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campania news

CAMPANIA NEWS Influenza A, torna l'allarme: donna muore dopo tre giorni di agonia

24 Gennaio 2013, 09:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Una donna di 59 anni è morta a causa dell'influenza A a Castellammare di Stabia dopo essere stata ricoverata nell'ospedale San Leonardo già in coma a seguito di una grave crisi respiratoria. Le indagini, conferma la direzione sanitaria, hanno rivelato che si tratta di un'influenza causata dal virus H1N1. La donna, di Torre Annunziata, era cardiopatica e trapiantata renale ed è stata tenuta in terapia rianimatoria con la respirazione artificiale. Il suo ricovero risale allo scorso 4 gennaio scorso. «L'H1N1 è una forma influenzale che in questo momento non è epidemica - rassicura il direttore sanitario dell'ospedale San Leonardo, Ugo Esposito - la signora morta aveva problemi di salute di varia natura: aveva subito un trapianto in passato ed era cardiopatica, pertanto ha una risposta immunitaria che l'ha resa debole rispetto al virus». La direzione sanitaria del San Leonardo ha attivato le procedure di denuncia obbligatoria presso le istituzioni preposte per risalire all'eventuale origine del focolaio. «Ma sulla base della mia esperienza - ribadisce Esposito - ritengo che non vi siano focolai epidemici di H1N1».

Fonte :Il Mattino

24 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Napoli, ucciso boss 34enne: accoltellò la compagna incinta e il bimbo morì

24 Gennaio 2013, 08:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

NAPOLI - Qualcuno – tra quegli uomini dello Stato che vestono una divisa spendendo ogni giorno energie per evitare il ritorno del Far west camorristico in città – lo aveva detto nemmeno un paio di giorni fa: «Qui non esiste solo Scampia. Attenzione a quello che sta succedendo nella zona orientale di Napoli, questo potrebbe essere il nuovo fronte aperto dalla camorra...». Parole profetiche le sue, visto che ieri pomeriggio i clan sono tornati ad armare la mano ai suoi sicari per compiere l’ennesimo omicidio in città. Questa volta è successo a Barra, nei pressi dell’isolato A2 del corso Mastellone: è qui che è stato ucciso un pregiudicato. Si chiamava Ciro Valda, aveva 34 anni ed era un personaggio noto alle forze dell’ordine. Un sicario gli ha scaricato addosso almeno sette colpi di pistola calibro nove, ammazzandolo mentre faceva rientro nella propria abitazione. Valda era riuscito a guadagnarsi la libertà soltanto poche settimane fa, avendo estinto una precedente pena inflittagli per vendita di stupefacenti. E, ancora una volta, à la droga il filo rosso che potrebbe svelare la trama nascosta dietro questo efferato delitto. Per i carabinieri che indagano – procede la compagnia di Poggioreale, capitano Gianmarco Pugliese) – la vittima era molto vicina ad un clan forte e potente a Barra: quello degli Aprea-Cuccaro. Ma, scavando nel passato e nei trascorsi giudiziari della vittima, emergono molti buchi neri. Il peggiore – tralasciando la condanna per droga, scontata in carcere, dal quale Valda era uscito solo nel gennaio scorso – è forse quello dell’accoltellamento della sua ex compagna; un fatto che risale al 9 gennaio di ben dieci anni fa, quando Ciro Valda – a culmine di un furioso litigio con la compagna che era incinta – la accoltellò, ferendola gravemente. In quella tragedia a pagare fu il povero bimbo che la giovane portava in grembo: non ci fu niente da fare per riuscire a salvargli la vita. Per questo gravissimo episodio Valda venne arrestato. Ma non è finita. Nel 2011, appena due anni fa, tornò a Poggioreale con un’altra grave accusa; il suo presunto coinvolgimento negli affari sporchi di droga che la camorra coltiva nell’area orientale del capoluogo campano. Pur non avendo condanne definitive che consentano di poterlo affermare, Ciro Valda era considerato uomo al soldo del clan camorristico Aprea-Cuccaro. E che si occupasse – per conto della stessa cosca – di una piazza dello spaccio di stupefacenti. Ci sarebbe, insomma, ancora e sempre la droga dietro la mattanza che ieri ha fatto segnare una nuova vittima a Napoli. Non si può escludere nemmeno che – ma siamo nella teoria investigativa – Valda, una volta scontati i propri conti con la legge e tornato in libertà a Barra dove viveva, avesse deciso di riaprire i canali con i rifornitori di cocaina, marijuana e crak che pure si vende liberamente in un paio di fiorenti piazze di spaccio della zona compresa tra San Giovanni a Teduccio e Barra, mettendosi contro i clan che ancora dominano la zona. Ma, come intuiva l’investigatore del quale parlavamo in apertura, ora è la situazione che pare essersi riaperta nel peggiore dei modi tra San Giovanni e Barra, con le cosche che si contendono il controllo (e gli introiti milionari) della vendita di cocaina a preoccupare di più gli analisti e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Solo due settimane fa, proprio a San Giovanni a Teduccio, la camorra era tornata a far sentire la propria sinistra presenza massacrando un giovane: a cadere in quel caso sotto i colpi di due killer fu Ciro Varrello, assassinato in via dell'Alveo Artificiale. Varrello, 24enne incensurato, venne ucciso a pochi passi da casa sua. La pista? Il controllo delle piazze di spaccio.

