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CIOCIARIA NEWS Pontecorvo, senza casa e famiglia vive nella sua Panda da tre mesi

23 Marzo 2013, 10:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito Da :Sotgia Marcella A 54 anni, senza lavoro e senza famiglia vive da tre mesi nella sua Fiat Panda. Salvatore Gelfusa di Pontecorvo rappresenta quella che solitamente viene definita la nuova frontiera della povertà. Fino a qualche anno fa, quando aveva ancora una famiglia e un lavoro, era una persona come tante altre. Poi è arrivata la separazione dalla moglie ma nonostante ciò, riusciva a sopravvivere e ad assicurare il mantenimento alla famiglia. Poi però, la crisi ha costretto l’azienda di movimentazione terra, per la quale lavorava come conducente di camion, a tagli occupazionali. Ha così perso il lavoro e, di conseguenza, anche la possibilità di pagarsi un affitto. “La somma destinata al mantenimento della famiglia stabilito dal giudice, sottratta al sussidio per la disoccupazione mi lasciava poco per vivere e certamente non sufficiente per pagare un affitto”. E’ finito così per strada e spinto dalla disperazione ha occupato abusivamente un alloggio popolare. “Sono rimasto in quella casa Ater per 10 mesi senza acqua né riscaldamento, in compenso, però, mi è arrivato da pagare il canone Rai”. A dicembre, l’alloggio è stato liberato anche con l’ausilio della forza pubblica e a Salvatore non è rimasta che la sua Panda. “Mi è capitato di dormire nel parcheggio del cimitero, in quello di un centro commerciale o altre volte ho trovato rifugio in un garage, lontano da occhi indiscreti. Qualche volta ho attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. I carabinieri si avvicinavano alla mia macchina ‘camera da letto’ e mi chiedevano documenti. Adesso non lo fanno più. Ormai mi conoscono tutti. Quasi sempre, a svegliarmi la mattina è la luce del giorno. Per mangiare vado in una trattoria che fa prezzi stracciati oppure approfitto dell’invito di qualche amico”. Ma il futuro è tutt’altro che roseo. Quello che ha percepito a marzo è l’ultimo sussidio di disoccupazione. “Francamente non so più in cosa sperare. Al Comune mi hanno assicurato che si sta cercando una soluzione insieme all’Ater, per trovare una casa; di lavoro non se ne parla e spero almeno che mi possa venir riconosciuta una pensione Inail per il mio stato di disabilità al lavoro dettato dalle condizioni della schiena”.

Fonte :Paesesera

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TOSCANA NEWS :Demolizione relitto Costa Concordia E' guerra tra Civitavecchia e Piombino

23 Marzo 2013, 10:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella È guerra tra Civitavecchia e Piombino sulla possibilità che la Costa Concordia, che giace sugli scogli dell’isola del Giglio, possa essere demolita in uno dei due porti. "La questione Concordia, dopo le rivelazioni riguardanti le forti perplessità del Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, sale agli onori nazionali anche sulla stampa dando di fatto ragione e sostenendo a quanto, ormai da settimane, il sindaco Tidei sta affermando ed esponendo sulla demolizione del relitto delle Costa Crociere. Il sindaco ed il presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti, da parte loro, hanno nuovamente posto all’attenzione delle Istituzioni nazionali la situazione con una lettera inviata al presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato". Lo rende noto il comune di Civitavecchia: "E a dar sostegno alle tesi del Pincio si deve rilevare il sempre più crescente numero di consiglieri regionali, deputati e senatori, oltre alla posizione anti Piombino di tre organizzazioni no profit di grande importanza come Mare vivo, il Wwf e Greenpeace, che vedono l’eventuale scelta Civitavecchia decisamente più adeguata e consona rispetto a quella di Piombino che non ha nessuna delle infrastrutture necessarie all'accoglimento della nave. A tal proposito è importante dire che sia l’Autorità portuale che il Comune stanno mettendo in atto piani strategici per l’eventuale ricezione del relitto della Concordia a Civitavecchia. L’autorità portuale sta preparando il piano per l’accoglimento della nave mentre sul versante operativo delle aziende si è costituito un consorzio denominato Marine Global Service che sta predisponendo il progetto di fattibilità per la demolizione e lo smaltimento dei materiali, affidato ad un importante studio ingegneristico. Appare scontato il fatto che, qualora fosse accolta la proposta presentata, si darebbe un sollievo importante all’occupazione locale, prevedendo le operazioni di demolizione l’impiego di almeno 200 unità lavorative almeno per due anni. Inoltre, va da se che l’accoglimento della Concordia, sarebbe il viatico per la costruzione di un bacino di carenaggio già presente nei piani del Comune e dell’Autorità Portuale".

