Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE La donna, che ha sempre escluso una nuova relazione, l'aveva denunciato nel marzo del 2020. L'imputato non può avvicinarla Benevento. Non aveva preso affatto bene la separazione dalla moglie, che avrebbe iniziato a tormentare, fino a quando lei, comprensibilmente impaurita, aveva deciso di denunciarlo. Un'iniziativa che aveva comportato a suo carico il divieto di avvicinamento all'ex coniuge, la misura alla quale è sottoposto, dal maggio dello scorso anno, un 48enne di Benevento, titolare di una ditta. Questa mattina era in programma l'udienza preliminare dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, ma è slittata di una settimana per l'impedimento dell'avvocato Gerardo Giorgione, difensore dell'imputato. L'uomo è finito al centro di una indagine della Squadra mobile, alla quale si era rivolta la malcapitata – è rappresentata dall'avvocato Beatrice Ucci-, raccontando le 'attenzioni' che le sarebbero state riservate, con il coinvolgimento anche della figlia minore. Una volta rotto il matrimonio, l'uomo avrebbe perseguitato la donna, rivolgendole espressioni a dir poco offensive e minacciose, inviandole messaggi a ripetizione, telefonandole a tutte le ore del giorno e della notte, seguendola nei movimenti e accusandola di avere un nuovo compagno, nonostante lei l'avesse sempre negato. Una situazione diventata insostenibile per la poverina, a tal punto da costringerla, per paura, a cambiare le sue abitudini. Comparso dinanzi al gip Vincenzo Landolfi per l'interrogatorio di garanzia, l'allora 47enne aveva chiesto scusa per i suoi comportamenti, attribuendoli alla rabbia provata quando aveva saputo che l'ex moglie intratteneva una relazione con un altro uomo ancora prima che si separassero. Ho sbagliato, aveva aggiunto, ma ciò non ha impedito a lei di continuare la sua vita, andando regolarmente al lavoro o in piscina.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Una dozzina di giorni fa era stato assolto dall'accusa di aver violato nel 2015 la misura di prevenzione, questa mattina lo hanno arrestato. In carcere è finito Salvatore Polizia (avvocato Vincenzo Sguera), 57 anni, un imprenditore di Benevento, colpito da una ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Gelsomina Palmieri in una indagine del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto Maria Gabriella Di Lauro, della Squadra mobile e della guardia di finanza. Un'inchiesta nella quale risultano coinvolte per intestazione fittizia di beni anche altre quattro persone, nella quale viene prospettata l'ipotesi di reato di riciclaggio, che spiega il sequestro di tutti i locali a lui ritenuti riconducibili, con la gestione affidata ad un amministratore che la Procura dovrà individuare. Secondo gli inquirenti, avrebbe impiegato e trasferito in una serie di attività – bar e ristorazione – i proventi derivanti da rapina, usura, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti, attribuendo la gestione e la titolarità – fittiziamente, sostiene l'accusa – ad altre persone. L'indagine è stata supportata da intercettazioni, accertamenti patrimoniali e anche dalle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia e diventate determinanti per la riapertura dell'inchiesta sull'omicidio di Cosimo Nizza. Un delitto per il quale è a giudizio Nicola Fallarino, contro il quale il collaboratore ha puntato il dito, con riferimenti anche al presunto ruolo che Polizia avrebbe svolto nell'uso dei soldi legati alla droga. Di seguito il comunicato stampa a firma del Procuratore capo di Benevento, Aldo Policastro "Nella mattinata odierna, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento e personale della Questura di Benevento, hanno eseguito una misura di custodia cautelare in carcere, disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, nei confronti di un cittadino beneventano residente nel capoluogo sannita in relazione raggiunto da gravi indizi per i reati di intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio, nonché diverse misure cautelari reali, nello specifico sequestri preventivi finalizzati alla confisca, di alcune società allo stesso riconducibili. Le indagini, consistite essenzialmente in approfondite indagini patrimoniali ed attività tecniche, in uno con tradizionali servizi di osservazione e controllo, sono state anche riscontrate pienamente dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia; le