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SALERNO E PROVINCIA NEWS PROCESSO CLAPS, DOMANI PARLA RESTIVO I LEGALI: FARÀ DICHIARAZIONI IMPORTANTI

25 Marzo 2013, 11:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

RESTIVO ALLA PRIMA UDIENZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Seconda udienza d'appello a Salerno, gli avvocati difensori confermano che l'imputato risponderà alla mamma di Elisa

SALERNO - Seconda udienza, domani a Salerno, del processo di Appello sull'omicidio di Elisa Claps. E l'unico imputato, Danilo Restivo, potrebbe anche rilasciare in aula dichiarazioni spontanee. Secondo quanto si è appreso, Restivo non dovrebbe affrontare, almeno non domani, questioni relative alla vicenda processuale. Piuttosto saranno dichiarazioni soprattutto di natura personale. Nel corso del colloquio avuto con suoi legali Alfredo Bargi e Marzia Scarpelli si sarebbe detto «amareggiato» per quanto successo nel corso della prima udienza, martedì scorso.

LA REPLICA - In particolare, l'imputato risponderà alle parole dalla mamma di Elisa Claps: Filomena Iemma, la scorsa settimana, mostrò a Restivo la foto di Elisa, lo invitò a parlare con lei. Ma Danilo, secondo le ricostruzioni dei legali della difesa, non le avrebbe neanche rivolto lo sguardo. Restivo, domani, potrebbe spiegare il perchè di questo suo atteggiamento. Poi, potrebbe anche fare un passaggio sull'assenza, in aula, dei suoi genitori. E, soprattutto, ribadirà la sua innocenza. In primo grado Restivo è stato condannato, con rito abbreviato, a 30 anni. Dopo la relazione del giudice a latere, domani sarà la volta della posizione della Procura generale e dell'intervento del pm Rosa Volpe.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI FURTO CON SCASSO IN UNA GIOIELLERIA. INDAGINI DEI CARABINIERI PER TUTTA LA COSTIERA AMALFITANA .

25 Marzo 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Amalfi furto in gioielleria controlli dei carabinieri

 

 

 

 

 

 

 

 

522803 381543255200609 411380551 n (1)INSERITO DA EVA PAPPACODA Amalfi furto con scasso in una gioielleria. Indagini dei carabinieri per tutta la costiera amalfitana . Posti di blocco da Positano a Cetara- Il furto sarebbe avvenuto di notte da parte di un uomo a volto coperto che avrebbe infranto la vetrata della gioielleria e sottratto preziosi per svariate migliaia di euro. Sotto controllo le telecamere  i controlli arrivano fino a  Salerno . 

FONTE POSITANONEWS 

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CILENTO NEWS Scattano le ricerche di Lorenzo Federico

24 Marzo 2013, 12:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://lacittadisalerno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6753695.1364064905!/httpImage/image._gen/derivatives/box_100/image.

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dal 19 marzo non si hanno più notizie del quarantenne di Polla. Doveva andare ad Auletta ma non è mai più tornato a casa Dal 19 marzo non si hanno più notizie di un uomo di 40 anni, Lorenzo Federico, di Polla. A denunciarne la scomparsa sono stati i suoi familiari che oqgi hanno informato i carabinieri. Le ricerche sono state subito avviate. Federico era uscito da casa, a bordo della sua automobile, una «Volkswagen Golf», per recarsi ad Auletta, suo paese d’ origine, ed andare a trovare l’anziana madre, ma ad Auletta non è mai giunto. I familiari di Federico temono per le sorti del loro congiunto anche perchè l’ uomo soffrirebbe di crisi depressive ed avrebbe più volte minacciato di suicidarsi. Lorenzo Federico vive a Polla con la moglie ed il suo figlioletto che oggi ha compiuto un anno.

