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SARDEGNA E CORSICA NEWS Maltempo: prima neve in Sardegna Manto bianco sul Gennargentu, piogge e freddo sul resto isola

9 Dicembre 2014, 10:25am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10846352 267307063439626 4715511498183312088 nINSERITO DA BARBARA PAPPAODA NUORO,Temperature in picchiata anche in Sardegna dove sui rilievi dell'interno è arrivata la prima neve. Manto bianco sul Gennargentu, a Fonni (Nuoro), a oltre 1000 metri. Nessun disagio sulle strade. Le previsioni dell'Aeronautica Militare indicano l'arrivo di un altro nucleo d'aria fredda per domani. Oggi nuvoloso sull'isola con piogge e freddo, le minime nella notte fra mercoledì e giovedì: zero sulla Barbagia, mentre a Cagliari si prevedono 3 gradi. Fra giovedì e venerdì condizioni meteo miglioreranno.ANSA

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TOSCANA NEWS Speleologo scende a -1.358 metri, è record Spedizione in Garfagnana, raggiunta massima profondità penisola

9 Dicembre 2014, 10:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10846352 267307063439626 4715511498183312088 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Record italiano di discesa in un abisso, oggi, in Garfagnana, dove lo speleologo Luca Pedrali di Brescia ha raggiunto quota 1.358 metri di profondità, la più bassa mai esplorata in Italia dentro le viscere della terra. La spedizione, come è stato spiegato dal team Speleo Mannari che ha coordinato l'iniziativa, è durata tre giorni, da venerdì scorso, quando tre squadre, con 18 speleologi in totale, sono scese nel territorio di Minucciano (Lucca), sotto le Alpi Apuane, con l'obiettivo di arrivare all'abisso 'Paolo Roversi', una grotta poco battuta da 20 anni che presenta pozzi e strettoie difficili da percorrere. Le squadre hanno allestito due campi base, a 800 e 1.000 metri sotto la superficie, e 'armato' tutto l'itinerario di discesa con chiodi e corde alle pareti rocciose, mettendolo in sicurezza. Oggi pomeriggio Pedrali ha dato l'attacco all'ultimo tratto: non solo ha raggiunto il sifone finale dell'abisso Roversi, un meandro ad "u" in piena falda invaso d'acqua, ma con muta e bombole d'ossigeno si è immerso, cercando di esplorare una condotta a 'collo d'oca' lunga una decina di metri che si dovrebbe ricongiungere ad un altro abisso nella montagna, mai esplorato finora. Solo la strozzatura del canale, che rendeva l'acqua particolarmente vorticosa, gli ha impedito di proseguire. Il primo speleologo è riemerso verso le 16, mentre gli ultimi cinque - tra cui Pedrali - stanno risalendo e usciranno nelle prossime ore. Luca Pedrali, insieme alla moglie Nadia Bocchi, si era calato nello stesso abisso già fra il 10 e 12 ottobre scorsi ma erano potuti arrivare "'soltanto' a 1.190 metri perché il maltempo sulla costa tirrenica impedì loro di procedere in sicurezza. "L'acqua nei meandri era aumentata molto velocemente - avevano spiegato loro stessi prima di questa spedizione - e pioveva addirittura sopra la tenda del campo base nonostante fosse a 30 metri da una cascata".ANSA

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TOSCANA NEWS Speleologo scende a -1.358 metri, è record Spedizione in Garfagnana, raggiunta massima profondità penisola

9 Dicembre 2014, 10:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10846352 267307063439626 4715511498183312088 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Record italiano di discesa in un abisso, oggi, in Garfagnana, dove lo speleologo Luca Pedrali di Brescia ha raggiunto quota 1.358 metri di profondità, la più bassa mai esplorata in Italia dentro le viscere della terra. La spedizione, come è stato spiegato dal team Speleo Mannari che ha coordinato l'iniziativa, è durata tre giorni, da venerdì scorso, quando tre squadre, con 18 speleologi in totale, sono scese nel territorio di Minucciano (Lucca), sotto le Alpi Apuane, con l'obiettivo di arrivare all'abisso 'Paolo Roversi', una grotta poco battuta da 20 anni che presenta pozzi e strettoie difficili da percorrere. Le squadre hanno allestito due campi base, a 800 e 1.000 metri sotto la superficie, e 'armato' tutto l'itinerario di discesa con chiodi e corde alle pareti rocciose, mettendolo in sicurezza. Oggi pomeriggio Pedrali ha dato l'attacco all'ultimo tratto: non solo ha raggiunto il sifone finale dell'abisso Roversi, un meandro ad "u" in piena falda invaso d'acqua, ma con muta e bombole d'ossigeno si è immerso, cercando di esplorare una condotta a 'collo d'oca' lunga una decina di metri che si dovrebbe ricongiungere ad un altro abisso nella montagna, mai esplorato finora. Solo la strozzatura del canale, che rendeva l'acqua particolarmente vorticosa, gli ha impedito di proseguire. Il primo speleologo è riemerso verso le 16, mentre gli ultimi cinque - tra cui Pedrali - stanno risalendo e usciranno nelle prossime ore. Luca Pedrali, insieme alla moglie Nadia Bocchi, si era calato nello stesso abisso già fra il 10 e 12 ottobre scorsi ma erano potuti arrivare "'soltanto' a 1.190 metri perché il maltempo sulla costa tirrenica impedì loro di procedere in sicurezza. "L'acqua nei meandri era aumentata molto velocemente - avevano spiegato loro stessi prima di questa spedizione - e pioveva addirittura sopra la tenda del campo base nonostante fosse a 30 metri da una cascata".ANSA

