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news italia e dal mondo

Sezione Sicilia news Catania Aligrup, i lavoratori puntano a Sanremo: «La nostra protesta arriverà all’Ariston»

8 Febbraio 2013, 12:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/ALIGRUP--180x140.JPG?v=20130208103138

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gli organizzatori: «Vogliamo che la stampa nazionale si interessi della nostra situazione» CATANIA - Vogliono andare a Sanremo a “far rumore” davanti al teatro Ariston per far “sentire la loro voce” a livello nazionale. Stiamo parlando degli ormai esasperati lavoratori ex Aligrup che stanno pensando, per i prossimi giorni, di promuovere un’azione forte affinché il loro caso passi alla ribalta nazionale. Hanno anche scelto di rinunciare al sit-in programmato nei pressi del casello autostradale di San Gregorio di Catania, per provare il tutto e per tutto a Sanremo. Per questo, hanno iniziato una colletta tra parenti e amici per reperire i fondi necessari per raggiungere la città ligure che la prossima settimana sarà protagonista con il “Festival della Canzone Italiana”. «Stiamo provando a raccogliere i soldi necessari per andare a Sanremo – spiega Michele Russo Coordinatore del Comitato Spontaneo dei Dipendenti Aligrup – vogliamo che la stampa nazionale si interessi non soltanto della canzone italiana, ma anche dei dipendenti Aligrup che non possono mangiare». TRATTATIVE ARENATE - Tutto tace. Le trattative si sono arenate e il futuro dei dipendenti dell’ex roccaforte siciliana dei supermercati è sempre più buio. Le ultime speranze sono affidate alla Coop, che sta lavorando sottotraccia per rilevare i punti vendita più grandi. Tuttavia anche qualora queste trattative dovessero andare in porto, non si risolveranno tutti i problemi dei dipendenti. Quelli che sono stati definiti, in maniera molto schietta dai sindacati, “morti che camminano” rimarranno comunque disoccupati. Si tratta dei lavoratori degli uffici e dei depositi che non saranno assorbiti da nessun compratore a causa della vendita “spezzatino” dei punti vendita. REGIONE - Non cambia la situazione quindi e per far muovere qualcosa i dipendenti hanno deciso di fare una protesta plateale, delusi anche da tante promesse ricevute a livello regionale, fino ad oggi non mantenute. «Avevamo chiesto ai dirigenti regionali – aggiunge ancora Russo – di diventare portavoce a livello nazionale per promuove la defiscalizzazione nei confronti delle aziende, che avrebbero investito nell’Aligrup. Ad oggi tante belle parole, ma nulla di concreto. Ci aspettavamo da un nuovo presidente e da una nuova giunta, un netto taglio col passato che ribadiamo non abbiamo visto». FUTURO - Intanto il Comitato Spontaneo dei Dipendenti Aligrup ha deciso di diffondere una lettera aperta indirizzandola alla proprietà, al liquidatore, alla Regione, ai sindacati e alla stampa nazionale. «Questa lettera vogliamo indirizzarla a tutti coloro che hanno avuto, e forse potrebbero avere ancora, un ruolo determinante nello sceneggiato Aligrup o in quella che possiamo meglio definire fiction», scrivono. Nella missiva il Comitato ribadisce la voglia «di avere chiarezza sul futuro lavorativo dei dipendenti e di accelerare il processo per l’erogazione della Cassa Integrazione avvalendoci di tutte le risorse disponibili: proprietà, istituzioni, sindacati, tribunale». DIRITTO AL LAVORO - L’obbiettivo è sempre quello di rivendicare con dignità il diritto al lavoro di dipendenti esasperati, che non riescono a capire come un’azienda che «a fine 2011 aveva quote di mercato da capogiro 23% su Catania e provincia, 16% in Sicilia, con oltre 1.000.000 di carte fidelity e circa 300 Milioni di euro di fatturato», si possa essere trovata in questa situazione. Infine, il Comitato sempre attraverso il portavoce accusa di uno «strano silenzio anche la proprietà, il liquidatore, Maurizio Verona, i sindacati, i sindaci, il presidente della Provincia e il presidente della Regione Rosario Crocetta». Chiedendo che si realizzi un’assemblea trasversale aperta a tutte le sigle politiche, affinché i candidati alle prossime elezioni «stacchino momentaneamente dalle loro campagne elettorali – spiega Russo – si ricordino del nostro problema, che sembra dimenticato, e ne vengano a discutere con noi».

