CAMPANIA NEWS Napoli, l'affondo della Corte dei Conti: «Le Partecipate sono un vero cancro»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Dura analisi del procuratore regionale Cottone. Poi l'allarme di Giampaolino: «Il Sud rischia "desertificazione industriale"»NAPOLI - Per il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino rimane ferma la convinzione che «l'azione di riequilibrio dei conti pubblici non possa subire alcun allentamento, essendo una precondizione per le prospettive di rilancio dell'economia e della crescita». Giampaolino ne ha parlato intervenendo a Napoli all'inaugurazione dell'anno giudiziario della sezione campana della Corte dei Conti. Nel suo intervento fari puntati anche sul Mezzogiorno alla luce dei dati diffusi ieri dall'Istat: «Quelli emersi - ha detto - si muovono tutti in senso peggiorativo delle precedenti stime governative, tanto con riguardo alla recessione economica, quanto ai saldi dei conti pubblici e al rapporto tra debito e prodotto». «In questo quadro - ha sottolineato Giampaolino - particolarmente acuta è la sofferenza del Mezzogiorno, che meno di altre aree del Paese può contare sul sostegno delle esportazioni come elemento di attenuazione della caduta della domanda interna». In questo contesto, secondo Giampaolino, «si fa concreto il rischio di una "desertificazione industriale" che comprometterebbe le prospettive di futura ripresa del Mezzogiorno». Per questo per il presidente della Corte dei Conti è cruciale «e non può essere altrimenti, la realizzazione delle politiche che al Mezzogiorno sono dedicate, in specie attraverso l'utilizzo dei Fondi europei». Le partecipate. «Le società partecipate sono il vero cancro delle amministrazioni locali, un passato di cui non ci si riesce a liberare, con incarichi e consulenze dai compensi fuori mercato che non hanno prodotto niente». È l'impietosa analisi del procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Una circostanza che, anche quest'anno, è servita per puntare il dito contro sprechi e anomalie nella gestione della cosa pubblica in Campania. «L'amministrazione comunale di Napoli - ha sottolineato il magistrato - sta cercando di risolvere il problema ma incontra grandissimi ostacoli a partire dalla problematica del personale che chiede di essere 'internalizzato». Da Cottone arriva anche un commento alle sentenze emesse in settimana dalla Corte dei Conti campana nei confronti di alcuni ex amministratori napoletani (tra gli altri gli ex sindaci Antonio Bassolino e Rosa Iervolino) per la vicenda dei 362 lavoratori del bacino numero 5, la cui gestione - a giudizio della magistratura contabile partenopea - fu «connotata da evidenti profili di diseconomicità ed inefficienza, il cui aspetto più eclatante è risultata la ridotta utilizzazione dell'ampia forza lavoro potenzialmente disponibile». «In passato - ha sottolineato Cottone - sotto la spinta dell'emergenza sono stati creati grandi carrozzoni che non hanno prodotto nulla. La Regione e gli altri enti locali non possono assumere personale perché c'è il patto di stabilità che glielo impedisce e subiscono pressioni fortissime per una soluzione mediata del problema che a noi non sembra congrua. Le soluzioni - ha concluso Cottone - vanno ricercate tra quelle che la legge consente».
FONTE IL MATTINO
02 MARZO 2013
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INSERITO DA ANGELA CECERE