SEZIONE MUSICA LA CANZONE DEL 08 FEBBRAIO 2013 A CURA DI ANGELA CECERE
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE
Il Comune di Torre Annunziata “scippa” la manifestazione di Carnevale agli oratori della città. Per prosta i parroci annullano l’evento. «Mischiano l’impegno sociale con gli interessi politici». Un’altra accusa gravissima mossa agli amministratori di Palazzo Criscuolo. Così, per la sete di protagonismo dei politici rischia di saltare la festa di centinaia di bambini, che avrebbero sfilare per strada per conquistare la mascherina fai-da-te più bella di tutte. Tutto congelato, in attesa che la politica si rifaccia da parte e si limiti ad un semplice patrocinio senza mettere il cappello sul carnevale. Secondo i parroci il Comune avrebbe dovuto sostenere l’iniziativa in maniera discreta, se ne è invece impossessata già sui manifesti che hanno tepezzato la città. Un logo in alto, il timbro dell’assessorato alla cultura e le firme in calce dell’assessore Luisa Stanzione e del sindaco Giosuè Starita. La querelle era già partita qualche giorno prima, quando gli oratori avevano rivendicato la paternità dell’evento. Quel manifesto «ingombrante» era stato contestato e criticato. Ed anche corretto con una serie di precisazioni sollevate all’ente. Modifiche che non sono state apportate tanto che si annuncia il Carnevale dei bambini come iniziativa del Comune. Un atteggiamento che così ha costretto sul piede di guerra gli oratori delle Madre Mazzarello, dei Salesiani Don Bosco, e delle chiese deklka Madonna della Neve, dell’Immacolata Concezione, della Trinità, del Buon Consiglio e del convento di Santa Teresa. “E’ assurdo che il Comune abbia pensato di strumentalizzarci”, spiega Francesco Nella. “Martedì non parteciperemo alla sfilata perchè non si può permettere alla politica di entrare in un contesto che nemmeno conoscono”. Poi conclude “come al solito il diavolo ci ha messo le mani”. Un programma che però per ora resterà solo sul manifesto. “Mi sono opposta in tutti i modi - spiega invece Suor Aurelia - sono stati gli oratori ad organizzare e dovevano emergere solo loro ed invece hanno inquinato una manifestazione che poteva essere un’occasione. Sono stata persino offesa perchè non avevo competenze in grafica e linguistica: è assurdo. La chiesa non va a braccetto con la politica e se lo fa qualche prete a noi non interessa. E’ stato un atto di scorrettezza ingiustificabile”. A gridare invece “giù le mani dagli oratori” sono don Pasquale Paduano e don Ciro Cozzolino “è assurdo che abbiano potuto prendersi la titolarità di un evento che non gli appartiene”.
FONTE METROPOLIS
08 FEBBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
Hanno il volto stanco, gli occhi velati e la rabbia che graffia le loro parole. Sono i genitori di Antonia Amato, la piccola morta cinque giorni dopo la nascita per un errore dei medici dell’ospedale di Boscotrecase. La tragedia nel 2010, tre anni dopo la prima sentenza: 3 anni e 8 mesi all’ex primario Luigi Marciano, un anno e due mesi per Amedeo Desgro. Dopo l’errore in sala parto pensarono di insabbiare il caso alterando la cartella clinica della piccola. Per mamma Giuseppina e Michele la sentenza del gup Claudio Marcopido è addirittura «troppo lieve». Avrebbero voluto una condanna più forte, «da monito per altri medici senza scrupolo», dicono. Si tengono la mano i coniugi Amato. «I medici hanno avuto una pena lieve, noi due andiamo al cimitero quasi tutti i giorni per salutare nostra figlia». Giuseppina racconta il suo dolore. E’ arrabbiata e delusa. Triste. «Ho portato mia figlia in grembo per nove mesi per voi vederla morire in poche ore. Io dico uccisa, perché è questo che è successo». Sono passati tre anni da quel maledetto novembre del 2010, ma la donna non riesce ancora a rassegnarsi. «Doveva essere la nostra primogenita, l’inizio di una nuova vita. Invece in un istante tutto si è trasformato in inferno». Dalla gioia al dolore. «Antonia è morta perchè un medico è stato incapace di fare il proprio lavoro. Quello stesso medico, ed altri assieme a lui, hanno poi tentato di nascondere tutto, come se Antonia fosse stato un errore e basta». Nessuna pietà per i camici bianchi. Giuseppina e Michele ricostruiscono quei giorni dei quali non hanno dimenticato un solo secondo. «Di ciò che accadde in sala parto ricordo tutto», dice la donna. «Mi ero accorta che qualcosa non era andato per il verso giusto. Chiedevo all’ostretica cosa fosse successo, ma lei continuava a mentire, l’ha fatto persino dopo la morte di mia figlia». C’è un passaggio inquietante che non dimentica. «Dopo tre mesi dalla tragedia ho voluto incontrarla per capire ma è stato inutile. Mi ha messo sotto il naso la copia del tracciato falso che hanno inserito nella cartella clinica. Ce l’aveva a casa». Poi Giuseppina ha incontrato Marciano perché abitano a pochi metri l’una dall’altro. «Anche lui ha continuato a mentire». Questa è la rabbia maggiore, così come ammette Michele. «Avremmo anche capito l’errore umano, che sarebbe stato comunque una tragedia, ma non si può accettare la falsificazione delle cartelle cliniche. Nel tentativo di nascondere tutto sono stati dei mostri senza scrupolo». Giuseppina e Michele per la loro piccola Antonia avevano comprato tutto: dalla culla ai vestitini, anche i peluche già sistemati nella cameretta rosa «Tutte le cose di Antonia sono in uno scatolo», dice Giuseppina che non riesce a trattenere le lacrime. «Ricordo tutto, non potrò mai dimenticare». Michele prova a rincuorarla: «quello che è accaduto a noi purtroppo accade anche ad altre coppie, qualcuno non denuncia. Questa sentenza non servirà a ridarci nostra figlia ma convincerà tanti genitori a combattere i casi di malasanità». Loro l’hanno fatto, appoggiati dall’avvocato Michele Riggi. E lo faranno negli altri gradi di giudizio. Quelli contro Marciano e Desgro e quelli contro gli altri due imputati (Angelo Mascolo e l’ostetrica Gelsomina Donadio) a processo con il rito ordinario. «Ci aspettiamo pene severe». Giuseppina si alza, si dirige verso la stanza da letto. Nella culla c’è un maschietto di quattro mesi. E’ suo figlio, il fratellino di Antonia. «Un giorno anche lui dovrà sapere».
FONTE METROPOLIS
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
Ennesimo colpo in penisola sorrentina: raid in un locale nei pressi della chiesa di San Ciro. Indagano i carabinieriUn altro colpo. L’ennesimo della serie. Ripulito dai ladri, a Vico Equense, un bar del centro, nei pressi della chiesa di San Ciro. Secondo le prime ricostruzioni, hanno agito almeno due uomini. La banda è entrata in azione nel cuore della notte, lasciando pochissime tracce. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Vico Equense al comando del luogotenente Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Leonardo Colasuonno. Si tratta dell’ennesimo colpo notturno in penisola sorrentina. Qualche settimana fa, i ladri hanno ripulito una bigiotetteria di Sorrento e un’edicola-tabaccheria di Massa Lubrense. Senza dimenticare i malviventi che, fingendosi carabinieri, raggirarono una donna di Vico Equense e le ripulirono
FONTE METROPOLIS
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
GENOVA - «Un provvedimento sul conflitto di interessi sarà tra le prime leggi da approvare»: è quanto scrive il segretario del Pd Pierluigi Bersani in un messaggio all'associazione Articolo 21 in occasione di un convegno sulla libertà di stampa, dando così la propria adesione all'appello lanciato dall'organizzazione. «Con Vendola non c'è nessun impasse. Il nostro polo è composta da me, Vendola e Tabacci. Io non ho ancora visto la foto di gruppo di Berlusconi,Maroni e Storace e nemmeno quella di Monti, Fini e Casini, perchè loro hanno larghi problemui di collimanza di vedute politiche. Noi abbiamo una carta di intenti e non abbiamo nessun problema a dire che vogliamo vincere ma che siamo aperti al dialogo con le forze democratiche», ha detto Bersani intervistato dall'agenzia Vista. «Vinciamo e non ci sarà solo un cambio di governo: costruiremo ed obbligheremo a costruire un cambio di sistema della politica italiana», ha aggiunto il segretario Pd a Borgosesia. «Questa volta - ha aggiunto - non è un'elezione qualsiasi, non è in gioco solo la vittoria, c'e la possibilità di chiudere una vicenda cominciata vent'anni fa che ci ha portato al disastro ed è diventata contagiosa». «Dopo Berlusconi cosa c'è? - ha proseguito il leader del Pd - Dopo Monti, dopo Grillo, dopo Ingroia cosa c'e? Possiamo continuare ad affidare uno dei più grandi paesi del mondo ad evenienze di questo genere? Dopo Bersani, invece, c'e il Pd, sono l'unico che non ha il nome sul simbolo». INGROIA AL PD: "GOVERNO SENZA MONTI" «Possiamo offire al Pd i nostri voti al Senato per fare un Governo di centrosinistra senza Monti, su questo si potrebbe aprire un confronto. Vediamo dopo le elezioni, parlarne prima è inutile». Lo ha detto Antonio Ingroia a Genova. «Intanto ne parlo agli elettori ai quali dico che la vera alternativa è tra noi e Monti». «I sondaggi sono quantomeno discutibili perchè condizionati dai mandanti politici che sono dietro gli istituti di rilevazione. Noi non abbiamo istituti vicini e quindi i sondaggi non ci calcolano proprio», ha detto il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia a Genova