stesse hanno fatto emergere nei confronti del destinatario del provvedimento restrittivo, un grave quadro indiziario in relazione alle ipotesi di reato contestate consentendo di accertare che il predetto soggetto, pluripregiudicato e già condannato per reati in materia di stupefacenti, usura ed estorsione, nel corso degli anni, da un lato aveva impiegato e trasferito in svariate attività economiche ed imprenditoriali il denaro proveniente dalla commissione dei citati reati, in modo da ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa, dall’altro aveva intestato ini diverse occasioni e con reiterati passaggi societari, fittiziamente a terzi (per lo più propri familiari, nello specifico la moglie ed il figlio) società ed imprese a lui direttamente riconducibili e da lui concretamente gestite al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione. Gli accertamenti economico - patrimoniali svolti sul conto dei singoli soggetti interessati dalle investigazioni, sia nei confronti dell’indagato che dei suoi stretti familiari, hanno palesato una profonda ed evidente sproporzione tra i redditi dichiarati e quelli reali, corroborando chiaramente il fumus che tutte le attività economiche in argomento siano state costituite proprio attraverso il reinvestimento del denaro frutto delle condotte criminose che il predetto soggetto ha posto in essere nel corso della sua vita. Le indagini hanno consentito di procedere in stato di libertà ulteriori 5 persone, a vario titolo coinvolte, in concorso, nel reato di intestazione fittizia di beni (art. 512 bis c.p.). Nello specifico sono stati sottoposti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca beni e compendio aziendale di tre imprese individuali e di una società, tutte operanti nella città di Benevento, nel settore bar e ristorazione, deputate alla gestione di due bar, uno ubicato in zona Duomo e l’altro in zona Mercato, nonché di un ristorante di recente apertura sito in via Marmorale, per un valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro, la cui gestione è stata demandata ad un amministratore giudiziario al fine di salvaguardare l’attività commerciale e consentirne la prosecuzione consentendo allo Stato di percepirne introiti , fino a questo momento illecitamente percepiti dall’indagato oggi sottoposto a misura cautelare".
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Hanno posizionato uno pneumatico dinanzi all'ingresso, poi lo hanno cosparso di liquido infiammabile ed hanno innescato l'incendio. Tutto da decifrare l'episodio registrato la scorsa notte dinanzi ad un'attività commerciale a Montesarchio dove nel mirino di qualcuno è finito un supermercato. Le fiamme e il fumo che si sono sprigionati dalla combustione della gomma hanno annerito la saracinesca e mandato in frantumi un vetro della porta che evidentemente non ha retto al forte calore. L'incendio si è fortunatamente autoestinto. Scattato l'allarme, sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Montesarchio che hanno effettuato un sopralluogo ed avviato le indagini per cercare di risalire agli autori del gesto e alle motivazioni.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Sono 35 i nuovi positivi segnalati nelle ultime ventiquattro dall'Asl di Benevento su 279 test effettuati. E purtroppo ci sono anche due nuovi decessi. E' quanto emerge dal report elaborato, come di consueto, dal Dipartimento di Prevenzione dell'azienda sanitaria di via Oderisio per oggi, mercoledì 27 gennaio. In particolare, dei 35 nuovi casi di covid solo sei risultano avere sintomi mentre gli altri 29 sono asintomatici. Anche oggi però il numero dei guariti supera quello dei nuovi contagi: sono 37 i cittadini sanniti che hanno superato la malattia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Cgil, Cisl e Uil Trasporti con una nota a firma dei segretari provinciali hanno chiesto al Prefetto di Benevento, Francesco Antonio Cappetta, al sindaco di Benevento, Clemente Mastella e al presidente della Provincia, Antonio Di Maria maggiori controlli in vista della riapertura anche delle scuole superiori e probabilmente anche delle università. “Nella istituita cabina di regia – hanno scritto Giuseppe Anzalone (Cgil), Edoardo Marra (Fit Cisl) e Cosimo Paglica (Uil Trasporti) - sono stati individuati indirizzi di carattere generale per soddisfare le esigenze di mobilità in vista della ripresa dell'attività di didattica in presenza per le scuole