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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Corsi universitari per detenuti

17 Dicembre 2014, 12:40pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Sigla protocollo Amministrazione penitenziaria e Ateneo Cagliari CAGLIARI, La rieducazione in carcere può passare anche attraverso gli studi: il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Gianfranco De Gesu, e il rettore dell'Ateneo di Cagliari, Giovanni Melis, hanno firmato un protocollo d'intesa per promuovere l'istruzione universitaria dei detenuti. L'intesa prevede l'organizzazione di attività didattiche, di orientamento e consulenza e di tutorato, anche utilizzando metodologie e tecniche di insegnamento a distanza.

ANSA

17.12.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Natale, vendite in calo del 3,2%

17 Dicembre 2014, 12:33pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Confcommercio, spesa media 110 euro e dal 2009 acquisti -42,1% -CAGLIARI,Sarà un Natale sempre più magro per i commercianti sardi. Da un'indagine Confcommercio, in collaborazione con CdC & Partners, svolta sulle attese dei consumi a livello regionale, risulta un calo medio di vendite del 3,2% con una spesa media che non supererà 110 euro, contro i 190 del 2009 (-42,1%). Il carico fiscale di dicembre penalizza gli acquisti. La percentuale di sardi che effettueranno regali sarà del 68%, contro l'85% del dato nazionale, l'86% degli intervistati prevede feste dimesse.

ANSA

17.12.2014.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Piazza Grande, ecco l'albero di Natale

17 Dicembre 2014, 12:25pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Un abete di otto metri e mezzo allestito grazie a una cordata di imprenditori. In piazza Cavour una ditta si occuperà dell'albero di luci, mentre gli attivisti del M5S penseranno all'illuminazione delle palme. Per via Cairoli iniziativa a sorpresa di un imprenditore LIVORNO. È arrivato l'albero di Natale in piazza Grande. Un grande abete di otto metri e mezzo davanti al sagrato del Duomo, che sarà allestito grazie a una cordata di imprenditori che si sono resi disponibili a finanziare l’operazione. Come fanno sapere dal Comune, si tratta delle ditte che hanno lavorato alla recente ristrutturazione di piazza Grande: la Ditta Abate (capofila della cordata) e le imprese Di Gabbia, Stil, Barbini ( vivaisti di Grosseto che hanno fornito l'albero) e Lonzi Metalli.Per giovedì 18 dicembre, invece, dal municipio fanno sapere che "grazie all’impegno e alla disponibilità della ditta Bettarini, sarà allestito un secondo albero in piazza Cavour, nell’area pedonale della piazza". "Non sarà - confermano - una pianta, ma un albero di luci artificiale con illuminazione cangiante a led". "Gli attivisti del Movimento 5 Stelle - conclude la nota inviata dal Comune - provvederanno invece a coordinare l’illuminazione delle due nuove palme di piazza Grande di fronte alla facciata del Duomo, aiutati sempre dalla ditta Bettarini". Un ulteriore decoro per la città arriverà da un imprenditore livornese che vuole mantenere l’anonimato e che provvederà a finanziare l’illuminazione in via Cairoli.

IL TIRRENO

17.12.2014.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Niente luce, bar costretti a chiudere

17 Dicembre 2014, 12:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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In via Marradi negozianti furiosi per il ko elettrico dovuto ad alcuni lavori dell'Enel. E c'è anche chi riempie il negozio di candele Livorno. Togliere la corrente dalle 10 alle 16 a una settimana dal Natale: il peggior incubo di ogni commerciante. Sono furiosi gli esercenti di via Marradi che mercoledì 17 si sono visti togliere la corrente per mezza giornata per alcuni lavori dell’Enel. In molti sono stai costretti a chiudere, come il bar “Colazione da Tiffany” o il parrucchiere “Marcello”, che ha dovuto annullare ben venti appuntamenti.C’è chi, in qualche modo, fa del suo ingegno un’ancora di salvezza, come Antonella Mantellini del negozio “Il garofano”. “In occasione di ogni festa – dice – ne salta fuori una nuova. E a una settimana dal Natale si registra una giornata di lavoro persa. In tutte le città i lavori si fanno di notte o al mattino presto, ma qui no…”. “Non posso permettermi di stare chiusa – sottolinea – quindi allestisco il negozio con tante candele: rimarrò aperta con le mie candele”. Ma c’è anche chi, un po’ a malincuore, accetta la situazione e non se la sente di criticare. Come alla merceria “Politi”: “Se non potevano fare altrimenti - ripetono dal negozio - hanno fatto bene. Sarebbe stato peggio trovarsi il 23 o il 24 dicembre senza luce”.