Fonte Italpress

08 FEBBRAIO 2013

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Sezione Sicilia news Palermo Stato-mafia: lunedì la distruzione delle intercettazioni di Napolitano

8 Febbraio 2013, 12:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/napolitano--180x140.JPG?v=20130208121143

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Lo ha disposto il gup di Palermo Ricciardi: l'operazione avverrà nella «sala ascolto» del carcere Ucciardone PALERMO - Saranno distrutte lunedì le intercettazioni telefoniche tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino raccolte finite nell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. Lo ha disposto il gup di Palermo Riccardo Ricciardi, in esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di interessi sollevato dal presidente della Repubblica. Il provvedimento è stato appena depositato. UCCIARDONE - Della materiale distruzione dei file audio si occuperà un tecnico della società Rcs che gestisce i server dell'ufficio inquirente del capoluogo siciliano. Le operazioni avverranno nella ''sala ascolto'' che si trova in una struttura apposita del carcere «Ucciardone» dove sono i server.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Assalti a market e benzinai, presi due baby rapinatori

8 Febbraio 2013, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/rapina--180x140.JPG?v=20130208102914

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Armati di fucile a canne mozze hanno commesso 6 rapine nel giro di due ore: hanno 16 e 17 anni TARANTO - Sei rapine in poco più di due ore: stessa banda, stessa auto, stesse armi, stessa feroce determinazione. Riuscendo a mettere insieme un bottino di oltre 2mila euro. Sono tre rapinatori che tra le 16.40 e le 19.15 del 5 novembre scorso, avevano messo a ferro e fuoco la provincia jonica, in particolare Grottaglie, Taranto e Sava. Sotto attacco erano finiti supermercati, stazioni di servizio, farmacie e non solo. In ogni azione i banditi, freddi e risoluti, oltre all’incasso dei vari esercizi commerciali, hanno «ripulito» i clienti di portafogli, borse e monili. In azione, per tutti e sei gli episodi, è entrato lo stesso commando composto da tre giovanissimi armati di pistole e fucile a canne mozze, a bordo di una Fiat Uno verde, risultata poi rubata in quello stesso pomeriggio a Francavilla Fontana. Due di loro di 16 e 17 anni sono stati arrestati. Il terzo complice è ancora ricercato. LE RAPINE - Il primo colpo tentato ma non andato a segno, era stato quello della stazione di servizio Q8 alle porte di Grottaglie. Tre rapinatori, intorno alle 16.40 del 5 novembre, si erano presentati dinanzi ai gestori, due fratelli e, mentre uno rimaneva in macchina con il motore acceso pronto per la fuga, gli altri due, con pistola e fucile a canne mozze, hanno affrontato i malcapitati che però, reagendo, erano riusciti a metterli in fuga a mani vuote. Solo dieci minuti più tardi, irrompendo con veemenza, erano ricomparsi davanti banconi di una farmacia di Grottaglie. Armi in pugno e con il volto travisato da calzamaglia e passamontagna, due rapinatori si erano fatti consegnare l’incasso di 500 euro, due borse e monili dai dipendenti, mentre il terzo controllava le uscite. La rapina era durata pochi istanti ed il commando si era dileguato a bordo della Fiat Uno. Da Grottaglie il trio si era spostato a Taranto, solo 40 minuti più tardi, sulla statale che collega Paolo VI ai Tamburi, per assaltare un supermercato. Anche qui, oltre all’incasso, i malfattori erano fuggiti con borse e portafogli di alcuni clienti. Sprezzanti, hanno continuato nella loro serie di rapine e, alle 18.20, i tre si erano presentati a Lama in una farmacia, portando via l’incasso, i portafogli di due clienti, nonché le chiavi