2013 Fonte :Paese Sera

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 23 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE

23 Marzo 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372468 100002589730892 1334919553 nA CURA DI CARMELA MALAFRONTE http://media.evangelizo.org/images/santibeati/M/Beato_Metodio_Domenico_Trcka_Sacerdote_martire/TRCKA2.jpgSanto(i) del giorno : B. METODIO DOMENICO TRČKA, Sacerdote e martire

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,45-56. 
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. 
Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. 
Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. 
Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». 
Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla 
e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». 
Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione 
e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. 
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. 
Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli. 
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 
Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». 

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 23 MARZO 2013 A CURA DI CARMELA MALAFRONTE VIDEO

23 Marzo 2013, 09:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

372468 100002589730892 1334919553 nA CURA DI CARMELA MALAFRONTE

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IN BREVE
I venti tendono a tornare meridionali, preannunciando un nuovo guasto del tempo.Nubi in aumento al nord e Toscana, piogge subito su Val d'Aosta, Piemonte, Liguria, con neve diffusa a 1300m, piogge sulla Liguria, verso nord Appennino,  poi Toscana ed  Emilia.  Peggiora poi su tutto il nordovest, Emilia  Romagna, alta Toscana, verso tutto il nord con maltempo su basso Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia, basso Veneto, neve fino a 700m sulle Alpi,peggiora sulla Toscana. Mite al centrosud, 25°C in Sicilia. Peggiora su tutto il nord, gran parte della Toscana, nord Umbria, nord Marche la sera e poi sulla Sardegna dalla notte. Maltempo diffuso al nord la sera e notte.

 

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SAREGNA NEWS :Caccia ai cyber-bulli di Nuoro, due “sospetti” sotto tiro

