NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Michela Murgia mette all’asta il vestito indossato al premio Campiello
INSERITO DA MARGHERITA RASTIELLO ORISTANO. Un'asta per finanziare la campagna elettorale di «Sardegna possibile» in vista delle elezioni regionali della prossima primavera. Con la candidata governatrice la scrittrice Michela Murgia metterà in vendita l'elegantissimo vestito firmato dallo stilista sardo Antonio Marras indossato solo quando tre anni fa ha ricevuto il premio Campiello per il suo libro «Accabadora». Lo rivela la stessa Murgia nel suo profilo Facebook: l'abito sarà battuto domani al migliore offerente insieme alle opere di una ventina di artisti e artigiani che, anche con le loro creazioni, intendono contribuire al finanziamento della campagna. «La giornata di domani a Cagliari - scrive sul social network la scrittrice - sarà un succedersi di appuntamenti tematici, sonori e artistici tutti a sostegno del nostro cammino verso le elezioni. Io arriverò dritta da Londra con ancora addosso l'abbraccio dei sardi emigrati». La vendita all'asta sarà il momento clou di un open day intitolato «Già fa» alla fattoria Balletto Campagnolo, a Sa Illetta, che comincerà alle 11 e terminerà a mezzanotte: l'ora del vestito del Campiello e delle altre opere scatterà alle 18.30. Ci saranno appuntamenti dedicati ai bambini come il battesimo del cavallo e per i più grandi con mostre, proiezioni, racconti, poesie e spuntini. Alle 21 parlerà anche la candidata scrittrice, la chiusura della giornata con un dj-set sino alla mezzanotte. Michela Murgia aveva vinto il premio Campiello nel 2010 con il romanzo edito da Einaudi intitolato «Accabadora».
FONTE LA NUOVA SARDEGNA
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INSERITO DA CRISTIANA TACCONELLA LOS ANGELES - L'annuncio arriva direttamente davanti le telecamere di TMZ: Jenna Jameson tornerà a lavorare nel mondo del porno. Il suo ritiro momentaneo avvenne nel 2008, ma ora, la 39enne deve fare i conti con una situazione finanziaria difficile. Proprio da questo deriva la sua scelta: "Ho una famiglia da mantenere, voglio tornare a divertirmi davanti le telecamere", commenta la porno diva.’accusa nei confronti di Gabriele Paolini è pesantissima: il personaggio tv adescava in chat i ragazzini, poi li plagiava, ne vinceva le resistenze e li convinceva ad avere rapporti sessuali a pagamento. I tre ragazzi, identificati nei video trovati nella casa di Paolini, raccontano disincantati: “per noi era l’uomo della tv”. Quello che facevano quindi era considerato normale. Paolini era diventato per loro l’amico famoso con cui vantarsi con i compagni di scuola.Il gip Alessandra Tudino nelle 14 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare sottolinea le esigenze «di difesa sociale»: Paolini infatti mette in atto nei confronti dei ragazzini un «insistente tentativo di persuasione, pur a fronte delle palesi resistenze oppostegli, con modalità espressive di reiterata e collaudata tecnica di induzione». Li accompagnava in auto ovunque, conosceva i genitori. In una cantina semibuia nella zona di piazza Bologna della Capitale si consumavano i rapporti. Prestazioni per le quali Paolini pagava dai 15 ai 40 euro. Ora è detenuto nel carcere di Regina Coeli per le accuse di induzione alla prostituzione minorile e produzione di materiale pedopornografico. Ad incastrarlo una denuncia presentata dai titolari di un laboratorio fotografico di Riccione. Il negozio aveva ricevuto via internet, da un punto vendita di Roma, alcuni file da stampare che ritraevano scene di sesso tra Paolini e alcuni ragazzi minorenni. “Spesso uscivamo con lui, ci portava al bowling e a conoscere i genitori. Il padre – hanno detto i ragazzini al pm Claudia Terracina – ci ha perfino insegnato a giocare a briscola”. Per il magistrato siamo in presenza di “un quadro di assoluta svalutazione della altrui libertà, con acclarata incapacità di governo dei propri impulsi antisociali”. Paolini “non solo non ha esitato ad indurre diversi minorenni ad atti sessuali mercenari, ma ne ha documentato le prestazioni con l’intento di diffondere il materiale“. Domani l’ennesimo interrogatorio.