secondaria di secondo grado, non è stato previsto, a differenza di altre province, uno scaglionamento degli orari d'ingresso e d'uscita dagli istituti scolastici per ridurre i picchi di utenza sui mezzi del Trasporto Pubblico Locale, ma solo l'incremento di alcuni servizi. In una provincia dove il sistema trasporti era già sottodimensionato, senza scaglionare gli ingressi agli istituti scolastici, servirebbe una mole di autobus di gran lunga superiore a quanto preventivato per garantire la ripresa delle attività scolastiche in sicurezza e cercare di garantire una efficace tutela della salute dei lavoratori del settore e dei passeggeri. Per tali ragioni, si chiede rimarcano i sindacati - di rafforzare il controllo da parte delle forze dell'ordine e qualora non sia previsto, di disporre personale che dia assistenza ai fini del rispetto delle misure comportamentali anti Covid-19 nei pressi degli istituti scolastici, ai capolinea e stazioni di maggior interesse logistico per evitare che venga scaricata l'incombenza del controllo ai lavoratori del settore, che non hanno né autorità, né formazione, né competenze per assolvere a tale compito ed evitare, inoltre, che l'operatore di esercizio (autista) e capotreno siano lasciati solo in balia degli eventi”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Nessun decesso, per fortuna, nei reparti covid dell'ospedale San Pio di Benevento, purtroppo però, sale ancora il numero dei ricoveri. E' quanto emerge dal consueto bollettino stilato dal nosocomio sannita. A fronte di ben cinque dimissioni, infatti, resta a 53 (ieri erano 55) il numero dei pazienti ricoverati, registrando così tre nuovi ricoveri. Aumentano ancora, seppur di una sola unità, i pazienti ricoverati in terapia intensiva che diventano 6, 15 i ricoverati nel reparto di pneumologia sub-intensiva, 14 in quello dedicato alla cura delle malattie infettive, 11 i pazienti nel reparto di medicina interna, 7 in quello di medicina d'urgenza sub-intensiva. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Il presidente del Comitato provinciale della Croce Rossa di Benevento, De Michele: “Grazie di cuore, i nostri operatori potranno lavorare in sicurezza per garantire continuità nell'assistenza con l'unica ambulanza Unità di Rianimazione nel Sannio” Benevento. “Siamo sicuri che il nostro Leo avrebbe voluto aiutare i suoi amici medici, infermieri e soccorritori sanitari in questo momento buio per migliaia di persone che si trovano a combattere contro il Coronavirus. Lui lo avrebbe fatto e per questo, noi eredi della sua bontà d'animo, lo abbiamo fatto con il nostro ed il suo cuore attraverso l'Associazione 'Un Soffio per la Vita Onlus' costituita in sua memoria dai suoi familiari, che raccoglie donazioni dei contribuenti attraverso il 5 x mille”.
Così la famiglia di Leo Corbo (nella foto), di Benevento. Lui non c'è più da 11 anni. Oggi ricorre l'anniversario della sua scomparsa. E quale pensiero più bello di poter aiutare qualcuno per ricordare uno splendido fratello, figlio e amico che mai nessuno ha dimenticato. Basta guardare la sua bacheca Facebook, una bacheca che narra di ricordi e pensieri speciali dai tantissimi amici che con la mente e con il cuore, magari guardando tra le nuvole hanno un pensiero per lui. I cavalli la sua passione e il suo lavoro, dopo aver dovuto rinunciare alla professione di cuoco per colpa della sua malattia. Una patologia subdola, permanente, sfiancante che nemmeno il trapianto di polmone ha sottratto Leo ad un destino amaro. Ed è così che qualche tempo fa, durante la prima ondata della pandemia, quando l'Italia e il mondo intero erano in piena emergenza i suoi familiari, attraverso la Onlus, hanno voluto concretamente aiutare chi ha aiutato il loro Leo: la sanità. In questo caso quella di emergenza - urgenza della Croce Rossa 118 di Benevento che da mesi si occupa proprio dei trasporti covid oltre che delle altre gravi urgenze sanitarie. In un periodo che medici e infermieri erano, e lo sono tutt'ora, terrorizzati da possibili contagi ecco arrivare una donazione che ha permesso di acquistare un macchinario professionale per la sanificazione dei mezzi di soccorso. Di quelle ambulanze, che purtroppo ancora oggi trasportano i pazienti coronavirus, che necessitano di essere trasportati d'urgenza in ospedale a causa del maledetto virus che toglie loro il respiro. Sì, il respiro che tanto ha fatto tremare anche Leo a causa della sua malattia.