23 Marzo 2013, 07:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella NUORO. «Caccia i nomi, dissociandoti caccia i nomi», gli dice un utente, pochi minuti prima che la rete divori la pagina “Spotted: Asproni Nuoro” e la decina di nomi di liceali gay messi alla berlina con i loro amori. E lui, l’amministratore della pagina: «Non è necessario, veramente, non è il caso di mettere nei casini due ragazzetti incoscienti, è servita di lezione la paura che hanno avuto questi giorni e la sonora sussa che gli darò non appena li incontro». La rabbia per il caso del liceo Asproni, in queste ore, corre pure sul web e scatena anche tra gli stessi ragazzi della scuola la caccia ai responsabili. Il nome falso. Caccia ai giovani che in almeno una occasione, per mettere in piazza le preferenze dei loro conoscenti omosessuali, con tanto di dettagli intimi, hanno usato il “fake”, il nome falso, di Andrea Rossi. E utilizzando quello, come comodo e anonimo paravento, ne hanno dette di tutti i colori, andando ben oltre il limite delle volgarità e provocando un’ondata di indignazione che ha coinvolto tutto lo Stivale, tra movimenti omosessuali, siti internet dedicati, garante per la privacy, partiti politici e associazioni. La squadra mobile nuorese, dopo aver scavato tra i meandri delle rete, in queste ore ha imboccato la strada giusta. Per trovare i responsabili della ormai famigerata lista, insomma, potrebbe essere questione di poco. Le indagini parallele. Ma anche gli studenti, nel frattempo, hanno aperto la loro inchiesta e anche loro hanno una pista privilegiata che potrebbe rivelare qualche sorpresa. Tra gli anditi del liceo Giorgio Asproni sono in molti, infatti, quelli che ritengono che gli autori dei post, in realtà, siano due autrici. Due esponenti del gentil sesso. E in mezzo a questa bufera fatta di indagini ufficiali e parallele, e tanta rabbia, c’è anche chi, commentando la vicenda, ne approfitta per fare “coming out” su internet e rivelare la propria omosessualità a un pubblico più vasto delle proprie amicizie. Il vertice a scuola. A pochi giorni dalla scoperta dei “post” omofobi, il caso Asproni, insomma, è ben lungi dall’essere chiuso. Ieri mattina, i genitori dei ragazzi che sono stati colpiti e offesi via internet, sono stati convocati in presidenza, al liceo di via Dante, per parlare con il preside Antonio Fadda e fare il punto sulle ultime, concitatissime, ore. Il preside ha preso contatti con l’osservatorio provinciale sul bullismo e con questo gruppo di esperti conta al più presto di organizzare un incontro aperto a tutti al liceo. Mercoledì, intanto, nell’istituto di via Dante, ci sarà un’assemblea di tutti gli studenti e con un unico punto all’ordine del giorno: i pesantissimi messaggi omofobi comparsi via internet e poi successivamente fatti sparire sull’onda di una protesta estesa come non mai. Le associazioni gay. E da diverse parti d’Italia continuano a piovere reazioni indignate. «Ribellarsi è giusto – dice Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia e storico difensore dei diritti degli omosessuali – bene quindi hanno fatto gli studenti di Nuoro del liceo Asproni a scendere in lotta contro l’inqualificabile gesto omofobo. Questa rivolta studentesca è da prendere come esempio di una omofobia e di un razzismo che non sono più tollerabili». Il fondatore del movimento Slow communication, Andrea Ferrazzi, chiede, invece, «che l'educazione ai social network sia inserita nei programmi di insegnamento di medie e superiori. Quanto successo al liceo Asproni è, purtroppo, solo l’ultimo caso di cronaca. A gennaio il suicidio di una quattordicenne di Novara ha sollevato un acceso dibattito su questo tema. Ciò che manca, però, non sono regole e controlli, bensì una cultura digitale che favorisca un uso più consapevole dei nuovi media». La politica. Sulla stessa vicenda, anche il circolo nuorese di Sel «esprime tutta la sua vicinanza nei confronti dei ragazzi e delle ragazze del liceo classico che in pochissimo tempo, con coraggio e determinazione, hanno organizzato una manifestazione per dire un “no” deciso alle discriminazioni e alle disuguaglianze. Gli studenti del liceo Asproni sono stati la testimonianza reale del fatto che le discriminazioni e le ipocrisie si possono spezzare, non celandole ma affrontadole in piazza». «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civica – scrive, invece, la segreteria provinciale del Pd – alle vittime di questo tipo di violenza e alle loro famiglie, al fianco delle quali ci schieriamo, convinti della necessità di affermare e praticare i principi costituzionali che sono alla base del nostro vivere comunitario. La battaglia per il rispetto del diritto a vivere liberamente la propria sessualità deve essere sostenuta dalle istituzioni, a qualunque livello, con l’adozione di atti contro l’omofobia».

 Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Truffe alle banche, sgominata banda a Nuoro: 18 denunce

23 Marzo 2013, 07:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella NUORO. Una banda specializzata in truffe alle banche è stata scoperta a Nuoro dalla guardia di finanza che ha denunciato diciotto persone. La banda, con collegamenti in Campania, ha raggirato, per un ammontare complessivo di 300.000 euro, due istituti di credito nel capoluogo barbaricino e uno a Olbia, oltre a un ufficio postale, sempre a Nuoro, e la filiale di una finanziaria della città gallurese. A capo dell’organizzazione, secondo quanto accertato dagli inquirenti, Salvatore Diana, napoletano residente a Budoni. Diana - sempre in base ai risultati delle indagini - recuperava assegni rubati o clonati a Napoli e in centri vicini che poi venivano versati in conti aperti in Sardegna con falsi documenti e dai quali veniva prelevato il denaro prima che venissero completati i controlli. La Fiamme Gialle hanno effettuato perquisizioni nella abitazioni dei denunciati, oltre che in Sardegna e in Campania, anche in Piemonte, Lazio e Toscana. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere, truffa, ricettazione, falsità in scrittura privata, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identità falsi.

Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :L’edilizia nell’isola è allo stremo: 360 milioni bloccati

23 Marzo 2013, 07:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella CAGLIARI. Attenti alla giungla, è zeppa di trappole: chi ci finisce dentro non ha scampo. La chiamano amorevolmente Pubblica amministrazione, ma potrebbe essere declinata in sabbie mobili (burocrazia), tagliola (incapacità di spendere) e forca (ritardo nei pagamenti): è un accanimento, con le imprese azzannate fino alla morte. Oppure per chi ha più affinità col vocabolario dall’italiano al politichese, questo è anche un mondo terribile tenuto assieme da definizioni più o meno lugubri: Finanziaria, Patto di stabilità, residui passivi e tanti altri paroloni, che un discreto traduttore riassumerebbe così: la Pubblica amministrazione è una iattura. Se pochi giorni fa è stata la Confindustria regionale a denunciare che in Sardegna sono bloccati 9 miliardi e mezzo, nelle casse degli enti locali, stavolta a gettare le carte sul tavolo sono stati, insieme, le imprese edili e i sindacati dell’edilizia. Lo hanno fatto con dettaglio: «Fra appalti non pagati e lavori d’ogni tipo, dai marciapiedi alle case popolari, la galassia delle costruzioni aspetta ancora di incassare 240 milioni da Regione, Province e Comuni, e altri 120 milioni sono vincolati dal Patto di stabilità, cioè potrebbero essere investiti ma di quel terzetto nessuno osa provarci». E ancora: «Il tempo medio di pagamento della Pubblica amministrazione è pessimo: dai 239 giorni fino a due anni». Per poi andar fuori di testa nel gettare sul tavolo il morto: «Un’impresa su tre, nell’edilizia, continua a fallire ed è colpa degli enti locali che sono pessimi pagatori ma implacabili esattori. In cinque anni, i i licenziamenti sono stati 22.600 e quasi tutti sempre per lo stesso motivo: i bonifici fantasma. E se nei prossimi mesi quel solito trio, Regione, Province e Comuni, non uscirà dal tunnel dell’inefficienza e dell’evidente incapacità di tenere aggiornati i conti, oppure non spezzerà