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CAMPANIA NEWS Dramma trasporti, torna regolare il servizio dei mezzi dell'EavBus

8 Giugno 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA TITOLARE Nei giorni scorsi i dipendenti hanno incrociato le perché temono per il loro futuro occupazionale. NAPOLI - Servizio regolare dei pullman dell'Eavbus, azienda del trasporto su gomma del gruppo Eav, holding della Regione Campania. Il servizio, come riferisce Pierino Ferraiolo della Uil Trasporti, «è stato ripristinato già nella serata di ieri, soprattutto per le linee sostitutive dei treni di Circumvesuviana e Sepsa e sull'isola di Ischia». I 1.270 dipendenti dell'azienda, di cui il tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento lo scorso mese di novembre, hanno incrociato le braccia nei giorni scorsi perchè temono per il loro futuro occupazionale. Al termine del bando di gara, indetto dalla curatela fallimentare, per la gestione del fitto del ramo d'azienda, tuttora gestito da Eav, è stata infatti presentata una sola offerta, da parte di Clp. In base al bando, allo scadere del prossimo 30 giugno, quando finirà la gestione di Eav, il servizio sarà affidato a un nuovo soggetto. L'Eavbus ha un bacino d'utenza, in tutta la regione di 2,2 milioni di abitanti. IL MATTINO DI NAPOLI

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SEZIONE SICILIA NEWS AGRIGENTO A pesca di ricci in apnea, muore sub 24enne

8 Giugno 2013, 10:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Ritrovato nella notte il cadavere: era disperso da venerdì Potrebbe avere avuto un malore o aver battuto la testa AGRIGENTO - È stato recuperato nello specchio di mare tra il Lido e lo Stazzone il corpo senza vita di un giovane sub dato per disperso ieri pomeriggio nelle acque di Sciacca, nell'Agrigentino. Insieme ad altri tre amici si era tuffato nello specchio d'acqua antistante la località Stazzone per partecipare ad una battuta di pesca. Improvvisamente i compagni ne avevano perso le tracce. Le ricerche sono state condotte dalla guardia costiera e dai sommozzatori dei vigili del fuoco. RICCI - La vittima è Pierpaolo Ruffo, 24 anni. Era andato ieri pomeriggio a pescare ricci, in apnea, ma quando i compagni erano riemersi di lui non c'era traccia. In nottata il drammatico epilogo con il ritrovamento del suo cadavere. Il sub potrebbe avere avuto un malore improvviso o aver battuto la testa su una roccia. Il corpo è stato trovato grazie anche all'intervento del gruppo speciale sommozzatori vigili del fuoco di Palermo. Un'inchiesta è stata aperta dalla magistratura. È coordinata dal sostituto Giovanni Lucio Vaira del tribunale di Sciacca.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli violenta. Ladro in casa, poliziotto gli spara. Il malvivente riesce a fuggire

8 Giugno 2013, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

406759 584141881612477 523799944 n (1)INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Nel corso della notte l'uomo, che vive assieme a moglie e figli, ha sentito rumori nel salotto e ha scoperto il malvivente. NAPOLI - Spari nella notte a Monte di Dio, a poca distanza dalla sede del reparto Celere della polizia di Stato. Un ex funzionario della polizia, oggi in pensione, G.L. residente nella zona ha udito nella notte rumori provenienti dal salone della sua abitazione. Era notte fonda. L'uomo, che è sposato e vive con i figli (assenti durante la rapina), si è alzato e si è reso conto che qualcuno si era introdotto nella sua casa. Nel suo appartamento c'erano tre uomini incappucciati e armati di coltello. A quel punto l'ex poliziotto si è chiuso in camera mentre i ladri portavano via gioielli per un valore di almeno trentamila euro. A quel punto l'ex funzionario ha esploso un colpo di pistola in aria mettendo in fuga i malviventi. Per strada sono stati recuperati un cappellino e due coltelli.

