazione (300 deceduti su 1500 abitanti), le prime case in legno (una ventina) con servizi compresi arrivarono già nel febbraio 1981. Il 25 aprile 1981, a 122 giorni dal terremoto, gli alloggi in legno tipo chalet realizzati dal gruppo Rubner – che si insediò nel 1990 in Irpinia con uno stabilimento di produzione a Calitri – diventano 150, per un totale di 450 persone ricoverate. La ricostruzione fu, però, anche uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia. Infatti, come testimonia tutta una serie di inchieste della magistratura, per le quali sono state coniate espressioni come Irpiniagate, Terremotopoli o il terremoto infinito, durante gli anni si sono inseriti interessi loschi che hanno dirottato i fondi verso aree che non ne avevano diritto, moltiplicando il numero dei comuni colpiti: 36 paesi in un primo momento, che diventano 280 in seguito a un decreto dell'allora presidente del Consiglio Arnaldo Forlani nel maggio 1981, fino a raggiungere la cifra finale di 687, ossia l'8,5% del totale dei comuni italiani. Più di 70 centri sono stati integralmente distrutti o seriamente danneggiati e oltre 200 hanno avuti consistenti danni al patrimonio edilizio. Centinaia di opifici produttivi e artigianali sono stati cancellati con perdita di migliaia di posti di lavoro e danni patrimoniali per decine di migliaia di miliardi. Il numero dei comuni colpiti, però, è stato alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni), ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato, è stata per decenni incompleta. A Torre Annunziata esistono due quartieri, Penniniello e il Quadrilatero delle Carceri, distrutti dal terremoto del 1980, ma malgrado le ingenti somme di denaro che si continuano a stanziare – 10 milioni di euro per il primo nel 2007, 1,5 milioni di euro per il secondo nel 2009 – ancora non è stata completata la loro ricostruzione. Questi quartieri oggi sono diventati la principale roccaforte della camorra (il Quadrilatero delle Carceri è ancora oggi il quartier generale del clan Gionta) ed una delle più agguerrite piazze di spaccio della regione Campania. I contributi per il rilancio economico Sul modello del terremoto del Friuli, la ricostruzione anche in Irpinia venne incentrata sul rilancio industriale. Tuttavia, il territorio non presentava caratteristiche industriali già da prima del sisma, e la pioggia di contributi costituì una tentazione invincibile per parecchi. Il meccanismo di captazione dei fondi pubblici prevedeva la costituzione di imprese, che fallivano non appena intascati i contributi. I finanziamenti arrivarono talmente concentrati da non riuscire ad essere spesi. In sette anni, 26 banche cooperative aprirono gli sportelli nella zona terremotata (9 nella sola provincia di Avellino), arrivando a fare prestiti alle imprese del Nord Italia. Per rilanciare 20 zone industriali tra Campania e Basilicata vennero stanziati 7.762 miliardi di lire (circa 8 miliardi di € del 2010). Il costo finale fu 12 volte superiore al previsto in provincia di Avellino e 17 volte in provincia di Salerno. Secondo la relazione finale della Corte dei Conti, i costi per le infrastrutture crebbero fino a punte «di circa 27 volte rispetto a quelli previsti nelle convenzioni originarie». Il 48,5% delle concessioni industriali (146 casi) venne revocato. La Corte dei Conti accusa «la superficialità degli accertamenti e l’assenza di idonee verifiche», approvate senza «adeguatamente ponderare situazioni imprenditoriali già fragili e già originariamente minate per scarsa professionalità o nelle quali la sopravvalutazione dell’investimento, in relazione alle capacità imprenditoriali, ha portato al fallimento dell’iniziativa». Nel 2000, 76 aziende risultavano già fallite, ma solo una piccola parte dei contributi (il 21% nella provincia di Salerno) era stato recuperato. Il dopo-sisma [modifica] « L'uso di 50-60mila miliardi stanziati per l'Irpinia rimase un porto nelle nebbie » (Indro Montanelli in Le stanze, BUR, 2004) La prima stima dei danni del terremoto, che venne fatta nel 1981 dall'ufficio dello Stato (organo speciale atto a coordinare le operazioni di stima dei danni per conto della presidenza del Consiglio), parlava di circa 8.000 miliardi di lire. La stessa cifra è cresciuta in maniera esponenziale, fino a superare quota 60.000 miliardi di lire. La Commissione Scalfaro Oscar Luigi Scalfaro Il 7 aprile 1989, con