le catene del Patto, a chiudere non saranno duemila imprese, ma diecimila e ad andare in malora sarà tutta l’isola. Con un disastro che travolgerà imprenditori, dipendenti, famiglie e fornitori». Da tutto questo si sono liberati, uno dopo l’altro, il presidente dell’associazione regionale costruttori, Maurizio De Pascale dell’Ance, i segretari di Cna e Confartigianato, Francesco Porcu e Filippo Spanu, Valentina Meloni dell’Aniem-Api, le piccole imprese, e Mario Foddai della Uil anche a nome di Cgil e Cisl. Si sono presentati in massa ed è stato un fronte compatto, quello che «da anni è vittima della giungla e non sa più come venirne perché anche le banche no hanno smesso di anticiparci i crediti: non si fidano delle istituzioni, sanno che sono in sofferenza» e poi: «Il nostro non è più un grido di allarme. Siamo alla disperazione, all’angolo. Oggi è a rischio la stabilità sociale: se affonda l’edilizia, che da sola vale il 28 per cento dell’economia sarda, nessuno si salva». Peggio di così, c’è ben poco altro se non prendere carta e penna per scrivere un altro, l’ennesimo appello. Il gruppo della denuncia l’ha fatto: alla Regione ha chiesto di tenere «immediatamente conto» del dramma nella prossima Finanziaria. «Non vogliamo che la politica apra e chiuda le fabbriche, crei lavoro, a quello ci pensiamo noi. Dal governo e dalle giunte pretendiamo le condizioni minime per investire, produrre e assumere». L’altro giorno hanno saputo, anche se non hanno visto ancora le carte, che Cappellacci e più hanno licenziato una Finanziaria ricca di fantasia e persino spregiudicata nella sfida al Patto di stabilità: soddisfatti? «No, perché purtroppo c’è ancora aria di finanziamenti a pioggia, con l’aggravante che le risorse forse liberate serviranno a finanziare interventi avvelenati dalla sola propaganda». Ad esempio i «Sardex» – moneta virtuale – per dare ristoro ai disoccupati: «Invece di dare certezze, la politica gonfia ancora il precariato, ingrossa le sacche degli assistiti, alimenta il lavoro nero: questo non è sviluppo ma sottosviluppo». Dalla Finanziaria imprese e sindacati si aspettano ben altro: «Vogliamo azioni virtuose e allora sì che saremo pronti a sostenere la Regione in qualunque sede». E siccome nei palazzi del potere qualcuno dirà che «questa è la solita gente impregnata di lacrime e lamentele», il gruppo ha presentato anche le sue proposte. Ad esempio, proporre all’Europa di permettere all’Italia quello che ha fatto la Spagna: 27 miliardi di debiti pagati in cinque mesi come misura una tantumsenza incidere sull’obbligo del pareggio di bilancio. Oppure, ripetere l’esperimento del comune di Matera che ha fatto transitare 11 milioni attraverso la Banca d’Italia e li ha svincolati dal Patto di stabilità. O ancora, rischiare come la giunta di Belluno che i sigilli li ha violati e investito molti milioni per rendere facile la vita alle imprese. Ma basterebbe anche che la Regione la finisse di offrire 15 milioni alle banche per abbattere gli interessi degli anticipi alle aziende e «mandasse in circolo i soldi fermi». Sono proposte che la galassia delle costruzioni, imprese e sindacati insieme, è pronta a mettere a disposizione. Quanto vale il pacchetto completo? «Diecimila nuovi posti lavoro».  Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Week end di pioggia e vento, primo stop alla primavera