FONTE LA CITTA

24 MARZO 2013

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SALERNO E PROVINCIA SALERNO Gambizzazione a Pastena Controlli su un minorenne

24 Marzo 2013, 12:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Si stringe il cerchio intorno ai possibili esecutori della spedizione contro Ferraioli. Sottoposto a Stub un 16enne della zona orientale già noto alle forze dell’ordine SALERNO. È stata una notte di lavoro incessante per i carabinieri di Salerno, quella che ha seguito la sparatoria in via Rocco Cocchia avvenuta venerdì pomeriggio, e molto poco piacevole per alcuni giovanissimi - sia del centro che della parte orientale della città - che si sono visti piombare in casa le forze dell’ordine tuttora impegnate a dare un nome e un volto a chi impugnava la pistola da cui sono partiti i colpi diretti a Carmine Ferraioli, il 22 gambizzato alla pompa di benzina Q8. I carabinieri della compagnia di Salerno, diretti dal capitano Gennaro Iervolino, dopo aver scavato nel passato, anche recentissimo, del giovane, hanno stretto il loro cerchio di indagine intorno ad alcuni soggetti con cui Ferraioli, ultimamente, aveva avuto dei diverbi. L’ultimo poco meno di un mese fa davanti a un bar di Pastena dove fecerò già capolino coltelli e pistole, subito riposti, però. Un minorenne della zona orientale è stato a lungo ascoltato, nella notte tra venerdì e sabato, dai carabinieri che lo hanno anche sottoposto, alla presenza del suo avvocato, allo Stub, l’esame che analizza e certifica la presenza di polvere da sparo sulle mani, con il fine di scoprire se avesse utilizzato una pistola nelle ultime ore.

FONTE LA CITTA

24 MARZO 2013

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL GIORNO 23 MARZO 2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

24 Marzo 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

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APPROFONDIMENTO

Maltempo al nord, forte tra Piemonte e Lombardia e Liguria e sulla Sardegna, piogge poi in Toscana, venti da sud al Sud e Sicilia, caldo al sud con 25°C, da nordest al nord e Liguria e mar Ligure, si forma una circolazione depressionaria, aria fredda di origine baltica si avvicina alle Alpi e riesce a valicarle da nordest. Neveal nord dapprima a 700m sulle Alpi, ma quote neve in calo a 400m la sera e notte, fino a toccare l'Emilia in pianura. Caldo al sud fino a 25°C in Sicilia.  Peggiora al Centro e la sera primi temporali in arrivo sul trapanese in Sicilia.Attenzione nella notte maltempo diffuso al centro.


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SEZ. POLITICA MILANO NAPOLITANO: "PENSARE AL BENE DEL PAESE". GRILLO: AUTORITARIA SCELTA GRASSO-BOLDRINI

