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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Idem al Pride di Palermo: «Non sfilerò vestita di piume»

7 Giugno 2013, 10:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Josefa Idem

 

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Così il ministro alle Pari opportunità replica alle polemiche suscitate dalla sua adesione alla manifestazione PALERMO - «Parteciperò ad un convegno in apertura: difendo certi diritti, non sfilerò vestita di piume». Lo ha detto il ministro delle Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili Josefa Idem, in una intervista sulla Gazzetta dello Sport in riferimento alle polemiche suscitate dalla sua partecipazione al Gay Pride di Palermo. Parteciperà alla conferenza anche il presidente della Camera, Laura Boldrini. FORMIGONI - «La partecipazione della presidente della Camera Laura Boldrini e del ministro Josepha Idem al Gay Pride di Palermo abbatte la credibilità del governo. Letta aveva detto No fatti divisivi», ha scritto su Twitter il senatore Roberto Formigoni (Pdl).

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Operai che allevano cozze «Così l'Ilva ha cambiato il mare»

7 Giugno 2013, 10:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Le vasche dell'Ilva

 

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Cinque fratelli, un casotto e le idrovore dello stabilimento «Con le pompe attive le barche non galleggiano più» TARANTO - La sintesi di una storia, fisicamente, sta in mezzo alla storia di Taranto. Tra la foce del fiume Galeso, dove tutto nacque, e le idrovore dell ’Ilva, dove tutto rischia di finire. Giù a riva, nel primo seno del mar Piccolo, in linea retta con il famigerato camino E312 che al tramonto di ieri continuava a sbuffare stancamente fumo, i fratelli Resta armeggiano ogni giorno attorno al piccolo deposito che papà Francesco, 75 anni festeggiati avant’ieri, mise in piedi per dare sfogo alle sue passioni: la pesca e la coltivazione delle cozze. I suoi dieci figli, nove maschi e una femmina (l’ultima arrivata), di quel fervore hanno subìto il contagio. «Quando posso - dice Antonio, il portavoce della compagnia - all’alba vengo qui, salgo in barca e me ne vado al largo a cercare di tirar su dal mare qualcosa di buono». Quando può, certo, perchè Antonio è caposquadra all’Acciaieria 1 e fa il pescatore per hobby, anzi «per amore e tradizione», nei ritagli di tempo fra fabbrica, famiglia e la passione civile a difesa del quartiere Tamburi. Non è l’unico della casa, però, a dividersi tra l’acqua a valle e il fuoco a monte. La cozze di Taranto Altri suoi quattro fratelli lavorano nel Siderurgico. Cosimo, tubista, è un dipendente diretto (ora) di Bondi. Alessandro, Giuseppe e Giovanni, invece, sono impiegati part-time con aziende dell’indotto che all’interno dello stabilimento si occupano di ristorazione e pulizie industriali. Un sesto, Claudio, mitilicoltore come Alessandro e a differenza di Giuseppe che fa il pescatore, fu mandato via dall’Ilva nel 2009 dopo 13 mesi da interinale: «Combinai un casino», ricorda quasi divertito mentre ripulisce gli alveari dei "semi" di cozze e prepara la scialuppa per la gita alle vasche che trasferiscono agli altiforni migliaia di litri di mare al secondo. Scopo: il raffreddamento degli impianti. «Non mi rinnovarono il contratto in quanto bloccai una portineria durante uno sciopero. Non penso sia stato un male - sostiene Claudio - e non invidio i miei fratelli che stanno buttati là dentro. Se devi curarti una malattia, e qui le malattie si prendono facilmente, a cosa servono quei mille euro al mese che guadagni?». Si sale a bordo. Claudio accende il motore del barchino che trascina la lancia più capiente e, nella placida navigazione verso il gigantesco serbatoio, Alessandro racconta una crisi d’identità e il congedo da un’epopea. «In questo seno del mar Piccolo, ora, possiamo coltivare solo il seme della cozza. Troppa diossina. Il frutto può crescere fino a un massimo di tre/quattro centimetri. Dopo, per la sua maturazione, dobbiamo traghettarlo in mar Grande nella zona che ci hanno assegnato. Dinanzi alla Lega Navale. Dove si contano all’incirca quindici scarichi fognari e le acque non sono state ancora classificate. Quando lo faranno e le troveranno inquinate, magari ci sposteranno in duemila di noi a Ginosa Marina. Intanto a Venezia, sui cartelli delle pescherie, c’è scritto "Non vendiamo le cozze di Taranto". Erano il nostro documento di riconoscimento. Ce lo stanno stracciando». Quando la barca approda a ridosso del recinto acquatico installato dall’Ilva per rifornire le condotte che fendono le fondamenta dei Tamburi, non si sente il rumore di pompe in azione: «L’assorbimento avviene 24 ore su 24 - spiega Antonio - con una tecnica a cascata che guida naturalmente il corso dell’acqua. Le pompe entrano in funzione in condizioni di bassa marea. E in questo caso si verifica un fenomeno incredibile: è talmente tanta l’acqua risucchiata, che dal mar Grande spesso non arrivano i getti sufficienti per la compensazione e le barche, anziché galleggiare, si siedono sulla sabbia». «A compensazione avvenuta però - riattacca Alessandro - l’eccesso di salinità proveniente dal mar Grande snatura il microclima del primo seno, alimentato dai citri di acqua dolce. Così la cozza, che già si vede sottrarre molto plancton dall’aspirazione delle idrovore, non trova più il suo habitat naturale e disperde una parte del suo leggendario sapore». «Fosse per noi - chiude Antonio, colui che ha denunciato il pericolo delle gallerie sotterranee alla scuola Deledda - preferiremmo il mare alla fabbrica. Però mai come oggi c’è da portare il pane a casa». Di là Claudio riordina i filari di seme e scuote un po’ il capo. Michele Pennetti.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «O stipendi o investimenti» Niente più sforamento del Patto