23 Marzo 2013, 07:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella SASSARI. Primo week end di primavera all’insegna del maltempo, che colpirà il Nord Italia da domani, mentre al Centro il peggioramento delle condizioni meteo ci sarà da domenica e al Sud da lunedì mattina. Il bel tempo tiepido di oggi è quindi solo un’«illusione di primavera» sottolineano gli esperti dei portali “iLMeteo.it” e “3bmeteo.com”. È infatti in arrivo, spiega “iLMeteo.it”, «una forte perturbazione che da domani sera porterà gradualmente maltempo e temperature rigide in tutta Italia». I primi a dover riprendere in mano ombrelli e cappotti, sottolinea il meteorologo Edoardo Ferrara di “3bmeteo.com”, «saranno gli abitanti del Nord Italia nella giornata di sabato». Piogge e rovesci progressivamente si estenderanno a Sardegna e Toscana, mentre tornerà la neve sulle Alpi fin sotto i 1000 metri a fine giornata. Si salveranno invece Abruzzo, Lazio ed il Sud, dove domani le temperature saranno pienamente primaverili con termometri fino a 18-20 gradi. Ma non durerà molto. «Proprio nella Domenica delle Palme - aggiunge Ferrara - assisteremo a una recrudescenza del maltempo, che questa volta conquisterà tutta la Penisola da Ovest verso Est con piogge, temporali e neve in calo persino a quote collinari sul Nord Italia». Domenica, infatti, rileva “iLMeteo.it”, aria fredda di origine baltica irromperà come di consueto nel Mediterraneo dalla Porta della Bora, portando nevicate specie sull’Emilia». «Tra domenica notte e lunedì mattina - continua Ferrara - la neve potrebbe addirittura tornare a visitare localmente le pianure dell’Emilia Romagna, in particolare a ridosso dell’Appennino. Ma fiocchi bagnati non si escludono anche in Veneto. Neve in collina - precisa - pure su Marche e Toscana nord orientale, il tutto “condito” da gelidi venti di bora che soffieranno con raffiche anche di oltre 80 km/h sul triestino». Il maltempo poi, secondo Ferrara, si concentrerà al Centrosud mentre al Nord avremo un miglioramento, ma con temperature decisamente sotto le medie del periodo. Nel frattempo tutta l’Europa centro-settentrionale tornerà a battere i denti, con gelo e nevicate fino in pianura, anche a carattere di bufera. Insomma, sottolinea il portale “3bmeteo.com”, il vero debutto della primavera è rimandato quantomeno ad aprile. Da martedì, secondo il portale “iLMeteo.it”, ci sarà un miglioramento ma «sarà effimero, perché da Ovest da mercoledì avanzerà una nuova perturbazione che funesterà il tempo per tutto il resto della settimana fino a Pasquetta».