dell’auto di uno di questi. Abbandonata la Fiat Uno a Lama, i tre erano fuggiti a bordo di una Nissan Almera appena rapinata e, dieci minuti dopo, avevano tentato un’altra rapina ad un distributore carburanti di Lama, senza riuscire nell’intento perché il benzinaio, vistosi le armi puntate contro, in preda al panico era fuggito rifugiandosi all’interno del bar. A questo punto, i tre avevano messo a segno l’ultimo colpo della serata: alle 19.15, giunti a bordo della Nissan Almera da poco rubata, avevano fatto irruzione all’interno di un supermercato di Sava e, con le armi spianate, minacciato cassiere e presenti, per poi fuggire con un bottino di 1.300 euro e con i portafogli di alcuni avventori. LE INDAGINI - Gli accertamenti dei carabinieri erano andate avanti tutta la notte con perquisizioni, ascolto di testimoni ed esame dei sistemi di videosorveglianza degli obiettivi colpiti ed avevano chiarito sin da subito che si era di fronte ad un gruppo di scatenati giovanissimi e, soprattutto, freddi e ben organizzati. Nei giorni seguenti gli investigatori hanno ricostruito i passaggi di quella giornata di follia. Il terzetto infatti, si era mosso da Manduria con una Fiat Uno Rossa rubata in quel centro, per poi raggiungere Francavilla Fontana; qui aveva tentato di rubare un’altra Uno dello stesso colore e, non riuscendovi, si era impossessato della Uno verde con cui erano state messe a segno le prime cinque rapine fino alla farmacia di Lama. Fondamentali sono state le registrazioni di telecamere installate sulla strada che hanno immortalato i momenti salienti del tentato furto della Fiat Uno rossa e del furto della Uno verde. Fissato, quindi, un punto di partenza, le indagini si sono concentrate sull’esame delle registrazioni delle fasi delle varie rapine. Dalle varie comparazioni effettuate e dalle testimonianze di alcune persone presenti durante le rapine, i militari hanno identificato due dei tre rapinatori, che sono risultati essere due minorenni di 16 e 17 anni di Manduria, sul cui conto figurano già numerosi precedenti. Entrambi, infatti, si trovavano già in custodia cautelare presso il carcere minorile“Fornelli” di Bari, perché arrestati in flagranza di reato in due distinte operazioni. Il diciassettenne, lo scorso 8 gennaio, era stato fermato dalla Squadra Mobile di Lecce per aver assaltato, con le stesse modalità, due farmacie di Maglie e Galatina; il sedicenne, appena lo scorso 20 gennaio, era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Manduria perché responsabile di ben quattro rapine nella zona orientale della provincia. Ma le indagini del Nucleo Investigativo hanno passato al setaccio tutte le rapine perpetrate nell’ultimo periodo in provincia, fino a trovare elementi di analogia con un’altra rapina messa a segno pochi giorni dopo quel folle 5 novembre e, precisamente il 12, lo stesso commando, irrompendo all’interno della tabaccheria di Sava, ha addirittura picchiato il titolare che aveva reagito alla minaccia delle armi. In quell’occasione il trio riuscì a fuggire con un bottino di 500 euro a bordo di una Y10 verde rubata due giorni prima ad Avetrana. I provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale per i Minorenni di Taranto. Giuseppe LANZO sono stati eseguiti nella mattinata di ieri dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale di Taranto ed i due minori resteranno nell’istituto minorile di Bari a disposizione del P.M. dott.ssa Silvia Nastasia. I Carabinieri hanno anche ritrovato e sequestrato la Fiat Uno verde e, successivamente, la Nissan Almera che saranno sottoposte a rilievi tecnici allo scopo di rilevare altri elementi utili per le indagini.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS Foggia, l'area è pubblica, ma il Comune non lo sa