commentando gli ultimi sondaggi. «I sondaggi - ha aggiunto Ingroia - sono fatti per condizionare l'opinione pubblica, hanno come obiettivo convincere che il voto a noi è inutile. Spesso però sono stati smentiti dai risultati elettorali. In queste elezioni società vicine al centrodestra danno sempre qualche punto in più a quella parte e quelle vicine al centrosinistra aggiungono qualche punto dall'altra». FORMIGONI: DA B. ALTRE DUE PROPOSTE CHOC Oltre a quella sull'Imu «ci sono ancora almeno altre due proposte forti, ma realizzabili, per indicare al Paese come uscire dalla spirale recessiva». Lo ha detto Roberto Formigoni, rispondendo a una domanda su quante altre proposte choc abbia in serbo Berlusconi in campagna elettorale. Secondo il presidente uscente della Lombardia, in questa situazione economica c'è «bisogno di proposte choc» e non di «normali iniziative». A Formigoni, a margine di un incontro con una delegazione della stampa russa che lo ha intervistato su Expo 2015, è stato chiesto anche un commento sul richiamo del cardinale Bagnasco, in particolare sulla credibilità delle promesse elettorali. Il presidente uscente della Lombardia ha osservato che si è trattato di «un discorso ampio, argomentato e largamente condivisibile». Ma, di fronte a obiezioni sul progetto di Berlusconi a proposito della restituzione dell'Imu, ha subito aggiunto che «indicando le coperture non ha fatto una promessa ma si è assunto un impegno», mentre quanto annunciato dal segretario del Pd Bersani su investimenti per le imprese, è stato fatto a suo giudizio «senza avere la dignità di dire dove andrà a prendere le risorse, questa è una proposta vacua».
FONTE LEGGO.IT
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
SANREMO - Il Festival di Sanremo rispedisce al mittente la canzone scritta e musicata dai fratelli Francesco e Giovanni Nuti, 'Olga tu mi fai morir'. Il brano è stato scartato dalla giuria della rassegna. Giovanni Nuti, che nella vita fa il medico, ha deciso di dar voce e di esprimere l'arte del fratello. L'attore è costretto alla paralisi e al mutismo da quando ha subito un terribile incidente. LA CANZONE SCARTATA Francesco Nuti ha scritto la canzone ispirandosi al film 'Olga e i fratellastri Sbrilli', quello che stava girando quando subì l'incidente, poi il fratello Giovanni l'ha musicata insieme a Marco Baracchino e Nicolas La Rosa, che canta il pezzo. Infine è stato girato il videoclip, dove Francesco torna per la prima volta a recitare. La canzone è stata però rifiutata dalla Commissione di Sanremo e Giovanni Nuti è rimasto molto amareggiato da questa decisione: per fortuna, afferma, Francesco ha preso questa bocciatura come uno sprone per lottare. "Abbiamo sognato e tentato Sanremo- ha dichiarato Giovanni- ma giocando pulito, senza Santi in Paradiso, senza telefonate ruffiane o raccomandazioni di alcun genere, consegnando il nostro lavoro come matricole che si iscrivono alla prova decisiva".
FONTE LEGGO.IT
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
A 4 anni dal maxi-bando per insegnanti d’asilo (e a 14 dalla migrazione a Pisa per il concorsone) a Livorno si rimette in moto la macchina organizzativa di una selezione-kolossal. Con prova preliminare LIVORNO. Un esercito di 1.200 candidati per i tre posti che il Comune mette a concorso nella polizia municipale. Per dirla con la terminologia burocratese del bando, stiamo parlando della «procedura selettiva pubblica per esami per la eventuale copertura a tempo indeterminato di n. 3 unità, dell'uno e dell'altro sesso, profilo professionale "Vigilanza" cat. C.1 del vigente Ccnl Comparto Regioni - Autonomie Locali». Ancora non è terminata l'operazione di inserimento dei dati né sono stati vagliati i requisiti: una cifra «fra 1.200 e 1.300 domande» viene fornita da fonti interne di Palazzo Civico. Ma per determinare in quanti effettivamente saranno ai nastri di partenza per conquistare uno dei tre posti bisogna intanto attendere la formalizzazione dell'ammissione. Non è detto che tutti quanti hanno fatto domanda siano in possesso dei requisiti richiesti: ad esempio, in questo caso specifico, alla voce "patente di guida" è richiesta non solo quella standard per l'auto («categoria B o superiori») ma anche quella «di categoria A3 senza limitazioni» (moto): quest'ultima non è richiesta se la patente B o superiore è stata «rilasciata anteriormente al 26 aprile 1988». Il ba domande, è assai probabile che il Comune metta in preventivo una sorta di vaglio preliminare: una prova preselettiva che sfoltisca il gran numero di pretendenti. Ancora non è stato deciso nulla e tuttavia è una possibilità che il Comune si è riservato.
