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CIOCIARIA NEWS Schiacciata dal trattore, muore donna di Sant’Elia Fiumerapido

8 Febbraio 2013, 12:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BELLISSIMOINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il giorno 5 febbraio a Sant’Elia Fiumerapido nel primo pomeriggio la tragedia. Erano da poco passate le 15 quando Antonia S. 70 anni del posto, è rimasta uccisa schiacciata dal peso di un trattore agricolo guidato dal marito. I due avevano fatto dei lavori sul loro campo nella frazione Valleluce in via Cese. Un avvallamento del terreno ha fatto ribaltare il mezzo; il marito è stato sbalzato ad alcuni metri, la donna, è rimasta sotto al mezzo . Inutili i soccorsi dei vigili del fuoco e degli operatori del 118. La donna è rimasta morta sul terreno.

Ermanno Amedei foto Alberto Ceccon FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

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CIOCIARIA NEWS Schianto sulla Cassino Sora, auto distrutte, illesi i conducenti

8 Febbraio 2013, 12:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20130208_incidente-pulmino.jpgINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Auto ridotte a rottami, ieri sera in uno scontro sulla superstrada Cassino Sora nel comune di Sant’Elia Fiumerapido. Erano passate da poco le 23 quando, per una dinamica al vaglio degli agenti di polizia stradale di Sora, si sono scontrate un’alfa e una Peugeot guidate da due uomini rimasti miracolosamente illesi. Solo in conducente ha avuto bisogno di un accertamento in ospedale che ha avuto esiti negativi ed é stato dimesso. Le auto distrutte hanno occupato le carreggiate della strada rimasta chiusa per almeno un’ora.

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

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Sezione Sicilia news Catania Aligrup, i lavoratori puntano a Sanremo: «La nostra protesta arriverà all’Ariston»

8 Febbraio 2013, 12:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/ALIGRUP--180x140.JPG?v=20130208103138

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gli organizzatori: «Vogliamo che la stampa nazionale si interessi della nostra situazione» CATANIA - Vogliono andare a Sanremo a “far rumore” davanti al teatro Ariston per far “sentire la loro voce” a livello nazionale. Stiamo parlando degli ormai esasperati lavoratori ex Aligrup che stanno pensando, per i prossimi giorni, di promuovere un’azione forte affinché il loro caso passi alla ribalta nazionale. Hanno anche scelto di rinunciare al sit-in programmato nei pressi del casello autostradale di San Gregorio di Catania, per provare il tutto e per tutto a Sanremo. Per questo, hanno iniziato una colletta tra parenti e amici per reperire i fondi necessari per raggiungere la città ligure che la prossima settimana sarà protagonista con il “Festival della Canzone Italiana”. «Stiamo provando a raccogliere i soldi necessari per andare a Sanremo – spiega Michele Russo Coordinatore del Comitato Spontaneo dei Dipendenti Aligrup – vogliamo che la stampa nazionale si interessi non soltanto della canzone italiana, ma anche dei dipendenti Aligrup che non possono mangiare». TRATTATIVE ARENATE - Tutto tace. Le trattative si sono arenate e il futuro dei dipendenti dell’ex roccaforte siciliana dei supermercati è sempre più buio. Le ultime speranze sono affidate alla Coop, che sta lavorando sottotraccia per rilevare i punti vendita più grandi. Tuttavia anche qualora queste trattative dovessero andare in porto, non si risolveranno tutti i problemi dei dipendenti. Quelli che sono stati definiti, in maniera molto schietta dai sindacati, “morti che camminano” rimarranno comunque disoccupati. Si tratta dei lavoratori degli uffici e dei depositi che non saranno assorbiti da nessun compratore a causa della vendita “spezzatino” dei punti vendita. REGIONE - Non cambia la situazione quindi e per far muovere qualcosa i dipendenti hanno deciso di fare una protesta plateale, delusi anche da tante promesse ricevute a livello regionale, fino ad oggi non mantenute. «Avevamo chiesto ai dirigenti regionali – aggiunge ancora Russo – di diventare portavoce a livello nazionale per promuove la defiscalizzazione nei confronti delle aziende, che avrebbero investito nell’Aligrup. Ad oggi tante belle parole, ma nulla di concreto. Ci aspettavamo da un nuovo presidente e da una nuova giunta, un netto taglio col passato che ribadiamo non abbiamo visto». FUTURO - Intanto il Comitato Spontaneo dei Dipendenti Aligrup ha deciso di diffondere una lettera aperta indirizzandola alla proprietà, al liquidatore, alla Regione, ai sindacati e alla stampa nazionale. «Questa lettera vogliamo indirizzarla a tutti coloro che hanno avuto, e forse potrebbero avere ancora, un ruolo determinante nello sceneggiato Aligrup o in quella che possiamo meglio definire fiction», scrivono. Nella missiva il Comitato ribadisce la voglia «di avere chiarezza sul futuro lavorativo dei dipendenti e di accelerare il processo per l’erogazione della Cassa Integrazione avvalendoci di tutte le risorse disponibili: proprietà, istituzioni, sindacati, tribunale». DIRITTO AL LAVORO - L’obbiettivo è sempre quello di rivendicare con dignità il diritto al lavoro di dipendenti esasperati, che non riescono a capire come un’azienda che «a fine 2011 aveva quote di mercato da capogiro 23% su Catania e provincia, 16% in Sicilia, con oltre 1.000.000 di carte fidelity e circa 300 Milioni di euro di fatturato», si possa essere trovata in questa situazione. Infine, il Comitato sempre attraverso il portavoce accusa di uno «strano silenzio anche la proprietà, il liquidatore, Maurizio Verona, i sindacati, i sindaci, il presidente della Provincia e il presidente della Regione Rosario Crocetta». Chiedendo che si realizzi un’assemblea trasversale aperta a tutte le sigle politiche, affinché i candidati alle prossime elezioni «stacchino momentaneamente dalle loro campagne elettorali – spiega Russo – si ricordino del nostro problema, che sembra dimenticato, e ne vengano a discutere con noi».

