Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
GENOVA - Due morti nell'incidente stradale avvenuto poche ore fa sull'A26 a 1 km dal casello di Masone. Lo si apprende da Autostrade per l'Italia. Sul luogo dell'incidente il traffico è ancora bloccato e si sono formati tre chilometri di coda in direzione Gravellona Toce. Autostrade ha istituito l'uscita obbligatoria a Masone. Sul posto sono intervenuti il personale della Direzione 1 Tronco di Genova, le pattuglie della Polizia Stradale e i soccorsi.
Napoli. Un ragazzo di 23 anni è ricoverato in gravi condizioni dopo un incidente stradale avvenuto la scorsa notte alle 2.45. Il giovane era alla guida di uno scooter Honda Sh 300: nel tentativo di evitare un cane su una strada di Somma Vesuviana, è finito contro il muro di recinzione di un'abitazione. Il giovane, soccorso dal 118, è stato trasportato al San Giovanni Bosco di Napoli, dove è stato ricoverato in prognosi riservata: le sue condizioni sono gravissime. Con lui viaggiava un ragazzo di 18 anni che si è fratturato il femore ed è stato portato all'ospedale di Nola. Dai primi controlli il documento di guida e di circolazione sono risultati in regola. Il conducente è stato anche sottoposto agli esami dell'alcol e droga i cui esiti arriveranno nelle prossime ore. Sono in corso verifiche per accertare se i due giovani indossavano il casco.
Doppia operazione antidroga dei carabinieri tra Ercolano e Torre del Greco: sotto chiave quattro chilogrammi e mezzo di stupefacenti, tre persone in manette. Il primo blitz è scattato ad Ercolano dove, in via Bosco Catene, i militari hanno smantellato un laboratorio per il confezionamento di dosi di crack, marijuana e cocaina: in manette sono finiti due uomini ritenuti nell'orbita del clan Papale. A Torre del Greco invece un incensurato coltivava piante di cannabis indiana: è stato arrestato e in giornata verrà processato per direttissima.
Inizierà lunedì 16 settembre ,l’operazione di messa in galleggiamento dello scafo della nave da crociera Costa Concordia, che la sera del 13 gennaio 2012 con a comando il capitano di Meta di Sorrento, Francesco Schettino, naufragò sulla scogliera antistante il porto dell’Isola del Giglio. Ormai tutto è pronto a meno di ritardi tecnici si potrà senz'altro procedere alla rimozione del relitto. Come affermato dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, si tratterà di una operazione di recupero mai eseguita nella storia della navigazione che comporterà una spesa di oltre 600 milioni di euro,tutto a carico di privati, durante la quale si cercherà di ridurre al minimo i disagi per la popolazione dell’isola toscana. Quindi nessuno show mediatico, bensì la fase primaria sarà dedicata al recupero dei due corpi mancanti all’elenco delle 32 vittime della tragedia. Si spera che i loro corpi siano rimasti incastrati nella parte non accessibile della nave e che ora possano finalmente essere recuperati. Il collaudo statico parziale delle opere strutturali temporanee che sono necessarie per la rimozione in sicurezza nella nave è stato ultimato e firmato dall'ingegner Massimo Luschi, dirigente del dipartimento lavori e servizi pubblici della Provincia di Grosseto, incaricato a svolgere questo delicato compito dall'Osservatorio di monitoraggio della Protezione civile nazionale. Circa 200 pagine tra certificazioni sui materiali, schede tecniche, descrizione delle opere strutturali, disegni, schemi e risultati delle prove di carico, che sono state svolte nei mesi scorsi, dal personale specializzato in operazione subacquee. Il collaudo riguarda in particolare le 11 torri e i cavi di acciaio per la tenuta della nave sul lato terra necessari ad evitare pericolosi scivolamenti (ogni torretta regge 1000 tonnellate); le piattaforme lato mare, su cui verra' appoggiata la nave, che sono sott'acqua a circa 30 