DI GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Stuprata per vendetta su ordine del clan rimasta incinta e costretta ad abortire

8 Giugno 2013, 10:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

406759 584141881612477 523799944 n (1)INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Napoli, serie di orribili abusi sulla donna violentata più volte nella sua abitazione e minacciata di morte con una pistola


NAPOLI - Veronica è un nome inventato, per tutelarne la privacy. La sua storia no. È stata violentata più volte nella sua abitazione. Minacciata di morte con una pistola. Ha affrontato una gravidanza frutto delle violenze subite. E poi è stata costretta ad abortire per cancellare le prove dei ripetuti stupri. Una serie di orribili violenze, decise e attuate da Giosuè Sessa, 36 anni, e Davide Pescatore, 30, affiliati alla costola di Arzano del clan Moccia, che ieri mattina sono stati arrestati dai carabinieri della tenenza di Arzano, diretta dal tenente Germano Pecoraro. I due arrestati, avevano imposto alla donna e al suo convivente, pure affiliato alla cosca e sospettato di voler passare al clan avversario, di smetterla di litigare e picchiarsi ogni giorno sia a casa che in strada. Prima poi questo comportamento avrebbe attirato le attenzioni della forze dell’ordine. E il clan questa cosa non l’avrebbe gradito. Ed è scattata una doppia punizione in perfetto stile mafioso. Lei è stata stuprata una decina di volte. Lui ha dovuto subire in silenzio lo sfregio di quello che gli stessi affiliati al clan facevano a quella, che comunque davanti a tutta la città, era ancora la sua donna. Una vicenda così orribile, anche se messa in pratica da quelli che sono uomini di “rispetto”, e che incutono terrore, non poteva passare sotto silenzio. La voce della punizione ha preso a girare, fino ad arrivare alle orecchie di un maresciallo dei carabinieri in servizio presso la locale tenenza. Una fortuna per le sorti di Veronica. Questo carabiniere, un piedipiatti come quelli di una volta, che consuma le suole delle scarpe a furia di girare a piedi, per parlare con tutti e ascoltare da tutti, ha deciso di verificare se quella storia era una semplice diceria o c’era qualcosa di vero. E piano piano ha messo insieme i pochi indizi, ma che sono bastati quando ha convocato in caserma la vittima. E c’è voluto davvero tanto tatto e le parole giuste per convincere Veronica alle prime ammissioni, prima che la vittima degli stupri si aprisse e raccontasse tutto quello che era stata costretta a subire. L’incubo inizia una sera di marzo dello scorso anno. Giosuè Sessa, accompagnato da Davide Pescatore bussano alla sua porta. Lei non apre, e i due spalancano la porta a spallate. Davide Pescatore le pianta la pistola in faccia. Giosuè Sessa, invece, le ordina lasciare in pace il suo convivente, di non fare più chiassate e di non andare dai carabinieri. Pena la morte. Poi la stupra. Per sfregio. Per farle capire che non vale nulla. Che la sua esistenza e nelle mani del clan e che serve solo per soddisfare gli uomini. Fiaccata nel corpo e nello spirito, Veronica cade in un stato di totale soggezione. Incapace anche di una minima reazione, tanto da subire in silenzio una sequenza di violenze. Che non si arrestano nemmeno quando Veronica si rende conto di essere incinta. La gravidanza, scatena una maggiore brutalità del violentatore, tanto che la vittima abortisce. Veronica – dirà poi ai carabinieri - aveva notato già qualche settimana prima di quella sera di marzo, un improvviso isolamento. Tutti la evitavano ed ora oggetto di sguardi malevoli. Il clan, accerteranno poi in carabinieri, aveva messo in giro voci malevoli sui suo conto. Nel quartiere girava la voce che Veronica era una poco di buono. Una che, anche stando ancora con il convivente, si era messa già con un altro uomo. E che la colpa dei litigi era sua. La cosca, di fatto aveva ordinato a tutto il quartiere che quella donna non doveva avere considerazione da nessuno. E lei arrivata dalla Sicilia ad Arzano per amore, si era trovata improvvisamente da sola e senza nessuno punto di appoggio. Una situazione creata ad arte e che ha consentito ai due arrestati di continuare per un anno le violenze fisiche e sessuali. Un racconto dell’orrore, verificato e accertato dall’indagine dei carabinieri, che hanno raccolto le prove finite nella richiesta di custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Napoli, ed eseguita ieri mattina dai carabinieri, che hanno arrestato i due pregiudicati nelle rispettive abitazioni. Giosuè Sessa è chiamato rispondere del reato di violenza sessuale e di violazione di domicilio aggravata dalla presenza di un’arma. Davide Pescatore, solo del secondo reato.