8 Febbraio 2013, 12:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/parcheggio--180x140.jpg?v=20130208105506

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Da una settimana scoperto che un parcheggio centralissimo è gestito da «abusivi» FOGGIA - Un parcheggio grande, con circa 100 posti auto a disposizione, centralissimo, gestito da una cooperativa su un suolo di proprietà del Comune. Tutto bello e tutto comodo. Solo che l’amministrazione comunale non sapeva di essere in possesso di quell’area, l’ufficio patrimonio se ne è accorto solo una decina di giorni fa. Da almeno 12 anni chi gestisce il parcheggio su quell’area non solo non avrebbe mai versato un euro degli incassi al Comune ma non avrebbe mai pagato nemmeno l’occupazione di suolo pubblico e non sarebbe in possesso neppure di una qualsivoglia convenzione che gli consenta di operarci su. Negli uffici comunali la stanno cercando da qualche giorno. L’area in questione, di circa 3000 metri quadrati, è quella de «La Maddalena» a pochi passi dal teatro Giordano, tra via Della Repubblica e via Altamura. Il secondo parcheggio, al servizio del centro cittadino, che si incontra arrivando in auto a Foggia da via Manfredonia. A Palazzo di città nessuno pronuncia la parola «parcheggio abusivo». Il sindaco Gianni Mongelli, che da una settimana ha questa patata bollente sulla sua scrivania, conferma: «La proprietà è del Comune, stiamo verificando se c’è un documento che regoli l’attività di quel parcheggio». Ironia della sorte, nel 2010, quando proprio l’amministrazione Mongelli chiuse al traffico la zona intorno al teatro, furono sistemati dall’ufficio traffico i nuovi cartelli stradali; fu anche stampata l’indicazione del parcheggio. Insomma un’area per la sosta quasi sicuramente gestita senza alcuna autorizzazione pubblicizzata sulla cartellonistica comunale. Eppure dal 2001 nei cassetti degli uffici c’è una sentenza, di cui prese atto anche il Consiglio comunale, che stabilì dopo una causa con l’istituto Addolorata che l’ente Comune ne era proprietario «a titolo originario». Negli anni dell’amministrazione Agostinacchio alla cooperativa, vicina all’epoca ad alcuni consiglieri di An, fu data un’autorizzazione provvisoria, scaduta da tempo. Ma solo ora, grazie al teatro Giordano, ci si è accorti che quell’area è del Comune e che quella cooperativa non avrebbe alcun titolo a gestire il parcheggio. Per aprire il Giordano è indispensabile sistemare una cabina di trasformazione molto più grande di quella che fu progettata. Per le dimensioni la Sovrintendenza ai beni architettonici ha espresso parere negativo a che la cabina sia piazzata alle spalle del Comunale, nella stradina oggi transennata. L’unica alternativa è l’area de «La Maddalena», a pochissimi passi dal Giordano. Per questa ragione l’assessore con delega al teatro, Pippo Cavaliere ha formalmente chiesto conto agli uffici comunali di quel terreno. E la magagna è venuta fuori. Ora è indispensabile liberare quell’area per fare i lavori; da sei giorni sul tavolo del comandante della Polizia urbana c’è tale richiesta. Ma tutto è fermo. Il Comune «sta studiando» il modo per riprendersi un suolo di sua proprietà. E probabilmente prima o poi gli stessi problemi Palazzo di città li avrà con l’area in viale Fortore dove fu abbattuto il palazzo ex Scivar. L’area fu acquistata dal Comune, non è recintata e viene utilizzata da alcuni privati.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Escort, D'Addario e De Nicolo chiedono i danni come parte offesa

8 Febbraio 2013, 11:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/patrizia--180x140.jpg?v=20130208113547

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In aula sfileranno le donne delle feste di Berlusconi Il processo è a carico dell'imprenditore Tarantini BARI - Per l'impossibilità del Tribunale di Bari, a causa della loro irreperibilità, di notificare a quattro delle 25 presunte escort l'inizio dell'udienza preliminare, il gup Ambrogio Marrone ha rinviato al 20 marzo prossimo l'udienza sul rinvio a giudizio di otto persone, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione in relazione alle donne condotte in alcune residenze di Silvio Berlusconi. Prima di rinviare l'udienza al giudice è stata formulata richiesta di costituzione di parte civile da parte di Maria Teresa De Nicolò e Barbara Montereale che si aggiungono a quella di Patrizia D'addario, già costituitasi. GLI IMPUTATI - Oltre ai fratelli Tarantini sono imputati la tedesca Sabina Began, la cosiddetta ape regina delle feste dell'ex premier, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, l'avvocato fasanese Salvatore Castellaneta, referente per l'organizzazione delle feste private di Berlusconi a Milano e due soci in affari dei Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Il difensore di Castellaneta ha annunciato che chiederà il rito abbreviato. Il legale di Gianpaolo Tarantini, Nicola Quaranta, si è riservato di chiedere eventuali riti alternativi alla prossima udienza.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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Sezione Sicilia news SICILIA, UN MILIONE IN MENO AL "PARLAMENTO". BATTIATO: "QUI HANNO RUBATO TUTTO

7 Febbraio 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130207_battiato-sicilia.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PALERMO - Il cantautore Franco Battiato nella nuova veste di assessore regionale al Turismo dell Sicilia lancia l'allarme sulle risorse e non risparmia una denuncia nei confronti della precedente amministrazione: «Nelle casse dell'assessorato al Turismo non c'è un euro, hanno rubato tutto. È chiaro?». Battiato ha accettato l'incarico di assessore da pochi mesi. "DEVOLUTO IL PRIMO STIPENDIO". «Ho devoluto il mio primo stipendio a una società in difficoltà, è stato bellissimo. Quale? Sarà tutto in rete tra un pò, stanno facendo i conti, non prendo lo stipendio di assessore ma non vorrei pagarci le tasse. Comunque, non si risolvono i problemi con 10-12 mila euro anche se dalla società mi hanno detto che si sono risollevati». Lo ha detto Franco Battiato, assessore al Turismo in Sicilia, parlando con i cronisti in conferenza stampa. TAGLI ALL'ARS PER UN MILIONE. Un milione di euro. L'Assemblea Regionale Siciliana stringe la cinghia e fa cadere la scure dei tagli sui compensi di dirigenti e personale. Ad annunciare il piano d'azione del Parlamento più antico del mondo il suo presidente, Giovanni Ardizzone."E' un segnale forte - ha detto l'esponente dell'Udc - c'è una riorganizzazione complessiva della macchina burocratica di Palazzo dei Normanni. Aggiungiamo efficienza. C'è stata grande diplomazia da parte del segretario generale, del mio capo di gabinetto a raggiungere un'intesa forte anche con i sindacati e c'è la riduzione di un milione di euro". I tagli partono dal segretario generale aggiunto, una figura depennata dall'organigramma di Palazzo dei Normanni. Gli uffici, poi, passano da 29 a 21, e gli incarichi di vertice da 13 a 11. Altre sforbiciate arriveranno per il personale assunto dal primo gennaio 2013 e per il Segretario generale che perderà l'indennità compensativa di produttività, la cosiddetta sedicesima mensilità, e vedrà ridotto del 30% il compenso annuo.Con questa azione, ha aggiunto Ardizzone, abbiamo dimostrato "quindi che non sono intangibili gli stipendi, neanche quelli dei dipendenti di Palazzo dei Normanni. Andiamo avanti su questa strada - ha concluso il presidente dell'Ars - così come ci eravamo impegnati con l'atto di bilancio che abbiamo approvato il 31 dicembre del 2012". CROCETTA ACCUSA LOMBARDO. «Ma quale mercato delle vacche. Di mercato delle vacche sono esperti quelli del Pds-Mpa, loro conoscono bene quest'esercizio commerciale. Durante le regionali Raffaele Lombardo diede 500 incarichi e l'Assemblea fu costretta a varare la legge blocca nomine. Che avremmo dovuto fare, allora? Chiamare i caschi blu dell'Onu?». Così il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, risponde ai cronisti in merito alle critiche del Pds-Mpa su quella che ha definito «una transumanza di deputati e politici» a sostegno di Crocetta, annunciando un esposto alla Procura di Palermo. «Esposto in Procura? - dice Crocetta - Ma di cosa stiamo parlando? Rimango attonito. Il Pds-Mpa farebbe bene, come fanno i pentiti, a denunciare le loro colpe. Si tratta di scelte fatte da persone in dissenso con i loro ex partiti: non c'è alcun do ut des».