metri di profondita'; i cassoni ancorati alla Concordia sul lato mare, che verranno riempiti e svuotati d'acqua per garantire un maggiore controllo della nave durante gli spostamenti e per stabilizzarla nel nuovo assetto necessario alla rimozione definitiva. Si stima che per il raddrizzamento del relitto della Concordia, lunga circa 300metri con un dislocamento di 114 mila tonnellate, occorrano all'incirca 10-12 ore. Definire con precisione una tempistica di questo delicato e complesso processo gli attori delle operazioni, ovvero Costa Crociere, Protezione civile e la Titan Micoteri- è difficile poiché si tratta di una operazione senza precedenti per un relitto di queste dimensioni. Il movimento dovrà essere molto lento e soggetto ad un costante controllo. Si sono calcolate tutte le possibilità negative e niente è stato lasciato al caso, sebbene il rischio maggiore potrebbe essere la tenuta delle strutture che porteranno la nave in assetto verticale. Sei piattaforme, di cui le tre più grandi misurano 35x40 metri e le tre più piccole 15x5, sorrette da 21 pali del diametro di 1,6 metri conficcati nella roccia granitica per una profondità media di 9 metri; 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che passando sotto il relitto sono ancorate al sistema di raddrizzamento; ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa circa 26 tonnellate. Per favorire la rotazione del relitto sarà fornita una forza di circa 23.800 tonnellate, che dovranno essere sufficienti a far ruotare il gigantesco relitto di circa 65°. Delle oltre 500 persone impiegate nel progetto, circa 120 sono subacquei, circa 60 addetti ai lavori di saldatura o carpenteria metallica, circa 60 tecnici o piloti, circa 60 i 'salvage staff', circa 50 ingegneri, circa 140 membri dell'equipaggio impegnati a bordo dei 30 mezzi navali, circa 10 biologi. Quindi,alle 6 del mattino di lunedì inizierà il cosiddetto parbuckling, cioè la rotazione e il sollevamento del relitto, per riportarlo in posizione verticale. Il momento più critico sarà proprio all'inizio, perché la Concordia deve essere disincagliata dai due speroni di roccia che ne hanno squarciato la carena. L'incognita potrebbe riguardare la capacità della struttura di resistere agli sforzi cui sarà sottoposta. La nave sarà ruotata di 65 gradi rispetto alla sua posizione attuale, con cavi d'acciaio, tentando di non deformare lo scafo per poi poggiarlo sul falso fondale costruito a circa 30 metri di profondità. Un'operazione che dovrebbe durare 10-12 ore. Dopo si verificheranno le condizioni della fiancata rimasta sommersa, si stabilizzerà il relitto e si monteranno i 15 cassoni che ne dovranno assicurare il galleggiamento. La Concordia partirà quindi per il suo ultimo viaggio verso il porto di Piombino dove dovrebbe essere demolita se le strutture saranno adeguate,, altrimenti si valuteranno soluzioni alternative. –Salvatore Caccaviello Positanonews.
E’ stato presentato ieri pomeriggio presso la sede del Sisaf in Via La Carnale Alzheimer Salerno, uno spazio terapeutico dove le persone affette dalla patologia possono trovare servizi ed attività di contrasto al processo degenerativo tipico della malattia. Presenti, fra gli altri, il Dottor Pietro Siano, Responsabile della struttura di neuropsicologia clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni e Ruggi D'Aragona di Salerno e la responsabile del Centro Sisaf Patrizia Stasi.
ALZHEIMER SALERNO. Si tratta di un programma rivolto a persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza nella fase iniziale o intermedia ed alle loro famiglie. Gli obiettivi primari sono migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro cari; potenziare le abilità cognitive e sociali dei malati; offrire supporto nell’affrontare le difficoltà quotidiane prevenendo così l’isolamento delle famiglie.
