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NEWS ITALIA DAL E MONDO LONDRA "NON ACCETTO CHE BABBO NATALE NON ESISTA": LA MAMMA CHE OGNI ANNO TENTA IL SUICIDIO

20 Dicembre 2014, 12:15pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

LONDRA - Lynn Cassidy, 54 enne inglese madre di due figli, durante il periodo di Natale soffre di una bizzarra patologia, la "depressione stagionale", causata dalla scoperta all'età di dieci anni che Babbo Natale non esiste. Lynn inizia a prendere antidepressivi già nei due mesi precedenti alle festività.Tutti gli anni in autunno, la signora va da un terapista per parlare della sua tristezza irrazionale, che la porta alle lacrime in dicembre. "Da quando ho scoperto la verità - racconta - non ho avuto più un momento felice nella mia infanzia. Babbo significava molto per me e sapere che non esisteva ha rovinato tutto". Lynn si rese conto della verità quando all'età di dieci anni per Natale ha ricevuto una bicicletta di seconda mano. "Ho capito subito - spiega - che dovevano essere stati i miei genitori a comprarla e mi è caduto il mondo addosso". L'anno successivo Lynn ha cercato di rovinare il Natale al fratellino minore confessandogli la verità su Babbo Natale. Ma neanche questa piccola rivalsa è servita alla donna per superare lo choc. "Senza Babbo Natale non hanno senso le feste. Io non l'accetterò mai".

LEGGO.IT

20.12.2014

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NEWS ITALIA DAL E MONDO ASTI, I RAPINATORI UCCIDONO GIOVANE TABACCAIO EROE: "PRIMA DI MORIRE HA SALVATO LA MOGLIE

20 Dicembre 2014, 12:09pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

E' morto da eroe il tabaccaio ucciso dai rapinatori. Ha difeso la moglie da due banditi, nella sua tabaccheria di Asti, ed è stato ucciso. È finita nel sangue la rapina alla rivendita Bacco Tabacco di corso Alba. Manuel Bacco, 37 anni, è morto sotto i colpi di pistola dei malviventi, due uomini incappucciati che sono poi fuggiti facendo perdere le loro tracce. Il delitto questa sera all'ora di chiusura. Il tabaccaio, che lascia un figlio, stava effettuando le ultime operazioni prima della chiusura serale. Pistola in pugno, i due malviventi hanno fatto irruzione nel negozio. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, che stanno dando loro la caccia, avrebbero tentato di aggredire la moglie del titolare, che ha reagito per difenderla. I colpi di pistola, nel parapiglia, non hanno lasciato scampo al tabaccaio, che si è accasciato a terra in una pozza di sangue, mentre i malviventi si davano alla fuga. Non è chiaro, al momento, se siano riusciti a rubare l'incasso della giornata. La vittima è morta sul colpo, prima che l'ambulanza del 118 potesse prestargli i soccorsi del caso. «Sono fuggiti di là, erano in due», hanno riferito alcuni passanti ai carabinieri del tenente colonnello Fabio Federici, comandante provinciale dell'Arma. In tutta la provincia sono stati allestiti posti di blocco, mentre gli esperti della scientifica effettuavano i rilievi del caso sul luogo dell'omicidio. È il secondo tabaccaio ad essere ucciso negli ultimi giorni in Piemonte. Una settimana fa, a Torino, Enrico Rigollet, titolare di un bar tabaccheria, è stato picchiato a morte da uno squilibrato a cui qualche ora prima si era rifiutato di regalare un pacchetto di sigarette. «Sembrava una furia, non sono riuscito a fermarlo in nessun modo», è il racconto del fratello della vittima, che ha assistito impotente all'azione dell'aggressore, arrestato poco dopo dai carabinieri. «Non possiamo negare l'esistenza del male», ha affermato don Elio Vittaz nell'omelia dei funerali del tabaccaio torinese, che si sono svolti ieri ad Aosta, dove aveva la residenza. «La Terra è schiava del male - ha aggiunto - è qui che troviamo le cause di ogni sofferenza. Dal materialismo spunta l'individualismo, è così che l'uomo diventa non una persona ma una cosa».