Fonte :Il Mattino

24 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Napoli, morte del clochard davanti alla Galleria: inchiesta sul 118

24 Gennaio 2013, 08:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

NAPOLI - Mentre i residenti di piazza San Pasquale che avevano «adottato» il clochard trovato senza vita davanti al Teatro San Carlo, stanno organizzando una colletta per offrire un «dignitoso funerale» al povero senza fissa dimora non appena la salma verrà restituita dall’autorità giudiziaria, un’ombra si addensa sull’operato dell’equipaggio del 118 intervenuto la mattina precedente al decesso. Secondo una circostanziata denuncia presentata alla magistratura inquirente, gli operatori del mezzo di soccorso anzichè dare assistenza all’homeless avrebbero invitato le persone che avevano sollecitato l’intervento a rivolgersi ai servizi sociali del Comune perchè, a loro dire, era necessaria la presenza di assistenti sociali e non di personale sanitario. Sostenendo, pertanto, che l’uomo stava bene in salute e non necessitava di cure ospedaliere. Sta di fatto che il clochard è deceduto. Su questo fronte indaga la magistratura. Il sostituto procuratore della Repubblica, Nicola Miraglia, ha dato infatti mandato alla polizia giudiziaria - vale a dire agli agenti del commissariato San Ferdinando diretto dal vicequestore Annunziata - di identificare gli operatori dell’ambulanza. E di ascoltare i testimoni. È chiaro che se dovesse emergere che l’equipaggio dell’ambulanza ha sottovalutato le condizioni del senza fissa dimora - si chiamava Franco I, aveva circa sessant’anni e, come abbiamo detto all’inizio trascorreva le sue giornate a piazza Vittoria, «accudito» da residenti che gli portavano cibo, abiti e gli davano un po’ di soldi - le responsabilità penali potrebbero sfociare addirittura in un’accusa di omesso soccorso o, addirittura di concorso in omicidio colposo. Franco I. era stato colto da crisi respiratoria la mattina di lunedì. Alcuni di quei residenti di piazza San Pasquale che da tempo si erano presi cura di lui avevano subito avvertito il 118 dopo avergli offerto un cappuccino caldo. Dice uno degli abitanti che ha presentato l’esposto: «Ma l’operatore dell’ambulanza quando ha visto il clochard dopo una rapida valutazione ha detto che non era dell’ambulanza che aveva bisogno, ma dell’unità mobile dei servizi sociali del Comune. Sta di fatto che il poveretto stava effettivamente male, se l’indomani è morto». Nella serata di lunedì il 118 era stato nuovamente chiamato proprio dai servizi sociali. Ma quando era arrivata l’ambulanza, il cui personale aveva manifestato la necessità di un ricovero, era stato lo stesso clochard a rifiutarsi di salire sul mezzo. Poi la morte. Dalla centrale operativa del 118 la difesa, decisa, degli operatori intervenuti in mattinata. «Abbiamo uno strumento che è la registrazione che non può essere manipolata e rimane nella memoria del sistema per sempre. Da questa registrazione si evince che l’equipaggio aveva effettuato tutte le indagini in base alle quali l’intervento era stato classificato come codice verde. Non c’era insomma, la necessità di un ricovero ospedaliero. I parametri vitali non facevano temere quello che poi è accaduto. Se c’è un’indagine ben che venga: accerterà sicuramente che non c’è nulla da imputare ai nostri operatori»