Una cospicua donazione arrivata direttamente al Comitato provinciale della Croce Rossa di Benevento, guidato da Giovanni De Michele – presidente del Comitato regionale è invece il sannita Stefano Tangredi -. Un aiuto concreto per tutta la struttura di emergenza che vanta una professionalità da sempre riconosciuta nel Sannio sia per la preparazione di infermieri, autisti soccorritori e dei medici rianimatori quotidianamente proiettati sui peggiori scenari di emergenza sanitaria. Contributo servito ad acquistare un sistema di sanificazione per le ambulanze e per le attrezzature in genere. Un sospiro di sollievo per i sanitari e non solo. “Con la donazione abbiamo acquistato un sistema di sanificazione di alto profilo tecnico – commenta De Michele con orgoglio e un pizzico di commozione -. Ringraziamo 'Un Soffio per la Vita Onlus' dedicata a Leo per la sensibilità che ha avuto in questo periodo di grave crisi per la vicinanza al personale sanitario in quanto ci ha permesso di acquistare l'attrezzatura che serve a tutelare il persone sanitario che va assolutamente protetto. Dal primo giorno della pandemia – commenta il numero uno della Croce Rossa sannita – per noi è stato fondamentale preservare il personale sanitario per non interrompere la continuità dell'assistenza di emergenza urgenza. Grazie per questo gesto, un aiuto concreto che impieghiamo – conclude De Michele – per la sanificazione dei mezzi e in particolare dell'unica ambulanza dell'Unità di Rianimazione presente in provincia di Benevento. Un solo mezzo di soccorso del Comitato provinciale della Croce Rossa con a bordo un'equipe di specialisti con a capo un medico anestesista rianimatore, specialisti oggi insostituibili e fondamentali per la lotta al Covid e per curare le persone affette da questo maledetto virus".
INSERITO DA ANGELA CECERE Le versioni di Armando Piscopo, Ivano Nizza e Cosimo Parrella. In silenzio Vincenzo Collarile e Pasqualino Parrella Benevento. Si sono definiti tutti amici di vecchia data della parte offesa: in un caso, un legame addirittura fraterno, suggellato dagli auguri di Capodanno. Parola di tre delle cinque persone di Benevento arrestate giovedì scorso nell'indagine antiusura diretta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, dal sostituto Flavia Felaco, e condotta dalla squadra mobile e dalla guardia di finanza. A differenza di Vincenzo Collarile, 62 anni, e Pasqualino Parrella, 42 anni – entrambi difesi dagli avvocati Angelo Leone e Grazia Luongo -, che si sono avvalsi della facoltà di restarsene in silenzio, Armando Piscopo, 45 anni, Ivano Nizza, 47 anni – sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone - e Cosimo Parrella (avvocato Gerardo Giorgione), 46 anni, hanno risposto alle domande del gip Gelsomina Palmieri, dinanzi al quale sono comparsi questa mattina, collegati a distanza dal carcere di contrada Capodimonte, nel quale i cinque indagati sono rinchiusi. Piscopo ha ricordato di conoscere il titolare dell'agriturismo da sempre, anche per essere stato un suo cliente in molteplici occasioni. Ha ammesso di avergli prestato nel 2011 la somma di 2mila euro, che l'interessato gli aveva restituito in due tranche da 1000 euro ciascuna, e senza alcun interesse usurario, ed ha precisato il contenuto di una intercettazione, affermando che era stato l'imprenditore a chiedergli di fare da tramite con terze persone alle quali doveva dei soldi. A suo dire, era stato lo stesso imprenditore a offrirgli di aprire insieme un negozio: una prospettiva rifiutata alla luce delle difficoltà economiche che il proponente aveva. Dal canto suo, Nizza ha sostenuto di aver avuto a Capodanno l'ultimo contatto con il commerciante, escludendo di avergli mai prestato denaro e rivendicando, al contrario, di essere creditore di 800 euro – l'anticipo di una festa che non si era più svolta – e di 750 euro, un importo legato alla vendita di un motorino. In relazione, poi, all'estorsione ai danni di una persona, ha ribadito che non la conosceva, e che la stessa aveva ricevuto una cifra dalla parte offesa, alla quale l'aveva poi restituita. Cosimo Parrella ha fatto presente che il suo stato economico non gli consente certo di poter prestare soldi, e di non aver mai saputo che lo zio (Collarile ndr) lo avrebbe fatto. Vero è – ha aggiunto- che lo accompagnava in auto, ma lo faceva per sdebitarsi rispetto all'aiuto avuto da lui in passato. Quanto ai rapporti con una delle nove persone indagate a piede libero per favoreggiamento, ha precisato che gli non aveva pagato dei lavori, impedendogli così di saldare una rata dell'acquisto di un apparecchio.E sulla società creata per gestire la piscina all'interno dell'agriturismo, ha concluso che si trattava solo del tentativo di dare una mano al proprietario, con il quale aveva un buon rapporto. Nelle prossime ore la decisione del Gip sulle richieste avanzate dalle difese rispetto alla misura cautelare.