DI MARCO DI CATERINO IL MATTINO.IT

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «Il sistema Degennaro: così truccavano gli appalti»

8 Giugno 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vito Degennaro

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

I giudici: «Associazione a delinquere». Pesanti accuse del Riesame: «Rapporti con gli enti pubblici» BARI - Lo chiamano "sistema Degennaro", un «meccanismo costantemente utilizzato» dagli imprenditori baresi per «aggiudicarsi nel corso degli anni (2004-2007) appalti pubblici tutti di rilevante importo finanziario». Per i giudici del Tribunale del Riesame (giudici Maria Teresa Romita, Francesco Mattiace e Rosa Caramia) i tre fratelli Degennaro - Daniele, Vito Michele e Gerardo - assieme ad altre sei persone tra funzionari pubblici e tecnici avrebbero preso parte ad un’associazione per delinquere finalizzata ad una serie di reati (truffa, frode in pubbliche forniture, corruzione). È quanto si legge nelle 75 pagine del provvedimento con il quale il Riesame rigetta la nuova richiesta di arresto del pm Renato Nitti per Daniele e Gerardo Degennaro, ritenendo che non sussistano le esigenze cautelari; ma allo stesso tempo riconosce i gravi indizi a loro carico e, in particolare, sostiene - a differenza del gip Michele Parisi - che sia esistita un’associazione per delinquere che abbia pilotato milionari appalti pubblici. Il difensore degli imprenditori, Gaetano Castellaneta, ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione. Secondo i giudici del Riesame, dall’inchiesta sulla realizzazione di sei grandi opere urbanistiche ed edilizie (indagine che nel marzo del 2012 sfociò negli arresti ai domiciliari, tra gli altri, di Gerardo Degennaro e suo fratello Daniele Giulio Degennaro e nel sequestro di 25 milioni di euro) «emerge come le regole della gara pubblica possono intendersi aggirate anche quando il concorrente già prevede che potrà - dopo l’aggiudicazione - ritenersi svincolato dalle previsioni di bando sia mediante la realizzazione, in concreto, di opere diverse da quelle previste, sia mediante l’approvazione di varianti». Il presunto "sistema Degennaro" viene riassunto dal Tribunale in sette punti, regole da seguire ogni volta che c’è un affare all’orizzonte. Si parte con la «costituzione di società diverse, aventi anche la forma di società di progetto, tutte collegate, sotto il profilo personale, operativo e finanziario»; al secondo punto c’è «l’utilizzo di legami con coloro che occupano posti chiave nella pubblica amministrazione»; si prosegue con «la pianificazione delle spese della commessa di gran lunga inferiori a quelle risultati dai piani economico-finanziari e nei computi metrici»; quarta regola «introduzione di varianti strutturali»; dopo «alterazioni dei registri di cantiere e dei verbali di collaudo»; «scelta dei direttori dei lavori»; e infine «influenza sulle commissioni di collaudo». Sempre secondo i giudici, «nel sistema criminale in esame nulla è lasciato al caso, ma tutto viene pianificato e orientato affinché non vi siano ostacoli prima, durante e dopo l'ultimazione dei lavori eseguiti dall'impresa aggiudicataria». E ancora: «Emerge l’attuazione con ogni mezzo del programma criminoso - prosegue il Riesame - che si sostanzia nella sistematica occupazione di tutti i segmenti fondamentali che connotano l'aggiudicazione di una gara d'appalto fino al momento dell'esecuzione e del completamento dell’opera. Proprio dalla indispensabilità del contributo dei soggetti investiti da tali cariche discendeva la necessità della creazione di quella rete di funzionari e professionisti fedeli». Non solo: la «pianificazione delle spese della commessa di gran lunga inferiori a quelle risultanti dai piani economico-finanziari» sarebbe «un modello operativo applicato dall’impresa Degennaro non per un singolo appalto, ma per un susseguirsi di appalti e affidamenti, in genere di straordinaria importanza e di ingente valore economico». Ogni componente della famiglia avrebbe avuto un ruolo diverso: Daniele «può considerarsi il coordinatore e lo stratega degli aspetti economici, finanziari e contabili del gruppo»; Gerardo «è l’artefice delle decisioni operative dell’associazione e cura i rapporto con i funzionari degli enti pubblici»; Vito Michele «è ritenuto coordinatore degli aspetti economici, finanziari e contabili del gruppo, artefice delle decisioni strategiche e operative dell’associazione, il grande capo». Vincenzo Damiani