Fonte :Il Mattino

24 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Ambulanza bloccata dalle bancarelle, muore donna colta da malore

19 Gennaio 2013, 08:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Una donna viene colta da malore e perde i sensi mentre era al mercato: viene chiamata un'ambulanza del 118 che, però, rimane bloccata a causa delle bancarelle. E la signora, una 60enne, giunge in ospedale senza vita. E' successo a Torre del Greco (Napoli). L'episodio ha scatenato l'ira dei figli che, scossi dall'accaduto, hanno sfogato la propria rabbia inveendo rabbiosamente contro alcuni vigili urbani attirati sul posto dal trambusto. Tutto è accaduto poco dopo le 10.30 quando - secondo il racconto di alcuni presenti - una donna di 60 anni è stata colta da malore mentre percorre con la figlia via Falanga, una delle strade dove da sempre esiste il mercato a posto fisso con la presenza di diversi ambulanti. Intuita la gravità della situazione - la donna non era cosciente e le prime manovre dei presenti per farle riprendere coscienza sono state inutili - viene chiamato il 118. Dopo alcuni minuti dalla parte di via Falanga che dà su piazza Santa Croce arriva un'ambulanza. Il mezzo però, fatte poche decine di metri, resta "intrappolato" tra le bancarelle. Al personale in servizio non resta che fermare l'ambulanza e proseguire a piedi verso la donna, circondata dai familiari e da una serie di curiosi. Anche in questo caso le manovre di rianimazione sono inutili, mentre c'è chi inveisce contro i medici perchè ritiene che i soccorsi siano giunti in ritardo. La 60enne viene posta su una barella e portata nell'ambulanza. Ma la corsa verso l'ospedale è del tutto inutile: la donna arriva già priva di vita al Maresca. Sul posto intanto giungono i vigili urbani, richiamati dal trambusto: alla vista degli agenti di polizia municipale, i figli e qualche parente della donna provano a passare "alle vie di fatto": c'è chi inveisce e chi invece si scaglia contro i vigili, finiti nel mirino per "la situazione in cui versa la piazzetta". Solo la prontezza dei presenti è riuscita a evitare guai peggiori. La situazione è tornata alla normalità solo in tarda mattinata.

Fonte :Rainews24.it

19 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS NAPOLI, IMPIEGATO ACCUSATO DA STRISCIA SI UCCIDE BUTTANDOSI DAL 7° PIANO

18 Gennaio 2013, 17:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130118_luca-abete-catasto-napoli.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NAPOLI - Risale quasi esattamente a un anno fa, il 24 gennaio 2012, una puntata di "Striscia la Notizia" in cui l'inviato Luca Abete denuncia una "cattiva prassi al Catasto di Napoli", questo il titolo del servizio. Le telecamere del tg satirico accusano che nel Catasto partenopeo di via De gasperi gli impiegati accettano "mazzette" per consegnare pratiche a persone che non ne avrebbero diritto perché sprovviste di delega. Con 20 euro la pratica è bella e pronta. Con l'aiuto di una complice munita di telecamera nascosta, si richiede la pratica, che viene inizialmente negata. Basta allungare la banconota azzurra e dopo poco si ottinene il documento. Allo sportello c'è un uomo di mezza età, che viene così smascherato e lo scoop è riuscito. Quell'impiegato è Lucio Montaina. Alle cinque di mattina di ieri ha aperto la finestra di casa sua, al settimo piano di via Filippo Maria Briganti a Napoli, e si è lanciato nel vuoto. «Questa volta Striscia la Notizia si è macchiata di un'azione di sciacallaggio, Lucio era un impiegato perbene, non era certo uno che chiedeva tangenti, come si vede dal filmato quei 20 euro glieli hanno offerti...». Gli impiegati del Catasto lo conoscevano bene quell'uomo calvo e con i baffi che lascia una moglie e due figli. Non vogliono passare per corrotti e dicono: «È giusto perseguire chi ruba e chi commette illeciti, ma non si può braccare un uomo come se fosse un delinquente. Lucio era una persona perbene, non accettiamo questa condanna televisiva senz'appello». Lucio era statto licenziato senza neanche un avviso di garanzia, come racconta al Corriere della Sera il sindacalista Salvatore Iossa: «L'amministrazione dell'Agenzia del Territorio l'aveva denunciato e poi licenziato in tronco. Lucio (in realtà era un funzionario di VI livello) aveva presentato ricorso e il giudice del lavoro l'aveva accolto. Reintegrato per qualche mese era stato trasferito ad altro incarico, poi però l'ente aveva presentato appello contro il reintegro e aveva vinto, Montaina era tornato a casa senza un lavoro. Ora stava cercando di arrivare a un'intesa con l'ufficio accettando un periodo di sospensione invece del licenziamento. Domani (oggi per chi legge, ndr) avrebbe dovuto partecipare a un'udienza invece celebreremo il suo funerale».