IL TIRRENO

17.12.2014.

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LOMBARDIA NEWS MILANO Yara Gambirasio, il furgone di Bossetti un'ora vicino alla palestra

17 Dicembre 2014, 12:08pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Veicolo ripreso più volte dalle telecamere MILANO,  Il furgone di Massimo Bossetti, arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio, sarebbe girato per circa un'ora intorno al centro sportivo di Brembate per poi allontanarsi subito dopo l'uscita della ragazza dalla palestra, il 26 novembre del 2010. Il furgone, stando alle indagini dei carabinieri, è stato ripreso più volte da alcune telecamere. Un testimone, sentito per due volte nelle indagini, ha raccontato di aver visto un furgone bianco cassonato, del tutto simile a quello di Massimo Bossetti, che, a velocità sostenuta, aveva svoltato per via Morlotti, proveniente da via Locatelli a Brembate tra le 18,40 e e le 18,45, negli istanti, quindi, in cui Yara stava uscendo dalla palestra. Il teste è stato sentito nel 2010 e ha confermato la sua versione anche dopo l'arresto di Bossetti.

ANSA

17.12.2014.

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LOMBARDIA NEWS Garlasco, attesa per oggi la sentenza del processo d'appello per Alberto Stasi

17 Dicembre 2014, 12:00pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Chiesti 30 anni per il fidanzato di Chiara Poggi. Udienza iniziata, in Aula i familiari della ragazza Dovrebbe arrivare oggi il verdetto del processo d'appello bis a carico di Alberto Stasi imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, la giovane donna uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per lui il Pg ha chiesto 30 anni di carcere mentre la difesa ritiene non ci siano prove per ritenerlo responsabile del delitto. L'udienza è iniziata con le repliche del sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini. Dopo il rappresentante della pubblica accusa questa mattina prenderanno la parola gli avvocati di parte civile e quelli di Stasi per gli ultimi interventi. Dopodiché i giudici della prima corte d'assise d'appello, presieduti da Barbara Bellerio, entreranno in camera di consiglio. La sentenza, salvo imprevisti, dovrebbe arrivare nel pomeriggio. In aula oltre ad Alberto, sono presenti anche i familiari di Chiara, mamma Rita, papà Giuseppe e Marco, il fratello della ragazza, che da 7 anni chiedono di sapere la verità. La vicenda A cinque anni esatti dal verdetto di primo grado che aveva mandato assolto Alberto Stasi, la Corte d'Assise d'Appello di Milano potrebbe mettere un punto fermo, anche se non definitivo, nella vicenda dell'omicidio di Garlasco. Dovrebbe stabilire se a uccidere Chiara Poggi sia stato o meno l'ex studente bocconiano, da sempre il solo imputato per quel delitto che, a distanza di oltre sette anni, è ancora irrisolto. Nei suoi confronti la pubblica accusa ha chiesto 30 anni di carcere contestandogli l'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Per la difesa invece non ci sono prove per giudicarlo responsabile. La sentenza chiuderà il processo di secondo grado celebrato di nuovo dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente assoluzione di Stasi e rinviato gli atti alla magistratura milanese ritenendo che occorresse una "rivisitazione e una rilettura" di tutti gli indizi, alcuni dei quali da approfondire con ulteriori accertamenti. Con questi 'paletti' la Corte, davanti alla quale lo scorso aprile si è aperto il cosiddetto processo d'appello 'bis', oltre al sequestro della bici nera da donna nella disponibilità degli Stasi, ha disposto altri accertamenti: quelli genetici sul bulbo di un capello trovato nel palmo della mano sinistra di Chiara e sulle sue unghie (che non hanno dato esiti tali da costituire una prova processuale) e la ripetizione dell'esame sperimentale della cosiddetta camminata di Alberto estendendolo ai due gradini e alla zona antistante la scala dove quell'estate di sette anni fa l'ex studente bocconiano disse di aver trovato il corpo senza vita della giovane donna. Esame, questo, con cui si è stabilito come sia impossibile che Stasi non si sia sporcato le scarpe e non abbia nemmeno lasciato una traccia ematica sul tappetino della sua Golf, l'auto con cui immediatamente dopo la scoperta del cadavere, si precipitò dai carabinieri del piccolo centro della Lomellina per dare l'allarme. Oltre