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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ITALIA NEWS MILANO, ABUSI SU UNA BIMBA DI 3 ANNI: SEGRETARIA D'ASILO RINVIATA A GIUDIZIO

8 Giugno 2013, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA MILANO - Violenza sessuale e percosse su una bambina di soli tre anni, queste le accuse che pendono sulla segretaria di una scuola materna di Milano, M.B. di 54 anni, rinviata a giudizio. L'incubo per la piccola ha inizio nel luglio del 2011 quando, durante il 'centro estivo', su di lei si concentrarono le attenzione della segretaria. La donna, che solitamente indossava una parrucca a causa delle cure che stava facendo contro un tumore, durante il consueto 'riposino' dei piccoli, si toglieva la parrucca e fingendosi un uomo prestava le sue particolari attenzioni nei confronti della bambina, accompagnate spesso da minacce e percosse. A casa la piccola veniva spesso colta da crisi di pianto e da uno stato di inqietudine insospettendo i genitori che, pian piano, sono riusciti a farsi raccontare quanto accadeva. Il 2 agosto i genitori presentarono una dettagliata denuncia ai carabinieri che, dopo una lunga e articolata indagine, scoprirono quanto accadeva alla materna. La donna venne quindi iscritta nel registro degli indagati e ieri è stata rinviata a giudizio.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO ATTERRAGGIO D'EMERGENZA A FIUMICINO: 3 FERITI. CARRELLO IN TILT, PASSEGGERI SALVATI CON GLI SCIVOLI VIDEO

8 Giugno 2013, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA ROMA - Atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Fiumicino questa mattina, a causa della segnalazione di un problema al carrello di un aereo della compagnia low cost WizzAir. Sarebbero tre i passeggeri rimasti feriti durante la fase di atterraggio del velivolo.
I 165 passeggeri (di cui tre bambini) sono scesi dagli scivoli e la procedura d'emergenza si è svolta regolarmente senza altri problemi. I 3 feriti sono in stato di choc. L'equipaggio era composto da sei persone. Sul posto i Vigili del fuoco.

PROBLEMI AL CARRELLO Alle ore 8 circa l'aereo ha segnalato problemi al carrello destro e compiuto un atterraggio di emergenza utilizzando solo il sinistro; a bordo vi erano 165 passeggeri e un equipaggio di sei persone; tutti sono scesi attraverso gli scivoli. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Al termine dell'atterraggio l'aereo si è adagiato sull'ala destra rendendo provvisoriamente inagibile la pista tre che è stata chiusa. L' aereo proveniva da Bucarest e doveva arrivare a Ciampino.