Fonte Italpress

08 FEBBRAIO 2013

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Sezione Sicilia news Palermo Stato-mafia: lunedì la distruzione delle intercettazioni di Napolitano

8 Febbraio 2013, 12:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/napolitano--180x140.JPG?v=20130208121143

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Lo ha disposto il gup di Palermo Ricciardi: l'operazione avverrà nella «sala ascolto» del carcere Ucciardone PALERMO - Saranno distrutte lunedì le intercettazioni telefoniche tra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino raccolte finite nell'inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. Lo ha disposto il gup di Palermo Riccardo Ricciardi, in esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto di interessi sollevato dal presidente della Repubblica. Il provvedimento è stato appena depositato. UCCIARDONE - Della materiale distruzione dei file audio si occuperà un tecnico della società Rcs che gestisce i server dell'ufficio inquirente del capoluogo siciliano. Le operazioni avverranno nella ''sala ascolto'' che si trova in una struttura apposita del carcere «Ucciardone» dove sono i server.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Assalti a market e benzinai, presi due baby rapinatori

8 Febbraio 2013, 12:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/rapina--180x140.JPG?v=20130208102914

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Armati di fucile a canne mozze hanno commesso 6 rapine nel giro di due ore: hanno 16 e 17 anni TARANTO - Sei rapine in poco più di due ore: stessa banda, stessa auto, stesse armi, stessa feroce determinazione. Riuscendo a mettere insieme un bottino di oltre 2mila euro. Sono tre rapinatori che tra le 16.40 e le 19.15 del 5 novembre scorso, avevano messo a ferro e fuoco la provincia jonica, in particolare Grottaglie, Taranto e Sava. Sotto attacco erano finiti supermercati, stazioni di servizio, farmacie e non solo. In ogni azione i banditi, freddi e risoluti, oltre all’incasso dei vari esercizi commerciali, hanno «ripulito» i clienti di portafogli, borse e monili. In azione, per tutti e sei gli episodi, è entrato lo stesso commando composto da tre giovanissimi armati di pistole e fucile a canne mozze, a bordo di una Fiat Uno verde, risultata poi rubata in quello stesso pomeriggio a Francavilla Fontana. Due di loro di 16 e 17 anni sono stati arrestati. Il terzo complice è ancora ricercato. LE RAPINE - Il primo colpo tentato ma non andato a segno, era stato quello della stazione di servizio Q8 alle porte di Grottaglie. Tre rapinatori, intorno alle 16.40 del 5 novembre, si erano presentati dinanzi ai gestori, due fratelli e, mentre uno rimaneva in macchina con il motore acceso pronto per la fuga, gli altri due, con pistola e fucile a canne mozze, hanno affrontato i malcapitati che però, reagendo, erano riusciti a metterli in fuga a mani vuote. Solo dieci minuti più tardi, irrompendo con veemenza, erano ricomparsi davanti banconi di una farmacia di Grottaglie. Armi in pugno e con il volto travisato da calzamaglia e passamontagna, due rapinatori si erano fatti consegnare l’incasso di 500 euro, due borse e monili dai dipendenti, mentre il terzo controllava le uscite. La rapina era durata pochi istanti ed il commando si era dileguato a bordo della Fiat Uno. Da Grottaglie il trio si era spostato a Taranto, solo 40 minuti più tardi, sulla statale che collega Paolo VI ai Tamburi, per assaltare un supermercato. Anche qui, oltre all’incasso, i malfattori erano fuggiti con borse e portafogli di alcuni clienti. Sprezzanti, hanno continuato nella loro serie di rapine e, alle 18.20, i tre si erano presentati a Lama in una farmacia, portando via l’incasso, i portafogli di due clienti, nonché le chiavi