24 Marzo 2013, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130324_napolitano-fosse-ardeatine_top.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MILANO - «È ora di pensare all'interesse del Paese», così Giorgio Napolitano si è espresso in merito all'attuale sitiazione politica italiana. «Senza dubbio in questo momento abbiamo bisogno di unità», ha continuato,«Abbiamo bisogno di unità, ma anche di pensare adesso all'interesse generale del Paese e di dare continuità alle nostre istituzioni democratiche», ha aggiunto il capo dello Stato, poco prima di lasciare le Fosse Ardeatine. «Bisogna dare continuità alle nostre istituzione democratiche», ha sottolineato il presidente parlando con i giornalisti a margine della cerimonia in ricordo della strage delle Fosse Ardeatine. GRILLO: "AUTORITARIA LA SCELTA GRASSO-BOLDRINI" Duro attacco di Grillo ai presidenti delle Camere . In un post sul suo blog, il leader 5 Stelle dice che Laura Boldrini e Piero Grasso sono «la più moderna manifestazione della partitocrazia». Grillo sostiene che i due presidenti non sono stati «democraticamente scelti» con votazioni nei loro gruppi, ma nominati da Bersani. «Laura Boldrini e Piero Grasso - si legge nel post non firmato e dunque attribuibile a Grillo - sono celebrati dai giornaloni e dai partiti come le effigi del cambiamento, il segno del rinnovamento, l'espressione della società civile (dando così implicitamente per scontato la società civile non sia mai stata rappresentata). In realtà sono la più moderna manifestazione della partitocrazia. Foglie di fico: brave persone accuratamente selezionate per coprire personaggi che sanno benissimo di essere impresentabili, ma che in questo modo continuano a sopravvivere». «Nè la Boldrini, nè Grasso - si legge ancora - hanno partecipato alle Buffonarie del pdmenoelle, ma sono stati nominati e inseriti nelle liste direttamente dai rispettivi capi Vendola e Bersani. Nè la Boldrini nè Grasso sono stati democraticamente scelti per il loro attuale ruolo istituzionale attraverso votazione del gruppo parlamentare di appartenenza, come avvenuto per i candidati presidenti del M5S, ma ri-nominati da Bersani. Nella democrazia bersaniana non servono votazioni, basta nominare le »persone giuste« e farle ratificare dall'assemblea per acclamazione. Porcellum style. 'L'assemblea ha accolto la proposta con degli applausi all'annuncio dei nomì. Togliattiane reminiscenze», si conclude. IL MESSAGGIO DI BERLUSCONI A BERSANI Un governo in cui il Pdl abbia lo stesso peso del Pd potendo incidere su tutto il programma (il «compromesso» come lo ribattezza in privato il Cavaliere); e poi garanzie per l'elezione del nuovo capo dello Stato. Il messaggio che Silvio Berlusconi invia a Pier Luigi Bersani dal palco della manifestazione del Pdl a piazza del Popolo è chiaro: non accetto doppi binari, ma solo una compartecipazione piena. PDL PRONTO A CAMPAGNA ELETTORALE I toni che il Cavaliere sceglie sono quelli di un comizio da campagna elettorale vecchio stile. E la risposta della piazza lo galvanizza tanto che rientrato a palazzo Grazioli con i suoi fedelissimi, l'ex capo del governo propone di organizzare una sorta di mobilitazione perenne con un calendario di manifestazioni anche nelle città del Sud e al Nord. Quella di oggi per Berlusconi rappresenta una sorta di test nel caso in cui il tentativo di un esecutivo di larghe intese, anche con un premier diverso da Bersani (ipotesi che a palazzo Grazioli viene vagliata con attenzione), dovesse fallire: «Siamo la maggioranza del Paese» è l'esordio dal palco da dove parla per circa un'ora senza nessun dirigente al fianco (Alfano salirà solo alla fine per i saluti) mettendo in chiaro la sua disponibilità a iniziare «una nuova battaglia elettorale per il bene del Paese». MONTI SUPINO A INDIA, BERSANI PRECARIO Berlusconi è un fiume in piena, attacca i suoi ex alleati ed in particolare Gianfranco Fini «gli mando un saluto, sono convinto che a Montecarlo non se la passi male..». Il tono si fa ancora più pesante con Mario Monti «è stato supino con la Germania, ora anche con l'India» dice riferendosi ai due Marò, ma finire poi veramente nel mirino del Cavaliere è Pier Luigi Bersani: «Avete visto - grida alla folla - come lo ha ridotto il giaguaro?». Berlusconi ci tiene a precisare come al segretario del Pd sia stato dato un «incarico precario»; l'accusa che rivolge al leader pd è che che invece di guardare alle «forze responsabili» continua ad inseguire Grillo ed i suoi parlamentari, bollati come «turisti della politica». GOVERNISSIMO O AL VOTO L'avvertimento al Pd è chiaro: «O si fa un governo con tutte le forze responsabili oppure si torna al voto. Alternative non ce ne sono». Parole che suonano come un ultimatum e che servono all'ex capo del governo per compattare il partito, galvanizzare i militanti ed alzare il prezzo in vista dell'incontro con il Pd con cui ci sono già contatti informali tipo la chiacchierata di oggi tra Bersani ed Alfano, entrambi presenti ai funerali di Manganelli. Lo schema del Cavaliere, d'altronde, è quello di giocare su piùtavoli: tenere il Pdl in fibrillazione e, contemporaneamente portare