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PUGLIA CALABRIA NEWS No agli atti impuri, Bari fa il pienone con i comandamenti

17 Giugno 2013, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La cantante-atleta Minetti

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Tremila in piazza al raduno della Chiesa Martinez: «Siamo venuti qui per proporre» BARI — Ve l’immaginate una piazza piena di gente a parlare di «atti impuri»? Ve la immaginate all’epoca del sesso dilagante, del sesso inflazionato, del bunga-bunga, del corpo delle donne umiliato, della pubblicità veicolata da allusioni sessuali? Sembrerebbe impossibile pensare una piazza così, invece conviene immaginersela. Anzi, non occorre. Quella piazza c’è stata: il largo della Prefettura di Bari, ieri sera, è stato ordinatamente presidiato per due ore e mezza da tremila persone. Erano state richiamate dalla manifestazione itinerante promossa dal movimento ecclesiale «Rinnovamento nello Spirito». Il titolo della serata è eloquente: «Dieci comandamenti in dieci piazze». Bari è la sesta piazza, toccava trattare il sesto comandamento, «non commettere atti impuri». Otto giorni fa, Milano ha ospitato il quinto («Ricordati di santificare le feste», diecimila in piazza). Prossima tappa è Cagliari, 22 giugno. La peregrinatio di «Rinnovamento», ideata per festeggiare il quarantennale del movimento, finirà a Torino ad ottobre. Festa in piazza a Bari A Bari è andata in scena la discussione, la riflessione, lo spettacolo, la testimonianza. Tutto guidato dalla conduttrice Lorena Bianchetti e trasmesso in diretta su Sat 2000, la televisione controllata dalla conferenza episcopale. Una lunga teoria di ospiti: il vescovo e il sindaco della città (Francesco Cacucci e Michele Emiliano), due «convertiti famosi» come l’attrice Claudia Koll e il giornalista Paolo Brosio, l’attore Remo Girone, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, la cantante Annalisa Minetti, don Fortunato Di Noto (sacerdote impegnato nella lotta alla pedofilia). «Siamo in piazza - dice il presidente di Rinnovamento Salvatore Martinez - per una propositiva rilettura del Decalogo. Non per protestare, ma per proporre». Per discutere, ovviamente, ma non solo (banalmente) di sesso. «Il sesto - dice Martinez - è un comandamento che sembrerebbe dire non fornicare e non commettere adulterio. In realtà l’uso "impuro" del corpo degenera in vere piaghe quali la prostituzione, la pedofilia, il femminicidio». Il biasimo per queste degerazioni riguarda i credenti, i quasi credenti, i non credenti. Lo ha detto Martinez, l’ha ribadito Emiliano. I dieci comandamenti sono «precetti comuni alle tre religioni monoteiste e sono il fondamento di tutte le Costituzioni e gli ordinamenti statali democratici». In altre parole: il decalogo «è il miglior districatore di senso dell’epoca moderna, un sistema segnaletico». Papa Francesco nel video meessaggio che ha inviato alla piazza lo definisce «un codice etico per la costruzione di società giuste». La platea, ordinata e partecipe, si è mobilitata con i canali religiosi. Ma molti baresi (alcuni dei quali dichiaratamente «non praticanti») si sono fermati a guardare e riflettere: sulle testimonianze «famose» di Koll e Brosio, ma anche su quel bellissimo racconto d’amore che è la storia di Pino e Assunta. Coppia calabrese, fallita su un tradimento coniugale, è arrivata al divorzio. Poi si è ricongiunta e si è ricostituita. Ora lui è seriamente malato, lei lo assiste amorevolmente. «Davanti a questo Cristo crocifisso che oggi è Pino per me - dice Assunta - il mio cuore di pietra è divenuto cuore di carne». Monsignor Cacucci, a distanza, commenta: «Il valore della famiglia si impernia su due concetti: la bellezza della sessualità e il superamento dell’egoismo». Girone legge Agostino, Prevert, Gandhi, Kierkegaard. Un’ex prostituta racconta la sua storia. Saluta con video messaggio monsignor Rino Fisichella e poi il papa. «La parola "comandamento" non è di moda - dice Francesco - e all’uomo richiama la volontà di qualcuno che impone limiti ... Ma i comandamenti vengono da Dio, un Dio che ci ha creati e vuole solo il bene dell’uomo». I dieci comandamenti sono «strada di libertà». La strada che porta verso il "comandamento nuovo", quello indicato da Gesù. Non è un divieto, è un imperativo: ama il prossimo come te stesso. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

17.06.2013.

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