TRE FERITI I tre feriti nell'atterraggio di emergenza dell'aereo della Wizz Air a Fiumicino non hanno riportato traumi ma sono in stato di choc e sono assistiti direttamente sulla pista dall'unità sanitaria di Aeroporti di Roma. Non è stato necessario al momento il trasporto in ospedale. Le operazioni di sicurezza vengono gestite dalla polizia di frontiera coordinate dal direttore della quinta zona, Antonio del Greco. Tutti gli altri passeggeri verranno accompagnati in un'area dello scalo romano per essere assistiti.

INCHIESTA APERTA L'Agenzia nazionale per la Sicurezza del volo ha aperto immediatamente l'inchiesta di sicurezza di competenza sull'incidente occorso questa mattina all'Airbus A320 della Compagnia Wizz Air in volo da Bucarest a Roma. L'Ansv ha inviato sul posto a Fiumicino un team investigativo per la raccolta delle prime evidenze utili all'indagine.

ATTERRAGGIO SPERICOLATO «Un atterraggio spericolato, compiuto con molta maestria. Il pilota, che è italiano, è riuscito a portare giù l'aereo con un solo carrello e a fare un atterraggio morbido», ha spiegato il dirigente della polizia di frontiera di Fiumicino Antonio Del Greco a Sky Tg24. «La pista è chiusa, quando la magistratura ci darà il via libera rimuoveremo l'aereo», ha detto Del Greco.

IL PRECEDENTE Risale al due febbraio scorso l'incidente dell'Atr 72 ad elica della compagnia romena Carpatair (che operava per conto di Alitalia), proveniente da Pisa e finito fuori pista poco prima delle 21 durante l'atterraggio a Fiumicino. Due delle persone a bordo rimasero ferite, tra cui una hostess.

LEGGO.IT 

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Fiera, via l’indennità al presidente No al compenso con i soldi pubblici

8 Giugno 2013, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sorriso amaro: Gianfranco Viesti dopo le dimissioni

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il parere legale: dal 2010 consentito solo gettone da 30 euro a seduta. Più difficile nominare un top manager BARI - O i soldi pubblici e gettone di presenza da 30 euro a seduta, o l’indennità al presidente. Il dilemma è di casa in Fiera del Levante. Questo dopo che lo studio legale associato Rodio e Nico ha consegnato il parere in merito alla legittimità del pagamento dell’«indennità di carica». Parere chiesto dal Consiglio generale dell’ente espositivo a gennaio scorso per fugare ogni dubbio sull’applicabilità dell’articolo 6 del decreto legge 78 del 2010 (provvedimento approvato per contenere le spese legate agli organi collegiali). La relazione dei legali è giunta il 27 maggio scorso e non lascia dubbi: «L’ente Fiera non è tenuto necessariamente ad abolire l’indennità di carica del presidente, atteso che la sanzione nel caso di specie è l’impossibilità di ricevere contributi o utilità a carico delle finanze pubbliche». Ma se la Fiera vuole continuare a percepire i 750mila euro che i soci fondatori versano annualmente (Provincia, Comune e Camera di Commercio di Bari) deve adeguarsi alla normativa del 2010 modificando lo statuto, all’articolo 11. E pur ribadendo che l’adeguamento produrrebbe effetti ex nunc (dall’entrata in vigore della modifica) non si chiude la porta a un’eventuale richiesta di restituzione dei compensi percepiti dal 2010 al momento della modifica dello statuto. Manager senza autonomia di spesa: Leonadro Volpicella La carica di presidente della Fiera, attualmente, è vacante e le funzioni di rappresentanza sono svolte dal vicepresidente Lorenzo De Santis. Ad aprile scorso, a due anni e poco più dalla nomina, Gianfranco Viesti ha rassegnato le dimissioni. Precedentemente il presidente era Cosimo Lacirignola. La norma prevede il principio della responsabilità erariale (il parere legale lo esclude) ma non è detto che chi ha l’onere del controllo sull’ente non prenda in considerazione l’idea di imboccare altre vie. Lo statuto della Fiera prevede che «al presidente spetti un’indennità di carica deliberata dal Consiglio generale su parere del collegio dei revisori». Viesti nel 2011 (i dati sono pubblicati sul sito internet e non sono stati ancora aggiornati per i compensi del 2012) ha percepito un’indennità loda annua di 41.316,55 euro. Ma al di là dell’ipotetico recupero delle somme (circa centomila euro) tale novità (che ovviamente dovrebbe essere recepita dalla Fiera perché volontaria) pone problemi su come sciogliere il nodo della nuova presidenza. I soci fondatori, più la Regione, avevano tracciato l’identikit di un «manager esperto nel settore delle esposizioni». Ma per reclutare un profilo di medio-alto livello occorrerebbero non meno di 200 mila euro annui. Cifra che non è alla portata dell’ente. Inoltre in Fiera prosegue la sua attività, in virtù di un contratto a tempo determinato, il direttore generale Leonardo Volpicella (129.418,78 euro di stipendio lordo annuo nel 2011) che è stato nominato da Viesti e che, allo stato, non ha autonomia di spesa (fino a diecimila euro deve avere la controfirma del vicepresidente). Toccherà ai soci fondatori sbrogliare la matassa. Magari mettendo mani a quel progetto di privatizzazione che non è mai decollato e che giace nei cassetti di Regione e Fiera da molti anni. Vito Fatiguso

