NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA PAVIA San Michele, 15mila euro per la facciata
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. La facciata della basilica di San Michele maggiore perde i pezzi. In una scatola trasparente sulla scrivania del parroco don Giulio Lunati ci sono i pezzi più grossi, quelli più grandi di una mano. Su un foglio bianco quelli più piccoli, grandi come un dito, trovati vicino al portale destro. Sul portone di sinistra invece ci sono crepe profonde: alla prima gelata potrebbero peggiorare, le decorazioni scolpite mille anni fa potrebbero spaccarsi. «La basilica ha bisogno urgente di lavori di consolidamento, prima che arrivi l’inverno – spiega don Giulio Lunati – La Soprintendenza questa volta non ci può aiutare, non ci sono i 15mila euro del fondo emergenze. Lanciamo un appello a tutta la comunità civile: non possiamo più delegare ad altri la salvaguardia del nostro patrimonio, dobbiamo pensarci tutti insieme». Un progetto non impossibile, perché per mettere in sicurezza la facciata basteranno 15mila euro solitamente stanziati dalla Soprintendenza per l’intervento. E il costo sarà coperto per metà da un giovane restauratore pavese, Alessandro Cini, che si era già occupato dei restauri su un lato della basilica: mancano i restanti 7500 euro per pagare materiali e ponteggi.
La facciata era stata restaurata nel 2000, ma l’arenaria è pietra soffice, e con l’inquinamento, l’umidità e il gelo ha bisogno di essere consolidata. «Le risorse per un restauro ora non ci sono – spiega Cini – ma possiamo consolidare la facciata ed evitare che si rovini ulteriormente. Mapperemo i pezzi a rischio, li fisseremo almeno temporaneamente. Ma servono piattaforme aeree e materiali, con l’aiuto di tutti potremmo intervenire prima del gelo». Ieri davanti alla basilica era un viavai di turisti, nell’ultimo fine settimana di ottobre ne sono passati 1250. Merito anche del progetto realizzato in collaborazione con il Touring club, grazie al quale la chiesa dalle 9 alle 17, pausa pranzo compresa. «Questo monumento è un patrimonio collettivo – spiega Vittorio Vaccari, associazione Bel San Michele – Negli anni Sessanta ci fu una colletta per i restauri, è ora che la comunità reagisca e si assuma la responsabilità di lasciare alle generazioni future questo attestato millenario. Soprintendenza e Curia si fanno in quattro, ma non basta più: serve l’aiuto dei cittadini». Per donare, anche pochi euro, ci si può rivolgere alla parrocchia (0382 26063, sanmichelepv@gmail.com) o alla onlus (belsanmichele@sanmichelepavia.it). Il Comune vuole inserire San Michele nell’elenco ministeriale dei monumenti in cerca di sponsor privati per il restauro: «Proporrò a consiglieri comunali e giunta di contribuire personalmente o con il gettone di presenza – spiega l’assessore alla cultura del Comune Matteo Mognaschi – per dare l’esempio». «Potremmo organizzare un evento per la sottoscrizione pubblica – afferma l’assessore provinciale al turismo Emanuela Marchiafava – e coinvolgere il Consiglio in una specie di Telethon dell’arte su monumento della città. La cittadinanza che si attiva può lanciare un segnale importante agli enti»,
DI ANNA GHEZZI LA PROVINCIA PAVESE
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IL SANTO DEL GIORNO LA COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI