Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAMPANIA, ANAS: SULLA SS212 “DELLA VAL FORTORE”, SENSO UNICO ALTERNATO PER L’AVANZAMENTO DEI LAVORI DI MANUTENZIONE SUL PONTE ‘REINELLO, IN PROVINCIA DI BENEVENTO · il provvedimento sarà attivo tra il 23 settembre ed il 30 novembre 2020; · nel rispetto di quanto precedentemente comunicato da Anas Per l’avanzamento dei lavori di manutenzione sul ponte ‘Reinello’, situato lungo la strada statale 212 “della Val Fortore”, si rende necessaria una limitazione al transito. Nel dettaglio, dal prossimo mercoledì 23 settembre e fino al 30 novembre 2020 sarà attivo il senso unico alternato tra il km 28,850 ed il km 29,400, nel territorio comunale di Reino (BN). Il provvedimento è necessario per l’esecuzione di attività in corrispondenza del ponte, nel rispetto di quanto precedentemente comunicato da Anas; le attività – del valore complessivo di 730 mila euro – consistono, principalmente, in interventi strutturali sul ponte, previa realizzazione di opere di regimentazione idraulica nell’alveo del torrente, risultato fortemente danneggiato da eventi alluvionali che avevano coinvolto la provincia di Benevento. All’approssimarsi delle aree di cantiere vigerà il limite di velocità di 30 km/h ed il divieto di sorpasso per tutte le categorie di veicoli.
Benevento. Si è spento l'ex assessore e consigliere comunale di Benevento, Enrico Castiello, 62 anni, funzionario regionale. Da anni combatteva con estrema forza contro un brutto male, che purtroppo ha avuto la meglio.
Consigliere comunale di opposizione nel 2001, quando era stato eletto con il suo amico Cosimo Lepore nelle fiale del Partito Popolare, aveva poi aderito alla Margherita e, infine, al Pd. Era stato protagonista nelle due consiliature del sindacato di Fausto Pepe: assessore all'Ambiente, poi delegato allo Sport nella seconda.
Proprio l'ex sindaco Pepe lo ha ricordato, tra i primi, attraverso Facebook: “Ricordo il tuo immenso sorriso, la tua grande disponibilità, la tua formidabile amicizia. Mi mancherai amico caro e mancherai ad una intera città! Un abbraccio immenso ad Anna, Elena, Marica”.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Denunciati per furto e ricettazione di un cellulare tre giovani, tra cui una minorenne. L'oggetto, un cellulare, era stato sottratto a un bambino mentre era in classe. Il fatto era accaduto l'anno scorso alla scuola media di Cusano Mutri (Benevento). Le indagini dei carabinieri erano partite dalla segnalazione della madre dell'alunno. I militari studiando i tabulati hanno ricostruito i vari passaggi. La minore, uscendo un'ora prima da scuola, era riuscita a sottrarre il cellulare da un cassetto dove era custodito insieme agli altri e lo aveva consegnato al fratello maggiorenne, già noto alle forze dell'ordine. Quest'ultimo, a sua volta, lo aveva ceduto ad un altro ragazzo di Benevento, gravato da precedenti penali per reati contro il patrimonio.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BENEVENTO - Stava bruciando lastre di eternit utilizzate come coperture per tettoie il 55enne che è stato denunciato questo pomeriggio dai carabinieri della stazione di Frasso Telesino. Attirati dal fumo denso e scuro i militari che stavano svolgendo un servizio di controllo hanno scoperto il rogo appiccato nei pressi di un'abitazione e spento le fiamme evitando che venissero emessi ancora fumi tossici. L'area è stata sottoposta a sequestro in attesa del sopralluogo dei tecnici dell'Arpac di Benevento per la caratterizzazione dei rifiuti.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Comune di Morcone ha acquistato due calessini Ape, uno rosso e l’altro bianco, da destinare al trasporto dei turisti nel centro storico. L’acquisto ha lo scopo di consentire ai visitatori di entrare nell’arroccato lasciando l’auto nei parcheggi di via Roma e di viale San Domenico. Infatti, raggiungere le zone in cui è concentrato il maggior numero di palazzi e di chiese, attraverso le stradine strette di pietra bianca del borgo medievale, comporta molte difficoltà per i non residenti, soprattutto se in possesso di autoveicoli di grossa cilindrata. Attraversare il centro tra scalette, vicoli e chiese suggestive, fontane e lavatoi dove, fino agli inizi degli anni ‘60, le lavandaie facevano il bucato, significa fare un tuffo nelle tradizioni del luogo, che ancora si percepiscono percorrendo la via in cui era concentrato il maggior numero di botteghe artigianali. Secondo l’amministrazione Ciarlo, sarebbe un vero peccato non creare i presupposti per migliorare l’offerta turistica.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA È stato stanato dai carabinieri a Campomarino, dove si era rifugiato insieme alla sua famiglia in un residence sul mare, Arturo Sparandeo di 36 anni appartenente all'omonimo clan beneventano. Su di lui pendeva una condanna penale per i reati di associazione di stampo camorristico finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, incendio, rapina, estorsione, danneggiamento, usura, porto e detenzione di armi; un provvedimento che era maturato nell'ambito del processo che aveva riguardato l'operazione denominata «Tabula rasa», risalente al 2014, condotta dai carabinieri e dalla Dda.