avanti le trattative. Il perno di tutto resta l'elezione del presidente della Repubblica, è lui che deve essere il garante dell'accordo tra le due forze per un governo di larghe intese. Le lodi a Giorgio Napolitano non sono casuali, è all'attuale capo dello Stato che Berlusconi continua a guardare considerando la rielezione dell'attuale inquilino del Colle il punto di caduta per chiudere un'intesa con Bersani. I tempi, stando anche ai conteggi fatti dal Pdl, coincidono e comunque l'intenzione dell'ex premier è quella di aspettare proprio l'esito di quella votazione prima di dare il suo ok definitivo ad un governo di larghe intese. LEGITTIMO IMPEDIMENTO La Corte d'appello di Milano ha accolto la richiesta di legittimo impedimento avanzata da Silvio Berlusconi e ha rinviato l'udienza al 20 aprile per un'eventuale decisione sulla richiesta di sospensione legata all'istanza di remissione del procedimento. Respinta l'istanza di legittimo impedimento per i legali. Per quanto riguarda l'impedimento dell'ex premier, è stato riconosciuto legittimo poichè si può «inquadrare - secondo i giudici- in un contesto istituzionale» rientrando negli appuntamenti necessari per la formazione del nuovo governo. Non è stato invece ritenuto legittimo l'impedimento per i legali dell'ex premier Niccolò Ghedini e Piero Longo. In attesa di discutere dell'istanza di remissione, assegnata ieri alla sesta sezione della Corte Costituzionale, il processo, e la relativa prescrizione, è stato sospeso fino al 20 aprile quando si tornerà in aula. IL PROCESSO RIPRENDERÀ IL 20 APRILE Con la decisione di accogliere il legittimo impedimento di Silvio Berlusconi e rinviare l'udienza tra circa un mese, il processo d'appello sul caso Mediaset, anche se non è stato formalmente sospeso in attesa della decisone della Cassazione sull'istanza di rimessione, è in sostanza entrato in stand-by. In aula, dunque, si tornerà il 20 aprile. Per quel giorno, secondo voci circolate stamani al Palazzo di Giustizia di Milano, la Suprema Corte dovrebbe aver già deciso sull'istanza di trasferimento del procedimento a Brescia in quanto l'udienza per la trattazione della 'legittima suspicionè anche se non è ancora ufficiale, sarebbe stata fissata, come ha riportato il Sole24ore, il 18 aprile. Qualora invece la Cassazione non si sia ancora pronunciata, durante l'udienza si discuterà nel contraddittorio tra le parti della eventuale sospensione del dibattimento. Sospensione sulla quale oggi ha insistito, senza ottenerla in modo formale, l'ex premier e alla quale si è opposto il pg. BERLUSCONI E IL CASO MEDIASET Silvio Berlusconi, tra gli imputati a Milano al processo sul caso Mediaset, tramite la difesa ha insistito nel chiedere alla corte d'appello l'immediata sospensione del dibattimento per via dell'istanza di rimessione ieri assegnata alla VI Sezione della Cassazione. A tale richiesta l'avvocato generale Laura Bertolè Viale si è opposto chiedendo lo stop del provvedimento solo a discussione finita. SI INSISTE PER SOSPENDERE IL PROCESSO Silvio Berlusconi e i suoi legali, assenti oggi in quanto impegnati a Roma in mattinata in una riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl e nel pomeriggio nella manifestazione in piazza del Popolo, hanno nominato un sostituto processuale, l'avvocato Lisa De Furia alla quale hanno solamente affidato il compito di insistere nella richiesta di sospensione del processo a causa dell'istanza del suo trasferimento da Milano a Brescia, e in seconda battuta nel rinvio dell'udienza di oggi per via del legittimo impedimento dell'imputato e dei suoi legali. L'avvocato De Furia ha infatti spiegato che «la questione della sospensione è preliminare e assorbente di ogni altra attività processuale», e ha fatto notare alla corte che l'assegnazione dell'istanza di remissione alla VI sezione della Cassazione, «che non è una sezione filtro» richiede l'applicazione del II comma dell'art.47 del codice di procedura penale in base al quale lo stop «è obbligatorio». Alla richiesta di fermare il dibattimento si sono associate le difese di tutti gli altri imputati che per quanto riguarda l'istanza di legittimo impedimento del Cavaliere e dei suoi difensori si sono rimesse alla corte. Il pg Bertolè Viale invece si è opposta ad entrambe le richieste. Ha ritenuto «che non sussistano i motivi per un impedimento assoluto in quanto» gli impegni di oggi «non sono attività parlamentare, ma politica». Riguardo invece alla richiesta di stop, richiamandosi non solo all'art.47 del codice di procedura penale ma anche a due provvedimenti della Corte Costituzionale del 2004 e del 2008, si è opposto sottolineando che la giurisprudenza in una fase così delicata «in cui ci troviamo, che è stata definita addirittura fase qualificata», e cioè al termine delle arringhe difensive (mancano gli avvocati solo di due imputati) «non sussiste il dovere del giudice di sospendere ma solo di emettere sentenza». Quindi il pg ha chiesto di sospendere il procedimento a «discussione finita» e prima del verdetto perchè «è inutile arrampicarsi oltre». I giudici sono ora in camera di consiglio per decidere su entrambe le richieste.