7 Giugno 2013, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il cantiere della Regione

 

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Cambiati i parametri, troppo costoso violare le regole Il vincolo impone di comprimere la spesa di 340 milioni BARI — Un annuncio che lascia attoniti. Proprio nel giorno in cui si riconosce alla Puglia una prestazione brillante nella spesa dei fondi Ue, arriva un annuncio choc. Nei prossimi mesi, la Regione potrebbe essere costretta a rallentare o fermare del tutto l’impiego delle risorse europee. Con conseguenze gravi e intuibili: freno agli investimenti, restituzione di centinaia di milioni a Bruxelles a causa del mancato utilizzo, stasi ulteriore dell’economia. Il dato è emerso nel corso della riunione a Bari del Comitato di sorveglianza, l’organismo misto (Ue, governo centrale, Regione, enti locali, parti sociali) che si riunisce periodicamente per vigilare sulla spesa dei fondi Ue. La riunione (decine di funzionari e rappresentanti di varie istituzioni) è stata aperta da Nichi Vendola. Ma è stato il suo capo di gabinetto, Davide Pellegrino, ad illustrare la nuova e paradossale situazione della Puglia. È noto che il Patto di stabilità (catenaccio alle uscite) limiti per sua natura il cofinanziamento nazionale alla spesa delle risorse Ue. Ed è altrettanto noto che, nel 2012, il rimedio è consistito nello «sforamento controllato» del Patto, funzionale ad utilizzare le risorse indispensabili al cofinanziamento. Esiste pure una disposizione che mira a disincentivare il ricorso disinvolto allo sforamento controllato: la norma obbliga a imputare nel Patto (e sottrarre dalle disponibilità ordinarie) l’equivalente di una parte dello «sforamento». Quanto? Il valore di una media della spesa di cofinanziamento realizzata tra il 2007 e il 2009. È cambiato qualcosa con la legge di Stabilità 2013: il nuovo parametro preso a riferimento è la spesa di cofinaziamento realizzata nel 2011, che per la Puglia è stata assai alta. Qui comincia il dramma. I numeri aiutano a capire. La Puglia ha a disposizione per il 2013 una «cassa» di 1.340 milioni (ma possiede liquidità ben superiore). Se decidesse di «sforare», le si dovrebbe applicare il «disincentivo». Il vecchio parametro avrebbe obbligato a comprimere la disponibilità di cassa di circa 180 milioni (e destinare l’equivalente al cofinanziamento). Ne sarebbero restati 1.160 per le attività ordinarie della Regione: stipendi per il personale, trasporti, welfare. Il nuovo parametro impone alla Puglia di comprimere la spesa ordinaria di 340 milioni. In questo modo resterebbero per la vita della Regione solo mille milioni: il doppio della Basilicata (ma con popolazione sette volte superiore), come la Calabria (ma col doppio di abitanti), la metà del Piemonte (stessi residenti), meno della metà della Campania, un terzo della Lombardia. Che fare? Far soffrire il bilancio fino allo spasimo pur di cofinanziare i fondi Ue? Oppure disinteressarsi degli investimenti per far vivere la Regione? Finora si è scelta la prima opzione. Ma con una cassa di mille milioni, il rischio è di non farcela. «E prima dei fondi europei — dice Pellegrino — dobbiamo far vivere l’istituzione». La questione riguarda — a causa dell’alta spesa realizzata nel 2011 e la bassa disponibilità di cassa — solo la Puglia. Peraltro, la materia è ostica. Al punto che ieri perfino il funzionario del Dps (Dipartimento politiche di sviluppo), presente all’incontro, stentava ad afferrarne il meccanismo. «Il fatto è — dice Pellegrino — che in questa materia, la mano sinistra non sa cosa fa la destra. Sicché nel governo, il Dps ci invita a far di tutto per cofinanziare la spesa dei fondi Ue. Mentre la Ragioneria dello Stato impone norme per il contenimento delle uscite e inasprisce il Patto di stabilità». Dentro la tenaglia finisce la Puglia. «Diventa sempre più urgente — sottolinea Vendola — ovviare alle contraddizioni: attraverso un rapido intervento della Ue per la completa "nettizzazione" della spesa comunitaria». Ora, invece, viene esclusa dal calcolo del Patto («nettizzazione») solo la parte europea: mentre il cofinanziamento si scarica sul bilancio ordinario. E per la Puglia è un dramma. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Ztl centro storico, Comune riduce i limiti di velocità: auto e scooter mai sopra i 30 chilometri orari

7 Giugno 2013, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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La decisione per tutelare i pedoni, più controlli dei vigili SALERNO - Mai più auto a velocità elevata nel centro storico o scooter che sbucano dalle traversine nella zona a traffico limitata. Perchè il Comune di Salerno ha deciso di imporre vincoli rigidi decretando che la velocità massima per i mezzi a due e quattro ruote - nella Ztl - può essere di 30 chilometri orari. L'ordinanza è già sul tavolo del comandante della polizia municipale di Salerno, Eduardo Bruscaglin, che ha già dato mandato ai suoi uomini di controllare l'applicazione del dispositivo. Pesanti le sanzioni per chi supera il limite di velocità. Il Comune di Salerno avvierà una campagna di informazione diretta a tutti i residenti e ai commercianti del centro storico

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Sanità, i campani preferiscono la Basilicata Anche adesso che le cure sono a pagamento