alle perizie degli esperti nominati dalla Corte, agli atti del dibattimento ci sono alcuni dei risultati dei supplementi istruttori con cui nei mesi scorsi il pg Barbaini ha colmato una serie di lacune, omissioni ed errori dell'inchiesta e gli esiti di approfondimenti effettuati dai legali dei Poggi sulla bicicletta nera. E proprio omissioni ed errori anche inediti sono uno dei punti chiave della requisitoria del sostituto procuratore generale di una ventina di giorni fa. Innanzitutto ha valorizzato le impronte di quattro dita intrise di sangue lasciate dall'assassino sulla maglia del pigiama di Chiara (sulla spalla sinistra) ma poi cancellate da chi ha rimosso il cadavere. Impronte visibili in modo netto in una foto mostrata in aula e che per il pg provano che Alberto, dopo aver ucciso, si lavò le mani per via della presenza delle sue impronte digitali sul dispenser del sapone in bagno. Altro elemento valorizzato sono due graffi sull'avambraccio di Stasi compatibili con una colluttazione e notati da due carabinieri della stazione di Garlasco nell'immediatezza del delitto. Graffi che, come loro stessi hanno raccontato alla Corte, non sono stati fotografati. Non è nemmeno stato messo a verbale come se li fosse procurati. Infine rilevanti per il pg sono le foto scattate al cadavere: smentirebbero quanto aveva affermato il giovane e cioè che Chiara aveva il volto pallido. Questi e altri indizi valutati nel loro insieme hanno portato il pg a sostenere che quella del ritrovamento del cadavere è stata "una messa in scena" e che l'ex studente bocconiano avrebbe alterato "i quadri probatori, limitandoli, deviandoli" fino a "depistare le indagini", come dimostrerebbe la scoperta da parte della pubblica accusa di altre biciclette, almeno due, possedute dagli Stasi e di cui ha sempre taciuto o di un paio di Geox dello stesso numero delle impronte delle suole a pallini rinvenute sulla scena del crimine e mai consegnate. E se i legali di parte civile, oltre alla sostituzione dei pedali della bici bordeaux Umberto Dei - lì venne rintracciato il dna della vittima -, hanno evidenziato che a carico di Alberto ci sono "11 indizi gravi, precisi e concordanti", la difesa ha ripetuto quello che da anni va dicendo: non ci sono prove. Per Angelo Giarda, Alberto va assolto in quanto non è mai emerso nulla che faccia ritenere il giovane responsabile, anzi al contrario sono venuti a galla elementi che lo scagionano. Riguardo alle suole delle scarpe, per esempio, l'ex studente della Bocconi avrebbe potuto non calpestare le chiazze di sangue sul pavimento, per giunta praticamente secche, a causa dell' "evitamento implicito". Inoltre i graffi, secondo le indagini difensive, non sarebbero mai esistiti e la tesi della sostituzione dei pedali non regge. Domani, salvo che le repliche non vadano avanti a lungo, la sentenza. (di Francesca Brunati)

ANSA

17.12.2014.

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CAMPANIA NEWS "Allarme ebola al Santobono": ma era un falso allarme

17 Dicembre 2014, 11:30am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Allarme ebola al Santobono": ma era un falso allarme „Al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico è arrivato un bambino di tre anni proveniente dalla Nuova Guinea con febbre alta. Per motivi precauzionali sono scattate le procedure di emergenza previste dal protocollo

„ Falso allarme ebola al Santobono. Ieri sera, spiega Marisa La Penna del Mattino, è arrivato al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico un bambino di tre anni proveniente dalla Nuova Guinea con febbre alta. Per motivi precauzionali, considerata la sintomatologia del piccolo e la provenienza da un territorio a rischio, sono scattate le procedure di emergenza previste dal protocollo. Il pronto soccorso è stato momentaneamente chiuso e il piccolo è stato isolato.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coast to Coast: Giovanni Grano e Annamaria Vanacore trionfano sul traguardo di Conca

17 Dicembre 2014, 11:26am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è conclusa nella mattinata di domenica a Conca dei Marini la maratona Coast to Coast. Tanta attesa per l'evento sportivo, come sempre atteso dagli appassionati che si sono sfidati con lo splendido sfondo delle due Costiere. Partenza da Sorrento alle 8,23 con gli atleti che si sono involati verso la Costa d'Amalfi.

La vittoria per la categoria uomini è andata a Giovanni Grano del gruppo Nuova Atletica Isernia: l'atleta ha completato il percorso in 1 ora 28 minuti e 46 secondi precedendo Ismail Adim (Finanza Sport Campania) e Abdelhadi Ben Khadir (Entreprise Sport & Service).

Per le donne, invece, trionfo di Annamaria Vanacoredell'Atletica Scafati in 1 ora 55 minuti e 38 secondi. Sul podio insieme a lei Martina Del Rosso (Tucco Runner) e Fabiola Desiderio (Team Atl. Uisip).

Per consultare tutte le classifiche cliccare QUI.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello, processo Fiore rinviato al 14 aprile

17 Dicembre 2014, 11:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO Doveva svolgersi stamani, martedì 16 dicembre, presso il Tribunale di Salerno, l'udienza che avrebbe ascoltato i testimoni della pubblica accusa e della difesa nell'ambito del processo a carico del geometraNicola Fiore, assessore del Comune di Ravello che nel 2010, con altre due persone, sono stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di abuso d'ufficio e falso ideologico, in relazione al rilascio di un permesso di costruire in sanatoria (il numero 25/2010).

A causa di un difetto di composizione del collegio giudicante (uno dei tre giudici è risultato assente), il dibattimento è stato rinviato al 14 aprile 2015. Tra i testi anche il maresciallo della Polizia Locale Alfonso Marsico. Fiore, all'epoca dei fatti, rivestiva il ruolo di consigliere comunale.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Droga, operazione 'Alice': due giovani ai domiciliari in Costiera Amalfitana

17 Dicembre 2014, 11:07am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO La banda operava principalmente a Salerno, spingendosi a spacciare fino in Costa d'Amalfi, Cilento e Valle dell'Irno. Fra i protagonisti anche due giovani di Maiori e Minori.

Sono 20 le persone raggiunte da misure cautelari in seguito all'operazione antidroga "Alice" portata a termine dagli agenti della squadra Mobile agli ordini del vice questore aggiunto Claudio De Salvo. In quattordici dietro le sbarre e sei agli arresti domiciliari: questi per ora i provvedimenti emessi e convalidati dal giudice per le indagini preliminari Donatella Mancini. Un'organizzazione complessa quella salernitana che diramava i suoi "affari" fra le scuole di Salerno, la Valle dell'Irno, la Costiera Amalfitana e il Cilento. I coinvolti hanno un'età fra 45 e 20 anni ed avevano messo in piedi un vero e proprio sistema di spaccio di hashish e cocaina.

Due i coinvolti in Costiera Amalfitana: oltre a N. F., costituitosi sabato ed ora ai domiciliari a Maiori, anche G.D.R., 22enne di Minori finito come gli altri ai domiciliari.

Contro gli imputati, scrive La Città di Salerno, una lista di intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno aiutato gli inquirenti a ricostruire luoghi e modalità dello spaccio. Gli appuntamenti avvenivano generalmente nei pressi di bar e giardini della zona orientale di Salerno, spesso davanti a una rivendita di pesce (da qui deriva il nome "Alice" dell'operazione). Il linguaggio usato dai malviventi era in codice, per non destare sospetti: "g&d" indicava hashish, la "bottiglia di vino" era un'espressione usata per chiedere una certa tipologia di cocaina, i "mazzi di chiavi" per conteggiare il numero dei panetti. Poi la "classica" terminologia degli inviti a pranzo ("veniamo a mangiare in dieci") per far capire di quanta droga si aveva bisogno. In alcune conversazioni si rintraccia pure il calcolo dei ricavi e la contrattazione con gli acquirenti. «Ci ho messo cinque grammi di immondizia dentro» rivela uno degli arrestati; e un altro risponde:«Fai così, nessuno si lamenta fino a adesso vuol dire che vai bene».

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