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TOSCANA NEWS Chiede biglietto, aggredito capotreno E' successo a Lucca, fratture alle mani per il ferroviere

9 Dicembre 2014, 10:20am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10846352 267307063439626 4715511498183312088 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA LUCCA, Ha chiesto il biglietto a un uomo che dormiva sul treno Lucca-Firenze e, dopo che il passeggero ha risposto di non averlo, ha segnalato il caso alla polfer proseguendo con le operazioni per la partenza. Sceso sul marciapiede il capotreno è stato aggredito dal passeggero. Ne è nata una colluttazione: il ferroviere è caduto fratturandosi entrambe le mani. E' successo alle 6 a Lucca. L'aggressore si è dileguato. Il treno è stato cancellato e i passeggeri sono partiti con il convoglio successivo.ANSA

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LOMBARDIA NEWS Milano. Scala, guerriglia alla prima: cariche e feriti. Lancio di sassi da parte degli antagonisti

9 Dicembre 2014, 09:50am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

10846352 267307063439626 4715511498183312088 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Milano. Tensione, tafferugli e scontri davanti alla Scala di Milano nella sera della Prima. Verso le 17, poco prima dell'inizio del Fidelio di Beethoven, che inaugurava la stagione lirica, sono iniziati gli scontri tra forze dell'ordine e giovani dei centri sociali. Una protesta annunciata, contro gli sgomberi nei giorni scorsi delle case popolari occupate. Tutto è iniziato quando gli esponenti dei centri sociali hanno cercato di sfondare i cordoni di polizia in via Santa Margherita, uno degli accessi a piazza della Scala dove alle 18 cominciava la Prima del teatro milanese e iniziavano ad entrare gli invitati in abito da sera. Un gruppo di attivisti del centro sociale Cantiere e altri antagonisti, con caschi e scudi di polistirolo, si sono presentati ai varchi presidiati dalla polizia e hanno cercato per due volte di sfondare il cordone di agenti in assetto antisommossa. In piazza volava ogni tipo di oggetto, compresi uova, sassi, bottiglie e bengala. Dopo alcuni minuti di tensione gli antagonisti sono stati respinti con una carica dalla polizia. Transenne divelte, due carabinieri e due manifestanti feriti, il bilancio di un pomeriggio di guerriglia. Alcuni esponenti dei comitati contro gli sgomberi sono saliti su impalcature prospicienti piazza del Duomo e hanno srotolato un grande striscione con la scritta «Occupiamo le case vuote. Basta sgomberare». Secondo quanto riferito dalla Questura si tratterebbe di un gruppo formato da anarchici e antagonisti. Sul lato via Case Rotte c'è stato un lancio di fumogeni e petardi mentre le forze dell'ordine hanno fatto da “barriera” alla piazza blindata. Un'altra carica della polizia e dei carabinieri è scattata davanti Palazzo Marino. Sono volate manganellate e un manifestante è stato bloccato a terra. Gli antagonisti – tutti con il volto coperto e con caschi in testa –hanno risposto alle cariche lanciando uova e petardi. La protesta era contro il Jobs act e contro gli sgomberi delle case popolari occupate abusivamente. «Siete tutti ladri e mafiosi», «Case per tutti e povertà per nessuno»: sono alcuni dei cori gridati al megafono. La situazione si è sbloccata quando la polizia ha permesso ai manifestanti di defluire attraverso la galleria Vittorio Emanuele II. La polizia ha sequestrato una molotov: la persona che la brandiva è stata bloccata prima che riuscisse a lanciarla, ma è riuscito a fuggire subito dopo. Secondo alcuni agenti, a far cadere la bottiglia incendiaria sarebbe stato «un ragazzo di nemmeno 18 anni». Due manifestanti sono rimasti feriti. Uno ha anche un dito rotto. Feriti anche due carabinieri durante il lancio di bottiglie: in un primo momento pareva che uno dei militari fosse stato colpito a un occhio, invece è stato raggiunto da un oggetto alla spalla e non è stato necessario portarlo in ospedale. Il collega, invece, è stato ferito a una gamba ed è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale Gaetano Pini. «Inaccettabili le manifestazioni di protesta violenta approfittando di eventi culturali che servono a dare forza e valore alla nostra città» ha dichiarato il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca e ha aggiunto «la legalità non è assolutamente negoziabile». Per il sindaco Pisapia: «Proteste legittime solo se non sfociano nella violenza». (Luigi Fantoni – Il Mattino)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Loris, la madre fermata per omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Sentita per ore in procura, non ha confessato

9 Dicembre 2014, 09:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Omicidio volontario, aggravato dal legame di parentela, e occultamento di cadavere: dopo 6 ore di interrogatorio la procura di Ragusa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Veronica Stival, la mamma del piccolo Loris. Sarebbe stata dunque lei, secondo magistrati e investigatori di polizia e carabinieri, ad uccidere con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo il figlio di 8 anni la mattina di sabato 29 novembre. E sarebbe stata sempre lei a gettare il corpicino nel canalone in contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola: nessun complice, nessun aiuto.

Dopo nove giorni d'indagini serrate è arrivata la svolta. "Procederemo per cerchi concentrici, cercando di avvicinarci sempre più all'ultimo cerchio" aveva detto quattro giorni fa il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia. E così hanno fatto gli investigatori e i magistrati, che ritengono ormai di avere a disposizione tutti gli elementi a sostegno della loro ipotesi. Nelle ultime 48 ore infatti si è lavorato per mettere in fila proprio questi elementi e poterli così contestare alla donna, il cui racconto è andato a sbattere con le verifiche e i riscontri fatti da polizia e carabinieri. Perché, ad esempio, Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera riprende il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l'auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben 4 telecamere non 'vedono' la Polo nera passare nell'orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell'appartamento di via Garibaldi? Ed infine, cosa ha fatto nei 6 minuti che ha 'perso' nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio? Tutte domande a cui la donna dovrà dare delle risposte. A partire già dalla mattinata, quando, dopo una notte in questura a Ragusa, tornerà di nuovo davanti al procuratore Carmelo Petralia e al sostituto Marco Roda. Per ora, però, Veronica non ha ammesso alcun ruolo nell'omicidio del figlio. Ha continuato a ribadire di essere uscita di casa e di aver portato il figlio a scuola. Dura, granitica, senza una sbavatura. "Questi sono omicidi che non si confessano" dice uno di quelli che ha partecipato all'interrogatorio. "La signora - ha sottolineato il suo avvocato Francesco Villardita al termine dell'interrogatorio - è indagata ma non è colpevole". Avrà tempo di fornire tutte le risposte, Veronica. A cominciare da una spiegazione plausibile alla questione delle fascette, un aspetto che molti non escludono possa essere una sorta di messaggio che la donna abbia voluto mandare. Quando le due maestre di Loris si sono presentate a casa della famiglia Stival per fare le condoglianze, lunedì scorso, Veronica ha infatti dato loro un mazzo di fascette di plastica, di quelle da elettricista, dicendo che il piccolo le aveva detto che sarebbero servite per dei lavoretti a scuola. Sorprese, entrambe le maestre hanno spiegato di non aver mai chiesto ai bambini di portare oggetti così pericolosi in classe. Ma le fascette che Veronica ha consegnato sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. Che è morto tra le 9 e le 10.30, un orario compatibile con quei 36 minuti in cui i due sarebbero rimasti soli in casa. Per la procura è la mezz'ora in cui Loris viene ucciso. Poi Veronica lo avrebbe caricato in auto, passando dal garage, e lo avrebbe portato nel canalone a Mulino Vecchio. (Ansa)

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Auto ribaltata nella galleria di Varano traffico in tilt per la Penisola Sorrentina

9 Dicembre 2014, 09:37am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Auto ribaltata nella galleria di Varano traffico in tilt  per la Penisola Sorrentina  Non si conosce la dinamica dell’incidente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Castellammare di Stabia che stanno effettuando i rilievi di rito. La circolazione prosegue in senso unico alternato da e per Sorrento - Vico Equense 

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Vico Equense ferie non pagate a 12 vigili il comune deve sganciare 80 mila euro

9 Dicembre 2014, 09:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - Il Comune di Vico Equense è stato condannato dal giudice del lavoro del Tribunale di Torre Annunziata al pagamento di 82mila euro (comprendendo le spese legali) di ferie non pagate e straordinari non liquidati in busta paga nei confronti di 12 vigili urbani. La decisione è anche passata al vaglio del consiglio comunale che ha ratificato l'ok al pagamento delle somme per gli agenti.Si tratta di una somma imponente, inquadrata nella voce dei "debiti fuori bilancio" approvati dall'assise cittadina nel corso dell'ultima riunione della pubblica assemblea. (Fonte: Salvatore Dare da Metropolis)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LE CONSIDERAZIONI DI ROSARIA ROMANO

9 Dicembre 2014, 09:10am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nDI ROSARIA ROMANO Chi farebbe l'impossibile per mantenere in vita un figlio malato, ma purtroppo non ci riesce.
... E poi c'é chi ha il coraggio di uccidere il suo bambino!
Strana sta' vita...

ROMA - Incubo meningite in una scuola elementare all'Eur: morto bimbo alla materna
ilmattino.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LE CONSIDERAZIONI DI ROSARIA ROMANO

9 Dicembre 2014, 09:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10704156 539422756204599 8400415700225263454 nDI ROSARIA ROMANO Ma chi andrebbe da un parrucchiere cinese??? Con tutti questi prodotti cancerogeni che usano, la colpa é di chi continua ad acquistare le cose cinesi... Poi addirittura il parrucchiere: ed ecco i risultati!!

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