I malati saranno coinvolti in attività appositamente studiate sulle loro capacità e finalizzate al mantenimento delle abilità motorie, cognitive, e sociali attraverso attività laboratoriali, stimolazione cognitiva, terapia occupazionale, arte terapia, musicoterapia, psicomotricità e ginnastica dolce. Alle famiglie sono invece riservate consulenza ed orientamento su tematiche legate alla malattia, momenti di confronto e condivisione sulla base di esperienze personali per supportare e sostenere le persone vicine ai malati nella gestione del carico emotivo ed assistenziale.
Tutto ciò è reso possibile dalla composizione di una equipe eterogenea composta da un neuropsichiatra, uno psicoterapeuta, un terapista della riabilitazione ed un operatore socio sanitario.
INFORMAZIONI UTILI. Per accedere al programma è prevista una prima visita, previa prenotazione, durante la quale l’equipe valuterà l’inserimento in un gruppo omogeneo per difficoltà ed esigenze. Il servizio, che prevede una spesa minima a fronte del servizio offerto, è attivo lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13 presso la struttura di Via La Carnale.
Nell’offerta è inserito anche il servizio di trasporto dei malati reso possibile grazie alla donazione di una famiglia salernitana che proprio recentemente ha perso un componente a causa dell’Alzheimer a dimostrazione della grande sensibilità del tessuto sociale che gravita attorno al Sisaf.
Erano le 3.30 quando è scattato l'allarme nella strada, accanto alla rotonda del Cantiere. Nel litigio due persone sono rimaste ferite, una di loro con un'arma da taglio. Qualche ora dopo aggredita nella sua abitazione la mamma di uno dei due contendenti Violenta rissa nella notte in via della Bassata nel locale Bimbo's. Il bilancio è in tutto di tre feriti: tra questi c'è anche la mamma di uno dei due contendenti, aggredita a bastonate nella sua abitazione qualche ora dopo la lite. Una persona è stata arrestata, altre sono state denunciate. Sospesa la licenza del locale. FOTO Il luogo in cui è avvenuta la lite È questo il risultato delle indagini notturne e mattutine. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa sia successo esattamente in via della Bassata. Erano le 3.30 quando è scattato l'allarme nella strada, accanto alla rotonda del Cantiere. Sul posto si sono precipitate due volanti della polizia e altrettante ambulanze della Svs. Nel momento in cui la polizia è arrivata, sul posto c'erano solo due persone. Il primo ferito è stato subito caricato dalla Svs è portato in pronto soccorso per le cure, ma pochi minuti dopo, la stessa ambulanza è dovuta tornare sul posto in via della Bassata per soccorrere un nuovo ferito. Anche quest'ultimo è stato portato in ospedale. In base a quanto appreso, la lite si è scatentata all'interno del locale ed è poi proseguita fuori. Un uomo, a cui era stato impedito di entrare al Bimbos, si è presentato nuovamente all'ingresso: questa volta insieme al cane. Questo gesto ha provocato la reazione di alcuni presenti. Nel giro di pochi minuti i toni si sono accesi finché uno dei tuoi contendenti ha picchiato l'altro, che ha reagito dandogli una coltellata a un fianco. A chiamare aiuto e stato il padre dell'accoltellato. Non si esclude che gli aggressori fossero più di uno. Alle sei poi un ulteriore colpo di scena: la mamma di uno dei due contendenti è stata aggredita a bastonate nella sua abitazione in via della Bassata. Sul posto è intervenuta la Svs che l'ha portata in ospedale. Sono in corso accertamenti.
Sventolano striscione: 'Salviamo i lavoratori Om Carrelli' - BARI, - "Salviamo i lavoratori Om carrelli": è scritto su uno striscione di 10 metri esposto da una delegazione di lavoratori dell'azienda - che produceva carrelli elevatori a Bari - davanti all'ingresso della Fiera del Levante dove il premier Enrico Letta sta inaugurando la 77ma edizione. Operai e le loro famiglie sono in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica: sono in corso da due anni trattative con l'azienda che ha annunciato la chiusura e il licenziamento dei 224 dipendenti.
Caronte Tourist: «I camionisti si recano direttamente a San Francesco perché non li controlla nessuno». Ma la polizia ha intensificato le verifiche MESSINA - I bisonti della strada, i tir che ogni giorno attraversano Messina provocando caos nella circolazione stradale, inquinamento acustico e ambientale e incidenti, anche mortali, continuano ad essere uno dei maggiori problemi al centro dell’agenda politica del’amministrazione comunale della città dello Stretto. Il problema persiste nonostante siano stati costruiti negli anni scorsi degli approdi nel rione di Tremestieri collegati direttamente con l’autostrada in modo da evitare l’attraversamento della città da parte dei Tir: ma il molo non ha mai funzionato bene poiché quasi sempre impraticabile, perché insabbiato. In attesa che inizino i lavori per l’ampliamento del porticciolo, i mezzi pesanti continuano quindi a passare per il centro città approdando alla Rada San Francesco. Nei giorni scorsi però, l’amministrazione si è resa conto che per quanto poco praticabile l’utilizzo da parte delle navi degli armatori privati del molo di Tremestieri era comunque minore a quanto consentito e il sindaco Renato Accorinti ha chiesto «il raddoppio del numero di corse da Tremestieri e l’aumento dei controlli da parte della polizia municipale». Poi ha aggiunto: «Ci sarà un tavolo permanente sull’area dello Stretto, si parlerà di continuità territoriale con le deputazioni e i presidenti delle due Regioni. E’ un diritto costituzionale che da sempre è stato calpestato». CARONTE TOURIST - Il gruppo Franza che gestisce le navi Caronte Tourist che collegano la Sicilia con il continente ha però subito replicato, sottolineando che la colpa del passaggio dei Tir nel centro non è colpa loro e aggiungendo: «L’approdo di Tremestieri opera, infatti, ordinariamente da almeno tre anni al 50 per cento. Se in un approdo bisogna far traghettare centinaia di tir e in un altro solo venti, è chiaro che noi mandiamo la nave dove c’è il maggior traffico. Il problema è che i camionisti si recano direttamente a San Francesco perché non li controlla nessuno». La polizia municipale per tutta risposta ha quindi effettuato nei giorni scorsi dei controlli scoprendo in poche ore ben 41 mezzi pesanti approdati alla Rada San Francesco invece che a Tremestieri. TARIFFE ALTE ANCHE PER RESIDENTI - Il sindaco Accorinti ha poi anche chiesto agli armatori privati di diminuire le tariffe almeno per i residenti nell’area dello Stretto sia per quanto riguarda le auto che l’attraversamento a piedi, ma anche in questo caso il gruppo Franza ha replicato di non poter fare niente se non dopo seri impegni istituzionali. «Il discorso della continuità territoriale - ha detto Vincenzo Franza, Ad del gruppo Caronte - richiede un’impostazione generale e complessa che prevede delle forme di compensazione. L’intervento istituzionale, dunque, non può essere limitato alla semplice richiesta alle compagnie». Nonostante quindi l’impegno dell’amministrazione la risoluzione del problema sembra ancora lontana, ma i Comitati dei pendolari e alcune associazioni chiedono una soluzione tempestiva della questione che danneggia migliaia di pendolari dell’area dello Stretto. Gianluca Rossellini