FONTE LEGGO.IT

07 FEBBRAIO 2013

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SEZ. POLITICA ROMA BERLUSCONI: "4 MILIONI DI POSTI DI LAVORO". MONTI PROMETTE: "RIDUCIAMO IRPEF E IRAP"

7 Febbraio 2013, 14:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130207_berlusconi-milioni-lavoro.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - In caso di vittoria, nel primo Cdm, verrà votato un provvedimento che detasserà l'assunzione di collaboratori. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi, in un appello ai giovani trasmesso su Rai Web Radio. «Se ogni impresa assumesse anche un solo giovane avremmo 4 milioni nuovi posti di lavoro», ha detto il leader del Pdl. FONDO TESORO PER CASA O IMPRESA «La possibilità di non pagare le imposte per i primi cinque anni di attività della nuova impresa» e «un prestito per far partire un'attività o compare una casa con un fondo speciale del Tesoro che darà alle banche le garanzie che chiedono». «Se coltivate un sogno - dice il Cavaliere nel corso dell'appello rivolto ai giovani su Rai webradio - quello di fare gli imprenditori vi troverete una sorpresa è cioè la possibilità di non pagare le imposte per i primi cinque anni di attività della nuova impresa. Se poi vi servisse un prestito per far partire un'attività o una casa un fondo speciale del Tesoro darà per voi alle banche le garanzie che chiedono. Questo ci impegnamo a fare quando saremo al governo. Io credo in chi è giovane». MONTI RILANCIA: TAGLIO IRPEF, DIMEZZO IRAP Taglio dell'Irpef, a partire dai redditi medio-bassi, per un totale a «fine legislatura» di riduzione del gettito di oltre 15 miliardi e un dimezzamento del peso Irap sul settore privato entro il 2017, pari a un gettito inferiore di circa 11.2 miliardi rispetto a oggi. È quanto prevede il piano economico di Scelta Civica. Tra le altre proposte fiscali di Scelta civica, anche l'intervento sull'Imu così come già delineato da Mario Monti. Si tratta, partire dal 2013, di aumentare la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro, raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione di 100 euro per anziani soli e persone con disabilit…, il tutto fino ad un massimo di 800 euro. Complessivamente - si legge nel piano economico - la riduzione del gettito Imu sar… di circa 2.5 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'Irpef, Scelta civica punta a una progressiva riduzione del carico a partire dai redditi medio-bassi. «Ci proponiamo - si legge - nell'arco della legislatura una riduzione del rapporto tra gettito Irpef e Pil del 2%». Sul fronte Irap «l'obiettivo primario Š eliminare il monte salari dalla base imponibile dell'Irap. La nostra proposta implica che nel 2017 il gettito Irap sar… circa 11.2 miliardi meno del livello attuale, in pratica un dimezzamento del peso Irap sul settore privato». Il piano economico non prevede invece interventi sull'Iva e sull'Ires.