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Aeroporto chiuso: non si vola neppure quest'estate

8 Giugno 2013, 10:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gli enti consorziati non hanno pagato le rispettive quote e si prolunga la chiusura che dura dall'inverno. I SALERNO — Un pareggio di bilancio la società Aeroporto di Salerno spa non lo ha mai raggiunto. Gli enti consorziati sono indietro con il pagamento delle rispettive quote. Anche la stagione estiva, dopo quella invernale, è saltata. E in più si è messa pure la giustizia amministrativa a sospendere la gara per l'affidamento della gestione dello scalo a una società privata. Di lavori di completamento, allungamento della pista compreso, ovviamente, non se ne parla neanche. LO SCONTRO - Eppure l'aeroporto di Pontecagnano resta pur sempre uno dei principali argomenti su cui si snoda lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. L'ultimo attacco è stato sferrato qualche mese fa - era il 19 febbraio scorso - dal deputato Pd Fulvio Bonavitacola in occasione della visita del non ancora premier Enrico Letta. «L'aeroporto di Pontecagnano - diceva il parlamentare - è inserito tra i 31 di interesse nazionale del Piano nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale, ma attualmente non ha le caratteristiche per assolvere al ruolo preposto. Il sistema aeroportuale campano tanto decantato dal centrodestra non lo vedo. L'aeroporto è l'emblema della nullità dell'azione di questa filiera di centrodestra, che parte da Roma, attraversa la Regione Campania e la Provincia di Salerno e atterra poco brillantemente a Pontecagnano. Basta con la propaganda, trasformiamo questo aeroporto in un terminal moderno». Quando a Roma il 3 ottobre scorso si riuniva la commissione Trasporti per l'audizione del sottosegretario Guido Improta sulla situazione del trasporto aereo, in vista dell'approvazione del piano nazionale degli aeroporti, Bonavitacola, membro della commissione e fino a due anni prima componente del cda della società Aeroporto di Salerno spa, non era presente. Per motivi di opportunità, incompatibilità o politici? PONTECAGNANO AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE - Prima è il sottosegretario a tirare in ballo lo scalo di Pontecagnano e poi è il deputato siciliano Giacomo Terranova (Gruppo Misto) a citare il Salerno Costa d'Amalfi. E lo fa solo a riprova della sua tesi: il piano redatto dai tecnici (One Works, Nomisma e Kpmg) sarebbe stato "riadattato" dal Governo. Improta garantisce la permanenza dell'aeroporto di Salerno, a discapito dello scalo di Grazzanise, quando vieta la realizzazione di nuovi aeroporti e dice: «E' il caso di Salerno rispetto a Napoli, in luogo di Grazzanise». Poi, dopo Jonny Crosio (Lega Nord) e Silvia Velo (Pd), interviene il siciliano Terranova che insinua il dubbio su un presunto ritocco del documento: «Alcune delle questioni - dice - e mi riferisco alla vicenda dello scalo di Grazzanise, che compare e scompare, o all'ipotesi di Salerno che ora si esalta di nuovo, trovano, in forma alternata diverse trattazioni». Peccato che la questione Salerno poi cada nel dimenticatoio. I pochi membri presenti puntano la discussione sugli scali di Comiso, Fontanarossa, Albenga e Cuneo, sulla rete siciliana e sull'isolamento della Sardegna, sul trasferimento dei flussi da Linate a Malpensa, sulla crisi di Wind jet e sul successo della Ryanair. E perfino Improta dimentica di rispondere sul caso Pontecagnano. Eppure a Salerno l'aeroporto resta un ottimo motivo per una discussione politica. Soprattutto quando è privo di voli di linea da quasi un anno e a gestirlo è la coalizione avversaria di turno. Angela Cappetta