dell’auto di uno di questi. Abbandonata la Fiat Uno a Lama, i tre erano fuggiti a bordo di una Nissan Almera appena rapinata e, dieci minuti dopo, avevano tentato un’altra rapina ad un distributore carburanti di Lama, senza riuscire nell’intento perché il benzinaio, vistosi le armi puntate contro, in preda al panico era fuggito rifugiandosi all’interno del bar. A questo punto, i tre avevano messo a segno l’ultimo colpo della serata: alle 19.15, giunti a bordo della Nissan Almera da poco rubata, avevano fatto irruzione all’interno di un supermercato di Sava e, con le armi spianate, minacciato cassiere e presenti, per poi fuggire con un bottino di 1.300 euro e con i portafogli di alcuni avventori. LE INDAGINI - Gli accertamenti dei carabinieri erano andate avanti tutta la notte con perquisizioni, ascolto di testimoni ed esame dei sistemi di videosorveglianza degli obiettivi colpiti ed avevano chiarito sin da subito che si era di fronte ad un gruppo di scatenati giovanissimi e, soprattutto, freddi e ben organizzati. Nei giorni seguenti gli investigatori hanno ricostruito i passaggi di quella giornata di follia. Il terzetto infatti, si era mosso da Manduria con una Fiat Uno Rossa rubata in quel centro, per poi raggiungere Francavilla Fontana; qui aveva tentato di rubare un’altra Uno dello stesso colore e, non riuscendovi, si era impossessato della Uno verde con cui erano state messe a segno le prime cinque rapine fino alla farmacia di Lama. Fondamentali sono state le registrazioni di telecamere installate sulla strada che hanno immortalato i momenti salienti del tentato furto della Fiat Uno rossa e del furto della Uno verde. Fissato, quindi, un punto di partenza, le indagini si sono concentrate sull’esame delle registrazioni delle fasi delle varie rapine. Dalle varie comparazioni effettuate e dalle testimonianze di alcune persone presenti durante le rapine, i militari hanno identificato due dei tre rapinatori, che sono risultati essere due minorenni di 16 e 17 anni di Manduria, sul cui conto figurano già numerosi precedenti. Entrambi, infatti, si trovavano già in custodia cautelare presso il carcere minorile“Fornelli” di Bari, perché arrestati in flagranza di reato in due distinte operazioni. Il diciassettenne, lo scorso 8 gennaio, era stato fermato dalla Squadra Mobile di Lecce per aver assaltato, con le stesse modalità, due farmacie di Maglie e Galatina; il sedicenne, appena lo scorso 20 gennaio, era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Manduria perché responsabile di ben quattro rapine nella zona orientale della provincia. Ma le indagini del Nucleo Investigativo hanno passato al setaccio tutte le rapine perpetrate nell’ultimo periodo in provincia, fino a trovare elementi di analogia con un’altra rapina messa a segno pochi giorni dopo quel folle 5 novembre e, precisamente il 12, lo stesso commando, irrompendo all’interno della tabaccheria di Sava, ha addirittura picchiato il titolare che aveva reagito alla minaccia delle armi. In quell’occasione il trio riuscì a fuggire con un bottino di 500 euro a bordo di una Y10 verde rubata due giorni prima ad Avetrana. I provvedimenti di custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale per i Minorenni di Taranto. Giuseppe LANZO sono stati eseguiti nella mattinata di ieri dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale di Taranto ed i due minori resteranno nell’istituto minorile di Bari a disposizione del P.M. dott.ssa Silvia Nastasia. I Carabinieri hanno anche ritrovato e sequestrato la Fiat Uno verde e, successivamente, la Nissan Almera che saranno sottoposte a rilievi tecnici allo scopo di rilevare altri elementi utili per le indagini.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS Foggia, l'area è pubblica, ma il Comune non lo sa