 Fonte :La nuova Sardegna

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News Italia e dal Mondo :Nelle piazze dello spaccio per dire stop alla cocaina

23 Marzo 2013, 07:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella OCCUPARE i fortini dello spaccio per sottrarli agli spacciatori e restituirli alla legalità almeno per un giorno. Dire stop alla cocaina, liberando gli spazi che ha conquistato in sordina e riempirli con la parola. Da Roma a Milano, quindici tappe per un'iniziativa unica nel suo genere, lontana anni luce dalle aule dei convegni e tutta giocata in strada, a cielo aperto. Per parlare di droga, del suo potere diffuso, di come regola e stravolge dinamiche sociali e urbane, andando dritti nella tana del lupo, là dove viene venduta. Si chiama "Tiradritto", invito fin troppo chiaro, e vuole ribaltare la prospettiva, ambientando in quei luoghi sottratti alla gente e alla città dibattiti pubblici con amministratori, rappresentanti delle istituzioni, della cultura, dello spettacolo, del giornalismo; operatori sociali, medici, mondo del volontariato e dell'assistenza. E semplici cittadini, insieme per denunciare una piaga sociale che viene ancora sottovalutata, figlia del nostro tempo. Il progetto. L'iniziativa (qui la pagina Facebook) - in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga, della presidenza del Consiglio e del Ministero per la cooperazione internazionale e l'integrazione - nasce da un'idea di Paolo Berizzi, inviato di Repubblica, che nel suo ultimo libro-inchiesta, "La Bamba", uscito per Dalai nel 2012, insieme ad Antonello Zappadu ha seguito passo per passo il percorso della polvere bianca dalla foresta amazzonica colombiana fino alle piazze italiane, con capolinea Milano "coca-city". Ubiqua, facilissima da trovare, sempre meno cara, la cocaina regna sovrana nel mercato degli stupefacenti. Democratica, arriva ovunque: dal camionista al pilota, dal chirurgo al parlamentare, dallo studente al manager. Perfettamente inserita in ogni strato della società, dà vita ad un gigantesco business. "E' la prima volta che si fa una campagna del genere per la droga in Italia. Quando mi è venuto in mente di provarci, ho subito condiviso l'idea con Elsa Di Gati, giornalista di Rai 3, che modererà i 'talk'. Al progetto contribuisce insieme ad una squadra di professionisti, tutti volontari, con grande energia, intelligenza e passione", racconta Berizzi. La prima tappa. Si parte da Tor Bella Monaca, Roma, il 27 marzo alle 15 per il primo "talkstreet", organizzato con il sostegno della Croce Rossa Italiana e della comunità Villa Maraini. "Sarà, appunto, un dibattito in strada", spiega. Niente palchi, solo sedie all'aperto in mezzo alla gente. "Racconteremo le dinamiche legate al traffico di cocaina e con esperti di diversi campi parleremo dell'impatto che la coca ha sulla nostra quotidianità". Il luogo scelto per l'inizio del viaggio è la Pinetina, cuore dello spaccio romano e una delle piazze più calde del Lazio. Non vuole essere una provocazione, ma una sfida. Che è piaciuta a diversi artisti come Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Matteo Garrone, Pasquale Pozzessere, Marco Lodoli, Massimo Wertmuller, Flavio Insinna e molti altri ancora. Ognuno con la propria sensibilità aiuterà a diffondere il messaggio e ad arricchire il dibattito, per aprire un dialogo con il territorio: informare ma anche ascoltare. "Deve essere chiaro agli occhi di tutti, ma soprattutto dei ragazzi", ricorda Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga, "che chi acquista anche una piccola quantità di droga, di qualsiasi droga, per il proprio piacere personale o perché ne è dipendente, purtroppo finanzia le mafie, la loro violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali nonché il terrorismo". Senza contare, aggiunge, gli effetti nocivi sul cervello causati dall'uso di cocaina, in particolare nei giovani. Gli altri appuntamenti. L'occupazione letteraria lascerà Tor Bella Monaca per arrivare a Napoli, Scampia, e poi a Bari (Japigia), Palermo (Zen), Cagliari (Sant'Elia), Perugia (Via del Macello), Firenze (Santa Croce), Bologna (San Vitale), Torino (Porta Palazzo), Padova (Via Anelli), Verona (Porta Nuova), Varese (Piazza della Repubblica), Brescia (Piazzale Arnaldo), Bergamo (Malpensata), e terminare a Milano (Corso Como). Un percorso che porta dritto al 26 giugno, giornata mondiale contro le droghe e l'illegalità. Le realtà toccate sono molto lontane fra loro: Scampia è molto diversa da Verona, lo Zen di Palermo non è Bergamo. "Ogni città ha una storia a sé, caratteristiche identitarie diverse, forme di spaccio diverse. Per questo mi aspetto reazioni differenti, di certo anche il fastidio di chi tiene i fili dei 'fortini'. L'importante però è avere un riscontro della gente, sia positivo che negativo", racconta Berizzi. "Tiradritto, stop cocaina": un invito rivolto ai più giovani, quelli più a rischio, per cui la coca dovrebbe tornare ad essere solo una bibita. Ma anche agli spacciatori: lasciate perdere, almeno per un giorno, lasciate liberi questi spazi. Una scommessa e un'iniezione di fiducia: per ricordarsi, come si legge nella presentazione del progetto, come ci si sente bene padroni di noi stessi. Anche solo per un pomeriggio.

(23 marzo 2013)

Fonte :La Repubblica

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News Italia e dal Mondo :Ostia, incendio nella pineta Distrutte due baracche

23 Marzo 2013, 07:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella Incendio nella pineta di Ostia. Alle 12 circa una pattuglia della polizia di Roma Capitale XIII Gruppo ha avvistato del fumo provenire da un insediamento abusivo composto da 4,5 baracche sito nella porzione di pineta tra via della Villa di Plinio, viale di Castel Porziano e via Cristoforo Colombo. Gli agenti hanno immediatamente avvertito i Vigili del Fuoco che hanno provveduto a spegnere le fiamme. L'incendio ha coinvolto due baracche e una discarica abusiva. Nessun ferito. Sul posto gli uomini della municipale hanno fermato tre persone di nazionalita' romena che, sprovviste di documenti, sono state portate presso l'ufficio stranieri della Questura per l'identificazione. Nei prossimi giorni tutta l'area verra' bonificata.

 23 Marzo 2013 Fonte Paesesera

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