FONTE LEGGO.IT

18 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Traffico di esseri umani dalla Somalia 55 arresti: una base era a Napoli

16 Gennaio 2013, 07:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

NAPOLI - Maxi operazione di Polizia e Gdf - coordinata dalle procure distrettuali di Catania e Firenze e dalla Dna - contro due organizzazioni criminali somale accusate di traffico di esseri umani: 55 gli arresti in esecuzione. In manette un mediatore culturale dell'Ambasciata italiana di Nairobi e un collaboratore del World Food Program. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina di cittadini provenienti dall'area del Corno d'Africa e diretti, attraverso il territorio italiano, verso il Nord Europa, oltre che di contraffazione di documenti, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, riciclaggio ed altri reati. Secondo le indagini coordinate dalla Direzione nazionale antimafia, il cartello criminale, composto da cellule operative radicate in Italia, in Kenya e in Libia, conduceva i migranti verso Malta e la Grecia per poi convogliarli in Italia presso alcune basi logistiche individuate a Roma, Milano, Torino, Firenze, Prato, Bergamo, Cuneo e Napoli, considerate città strategiche per la loro vicinanza agli aeroporti che collegano, anche con voli low cost, le principali capitali europee. I migranti venivano quindi muniti di falsi documenti e avviati verso paesi del Nord Europa, in particolare Olanda, Francia, Danimarca, Regno Unito e, soprattutto, Norvegia, Svezia e Finlandia. In alcuni di questi Paesi sono state individuate altre cellule operative dell'organizzazione. Tra gli arrestati, anche Hussein Mohamed Abdurahman, soprannominato 'Banjè, mediatore culturale presso l'Ambasciata italiana di Nairobi (l'Italia non ha rappresentanze in Somalia), considerato il punto di riferimento per l'ottenimento, illecito, dei visti d'ingresso in territorio italiano e Mohamed Sheik Ali Bashir, collaboratore del Wfp. Altre 23 persone accusate di aver agevolato le attività illecite dell'organizzazione sono state denunciate a piede libero, mentre nelle prossime ore saranno eseguiti numerosi sequestri preventivi di attività economiche, conti correnti, agenzie di 'money transfer' ed altri beni riconducibili alla stessa organizzazione criminale, il cui giro d'affari è stato stimato dagli inquirenti in circa 25 milioni di euro l'anno. Le indagini, durate un anno e mezzo, sono state avviate dalla procura di Modica e, considerati i reati di tipo mafioso, sono state poi condotte - con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia - dalla procura distrettuale di Catania, che ha individuato le responsabilità di 48 cittadini somali, e da quella di Firenze, che ne ha incastrato altri sette. Le attività sul territorio, culminate con gli arresti in corso di esecuzione, sono state condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di stato, dalla Squadra Mobile di Ragusa, dal Gico della Guardia di Finanza e dal Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme gialle di Firenze, mentre i profili internazionali sono stati curati da Eurojust, che ha ottenuto la collaborazione delle diverse Autorità giudiziarie straniere.