7 Giugno 2013, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Nell'ospedale di Potenza sono soprattutto salernitani i pazienti Maruggi: «Da noi di continuo, chiedono professionalità» SALERNO - «Il decreto del sub commissario alla Sanità della Campania che sottopone ad autorizzazione preventiva alcune prestazioni nelle altre regioni meridionali comincia a sortire i suoi effetti negativi. Diversi pazienti campani, pur di esercitare il diritto costituzionalmente tutelato alla libertà di scelta della cura, hanno accettato di pagare di tasca propria le prestazioni del servizio sanitario nazionale». A confermarlo, con una nota ufficiale che stigmatizza indirettamente anche la decisione di Palazzo Santa Lucia, è l'Azienda ospedaliera regionale della Basilicata che raggruppa i plessi del San Carlo di Potenza e del San Francesco di Pescopagano. «Non si tratta di una normale procedura “intramoenia” - insiste la nota dell'Azienda ospedaliera - e cioè l’acquisto della prestazione da parte di un dipendente del sistema sanitario che nel tempo libero esercita la libera professione in ospedale ma proprio dell’accesso all’attività ordinaria, con le modalità tipiche degli interventi chirurgici programmati. Un caso più unico che raro perché la prassi consolidata è la libera scelta dai pazienti e poi le Regioni si compensano le prestazioni sulla base di un tariffario condiviso». Ed i pazienti che pagano di tasca propria le cure sanitarie in Basilicata sono soprattutto salernitani. LA TESTIMONIANZA - Nella nota ufficiale del San Carlo di Potenza è rivelata l'esperienza di un noto avvocato salernitano, le cui generalità non sono state fornite, che ha subito una lesione ai legamenti crociati del ginocchio destro. Si era già operato in una struttura pubblica campana, ma l'intervento non avrebbe sortito gli effetti sperati. Così ha deciso di affidarsi ai medici di Potenza. Fidandosi di un amico, anche questo salernitano, che si era già sottoposto ad intervento analogo in Basilicata. «A bloccare la sua scelta non basta la decisione del sub commissario regionale: non può permettersi di aspettare i tempi lunghi della procedura di autorizzazione e se non c’è altro modo se lo pagherà lui l’intervento - rilancia il documento dell'Azienda ospedaliera regionale della Basilicata - la sua richiesta è accettata dall’ospedale. L’intervento è programmato regolarmente secondo l’ordinaria lista d’attesa. In questo caso una quindicina di giorni. Un’ora sotto i ferri dell’equipe diretta dal primario Rocco Romeo, con una tecnica mista e il paziente 24 ore dopo è a casa. Ora il paziente ha già avviato la riabilitazione». Giampiero Maruggi ESPOSTO - Nell'attesa che venga discusso il ricorso - contro il provvedimento della Regione, presentato al Tar dall'Azienda ospedaliera, ci sono altri salernitani e campani già in lista per nuovi interventi chirurgici a Potenza. Che «saranno rimborsati», confermano i vertici dell'Azienda, qualora l'esposto avesse buon esito. «Abbiamo visto giusto – afferma il direttore generale del San Carlo, Giampiero Maruggi – quando abbiamo presentato il ricorso contro il provvedimento. Non c’è decreto o provvedimento amministrativo che tenga di fronte al flusso globale delle informazioni: i cittadini sui problemi di salute stanno imparando a scegliere e non si accontentano dell’offerta più comoda. Con le sue elevate professionalità e le tecnologie di ultima generazione il San Carlo rappresenta sempre più un polo di attrazione su scala interregionale e i primi pazienti campani che, a costo di sacrifici personali, ci scelgono, ne sono un’evidente testimonianza». 07 giugno 2013

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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PRIMO PIANO ROMA PAURA PER IL CANTANTE MICHELE ZARRILLO: "RICOVERATO A ROMA, HA AVUTO UN INFARTO

6 Giugno 2013, 13:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Il noto cantante Michele Zarrillo ha accusato un malore ieri mattina alle 10. Prima una fitta allo stomaco, poi una forte fitta al petto. Temendo un attacco di cuore, immediatamente è scattato l'allarme e il cantante romano che tra una settimana compirà 56 anni è stato trasportato d'urgenza al policlinico Sant'Andrea. Arrivato al Pronto soccorso in codice giallo, è stato immediatamente sottoposto alle terapie del caso. I medici hanno confermato l'infarto. Ora Zarrillo è ricoverato in terapia intensiva e le sue condizioni sono serie, ma stabili. Il cantautore di Centocelle è rimasto sempre lucido e cosciente. Oggi sono previsti ulteriori analisi per decidere se effettuare un'operazione chirurgica per inserire uno stent. "Sono sereno e tranquillo" avrebbe detto ai medici.

LEGGO.IT

06.06.2013.