8 Febbraio 2013, 12:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/parcheggio--180x140.jpg?v=20130208105506

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Da una settimana scoperto che un parcheggio centralissimo è gestito da «abusivi» FOGGIA - Un parcheggio grande, con circa 100 posti auto a disposizione, centralissimo, gestito da una cooperativa su un suolo di proprietà del Comune. Tutto bello e tutto comodo. Solo che l’amministrazione comunale non sapeva di essere in possesso di quell’area, l’ufficio patrimonio se ne è accorto solo una decina di giorni fa. Da almeno 12 anni chi gestisce il parcheggio su quell’area non solo non avrebbe mai versato un euro degli incassi al Comune ma non avrebbe mai pagato nemmeno l’occupazione di suolo pubblico e non sarebbe in possesso neppure di una qualsivoglia convenzione che gli consenta di operarci su. Negli uffici comunali la stanno cercando da qualche giorno. L’area in questione, di circa 3000 metri quadrati, è quella de «La Maddalena» a pochi passi dal teatro Giordano, tra via Della Repubblica e via Altamura. Il secondo parcheggio, al servizio del centro cittadino, che si incontra arrivando in auto a Foggia da via Manfredonia. A Palazzo di città nessuno pronuncia la parola «parcheggio abusivo». Il sindaco Gianni Mongelli, che da una settimana ha questa patata bollente sulla sua scrivania, conferma: «La proprietà è del Comune, stiamo verificando se c’è un documento che regoli l’attività di quel parcheggio». Ironia della sorte, nel 2010, quando proprio l’amministrazione Mongelli chiuse al traffico la zona intorno al teatro, furono sistemati dall’ufficio traffico i nuovi cartelli stradali; fu anche stampata l’indicazione del parcheggio. Insomma un’area per la sosta quasi sicuramente gestita senza alcuna autorizzazione pubblicizzata sulla cartellonistica comunale. Eppure dal 2001 nei cassetti degli uffici c’è una sentenza, di cui prese atto anche il Consiglio comunale, che stabilì dopo una causa con l’istituto Addolorata che l’ente Comune ne era proprietario «a titolo originario». Negli anni dell’amministrazione Agostinacchio alla cooperativa, vicina all’epoca ad alcuni consiglieri di An, fu data un’autorizzazione provvisoria, scaduta da tempo. Ma solo ora, grazie al teatro Giordano, ci si è accorti che quell’area è del Comune e che quella cooperativa non avrebbe alcun titolo a gestire il parcheggio. Per aprire il Giordano è indispensabile sistemare una cabina di trasformazione molto più grande di quella che fu progettata. Per le dimensioni la Sovrintendenza ai beni architettonici ha espresso parere negativo a che la cabina sia piazzata alle spalle del Comunale, nella stradina oggi transennata. L’unica alternativa è l’area de «La Maddalena», a pochissimi passi dal Giordano. Per questa ragione l’assessore con delega al teatro, Pippo Cavaliere ha formalmente chiesto conto agli uffici comunali di quel terreno. E la magagna è venuta fuori. Ora è indispensabile liberare quell’area per fare i lavori; da sei giorni sul tavolo del comandante della Polizia urbana c’è tale richiesta. Ma tutto è fermo. Il Comune «sta studiando» il modo per riprendersi un suolo di sua proprietà. E probabilmente prima o poi gli stessi problemi Palazzo di città li avrà con l’area in viale Fortore dove fu abbattuto il palazzo ex Scivar. L’area fu acquistata dal Comune, non è recintata e viene utilizzata da alcuni privati.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Escort, D'Addario e De Nicolo chiedono i danni come parte offesa