FONTE LEGGO.IT

07 FEBBRAIO 2013

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CIOCIARIA NEWS Regionali 2013, Fardelli a 360° sulla sanità: “Basta tagli lineari, bisogna ottimizzare”

7 Febbraio 2013, 12:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Cassino (Fr) Il tema fondamentale della campagfna elettorale per la Regione Lazio, a buon motivo, sembra essere la sanità. L’argomento tocca da vicino tutti ed è il servizio primario che ne soffre di più del malgoverno. Marino Fardelli sembra avere idee chiare sull’argomento. Sanità e cittadini perché sono sempre più distanti? Rispondo a questa domanda in veste di cittadino che usufruisce dei servizi sanitari, ma anche come candidato alla Regione Lazio che in queste settimane sta raccogliendo, più di sempre, le istanze dei cittadini. Occorre un nuovo modello sanitario per ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini oggi sempre più distanti dalla sanità pubblica. Trasparenza, partecipazione, rigore nella gestione e meritocrazia fanno parte del nuovo codice etico che è espressione del nostro candidato Presidente alla Regione Lazio Giulia Bongiorno. In questo modo potremo davvero puntare ad una sanità che torni a tutelare il diritto alla salute di ogni cittadino. Comprendo le difficoltà riorganizzative e gli impedimenti burocratici da affrontare, ma se vogliamo veramente cambiare, bisogna fare scelte mirate. In questo periodo è facile parlare di buona sanità? Quel che la politica non osa dire è che l’alternativa ai tagli sono le tasche dei laziali, tant’è vero che solo i tributi locali e l’addizionale Irpef hanno consentito di trovare i 792 milioni che mancavano all’appello per chiudere il 2011. Il coraggio di cambiare è innanzitutto dire e fare, risolvere e mettere mano alle cose scomode che nessuna osa! Il Commissario per la Sanità nel Lazio Enrico Bondi ha stipulato un piano di rientro finalizzato a migliorare l’efficienza del settore, perseguendo 3 obiettivi: l’ottimizzazione dell’assistenza dei pazienti; il miglioramento e la riqualificazione della riabilitazione domiciliare e territoriale; un impiego più efficiente di risorse umane, tecnologiche e strutturali.

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

07 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS E-mail Stampa Condividi «Abusi su una minorenne», assolto dopo tre anni

7 Febbraio 2013, 12:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6485613.1360181402!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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L’uomo, che oggi ha 32 anni, lavora per una ditta artigiana. Era accusato anche di sequestro di persona, lesioni e minacce Assolto perché il fatto non sussiste da tutti e cinque i capi di imputazione per i quali era finito sul banco degli imputati: violenza sessuale, sequestro di persona, violazione di domicilio, lesioni personali e minacce. Si è concluso così, ieri mattina, in tribunale, il processo a carico di un brasiliano di 32 anni che vive e lavora a Livorno, accusato da una ragazza, all’epoca minorenne ma oggi ventenne, che rischia ora una denuncia per calunnia. Lui - del quale non riveliamo il nome per evitare che si identifichi la giovane - ha sempre detto che fra loro c’era un flirt, lei ha negato che fossero stati fidanzatini e ha parlato di abusi e botte. Il secondo collegio del tribunale, presieduto da Luca Salutini (nella foto), ha creduto alla versione del giovane e lo ha assolto da tutte le imputazioni. Il pm, Flavia Alemi, aveva chiesto la condanna a quattro mesi per le lesioni e le minacce. Il tribunale ha anche disposto la restituzione degli atti alla procura per procedere contro la ragazza con l’accusa di calunnia. Il giovane, che lavora per una ditta artigiana di Livorno ma che frequentava a Pisa la ragazza e la sua famiglia, appartenenti alla comunità brasiliana locale, era difeso dagli avvocati Marco Meoli e Carlo Lombardi. La vicenda risale ad un periodo compreso fra il dicembre 2008 e il luglio 2009. La ragazzina, all’epoca sedicenne, denunciò di essere stata in più occasioni violentata, sequestrata, picchiata e minacciata: se si fosse opposta a queste violenze, lui avrebbe fatto del male ai suoi cari, alla madre e alla sorellina di sette anni. Il ragazzo, che per questa vicenda è stato rinviato a giudizio e ha già fatto diversi mesi di carcere, racconta tutta un’altra storia e parla invece di una relazione finita male e di una denuncia arrivata alla fine di un legame sentimentale durato poco ed esauritosi come tante storie tra giovani fidanzati. Il trentenne fu denunciato a metà estate del 2009 dalla madre e dalla sedicenne che disse di essere stata brutalmente abusata più volte dal giovane, un connazionale conosciuto nell’ambito della comunità brasiliana e che all’epoca aveva 27 anni. Il giovane si sarebbe anche introdotto con la forza in casa della ragazza, che vive con la madre, badante di una signora pisana, minacciando tutte e due. Più volte l’avrebbe picchiata, tanto che una volta fu medicata in ospedale per ferite guaribili in dieci giorni.