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 06.06.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA VIDEO

6 Giugno 2013, 10:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA

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APPROFONDIMENTO

Giovedì 6: più nubi e rovesci in questa mattinata su alcune aree del Nord, segnatamente  tra Centrosud  Lombardia, Sudovest Veneto, Veronese,  Nord Romagna e nubi con addensamenti e locali rovesci anche sul basso Tirreno, tra la Sicilia e localmente la Calabria, soprattutto centrale, Golfo di S. Eufemia; meglio altrove con sole prevalente salvo locali addensamenti per nubi basse sul Centro Appennino, Est Toscana.  Al pomeriggio più nubi con addensamenti e rovesci sparsi o anche qualche temporale sui rilievi specie prealpini del Nord, tra alto Piemonte, alta Lombardia, Trentino, Nord Veneto e Centronord Friuli; rovesci anche su Ovest Piemonte, Ovest Torinese, Ovest Cuneese e altri sull'Appennino centrale, soprattutto tra Abruzzo, Molise, localmente Marche, Nord Toscana e rilievi emiliani e romagnoli.  Bel tempo prevalente altrove salvo temporali occasionali sul Sud Appennino tra i rilievi campani, lucani e calabresi. Migliora con più sole in Sicilia.  Più mite ovunque specie al Centrosud con 24/26° di media in pianura, al Nord le massime sono previste sui 22/23°.

Nord:  in mattinata più nubi e rovesci  tra Centrosud  Lombardia, Sudovest Veneto, Veronese,  Nord Romagna,  va meglio con tempo più asciutto altrove. Al pomeriggio addensamenti più intensi con locali rovesci o anche qualche temporale tra alto Piemonte, alta Lombardia, Trentino, Nord Veneto e Centronord Friuli; rovesci anche su Ovest Piemonte, Ovest Torinese, Ovest Cuneese, meglio sul resto dei settori.  Temperature stazionarie con massime tra 22 e 23° in pianura. 

Centro: sole prevalente al mattino salvo un po' di nubi irregolari in Appennino; al pomeriggio più nubi con addensamenti e rovesci o anche locali temporali sui rilievi appenninici specie tra Abruzzo e Molise, localmente su quelli orientali toscani e interni marchigiani. Sempre stabile e soleggiato altrove.  Temperature in lieve aumento con massime tra 22 e 25° in pianura.  Venti deboli o localmente moderati da direzione variabile.

Sardegna:  altra bella giornata soleggiata e stabile quasi ovunque; da segnalare un po' più di nubi sulle aree meridionali con locali addensamenti, ma senza fenomeni associati o solo isolati deboli rovesci, e qualche rovescio più intenso sul Canale di Sardegna.   Temperature in aumento con massime tra 23 e 27° in pianura.  Venti moderati o forti da E/NE sul Canale di Sardegna e sui bacini tirrenici meridionali, moderati con rinforzi da N/NE sul Mare di Sardegna, moderati da E/SE sul resto dei bacini tirrenici.

Sud:  addensamenti e locali rovesci sul basso Tirreno, tra la Sicilia e localmente la Calabria, soprattutto centrale, Golfo di S. Eufemia;  altrove prevale il bel tempo con ampio soleggiamento salvo una tendenza a locali addensamenti pomeridiani sui rilievi interni campani e lucani, con qualche occasionale rovescio. Temperature  in lieve aumento con massime tra 24 e 26° in pianura.   Venti moderati o anche localmente forti orientali o nordorientali sui bacini intorno alla Sicilia e sul basso Tirreno; deboli o moderati da E/SE sullo Ionio e sulla Lucania, deboli variabili altrove. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 06.06.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

6 Giugno 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA 

 Santo(i) del giorno : S. NORBERTO, Vescovo (memoria facoltativa),  S. RAFAEL GUÍZAR  y Valencia, Vescovo di Veracruz
 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,28b-34. 
Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 
Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; 
amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 
E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi». 
Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; 
amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 
Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. 