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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MONDO NEWS PREVISIONI METEO IN RUSSIA DEL 08.06.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

8 Giugno 2013, 10:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A KURA DI KSENIA KULIKOVA Meteo Russia
Previsioni meteo per Sabato 8 giugno 2013
  Tempo T°CMIN T°CMAX Precipit. Vento Um.% Press.hPa Quota0°C
mm prob.% Dir. km/h
Anadyr nuvoloso_piovaschi.png molto nuvoloso / pioggia 1 6 4.8 90 Vento di , deboleE/SE 10 87 1009 1170
Arkhangelsk poco_nuvoloso.png poco nuvoloso 9 24 -- < 10 Vento di , deboleE/NE 7 43 1016 2134
Armavir nuvoloso_piovaschi.png molto nuvoloso / rovesci 12 24 2.3 90 Vento di , moderatoNE 12 77 1013 3078
Astrakhan' nuvoloso.png nuvoloso 19 28 -- < 10 Vento di , moderatoNE 17 30 1013 2931
Barnaul nuvoloso.png nubi sparse 11 29 -- < 10 Vento di , deboleS 9 37 1017 3196
Bratsk nuvoloso_piovaschi.png nuvoloso / rovesci 6 16 2.2 90 Vento di , deboleO/NO 11 81 1016 1863
Brjansk poco_nuvoloso.png poco nuvoloso 12 26 -- < 10 Vento di , deboleO/SO 5 60 1015 2820
Cheljabinsk nuvoloso_piovaschi.png nubi sparse / piovaschi 8 18 1.5 70 Vento di , moderatoNO 12 71 1008 2025
Chita nuvoloso.png nubi sparse 5 24 -- < 10 Vento di , deboleNO 7 37 1009 2631
Groznyi nuvoloso_piovaschi.png molto nuvoloso / pioggia 16 23 6.6 90 Vento di , deboleO/NO 8 82 1013 3148
Irkutsk nuvoloso_piovaschi.png nuvoloso / rovesci 6 16 5 90 Vento di , deboleNO 11 75 1016 2019
Jakutsk coperto_pioggia.png coperto / pioggia 9 15 13.9 90 Vento di , moderatoN/NO 16 78 993 2070
Jaroslavl' poco_nuvoloso.png poco nuvoloso 9 21 0.3 70 Vento di , deboleE/NE 4 68 1015 2336
Jekaterinburg nuvoloso_piovaschi.png nubi sparse / piovaschi 7 16 1.3 70 Vento di , deboleN/NO 10 82 1009 1933
Juzhno-Kurilsk poco_nuvoloso.png poco nuvoloso 8 14 -- 60 Vento di , moderatoS 16 95 1013 3736

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