la Legge n.128, Oscar Luigi Scalfaro viene messo a capo della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'attuazione degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti dai terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981 della Campania e della Basilicata: è un organismo bicamerale con gli stessi poteri della magistratura, costituito da venti deputati e altrettanti senatori con il compito di accertare quanto realmente lo Stato ha speso, sino a quel momento, per la ricostruzione delle aree terremotate. Nella "relazione conclusiva" che verrà stilata, la somma totale dei fondi stanziati dal Governo italiano raggiungerà la cifra di 50.620 miliardi di lire, così suddivisi: 4.684 per affrontare i giorni dell'emergenza; 18.000 per la ricostruzione dell'edilizia privata e pubblica; 2.043 per gli interventi di competenza regionale; 8.000 per la ricostruzione degli stabilimenti produttivi e per lo sviluppo industriale; 15.000 per il programma abitativo del comune di Napoli, e le relative infrastrutture; 2.500 per le attività delle amministrazioni dello Stato; 393 residui passivi. Le inchieste successive Circa l'inchiesta del filone Mani Pulite denominata "Mani sul terremoto", pubblicata su Panorama nel 1992, Daniele Martini scrive: «in Irpinia la Guardia di Finanza scoprì fienili trasformati in piscine olimpiche mai ultimate, o in ville. Individuò finanziamenti indirizzati a imprenditori plurifalliti e orologi con brillanti regalati con grande prodigalità ai collaudatori dello Stato». Nel marzo del 1987 alcuni giornali, tra cui l'Unità e L'Espresso, rivelarono che le fortune della Banca Popolare dell'Irpinia erano strettamente legate ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia del 1980. Tra i soci che traevano profitto dalla situazione c'era la famiglia di De Mita con Ciriaco proprietario di un cospicuo pacchetto di azioni che si erano rivalutate grazie al terremoto. I titoli erano posseduti anche da altri parenti. Seguì un lungo processo che si concluse nell'ottobre del 1988 con la sentenza: «Secondo i giudici del tribunale romano chiamato a giudicare sulla controversia, era giusto scrivere che i fondi del terremoto transitavano nella banca di Avellino e che la Popolare è una banca della Dc demitiana». Appresa la sentenza, l'Unità pubblicò il 3 dicembre un articolo in prima pagina dal titolo eloquente: «De Mita si è arricchito con il terremoto». Nell'inchiesta Mani sul terremoto saranno coinvolte 87 persone tra cui l'on. Ciriaco de Mita, l'on. Paolo Cirino Pomicino, il sen. Salverino De Vito, l'on. Vincenzo Scotti, l'on. Antonio Gava, l'on. Antonio Fantini, l'on. Francesco De Lorenzo, l'on. Giulio Di Donato e il commissario on. Giuseppe Zamberletti. Sul coinvolgimento di politici e di vari amministratori si sono levate numerose denunce e promosse alcune inchieste che hanno portato a diversi arresti. Il sisma in cifre * Regioni colpite: 3 (Campania, Basilicata e Puglia). Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia). Di questi circa 70 «disastrati» e circa 200 «danneggiati».In totale, l'8.5% per cento degli 8086 comuni italiani. Superficie colpita: 17.000 km². * Popolazione coinvolta: 6 milioni di abitanti. * Abitazioni distrutte o danneggiate dal sisma: 362.000. * Contributi pubblici dello Stato italiano, secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta (prima dell'approvazione della legge finanziaria 1991): 50.902 miliardi di lire (circa 26 miliardi di euro). * Contributi pubblici dello Stato italiano, all'anno 2008: 32.363.593.779 €, attualizzabili a circa 66 miliardi di euro al valore del 2010 * La finanziaria 2007 prevede un contributo quindicennale di 3,5 milioni di euro per la ricostruzione. * In Italia è ancora oggi in vigore un'accisa di 75 lire (4 centesimi di euro) su ogni litro di carburante acquistato, imposta dallo Stato per il finanziamento del terremoto in Irpinia.
MICHELE PAPPACODA Ancora altri successi nella carriera letteraria e poetica della nostra cara amica e scritrice Primula Galantucci e noi del Giornale Vettica di Amalfi Online facciamo i nos tri auguri di un successo sempre maggiore alla nostra scrittrice.
Oggi sul quotidiano La Provincia nell'inserto Diogene c'è un mio articolo che affronta il tema della violenza sulle donne.
Che emozione grande. Grazie di cuore per avermi scelto!!!
Diogene LaProvincia La Provincia di Como Laura Mosca