LEGGO.IT

20.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA I FUNERALI DI VIRNA LISI: DA GARKO A VANZINA L'ULTIMO SALUTO ALLA REGINA DEL CINEMA

20 Dicembre 2014, 11:53am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

E' il giorno dei funerali di Virna Lisi a piazza Ungheria, nella chiesa di San Bellarmino a Roma. In una chiesa affollata di amici e parenti, tanti i personggi del mondo del cinema, dello spettacolo, delle istituzioni ma anche semplicemente gente comune che ha voluto portare l'ultimo saluto alla regina del cinema italiano. Tra i primi ad arrivare l'attore Gabriel Garko, il padre di Giovanni Malagò, il regista Carlo Vanzina che aveva lavorato con la Lisi e che ha dichiarato: «E' stata un'amica, la sua scomparsa mi colpisce personalmente. Era una donna che portava sullo schermo i valori della damiglia. Un'attrice, ma soprattutto una moglie e una madre ideale. Una donna che difendeva la sua vita privata, aveva i pregi della diva mantenendo una vera umanità».

LEGGO.IT

20.12.2014.

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SEZ. VARIE LA STORIA DI SANT'ANTIMO DI NAPOLI A CURA DI MICHELE PAPPACODA

20 Dicembre 2014, 11:51am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

Le origini
La chiesa principale di Sant'Antimo, in Piazza della Repubblica

Il territorio del comune di Sant'Antimo costituiva probabilmente parte dell'antica Atella. Questo territorio era formato da parti degli attuali comuni Afragola, Frattamaggiore,Frattaminore, Casoria, Grumo Nevano, Casandrino, Casavatore, Arzano, Caivano,Cardito, Sant'Antimo, e altri comuni dell'agro aversano: Sant'Arpino, Cesa, Gricignano di Aversa, Orta di Atella, Carinaro e Teverola.

L'origine di Sant'Antimo è ancora contraddittoria. Due sono le ipotesi più accreditate: per alcuni, l'abitato originale risale all'anno 600, quando alcuni discepoli di Sant'Antimo si recarono nel territorio di Atella dove diffusero il culto del santo che divenne tanto importante da dedicare una parte del territorio atellano al santo stesso; per altri, il nome dato al paese è merito del duca di Napoli Antemio che, all'inizio del IX secolo, volle edificare un tempio in onore del santo, nel territorio dove ora sorge il paese. Interessanti testimonianze del suo passato sono gli edifici religiosi: la chiesa dello Spirito Santo, risalente al XVIII secolo, e il santuario dedicato a Sant'Antimo prete e martire, imponente costruzione del 1916, in stile classicheggiante, caratterizzata dall'originale pianta a una navata inserita in una croce greca.

Il Castello Baronale in Sant'Antimo, di probabile origineMedievale
Lo sviluppo

Il centro si sviluppo' lentamente prima dell'anno 1000 ed in seguito, durante il dominio della dinastia degli Svevi, divenne un feudo baronale sotto il controllo della famiglia Filangieri. Dopo l'avvento degli Angioini, il feudo fu concesso alla famiglia Stendardo fino al 1566, dopodiché fu venduto alla famiglia Revertera che, inoltre, riuscì ad ottenere il privilegio della "Camera Riservata" dal viceré spagnolo Filippo IV. Nel 1629la famiglia Revertera cedette il feudo alla famiglia Ruffo. A quest'ultima, successe la famiglia Mirelli, a cui il feudo fu venduto, e lo tenne fino al 1807, anno in cui ci fu la fine del regime feudale.

Chiesa del convento di Santa Maria del Carmine

Il convento dei frati minori fu fondato, come l'annessa chiesa, nel 1614 per volere dell'allora feudatario il duca Revertera, a seguito dell'arrivo a Sant'Antimo di alcuni frati riformati di S. Francesco.

Nel corso di quattro secoli il convento ha subito varie modifiche: infatti, in origine aveva un cortile ed un esteso giardino, espropriato in seguito alla costruzione dell'attuale via Martiri di via Cardinale Verde. Ancora nel 1866, con l'entrata in vigore delle leggi eversive (tutti i beni appartenenti ad enti morali, chiese collegiate, capitoli di chiese cattedrali furono vendute allo Stato), ciò che rimaneva del giardino fu venduto a privati. Dal 1869, negli spazi del convento trovarono collocazione l'ospedale civico, l'asilo, l'orfanotrofio e le scuole elementari; rimasero al rettore del convento e ai frati, per il mantenimento del culto, solo alcune stanze. Nel 1909 il vescovo di Aversa, mons. Francesco Vento, acquistò con legale contratto il convento e l'annessa chiesa, e per alcuni anni in esso trovarono ospitalità una comunità di padri salesiani. Infine, nel 1914, il convento fu ceduto ai frati di S. Pietro ad Aram. Dal 1990 al 1995, il convento ha ospitato una comunità di recupero per tossicodipendenti, ma dal 1996 si è assistito al ritorno dei frati minori. Il convento e la chiesa sono stati quindi restaurati, e finalmente si è fatta luce sulle molte testimonianze presenti nel sito. Gli affreschi del chiostro risalgono al XVII secolo - di non altissima qualità e raffiguranti storie legate al nome di S. Francesco - e non è da escludere che parte di essi siano stati già restaurati nel '700. Certo è che fino al 1926 dovevano essere visibili in quanto citati in una fonte coeva; in un altro lavoro, sulle origini del paese e dei suoi monumenti, non viene fatta menzione di questi affreschi in quanto erano completamente coperti da intonaco, tanto è vero che si ritenesse che fossero andati perduti. La facciata della chiesa, articolata in tre piani, è decorata con stucchi barocchi. Internamente è ad una sola navata con cappelle a destra e sinistra decorate con stucchi, affreschi e marmi policromi.

D'interessante valore storico-artistico sono il crocifisso nell'omonima cappella realizzato nel 1686 da fra' Francesco Scilla su commissione del feudatario del luogo Tommaso Ruffo; la palaseicentesca collocata sull'abside dietro l'altare raffigurante la Vergine del Carmelo; i due cori lignei settecenteschi e i dipinti delle volte realizzate da Raffaele Iodice tra gli anni '30 e '50 del 1900.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Sant’Antimo: 19enne trafficava in abiti con marchi contraffatti Sequestrate anche le liste con gli ordini dei clienti per le prossime festività

20 Dicembre 2014, 11:46am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Sant'Antimo, l'operazione dei carabinieri

SANT'ANTIMO. I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno tratto in arresto per ricettazione e per introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi Anna Borrelli, una 19enne residente a Pomigliano D’Arco. Nella camera da letto della giovane i militari hanno trovato un ingente quantitativo di abbigliamento e accessori con il marchio di note case di moda italiane ed estere abilmente contraffatto. Il materiale consiste in 20 borse con il marchio Louis Vuitton, Fendi, Chanel, Gucci e Armani, 29 magliette polo con il marchio falsificato di Ralph Lauren, Harmont e Blaine, Fred Perry, Burberry e Lacoste, 24 foulard finti Gucci, Fendi, Luois Vuitton, Chanel, Calvin Klein e Burberry nonché 8 borselli, 7 tute, 3 cinture e un paio di scarpe. 

In mezzo al materiale è stato rinvenuto e sequestrato anche un blocco appunti con date, nominativi, cifre e quantità, in pratica le ordinazioni dei “clienti” per i regali da fare in occasione delle prossime festività natalizie.
La merce veniva pagata anche attraverso versamenti sulla carta posta pay della 19enne. Attraverso il blocco degli appunti ed i versamenti sulla carta i Carabinieri stanno ricostruendo se la giovane abbia cercato di vendere materiale falso facendolo passare per originale, tenuto conto della precisione della manodopera nella contraffazione dei marchi delle prestigiose griffe. l’arrestata è stata tradotta nelle aule del tribunale di Nola, in attesa di rito direttissimo.

MATTEO GIULIANI INTERNAPOLI

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS SANT’ANTIMO. Graffia diverse autovetture parcheggiate su strada: preso dalla polizia locale!

20 Dicembre 2014, 11:41am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACCODA Da diversi giorni presso la sede del comando della Polizia Locale di piazza della Repubblica di Sant’Antimo sono pervenute diverse e frequenti segnalazioni circa dei danneggiamenti di autovetture parcheggiate su strada al centro storico. I danni, consistono in una serie di “graffi” arrecati alle carrozzerie delle auto da parte di un ignoto “graffiatore”. Una serie di attività poste in essere dagli agenti della Polizia Locale di Sant’Antimo, coordinati dal Maggiore Biagio Chiariello, hanno permesso di individuare il responsabile, un uomo residente sul territorio, D.F.A. di anni 58, che ha confessato le sue responsabilità circa l’accaduto indicando delle motivazioni futili atte a giustificare l’assurdo gesto. I danni, arrecati con una chiave, ammontano a circa 300 euro, somma che il responsabile ha risarcito alle vittime. L’uomo è stato segnalato alle Autorità competenti e le parti produrranno regolare denuncia. I controlli sono estesi su tutto il territorio con diverse sanzioni elevate a carico dei conducenti di veicoli privi di copertura assicurativa e circolanti nel senso di marcia contrario a quello consentito. In totale circa 150 sanzioni in cinque giorni. http://www.laprovinciaonline.info/graffia-autovetture-parc…/

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Elisabetta Gregoraci mamma bis nel 2015:

20 Dicembre 2014, 11:22am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

403541 3675070802950 1094968668 nINSERITO DA ANGELA LASAGNO La Gregoraci ha svelato a "Nuovo" la sua speranza per il 2015: dare una sorellina o un fratellino a Nathan Falco, nato 4 anni fa della sua unione con Flavio Briatore. Pare che il primogenito però non sia d'accordo a dividere con altri l'attenzione di mamma e papà.

Elisabetta Gregoraci mamma bis nel 2015: Tra le future mamme VIP del 2015 potrebbe rientrare anche la bellissima Elisabetta Gregoraci, reduce dalla conduzione dello spettacolo comico su Rai Due “Made in Sud” che ha tenuto incollati ai teleschermi oltre due milioni di italiani ogni settimana. La bella moglie di Flavio Briatore è inarrestabile: dopo l’impegno in tv si è dedicata alla promozione di un libro per bambini e in una recente intervista a “Nuovo” ha dichiarato di voler mettere in cantiere un secondo bambino, affidandosi alla Madonna dello Scoglio, nonostante le perplessità di suo figlio Nathan Falco. Al settimanale la mora ha confessato l’intenzione di allargare la famiglia con un fratellino, o magari una sorellina come ha sussurrato, per il primogenito nato 4 anni fa. La Gregoraci spera in una femminuccia – Intervistata dal settimanale “Nuovo”, la modella e donna di spettacolo ha così raccontato: Io spererei in una femminuccia. Nathan però non è d’accordo: vuole rimanere da solo, anche perché è consapevole che tutte le attenzioni sono per lui. Ma proveremo a convincerlo. Flavio lo vizia più di me, anche se tutti e due siamo molto attenti a farlo vivere nella realtà dei nostri giorni. E cerchiamo anche di fargli capire che lui è un bambino fortunato e privilegiato. Per la Gregoraci l’anno 2014 è stato positivo dal punto di vista lavorativo: il successo sulle passerelle come modella, in tv come conduttrice e sorprendentemente in libreria grazie ad un libro per bambini appena pubblicato dal titolo “Mamma Elisabetta racconta...” ispirato, ovviamente, alla sua esperienza di mamma con Nathan Falco. Alla presentazione del tomo in questione Elisabetta ha così dichiarato ai giornalisi: Questo libro è nato grazie a Nathan Falco. È nato grazie a lui perché quando era più piccolo ogni sera voleva che gli raccontassi le favole. Ne leggevamo anche tre o quattro a sera. Ma mi diceva sempre: “Mamma queste favole sono tristi! Per favore, inventa tu delle favole!” Allora ho cominciato a scrivere delle favole, le ho messe nero su bianco e così è nato questo libro meraviglioso.

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TOSCANA NEWS Toscana, lo sciame sismico continua

20 Dicembre 2014, 11:17am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

403541_3675070802950_1094968668_n.jpgDI ANGELA LASAGNO Continuano le scosse di terremoto nella zona del Chianti, in provincia di Firenze: una di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 5:07. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 9,3 km di profondità ed epicentro in prossimità di Barberino Val d’Elsa, Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa. Altre scosse sono state registrate alle 5:09 (magnitudo 3), alle 5:35 (3) e alle 5:56 (3.1). E in precedenza ne erano state registrate altre alle 00:29 (magnitudo 3)in prossimità dei comuni di Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle. Di magnitudo 3 anche quella registrata alle 23:38 di ieri. Lo sciame sismico interessa l’area della Toscana da oltre 24 ore e affollano le schermate del sito dell’Ingv che riportano l’attività tellurica in Italia. Da qualche ora, pertanto, si sarebbe risvegliata una piccola faglia, dimenticata e dormiente, che taglia le colline dal bacino del fiume Pesa a quello del fiume Greve, testimoniata anche da qualche toponimo. A breve distanza dalla pieve di Campoli c’è infatti la località di Santa Maria a Macerata che, prossima all’epicentro, ricorda dal nome le “macerie” di un antico devastante terremoto, secoli fa. Comunque a Campoli finora non si registrano danni ai pochi edifici rurali circostanti - coloniche, case padronali e villini ottocenteschi, perfino un castello - nonostante scosse insistenti, durate lunghi secondi e invasive. Chi abita da queste parti non ha paura ma dorme preoccupato dopo il brusco risveglio della notte scorsa alle 1.09 con la scossa di magnitudo 3.5 e la sorpresa della scossa più forte verificatasi finora, 4.1 alle 11.36. Mentre ieri, raccontavano gli abitanti, si è pranzato con i tavoli che tremavano per lo sciame sismico sotto le vigne di Gallo Nero. FONTE LA STAMPA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO “La verità su Ilaria non interessa Per questo dico basta al premio”

20 Dicembre 2014, 11:07am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA ANGELA LASAGNO

ROMA Poi arriva il giorno in cui sei troppo stanco e sfiduciato e alla verità inizi a non credere più. Per la signora Luciana Alpi, quel giorno è maturato molto lentamente. Dopo ventun anni di battaglie civili. Mercoledì mattina ha scritto una lettera agli organizzatori del premio dedicato a sua figlia Ilaria, uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994, mentre lavorava come inviata per la Rai. Ha scritto per dire che la storia del Premio giornalistico Ilaria Alpi può considerarsi chiusa: «Non ha più alcun senso. Era nato con l’obiettivo di trovare verità e giustizia: non le abbiamo avute. L’obiettivo è fallito. Mi sembra normale che dopo un po’ venga il momento di dire basta, grazie e arrivederci...».  

 

Signora Alpi, cosa ha scoperto nelle carte desecretate dal Governo?  

«Niente. Questo è il punto. Nulla che non sapessimo già. Ho letto 3100 pagine, parola per parola. Me le sono portate a casa. Ho preso appunti. Anche sul numero di pagine numerate ma bianche, ancora segrete». 

 

Quante sono?  

«Oltre cinquecento. Mi spiace doverlo dire, ma al momento la desecretazione si è rivelata una mezza buffonata».  

 

Cosa emerge dalla parte leggibile?  

«Tutte cose che sappiamo. La verità è semplice. La storia di Ilaria è impressa nella mia mente. Stava facendo un’inchiesta giornalistica, il lavoro che amava. E conosco a memoria i nomi di quei signori che si occupavano di trafficare armi in Somalia. Avrebbero dovuto essere almeno sentiti...».  

 

Si arrende?  

«Questo mai! Dopo le feste dovrebbero mandarci i documenti delle diverse commissioni parlamentari d’inchiesta. C’è molta roba. Vedremo se avranno lasciato qualcosa di interessante o un bel niente. Leggerò tutto. Non è una resa».  

 

Cos’è?  

«Sono una donna di 81 anni. Non posso più correre dietro all’interviste. Non ha più senso fare quel premio. A che pro? Non abbiamo sortito nulla. Certo: abbiamo fatto il ventennale per la morte di Ilaria, una commemorazione toccante, un bel programma in Rai. Ma tutto finisce, in questa vita».  

 

Potrebbe sembrare un estremo tentativo per richiamare l’attenzione sul caso.  

«No. Non è così. Non abbiamo bisogno di questi mezzucci. Nel 1999, io e mio marito, assieme al giornalista Maurizio Torrealta, abbiamo scritto un libro: era già tutto chiaro. Ma la pazienza ha un limite. Quando il mio avvocato lo riterrà opportuno, scriveremo una bella lettera alle istituzioni, in cui prenderemo atto che la ricerca della verità non è stata ritenuta interessante... ».  

 

Ha incontrato Pignatone, il procuratore capo di Roma?  

«Due volte. E’ una persona stupenda. Un magistrato gentile, attento, che sta facendo indagini importantissime. Si è fatto raccontare tutta la storia di Ilaria, dagli albori. Vedremo...». 

 

Cosa la tormenta?  

«A marzo sono 21 anni che la mia ragazza non c’è più. Il tempo non è dalla nostra, è dalla parte degli assassini. Le prove se ne vanno... Ma io spero ancora, anche se la mia vita non sarà lunghissima, vorrei sapere prima di morire. Mio marito se ne è andato disperato per questo... Ma se non ce la farò, pazienza. Tanto la verità storica la conosciamo tutti». 

 

Può spiegarla a un ragazzo di 18 anni?  

«La giornalista Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin sono stati uccisi in un agguato. Gli hanno sparato in testa. Sono stati uccisi perché stavano facendo un’inchiesta su un traffico d’armi e rifiuti. Basterebbe approfondire».  