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Torna la paura dei contagi da Covid19 nel Sannio. Sono risultati positivi al coronavirus trentanove pazienti degenti nella casa di riposo “Al Prata Residence” oltre a 2 operatori residenti ad Amorosi, che prestano servizio presso la stessa struttura. "Si precisa - scrive sindaco del centro Sannita, Carmine Cacchillo che ha annunciato il caso- che trattasi di soggetti asintomatici e in buone condizioni di salute. Nonostante ciò, insieme ai responsabili della struttura e alla ASL di Benevento che ringraziamo, abbiamo adottato tutte le misure necessarie per garantire la massima sicurezza all’intera cittadinanza. In quest’ottica - prosegue il primo cittadino - vi informeremo costantemente sull’evolversi della situazione. Nel frattempo raccomandiamo atteggiamenti prudenti indossando sempre la mascherina, evitando assembramenti e inutili allarmismi. È il momento della responsabilità di ciascun amorosino. Insieme ne usciremo".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. C'è la selezione naturale contro la quale poco si può fare, quella per merito, particolarmente complicata nel nostro Paese e ora, a leggere le cronache, degli aiuti. La racconta l'inchiesta che nel Vercellese ha portato agli arresti domiciliari un sindaco leghista ed un consigliere, accusati, lei e lui, di aver fatto “a chi figli e a chi figliastri” nella distribuzione alle famiglie in difficoltà per la pandemia dei generi alimentati comprati con fondi pubblici. Da una parte “i pacchi per sfigati” contenenti meno prodotti e destinati, soprattutto, a cittadini stranieri, dall'altra quelli per i non “sfigati”, evidentemente più ricchi ed assortiti. Sdegno, indignazione? Vabbè, dureranno un attimo, il tempo necessario a proporre all'opinione pubblica un nuovo caso sul quale suscitare la stessa, o addirittura maggiore cascata emotiva. Succede così, in Italia: una terra nella quale le polemiche sono fuochi fatui. Vengono accese all'improvviso e con la stessa rapidità scompaiono. Pensate per un attimo a cosa potrebbe capitare se venisse esercitata la memoria, se fossero ricordate certe affermazioni roboanti di fronte a prese di posizione che vanno nella direzione diametralmente opposta alla precedente. La fortuna dei protagonisti delle giravolte è che la gente comune ha altro di cui preoccuparsi, e non per scelta, e non ha tempo e voglia per stare dietro a forme di populismo qualunquista. Anche a Benevento va in questo modo: è bastato rilanciare a livello nazionale l'attivismo del sindaco Clemente Mastella- che ha poi rinunciato al ruolo - nella ricerca dei senatori- “responsabili”, secondo la semantica doppiopesista- indispensabili ad assicurare il sostegno al governo dopo l'uscita dalla maggioranza di Renzi, per scatenare la solita contrapposizione mediatica, con un occhio inevitabilmente interessato alle prossime elezioni comunali nel capoluogo sannita. Interventi, comunicati reciproci e, ovviamente, l'annuncio di iniziative giudiziarie. Nel frattempo, nulla cambia perchè il potere, nelle sue molteplici espressioni, compra il tempo che serve a rimodellarsi, ad adeguarsi ai nuovi equilibri in definizione. Ieri pomeriggio ho ascoltato l'ennesima intervista a Mastella, ospite di una delle tantissime televisioni che in questi giorni se lo sono conteso. “Qui i grillini vogliono fottermi”, ha spiegato e, dopo che gli è stato fatto vedere uno spezzone di uno spettacolo di Grillo che nel 2001 se la prendeva con lui, ha replicato che non “ha mai fatto violenza sessuale politica”. Frasi seguite dall'endorsement per il presidente del consiglio Giuseppe Conte. “E' nato come me in un paesino di poche centinaia di anime, è meridionale ed io lo appoggio perchè può fare gli interessi dei figli delle nostre zone”. Ecco una forma di selezione, stavolta anagrafica: separa chi gioca in favore del Sud e chi del Nord e del Centro isole comprese. Sembra la pubblicità di un mobilificio che tanti anni fa andava fortissimo perchè spediva ovunque la merce ordinata. Niente “figli e figliastri”, niente “pacchi per sfigati e non”? Per cortesia, sappiamo o no dove viviamo? di Enzo Spiezia OTTOPAGINE