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ITALIA NEWS TREVISO Operazione di routine al cuore, ma non si risveglia più: muore a 59 anni

6 Giugno 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ennio Semenzato e l'agriturismo di famiglia a Vedelago

 

 

 

 

 

 

 

 

227437 2003962587951 5671684 n INSERITO DA KATIA PERROTTA TREVISO - Muore a 59 anni dopo un'operazione al cuore. La vittima è Ennio Semenzato, gestore dell'agriturismo "Cavin dei Cavai" di Vedelago. Lascia la moglieDaniela Campagnolo e le due figlie Elisa e Marta. Il funerale verrà celebrato a Vedelago domani alle 16. La morte dell'uomo è avvenuta all'improvviso e il dramma ha colpito una famiglia che nella zona è molto conosciuta. Ennio Semenzato era stato sottoposto a un’operazione di routine all'ospedale Ca’ Foncello di Treviso per l’inserimento di una valvola cardiaca nel cuore debilitato.

«A Treviso ne hanno fatte 15mila di queste operazioni, doveva essere quasi una prassi - spiega la moglie in lacrime -. Solo in tre casi gli interventi non sono andati a buon fine. Uno di questi, purtroppo, riguarda mio marito. Non so proprio cosa dire, stiamo vivendo un dramma». Ennio, dopo tutti gli accertamenti di rito, era stato ricoverato il 28 maggio in previsione dell’intervento che doveva essere portato a termine il 30. L’operazione è andata bene, senza apparenti complicazioni. Ma Ennio non si è più risvegliato. Per tre giorni i medici hanno tentato di recuperarlo. Lunedì, invece, il decesso.

«Da circa un anno mio marito aveva sintomi preoccupanti. Ad esempio, il fiatone. Per questo, fatti gli esami, i medici gli hanno consigliato di sottoporsi all'intervento. Una valvola cardiaca avrebbe risolto tutti i problemi per un bel pezzo. Solo che dopo l’operazione, il cuore non è più ripartito. Nemmeno i medici sanno dare una spiegazione alla piega che hanno preso gli eventi». La notizia della morte di Ennio Semenzato ha fatto ben presto il giro del paese dove era noto non soltanto per la sua attività diristoratore, ma anche per il suo impegno nel sociale. Lui, originario di Noale, era venuto ad abitare a Vedelago nel 1989. Lavorava all'Anas di Mestre ma dopo la pensione, nel 2003, ha aperto con la famiglia l'agriturismo "Cavin dei Cavai", ottanta posti a sedere in un locale immerso nella campagna, a 400 metri dalla Postumia. A piangerlo, oltre ad amici e familiari, ci sono i volontari della Croce Bianca di Vedelago, per i quali faceva l’autista e che aveva momentaneamente abbandonato proprio per curarsi: «Ma poi ritorno» aveva assicurato. Purtroppo è andata diversamente.

di Gabriele Zanchin IL GAZZETTINO.IT

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA UDINE Scomparsa da Codroipo, un "buco" da 300mila euro nell'azienda dove lavorava

6 Giugno 2013, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ivana Besutti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA UDINE - Si tinge di giallo la scomparsa della contabile 53enne Ivana Besutti, sparita da Codroipo il 22 maggio scorso senza lasciare alcuna traccia. Spunta un "buco" da 300mila euro nell'azienda dove la donna lavorava, un ammanco che era stato notato dalla proprietà che aveva previsto un confronto con la Besutti. Ma proprio quando il faccia a faccia stava per concretizzarsi, la donna è svanita nel nulla. Nonostante gli sforzi dei carabinieri e le ricerche estese anche in Slovenia, la donna non è stata trovata. 

Il "buco" da 300mila euro. Intanto trapelano aspetti non secondari nella vicenda: nelle casse dell'azienda agricola dove la donna lavorava è stato scoperto un ammanco di circa 300mila euro. Il "buco" sarebbe stato accertato soltanto in parte all'epoca della scomparsa, dal datore di lavoro che aveva chiesto un confronto con la Besutti. Confronto che non c'è mai stato perché la donna è sparita alla vigilia. 

Vista l'ultima volta il 22 maggio. La Besutti manca da casa, a Codroipo, dal 20 maggio scorso ed è stata vista l'ultima volta il 22 maggio, intorno all'ora di pranzo, mentre usciva proprio dall'azienda agricola Mauracher di Muscletto di Codroipo, a bordo della propria Opel Meriva, targata DH583AT. Il giorno prima la donna aveva cambiato in contanti un assegno di 2mila euro.

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