8 Febbraio 2013, 11:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/patrizia--180x140.jpg?v=20130208113547

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

In aula sfileranno le donne delle feste di Berlusconi Il processo è a carico dell'imprenditore Tarantini BARI - Per l'impossibilità del Tribunale di Bari, a causa della loro irreperibilità, di notificare a quattro delle 25 presunte escort l'inizio dell'udienza preliminare, il gup Ambrogio Marrone ha rinviato al 20 marzo prossimo l'udienza sul rinvio a giudizio di otto persone, tra cui Gianpaolo e Claudio Tarantini, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione in relazione alle donne condotte in alcune residenze di Silvio Berlusconi. Prima di rinviare l'udienza al giudice è stata formulata richiesta di costituzione di parte civile da parte di Maria Teresa De Nicolò e Barbara Montereale che si aggiungono a quella di Patrizia D'addario, già costituitasi. GLI IMPUTATI - Oltre ai fratelli Tarantini sono imputati la tedesca Sabina Began, la cosiddetta ape regina delle feste dell'ex premier, le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, l'avvocato fasanese Salvatore Castellaneta, referente per l'organizzazione delle feste private di Berlusconi a Milano e due soci in affari dei Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Il difensore di Castellaneta ha annunciato che chiederà il rito abbreviato. Il legale di Gianpaolo Tarantini, Nicola Quaranta, si è riservato di chiedere eventuali riti alternativi alla prossima udienza.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Provoca la depressione alla professoressa, preside del Genovesi a processo per mobbing

8 Febbraio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/genovesi--180x140.jpg?v=20130208092910

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Rinvio a giudizio per la Cimino. L'accusa: comportamenti vessatori nei confronti di una docente: Teresa Masi SALERNO - «Condotte vessatorie, ingiuriose, minatorie e diffamatorie» nei confronti di una docente. Peraltro malata di tumore. Sulla scorta di queste considerazioni, il gip del Tribunale di Salerno - su richiesta del sostituto procuratore Mariacarmela Polito - ha rinviato a giudizio per mobbing la preside dell'istituto tecnico commerciale di Salerno "Antonio Genovesi", Caterina Cimino. E il legale della vittima, l'avvocato Marco Martello che assiste la professoressa Teresa Masi, ha chiesto - come ha rivelato Petronilla Carillo sulle pagine del Mattino - «di acquisire anche gli atti relativi all'altro procedimento penale a carico della Cimino, quello che la vede al momento indagata per abuso d'ufficio assieme al figlio e a quattro dipendenti amministrativi della scuola». LA STORIA - Per gli inquirenti, la preside non avrebbe tenuto conto della malattia della docente assumendo, quindi, un comportamento vessatorio. La professoressa ha anche prodotto certificati medici che attestano l'insorgere di problemi sanitari dopo le azioni della dirigente scolastica CONTRATTACCO - Ma la Cimino ha firmato alcuni provvedimenti disciplinari nei confronti della professoressa Masi ritenendo che la donna abbia sostituito indebitamente il marito nelle lezioni di un altro corso perchè il professore si era «furtivamente allontanato senza preventiva autorizzazione»