L'ordine di esecuzione per la carcerazione era stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Napoli il 28 febbraio scorso, quando la Corte di Cassazione il giorno prima, aveva rigettato il suo ricorso. Da allora Sparandeo aveva lasciato la città facendo perdere le proprie tracce. I carabinieri del nucleo Investigativo di Benevento avevano cominciato una serie di controlli, appostamenti, pedinamenti e monitoraggi sia dei luoghi frequentati normalmente dallo stesso, sia di quelli frequentati dai suoi possibili fiancheggiatori, fino a rintracciarlo nel comune molisano la notte scorsa. Quindi, insieme ai militari della compagnia di Termoli, hanno circondato la casa e fatto irruzione all'interno arrestando il 36enne. Le indagini continuano per cercare di stabilire chi abbia favorito la sua latitanza. Sparandeo attualmente si trova nel carcere di Larino, in provincia di Campobasso. Dovrà scontare una pena di 14 anni e 7 mesi di reclusione.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Corte di Cassazione ha confermato gli arresti di Giuseppe Massaro e Generoso Nasta e respinto i ricorsi degli avvocati. I due, rispettivamente di Sant'Agata de' Goti e San Felice a Cancello, furono arrestati nel dicembre del 2018 per l'omicidio di Giuseppe Matarazzo a seguito di indagini condotte dai carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica.
Matarazzo, che era appena uscito di carcere dopo undici anni scontati per violenza sessuale nei confronti di due sorelle di Frasso Telesino, fu ucciso nel luglio del 2018 da due persone a bordo di un'auto che, a volto scoperto, gli avevano esploso dei colpi di pistola fuori alla sua abitazione. Grazie al segnale Gps gli inquirenti riuscirono a stabilire che l'automobile di uno dei due si trovasse sul luogo del delitto e che, anche nei giorni precedenti, lo stesso mezzo aveva effettuato percorsi ad orari identici rispetto a quelli dell'omicidio. Ad inchiodare i due anche un testimone che raccontò di aver riconosciuto Nasta mentre con Massaro si davano alla fuga.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incidente mortale sulla Telesina: si cercano i proprietari degli oggetti recuperati. Si forniscono le foto degli oggetti per il riconoscimento da parte dei legittimi proprietari. Segnalare ai Carabinieri di Piedimonte Matese al numero telefonico 0823545400.
In data 17 gennaio u.s. alle ore 19,00 circa, cinque persone di nazionalità serba, a bordo di un autovettura Skoda, nel tentativo di sfuggire al controllo di una pattuglia delle forze dell’Ordine, sfrecciavano a folle velocità sula S.S. 372 con direzione di marcia Telese-Benevento, rimanendo coinvolti, all’altezza del comune di Alvignano (CE), in un sinistro stradale, rivelatosi mortale per quattro di loro.
La successiva perquisizione della berlina, eseguita dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese (CE), consentiva di rinvenire tra le lamiere vari monili in oro e bigiotteria, probabili provento di attività delittuosa.
