PRIMO PIANO PADOVA È figlia di tunisini, niente gara di nuoto, il padre: «È stata una discriminazione»
DI KATIA PERROTTA PADOVA - È una bimbetta tunisina di nove anni, talento del nuoto sincronizzato, a rilanciare con forza il dibattito sul diritto di cittadinanza e lo "ius soli". E' difficile spiegare alla piccola, nata e vissuta a Campodarsego (Padova) da genitori nordafricani, che le leggi le impediscono di tuffarsi e fare acrobazie in acqua assieme alle compagne, come ha fatto finora. Perché nel passaggio dalla categoria amatoriale all'agonismo è intervenuto lo stop della burocrazia: non è cittadina italiana. Questo - anche per la Federazione Nuoto - è un requisito necessario per iscriversi alle gare. Così la piccola campionessa del sincro, che ha subito quasi uno choc, è rimasta ferma a bordo vasca.
«Mia figlia non può capire il perché di questa discriminazione» ha detto oggi il padre. La madre della piccola atleta lavora nel "settore" è una delle addette proprio della piscina padovana. I tecnici della stessa società nuoto "Il Gabbiano" di Campodarsego hanno spiegato a malincuore al genitore che non potranno neppure tesserarla la prossima stagione. La ragazzina compirà 10 anni a novembre. Il papà, un falegname che risiede in provincia di Padova da 11 anni, cinque mesi fa ha avviato l'iter per ottenere la propria cittadinanza italiana, che così potrà trasferire alla figlia. Ma serviranno mimino due anni.
Intanto il tema ha infiammato il dibattito politico. «Sarà mia preoccupazione - ha detto il ministroCecilie Kyenge - sensibilizzare il più possibile il Parlamento perché giunga al più presto una riforma in tema di cittadinanza. Il caso della bimba in Veneto non è isolato ed è, tra l'altro, uno spreco di talento». Sul caso è intervenuto subito anche il governatore del Veneto, Luca Zaia (Lega). «Rimango contrario allo ius soli - ha detto - ma la vicenda della nuotatrice padovana offre la necessità di un dibattito sul diritto di cittadinanza. Parlare di questi bimbi e legarli al problema dello ius soli è cercare un alibi. Questa è una questione di giustizia verso chi, per età, scolarità, cultura, pratica sportiva, è di fatto già cittadino italiano in tutto e per tutto».
Proprio oggi, non a livello politico ma sportivo, si è aperto più di uno spiraglio. La Federnuoto ha fatto sapere che dalla prossima stagione anche gli atleti non italiani, ma residenti potranno partecipare alle gare. Quindi anche la giovane tunisina di Padova. «È già una bella notizia, ci dà speranza per vedere la soluzione con ottimismo» ha affermato, appresa la notizia, il papà della piccola nuotatrice tunisina. Il problema degli atleti comunitari non italiani ed extracomunitari residenti in Italia «era già stato recepito da tempo» spiega ancora la Fin. Prima si è provveduto alla modifica dello statuto federale, riformando la norma che limitava il tesseramento «di atleti non italiani», poi il consiglio ha deliberato le modifiche, e infine la palla è passata al Coni, che ora, proprio sulla scorta delle leggi comunitarie per la tutela dei vivai giovanili, dovrà varare il testo. La novità è questa: «In tutti i settori è prevista e garantita la libera adesione di tutti gli atleti residenti in Italia alle attività giovanili, nonché la modalità di partecipazione alla successiva attività assoluta».
IL GAZZERRINO.IT
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DI GIUSEPPE D'ALESSANDRO
INSERITO DA ANGELA CECERE 




INSERITO DA PAOLA TRECCINE - CAGLIARI, 27 GIU - Attentato incendiario nella notte nel deposito Abbanoa, in via Is Cornalias a Cagliari, dove è stato distrutto un autospurgo e danneggiati altri 2 mezzi.




INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PRATO, Durante un controllo ha pensato bene di tentare di corrompere gli agenti di una volante offrendo prestazioni sessuali, ovviamente gratis. Al rifiuto dei poliziotti ci ha quindi provato con spintoni e graffi, rimediando una denuncia. E' accaduto a Prato dove una lucciola cinese è incappata nel controllo della polizia. Le 'proposte' sono proseguite poi in questura, dove denunciata per resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto indicazioni di identità personale ed istigazione alla corruzione.