FONTE IL TIRRENO

07 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Ok al luogo di culto. "Ma non chiamatela moschea"

7 Febbraio 2013, 12:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Via libera dalla commissione alla variante urbanistica. Ma un emendamento di Palmerini (Pdl), approvato, nega la denominazione tipica della religione musulmana LIVORNO. Ora che è arrivato l’ok della commissione consiliare alla variante urbanistica, l'edificio posto al civico 14 di via Guarini al Picchianti può esser chiamato a tutti gli effetti moschea? Non proprio, visto che la commissione ha dato sì parere positivo, ma solo dopo l’approvazione di un emendamento a firma Attilio Palmerini (Pdl) che gli nega la specifica denominazione per definirlo più genericamente “luogo di culto”. Inaugurata ufficialmente alla presenza di autorità e delegazioni delle altre comunità religiose, la struttura attendeva soltanto la variante per modificare la destinazione d'uso. In commissione la questione della moschea ha surriscaldato nuovamente gli animi e fatto volare le accuse reciproche. Inizia le danze Bruno Tamburini che fa perno sulle questioni legate alla sicurezza. Gli risponde il nuovo capogruppo del Pd Paolo Fenzi. «L'inaugurazione è avvenuta in un'atmosfera di pace e serenità - afferma il consigliere di maggioranza - Un segno importante per una città che ha nelle sue tradizioni culturali, l'apertura a credo e religioni diverse. Le prime comunità islamiche a Livorno si insediarono 450 anni fa. Magari avevano già le loro moschee». Fenzi fa notare che il provvedimento sul quale la commissione si deve esprimere riguarda soltanto la variazione della destinazione urbanistica e non se la presenza del luogo di culto per gli islamici sia più o meno opportuna. Ribatte duramente Marcella Amadio (Pdl). «Quando si parla di moschea – sottolinea l’esponente del centrodestra – non si parla solo di una variazione urbanistica, ma anche e soprattutto di politica, di tradizioni e di stravolgimento delle stesse. Per quanto mi riguarda, la ritengo una ferita alla cultura occidentale europea». Amadio solleva poi il dubbio sulla legittimità di inaugurare la moschea prima che l'edificio fosse predisposto a luogo di culto. Dal Pdl, si alza un altro interrogativo, ma di valore giuridico. Questa volta è Attilio Palmerini a prendere la parola: «Poiché non esistono intese tra lo stato italiano e la comunità islamica, proprietaria del capannone, parlare di moschea risulta improprio». Ecco nascere una sorta di "emendamento Palmerini", e la parola "moschea" viene cancellata dal provvedimento e sostituita dal termine "luogo di culto". Del Corona e Tramonti (Pd) replicano alle forti prese di posizione di Amadio. «I membri della comunità islamica sono in maggioranza stranieri - dice Tramonti (Pd) -: la presenza della moschea favorisce un rapporto e un dialogo con loro». A chiarire i dubbi Susanna Cenerini, dirigente comunale sulle concessioni edilizie. «Al momento dell'inaugurazione – spiega – era già stata presentata richiesta di cambiare la destinazione d'uso del capannone in centro culturale. A tale istanza, si aggiunge quella per trasformarlo in sede di culto a tutti gli effetti. Vi è legittimità dell'insediamento sotto tutti i punti di vista». Martina Corirossi

FONTE IL TIRRENO

07 FEBBRAIO 2013

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