 

Ilaria Alpi sarebbe orgogliosa della tenacia di sua madre.  

«Lei pensava che fare giornalismo in modo serio pagasse sempre, era la settima volta che andava in Somalia. Invece ci ha rimesso la vita a 32 anni. Come madre, non lo posso sopportare. Voglio la verità, la rassegnazione non mi appartiene».

DI NICCOLO ZANCAN

 

FONTE LA STAMPA

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CAPRI NEWS Problematiche ospedale Capilupi, documento congiunto dei sindaci di Capri ed Anacapri.

20 Dicembre 2014, 11:04am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

cantiere ospedale capilupi1 [320x200]

 

 

 

 

 

 

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Capri  – In un documento congiunto i due sindaci dell’isola, Gianni De Martino per Capri e Franco Cerrotta per Anacapri, hanno rassicurato la popolazione sulla paventata chiusura di alcuni reparti dell’ospedale Capilupi. Nell’incontro che si è svolto mercoledì a Napoli nella sede dell’Asl Napoli 1 Centro con il direttore generale Ernesto Esposito, il consigliere regionale Angelo Marino in rappresentanza del presidente Caldoro e i due primi cittadini, è stata “confermata la particolare attenzione che sia l’Asl che la Regione hanno per l’isola di Capri”. I vertici napoletani hanno anche rassicurato gli amministratori che “nessun reparto del Capilupi è oggetto di ridimensionamento”. A dirlo al loro rientro sull’isola sono stati gli stessi sindaci ribadendo di aver avuto ogni garanzia sulla continuità di tutte le attività e tutte le prestazioni. Ma uno dei motivi che aveva portato i sindaci a chiedere l’incontro direttamente ai responsabili dell’Asl è stata la protesta che cominciava a montare da parte della cittadinanza che ha dato vita anche a un comitato civico denominato “Articolo 32 Isola di Capri-Salviamo il Capilupi”. Centinaia di isolani, che segnalavano agli amministratori locali una serie di disservizi e problemi e tra questi in particolare la mancanza da più di un anno della tac, una struttura indispensabile per la diagnostica, lo stop dei lavori di ampliamento fermi da alcuni anni e la carenza di personale medico nel servizio dialisi e nel reparto di ostetricia e ginecologia. Ed è proprio sull’argomento ginecologia e sul mantenimento del punto nascita che si sono soffermati i sindaci e i vertici dell’Asl. “Su questo tema – ha precisato al suo rientro sull’isola il sindaco di Anacapri Franco Cerrotta – ci è stata data assicurazione che dal 2 gennaio, con la chiusura del reparto di ostetrica e ginecologia dell’ospedale San Gennaro di Napoli, i medici di quella struttura saranno messi in turno con quelli di Capri. Un sistema organizzativo che consentirà di non lasciare mai scoperta l’isola e il reparto del Capilupi di ginecologi specialisti”. Un’altra garanzia importante è arrivata dal consigliere Marino, rappresentante della Regione, riguardo all’impegno sul recupero dei fondi, circa un milione e 200mila euro, “per riavviare la ristrutturazione dell’ospedale Capilupi”. Sulla mancanza della tac al Capilupi è intervenuto il sindaco di Capri Gianni De Martino che al termine del vertice napoletano ha dichiarato: “L’Asl si è impegnata a sostituire la tac ed a garantire un approfondimento complessivo sulla riorganizzazione funzionale della struttura anche con riferimento all’esempio delle altre realtà isolane del golfo di Napoli”. Soluzioni che oltre a essere diffuse attraverso un documenti i due amministratori, Cerrotta e De Martino, hanno anche portato all’attenzione dell’assemblea pubblica promossa dal comitato civico “Articolo 32 Isola di Capri-Salviamo il Capilupi” che si era riunita nella sala videowall “Mario Cacace”. Alcune centinaia di persone alle quali sono stati esposti gli obiettivi raggiunti nella riunione napoletana. Risultati sui quali però il comitato non si ritiene soddisfatto ribadendo, in un documento diffuso ieri, che “si tratta sempre delle medesime parole ascoltate tante volte e promesse ripetute negli anni e sempre disattese”. Il comitato, quindi, si è riservato “di pianificare una serie di interventi a breve e medio termine” a partire dai prossimi giorni sulle linee di protesta che intende adottare.

ANNAMARIA BONIELLO CAPRIPRESS

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