FONTE LEGGO.IT

24 MARZO 2013

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL GIORNO 23 MARZO 2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

24 Marzo 2013, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/C/Santa_Caterina_di_Svezia_Religiosa/Santa_Caterina_di_Svezia.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA DOMENICA DELLE PALME Santo(i) del giorno : S. CATERINA di SVEZIA, Vergine (figlia di S. Brigida),  B. MARIA KARŁOWSKA,  Vergine e fondatrice ,  B. MARIA SERAFINA (Clotilde) Micheli, Suora, fondatrice

al Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 22,14-71.23,1-56. 
Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, 
e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, 
poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». 
E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, 
poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio». 
Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 
Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi». 
«Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. 
Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!». 
Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò. 
Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. 
Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. 
Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. 
Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. 
Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; 
e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, 
perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele. 
Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; 
ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». 
E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte». 
Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi». 
Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». 
Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. 
Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». 
Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!». 
Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. 
Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». 
Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: 
«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». 
Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. 
In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. 
Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 
E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». 
Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. 
Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?». 
Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 
E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. 
Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l'orecchio, lo guarì. 
Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? 
Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre». 
Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 
Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. 
Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui». 
Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!». 
Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!». 
Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo». 
Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. 
Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». 
E, uscito, pianse amaramente. 
Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano, 
lo bendavano e gli dicevano: «Indovina: chi ti ha colpito?». 
E molti altri insulti dicevano contro di lui. 
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: 
«Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; 
se vi interrogo, non mi risponderete. 
Ma da questo momento starà il Figlio dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio». 
Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». 
Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca». 
Tutta l'assemblea si alzò, lo condussero da Pilato 
e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo re». 
Pilato lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 
Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest'uomo». 
Ma essi insistevano: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui». 
Udito ciò, Pilato domandò se era Galileo 
e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme. 
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. 
Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. 
C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. 
Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato. 
In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro. 
Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, 
disse: «Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; 
e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. 
Perciò, dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò». 

Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!». 
Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio. 
Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. 
Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». 
Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». 
Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. 
Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. 
Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. 
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. 
Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 
Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. 
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. 
Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! 
Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?». 
Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati. 
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 
Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. 
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». 
Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: 
«Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 
C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. 
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». 
Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 
Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». 
E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 
Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso». 
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. 
Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. 
Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: «Veramente quest'uomo era giusto». 
Anche tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto. 
Tutti i suoi conoscenti assistevano da lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, osservando questi avvenimenti. 
C'era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. 
Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. 
Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. 
Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. 
Era il giorno della parascève e gia splendevano le luci del sabato. 
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, 
poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo secondo il comandamento. 

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PRIMO PIANO ROMA DOMENICA DELLE PALME, LA BENEDIZIONE DEL PAPA: "NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA"