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08 FEBBRAIO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Laureati all'Università di Salerno: quattro su dieci lavorano dopo un anno

8 Febbraio 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/universita--180x140.jpg?v=20130208110854

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dopo tre anni lavora il 65%, ma lo stipendio medio è basso SALERNO — Una media di quattro anni e nove mesi per laurearsi - nel 2011 sono stati 3.820 con una media voto di 102.3 - con l'obiettivo raggiunto poco dopo i 26 anni d'età: è questo il profilo del laureato all'Università di Salerno per l'analisi effettuata in tutti gli atenei nazionali da Almalaurea. Il 39,3% di questi laureati 2011 già lavora, il 36,2% non lavora e non cerca, il 24,5% è alla ricerca di un posto di lavoro. I RAFFRONTI - I disoccupati sono alla Sun di Caserta il 33,2%, a Salerno il 32,7, all'Ateneo del Sannio il 38,9, mentre lavora il 39,1 % dei laureati alla Sun a fronte del 39,3 dell'Università di Salerno e del 28,6 dell'Università del Sannio. Di questi continuano un lavoro precedente alla laurea il 40,6 alla Sun (31,9 Salerno, 36,4 nel Sannio) e svolgono, invece, un lavoro stabile o autonomo il 43,4 dei laureati alla Sun, il 26 di quelli di Salerno, il 35,3 del Sannio. Lo stipendio medio è 973 euro (Sun), 832 (Salerno), 1.005 (Sannio). A tre anni dalla laurea, lavora il 48,9% dei laureati alla Sun, il 65,2 di Salerno, il 56,2, del Sannio. I disoccupati sono il 14,9% alla Sun, il 16,8 a Salerno, il 20,5 nel Sannio. Fra i restanti c'è chi continua la formazione o non cerca lavoro. Il compenso medio mensile: Sun 1.048 euro, Salerno 1.127, Sannio 1.169. DIFFERENZE DI GENERE - Gli uomini freschi laureati all'Università di Salerno guadagnano 972 euro, di più rispetto alle colleghe donne: 747 euro. Il 76,1% dei laureati ha trovato occupazione nel settore privato, 4,7 nel campo no-profit e il 19,2 nel pubblico.

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08 FEBBRAIO 2013

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Costiera Amalfitana News Morì nell'alluvione di Atrani mentre lavorava Per il Tribunale la famiglia non ha diritto a soldi

8 Febbraio 2013, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/08/atrani2010--180x140.jpg?v=20130208090713

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Francesca Mansi fu travolta dal fango e trasportata in mare, il corpo fu ritrovato giorni dopo tra Lipari e Panarea La sentenza: l'Inail non deve garantire alcun rimborso SALERNO - Il 9 settembre del 2010 una grande onda di fango travolse Atrani, il piccolo gioiello della Costiera Amalfitana. Portando distruzione e morte. E una vittima: Francesca Mansi, un giovane laureata in Scienze del Turismo che per guadagnare qualcosa lavorava in un bar vicino alla spiaggia. L'onda di fango la trascinò via. In mare. E il corpo, straziato, venne ritrovato molti giorni dopo tra Panarea e Lipari. Ora quella tragedia rivive con una beffa: il Tribunale di Salerno ha deciso che l'Inail non dovrà corrispondere alcun risarcimento ai familiari della ragazza. Tutto questo a tre anni da quell'alluvione che non ha ancora un colpevole, perchè la magistratura non ha ancora individuato indagati. IL PROVVEDIMENTO - La sentenza è stata emessa dalla sezione lavoro del Tribunale di Salerno, giudice Lia Di Benedetto, sostenendo che il risarcimento Inail non è possibile perchè con quel lavoro la ragazza non era l'unica fonte di sostentamento della famiglia. Le deduzioni sono le stesse dell'Inail del 2011, poi il caso fu riaperto su sollecitazione del Presidente della Repubblica.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08 FEBBRAIO 2013

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