Questa notte, il personale del settore volanti del commissariato di Pubblica sicurezza di Cava de’ Tirreni, diretto dal vice questore aggiunto Marzia Morricone, ha proceduto all’arresto di H. E., di 23 anni, cittadino albanese, residente a Cava de’ Tirreni, nonché alla denuncia a piede libero di due giovani minorenni S. H. O di 17 anni e M. V. di 15 anni, il primo residente a Genova ed il secondo a Cava de’ Tirreni, tutti responsabili, in concorso, del reato di furto aggravato ai danni del Club universitario cavese sito nella villa comunale di viale Crispi. In particolare, nell’ambito degli intensificati controlli delle aree urbane ritenute maggiormente a rischio per il verificarsi di episodi di criminalità, gli agenti della polizia di Stato, allertati da movimenti sospetti nei pressi del Club universitario cavese, hanno effettuato una perlustrazione del fabbricato, già negli ultimi mesi oggetto di diversi furti, durante la quale hanno riscontrato una finestra completamente rotta mediante l’uso di un tubo di ferro, trovato ancora appoggiato vicino ad essa. Contestualmente, i poliziotti hanno udito rumori all’interno dello stabile e notato uscire, da un’altro accesso, i tre giovani che si sono dati ad una precipitosa fuga nel tentativo di di dileguarsi. Dopo un breve inseguimento, gli agenti sono riusciti a bloccarli e a recuperare la refurtiva, consistente in liquori ed alimenti sottratti dal bar del Club, per un valore di diverse centinaia di euro. Dell’avvenuto arresto è stata data comunicazione al sostituto procuratore di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, il quale ha disposto per l’arrestato, gli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.
SORRENTO. La diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ha quattro nuovi sacerdoti. La cerimonia solenne si è svolta l'altra sera nel campo sportivo adiacente la cattedrale della città del Tasso. Il rito è stato officiato dall'arcivescovo, monsignor Francesco Alfano ed ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone tra parenti, amici e rappresentanti delle comunità dove i quattro nuovi sacerdoti hanno svolto il loro periodo di preparazione. I neo preti sono Alessandro Colasanto, Michelangelo Gargiulo, Salvatore Abagnale e Roberto Imparato. “La cerimonia dell’altra sera – sottolinea l’arcivescovo Alfano – è stata un’esperienza di fede molto forte. Mi ha fatto piacere notare che c’erano tanti giovani ad assistere al rito e questo significa che i ragazzi non si allontanano dalla chiesa, ma hanno bisogno degli stimoli giusti per rendersi parti attive nel mondo cattolico”. Il prelato è anche fiducioso per il futuro delle vocazioni nell’ambito diocesano. “Abbiamo un buon numero di seminaristi e ciò ci pone in controtendenza rispetto al resto d’Italia – conferma monsignor Alfano -. Nei giovani c’è molto di buono, però amano le scelte radicali e per questo necessitano di figure-guida che li accettino e li accompagnino nel cammino”. Quattro di loro, da ieri, sanno già quale sarà la strada da seguire. Alessandro Colasanto ha 28 anni e si è formato nell'ambito della parrocchia di Santa Maria Annunziata, a Castellammare di Stabia, dove oggi celebrerà anche la sua prima messa. Salvatore Abagnale, invece, ha 26 anni ed è cresciuto nella comunità parrocchiale di Casola ed anche lui ha deciso di tornare alle proprie origini officiando ieri la prima messa nella chiesa dei Santi Salvatore ed Andrea. Abagnale è stato anche segretario del precedente arcivescovo, Felice Cece. Sia Colasanto che Abagnale, inoltre, hanno condiviso un'esperienza missionaria di due mesi in Burundi presso il «Centre Jeunes Kamenge» fondato dai padri Saveriani. Michelangelo Gargiulo ha 37 anni ed è cresciuto nella parrocchia di San Michele a Piano di Sorrento. Attualmente opera presso la chiesa dei Sacri Cuori di Messigno dove domani celebrerà la prima messa. Roberto Imparato, infine, ha 34 anni ed è cresciuto nella parrocchia di San Marco a Castellammare dove oggi officerà la prima funzione liturgica. Per sei anni è stato anche insegnante di religione in un istituto superiore. Nel giro di qualche giorno i quattro nuovi sacerdoti conosceranno le decisioni dell’arcivescovo Alfano in merito alle loro parrocchie di destinazione.