FONTE IL TIRRENO
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
L’imprenditore, sotto processo er bancarotta, è stato condotto in carcere dalla Finanza. Era ai domiciliari in piazza Attias ma «continuava ad avere contatti non autorizzati» Nell'ambito degli sviluppi dell'articolata attività di polizia economico-finanziaria condotta dal nucleo di polizia tributaria di livorno per verificare le dinamiche societarie che hanno portato al fallimento della societa' di capitali "Turmar spa", nella giornata di giovedì, l'imprenditore Giuseppe “Beppe” Doveri è stato condotto in carcere dalle fiamme gialle in applicazione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Livorno, su richiesta della Procura. Tale provvedimento giudiziario costituisce un aggravamento della misura degli arresti domiciliari cui era già sottoposto l'imputato Doveri, nei confronti del quale, da qualche mese, è in corso la fase dibattimentale del processo di primo grado nel quale la pubblica accusa lo ritiene responsabile di plurime violazioni penali di natura fiscale e fallimentare. La misura restrittiva emessa dal tribunale di livorno nei confronti del doveri, che fa seguito ad analoga misura cautelare personale adottata nei giorni scorsi nei confronti di Sergio Quilici - ritenuto parimenti responsabile di condotte illecite rilevanti penalmente sia sul piano fiscale che fallimentare - è stata motivata dal fatto che egli, ancorchè fosse ristretto presso il suo domicilio, continuava ad incontrare ed avere frequenti contatti non autorizzati con persone chiamate a testimoniare nel processo in corso a suo carico e con il co-indagato Quilici il quale abita nello stesso edificio dove il Doveri si trovava agli arresti domiciliari. L’imprenditore era stato arrestato una prima volta il 29 aprile scorso
FONTE IL TIRRENO
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
Tragedia in una villetta in via Zeffiro a Rosignano Solvay. Lui 81 anni, lei 75 Tragedia in una villetta in via Zeffiro a Rosignano Solvay. Un uomo di 81 anni, Giorgio Leopoldo Bertini, ha sparato alla moglie, Bruna Porazzini di 75 anni, uccidendola e poi si è tolto la vita con la stessa arma, probabilmente un fucile da caccia. L’episodio è successo poco dopo le 10: la casa si trova nel quartiere chiamato il Villaggio, nella zona della chiesa di Santa Croce. Sul posto carabinieri e polizia.
FONTE IL TIRRENO
08 FEBBRAIO 2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
L'ondata di maltempo ha raggiunto ha regalato un evento straordinario: ma nella notte paura per una scossa di terremoto CATANIA - Un evento straordinario, alle isole Eolie, dove i fiocchi di neve portati dall'ultima ondata di maltempo si sono posati su alcune spiagge delle Eolie. Allo spettacolo ha fatto però da contraltare la paura per la scossa di terremoto registrata alle prime ore del mattino, avvertita dalla popolazione. IL GRANDE FREDDO - L'ondata di maltempo che sta colpendo in queste ore tutto il territorio nazionale è arrivata anche in Sicilia. Con una forma particolare. La neve ha fatto la sua apparizione anche a bassa quota. Intorno alle 10, solo per qualche minuto, i fiocchi hanno imbiancato la sabbia delle spiagge eoliane. Salina, Stromboli, il litorale di Marina Lunga sono apparse inbiancate, offrendo uno spettacolo molto suggestivo. IL TERREMOTO - Non solo neve e maltempo nelle isole. Nelle prime ore della mattina, i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica hanno registrato scosse di terremoto in diverse zone della Penisola, ma quella più forte ha riguardato i distretti sismici delle Eolie, con epicentro a Lipari. La scossa di terremoto, di magnitudo 2.4, è stata registrata alle 05.35. La rete sismica dell’Ingv ha localizzato l’evento ad una profondità di 132.8 chilometri.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
08 FEBBRAIO 2013