Si forniscono le foto degli oggetti recuperati allo scopo di renderne possibile il riconoscimento da parte dei legittimi proprietari. Ogni documentata segnalazione potrà essere effettuata direttamente ai Carabinieri di Piedimonte Matese al numero telefonico 0823545400.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I vicini hanno sentito dei lamenti provenire dall'appartamento accanto, ma quando sono andati a bussare non hanno ricevuto risposta. Preoccupati hanno allertato i vigili del fuoco che quando sono entrati in casa si sono trovati davanti una scena drammatica: il corpo senza vita di un'anziana di 87 anni giaceva riverso a terra e vicino a lei il marito, che aveva provato inutilmente ad aiutarla, in evidente stato di choc. È successo stanotte, intorno alle 3, in via Vitelli a Benevento. I caschi rossi hanno subito allertato gli operatori del 118. Sul posto anche la polizia.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo scudo resiste. È duro e tenace, come quei Sanniti che lo imbracciavano. Popolo guerriero, pronto a difendere confini, conquistare posizioni, stringersi a corte. Non è un caso che Mimmo Paladino fa irrompere quello scudo, come un'astronave, in un presente sempre nuovo, quasi a risistemare le ragioni del mito, della storia, di un passato da tenere a vista e innestarlo nel futuro. Ma quel ragazzino che, nel giorno di Pasquetta, lo percuote con dei bastoni, poi lo scala per conquistarne la cima e immortalare l'impresa con il telefonino imbracciato dai genitori, è il segno che non basta da solo uno scudo per difendere e salvaguardare l'Hortus Conclusus e lo straordinario patrimonio artistico, culturale e simbolico che esso contiene. Plasticamente la scalata allo scudo fissa lo spartiacque tra la difficile difesa del sito culturale dal fuoco nemico (spesso anche da quello amico) con i soli strumenti un po' fai da te e un sistema di tutela degno dei tempi. D'altronde, come nelle guerre, nella società, finanche nello sport, difendersi senza organizzare una reazione non salva dalle sconfitte.
L'EPISODIO Lo «scalatore» in azione è stato intercettato da un funzionario del settore Opere Pubbliche del Comune, l'architetto Pasquale Palmieri, in visita con alcuni amici in gita, che ha tentato di spiegare ai genitori perché quel gesto non valesse l'«onore delle armi» («Ho detto loro che la performance esibita metteva a rischio la stabilità dell'opera, l'incolumità del ragazzo, oltre a interrompere fragorosamente il silenzio del luogo. Ma soprattutto che si trattava di una visione sgradevole per i tanti visitatori»). Messaggio non ricevuto. La foto del gesto finisce su Facebook, diventa virale.
La Pasquetta comporta da sempre degli effetti collaterali. Ma questo, in particolare, è emblematico di quanto sia lontana la quadratura del cerchio di un sistema turistico preordinato all'accoglienza dei fruitori dei beni culturali. Che non andrebbero in giro come in un qualsiasi giardino pubblico, scambiando magari il prodotto artistico con un'altalena o delle panchine su cui lasciare i segni del passaggio.
La vigilanza? Un solo dipendente di turno. Poco prima aveva bloccato altri ragazzi che stavano divertendosi a sradicare rami e fogliame dagli alberi. Si era ritrovato di fronte il fuoco di sbarramento dei genitori e qualche, neanche troppo velata, minaccia. «Capita tante volte - spiega Roberto Garofalo -, siamo costretti ad affrontare spesso gruppi organizzati di ragazzi che arrivano con l'intenzione precisa di vandalizzare l'Hortus. La nostra opposizione è respinta da frasi oltraggiose e gesti che prefigurano a volte anche la reazione fisica nei nostri confronti». Sul caso specifico del giorno di Pasquetta il custode in servizio ha presentato una relazione al dirigente del settore Cultura, Enzo Catalano. Si ribadisce l'urgenza di concedere agli addetti il riconoscimento di pubblici ufficiali per avere la possibilità di contestare formalmente le infrazioni.
LO SCENARIO Ma il caso-Hortus, che solo ciclicamente viene sollevato da episodi deprecabili, in realtà è permanente perché simbolo di una sottovalutazione quasi programmatica (la sua piena valorizzazione non ha mai scalato l'agenda delle politiche amministrative) e di una atavica indolenza civile. Oltre due anni fa la parola d'ordine, dopo la decapitazione di una delle statue di Paladino, fu: «Subito il regolamento!». Complice la vertenza tra Comune e l'artista circa l'accettazione della donazione delle sue opere, tutto resta ancora in un vago cosmico che viene purtroppo colto dalle frange di turisti «non scalatori» che affrontano l'Hortus non come un digestivo per smaltire i grassi della mensa di Pasquetta.