24 Marzo 2013, 12:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130324_papa-palme.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Benedizione delle palme in Piazza San Pietro. Il Papa propone la «gioia». «Non siate mai - dice celebrando la messa delle palme - uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo. Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento. La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma nasce dall'aver incontrato una Persona: Gesù, che è in mezzo a noi, nasce dal sapere che con lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti». «E per favore non lasciatevi rubare la speranza, quella che ci dà Gesù». Lo ha detto il Papa, parlando a braccio, nella omelia delle Palme. Poco prima, sempre a braccio, ha detto che il «diavolo» è pronto a inserirsi nei momenti di scoraggiamento». «Quante ferite il male infligge all'umanità: guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, di potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita e contro il creato». Lo ha detto il Papa nella omelia della messa delle palme, ricordando anche i «peccati personali». Ma, ha aggiunto, «noi tutti possiamo vincere il male che c'è in noi e nel mondo: con Cristo, con il Bene». MESSAGGIO AI GIOVANI «Guardo con gioia al prossimo luglio, a Rio de Janeiro. Vi do appuntamento - ha detto il Papa nella messa delle palme - in quella grande città del Brasile. Preparatevi bene, soprattutto spiritualmente nelle vostre comunità, perchè quell'incontro sia un segno di fede per il mondo intero». A Rio si svolgerà la Gmg. La Gmg sia un «segno per il mondo intero», i giovani «devono dire al mondo - ha detto il Papa a braccio - che è bello portare Gesù al mondo, alle periferie, a tutti gli uomini». «Voi - ha detto papa Francesco rivolto ai giovani - avete una parte importante nella festa della fede. Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane, sempre, anche a settanta, ottant'anni. Con Cristo il cuore non invecchia mai». Ha concluso pregando la Madonna: da lei, l'amore con cui «dobbiamo guardare la croce, l'entusiasmo del cuore giovane con cui dobbiamo seguire Cristo in questa Settimana Santa e in tutta la nostra vita». IL SALUTO AI FEDELI Lungo giro della piazza sulla «campagnola» scoperta per Papa Francesco al termine della messa delle Palme. Il Pontefice ha salutato e dato la mano a molte persone, pur rimanendo in piedi sulla jeep, e ha baciato alcuni bambini. Non sono mancati i saluti spontanei del Papa, come già avvenuto nella messa di intronizzazione: in particolare ha salutato più volte con il pollice in alto, come a dire che è tutto ok. Ha avuto anche brevi scambi di battute con chi era più vicino alle transenne. L'AFFLUSSO DEI FEDELI Un giardino, con tanto di terra e grandi pietre, è sorto in piazza San Pietro intorno all'Obelisco. Un giardino composto da almeno una dozzina di alberi, in cui spiccano sei olivi. Per la domenica delle Palme in molti sono voluti essere in piazza San Pietro, colma per trequarti. Ma il flusso di persone in via della Conciliazione, anche se molto ordinato, è continuo. Tantissimi i giovani presenti e molte le famiglie. Ci sono tanti turisti, ma anche molti romani. Intorno alla città vaticana il traffico scorre senza problemi: è stata creata una sorta di 'isolà sorvegliata da numerosi vigili urbani.

FONTE LEGGO.IT

24 MARZO 2013

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Tradito da cane, pregiudicato arrestato

24 Marzo 2013, 12:03pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/3/23/3e5e0cfc60c87ae4659cad516f3313f4.jpg

 

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Animale abbaia, padrone scoperto in nascondiglio a S. Anastasia - NAPOLI, E' stato ''tradito'' dal suo cane un pregiudicato di 36 anni, M.L., ritenuto vicino al clan Formicola di San Giovanni a Teduccio. L' uono si era nascosto nell' appartamento della suocera, morta da tempo, a Sant' Anastasia. All' arrivo dei carabinieri, che hanno bussato alla porta, il pregiudicato non ha risposto. Avvertendo la presenza estranea, pero', il suo cane ha cominciato ad abbaiare. A quel punto M.L. destinatario di un ordine di carcerazione, ha dovuto aprire la porta e consegnarsi. 

FONTE ANSA

24 MARZO 2013

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CAMPANIA NEWS Napoli, sangue e violenza in centro 18enne accoltellato in piazza Amedeo

24 Marzo 2013, 11:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130323_371lll2671.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il giovane ferito durante una rapina: ha reagito ad un gruppo di ragazzi che gli hanno rubato l'iPhone NAPOLI - Un giovane di 18 anni è stato ferito con una coltellata la scorsa notte a Napoli da alcuni giovani che gli hanno rubato l'iPhone. La rapina è avvenuta poco dopo la mezzanotte, dopo che il giovane aveva parcheggiato la sua auto in piazza Amedeo. È stato avvicinato da un gruppo di giovani che, sotto la minaccia di un coltello, gli hanno intimato di consegnare il telefono cellulare. La vittima ha reagito e i malviventi lo hanno accoltellato ferendolo al braccio sinistro. I medici dell'ospedale Loreto Mare lo hanno medicato e giudicato guaribile in 15 giorni.

FONTE IL MATTINO

24 MARZO 2013

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