Fonte :Il Gazzettino

16 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWSLite per la legna sfocia in violenza aggredisce il nipote col cacciavite

15 Gennaio 2013, 06:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Lo aggredisce con un cacciavite e solo per fortuna non gli fracassa il cranio. Sfocia in violenza una banale discussione tra zio e nipote a Celle di Bulgheria. L’episodio si è verificato nella tarda serata di ieri. A scatenare la lite la spartizione della legna da mettere al fuoco. In uno scatto d’ira improvviso, lo zio, un uomo di circa 40 anni, ha impugnato un cacciavite ed ha aggredito il nipote, un ragazzo di 25 anni. Riflessi pronti per il ragazzo, il quale non appena lo zio si è scagliato contro di esso, si è scansato, riportando solo una lieve ferita al volto, altezza temporale. Dopo l’intervento dei carabinieri di Sapri, al comando del Capitano Emanuele Tamorri, il giovane è stato accompagnato all’ospedale di Sapri, per il quale la prognosi si è sciolta in 15 giorni. Troppo pochi per poter agire direttamente da parte delle forze dell’ordine, ma di certo in giornata si attende la querela da parte del giovane. Sconcerto per questa vicenda anche perché l’aggressore finora non avrebbe mai destato particolari sospetti né segni di possibile squilibrio, eanche per i carabinieri risulta incensurato.

Fonte :Il Mattino

15 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Cinghiale investito sull'autostrada Napoli-Bari

15 Gennaio 2013, 06:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

Pratola Serra - Un cinghiale sull'autostrada Napoli-Bari. L'animale, dopo essersi intrufolato nell'aiuola spartitraffico, è stato investito da una vettura di passaggio. A dare l'allarme lo stesso automobilista che ha avvertito la Polstrada di Avellino ovest. Quando gli agenti sono giunti sul posto, hanno notato solo delle buche fatte dal cinghiale fuggito nella boscaglia sottostante. La monovolume che lo ha investito era ferma: sul paraurti anteriore le tracce dello scontro con l'animale.

Fonte :Il Mattino

15 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Compagna teatrale di non vedenti sul palcoscenico del museo

15 Gennaio 2013, 06:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella

Una compagnia di attori non vedenti sul palcoscenico per abbattere le barriere della diversità. In scena fino a domani sera nel teatro del Mav di Ercolano «Avendo potendo pagando», commedia scritta da Gaetano Di Maio e Nino Taranto e allestita dalla sezione di Portici-Ercolano dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. «Per noi si tratta essenzialmente di un momento di divertimento ed aggregazione – spiega il vicepresidente dell’Uici, Matteo Cefariello - ma abbiamo ottenuto il tutto esaurito. La prima sensazione che ha chi viene a vederci per la prima volta è di assoluto stupore. Ci si può aspettare uno spettacolo poco dinamico e con ritmi lenti, invece nonostante il nostro handicap riusciamo ad alternarci sul palco e a portare in scena tutta la comicità della commedia».

Fonte :Il Mattino

15 GENNAIO 2013

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CAMPANIA NEWS Napoli, riscuote pensione della moglie morta 15 anni fa: arrestato

15 Gennaio 2013, 06:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito Da :Sotgia Marcella

NAPOLI - Per 15 anni ha riscosso la pensione di invalidità della moglie morta: G.N., ottantenne che abita nel quartiere napoletano di san Giovanni a Teduccio, è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri della stazione di Posillipo, coordinati dal luogotenente Tommaso Fiorentino. Gli investigatori hanno calcolato che complessivamente l'anziano ha riscosso 143.000 euro e stanno facendo verifiche sui suoi beni per procedere ad un eventuale sequestro per equivalente. All'uomo, che percepisce una pensione di vecchiaia, i militari sono arrivati esaminando i dati forniti dall'Inps sui più anziani beneficiari di pensioni: è in corso infatti uno screening per verificare se effettivamente siano ancora in vita o se, come nel caso della moglie dell'arrestato, che oggi avrebbe 81 anni, qualcuno ne riscuota la pensione dopo la morte.

Fonte:Il Mattino

15 GENNAIO 2013

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